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Legge della scarsità—> Tale legge afferma la scarsità dei beni, non consumabili per il semplice fatto

che non esistono abbastanza risorse sufficienti per produrli tutti.

Tale legge è fondamentale perché fa da fondamento per tutto il sistema economico e determina la

soglia dei prezzi e delle vendite.

In economia, svolgono un ruolo di fondamentale importanza l’uso dei diagrammi. I diagrammi sono una

rappresentazione grafica della relazione che intercorre fra due o più insiemi di dati o variabili,

consentendo una notevole concentrazione di dati in un piccolo spazio.

Uno dei diagrammi principali dell’economia è quello riguardante la frontiera delle possibilità di

produzione in cui questa limitazione è data dalla produzione di un bene a discapito di un altro (es: se da

100 unità di petrolio posso ottenere 50 unità di benzina e 50 unità di gasolio (per il riscaldamento), se

producessi solamente gasolio, non avrei alcuna quantità di benzina, e così via). Questa limitazione al

potenziale produttivo è rappresentata mediante la frontiera delle possibilità di produzione (FPP)

che è la quantità massima di beni o servizi che si possono produrre allo stesso tempo con le risorse

fisse di un paese se si suppone che tutte le risorse siano impiegate.

Come si vede sia

dalla tabella che

dal grafico, al

crescere di una

variabile

diminuisce

Generalmente, in economia le variabili possono variare di

piccole o di grandi quantità. Per rappresentarle in un

diagramma, dovremmo far riferimento all’utilizzo di curve

continue.

Per dare un significato a queste curve, dobbiamo studiarne la

In economia è importante distinguere tra movimento e spostamento lungo una curva.

Nel caso del movimento, considerando la figura sopra riportata, vedremo che all’aumentare del fattore

di produzione del cibo, ci muoveremo per esempio dal punto D al punto E (più cibo, meno macchine).

Nel caso invece dello spostamento, vedremo che la curva spostandosi avrà aumentato il valore di tutti i

parametri (per progresso tecnologico ecc.) cosicché potremmo stazionarci sul punto G, senza passare

come in precedenza dal punto D al punto E

Il concetto essenziale di questo esempio è il

passaggio da D E che è definito un movimento

lungo la curva, mentre il passaggio da D G

avviene uno spostamento lungo la curva.

Ogni società, qualunque essa sia (industriale, rurale, tribale ecc) per pianificare un sistema economico,

deve rispondere a tre quesiti imprescindibili:

1) Cosa—> Definisce cosa dovremmo produrre e in quali quantità e qualità (es: quante camicie o

pizze devo produrre? Meglio produrre 10 magliette ad alta qualità o 1000 a bassa qualità?).

2) Come—> Indica il modo con cui devono essere prodotti i beni o servizi, quindi quale mezzo

usare (cosa utilizzo per produrre energia elettrica? Meglio usare petrolio o carbon fossile?).

3) Per chi—> Indica a chi dovranno essere diretti questi beni e servizi prodotti.

Questi tre quesiti riguardano le scelte tra i fattori della produzione e tra i prodotti del sistema.

A) Fattori della produzione: sono beni o servizi usati dalle imprese nei loro processi produttivi.

I fattori della produzione si dividono in

1) Terra—> Insieme delle risorse naturali.

2) Lavoro—>Tempo che l’uomo dedica alla produzione.

3) Capitale—> Beni durevoli, prodotti da un sistema economico per produrre altri beni (es:

macchine, autocarri, lavatrici, martelli).

B) Prodotti: sono definiti come i vari beni o servizi utili che vengono consumati oppure impiegati

per una produzione successiva.

In sintesi per fare un esempio, se considerassimo la produzione di una omelette: le uova, il sale, il

calore, la padella e l’abilità del cuoco sono i fattori della produzione, mentre l’omelette è il prodotto.

Le società sono organizzate in due modi differenti:

La società corrisponde allo stato

1) che prende la maggior parte delle decisioni, dando lui stesso le

direttive economiche ai vertici più bassi.

Le decisioni vengono prese dai mercati,

2) in cui individui o imprese concordano sullo scambiare

fattori di produzione e prodotti.

Un’economia pianificata, è un sistema economico in cui lo stato prende tutte le decisioni riguardanti

le produzioni e le distribuzioni. Nei paesi più sviluppati e democratici, prevale l’economia di mercato

in cui gli individui e le imprese prendono le decisioni principali riguardo alla produzione e ai consumi di

un sistema.

Nessuna delle società contemporanee rientra completamente nell’una e nell’altra di queste categorie

diametralmente opposte, quindi rientrano nell’economie miste. Infatti oggi negli USA come in Italia, la

maggior parte delle decisioni viene presa dal mercato, mentre lo stato svolge un ruolo importante nel

modificarne il funzionamento.

Parlando della frontiera della capacità di produzione, potremmo descriverla nel seguente modo:

Considerando una società in cui le sue prerogative principali siano quelle della produzione del burro e

dei cannoni, in cui come abbiamo visto in precedenza all’aumentare di un bene (es: cannoni),

diminuisce l’altro (es: burro) e secondo la rappresentazione grafica avremo:

Se colmassimo tutte le posizioni Come possiamo vedere, nel punto A avremo una

intermedie (C, D ed E), otterremo una produzione massima di cannoni, con n valore

curva che costituisce la frontiera prossimo allo zero di burro e viceversa nel punto F.

delle possibilità di produzione Ma se rinunciassimo ad una percentuale di

(FPP) dove tutto ciò che sta all’interno della

produzione dell’una e dell’altra, ci troveremmo nelle

curva (punto U) stessa è ottenibile ma situazioni intermedie dei punti C,D ed E.

La causa di tutto ciò è data dalla

inefficienza delle risorse

impiegate, che spesso sono la

causa di una crisi economica del

paese.

inefficiente (non si usano al meglio le tecnologie) mentre quelle che sta al di fuori (punto I) è

irraggiungibile per insufficiente tecnologia di produzione (inattuabile). Quindi è scopo e obiettivo del

produttore rimanere il più possibile al confine (frontiera) dei valori che separano l’inefficienza dalla

inattuabilità (A,B..)

La frontiera delle possibilità di produzione permette di definire in modo rigoroso la scarsità, in cui la

conoscenza tecnica, la terra, il lavoro e il capitale sono in grado di produrre soltanto certe quantità

massime di ciascun bene economico. La FPP indica quindi il limite superiore dei beni producibili imposti

dalla legge di scarsità.

La frontiera delle possibilità indica anche il tempo dedicato a massimizzare la produzione, quindi per

esempio avendo a disposizione 10 ore per studiare due materie, se ne impiegassi tutte e dieci per

studiarne una, ovviamente non otterrei alcun risultato sulla seconda. Qui nasce il problema correlato al

tempo limite a disposizione per la produzione di un bene o servizio.

Un sistema economico di un paese può avere due scopi di produzioni di beni diverse, in cui la

produzione di una, limita l’altra. Tale produzione aumenta se migliorano le quantità disponibili di

capitale e lavoro e del miglioramento della tecnologia in cui la frontiera delle possibilità di produzione si

sposta verso l’esterno.

Tali variabili rapportate in un grafico, mostrano come tali caratteristiche varino, passando da uno stato

povero ad uno ricco.

E’ importante sottolineare il fatto che al limite dell’uso immediato di beni consumabili da parte di una

paese, corrisponderà nel futuro un aumento della sua tecnologia e quindi maggiori produzioni.

Costo di opportunità—> Decisione dovuto al fatto che, in un mondo in cui le risorse sono scarse,

scegliere una cosa significa rinunciare a qualcos’altro. È quindi il valore del bene o servizio a cui si è

rinunciato.

Es: costruzione di una autostrada su un terreno. Il costo del terreno è bassissimo, quindi

apparentemente conveniente ma tolgo l’opportunità alle persone di usufruire del bene naturale.

Legge dei rendimenti decrescenti—> Stabilisce che si ottenga una quantità supplementari di

prodotto via via minori aggiungendo successivamente unità uguali di un fattore produttivo e

mantenendo al tempo stesso invariato gli altri fattori produttivi.

Per esempio considerando 1ha di terreno, se l’unità di forza lavoro fosse pari a 0, anche la produzione

stessa avrebbe valore nullo, iniziando ad aggiungere unità di forza lavoro, vedremo che alla

corrispondenza di una unità, avremo 2000 quintali di prodotto, a due unità 3000 quintali. Queste

proporzioni non hanno un andamento regolare, perché all’aumento sempre più delle unità lavorative, la

resa in produzione aumenterà sempre con meno entità.

In un sistema di mercato, la risoluzione dei problemi economici non è affidata al singolo individuo o ad

una singola organizzazione. Invece milioni di imprese e consumatori si impegnano in scambi volontari e

le loro azioni e i loro scopi vengono coordinati in modo invisibile da un sistema di prezzi e mercati.

Un sistema di mercato non produce caos (come apparentemente si può pensare) ma bensì segue un

filo complesso destinato a coordinare milioni di persone, senza l’ausilio di un’intelligenza centrale.

Mercato—> definito come un meccanismo con cui compratori e venditori di un bene interagiscono fra

loro per determinare il prezzo e la quantità prodotta.

I mercati possono essere di tre tipologie diverse: centralizzato è un mercato nazionale o locale in cui i

titoli e gli strumenti finanziari sono negoziati a prezzi fissi senza alcuna influenza da parte di mercati in

concorrenza. I prezzi quotati dei titoli indicati sul mercato rappresentano l’unico prezzo disponibile per i

trader che cercano di comprare o vendere un determinato titolo (es: azioni), decentralizzato in quanto

non esiste un unico luogo fisico in cui gli investitori possono negoziare le valute (es: abitazioni, auto

usate) ed elettronico è un mercato digitale in cui le amministrazioni abilitate possono acquistare, per

valori inferiori alla soglia comunitaria, i beni e servizi offerti da fornitori abilitati a presentare i propri

cataloghi sul sistema.

In un sistema di mercati, ogni cosa ha un prezzo che è il valore del bene in termini di moneta. I prezzi

rappresentano le condizioni a cui gli individui e le imprese scambiano volontariamente differenti beni.

I prezzi inoltre fungono da segnali, nel senso che all’aumentare del prezzo corrisponde solitamente una

diminuzione dei beni (es: diminuzione petrolio—> aumento prezzo benzina) ed uno stimolo

sull’aumento della produzione del bene stesso. Dall’altra parte quando si ha una diminuzione dei prezzi

è perché si ha una disponibilità nettamente superiore alla richiesta di un bene e quindi il venditore per

ristabilire l’equilibrio, abbassa il prezzo, riassestando il tutto.

Tutto ciò vale anche per quanto riguarda i fattori di produzione del lavoro, in cui se sostituisco un

vecchio lavoro, con uno più richiesto che va di pari passo con la tecnologia (es: programmatori vs

dattilografi) il salario medio del vecchio diminuisce all’aumentare di quello nuovo.

In sintesi quindi, i prezzi coordinano le decisioni dei produttori e dei consumatori di un mercato. Un

aumento dei prezzi tenderà a diminuire gli acquisti dei consumatori favorendo la produzione, mentre

una diminuzione dei prezzi favorisce i consumi scoraggiando la produzione: i prezzi sono il bilanciere

che regola il meccanismo dei mercati.

Un dato fondamentale in economia è senza dubbio l’equilibrio di mercato. L’equilibrio di mercato

definisce la corretta calibratura da parte del prezzo tra domanda e offerta, in cui vi è il soddisfacimento

fra venditore e compratore.

Il mercato come abbiamo detto in precedenza, riesce a risolvere i tre quesiti del mercato, nello

specifico:

1) Cosa—> Beni prodotti, determinati dai voto-euro (prezzo) espressi dai consumatori e non dai

governi ogni 5 anni. Le imprese essendo attratte da sempre più un maggior profitto, tenderanno

a produrre i beni più richiesti ed abbandonare quelli cui perdono denaro.

Un esempio è dato dal Giappone e dagli USA in cui nel primo paese vi è un alto livello di

produzione di prodotti tecnologici (basso prezzo) che sono esportati, mentre la carenza nel

settore alimentare (dato dalla scarsa superficie) porta ad una importazione dei beni dall’estero

(prezzo alto). Il contrario avviene per gli Stati Uniti (superficie vasta—> maggiori prodotti

agricoli)

2) Come—> Si producono i beni, determinando la concorrenza tra i vari produttori in cui si cerca

sempre di partire dal prezzo minimo, cercando di migliorare il più possibile il costo della

produzione che va di pari passo con la tecnologia (es: cavalli—>macchine a vapore—>motori

diesel).

3) Per chi—> Devono essere prodotti i beni è determinato dalla domanda e dall’offerta nei mercati

dei fattori produttivi. I mercati dei fattori determinano i tassi salariali, le rendite fondiarie, i tassi

di interesse e i profitti, che prendono il nome di prezzi dei fattori.

Il mercato viene regolato da due “monarchi” quali consumatori e tecnologia. Questi due ambiti

collaborano insieme per migliorare e soddisfare sempre di più la domanda del consumatore ovviamente

con i propri limiti in cui la domanda dei beni deve conciliarsi con l’offerta delle imprese produttrici per

cui esattamente come un mediatore favorisce l’accordo fra acquirente e venditore, così i mercati

agiscono come intermediari che conciliano le preferenze dei consumatori con le limitazioni imposte

dalla tecnologia.

Il flusso circolare della vita economica è rappresentato tenendo conto di due entità diverse, quali:

1) Famiglia—> Offre fattori della produzione (terra, lavoro e beni capitali) domandando i prodotti.

2) Imprese—>Offre i prodotti domandati dalle famiglie, domandando alle famiglie i fattori della

produzione. I prezzi dei mercati dei beni vanno quindi stabiliti seguendo

l’equilibrio della domanda dei consumatori con l’offerta

delle imprese, mentre i prezzi nei mercati dei fattori

vengono stabiliti in modo da seguire l’equilibrio fra l’offerta

delle famiglie con la domanda delle imprese.

Adam Smith elaborò la teoria della mano invisibile in cui

nella società vi è come una tendenza da parte dell’individuo

a conseguire un risultato migliore per la collettività.

Il mercato quando non riesce nel suo obiettivo di soddisfare

la richiesta (fallisce) la abbiamo sotto forma di concorrenza

imperfetta ed esternalità.

concorrenza perfetta

La è quella situazione in cui nel

mercato non vi è nessun consumatore o nessuna impresa,

tanto grande da influenzare il prezzo di mercato (es:

azienda del grano non influenza il costo del grano totale).

concorrenza imperfetta,

Nel caso invece di una il monopolio

cioè l’impresa principe alza il prezzo cercando di

massimizzare il suo profitto, provocando così uno

spostamento della società all’interno della FPP.

Riassumendo, Adam Smith scoprì che nel caso della concorrenza perfetta i mercati ricavavano il

maggior ricavo possibile, mente nel caso in cui si fossero formati dei monopoli, si distruggevano le

proprietà della mano invisibile.

Una seconda tipologia di inefficienza si origina in presenza di esternalità. Le esternalità si producono

quando le imprese o le persone impongono costi o benefici ad altri all’esterno del mercato.

Per esempio nel caso delle vaccinazioni, se un’azienda produce un vaccino, coloro che ne usufruiranno

(tramite pagamento) una volta immunizzati, avranno prodotto un beneficio anche per quella parte di

popolazione che non è immunizzata.

Ovviamente ci sono casi in cui le esternalità producono effetti negativi, come nel caso di sversamento

da parte di una azienda di sostanze tossiche in un fiume, oppure la produzione di auto che rilasciano

eccessive quantità di inquinanti nell’atmosfera e così via. In questo caso è scopo dello stato intervenire

secondo le regolamentazioni, volte ad arginare l’effetto delle esternalità negative.

Per quanto riguarda la costruzione di beni pubblici (come il mantenimento della difesa nazionale,

costruzione della rete autostradale e così via) da parte delle imprese si tratta di una strada difficilmente

percorribile poiché i beni prodotti si disperderebbero ampiamente ed è per questo motivo che interviene

la pubblica amministrazione nella costruzione.

I soldi per realizzare tali beni pubblici lo stato gli ricava tassando i redditi personali, delle società, dalla

vendita di beni di consumo e altre voci imponibili.

Il meccanismo di mercato—> Registra i cambiamenti delle preferenze, delle tecnologie e delle modalità

di commercio attraverso mutamento dei prezzi stessi e dei profitti, razionando così le risorse disponibili

fra gli usi alternativi, in concorrenza tra loro.

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/01 Economia ed estimo rurale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lucagasperetti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia agraria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Andreoli Maria.
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