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Pag. | 7

 Alla posizione passiva = di debito.

 Alla posizione attiva = di credito.

Tale concetto si esprime anche dicendo che al debitore fa capo una determinata “obbligazione”, mentre

al creditore fa capo il correlativo “diritto di credito”.

Il creditore ha bisogno della cooperazione del debitore. Il diritto del creditore è un diritto nei confronti

del debitore: per questo si dice “relativo o personale”, in quanto può essere fatto valere solo nei

confronti di quest’ultimo.

La nozione di diritto di credito viene spesso contrapposta a quella di diritto reale. DIRITTO DI

CREDITO = è un diritto nei confronti di un soggetto obbligato ad una determinata prestazione. Il

potere del creditore sul bene è mediato e relativo ( in quanto può esercitarsi nei confronti del solo

debitore). Proprio con riferimento a tale ipotesi si parla di “diritti personali di godimento” per

distinguerli dai “diritti reali di godimento”.

La giuridicità del vincolo del debitore è sanzionata soltanto con la “responsabilità patrimoniale”= il

debitore risponde dell’inadempimento delle obbligazione con tutti i suoi beni presenti e futuri.

** Se il creditore ha diritto al pagamento di una somma di denaro, tramite l’esecuzione forzata potrà

conseguire, se il patrimonio del debitore è capiente, proprio quanto aveva diritto di conseguire con

l’adempimento spontaneo: cioè l’importo di cui era creditore.

L’esecuzione forzata in forma specifica = obbligo di consegnate una cosa determinata, obbligo di facere

fungibile, obbligo di concludere un contratto, obbligo di non facere.

Categoria ordinante  il suo funzionamento è ordinante in quanto prescinde dalle fonti; il rapporto

obbligatorio è un fenomeno autonomo. L’obbligazione ha un suo statuto.

Profilo tecnico- strutturale = obbligazione come vincolo giuridico. Per riferirsi alle obbligazioni sono

utilizzate due espressioni:

1) Rapporto debitore/ creditore.

2) Dovere giuridico del debitore, in ambito patrimoniale, in modo da soddisfare il desiderio del

creditore.

Rapporto obbligatorio/ contrattuale rimanda a due nozioni diverse, l’obbligazione implica ed indica il

vincolo, mentre il rapporto contrattuale (contratto = fonte di obbligazione) indica un complesso

unitario di azione dalla quale scaturisce il contratto. Il contratto può essere fonte di altri effetti, ad

effetti reali effetti obbligatori

 

il contratto non produce solo effetti obbligatori, e ad fonte del

rapporto obbligatorio, quando fa sorgere un obbligo al debitore, come il diritto di credito. Art 1376 del

cc.

Trasferimento della proprietà = semplice consenso, consenso legittimamente rappresentato.

PRINCIPIO CONSENSUALISTICO.

≠ contratto reale, oltre alla manifestazione della volontà è necessaria anche la consegna del bene.

Titolo di trasferimento di un diritto reale = contratto.

CONTRATTO REALE ≠ CONTRATTO CONSENSUALISTICO. Pag. | 8

FONTI DELLE OBBLIGAZIONI:

Le obbligazioni possono sorgere da:

1) Contratto.

2) Fatto illecito.

3) Ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell’ordinamento giuridico: promesse

unilaterali, titoli di credito, gestione d’affari, pagamento dell’indebito, arricchimento senza

causa ed imposizione tributaria.

** Tali fattispecie di dicono fonti delle obbligazioni. La classificazione accolta nell’attuale codice

corrisponde a quella adottata da Gaio, nelle Res Cottidianae, il quale distingueva tra obbligazioni da

contratto, da delitto e da “variae figurae”. Il legislatore ha ripudiato la quadripartizione gaiana, che si

ritrovava nelle Istituzioni di Giustiniano.

Il codice civile prevede e disciplina autonomamente la figura generale dell’obbligazione, a prescindere

dalla fonte cui l’obbligazione concretamente discende.

Alla nozione di obbligazione si contrappone la nozione di obbligazione naturale = la quale si ha quando

una determinata prestazione è dovuta non già in forza di una delle fonti di cui si è appena detto, bensì

in esecuzione di un dovere morale o sociale.

In tal caso il debitore non è giuridicamente obbligato ad eseguire la prestazione oggetto di

obbligazione naturale; ma se la esegue, non può chiederne la restituzione.

Quest’ultimo effetto presuppone:

 La spontaneità dell’esecuzione, cioè che la prestazione sia eseguita senza coazione.

 La capacità del soggetto che esegue la prestazione.

 La proporzionalità tra la prestazione eseguita ed i mezzi di cui l’adempiente dispone e

l’interesse da soddisfare.

Il diritto dell’accipiens di non restituire la prestazione effettuata a suo favore in adempimento di

un’obbligazione naturale costituisce l’unico effetto dell’obbligazione naturale stessa.

Talune ipotesi di obbligazione naturale:

1) Debito di gioco.

2) Obbligo di eseguire la disposizione fiduciaria.

3) Debito prescritto.

Sono espressamente previste dalla legge: che non concede al creditore di chiederne giudizialmente

l’adempimento, ma solo il rifiutare la restituzione di quanto eventualmente percepito.

Si ritiene che costituiscano adempimento di obbligazione naturale le prestazione gratuite, diverse

dalla donazione, effettuata a favore del convivente more uxorio, il pagamento spontaneo di interessi

pattuiti oralmente in misura extralegale, l’adempimento spontaneo di una disposizione testamentaria

orale, le prestazione effettuate a favore di parenti nei cui confronti non sussista un obbligo alimentare,

l’adempimento del debito che residua dopo l’esecuzione del concordato. Pag. | 9

** Seppure consistano in prestazioni gratuite non dovute, ma non ripetibili se spontaneamente

eseguite, non costituiscono adempimento di obbligazione naturale le attribuzioni effettuate per

riconoscenza, o in considerazione dei meriti del beneficiario, o per speciale remunerazione.

I soggetti del rapporto obbligatorio:

I soggetti attivo e passivo del rapporto obbligatorio debbono essere determinati o quanto meno

determinabili. Talora la titolarità (passiva) del rapporto obbligatorio si determina in base alla titolarità

della proprietà o di altro diritto reale su un determinato bene obbligazione propter rem =

obbligazioni reali.

L’obbligazione a soggetto determinabile va tenuta distinta dall’obbligazione “ambulatoria”, in cui la

trasferibilità del credito senza onere di comunicazione al debitore comporta che quest’ultimo ignori a

chi, alla scadenza, dovrà effettuare la prestazione.

Obbligazioni plurisoggettive: Obbligazioni solidali: 

Perché sussista un rapporto obbligatorio è Obbligazione plurisoggettiva obbligazione

indispensabile la presenza di almeno due solidale passiva, va riservato che:

soggetti: il debitore ed il creditore. È possibile che a) Nei rapporti esterni fra debitore e

l’obbligazione faccia capo anche a una pluralità di creditore, valgono i seguenti princìpi:

soggetti.  Il creditore può rivolgersi, per

Questa ipotesi ricorre nel caso in cui: ottenere l’intera prestazione, ad

uno qualsiasi ovvero a taluni, a

1) Obbligazione solidale, che si ha quando: sua scelta, dei coobbligati. Il

 Ciascuno dei debitori è obbligato coobbligato richiesto della

ad effettuare, a favore dell’unico prestazione non potrà esimersi

creditore, l’intera prestazione e dall’adempimento integrale; salvo

l’esecuzione, fatta da uno qualsiasi che la legge ovvero il titolo non

di essi, ha effetti liberatorio a prevedano, a suo favore, il

 beneficio di escussione

favore di tutti gli altri. = onere

“obbligazione solidale passiva”. dei creditore di procedere

 Ciascuno dei più creditori ha preventivamente nei confronti di

diritto, nei confronti dell’unico altro condebitore.

debitore, all’intera prestazione e L’effettuazione integrale della

l’esecuzione fatta a favore di uni prestazione, ad opera di uno dei

dei creditori estingue coobbligati, estingue

l’obbligazione. “obbligazione l’obbligazione, con conseguente

solidale attiva”. liberazione di tutti gli altri da ogni

2) Obbligazione parziaria, che si ha quando: ulteriore obbligo nei confronti del

 Ciascuno dei più debitori è tenuto creditore.

ad eseguire una parte soltanto Il condebitore, cui sia richiesta

dell’unitaria prestazione deve l’esecuzione della prestazione,

essere eseguita, da ciascuno dei può opporre al creditore le

eccezioni comuni,

quali deve pagare per la sua parte, ma non quelle

dagli altri condebitori. personali altrui.

“obbligazione parziaria passiva”. La costituzione in mora di uno dei

 Ciascuno dei più creditori ha condebitori in solido non vale a

diritto ad una parte soltanto costituire in mora gli altri.

dell’unitaria prestazione, mentre Gli atti con i quali il creditore

la restante parte della medesima interrompe la prescrizione contro

prestazione deve essere eseguita P a g . | 10

a favore singolarmente per la uno dei debitori in solido hanno

quota di rispettiva spettanza. effetto anche riguardo agli altri

“obbligazione parziaria attiva”. condebitori.

 La rinuncia, da parte del creditore,

L’art 1294 stabilisce il principio secondo cui, in alla solidarietà a favore di uno dei

caso di pluralità di debitori di una medesima condebitori non incide sulla

prestazione, gli stessi “sono tenuti in solido”, se natura solidale dell’obbligazione

dalla legge o dal titolo non risulta diversamente: degli altri condebitori.

“presunzione di solidarietà passiva”. La transazione, stipulata dal

creditore con uno dei condebitori,

La regola tende a tutelare il creditore: il creditore che abbia ad oggetto l’intero

di un’obbligazione solidale (passiva) si trova debito, non produce effetti nei

infatti in una situazione più favorevole rispetto a confronti degli altri; quest’ultimi

quella del creditore di un’obbligazione parziaria possono però dichiarare di

(passiva). volerne profittare; e questo loro

diritto non può essere escluso da

In caso di pluralità dei creditori, si ritiene invece clausole inserite in transazione.

che la solidarietà ricorra solo nelle ipotesi b) Nei rapporti interni fra i coobbligati,

espressamente previste dalla legge ovvero dal valgono i seguenti princìpi:

titolo.  Il carico della prestazione si

divide fra i vari condebitori in

parti che si presumono eguali.

 Se uno dei condebitori ha

corrisposto al creditore l’intera

prestazione, ha diritto di

richiedere a ciascuno degli altri la

parti di rispettiva competenza.

Se invece l’obbligazione è sorta

nell’interesse esclusivo di uno dei

condebitori, l’altro che abbia

effettuato l’intera prestazione ha

diritto di richiedere a

quest’ultimo il rimborso

dell’intera prestazione eseguita.

 Nell’ipotesi in cui o più degli

obbligati in via di regresso risulti

insolvente, la perdita si ripartisce

fra tutti gli altri condebitori.

Le obbligazioni si distinguono in:

Obbligazioni indivisibili: Obbligazioni divisibili:

Sono quelle obbligazioni che hanno ad oggetto Sono tutte quelle obbligazioni che possono essere

una prestazione non suscettibile di adempimento divise, ad esempio: quella avente ad oggetto la

parziale o: dazione di una somma di denaro.

 Per sua natura.

 Per volontà delle parti.

In caso di obbligazione indivisibile, l’erede non

può dare una parte soltanto della prestazione, ma

ciascuno è richiesto per l’intero P a g . | 11

Tale distinzione ha importanza in tema di obbligazioni plurisoggettive: l’obbligazione plurisoggettiva

indivisibile è solidale.

Elementi essenziali delle obbligazioni, non è presente una vera nozione di tale obbligazione.

Prestazione = oggetto del rapporto obbligatorio. Interesse del creditore = art 1174.

La prestazione cui è tenuto il debitore deve:

a) Essere suscettibile di valutazione economica.

b) Rispondere ad un interesse del creditore ( anche non patrimoniale).

In relazione al tipo di prestazione dovuta, le obbligazioni si distinguono tradizionalmente a seconda

che la stessa consista:

1) In un dare = trasferimento del diritto si un bene ovvero la consegna di un bene: se il bene è

 

specifico obbligazione specifica, se il bene è determinato solo nel genere obbligazione

generica.

2) In un facere = compimento di un’attività materiale o giuridica.

La distinzione in tale categoria:

i) Obbligazioni di mezzi = in cui il debitore è tenuto a svolgere una determinata attività,

senza peraltro garantire che il creditore consegua il risultato sperato-

ii) Obbligazioni di risultato = in cui il debitore è tenuto invece a realizzare un

determinato risultato quale esito della propria attività: il risultato sperato fa parte

della prestazione dovuta.

3) In un non facere = osservanza di una condotta omissiva, consistente in un non dare ovvero in

un non facere in senso stretto obbligazione negativa.

La prestazione si distingue ancora in:

 Fungibile = se per il creditore non sono rilevanti né l’identità né le qualità personali di chi la

segue.

 Infungibile = nel caso contrario.

Per l’esistenza di un’obbligazione è necessario che la prestazione dovuto sia possibile, lecita e

determinata, o quanto meno determinabile.

L’oggetto Oggetto dell’obbligazione è la “prestazione” dovuta.

Nelle obbligazioni di dare pure il bene viene talvolta indicato come “oggetto” dell’obbligazione. Nelle

obbligazioni di facere, quando la prestazione consista nel procurare in opus al creditore, si parla

talvolta di quest’ultimo come “oggetto” dell’obbligazione.

Alle obbligazioni di dare, avendo riguardo all’oggetto dovuto, si distinguono:

Le “obbligazioni generiche” = quando il debitore è tenuto a dare cose non ancora individuate

- ed appartenenti ad un determinato genere.

In tal caso, secondo l’art 1178, il debitore deve prestare cose di qualità non inferiore alla

media. L’obbligazione generica si trasforma in specifica quando si perviene, d’accordo tra le

parti o nei modi da esse stabiliti, alla individuazione delle res.

Dalle “obbligazioni specifiche” = quando il debitore è tenuto a dare una cosa determinata.

- P a g . | 12

L’articolo 1178 dispone che = in caso di obbligazione generica, il debitore deve prestare cose di qualità

non inferiore alla media. In tal caso l’obbligazione da generica si trasforma in specifica quando si

perviene, in accordo tra le parti o nei modi da esse stabiliti, alla divisione delle res.

Con riferimento alla prestazione dovuta, si distinguono:

Obbligazioni semplici: Obbligazioni alternative: Obbligazioni facoltative:

Hanno ad oggetto un’unica Hanno ad oggetto due o più Hanno ad oggetto una sola

prestazione che il debitore (per prestazioni, ma il debitore si prestazione, ma il debitore ha

liberarsi) è tenuto ad eseguire. libera eseguendone una sola, facoltà di liberarsi eseguendone

senza peraltro poter costringere un’altra.

il creditore a ricevere parte 

Si ha obbligazione facoltativa

dell’una e parte dell’altra: se quando al creditore sia

non è diversamente prevista, la riconosciuto il diritto, da

scelta di quale prestazione esercitarsi fino al momento in

eseguire compete al debitore. cui non vi sia stato

Con l’esercizio della facoltà di l’adempimento della

scelta, l’obbligazione alternativa prestazione principale, di

diviene semplice. richiedere l’effettuazione di una

diversa e predeterminata

prestazione “facoltativa”.

La distinzione fra obbligazione alternativa e facoltativa assume decisiva importanza nel caso di

“impossibilità sopravvenuta” di una delle prestazioni:

1) In caso di obbligazione alternativa se una delle prestazioni diviene impossibile per causa

non imputabile ad alcune delle parti, l’obbligazione si considera semplice ed il debitore è

tenuto ad eseguire l’altra prestazione.

2) In caso di obbligazione facoltativa se l’unica prestazione dedotta in obbligazione diviene

impossibile per causa non imputabile al debitore, l’obbligazione si estingue, se diviene

impossibile l’altra, l’obbligazione permane ed il debitore non può liberarsi eseguendo la

prestazione dedotta in obbligazione.

Le obbligazioni pecuniarie:

le obbligazioni pecuniarie sono quelle in cui il debitore tenuto a dare al creditore una somma di

denaro. I debiti pecuniari vanno estinti mediante “moneta avente corso legale nello Stato al tempo del

pagamento”.

Nel nostro paese, corso legale ha ( a decorrere dal 1°gennaio 1999) l’euro.

Relativamente alle obbligazioni ancora espresse in lire, vale la regola secondo cui, “se la somma dovuta

era determinata in una moneta che non ha più corso legale al tempo del pagamento, questo deve farsi

in moneta legale ragguagliata per valore alla prima” art 1277, comma 2, cod. civ.

Se il debito pecuniario è espresso in moneta estera il debitore può anche pagare in moneta

nazionale, al corso del cambio nel giorno della scadenza. Il pagamento va fatto nella moneta pattuita, il

debitore è tenuto ad adempiere con la valuta straniera. P a g . | 13

** la giurisprudenza recente afferma che: le obbligazioni pecuniarie possono essere dal debitore

estinte mediante qualsiasi altro mezzo di pagamento che garantisce al creditore il medesimo effetto di

pagamento in contanti.

Da ciò consegue che:

a) Se il debitore paga in moneta avente corso legale, il creditore non può rifiutare il pagamento se

di importo inferiore a 1.000 €, e l’effetto liberatorio si verifica al momento della consegna della

somma di denaro.

b) Se il debitore paga mediante assegno circolare o assegno bancario, ovvero mediante altro

mezzo di pagamento che assicuri ugualmente la disponibilità della somma dovuta, il creditore

può rifiutare il pagamento solo per giustificato motivo e l’effetto liberatorio si verifica quando

il creditore acquista la concreta disponibilità della somma.

La moneta non risulta idonea a soddisfare direttamente determinati bisogni dell’uomo: la sua utilità

risiede nel fatto che la si può scambiare al fine di ottenere, quale contropartita, altri beni o servizi. Ciò

che importa è quindi il valore reale.

Valore reale poiché tale valore tende a variare nel tempo si pone il problema se, nelle obbligazioni

pecuniarie in cui la prestazione deve essere eseguita dopo un certo intervallo di tempo rispetto al

momento in cui è sorta, il debitore, alla scadenza, debba prestare tanti pezzi monetari quanto erano

originariamente previsti, ovvero tanti pezzi monetari quanti sono necessari per assicurare al creditore

qual medesimo potere di acquisto che avrebbe conseguito se avesse avuto la disponibilità dei pezzi

monetari previsti in obbligazione fin dal momento del sorgere dell’obbligazione stessa.

PRINCIPIO NOMINALISTICO = principio secondo cui il debitore si libera pagando, alla scadenza, la

medesima quantità di pezzi monetari inizialmente fissata, nonostante il tempo passato dalla

costituzione del debito ed indipendentemente dal fatto che il potere d’acquisto dia più o meno

sensibilmente diminuito.

Al fine di cautelarsi contro gli effetti delle oscillazioni di valore della moneta, le parti possono

concordare di ancorare l’importo pecuniario dovuto a parametri, al cui variare si modificherà

parallelamente l’entità della somma da corrispondere.

**secondo la dottrina e la giurisprudenza tale principio troverebbe applicazione nelle obbligazioni

aventi dall’origine ad oggetto una somma di denaro, obbligazioni di valuta.

Si sottraggono all’applicazione del principio nominalistico tutte quelle obbligazioni (obbligazioni di

valore) aventi originariamente ad oggetto una prestazione diversa dalla dazione di una somma di

denaro, rappresentando la moneta solo un bene sostitutivo di una prestazione con diverso oggetto.

La liquidazione dell’obbligazione di valore va effettuata mediante una triplice operazione:

a) La quantificazione in termini monetari del valore che la prestazione oggetto dell’obbligazione

aveva all’epoca in cui è sorta l’obbligazione stessa.

b) La successiva rivalutazione di detto importo, quando è sorta l’obbligazione al momento della

liquidazione, attraverso l’applicazione degli indici ISTAT, di variazione del costo della vita.

c) La liquidazione dell’ulteriore danno da ritardo nell’ottenimento della prestazione.

PER EFFETTO DELLA LIQUIDAZIONE IL DEBITO DI “VALORE” SI CONVERTE IN DEBITO DI “VALUTA”.

P a g . | 14

Debito = posizione soggettiva giuridica passiva, intesa come obbligazione. Obbligo/ dovere giuridico

del debitore. L’inosservanza di questo dovere giuridico, da parte del debitore, comporta sul piano

sanzionatorio in termini di ricomposizione degli ordini violati (art. 1218).

2933 I° comma, azione di mancato adempimento del dovere, ordine violato.

XX° secolo laicità dei doveri. responsabilità personale 

Al debito è sempre connessa la del debitore, assoggettamento del debitore

patrimoniale 

alle sanzione contro l’adempimento imputabile, si esprime il principio della garanzia

legale, assoggettamento di tutti i beni presenti e futuri nei confronti del creditore.

 Responsabilità che non possono essere escluse e caratterizzano i contratti obbligatori (art1229).

Per la responsabilità patrimoniale valgono le stesse obbligazioni. (art 2740 II° comma).

Diritto di credito tutelato = chiunque si vede ledere il proprio diritto di credito, avrà bisogno di un

risarcimento del danno (es. giocatore di calcio, se gambizzato da una persona = squadra diritto di

credito). 

La prestazione è oggetto del rapporto obbligatorio.

Art 1174, fornisce all’interprete indicazioni ben precise= la prestazione deve essere suscettibile di

valutazione economica, equivalente in denaro della prestazione = chiave economica, deve assumere le

caratteristiche di una valutazione oggettiva o anche soggettiva.

 Il criterio dell’interesse è fondamentale, interesse del creditore, consente di capire se c’è stato

o non l’adempimento. L’interesse deve essere soddisfatto per garantire al debitore l’estinzione

del contratto.

 Interesse del creditore può anche non essere patrimoniale = patrimonialità esclusa.

 L’interesse del creditore assume rilevanza anche in altri contesti, art1180, il creditore può

legittimamente decidere che sia il debitore a compiere la prestazione.

Il primo interesse del debitore è liberarsi dal vincolo obbligatorio (art 1206 e seguenti) con i seguenti

rischi che ne conseguono.

Giovedì 9 ottobre 2013

Tema della buona fede oggettiva = correttezza. Libro IV delle obbligazioni, art 1175 cc, si esclude dal

campo applicativo la buona fede nel senso psicologico stato soggettivo di ignoranza. Buona fede

oggettiva/ soggettiva = situazione che si fonda sull’elemento dell’errore. Art 1189 = introduce la

liberazione del debitore che esegue il pagamento al creditore, che creditore non è ma che appare tale.

L’errore deve essere incolpevole = buona fede soggettivo. Art 128 “Matrimonio putatitvo”.

BUONA FEDE OGGETTIVA = Criterio generale che pone regole di condotta, definisce modelli

comportamentali ai quali le parti di un rapporto obbligatorio devono attenersi, comportarsi

conformemente e con correttezza. Manca una regola generale per l’ambito della buona fede oggettiva,

art 1337 = nella fase delle trattative – fase extracontrattuale- le parti si devono comportare secondo la

buona fede oggettiva. P a g . | 15

Art 1366 = buona fede quale criterio per l’interpretazione del contratto e utilizzata dall’interprete. La

buona fede in pendenza di condizione, art 1358. Art 1460 II° comma. Esecuzione del contratto art

1375, anche il creditore è gravato dalla regole di comportamento che si possono rimandare alla buona

fede oggettiva, il creditore non deve rendere più disagevole e gravosa l’adempimento del debitore e

deve sottostare alle regole di buona fede oggettiva. 

LA BUONA FEDE RICHIAMA L’ARTICOLO 2 DELLA CARTA COSTITUZIONALE Principio di 

solidarietà. Non è un criterio domestico/ italiano, buona fede = art 18 della “Convenzione di Vienna”

circolazione di modelli, convenzione di Bruxelles.

Buona fede:

 Criterio che fonda/crea e pone obblighi collaterali.

 Criterio di valutazione a posteriori dell’attività svolta dalle parti, valutazioni del

comportamento delle parti.

 Rileva l’inderogabile principio dell’autonomia privata.

Regole di condotta che sono numerose 1) pronuncia del tribunale di Milano, aprile 2005, domanda

risarcitoria nei confronti di un’agenzia turistica, che ha venduto un prodotto non adatto. Domanda

risarcitoria sulla base della buona fede oggettiva. 2) Cassazione 10 giugno 2013 = assegno circolare

bancaria rifiutato dal creditore. 3) Cassazione 2013 = materia di contratto e di locazione. Abuso del

diritto, la buona fede giustifica la teorica dell’abuso del diritto.

L’obbligazione è un rapporto tendenzialmente temporaneo, destinato ad estinguersi.

Tipico fatto estintivo del rapporto obbligatorio è “l’adempimento” = ossia, l’effettuazione della

prestazione dovuta, che consente al creditore di ottenere il risultato utile perseguito.

Il legislatore ha disciplinato alcune ipotesi nelle quali il rapporto obbligatorio egualmente si estingue

questo accade nel caso di morte del debitore, quando si tratti di prestazioni infungibili: ossia, di

prestazioni per il cui adempimento sono essenziali le qualità personali dell’obbligato.

Ciò accade in caso di:

a) Compensazione.

b) Confusione.

c) Novazione.

d) Remissione.

e) Impossibilità sopravvenuta.

Fattispecie che il codice designa come “modi di estinzione delle obbligazioni diversi

dall’adempimento”.

ADEMPIMENTO: esatta esecuzione della prestazione, programma obbligatorio, attuazione del

programma obbligatorio. Pagamento e adempimento sono sinonimi. Adempimento fatto dovuto,

adempimento del fatto obbligatorio, art 2033 e seguenti.

Ha natura negoziale? Concezione reale che si è accreditata art 1191, se il pagamento avesse natura

negoziale e avesse natura di volontà. P a g . | 16

Quali sono le regole che determinano l’adempimento?

 

Regole dell’articolo 1176 (articolo molto importante). Diligenza dell’adempimento diligenza

del buon padre di famiglia, uomo medio/ professionista medio = differenza tra il I° e il II°

comma. DILIGENZA = IMPIEGO DI ENERGIE E DI MEZZI UTILI ALL’INTERESSE DEL

CREDITORE/ onesto sforzo. Ancorata alla nozione di mediocrità, forse alla normalità. Per

capire se una persona è diligente si utilizza un normo tipo= uomo con caratteristiche che

rientrano nelle media degli uomini.

 La diligenza si presenta come criterio di responsabilità. Diligenza come criterio di prestazione

obbligatoria in quanto segna un criterio di condotta. Incide sulla determinazione della

prestazione dovuta. Interesse del debitore può ritenersi soddisfatto solo soltanto se soddisfa

l’interesse del creditore? Colpa = difetto della diligenza dovuta.

L’esatto adempimento:

L’adempimento consiste nella esatte realizzazione della prestazione dovuta.

Il raggiungimento di questo risultato richiede spesso cura e cautela da parte del debitore. Perciò

nell’adempiere l’obbligazione, il debitore deve usare la “diligenza del buon padre di famiglia” = art.

1176: ossia deve curare con l’attenzione, la prudenza e la perizia dell’uomo medio sia i preparativi

dell’adempimento sia la conformità della prestazione rispetto al contenuto dell’obbligo assunto.

È nullo il patto con cui il creditore accetti preventivamente di esonerare il debitore da responsabilità

per inadempienze che derivino da dolo o colpa grave di quest’ultimo: diversamente, l’adempimento

verrebbe a dipendere, in buona sostanza, dal mero arbitrio dell’obbligato.

IL DEBITORE è TENUTO AD ADEMPIERE ESATTAMENTE LA PRESTAZIONE DOVUTA, IL CREDITORE

può, se vuole, RIFIUTARE UN PAGAMENTO PARZIALE CHE IL DEBITORE ABBIA AD OFFRIRGLI,

sempreché IL RIFIUTO NON SIA CONTRARIO A BUONA FEDE e ciò anche se la PRESTAZIONE è

DIVISIBILE. In materia di cambiale e assegno vale la regola opposta.

La giurisprudenza, per molto tempo, ha riconosciuto al creditore la facoltà di richiedere, anche

giudizialmente, un adempimento parziale, con riserva di agire successivamente per il residuo. la

Suprema Corte ha però precisato che il richiedere giudizialmente l’adempimento frazionato di un

credito unitario può risultare illegittimo.

Il debitore può adempiere personalmente o a mezzo di dipendenti o ausiliari, del cui comportamento

è ritenuto responsabile di fronte al creditore.

Non può impugnare l’adempimento eseguito, neppure ove lo abbia effettuato in stato di incapacità lo

abbia effettuato con cose di cui non poteva disporre.

Il debitore, quando effettua la prestazione, può richiedere al creditore che gli venga rilasciata, a

proprie spese, la “quietanza” = una dichiarazione scritta (di natura confessoria) in forza della quale il

creditore attesta di aver ricevuto l’adempimento.

 Essa serve al debitore adempiente, un domani, la prova dell’avvenuto adempimento.

Il destinatario dell’adempimento:

Per quel che riguarda il destinatario dell’adempimento, il codice civile, prevede che il debitore esegua

il pagamento direttamente al creditore. P a g . | 17

**è necessario però che si accerti che quest’ultimo abbia la capacità legale di ricevere. Se il creditore

non ha la capacità legale di ricevere il debitore deve eseguire il pagamento non nelle mani del

creditore, ma in quelle del suo rappresentante legale o della persona stabilita dalla legge o dal giudice.

Il debitore può, anziché pagare al creditore, ad una persona che questi abbia indicato come legittimata

a ricevere il pagamento. In caso di contestazione, grava sul debitore l’onere della prova che il creditore

adiectus solutionis causa.

gli aveva indicato il terzo quale

Se il debitore paga chi non è legittimato a ricevere l’adempimento non si libera dall’obbligazione, a

meno che il creditore non ratifichi il pagamento o non ne approfitti. La prova che il creditore ha

ratificato il pagamento ovvero ne ha approfittato deve essere fornita dal solvens che invoca la

liberazione dal debito.

NOTA BENE: Il debitore si libera se paga, in buona fede, ad una persona che, in base a circostanze

univoche, appare essere il creditore ovvero appare autorizzato a ricevere l’adempimento per conto del

creditore effettivo.

Chi riceve il pagamento (il creditore apparente) è tenuto alla restituzione verso il vero creditore.

Il luogo dell’adempimento:

Il luogo dell’adempimento è determinato nel titolo costitutivo del rapporto, ovvero è determinato dagli

usi o dalla natura della prestazione.

Il legislatore ha avuto cura di dettare alcune regole suppletive:

 L’obbligazione di consegnare una cosa certa e determinata va adempiuta nel luogo in cui la

cosa si trovava quando l’obbligazione è sorta.

 L’obbligazione di pagare una somma di denaro (determinata nel suo ammontare o

determinabile in base ad un semplice calcolo) va adempiuta al domicilio che il creditore ha al

tempo della scadenza.

 In tutti gli altri casi l’obbligazione va adempiuta al domicilio che il creditore ha al tempo della

scadenza. 

Limitazioni all’uso del contante combattere fenomeni di riciclaggio di denaro e del finanziamento

del terrorismo = il legislatore vieta il trasferimento di denaro contante effettuato a qualsiasi titolo fra

soggetti diversi, se il valore del trasferimento è > a 1.000€.

 Possono essere effettuati per il tramite di banche, Poste Italiane s.p.a, istituti di moneta

elettronica e istituti di pagamento

Adempimento del terzo Quando la prestazione è infungibile può legittimamente rifiutare la

prestazione che il debitore gli proponga di far eseguire da un suo sostituto, così come la prestazione

che egli venga spontaneamente offerta da un terzo.

Se invece la prestazione è fungibile, il creditore non può legittimamente rifiutare la prestazione che gli

venga offerta da un terzo in modo libero, spontaneo e unilaterale, quand’anche quest’ultimo agisca ad

insaputa del debitore o senza il suo consenso. P a g . | 18

**l’eventuale rifiuto del creditore di accettare la prestazione offertagli dal terzo potrebbe determinare

le tipiche conseguenze della mora accipiendi.

Se il debitore gli abbia comunicato la sua opposizione, il creditore può legittimamente rifiutare

l’adempimento offertogli dal terzo, pur essendo libero, se preferisce, di accettare la prestazione,

nonostante l’opposizione del debitore.

“L’adempimento dell’obbligo altrui” non va confuso con la “promessa di adempiere un obbligo altrui”.

Normalmente il terzo, quando adempie un obbligo altrui, agisce d’accordo con il debitore, che sarà

probabilmente obbligato a restituire al terzo quanto quest’ultimo ha pagato al creditore.

Ma può anche accadere che il terzo operi per spirito di liberalità verso il debitore, ovvero per

surrogarsi, per volontà de creditore, nei suoi confronti del debitore, o per altri motivi ancora.

Il terzo potrà esperire contro il debitore, che si è avvantaggiato de pagamento effettuato in sua vece,

l’azione di arricchimento, sempre che ne ricorrano i presupposti indicati dell’art. 2041 cod. civ.

Disciplina dell’adempimento, art 1176 del codice civile = diligenza nell’adempimento

LIBRO QUARTO. Delle obbligazioni - TITOLO PRIMO. Delle obbligazioni in genere - CAPO SECONDO.

Dell'adempimento delle obbligazioni - SEZIONE PRIMA. Dell'adempimento in generale:

“Nell'adempiere l'obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia .

Nell'adempimento delle obbligazioni inerenti all'esercizio di un'attività professionale la diligenza deve

valutarsi con riguardo alla natura dell'attività esercitata”.

La diligenza, in ambito giuridico, assume un duplice valore:

1) Valore di determinazione del contenuto della prestazione obbligatoria ( in base alla richiesta del

debitore cambierà la qualità della prestazione).

2) Criterio di responsabilità = il mancato rispetto da parte del debitore del principio si traduce nella

colpa criterio di responsabilità.

cura

La è un comportamento diligente che emerge in modo tale da utilizzare le energie necessarie del

cautela

debitore. La appartiene al mondo degli obblighi di protezione e sicurezza (dei danni). La

perizia consiste nell’utilizzo di adeguate nozioni e strumenti tecnici che variano in relazione alla

Il principio della legalità

difficoltà. = è una proiezione della diligenza, il debitore nell’eseguire la

prestazione deve rispettare tutte le normative inerenti alla sicurezza e proiezione.

Una clausola che dovesse derogare il livello di responsabilità sarebbe nulla perché incompatibile al

nostro ordinamento giuridico.

L’interesse del creditore può sempre essere soddisfatto dal debitore?

 Il debitore si deve comportare diligentemente.

 Nel secondo caso si deve realizzare il risultato materiale che il debitore poteva aspettarsi.

In materia di obbligazioni la pretesa creditoria ha come pretesa l’effettivo risultato ottenuto, risultato

materiale o giuridico che il creditore poteva aspettarsi. Rapporto antinomico tra l’articolo 1176 

(criterio di imputabilità soggettivo, in quanto colpa) e il 1218 (impossibilità soggettiva assoluta)

LIBRO QUARTO. Delle obbligazioni - TITOLO PRIMO. Delle obbligazioni in genere - CAPO TERZO.

Dell'inadempimento delle obbligazioni : P a g . | 19

“Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non

prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante

da causa a lui non imputabile”.

La diligenza va letta insieme alla disciplina dell’adempimento. Il diverso peso della condotta diligente

e del risultato sembra essere determinato da vari rapporti:

 Oggetto della prestazione.

 Dal modo in cui sono regolati i singoli rapporti dal singolo contratto.

L’obbligazione risulta essere la diligenza ossia la condotta diligente.

Conflitto di interesse tra il debitore e il creditore: compromesso tra creditore e debitore per la tutela.

Art 2236 del codice civile = se la prestazione implica problemi tecnici di estrema difficoltà, il

prestatore d’opera non risponde ai danni se non in caso di dolo o di colpa grave.

L’adempimento per essere liberatorio e valido presuppone l’esattezza della prestazione sia dal punto

di vista oggettivo che soggettivo.

Art 1181 = ADEMPIMENTO PARZIALE o INESATTO, adempimento parziale. L’art 1258 prevede che se

la prestazione risulta essere parzialmente impossibile in tale circostanza il debitore potrà pagare

liberandosi dal vincolo obbligatorio. Spese di obbligazione spese a carico del debitore in quanto il

creditore deve ottenere una prestazione piena.

È molto importante il luogo dell’adempimento? Si, vedi articolo 1182 I° comma= norma derogabile

dalle parti. La prestazione va adempiuta in un luogo stabilito dalle parti.

Obblighi di consegna = di cose, di denaro e hanno un valore molto importante soprattutto nell’ambito

della mora. Art 1182 II° comma = adempimento della prestazione nel luogo in cui la cosa si trovava nel

momento in cui è sorto il rapporto obbligatorio, l’obbligazione.

Obbligazione che ha per oggetto una somma di denaro può essere adempiuta nel domicilio del

creditore “debiti portabili”.

DEBITI PORTABILI = il debitore non ha portato il pagamento al creditore, allora il creditore è in mora,

e DEBITI CHIEDIBILI = deve essere il creditore che chiede il pagamento.

TEMPO DELL’ADEMPIMENTO, problematica:

Quando deve essere adempiuta la prestazione? Quando le parti hanno stabilito che deve essere

adempiuta, se non è stato stabilito niente il creditore può decidere di richiedere la prestazione al

debitore immediatamente, in qualsiasi momento voglia.

Se è fissato un termine, questo termine è a favore di chi? Sempre del debitore! Il debitore può sempre

pagare anticipatamente, perché il termine è previsto a suo favore, in questo caso il debitore non può

ripetere ciò cha pagato = si è estinto il rapporto obbligatorio. Il termine può diventare un’insidia per il

creditore. Art 1186, insolvenza del creditore.

Il tempo dell’adempimento: P a g . | 20

a) Se l’obbligazione è continuata, ovvero ad esecuzione periodica = obbligazione di durata

occorre determinare il momento iniziale ed il momento finale della prestazione dovuta.

b) Se l’obbligazione di pagare è ad esecuzione istantanea occorre determinare il dies solutionis.

IL TERMINE è SPESSO INDICATO NEL TITOLO COSTITUTIVO DELL’OBBLIGAZIONE.

1) TERMINE A VANTAGGIO DEL DEBITORE Quando per l’adempimento risulti fissato un

termine, si presume che esso sia a favore del debitore: con la conseguenza che il creditore non

può esigere la prestazione prima della scadenza, mentre il debitore può adempiere anche

prima del termine fissato. 

2) TERMINE A VANTAGGIO DEL CREDITORE Quando il termine risulti fissato a favore del

creditore, questi può pretendere l’adempimento anche prima della scadenza, mentre il

debitore non può offrire l’esecuzione della prestazione prima del termine.

3) TERMINE A FAVORE SIA DEL CREDITORE CHE DEL DEBITORE Il termine può essere

espresso a favore di entrambi: nel qual caso né il creditore né il debitore possono pretendere

di ottenere o di eseguire la prestazione prima della scadenza.

Il debitore decade dal termine fissato a suo favore qualora il debitore o abbia diminuito le garanzie che

aveva dato, o non abbia offerto le garanzie che aveva promesso, ovvero ancora sia divenuto insolvente

da una situazione si dissesto economico, sia pure temporaneo, in cui il debitore venga a trovarsi, la

quale renda verosimile l’impossibilità, da parte di quest’ultimo di soddisfare regolarmente le proprie

obbligazioni.

DI NORMA LE PARTI SONO LIBERE DI DEFINIRE, in piena autonomia, IL TEMPO

DELL’ADEMPIMENTO. 

Se il titolo nulla preveda relativamente al tempo dell’adempimento il creditore può pretendere

immediatamente il pagamento.

Se sia necessario un termine, la sua fissazione, in mancanza di accorso tra le parti, è rimessa al giudice.

Obbligazioni di pagare una somma di denaro quale corrispettivo di “transazioni commerciali”

adempimento = entro 30 giorni a decorrere da eventi specificamente indicati nella stessa norma.

Diligenza = valore determinante nella responsabilità del consumatore.

Art 1218 del codice civile = convivenza tra le due tipologie di obbligazioni. L’adempimento per essere

valido deve esserlo anche a livello oggettivo che soggettivo.

Luogo/ Tempo dell’adempimento.

Art 1183 convenzione della volontà delle parti:

LIBRO QUARTO. Delle obbligazioni - TITOLO PRIMO. Delle obbligazioni in genere - CAPO SECONDO.

Dell'adempimento delle obbligazioni - SEZIONE PRIMA. Dell'adempimento in generale: “Se non è

determinato il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita, il creditore può esigerla immediatamente.

Qualora tuttavia, in virtù degli usi o per la natura della prestazione ovvero per il modo o il luogo

dell'esecuzione, sia necessario un termine , questo, in mancanza di accordo delle parti, è stabilito dal

giudice . P a g . | 21

Se il termine per l'adempimento è rimesso alla volontà del debitore, spetta ugualmente al giudice di

stabilirlo secondo le circostanze; se è rimesso alla volontà del creditore, il termine può essere fissato su

istanza del debitore che intenda liberarsi.”

Il termine può diventare insidioso e pericoloso. È molto pericolosa anche l’insolvenza civilistica =

dissesto economico del debitore, provato anche per presunzione da parte del creditore. Dissesto

economico = il creditore potrebbe anche trovarsi sprovvisto di adeguate garanzie economiche

dissesto economico del debitore. 

IMPUTAZIONE DEL PAGAMENTO: capita spesso nell’ambito degli affari un debitore ha più debiti

nei confronti dello stesso creditore. Il debitore può avere interesse ad adempiere ad una o più linee di

credito.

Art 1193- 94- 95 l’imputazione è rimessa alla volontà del debitore (art. 1193).

L'imputazione del pagamento è l'atto con il quale, ove il debitore abbia più debiti dello stesso genere

nei confronti dell'unico creditore ed effettui un pagamento inidoneo ad estinguerli tutti, il pagamento

stesso viene riferito ad uno o più dei rapporti obbligatori in essere.

L'imputazione del pagamento spetta, in via principale, al debitore che, nel momento in cui paga, può

dichiarare quale debito intenda estinguere. Deve, inoltre, considerarsi che il creditore può

sempre rifiutare un adempimento parziale, salvo che il rifiuto stesso sia contrario a buona fede.

Ove il debitore non provveda all'imputazione del pagamento, essa può essere fatta nella quietanza da

parte del creditore, salvo che il debitore rifiuti la quietanza contenente l'imputazione. L'imputazione

del pagamento effettuata nella quietanza da parte del creditore può essere successivamente

impugnata solo in caso di dolo o sorpresa.

Sulla natura dell'atto d'imputazione, esso viene dalla dottrina ritenuto di carattere non negoziale ed

unilaterale ove posto in essere dal debitore; ove invece l'imputazione sia effettuata dal creditore,

l'opinione prevalente ricostruisce la fattispecie come contrattuale in considerazione del potere di

rifiuto del debitore e della facoltà d'impugnativa per dolo e sorpresa.

Il codice, in mancanza di imputazione di pagamento da parte del debitore e da parte del creditore pone

delle regole suppletive d'imputazione che rispondono al criterio del contemperamento dei diversi

interessi in gioco.

In tal senso, tra più debiti di cui uno solo scaduto il pagamento deve essere preliminarmente imputato

al debito scaduto, tra più debiti ugualmente scaduti l'imputazione va al debito meno garantito, tra più

debiti ugualmente garantiti e scaduti va al debito più oneroso e, in difetto di tali criteri di scelta, al

debito più antico. A parità di tali condizioni l'imputazione va effettuata proporzionalmente in relazione

a ciascun debito. 

Imputazione del pagamento Se una persona, che ha più debiti della medesima specie verso la stessa

persona, fa un pagamento che non comprenda la totalità di quanto complessivamente dovuto, può

avere importanza stabilire quale tra i vari debiti viene estinto.

Pagamento parziale di obbligazioni pecuniarie di valuta = il solvens non può imputare il pagamento

stesso del capitale, i pagamenti parziali vanno imputati prima agli interessi e poi al capitale.

La facoltà del debitore di indicare a quale debito debba imputarsi il pagamento va esercitata e si

consuma all’atto del pagamento stesso; sicché una successiva dichiarazione di imputazione, fatta dal

debitore senza l’adesione del creditore, è giuridicamente inefficace. P a g . | 22

Mancanza di imputazione effettuata dal solvens il pagamento deve essere imputato al debito

scaduto, tra i più debiti scaduti, a quello meno garantito; tra più debiti ugualmente garantiti, al più

oneroso per il debitore, tra più debiti ugualmente onerosi, al più antico. se tali criteri non

soccorrono = l’imputazione va fatto proporzionalmente ai vari debiti.

I CRITERI LEGALI DI IMPUTAZIONE di cui all’art. 1193 si fa riferimento HANNO CARATTERE

SUPPLETTIVO.

IMPUTAZIONE VOLONTARIA: Atto negoziale, unilaterale e recettizio.

Art 1197 = disciplina della prestazione di adempimento cessione di un credito.

LIBRO QUARTO. Delle obbligazioni - TITOLO PRIMO. Delle obbligazioni in genere - CAPO SECONDO.

Dell'adempimento delle obbligazioni - SEZIONE PRIMA. Dell'adempimento in generale: “Il debitore non

può liberarsi eseguendo una prestazione diversa da quella dovuta, anche se di valore uguale o maggiore,

salvo che il creditore consenta . In questo caso l'obbligazione si estingue quando la diversa prestazione è

eseguita.

Se la prestazione consiste nel trasferimento della proprietà o di un altro diritto, il debitore è tenuto alla

garanzia per l'evizione e per i vizi della cosa secondo le norme della vendita, salvo che il creditore

preferisca esigere la prestazione originaria e il risarcimento del danno.

In ogni caso non rivivono le garanzie prestate dai terzi”.

La prestazione in luogo di adempimento:

Il creditore – avendo diritto all’esatte esecuzione della prestazione dovuta- può legittimamente

rifiutare una prestazione diversa da quella dedotta in obbligazione anche qualora si tratti di

prestazioni avente valore eguale o addirittura superiore.

Il creditore tuttavia può accettare che il creditore si liberi eseguendo una prestazione diversa da quella

dovuta: “DATIO IN SOLUTUM”.

L’accordo fra debitore e creditore per l’estinzione dell’obbligazione tramite datio in solutum non va

confuso né con la novazione né con una convenzione volta a modificare il contenuto dell’obbligo.

Adempimento è ceduto un credito estinzione con la riscossione del credito.

Prestazione consiste nel trasferimento della proprietà di una cosa il debitore è tenuto alla garanzia

per l’evizione e per i visi della cosa. datio in solutum

CARATTERI E FUNZIONI DELLA DATIO IN SOLUTUM: La (ovvero dazione in

pagamento) rappresenta un negozio giuridico alternativo all’adempimento dell’obbligazione

originaria. Questa fattispecie consiste in un accordo tra creditore e debitore che ha ad oggetto

l’esecuzione di una prestazione “diversa” da quella originariamente dovuta.

datio in solutum

Pertanto, la consente al soggetto obbligato di liberarsi nel caso in cui, con il consenso

dell’altro, esegua una prestazione “diversa” rispetto a quella pattuita.

Art 2697. 

QIUETANZA diritto del debitore alla quietanza = art 1199. Il debitore può subordinare il pagamento

alla mancanza di quietanza.

LEGITTIMAZIONE AD ADEMPIERE.

Debitore che riceve la quietanza. P a g . | 23

LIBRO QUARTO. Delle obbligazioni - TITOLO PRIMO. Delle obbligazioni in genere - CAPO

Art 1186:

SECONDO. Dell'adempimento delle obbligazioni - SEZIONE PRIMA. Dell'adempimento in generale

“Quantunque il termine sia stabilito a favore del debitore, il creditore può esigere immediatamente la

prestazione se il debitore è divenuto insolvente o ha diminuito, per fatto proprio, le garanzie che aveva

date o non ha dato le garanzie che aveva promesse.”

Imputazione del pagamento.

Art 1191 = regola del pagamento eseguito da un incapace. Il concetto di capacità è molto ampio in

quanto comprende sia la capacità di agire che quella naturale, in questo caso il debitore non potrà

ripetere ciò che ha già pagato. Pregiudizio a carico dell’incapace.

Art 2041/ 42 rimedio residuale = i rimedi sono ormai tendenzialmente tipici in quanto a ogni

violazione segue un particolare rimedio, che si condegna al creditore insoddisfatto. Art 2042 azione

che è proponibile.

Se il terzo si oppone il creditore può anche ricevere la prestazione, ovvero il pagamento, oppure può

decidere di non riceverla.

Il codice civile nella parte delle obbligazioni utilizza uno schema semplificante = debitore e/o

creditore. Nell’ambito di un rapporto obbligatorio una persona può essere debitore e/o creditore.

POTERE DI RICEVERE LA PRESTAZIONE implica il potere istintivo del debito, art 1188. Art 1190 da

per presupposto che il creditore è legittimato a ricevere la prestazione solo se il creditore è capace =

ricevere il pagamento è comunque un’autonomia. Il creditore deve valutare la prestazione e valutare

se è uguale a quella dovuta. Il creditore che riceve deve possedere la capacità di agire.

LIBRO QUARTO. Delle obbligazioni - TITOLO PRIMO. Delle

Art 1190 = capacità del creditore

obbligazioni in genere - CAPO SECONDO. Dell'adempimento delle obbligazioni - SEZIONE PRIMA.

Dell'adempimento in generale: “Il pagamento fatto al creditore incapace di riceverlo non libera il

debitore, se questi non prova che ciò che fu pagato è stato rivolto a vantaggio dell'incapace”.

Il pagamento fatto dal debitore al creditore incapace non permette al debitore di provare che il

pagamento è stato fatto a vantaggio del creditore incapace.

 Presupposto oggettivo = quando il debitore paga a colui che appariva legittimato a ricevere.

 Presupposto soggettivo = il debitore che ha pagato era in buona fede, incolpevole.

In materia di buona fede soggettiva = si presume, ne caso dell’articolo 1189 non è così in quanto la

buona fede del creditore deve essere provata dal debitore. Deve essere provata per presunzione.

Ambito applicativo della norma: ci si è domandati se il debitore paghi al creditore apparente o se il

creditore paghi al debitore?

Pagamento al creditore apparente = è idoneo a liberare il creditore?

Art 1192

TEMA DELLA SURROGAZIONE = successione a titolo particolare nel lato attivo del rapporto

obbligatorio. La surrogazione consiste nel sub ingresso di un terzi nei diritti di un credito a seguito del

pagamento. Il terzo potrà esercitare

Art 1189 II° comma: Pagamento al creditore apparente

LIBRO QUARTO. Delle obbligazioni - TITOLO PRIMO. Delle obbligazioni in genere - CAPO SECONDO.

P a g . | 24

Dell'adempimento delle obbligazioni - SEZIONE PRIMA. Dell'adempimento in generale “Il debitore che

:

esegue il pagamento a chi appare legittimato a riceverlo in base a circostanze univoche, è liberato se

prova di essere stato in buona fede .

Chi ha ricevuto il pagamento è tenuto alla restituzione verso il vero creditore, secondo le regole stabilite

per la ripetizione dell' indebito” .

Art 1153 cose mobili

TEMA DELLA SURROGAZIONE = successione a titolo particolare nel lato attivo del rapporto

obbligatorio. Nei diritti del creditore, ormai soddisfatto, verso il debitore. Cambia il soggetto attivo, il

fenomeno opera nei confronti di due soggetti:

 Il terzo che ha pagato, a favore di colui che ha dato una somma di denaro a mutuo al debitore

affinché il denaro venga utilizzato per soddisfare il creditore.

FUNZIONE DELLA SURROGAZIONE: agevolare il terzo mutuato nel recupero di quanto a pagato.

Il pagamento con surrogazione:

Il pagamento può anche dar luogo alla sostituzione = surrogazione, del creditore con altra persona: in

tal caso, l’obbligo non si estingue, ma muta direzione, in quanto all’originario creditore si sostituisce

un altro creditore.

La surrogazione dà luogo ad una successione nel lato attivo del rapporto obbligatorio

La surrogazione suppone che l’obbligazione sia adempiuta, che il creditore sia soddisfatto; la cessione

del credito e la delegazione attiva che l’adempimento non si sia ancora verificato.

Finalità della surrogazione agevolare l’adempimento verso il creditore originario con l’attribuzione

al terzo, che rende possibile detto adempimento, dei diritto che ne inerivano al rapporto obbligatorio.

Art 1204: Terzi garanti

LIBRO QUARTO. Delle obbligazioni - TITOLO PRIMO. Delle obbligazioni in genere - CAPO SECONDO.

Dell'adempimento delle obbligazioni - SEZIONE SECONDA. Del pagamento con surrogazione : “La

surrogazione contemplata nei precedenti articoli ha effetto anche contro i terzi che hanno prestato

garanzia per il debitore.

Se il credito è garantito da pegno, si osserva la disposizione del secondo comma dell'art. 1263”.

La surrogazione può avvenire:

 Per volontà del creditore: Art 1201. Il creditore che riceve dal terzo il pagamento lo surroga nei

propri diritti, il creditore surroga il terzo. La surrogazione deve avvenire tramite una atto

espresso. Comporta la modificazione dell’obbligazione, in quanto si può modificare il terzo.

 Per volontà del debitore: Art 1202. Il debitore prende a mutuo una somma di denaro al fine di

pagare il debito/ adempiere all’obbligazione e in tale circostanza surroga il mutuante nei diritti

del creditore. Contratto di mutuo: art 1813. Portabilità del mutuo: possibilità si sostituire un

mutuo della banca alpha (α) con il mutuo della banca beta (ß).

a) Il mutuo deve avere una data certa.

b) Deve emergere la destinazione del mutuo per un particolare scopo.

c) Data certa del pagamento.

 Per volontà legale: Art 1203. Il terzo che paga il creditore è egli stesso creditore del debitore.

I^) A è creditore di 100 nei confronti di B e il suo credito assistito in ipoteca di primo grado. C è

creditore di B di 1000 e il suo credito è assistito di ipoteca di secondo grado. Se C paga

subentra legalmente nei diritti che vantava nei confronti di B.

II^) Il terzo che adempie è compratore di un bene immobile. P a g . | 25

III^) Il terzo che adempie paga i creditori che aveva interesse a soddisfare, art 1944. Il

fideiussore è il garante = si impegna a pagare il creditore quando il debitore principale non è in

grado di pagare.

IV^) Il terzo che paga il creditore è erede, con beneficio di inventario che paga con denaro

proprio. Coloro che sono chiamati all’eredità possono:

1. Accettarla.

2. Non accettarla.

3. Accettarla con beneficio di inventario, eredità dannosa, l’erede è costretto a pagare i debiti

del de cuius, ma non si sostituisce a questa figura.

Art 1203: Surrogazione legale.

LIBRO QUARTO. Delle obbligazioni - TITOLO PRIMO. Delle obbligazioni in genere - CAPO SECONDO.

Dell'adempimento delle obbligazioni - SEZIONE SECONDA. Del pagamento con surrogazione “La

surrogazione ha luogo di diritto nei seguenti casi:

1) A vantaggio di chi, essendo creditore, ancorché chirografario, paga un altro creditore che

ha diritto di essergli preferito in ragione dei suoi privilegi , del suo pegno o delle sue ipoteche ;

2) A vantaggio dell' acquirente di un immobile che, fino alla concorrenza del prezzo di

acquisto, paga uno più creditori a favore dei quali l'immobile è ipotecato;

3) Avantaggio di colui che, essendo tenuto con altri o per altri al pagamento del debito, aveva

interesse di soddisfarlo;

4) A vantaggio dell' erede con beneficio d'inventario, che paga con danaro proprio i debiti

ereditari;

5) negli altri casi stabiliti dalla legge” . Art 756 …

Questi sono gli esempi che abbiamo analizzato sopra. La surrogazione è diversa dalla cessione del

credito = rapporto non ancora eseguito, surrogazione = azione già adempiuta. Diversa ratio per la

surrogazione e la cessione di credito. Surrogazione = recupero della somma derogata, il soggetto attivo

cambia. Le conseguenza sotto il profilo sostanziale/ processuale rimangono invariate.

Cooperazione del creditore nell’adempimento e mora credendi:

Cooperazione del creditore: Mora debendi:

Costituisce per lui un “onere” e non un “obbligo”. Se senza legittimo motivo il creditore si rifiuti di

ricevere l’adempimento offertogli dal debitore –

oppure, sempre senza legittimo motivo, ometta di

compiere gli atti preparatori per il ricevimento

della prestazione- il creditore viene costituito in

mora – MORA CREDENDI/ MORA ACCIPIENDI –

sempre che il creditore gli faccia offerta della

prestazione.

Offerta = dichiarazione del debitore di volersi

liberare della propria obbligazione, può essere:

a) Solenne (o formale) se compiuta da un

pubblico ufficiale.

b) Secondo gli usi.

Tema della successione a titolo particolare: problematiche connesse all’inadempimento.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher costanza_pozzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Sartori Filippo.

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