ECONOMIA AZIENDALE
PROF ADAMO
L'obiettivo della scienza economica è quello di spiegare teoricamente i
problemi della produzione, distribuzione e del consumo di ricchezza e fornire
sotto l'aspetto economico le soluzioni più convenienti. Le discipline che
analizzano ciò sono:
economia politica = affronta i fenomeni economici in una prospettiva
ampia così come emergono dagli operatori economici (consumatori,
imprese, autorità pubbliche).
economia industriale = individua processi di sviluppo e concorrenza di
imprese aggregate in base ai prodotti.
economia aziendale = si riferisce alla singola impresa dalla quale studia i
comportamenti e le condizioni che costituiscono la funzionalità
economica .
L'analisi scientifica dell'economia aziendale, volta alto studio delle condizioni di
esistenza, comprende:
La gestione, che studia il funzionamento delle aziende e le condizioni di
equilibrio.
L'organizzazione, che analizza le modalità di definizione delle azioni da
compiere per realizzare i processi produttivi all'interno di un'impresa, la
loro distribuzione e il loro coordinamento.
La rilevazione, che realizza il sistema informativo aziendale studiando le
tecniche di determinazione e rappresentazione di costi, ricavi, reddito,
capitale ecc.
L'economia aziendale nasce come forma ISTITUZIONALE formata da una
pluralità di elementi che evidenzia regole e finalità proprie.
scienza empirica
-E' una in quanto ricerca leggi ed uniformità di fenomeni
metodologia induttiva
complessi secondo una .
-E' una scienza positiva perchè descrive e interpreta la realtà.
scienza normativa
-E' una perché individua e propone regole per il
conseguimento di fini.
scienza sociale
-E' una in quanto analizza i comportamenti degli individui.
Negli uomini maturano bisogni di diverse intensità e nature e per essere
soddisfatti necessitano di strumenti, oggetti, di beni (utilità) che
prevalentemente non esistono in natura o vi sono in quantità limitate. Tramite
l’ATTIVITA’ ECONOMICA si può derivare la disponibilità di questi beni, poiché
essa consiste nel complesso delle azioni coordinate necessarie per la
beni
produzione di che si definiscono ECONOMICI. Essa nasce dai bisogni
illimitati della collettività.
La scarsità delle risorse impone criteri razionali nel realizzare l’attività
economica e obbliga a ricercare le modalità per massimizzare il loro uso. I
comportamenti coerenti con quest’agire economico seguono il PRINCIPIO DEL
MINIMO MEZZO (O DEL MASSIMO RISULTATO) secondo il quale nell’attività
economica si deve tendere ad ottenere il massimo risultato con il minor
impiego di risorse (NO SPRECHI), coniugando:
EFFICACIA = ossia il raggiungimento dell’obiettivo prefissato;
EFFICIENZA = ovvero il raggiungimento dell’obiettivo con il minimo
impiego di risorse; giudizio che si calcola; modo attraverso il quale sono
efficace.
stato
2 concetti/espressioni interrelate ma distanti.
beni economici
Quando si parla di perciò si fa perciò riferimento ai prodotti in
senso stretto ed ai servizi che da soli non consentono il diretto soddisfacimento
l’attività economica
dei bisogni se non associati al consumo; perciò
comprenderà anche la produzione ed il consumo dei beni economici destinati al
soddisfacimento dei bisogni.
Inizialmente l’attività di produzione e il consumo non era separata, si
produceva al proprio interno per il diretto consumo. Attualmente numerosi
eventi hanno alimentato Io sviluppo:
la scoperta di nuove tecnologie e l’impiego di strumenti più efficienti;
la diffusione della divisione del lavoro con la competenza ed abilità
specifiche degli individui;
l’introduzione della moneta (che ha assegnato valori omogenei ai
prodotti).
Queste circostanze hanno trasferito l’attività in strutture denominate
AZIENDE, ovvero organismi o unità economiche che svolgono l’attività d
produzione e/o consumo.
L’AZIENDA non è altro che il modo migliore che l’uomo ha inteso dotarsi per
svolgere al meglio un’ATTIVITA’ ECONOMICA in modo RAZIONALE.
RAZIONALITA’ RELATIVA = condotta seguendo determinati principi.
L’Italia fu il centro in cui l’A.E. ha trovato, nella forma aziendale, la massima
perfezione (FIRENZE).
DEFINIZIONE DI AZIENDA NEGLI ANNI 60’: “Strumento dell’umano operare in
campo economico”.
Alla base di ogni attività economica vi è un PROCESSO DECISIONALE, in quanto
la decisione orienta e determina l’azione stessa. Quindi avremo un
IMPRENDITORE che opererà dei calcoli di convenienza seguendo il Principio del
(cosa conviene fare di più?)
Massimo e minimo mezzo ed avremo il SINGOLO
INDIVIDUO con la sua decisione influenzabile.
LE TIPOLOGIE AZIENDALI
UNITA’ DI PRODUZIONE E CONSUMO
AZIENDA DI PRODUZIONE (o IMPRESE)
1. che soddisfa in modo
indiretto i bisogni poiché svolge la funzione di produrre beni e servizi
destinati allo scambio. È un'azienda la cui produzione di beni e servizi è
interamente presentata e scambiata sul mercato al fine di ottenere una
remunerazione economica.
AZIENDE DI PRODUZIONE
Le producono beni non esistenti in natura, mettono
disponibili i beni scarsi in natura e offrono servizi di vario tipo. Esse si
suddividono in:
AZIENDE DI PRODUZIONE ORIGINARIA o DIRETTA = Producono
produzione materiale,
beni/servizi mediante un processo di quindi
l'attività svolta é alla base delle altre attività produttive. Parliamo in
particolare di aziende minerarie, estrattive e aziende agrarie (settore
primario), tutte attività dirette esclusivamente all’ottenimento di beni
che esistono in natura però in forma imprenditoriale, cioè non
organizzate solo per il proprio consumo.
AZIENDE DI PRODUZIONE DERIVATA o INDIRETTA = creano un
processo di
valore aggiunto a beni e servizi già esistenti mediante un
trasformazione economica e di valorizzazione che ne aumenta l'utilità
finale o ne agevola lo scambio. Operano quindi una trasformazione degli
INPUT (Materie prime) in OUTPUT (Prodotto finito).
-es. = imprese commerciali/mercantili, agroalimentari, vinicole, edilizie,
aziende di servizi (prestazione che da luogo a un prodotto immateriale),
aziende finanziarie (favoriscono il movimento finanziario e il rapporto tra
aziende di consumo e produzione: aziende bancarie e assicuratrici).
SERVIZIO :
In economia e nel Marketing è l’equivalente immateriale della MERCE, dunque
un bene dotato di valore economico quantificabile.
Ad esempio in Ristoranti offrono un SERVIZIO DI RISTORAZIONE, mentre
un’Impresa Alberghiera offre un S. DI OSPITALITA’
PERCORSO:
Si parla di FILIERA PRODUTTIVA quando ci si riferisce all'insieme di aziende
di produzione che partecipano ai vari stadi del processo produttivo di un
prodotto destinato al consumatore finale.
Vi sono diversi passaggio per far giungere un bene a destinazione:
CANALE DIRETTO = Il produttore raggiunge il consumatore direttamente,
senza intermediari. dettagliante
CANALE CORTO = il è l’unico intermediario.
intermediari
CANALE LUNGO = il numero degli è pari o superiore a 2.
AZIENDA DI CONSUMO (o DI EROGAZIONE)
2. che utilizzano
beni e servizi per il diretto soddisfacimento dei bisogni in relazione a
finalità secondo parametri di efficienza economica.
Esse favoriscono il consumo e il soddisfacimento dei bisogni di una comunità.
Ne fanno parte le:
AZIENDE PUBBLICHE = AMMINISTRAZIONE PUBBLICA
STATO / REGIONE / PROVINCE / COMUNCI
Queste aziende hanno bisogno di FONDI per il loro funzionamento e per
diffondere un servizio pubblico per questo li traggono attraverso il DENARO
PUBBLICO , ovvero proveniente dalle tasse/imposte.
Quindi le Aziende Erogatrici traggono i mezzi necessari al soddisfacimento dei
bisogni della collettività dal PRELIEVO COATTIVO (tributi).
Le aziende di consumo in senso stretto sono quelle in cui i mezzi acquisiti
vengono erogati per il soddisfacimento dei bisogni di persone esterne
all’azienda, quindi non dovrebbero avere scopo lucrativo.
ASSOCIAZIONISMO = più soggetti si riuniscono per soddisfare
determinati bisogni.
-ASS. SPORTIVA con soci fondatori
-ASS. CULTURALE dove alla base ci sono sempre delle Persone (non
fondi).
FONDAZIONI = al contrario in esse alla base ci sono Fondi (non
persone), ovvero delle risorse che esistono.
-FONDAZIONE ALBERTO SORDI PER GIOVANI TALENTI
-FONDAZIONI BANCARIE, enti erogativi che hanno a monte delle risorse.
ENTI NO PROFIT = VOLONTARIATO
Hanno obiettivi sociali ovvero il bene comune e sono formati da gruppi di
perone che impiegano risorse tramite fonti interne o esterne ovvero
attraverso i redditi da lavoro dei membri o attraverso contributi/offerte. Si
dirigono a soddisfare 2 bisogni : dei volontari stessi, quindi il bisogno di
sentirsi utili al prossimo + i bisogni dei disagiati o altro.
Esse operano senza scopo di lucro, dunque di profitto, e fanno parte del
3° settore (tra Stato e Mercato).
SISTEMI AD ECONOMIA MISTA , detti anche AZIENDE MISTE o
COMPOSTE (PRODUZIONE + CONSUMO)
Hanno un’origine prima di Aziende di Consumo o Erogazione su cui si innesta
un’attività di Produzione (aziende sanitarie locali o attività agricole).
Solitamente sono create da un socio comune + un privato, in funzione di
Servizio Pubblico (smaltimento; appalti etc.).
SOCIETA’ A PARTECIPAZIONE PUBBLICA
La presenza di un’impresa pubblica è una delle caratteristiche dei Sistemi misti.
Un’IMPRESA PUBBLICA è un’impresa il cui capitale o patrimonio è conferito in
tutto o in parte da uno o più soggetti pubblici, ossia dallo Stato o altri Enti
Pubblici.
Se queste imprese producono “UTILI” (guadagni), questi non vengono
distribuiti perché il socio è lo Stato stesso che poi ridistribuirà o reinvestirà.
-Il PREZZO AMMINISTRATIVO è da calibrare con il CONSUMO.
-Il SOCIO di riferimento, che è PUBBLICO, produce il SERVIZIO (es. Ferrovie dello
stato). società di capitali di diritto
La società con partecipazione pubblica è
comune
, di cui lo Stato o altro ente pubblico detiene una partecipazione che
può essere totalitaria (azionariato di Stato), di maggioranza o di minoranza
(società mista). In tutti i casi l’impresa si presenta formalmente come
un’impresa societaria privata e soggiace alla relativa disciplina in quanto i tratti
pubblicistici si fermano a livello di enti di gestione, senza concernere le
strutture operative attraverso le quali agiscono. Sono sottoposti al diritto
comune non solo i rapporti esterni di impresa, ma anche i rapporti di
organizzazione. La disciplina è quella dettata in generale dal codice civile in
materia di società e impresa e quella specifica relativa al tipo societario
.
prescelto. Si applicano, inoltre, le norme sul fallimento
L’AZIENDA E LE SUE COMPONENTI
I FATTORI PRODUTTIVI
L’AZIENDA è un sistema in cui operano elementi tra loro interrelati e che si
strumentali, complementari e
influenzano a vicenda. Essi devono essere
interdipendenti al fine dello svolgimento dell’attività di produzione. i Questi
elementi costitutivi, detti FATTORI PRODUTTIVI, sono:
MEZZI =
Beni economici destinati alla produzione e al consumo
PERSONE =
individui che partecipano all’attività aziendale
ORGANIZZAZIONE =
componente immateriale che combina le
risorse al fine di favorirne la funzionalità per il raggiungimento di scopi
aziendali. I F.P. devono essere combinati nel modo più conveniente,
perciò nell’azienda è utile anzi indispensabile l’ORGANIZZAZIONE la quale
attua il COORDINAMENTO DELLE RISORSE.
S = f (M, P, O) no S = (M+P+O)
Il SISTEMA AZIENDALE deve essere di più di una somma delle parti, ma deve
puntare all’interazione tra esse che permette di creare un valore superiore
rispetto alle risorse consumate.
1. MEZZI AZIENDALI
Ai fini dello svolgimento dell’attività aziendale occorre acquisire mezzi,
adeguati ed inerenti alla tipologia, per dotare l’azienda dell’adeguata struttura
aziendale.
Tali MEZZI sono tutto ciò che riveli utilità economica e strumentale allo
svolgimento dell’attività produttiva e possono identificarsi in :
BENI MATERIALI = beni in senso stretto; mezzi di natura materiale
come mobili, sala cinematografica o altro.
BENI IMMATERIALI = cioé che non hanno materialità, ma sono
comunque beni utili e necessari all’attività aziendale come servizi,
trasporto, il diritto di utilizzare un bene materiale o altro.
RISORSE = Quando facciamo riferimento al DENARO o alle RISORSE
UMANE. Mezzi
FATTORI PRODUTTIVI = Ovvero i che contengono anche le
Risorse; quindi si tratta di un’espressione più generalista che indica
complementarietà strumentale tra i fattori, che genera un effetto
combinatorio che risulta economicamente utile.
Del pari vanno considerati anche eventuali SERVIZI che l’azienda può
acquisire come BENI MATERIALI IN LOCAZIONE o le RISORSE INTANGIBILI (
utilità che derivano dagli impieghi in marketing ); RICERCA E SVILUPPO.
L’attitudine di un mezzo aziendale a cedere l’UTILITA’ posseduta si esprime con
utilizzi singoli o ripetuti (proprietà reiterativa). Questi mezzi hanno quindi la
caratteristica di essere:
FATTORI PRODUTTIVI A FECONDITA’ SEMPLICE = Nel caso di mezzi
1
la cui utilità economica si esaurisce totalmente con un unico atto/ciclo
produttivo (materie prime, materiali di consumo, combustibili etc).
Essi si inseriscono in una STRUTTURA CIRCOLANTE, cioè che si modifica
nel tempo (plastica che dopo trasformata diventa non riutilizzabile o
pellicola di un film).
FATTORI PRODUTTIVI A FECONDITA’ RIPETUTA = laddove il mezzo è
suscettibile di essere utilizzato più volte, partecipando quindi ad una
successione di cicli di utilizzo e rimanendo per molto tempo 2
nell’azienda. Essi si inseriscono i una STRUTTURA PERMANENTE.
(impianti, fabbricati, terreni, scaffali supermercato etc).
COMPONENTE PERSONALE
Due mezzi arrivano all’azienda grazie alla
PROPRIETARIA: (Fattore d’uso)
1. CAPITALE = tutti gli strumenti finanziari che hanno
potere d’acquisto; vengono messi a disposizione per svolgere l’attività
produttiva. Il capitale è l’unico ad avere SEMPRE UTILITA’ perché
permette di acquisire qualsiasi altro mezzo. È quindi un fattore generico
(non stretto), bisogna impiegarlo per forza, è sempre strumentale ed è un
fattore produttivo tecnico delle banche.
Es
1 = Una banconota da 100€; 1 pacco di pasta del supermercato; acquisire
prestazione lavorativa per 1 mese (non posso reiterare/stipendio mensile).
2 Breve termine (1 anno/da 0 a 12 mesi) ; Medio termine (da 1 a 5 anni); Lungo termine
(sopra 5 anni).
2. FATTORE LAVORO/PRESTAZIONE LAVORATIVA = nell’ambito dei
mezzi aziendali bisogna inser
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