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L'azienda di produzione

I bisogni umani sono infiniti e possono essere di vario tipo (fisiologici, di sicurezza, stima ecc.). Ogni volta che si soddisfa il bisogno alla base, nasce sempre la motivazione per raggiungere il bisogno immediatamente successivo e così via. Ma i mezzi per ottenere i bisogni sono limitati, mentre i bisogni sono illimitati, e questo genera il problema economico, che distingue l'attività economica dalle altre.

Excursus storico

L’economia aziendale nasce dalla ragioneria. Fino alla metà degli anni '20, numerosi studiosi si occupavano di azienda, ma si soffermavano sulla contabilità (già molto sviluppata fin dall’800). L’economia aziendale è nata nell’anno accademico 1926/27, quando Gino Zappa (economista e accademico italiano) propose un nuovo corpus di studi in una prolusione (convegno di docenti) a Ca’ Foscari.

L’economia aziendale è definita come la scienza che studia l'esistenza e le manifestazioni di vita dell’azienda. Le prime rappresentano le condizioni che permettono all’azienda non solo di vivere, ma di crescere, mentre le seconde rappresentano tutti i fenomeni che girano intorno all’azienda.

Zappa sostenne che per accrescere gli studi che hanno per oggetto l’azienda, vanno messe in relazione/coordinate tre discipline che definisce dottrine minori. Tutte e tre studiano l’azienda e sono allo stesso livello di importanza. Le tre dottrine sono:

  • Organizzazione studia le composizioni più convenienti delle forze personali, materiali e immateriali operanti nell’azienda. È una modalità per cui vengono unite forze personali e risorse aziendali, si basa sull’organizzazione del lavoro e sulle varie strutture organizzative, definizione di ruoli e funzioni tra dipendenti.
  • Gestione/tecniche amministrative studia l’insieme di operazioni economiche che mirano ai fini prestabiliti. Le operazioni cambiano in funzione delle tipologie industriali.
  • La ragioneria “studia la conversione della dinamica aziendale in simboli (come numeri) e la riconversione di questi in andamenti finanziari ed economici” (definizione di Giannessi). Quindi la ragioneria è intesa come conversione dell’attività, delle operazioni di entrate-uscite tramite il bilancio di esercizio, che rappresenta il documento in cui la dinamica aziendale è convertita in cifre. Ciò viene poi riconvertito in andamenti economici finanziari, in modo da poter essere interpretato.

Esistono diverse concezioni di azienda:

  • Strutturali
  • Dinamiche
  • Dinamico/strutturali

I primi vedevano l'azienda come un complesso di beni e persone disposte in modo armonico per il conseguimento di un determinato fine (binomio capitale/lavoro). I secondi vedevano l'azienda come un insieme di operazioni coordinate a sistema. Zappa la definì come “un istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione o il procacciamento e il consumo della ricchezza”. Quindi una struttura che muta incessantemente, ma che rimane sempre un'unità unica, e in cui le operazioni sono strettamente legate tra loro. I terzi hanno la concezione più complessa, affermando che struttura e dinamica sono due aspetti inscindibili di uno stesso fenomeno.

Definizione di Giannessi

L’azienda è l’unità elementare del sistema economico generale, dotato di vita propria e riflessa. È costituita da un insieme di operazioni promananti dalla combinazione di determinati fattori e dalla combinazione di forze interne ed esterne. L’azienda è l’unità nella quale vengono realizzati i fenomeni di produzione, distribuzione e consumo finalizzati al conseguimento dell’equilibrio a valere nel tempo.

Classificazione delle aziende

Le aziende possono essere classificate in base a diversi criteri discriminanti:

  • Le aziende di produzione hanno come finalità la produzione di nuova ricchezza (da non scambiare con la produzione in senso fisico-tecnico!).
  • Le aziende di erogazione hanno al contrario la finalità del consumo della ricchezza. Talvolta un’azienda può concorrere ad entrambe le finalità (come per gli enti pubblici). In questo caso parliamo di aziende composte.
  • In base al soggetto economico le aziende possono essere pubbliche (se questo coincide con lo stato) o private.
  • In base al fatto che vi sia uno o più soggetti giuridici possono essere distinte in individuali o collettive.
  • Possiamo fare inoltre un’ulteriore distinzione in base all’attività svolta: Possiamo trovare aziende industriali (che si occupano di produzione in senso fisico-tecnica), aziende commerciali (che svolgono una funzione di intermediazione commerciale) o aziende di servizi.
  • La dimensione aziendale è un concetto molto ampio, che non si può basare su un solo aspetto ma si fonda sui tre profili di osservazione dell’azienda, cioè struttura, dinamica e ambiente. In base a questi criteri può essere fatta una distinzione in piccole, medie e grandi.
  • Inoltre possono essere divise o indivise in base alla dislocazione geografica, e cioè in base alla presenza di un solo punto produttivo o più punti produttivi.

L'azienda e i suoi profili di osservazione

Struttura

È un sistema di risorse produttive che tra loro interagiscono. La sua unità elementare è la risorsa. La struttura produttiva richiede l'esistenza di adeguate condizioni produttive che possono essere:

  • Controllabili di fatto = Risorse aziendali
  • Non controllabili di fatto = Condizioni produttive di contesto (infrastrutture, servizi della pubblica amministrazione) che sfuggono al dominio aziendale.

Un’azienda per essere competitiva deve essere in un paese dove le infrastrutture sono sviluppate, perché se non ci sono strade per consegnare, oppure accade qualcosa (ponte Genova) ha delle ripercussioni. Le risorse aziendali possono essere:

  • Fattori di produzione (a remunerazione esplicita), che possono essere espressi in termini monetari. I principali sono il capitale e il lavoro.
  • Risorse non fattori (a remunerazione implicita), che non possono essere espresse in termini monetari, ma formano un patrimonio di risorse invisibili che è un vero e proprio capitale. Un esempio all'interno dell'azienda sono le competenze e le conoscenze, mentre all'esterno sono la fiducia dei clienti e la reputazione presso gli stakeholders. Sono tutte risorse intangibili (invisible assets) la cui formazione avviene nel tempo grazie alla sedimentazione di informazioni. Sono risorse fondamentali per la capacità competitiva dell’azienda, poiché differenziano un’azienda dalle altre, ed è lì che si gioca la competitività dell’azienda. Non sono gratuite! Al massimo sono ad onerosità implicita.

I fattori produttivi (condizioni produttive a remunerazione esplicita) possono essere distinti in base al:

  • Lavoro:
    • Lavoro direzionale: coloro che dirigono l’azienda
    • Lavoro operativo: coloro che attuano le decisioni
  • In base alla possibilità di utilizzo:
    • Fattori ad utilità pluriennale (mobili, arredi, impianti..)
    • Fattori ad utilità immediata (risorse energetiche, gas..)
  • In base alla loro origine:
    • Provengono dall'esterno (investimenti)
    • Origine interna (possono essere tangibili o intangibili)

Quindi l’azienda dipende sia da fattori che può controllare direttamente e che dipendono dalle capacità dei suoi amministratori che da fattori che non può controllare in modo diretto.

Formazione della struttura produttiva

I tre processi che possono essere individuati parlando dell’approvvigionamento sono:

  • Processi di acquisizione (non sono tutte di proprietà dell’azienda, operazione di scambio con terze economie)
  • Processi di produzione (produce all’interno fattori produttivi perché non ci sono all’esterno, o per convenienza di prezzo (make or buy) o strategia, per non divulgare all’esterno)
  • Processi di apprendimento (su questi processi si gioca la competitività dell’azienda): L’azienda e i suoi stakeholders sono soggetti che apprendono.

Ma qual è la materia prima dei processi di apprendimento su cui si basano? Sono le informazioni che si producono all’interno dell’azienda e rimangono in azienda, ma anche quelle che vengono divulgate all’esterno e quindi agli stakeholders, ed anche quelle che gli stakeholders trasmettono all’azienda. Queste informazioni sedimentano in ambito aziendale e formano risorse, e sono quelle risorse sulle quali si basa la capacità produttiva dell’azienda (a remunerazione implicita). Tutte le risorse sono tra loro complementari, e si combinano tra loro, creano delle sinergie combinatorie, ovvero ogni risorsa potenzia l’azione delle altre n-1 risorse.

Combinazione delle risorse

Le risorse devono essere tra di loro combinate. Qual è il principio che ispira la combinazione delle risorse? Quali sono le modalità per unire le risorse tra loro? La combinazione delle risorse può essere osservata da due prospettive:

  • Tecnica
  • Economica

La tecnologia mette a disposizione degli amministratori strutture produttive alternative che portano alla stessa finalità. Posto questo, quale struttura produttiva alternativa scegliere? Questa domanda dà origine a un problema economico. Dal punto di vista tecnico la combinazione scelta deve permettere la produzione e la successiva vendita, ma questa è una condizione necessaria e non sufficiente. Oppure potrei scegliere quella meno costosa, ma potrebbe non essere la scelta migliore. Bisogna andare a guardare il principio di economicità, bisogna andare ad individuare la struttura conveniente, ovvero quella che è in grado di dare il massimo contributo all’equilibrio economico dell’azienda. E deve essere una ricerca continua, poiché l'azienda cambia nel tempo e nello spazio. L’aspetto economico è l’aspetto fondamentale. Equilibrio economico= rapporto tra costi e ricavi.

Rapporto tra struttura e dinamica

La struttura dà la possibilità di svolgere un’attività, ovvero la dinamica (dinamica=attività=operazioni). La dinamica permette di mantenere la vitalità della struttura, rinnovarla e conservarla.

La dinamica

La dinamica di qualsiasi azienda è un sistema di decisioni e operazioni. Le sue unità elementari sono le decisioni e le operazioni. La dinamica di qualsiasi azienda può essere osservata in due aspetti ed individuata in due momenti:

  • Soggettivo = amministrazione
  • Oggettivo = gestione

L'amministrazione dell'azienda è un sistema di decisioni, mentre la gestione dell'azienda è un sistema di operazioni. Queste attività sono collegate nel tempo e nello spazio (devono essere coerenti) e possono essere osservate sotto tre aspetti:

  • Tecnico (Es. si vuole vendere il prodotto su altri mercati e se ne verifica la compatibilità)
  • Finanziario
  • Economico

Processo decisionale

Il processo da cui scaturiscono le decisioni aziendali, di qualsiasi tipo ed importanza, siano esse strategiche o operative e che insieme, essendo correlate strettamente tra loro, portano ad un sistema di decisioni. (es. su che cosa investire? Si deve investire su fattori che hanno ritorno nel lungo periodo) Ci sono degli elementi ricorrenti a cui riferirsi, nonostante la vastità delle decisioni?

  1. Percezione del problema: Il problema decisionale si attiva sempre con la percezione del problema (a che banca mi rivolgo, a che fornitore compro le materie prime, devo fare una manutenzione straordinaria, assumere nuove persone..).
  2. Analisi del problema: Come si deve analizzare il problema? L'analisi del problema nel processo decisionale ha la caratteristica di essere analitico-intuitiva. La razionalità di una decisione cresce con la raccolta e quindi l’analisi delle informazioni, ma ci sono elementi che impediscono di raggiungere una razionalità assoluta:
    • Non tutta la dinamica aziendale può essere rappresentata da informazioni e convertita in cifre (es. invisible assets, il costo non è rintracciabile nel bilancio)
    • La raccolta delle informazioni ha un suo costo, l’azienda nello sviluppare la sua attività decisionale deve tenere conto del costo dell’informazione, di conseguenza l’azienda deve raccogliere le informazioni strettamente necessarie perché i costi aumenterebbero notevolmente
    • L’azienda si trova ad operare in condizioni frenetiche, è fondamentale la tempestività delle informazioni e a volte non c’è tempo di raccogliere tutte le informazioni necessarie
    Di conseguenza si può concludere che:
    • La razionalità non è assoluta.
    • Bisogna sopperire alla carenza di informazioni grazie all’intuito, che si acquisisce con l’esperienza.
    L'intuizione a volte è molto importante. (es. contatto tre banche perché ho uno scoperto di conto corrente, le prime cose che chiedo sono: Qual è il tasso di interesse? Vogliono la fideiussione? Quando me lo erogano? Quanto dura?) La razionalità economica di una decisione, si ricollega sempre alle informazioni che hai raccolto (più informazioni raccolte più è razionale la decisione), messo in evidenza da Herbert Simon.
  3. Individuazione delle soluzioni possibili: Individuare le soluzioni possibili (al problema), tra cui quella di rimandare la decisione o l'operazione. (es. ogni banca mi ha dato la sua soluzione, quindi abbiamo tre soluzioni alternative)
  4. Formulazione del giudizio di convenienza: Dobbiamo formulare il giudizio di convenienza, e come? Sempre secondo il principio di economicità (convenienza) scelgo quella più conveniente o quella più economica (dire convenienza economica è un’espressione pleonastica), che mi permetta di realizzare al meglio l'equilibrio aziendale.
  5. Fase decisionale: La manifestazione di volontà vera e propria con cui viene scelto il comportamento da adottare. La decisione può avere carattere operativo o non operativo, come abbiamo detto. La decisione quindi può essere:
    • a operare (si attua l’operazione)
    • a non operare (decisione rinviata all’anno successivo)
    • una via di mezzo (operazione rinviata all’anno successivo)
    Questo ci indica che ad ogni operazione corrisponde sempre una decisione avvenuta prima, ma ad ogni decisione non corrisponde necessariamente un’operazione (ad esempio si prende una decisione di rinviare un’operazione all’anno successivo). Inoltre i problemi hanno necessità di essere divisi in due tipologie, secondo l'approccio che l'azienda ha nei confronti di ognuno di essi:
    • Nuovi: per i quali è necessario attivare nuovi processi decisionali, essendo problemi di grande importanza.
    • Ricorrenti: per i quali è sufficiente basarsi su procedure standard e prefissate, essendo problemi di bassa importanza e quotidiani.

Livelli decisionali

Ci sono inoltre diversi livelli su cui si pongono le decisioni aziendali, in base all’importanza che le operazioni che ne conseguono hanno per la vitalità e per la vita futura dell’azienda. Una possibile soluzione è quella di distinguere le decisioni su tre livelli (è una convenzione):

  • Strategico: Sono quelle che riguardano:
    • quali prodotti realizzare
    • i mercati su cui operare (vendita e acquisto)
    • le tecnologie da impiegare (conoscenza, competenza o vera e propria tecnologia)
    • modalità di allocazione delle risorse
    Su queste decisioni non si ammettono errori perché sono decisioni su cui si investe, altrimenti si potrebbe compromettere il futuro dell’azienda (vincolano l’azienda nel futuro). Sono decisioni di fondamentale importanza. Si riferiscono al lungo periodo e sono occasionali, non sono strutturabili, competono al soggetto economico.
  • Tattico: Sono decisioni meno importanti e meno impegnative e sono strumentali alle prime. Riguardano l’approvvigionamento delle risorse, per dare esecuzione alle scelte strategiche. Si riferiscono al medio periodo, sono poco strutturabili, competono ai direttori di funzione.
  • Operativo: Sono strumentali alle decisioni tattiche e le rendono operative, a livello pratico. Riguardano ad esempio l'impiego delle risorse. Si riferiscono al breve/brevissimo periodo, sono facilmente strutturabili e sono quotidiane, competono ai responsabili operativi.

I processi gestionali

Il secondo momento della dinamica è quello in cui si mettono in atto le operazioni decise in precedenza. Essendo anche questo un fenomeno molto complesso, vengono raggruppate tutte le operazioni con caratteristiche omogenee in processi, che nella realtà sono molti di più, ma è necessario fare una semplificazione. I processi gestionali si distinguono in processi di:

  • Finanziamento
  • Acquisizione
  • Produzione
  • Cessione
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valb.17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Gonnella Enrico.
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