Politica agraria
La politica agraria studia le politiche per il settore agricolo e si occupa dell’intervento pubblico nel settore agricolo, ed esso viene inteso nell’accezione più ampia in stretta relazione alla politica economica nel suo insieme.
Esempi di intervento pubblico
- Piani regionali di comparto (orticoltura, floricoltura e olivicoltura)
- Piani agrumi che sono degli interventi per favorire lo sviluppo nel settore degli agrumi
- Piano d’azione europea per l’agricoltura biologica
La legge che coordina tutta l’attività agricola è la legge di orientamento e modernizzazione in agricoltura. La legge allarga la definizione di agricoltura sostenendo il carattere multifunzionale dell’agricoltura.
Oggetto della politica agraria
L’oggetto della politica agraria si articola in:
- Microeconomia - ossia tutti quegli interventi pubblici diretti alle unità di produzioni singole o associate
- Macroeconomia - ossia tutti quegli interventi pubblici diretti al settore (agricolo), ai territori ed altri rami d’attività economica e interventi per l’intero sistema economico
Microeconomia politica
La microeconomia politica propone degli interventi pubblici destinati a:
- Aziende singole
- Aziende legate da vari rapporti a monte ed a valle con imprese associative parziali
- Aziende gestite da imprese associative integrali
Per esempio:
- Accesso e/o ampliamento della proprietà terriera - nuove aziende agrarie e/o ampliamento delle preesistenti
- Investimenti nelle aziende agrarie (miglioramenti fondiari) - ammodernamento
- Accesso al mercato dei capitali (credito agrario) conduzione
- Indennità compensative per aziende che ricadono in zone montane o svantaggiate - permanenza delle aziende in determinati territori
Macroeconomia politica
Sono tutti quegli interventi che possono essere:
- Interventi pubblici legati al settore (agricoltura) che possono essere:
- Diretti - ossia rivolti a singoli operatori senza differenza di comparto o territorio. I più classici esempi riguardano: credito agrario, contratti agrari, cooperazione agricola ecc.
- Indiretti - ossia rivolti alle imprese agricole, al territorio e l’agro-ambiente. I più classici esempi riguardano: ricerca e sviluppo in agricoltura, assistenza tecnica, sicurezza alimentare e servizio repressioni frodi a tutela del consumatore.
- Interventi di comparto ossia pezzo più piccolo del settore. I più classici esempi riguardano:
- Organizzazione Comuni di Mercato (OCM) - disciplinano produzione e scambio di determinati prodotti agricoli nell’UE
- Piano agrumi I e II
- Estirpazione dei vigneti
- Abbattimento vacche da latte
- Interventi pubblici su particolari territori che sono caratterizzati da divari economico-sociali che finiscono per coinvolgere anche l’agricoltura. I più classici esempi riguardano:
- Legislazione speciale per il Mezzogiorno
- Legislazione nazionale sulla montagna
- Legislazione regionale su parchi naturali e riserve (Sicilia)
- Interventi pubblici su altri rami di attività economica connessi o meno con l’agricoltura che esistono a causa delle crescenti interdipendenze tra agricoltura e altri settori.
- Interventi pubblici a carattere intersettoriale, i cui più classici esempi riguardano i piani, programmi di sistema o di filiera, ed infine interventi sui distretti produttivi ecc.
- Interventi pubblici relativi ad altri rami d’attività economica e riflessi sull’agricoltura, i cui più classici esempi riguardano le politiche strutturali per le PMI; le delibere CIPE sulla localizzazione degli stabilimenti industriali ed infine concessione di autorizzazioni amministrative all’apertura di supermercati.
- Interventi pubblici sugli aggregati dell’intero sistema economico e dell’ambiente che riguardano:
- Gli equilibri relativi all’offerta globale (redditi) rispetto alla domanda globale (consumi)
- Gli equilibri relativi alle importazioni globali rispetto alle esportazioni globali
- Gli equilibri relativi agli investimenti globali rispetto al risparmio globale
- Gli equilibri relativi all’occupazione globale in funzione dell’offerta globale di lavoro e della domanda globale di lavoro
Equilibri relativi all'offerta globale rispetto alla domanda globale
Sono misure collocate nel quadro della politica economica generale che comprendono:
- Politiche fiscali - che incidono sul reddito prodotto dall’interno sistema economico (IVA, IRPEF)
- Politiche parafiscali - che non costituiscono prelievo fiscale ma fanno parte della “manovra” che agisce sui datori di lavoro a fini previdenziali e assicurativi
- Politiche dei redditi e politiche dei consumi
Equilibri relativi alle importazioni globali rispetto alle esportazioni globali
Riguardano:
- Politiche commerciali e prodotti agricoli
- Grado di copertura import/export rispetto al resto del mondo
- Accordi commerciali con i Paesi del bacino del Mediterraneo che sono penalizzati per quanto riguarda il mercato degli agrumi
Equilibri relativi agli investimenti globali rispetto al risparmio globale
Riguardano:
- Le politiche di investimento su grandi e medie infrastrutture (es: aeroporti, treni ecc..), esse hanno degli effetti vantaggiosi anche sul settore agricolo in termini di tempi, costi;
- Ponte nello Stretto di Messina
- Secondo aeroporto in Sicilia orientale
Equilibri occupazionali (offerta/domanda)
Riguardano:
- Politiche del lavoro che tendono a riequilibrare domanda ed offerta di lavoro tramite degli strumenti sociali, previdenziali ed esistenziali (ad es: i cantieri forestali)
- Hanno azione di carattere generale, ben oltre gli equilibri tra i macroaggregati (ad es: patto di stabilità del trattato di Maastricht e creazione dell’euro)
Metodo della politica agraria
Questo metodo è un metodo scientifico ed è dato dall'integrazione e complementarietà di due fasi:
- Fase induttiva in cui si ricavano generalizzazioni a partire dall’osservazione della realtà (dai fatti alla teoria, dal particolare al generale)
- Fase deduttiva in cui si verifica la correttezza della fase induttiva in seguito all’analisi della realtà (dalla teoria ai fatti, dal generale al particolare)
Tramite il metodo delle approssimazioni successive l’intervento pubblico è sviluppato in funzione di: Tempo, Luogo, Ricorso ad alcune leggi economiche e Ricorso ad alcuni schemi di analisi.
Ipotesi fondamentale nel campo della politica agraria
La validità dei modelli costruiti è legata al verificarsi delle seguenti quattro ipotesi:
- Homo economicus - ciascun individuo è un soggetto razionale ed opera con un unico intento che è quello di massimizzare il profitto;
- Ceteris paribus - ciascun fenomeno, processo può essere condizionato da una moltitudine di fattori poiché se noi cerchiamo di capire il processo considerando tutti i fattori non è detto che riusciremo a capirlo;
- Modello statico - afferma che quel modello che serve a spiegare un aspetto della vita economica e sociale del paese è un modello che non deve entrare in gioco cioè si esclude il tempo;
- Fini perseguiti - afferma che ogni intervento pubblico deve poter essere valutato in base ai fini cioè bisogna scegliere quegli interventi che rispondono meglio al contesto spazio-temporale nel quale si opera.
Analisi dei fini della politica agraria
I fini (perseguiti) possono essere classificati in base a:
- Funzione svolta - Fini esplicativi e Fini operativi
- Impatto sul reddito - Fini redistributivi e Fini efficientistici
- Grado di autonomia e/o interdipendenza rispetto ai fini della politica economica - Fini settoriali e Fini globali
- Periodo di riferimento - Fini di breve/medio termine e Fini di lungo termine
- Gerarchia dei fini - Fini prioritari e Fini accessori
- Grado di sviluppo economico del paese - Fini nei paesi avanzati e Fini nei paesi in via di sviluppo
- Modalità di formazione che si riferisce alla scala territoriale di riferimento ed approccio seguito nella relativa elaborazione
Funzione svolta (Fini esplicativi e Fini operativi)
Fini di tipo esplicativo - hanno la funzione di spiegare o interpretare il comportamento dei soggetti economici come unità singole o aggregate.
Fini di tipo operativo - hanno la funzione di guidare o condizionare il comportamento dei soggetti economici come unità singole o aggregate. Essi si dividono in:
- Fini prescrittivi - sono interventi obbligatori e l’azione di condizionamento dell’intervento si esercita imponendo vincoli e comportamento. Esempi: divieti o vincoli di produzione (licenze per coltivazione del tabacco, quote latte); set-aside obbligatorio (cioè sono dei soldi che vengono dati ai contadini per non coltivare la terra perché obbligati dall’UE); divieti di impianto di vigneti;
- Fini orientativi - vogliono condizionare il comportamento degli individui e i fini non sono obbligatori. Esempi: credito agrario agevolato; aiuti al consumo (olio d’olivo, burro); aiuto per l’agricoltura biologica ecc..
Impatto sul reddito (Fini redistributivi e Fini efficientistici)
Fini redistributivi - puntano a redistribuire la ricchezza verso i soggetti più deboli (poveri) ad esempio dare degli indennizzi alle zone agricole montane o svantaggiose dal punto di vista strutturale o ambientale. Esempi: Legislazione sulla riforma fondiaria (conferimenti o espropriazioni di terre e la loro rassegnazioni); interventi previsti nel quadro del PSR o POR (programma operativo regionale) per le regioni ex obiettivo 1;
Fini efficientistici - hanno l’obiettivo di migliorare il funzionamento del sistema economico come ad esempio ripristinare la concorrenza fra le imprese e un’efficiente allocazione delle risorse tra settori e comparti. Esempi: Interventi per la liberalizzazione in molti settori e comparti ad opera dell’UE; Efficiente allocazione delle risorse (localizzazione delle industrie di trasformazione nelle vicinanze delle aree dove si produce la materia prima); interventi per incrementare il flusso di innovazioni di prodotto, di processo che incidono sulla produttività del settore.
Grado di autonomia e/o interdipendenza rispetto ai fini della politica economica (Fini settoriali e Fini globali)
Fini settoriali - operano quasi esclusivamente in funzione del settore agricolo, in autonomia e limitata interdipendenza dai fini della politica economica, rispetto ai quali potrebbero configgere. Esempi: Interventi per la diffusione del progresso tecnologico in agricoltura; Interventi per l’espansione degli investimenti privati in agricoltura; alcune politiche di mercato ecc.
Fini globali - sono in sintonia, funzionali ed integranti a quelli della politica economica, in una visione intersettoriale dell’economia. Esempi: Interventi di politica agraria che rispondono anche ai fini di politica economica come il miglioramento delle qualità dei prodotti agroalimentari; diffusione dell’agricoltura biologica; indennità compensative per zone montanee e/o svantaggiate; Interventi di politica economica che rispondono ai fini della politica agraria come l’approvvigionamento alimentare; la stabilizzazione dei prodotti alimentari; il mantenimento addetti in agricoltura per salvaguardia e valorizzazione del paesaggio; potenziamento infrastrutture di carattere territoriale; sostegno della ricerca, divulgazione e informazione.
Periodo di riferimento (Fini di breve/medio termine e Fini di lungo termine)
Fini di breve/medio termine - interventi i cui risultati esplicano la loro efficacia in periodi di tempo più o meno ristretti (1-2 anni). Hanno carattere specifico e sono limitati alle risorse disponibili. Esempi: Piena occupazione o sufficienti livelli di occupazione degli addetti; controllo del livello generale dei prezzi e del potere d’acquisto interno della moneta; eliminazione o riduzione di squilibri nella bilancia dei pagamenti; stabilizzazione del mercato e dei prezzi agricoli; misure contro i disagi conseguenti a calamità naturali; credito di soccorso; contrattazione collettiva operai agricoli; OCM e interventi nell’ambito dei PSR.
Fini di lungo termine - si ricollegano ad interventi inerenti vari settori della vita del Paese e possono produrre anche cambiamenti radicali in seno ad una comunità nazionale o internazionale (orizzonte 8-10 anni ed oltre). Esempi: Grandi obiettivi economico-sociali: sicurezza nazionale – conservazione paesaggio rurale – raggiungimento di livelli minimi di approvvigionamento alimentare – mantenimento o accrescimento di scambi commerciali –
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