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Il rischio di credito riguarda una qualsiasi attività di prestito, cioè alla possibilità che il

debitore non assolva alle obbligazioni (pagamento degli interessi e rimborso del capitale)

di insolvenza).

previste dal contratto di debito (Rischio Esso rappresenta la componente

più importante del rischio complessivo dell’attività di intermediazione ed il rischio di

credito riguarda l’attività di prestito così come la sottoscrizione di obbligazioni, nonché il

rilascio di garanzie alla clientela. Alla base dell’attività di finanziamento, vi è pertanto la

valutazione della capacità di rimborso del potenziale prenditore di fondi e delle sue

rischio di spread

prospettive di redditività. Il è quello che si potrebbe avere se varia il

rischio di migrazione

tasso di attualizzazione dei flussi di cassa. Il riguarda il lavoro delle

agenzie di rating poiché se il valore di rating aumenta allora aumenta anche il valore del

credito, viceversa se il valore di rating diminuisce allora diminuisce anche il valore del

perdita attesa

credito. Inoltre nel rischio di credito è prevista sia una (EL=Expected Loss)

perdita inattesa

e sia una (UL=Unexspected Loss). La perdita inattesa si calcola con il

modello del portafoglio, invece la perdita attesa è calcolata come la somma delle singole

perdite attese delle attività finanziarie, e per calcolare la singola perdita attesa dell’attività

probabilità di default l’esposizione al default

finanziaria si moltiplica la (PD), (EAD) e la

perdita da default Tasso di recupero

(LGD). Il (RR) è dato dalla seguente equazione

RR=[(G-Ca)/( 1+i)^t]/EAD i

garanzie, costo di garanzia, tasso di

dove G sono le Ca è il è il

interesse tempo.

e t il variabile multivariata

Adesso il rischio di credito è una e si associa una probabilità ad ogni

pagamento e si può pagare 100, 90,80 ecc... Non vi è più la distinzione tra “paga” e “non

paga”.

Quindi è il rischio di subire una variazione del credito/debito del portafoglio a fronte di una

pricing

variazione delle condizioni della controparte. Il deve contenere la componente

della perdita attesa e questo si contrappone alla perdita inattesa.

Esempio pratico:

EAD=100 G=80 PD=2% Ca=1%•80=8 EL=?

RR=[(G-Ca)/( 1+i)^t]/EAD=[(80-8)/(1+1%)^5]/100=0,71=71%

LGD=1-RR=1-71%=29%

EL=PD•EAD•LGD=2%•100•29%=0,58(perdita attesa della banca a fronte di un credito di

100 e di una garanzia di 80)

Questa perdita attesa rientrerà del Tasso Interno di Trasferimento (TIT) che va al posto di i

e rappresenta il tasso con cui le banche si scambiano le risorse. Inoltre il procedimento

EMPIREMENT.

con il quale la banca attualizza i vari flussi di cassa attesi è detto Infine tra

piccole, medie e grandi imprese, le prime sono meno rischiose perché sono meno legate

alla congiuntura del ciclo economico.

Il rischio di liquidità è collegato alle difficoltà della banca di far fronte tempestivamente ed

economicamente alle uscite di cassa. Per lungo tempo, questa tipologia di rischio è stata

considerata come l’espressione per eccellenza dei problemi di gestione della banca,

poiché la banca è il principale centro di produzione di moneta e, al contempo, garante

della liquidità dell’intero sistema economico. Le banche sono particolarmente esposte al

duplice ordine di motivi.

rischio di liquidità per un Innanzitutto il loro passivo a vista, che

rappresenta la componente fondamentale della moneta detenuta dal pubblico, è per

definizione soggetto ad un rischio di prelievo a discrezione del depositante. In secondo

luogo, una parte fondamentale dell’attività detenute in portafoglio, in particolare i prestiti,

non è negoziabile sui mercati secondari e quindi, anche se formalmente caratterizzata da

una scadenza a breve termine, non è facilmente liquidabile a discrezione della banca. La

banca è soggetta al rischio di ritiro non previsto di depositi e alla necessità di reperire in

liquidity risck).

modo tempestivo la corrispondente quantità di moneta (banking Il rischio

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fundating liquidity risk,

di liquidità può assumere due fattispecie: la prima è il cosiddetto

che si verifica quando la banca trova difficoltà nel raccogliere risorse liquide, per esempio

market liquidity risk

sul mercato interbancario. La seconda è il che si manifesta quando vi

sono difficoltà nel reperire la necessaria liquidità sui mercati tramite la cessione di titoli.

Ciò avviene quando le condizioni di mercato, oppure le caratteristiche tecniche dello

strumento, ne rendono difficoltosa la negoziazione, con ripercussioni sulla possibilità della

causa

banca di smobilizzare velocemente e senza perdita l’investimento effettuato. La del

rischio di liquidità è il trasferimento delle scadenze ed un altro rischio è il cosiddetto

risolvere il problema

credito di firma fideiussione.

come nel caso della Per della liquidità

in poco tempo, le soluzioni adottate dal tesoriere possono essere 5 ed in ordine

d’importanza sono :

1. Operazioni di rifinanziamento principale e quella a lungo termine.

2. Operazioni interbancarie.

3. Operazioni di rifinanziamento marginale.

4. Vendita di titoli.

5. Mobilizzazione di riserve obbligatorie.

Il rischio di mercato (rischio di negoziazione detto “trading book”) corrisponde al rischio di

fluttuazioni nei valori dell'attività finanziarie, dovute ai mutamenti nelle condizioni di

mercato. Fattori che possono causare tali variazioni sono le variazioni dei tassi

d’interesse, dei tassi di cambio, negli indici delle borse azionarie. L’ insieme di questi

fattori espone il portafoglio di strumenti ad un rischio di posizione, noto anche come

rischio di mercato.

Il rischio di banking book ha un’origine in comune col rischio di liquidità (trasformazioni

delle scadenze)

Attività Passività

Mutuo 100000 CD(certif. dep.) 100000

5% 10 anni 2% 1 anno

Δi = variazione tasso di interesse

MI = margine di interesse della banca(5% - 2% = 3%) = 5000 - 2000 = 3000

Dopo un anno la banca potrà emettere certificati di depositi al 3% per un

anno. Ciò porta al cambiamento del margine di interesse.

Attività Passività

Fido 100000 Obbl. 100000

5% 1 anno 2% 10 anni Pagina 6

Se i tassi di interesse diminuiscono, la banca potrebbe emettere un fido al 4% e il MI

diminuisce. Se tassi di interesse aumentano, la banca ci guadagna perché può emettere

un fido al 5% e il MI aumenta.

Il rischio di interesse è collegato al fatto che il valore di mercato di un’attività finanziaria

può variare per effetto di variazioni dei tassi di interesse. Quando l’attività finanziarie

figurano nel bilancio di un intermediario, le variazioni del tasso interesse si possono

tradurre in una riduzione del loro valore.

Per rischio di cambio si intende la variazione di valore di un’attività finanziaria,

denominate in una valuta estera, che subisce per effetto dell’oscillazione del tasso di

cambio tra valuta nazionale e valuta estera. Il processo di internalizzazione degli scambi

ha accresciuto l’esposizione ai rischi di fluttuazioni dei tassi di cambio. Tali rischi

riguardano l’attività di negoziazione in valuta, l’acquisto di titoli denominati in valuta,

l’erogazione di prestiti denominati in una valuta estera e la raccolta di fondi con strumenti

denominati nella valuta diversa da quella nazionale.

Il rischio operativo riguarda il funzionamento dell’impresa in generale. Nel caso specifico

dell’intermediari finanziari, si fa riferimento a possibili perdite legate al malfunzionamento

dei sistemi operativi e a quelli di controllo interno, a catastrofi naturali, ad incapacità e/o

infedeltà del personale. Tra queste tipologie di rischio non va sottovalutato il rischio di

frode, che ha determinato, in periodi diversi anche recenti, casi clamorosi di crisi bancarie

e finanziarie. In una dizione più ampia del rischio operativo viene anche fatto ricadere il

cosiddetto rischio legale e di reputazione che consiste nella possibilità che un’azione

legale e/o un’inchiesta giudiziaria nei confronti dell’intermediario causino perdite o minori

guadagni.

Tra gli altri rischi che possiamo annoverare c’è il rischio di volatilità ed il rischio

reputazionale cioè il deterioramento della reputazione della banca verso i clienti. Infine il

rischio strategico cioè il rischio di subire una perdita di capitale per decisioni strategiche.

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Capitolo secondo : la funzione d’intermediazione

1. I saldi finanziari

funzione di intermediazione

La consiste nel facilitare il trasferimento di risorse

monetarie tra agenti economici che presentano bisogni finanziari contrapposti.

Sono presenti due diversi soggetti finanziari, il primo è in disavanzo finanziario cioè è il

prenditore finale di fondi e l’altro è in avanzo finanziario cioè è il prestatore o datore finale

di fondi. Per trasferire le risorse da coloro che risparmiano a coloro che investono, il

sistema finanziario deve rendere compatibile la richiesta di impiego di fondi con la

domanda di finanziamento, conciliando le esigenze contrapposte e differenziate degli

agenti economici.In particolare, è opportuno esaminare lo schema contabile di riferimento

formazione del saldo

per la rappresentazione dei fatti economici che concorrono alla

finanziario.

Le operazioni svolte da ciascun agente economico possono trovare ideale

rappresentazione contabile in:

• Un conto patrimoniale, espressione delle consistenze o stock di beni di proprietà, di

crediti ed i debiti esistenti ad una certa data.

• Un conto economico, riassuntivo dei flussi di risorse in entrata ed in uscita, generate

dei ricavi e dei costi di competenza in un determinato periodo temporale.

Lo stato patrimoniale

netto”

Il “patrimonio costituisce la ricchezza netta disponibile ad una certa data,

misurata dalla differenza tra il valore attribuito ai beni di proprietà, i diritti di credito e di

partecipazione, genericamente denominati attività, e quella risultante dei debiti. Le

“passività“ possono avere solo natura finanziaria. Genericamente, lo “stato patrimoniale“

di ogni singola unità economica può essere così rappresentato: Pagina 8

attività finanziarie

Le compaiono nell’attivo patrimoniale dei soggetti dei diritti a ricevere

passività

le prestazioni monetarie concordate con le controparti, specularmente, le

finanziarie compaiono nel lato destro dello stato patrimoniale dei soggetti che hanno

attività reali

sottoscritto l’impegno a seguire le prestazioni monetarie concordate. Le

sono rappresentate da beni materiali (immobili, impianti, macchinari) ed immateriali

(brevetti, licenze e così via).

Tutte le componenti attive dello stato patrimoniale sono investimenti in corso, cioè sono

impiego di fondi,

rappresentative di un così come quelle passive ed il patrimonio netto

fonti di fondi

costituiscono o, in altre parole, evidenzia le fonti di finanziamento attivate

siano essi debiti ovvero capitale di rischio.

IL CONTO ECONOMICO

Nel conto economico sono rilevate tutte le transazioni che concorrono alla formazione del

risultato d’esercizio. Questo a differenza di quanto accade per le rilevazioni contabili

aziendali proprie della ragioneria, utilizza il principio di cassa e non quello di competenza.

conto del reddito

Più in particolare, tale conto può essere denominato e rilevare, nella

o impiego di fondi)

sezione di sinistra, i flussi in uscita (usi ed in quelli destra, le entrate

(fonti di fondi).

I movimenti monetari che fanno capo al singolo agente economico non si esauriscono

con le operazioni correnti ma comprendono anche transazioni realizzata in funzione

dell’accumulazione di capitale. L’operazione rappresentate sono tipicamente costituite da

investimenti risparmio(Su)

in attività reali (Iu) e il conseguito nel periodo rappresenta la

principale fonte di finanziamento dell’accumulazione di attività non finanziarie. Inoltre i

conto della formazione del capitale

movimenti relativi trovano rilevazione contabile nel

conto del risparmio e dell’investimento.

o Lo sbilancio tra risparmio e la variazione

saldo finanziario

dell’attività reali è denominato (SFu). A seconda del segno algebrico, il

avanzo disavanzo,

suddetto saldo finanziario identifica la presenza di un oppure un

misurando, rispettivamente, il surplus o il deficit di risorse dell’unità economica.

Quindi se il saldo finanziario è positivo allora c’è un avanzo finanziario o surplus invece se

il saldo finanziario è negativo ci sarà un disavanzo finanziario o deficit.

In generale per ogni singola unità economica, vale la seguente relazione:

Su - Iu = SFu = ΔAFu - ΔPFu Pagina 9

Per cui la differenza tra risparmio (S) e investimento in attività reali (I), cioè il saldo

finanziario (SF) è uguale al saldo dell’operazioni finanziarie o, in altri termini alla variazione

di attività finanziarie (ΔAF) meno la variazione delle passività finanziarie (ΔPF).

debitori finali

I soggetti in deficit accumulano passività finanziarie e sono detti anche o

prenditori finali di fondi, così come quelli in surplus accumulano attività finanziarie sono

creditori finali prestatori datori finali di fondi.

definiti o o

Infine le decisioni di risparmio e di investimento in attività reali, così come gli acquisti di

attività finanziarie (investimenti), la cessione di attività finanziarie (disinvestimenti),

l’emissione di passività finanziarie e l’estensione di passività finanziarie intervenute in un

determinato periodo, modificano la situazione patrimoniale delle unità economiche ,

rilevata a fine periodo ,come nel seguente esempio :

2. I saldi finanziari dei settori Pagina 10

istituzionali e i fattori di creazione delle attività finanziarie

Il sistema di rilevazione contabile consente di dare evidenza alla posizione che vari

soggetti assumono rispetto al sistema finanziario e riguardo agli intermediari finanziari. Gli

schemi di contabilità finanziaria utilizzati possono essere utilmente estesi anche a gruppi

o classi omogenee di operatori e questo modo di procedere rende necessario individuare

omogeneità di

raggruppamenti significativi e caratterizzati da un elevato grado di

comportamento. Il sistema di contabilità nazionale individua cinque settori principali detti

famiglie,

istituzionali, sulla base dei criteri indicati i settori significativi sono i seguenti:

imprese non finanziarie, imprese finanziarie, pubblica amministrazione ed estero (resto del

mondo).

Le famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie comprendono tutte

le unità di consumo, cioè tutti gli agenti economici che, a fronte della cessione a terzi di

fattori di produzione (Capitale e lavoro), ricevono una remunerazione e/o beneficiano di

trasferimenti di redditi destinate ad alimentare l’acquisto di beni di consumo e servizi

prodotti dalle imprese. La spesa in conto capitale tipica del settore è rappresentata

dall’acquisto di abitazioni ed è il tipico settore in surplus e, come tale, è prestatore finale

di fondi. Inoltre in questo settore sono incluse anche le istituzioni private senza fini di

lucro. Il nuovo sistema europeo dei conti comprende anche le imprese individuali e le

società di persone e di fatto con non più di 5 addetti.

Le società non finanziarie comprendono tutte le unità che svolgono la funzione di

produrre beni e servizi non finanziari destinati alla vendita. Le entrate correnti sono

rappresentate dai ricavi ottenuti con la vendita di prodotti e di servizi mentre le uscite

riguardano l’acquisto e la remunerazione dei fattori produttivi. Sono tipiche unità in deficit,

cioè prenditori finali di fondi.

Le società finanziarie comprendono tutte le unità che producono servizi di natura

finanziaria, cioè svolgono attività di intermediazione finanziaria, raccogliendo risorse

mediante emissione di passività finanziarie e trasformando ed impiegando tale risorsa

attraverso la creazione di attività finanziarie. Il saldo finanziario del settore delle imprese

finanziarie è considerato pari a zero.

Le amministrazioni pubbliche comprendono tutti gli operatori pubblici che producono

servizi non finanziari non destinabili alla vendita ed operano una redistribuzione del

reddito e della ricchezza del paese. Il settore si articola a sua volta in tre sottosettori:

amministrazioni centrali, amministrazioni locali ed enti di previdenza ed assistenza

sociale. Il saldo finanziario (T -G) è di norma in disavanzo essendo il settore istituzionale

rivolto all’accumulazione di capitale (investimenti pubblici). È tipicamente un’unità in

deficit e, dunque, un prenditore finale di fondi.

L’estero comprende tutti gli operatori non residenti e le transazioni considerate sono

quelle relative agli scambi con l’unità residenti. Il saldo finanziario corrisponde, al divario

fra entrate ed uscite di parte corrente della bilancia dei pagamenti, a seconda del segno,

esprimerà un risparmio od un investimento dell’estero. In particolare, se positivo, il saldo

finanziario è indicativo di un risparmio dell’estero invece se negativo, il resto del mondo è

che usufruisce di risorse aggiuntive a quelle prodotte direttamente. Da rilevare è che il

saldo finanziario del resto del mondo corrisponde nell’importo ma non nel segno

algebrico che risulta essere l’opposto, al saldo delle partite correnti della bilancia dei

SFe PC

pagamenti. Pertanto, indicando con il saldo finanziario dell’estero e con il saldo

della bilancia delle partite correnti. Inoltre visto che consideriamo con X le esportazioni e

SFe = M - X = - PC

con M le importazioni :

Il saldo finanziario delle imprese finanziarie è pari a Pagina 11

zero, assumendo che, per questo settore, la variazione dell’attività finanziarie sia coperta

in eguale misura da una variazione delle passività finanziarie. Seguendo il processo di

aggregazione, ed essendo:

Sf + Si + Spa = S (risparmio nazionale)

If + Ii + Ipa = I (investimenti dell’economia)

In assenza di rapporti con l’estero, il risparmio nazionale coincide con le variazioni

dell’attività reali e si ha dunque la nota relazione : S=I poiché (M - X) = SFe=0

Anche se ciò non significa che non ci sia bisogno di trasferimenti e quindi investimenti.

(S=I) Pagina 12

Capitolo terzo: moneta e sistema dei pagamenti

1. La moneta: funzioni e caratteristiche

Il regolamento degli scambi è l’atto con cui il debitore estingue le proprie obbligazioni nei

confronti della controparte creditrice trasferendogli moneta. L’operazione di pagamento si

perfeziona quando il creditore acquisisce la piena disponibilità della moneta per poter

compiere pagamenti. La moneta è tutto ciò che è accettato come mezzo di pagamento

per l’acquisto di beni e servizi e per l’estinzione di debiti. Storicamente il bestiame ed il

sale inizialmente, successivamente si passò all’uso di metalli preziosi e di monete

metalliche ed infine all’utilizzo di banconote e depositi bancari per arrivare alla moneta

elettronica.

La moneta ha tre funzioni :

- La moneta come mezzo di scambio: il passaggio da un’economia senza moneta ad

un’economia incentrata sull’uso di moneta rende efficiente le transazioni e riduce i costi

mezzo di scambio

delle stesse. L’esistenza di un cioè di beni accettati in pagamento

non per essere consumato o utilizzati a fini produttivi ma bensì per essere spesi

moneta merce moneta attività reale

nuovamente in successive transazioni. La o è

rappresentata da un bene, in genere di uso comune, con uno specifico valore

intrinseco legato alle sue caratteristiche fisiche e funzionali (oro ed altri metalli preziosi).

moneta-segno

La è rappresentata da mezzi di scambio con valore intrinseco nullo o,

comunque, di gran lunga inferiore rispetto ai beni contro cui è scambiata. La banconote

(moneta cartacea) e la moneta divisionale(Moneta spicciola) sono un tipico esempio,

moneta-segno

così come lo sono i depositi bancari. La nasce da un’operazione di

credito essendo un’attività finanziaria ed accettata in pagamento sulla base di un atto

liberatorio di un soggetto (stato) che sancisce il potere liberatorio dei pagamenti

effettuati con il trasferimento di quella specifica moneta (la moneta è definita moneta

legale) oppure da una convenzione tra le parti che si accordano per attribuire un

determinato valore al bene che funge da genere monetario, indipendentemente dal

moneta

valore intrinseco dello stesso come la moneta fiduciaria (moneta bancaria). La

legale è un debito della banca centrale a cui lo Stato ha delegato la funzione di

emettere, in regime di monopolio, i mezzi di scambio con pieno potere liberatorio. Nei

paesi dell’area euro l’emissione della moneta legale e attribuita alla Banca centrale

europea (BCE) e dalle banche centrali nazionali (BCN) che, insieme alla BCE ,

moneta fiduciaria

l’eurosistema.

costituiscono La è un debito privato senza potere

liberatorio legale, per cui il pagamento effettuato con questo mezzo di scambio è

subordinato al consenso del creditore. La moneta bancaria, rappresentata dai depositi

bancari in conto corrente è un esempio tipico di moneta fiduciaria accettata in

pagamento sulla base del requisito di convertibilità in un altro tipo di debito e in quello

che ha pieno potere liberatorio, cioè la moneta legale. La moneta bancaria è definita

anche “moneta scritturale“, in quanto il debito della banca trova riferimento materiale

nelle scritture contabili relative alla movimentazione del deposito in conto corrente e

l’impiego della moneta bancaria nel regolamento degli scambi è reso possibile grazie ai

servizi di pagamento come assegni, carte di pagamento, bonifici ecc..

- La moneta come unità di conto e misura di valore : all’uso del mezzo di pagamento è

naturalmente collegata la misura del valore dei beni e dei servizi scambiati. La moneta

è l’unità di misura con cui sono espressi i rapporti di scambio. Il valore di tutti beni è

pertanto determinato in base all’unità di moneta necessaria per l’acquisto dei beni

stessi. A tal riguardo è utile differire tra valore nominale e valore reale infatti una

banconota da 50 € ha un valore nominale certo di 50 unità invece il valore reale o

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“potere d’acquisto“ può modificarsi nel tempo in misura più o meno accentuata sulla

base dell’andamento dell’inflazione.

- La moneta come strumento di riserva o fondo di valore : la moneta-segno è accettata

in pagamento in quanto rappresenta un potere d’acquisto generalizzato che può essere

conservato nello spazio e nel tempo, nel senso che può essere esercitato anche in

luoghi e momenti successivi a quello in cui se ne acquisisce la titolarità. Inoltre, la

moneta può essere detenuta e conservata per la sua capacità di mantenere il proprio

valore nel tempo ed in questo caso la moneta è al pari di altri beni e altre attività

finanziarie, una componente dell’attivo patrimoniale. Infine la moneta, essendo

immediatamente spendibile in servizi e beni non necessita di alcun processo di

conversione quindi è uno strumento perfettamente liquido , anche se le varie monete

risultano essere differentemente liquide tra di loro ed è questo aspetto però che

distingue la moneta dalle altre attività finanziarie.

2. Moneta e attività bancaria

Nell’economia moderna, la moneta merce è stata sostituita nell’uso pratico dalla

cosiddetta moneta-segno nella forma principale di moneta-attività finanziaria(Banconote

e depositi bancari). Dopo il parziale successo delle monete metalliche sì passó all’utilizzo

delle moneta cartacee che però potevano essere convertite in moneta metallica.

L’emissione di moneta cartacea in forma di “biglietti di banca“, in una prima fase, si

sostanza in una mera sostituzione delle monete metalliche in circolazione. Vale a dire che

il deposito di moneta metallica, costituito presso l’emittente di banconote, è un deposito

regolare e, quindi, la complessiva quantità di moneta in circolazione non viene ad essere

modificata. Le banconote, pur essendo di per sé prive di valore intrinseco o, quantomeno,

contraddistinte da un potere di acquisto superiore al valore dettato dalle sue

caratteristiche fisiche, potevano essere accettate su larga scala per la regolazione degli

scambi. La loro accettazione e diffusione risiedeva appunto sulla fiducia riposta nella

capacità dell’emittente (istituto di emissione) di convertire in moneta merce, la moneta

cartacea in circolazione, in analogia con quanto accade oggi per i depositi bancari,

utilizzati come moneta fiduciaria. Si afferma quindi il principio che l’emissione di moneta

spetta allo Stato, che esercita attribuendo ad un “istituto di emissione“ il monopolio di

tale attività. Il vincolo di conversione viene rimosso con la dichiarazione del corso forzoso,

per atto di imperio da parte dello Stato. In regime di corso forzoso si può parlare solo di

convertibilità di una moneta in monete di altri paesi (valuta). Sotto questo profilo si

distingue tra convertibilità interna (da parte dei residenti) e convertibilità esterna (da parte

dei non residenti) della moneta legale di un dato paese in monete di altre economie.

MONETA ELETTRONICA E MONETA VIRTUALE

Con l’affermazione delle tecnologie elettroniche e delle telecomunicazioni e le

trasformazioni intervenute nel sistemi di pagamento, ai depositi in conto corrente si è

affiancato un ulteriore genere monetario: la “moneta elettronica/e-money“ destinata in

prospettiva a sostituire il contante, attraverso una graduale diffusione della

valore

digitalizzazione del denaro e dei pagamenti. La moneta elettronica è un

monetario, memorizzato su un dispositivo elettronico, rappresentativo di un credito

emesso previo versamento di una somma di denaro. L’emissione di moneta elettronica

avviene mediante il procedimento di memorizzazione con cui l’emittente sostituisce un

mezzo di pagamento (moneta bancaria o legale) con un altro mezzo di pagamento (la

moneta elettronica appunto) utilizzabile laddove sia accettato da terzi come mezzo di

pagamento. Pertanto, la moneta elettronica è il debito digitalizzato di un soggetto abilitato

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alla sua emissione ed alla prestazione di servizi di pagamento attraverso degli strumenti

di pagamento dotate di dispositivo elettronico che consentono di fruire del servizio di

strumento di pagamento

pagamento incorporato. Lo è rappresentato dal supporto

tecnologico in cui è memorizzato sia il valore monetario prepagato e sia l’applicativo per

impartire un ordine di pagamento ed ad esempio l’elemento elettronico può essere

inserito in una carta plastificata, nel computer o nel cellulare dell’utilizzatore.

Con il termine moneta virtuale, o denaro digitale o, ancora cripto moneta, si indica in

genere un tipo di moneta non regolamentato, rilasciato e di solito controllato dai suoi

sviluppatori. Si differenzia pertanto dalla moneta elettronica che è un tipo di moneta

soggetto a regolamentazione. Una moneta virtuale è, di solito, utilizzata è accettata tra i

componenti di una specifica comunità virtuale. Sulla rete sono presenti varie tipologie di

monete virtuali: la più nota è Bitcoin cioè una moneta privata non emessa dalla Banca

centrale e quindi non regolamentata e priva di qualsiasi garanzia istituzionale. Non è il

debito di qualcuno, la creazione e la circolazione di questa cripto valuta trovano

riferimento in una piattaforma chiamata “blockchain” e su un network decentrato,

utilizzando tecniche crittografiche. La creazione di Bitcoin è controllata in funzione delle

transazioni effettuate ed è regolata da un algoritmo che ne determina l’entità. Gli scambi

effettuati non necessitano di intermediari, sono rapidi e sostanzialmente gratuiti, pur

essendo pubblici non sono però riconducibili ad una specifica persona fisica o giuridica: è

presente però uno pseudonimo. Il Bitcoin non è soggetta a falsificazione, non è deperibile

ed è facilmente conservabile a costi nulli tuttavia non è una moneta completa poiché non

assolve a tutte le tre funzioni ma solo in parte. Data l’elevata volatilità, il Bitcoin non

presenta requisiti sufficienti per essere uno strumento di riserva o fondo di valore e per

svolgere la funzione di unità di conto e di misura di valore. Più che una moneta con valore

stabile, il Bitcoin, almeno ad oggi, si è dimostrato assai più vicina ad un investimento

altamente speculativo.

Gli Strumenti di pagamento

Gli strumenti di pagamento (ad esempio assegni bancari e circolari, carte di credito, carte

prepagate, vaglia, cambiali) sono documenti, temporanei sostituti della moneta, che

consentono, ad eccezione delle carte prepagate, di differire il momento effettivo del

regolamento rispetto a quello della conclusione della transazione. Gli strumenti hanno

natura creditizia in quanto incorporano un diritto di credito e la loro accettazione si fonda

sui presupposti fiduciari di una effettiva disponibilità di fondi presso la banca alla quale è

rivolto l’ordine di pagare una data somma di denaro ad un terzo beneficiario.

L’assegno bancario è un documento che contiene l’ordine incondizionato che un

soggetto (traente), impartisce ad una banca (trattario), di pagare a vista la somma indicata

nel titolo al beneficiario indicato nel titolo stesso e non è trasferibile se non ad una banca

per l’incasso. Può essere pagabile ad una persona determinata o al portatore. La banca è

tenuta al pagamento solo in presenza di fondi disponibili sul conto bancario. In mancanza

non può essere emesso.

di tali fondi, l’assegno bancario Deve essere quindi compilato

validità regolarità

rispettando determinati requisiti di e di e, in caso di mancato

pagamento, il beneficiario può avviare le procedure necessarie al recupero della somma.

L’emissione di assegni senza provvista è sanzionata con la revoca dell’autorizzazione

all’emissione degli assegni per sei mesi.

L’assegno circolare è un titolo di credito all’ordine emesso da un istituto di credito

autorizzato che si impegna a pagare a vista una determinata somma all’ordine del

beneficiario indicato nel documento. Il richiedente deve precostituire la copertura

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dell’importo dell’assegno circolare, al momento della sua emissione, versando in contanti

o disponendo l’addebito del proprio conto corrente presso la banca emittente.

La cambiale è un titolo di credito individuale ed autonomo, rappresentato da un

documento formale contenente l’ordine (cambiale tratta), o la promessa (vaglia cambiario

o pagherò cambiario), incondizionata di pagamento di una certa somma, ad una

scadenza prefissata, al legittimo possessore. Nel primo caso, un soggetto (traente) ordina

ad un altro soggetto (trattario) di pagare al beneficiario (prenditore) del titolo una somma

determinata. L’ordine del traente presuppone l’esistenza di un qualche tipo di rapporto

giuridico tra traente e trattario. Nel secondo caso, è l’emittente stesso che si impegna a

pagare al beneficiario la somma indicata nel titolo.La cambiale in regola con il bollo è

pertanto un titolo esecutivo.

CARTE DI PAGAMENTO

Le carte di pagamento sono documenti elettronici materializzate in tessere plastificate o

Plastic card, dotate di banda magnetica o di microprocessore, che consentono al titolare

di effettuare, a fronte dei problemi questi, i corrispondenti pagamenti senza ricorrere al

contante o agli assegni. L’uso della carta determina da un lato, il debito sul conto corrente

bancario del titolare della carta e dall’altro, l’accredito sul conto corrente della controparte

carte di credito, carte di debito carte prepagate.

dello scambio. Si distinguono: e Le

carte di credito prevedono che l’addebito sia successivo al momento della transazione;

nelle carte di debito l’addebito è contestuale alla transazione; per le carte prepagate il

momento dell’addebito precede quello della transazione.

La carta di credito è il documento (tesserino plastificato) Che consente, di acquistare beni

e servizi presso esercizi commerciali convenzionati, entro un importo massimo prefissato

senza obbligo di immediato pagamento del prezzo. La banca, o la società non bancaria

emittente la carta, provvede a pagare ai fornitori i corrispettivi degli acquisti effettuati dal

titolare della carta, incassando poi, da quest’ultimo, il prezzo dovuto. Caratteristica della

carta di credito è che l’importi degli acquisti effettuati dal titolare in un determinato

periodo di riferimento vengano restituiti al termine di detto periodo che è solitamente di

un mese. Inoltre il credito che il titolare della carta ottiene può essere estinto

periodicamente ad una scadenza prestabilita, oppure con rimborso rateale.

La carta di debito è il documento che consente al titolare di effettuare operazioni presso

gli sportelli automatici (ATM o Automatic teller machine) e/o presso terminali installati

presso punti vendita di esercizi commerciali (POS o point of sale). A differenza della carta

di credito, l’uso della carta di debito comporta l’addebito pressoché in tempo reale.

Le carte prepagate incorporano un credito nei confronti dell’emittente che si riduce con il

progressivo utilizzo della carta per effettuare i pagamenti abilitati. Sulla base del circuito di

utilizzo e di spendibilità, le carte prepagate possono essere distinte in tre principali

carte monouso, carte a spendibilità limitata, carte a spendibilità

categorie:

generalizzata. carte monouso

Le sono spendibili solo presso l’emittente (tessera

carte a spendibilità limitata

telefonica). Le sono utilizzabili in un circuito ben definito di

carte a

Pos all’interno di una determinata struttura (ad esempio l’università). Le

spendibilità generalizzata possono essere utilizzate presso più esercizi commerciali,

anche all’estero e sono emesse da banche o da istituti di moneta elettronica (Imel) e

consistono in carte a microprocessore utilizzate prevalentemente per spese di importo

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ridotto e di elevata frequenza. A questa categoria di carte prepagate appartengono anche

quelle che incorporano moneta elettronica (borsellino elettronico).

Le procedure di pagamento

giroconti, procedura di incasso e pagamento,

Le procedure di pagamento (bonifici,

invio di messaggi e di informazione tramite supporti magnetici e reti telematiche,)

sono sistemi di trasferimento della titolarità della moneta. Facilitano la trasmissione della

titolarità della moneta non potendo essere, per loro natura, temporanei sostituti della

stessa. La loro principale caratteristica è rappresentata dal fatto che l’addebito a carico

del soggetto tenuto al pagamento precede l’accredito a favore del beneficiario. Nel nostro

paese sono presenti numerosi strumenti di pagamento e l’importanza relativa di ognuno è

tuttavia diversa a seconda degli aspetti fiduciari del rapporto sottostante e dei costi di

transazione. Fino a tempi recenti l’assegno bancario è risultato lo strumento

maggiormente utilizzato, anche se in misura inferiore rispetto a quanto accadeva negli

altri paesi industrializzati. L’impiego di strumenti cartacei, considerati nel loro complesso,

sono andati riducendosi per effetto dell’offerta sia di soluzioni alternative con le carte di

pagamento, sia per la maggiore praticità, celerità e sicurezza della procedura di

trasferimento fondi, specie a livello di transazioni tra imprese e nelle transazioni cross-

border.

Tra le procedure messe a disposizione del sistema bancario, particolare importanza

hanno i bonifici che assorbono, in valore, la quota più elevata dei pagamenti intermediati

e tali operazioni possono essere eseguite con modalità diverse. Il bonifico è una

disposizione di pagamento ordinato da un cliente ad una banca a favore di un terzo

beneficiario che può essere o meno cliente della stessa banca. Quest’ultima eventualità

l’operazione è definita come giroconto.

Le disposizioni di incasso sono costituite dall’ordine di incasso dei crediti vantati verso

terzi ed impartiti alle banche attraverso la presentazione di documenti cartacei (cambiali,

fatture,RIBA cartacee) o con modalità elettronica (Mav, RIBA elettroniche,RID)

rappresentative del credito.

Il Mav (Pagamento mediante avviso) è un ordine di incasso di crediti in base al quale la

banca del creditore provvede all’invio di un avviso al debitore, che può effettuare il

pagamento presso qualunque sportello bancario e presso l’ufficio postale.

Il RIBA (ricevuta bancaria) è un ordine di incasso disposto dal creditore alla propria banca

che, a sua volta lo trasmette alla banca del debitore. Quest’ultima provvede a inviare un

avviso di pagamento al debitore e a rilevare l’incasso.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Andrea9874 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Cosma Simona.

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