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Concetto di norma e diritto

Norma: per norma si intende un atto legislativo o una norma giuridica.

Diritto: ha un’accezione più ampia, in quanto è l’ordinamento sociale e rispecchia i valori di una società. Può essere oggettivo o soggettivo: “il diritto italiano garantisce il diritto all’ozio”, nella prima parte di questa frase si intende il diritto oggettivo, nella seconda parte il diritto soggettivo. Non vi è diritto soggettivo senza la garanzia del diritto oggettivo, in quanto esso si mette in atto attraverso la mediazione di norme giuridiche.

Il diritto esiste all’interno delle società: ubi societas ibi ius; le norme giuridiche, dunque, evitano che a dominare sia il caos, quindi prevedono il caos e, qualora questo stia dominando, lo risolvono. G. Hardin in The tragedy of commons (1967) afferma che la norma giuridica risolve il conflitto.

Norma giuridica

È un comando giuridico di natura generale e astratta. Cosa comporta la generalità e astrattezza? Comporta che la norma è rivolta a una moltitudine indeterminata di soggetti (generalità) e che prevede una serie di casi, prevede i conflitti e i problemi, anticipandoli (astrattezza).

Perché la norma giuridica deve essere precostituita? Per la certezza giuridica: dobbiamo conoscere il diritto ex ante. La certezza è prevedibilità: noi cittadini dobbiamo conoscere le conseguenze ex ante, non ex post. Questo garantisce anche l’uguaglianza (la legge è uguale per tutti). La norma giuridica è l’antitesi della sentenza.

Elementi della sentenza

Quali sono gli elementi della sentenza? Specificità, realtà e individualità: non è norma giuridica perché non è generale e astratta ma si rivolge a una persona determinata e si applica al caso concreto. C’è un solo caso nel quale la sentenza può avere carattere generale: quando la Corte costituzionale dichiara contraria alla Costituzione una norma; dunque le sentenze della Corte costituzionale hanno efficacia erga omnes. In Italia e negli ordinamenti di tipo civil law il sistema delle fonti è legicentrico, incentrato sulla legge.

Norme giuridiche implicite

Non tutte le norme giuridiche sono esplicite: art. 1321. Nozione. - Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale. Qui, per esempio, non è presente esplicitamente nessun comando, ma una definizione; è però presente implicitamente un comando: ogni accordo che ha carattere patrimoniale dovrà chiamarsi contratto.

Inoltre non tutte le norme hanno un meccanismo sanzionatorio: art. 315-bis. Stato giuridico della filiazione. – 4. Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa.

Istituto giuridico

Le norme giuridiche collegate fra di loro aventi una destinazione unitaria hanno il nome di istituto giuridico. Diverse norme giuridiche formano istituti giuridici; diversi istituti giuridici formano aree del diritto; diverse aree del diritto formano l’ordinamento giuridico.

Le fonti del diritto

La fonte del diritto è ciò che crea il diritto.

Art 1, preleggi. Indicazione delle fonti. - Sono fonti del diritto: 1) le leggi; 2) i regolamenti; 3) [le norme corporative]; 4) gli usi. Sono da escludere le norme corporative perché facevano parte dell’ordinamento fascista. Mancano la normativa comunitaria, il diritto sovranazionale (diritto europeo), la Costituzione e le leggi regionali. Vi è una gerarchia delle fonti: le fonti di ordine superiore vincolano le fonti di ordine inferiore (gerarchia interna: Costituzione e leggi costituzionali, leggi ordinarie e atti aventi forza di legge, leggi regionali, regolamenti e usi).

È fonte del diritto qualsiasi atto o fatto (con riferimento agli usi) idoneo a produrre diritto.

Fonti del diritto privato

La prima fonte del diritto privato è il codice civile (legge ordinaria) insieme alla legislazione speciale (siccome il codice civile è una legge ordinaria, una legge ordinaria posteriore può abrogarlo), poi vengono la Costituzione, il diritto europeo e gli usi. Altre fonti sono la giurisprudenza (il giudice quando applica la norma giuridica) e la dottrina (la produzione di scienza giuridica nelle mani dei giuristi, che può influenzare i giudici).

Quando gli usi (se mai) possono essere considerati fonti del diritto? Gli usi come fonte del diritto hanno uno spazio minimo perché la maggior parte dello spazio è riservato alle leggi. Solo nei pochi casi in cui gli usi vengono richiamati esplicitamente dalla legge (secundum legem) essi sono fonti del diritto (art. 8, comma 1, preleggi. Usi. - Nelle materie regolate dalle leggi e dai regolamenti gli usi hanno efficacia solo in quanto sono da essi richiamati): per esempio, negli artt. 826, 1326 e 1826.

Il codice civile

Il diritto privato è il diritto dei cittadini, si occupa:

  • Dei rapporti patrimoniali e non patrimoniali fra i cittadini;
  • Dei rapporti che circa le società, le imprese, i comitati, le fondazioni e, dal 2017, tutto quello che appartiene al terzo settore;
  • Dei rapporti fra lo Stato e i cittadini, o i cittadini e lo Stato, laddove lo Stato non agisce esercitando la supremazia, in quanto lo Stato viene chiamato in causa come se fosse un altro privato.

Il Corpus iuris civilis del 529 d.C. è la raccolta di tutte le costituzioni imperiali; il codice invece è una legge del tutto nuova, non una raccolta di legge. Il codice civile è la fonte principale del diritto civile. Il codice civile italiano è uno dei codici più estesi dell’occidente, solamente quello olandese è più ampio. Questo è una legge che regolamenta un settore del diritto in modo integro, esauriente e sistematico, trasformando la realtà in norme giuridiche: la sistematicità cerca di ordinare la realtà (per esempio: art. 1321, definizione del contratto; art. 1325, requisiti del contratto; art 1418, nullità del contratto; oppure art. 1140, possesso; art. 1158: usucapione). Il codice civile napoleonico (1804) è il figlio illustre della rivoluzione francese e rappresenta la c.d. statualità del diritto: il codice non è più prodotto dai cittadini ma dallo Stato. La statualità è nata con la modernità del diritto. Il codice civile del 1864 ha come modello il codice del 1804. Il codice civile è rivolto al cittadino: precedentemente, in età medievale, ogni classe sociale aveva un proprio istituto giuridico, con il codice quindi pone fine al particolarismo giuridico del periodo medievale, in quanto è rivolto a tutti, al soggetto unico di diritto, al chiunque. Un’altra caratteristica del codice civile è la semplicità della consultazione del materiale giuridico. In Italia non abbiamo un codice del commercio: ci fu nel 1862, ma nel 1942 Mussolini e Dino Grandi hanno unificato il codice.

Il codice civile inizia con le disposizioni sulla legge in generale ed è diviso in 6 libri:

  • Persone e famiglia;
  • Successioni;
  • Della proprietà;
  • Delle obbligazioni;
  • Del lavoro (il titolo è un’eredità del fascismo: La carta del lavoro 1927);
  • Tutela dei diritti.

Ogni libro si divide in capi, i quali si dividono in sezioni, che a loro volta si suddividono in articoli, che ancora si suddividono in commi.

La seconda fonte del diritto privato è la legislazione speciale. Il codice è stato modificato moltissime volte attraverso deroghe o aggiunte (bis, ter, quater…) oppure legislazioni speciali: per esempio in materia di divorzio, introdotto nel 1970, o di adozione, nel 1983. Attualmente le legislazioni speciali sembrano la principale fonte di diritto, in quanto costituiscono una parte più ampia rispetto al codice civile: Natalino Irti ha chiamato questo fenomeno decodificazione. Nonostante ciò, la fonte principale del diritto privato rimane la legge madre, la costituzione del diritto privato, la sua fonte principale.

Rapporto codice civile - Costituzione

I primi articoli dello Statuto Albertino regolano i poteri del re (cosa poteva fare e cosa non poteva fare), quelli seguenti i diritti e i doveri dei cittadini. I primi articoli della Costituzione, invece, riguardano i princìpi fondamentali, ponendo in questo modo al centro l’uomo, la dignità della persona e il principio di uguaglianza. Lo Statuto coglie lo stato liberale, limitandosi a garantire diritti al cittadino, invece la Costituzione del 1948 consacra lo stato sociale. La Costituzione si pone come fonte diretta del diritto privato, infatti il primo libro del codice civile riguarda la persona. Dunque la Costituzione è fonte di diritto privato per quanto riguarda la persona (artt. 2, 3). Diversi istituti del diritto privato trovano riscontro nella Costituzione, per esempio la proprietà (art. 42), il lavoro (artt. 35, 36), i figli: la l. 219/2012 è una manifestazione concreta dell’incidenza della Costituzione sul diritto privato: i figli sono figli, non legittimi o illegittimi. Questa norma rende omaggio all’art. 30, comma 3 Cost.; la legge sulle unioni civili rende omaggio all’art. 3 Cost.; la legge sul divorzio al principio sull’autonomia; la legge sul testamento biologico alla dignità del malato.

Esempi

  • Un cane aggredisce un altro cane e lo uccide: non vi è danno patrimoniale e secondo l’art. 2043 (Qualunque fatto doloso, o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno) il padrone del cane non deve essere rimborsato. Quindi i giudici possono procedere con delle applicazioni degli artt. 2 e 3 della Costituzione laddove il danno non è patrimoniale ex art. 2043 (risarcimento per fatto illecito);
  • Il marito tradisce la moglie (ha anche una famiglia parallela), secondo l’art 243 i coniugi hanno il dovere di fedeltà: i giudici affermano, tramite una lettura costituzionalmente orientata (art. 2), che la moglie ha diritto al risarcimento del danno, nonostante questo non sia patrimoniale.

Situazione giuridica e rapporto giuridico, atti e fatti giuridici

Art. 10, preleggi. Inizio dell’obbligatorietà delle leggi e dei regolamenti. – 1. Le leggi e i regolamenti divengono obbligatori nel decimoquinto giorno successivo a quello della loro pubblicazione, salvo che sia altrimenti disposto.

La situazione reale non si inquadra però perfettamente nella situazione descritta dalla norma giuridica; la norma giuridica è vaga, non è chiara; la legge può mancare. Come risolvere questi problemi? I primi due si risolvono applicando il primo comma dell’art. 12, preleggi, il terzo con il secondo comma.

Art. 12, preleggi. Interpretazione della legge. - 1. Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore.

2. Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i princìpi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato.

Criteri di interpretazione della legge

  • Criterio letterale o esegetico (per cui il giudica altro non è che la bocca della legge);
  • Criterio logico con cui si vuole risalire all’intenzione del legislatore: può essere soggettivo o oggettivo (finalità della norma giuridica o criterio teleologico).

La situazione giuridica è caratterizzata da un soggetto attivo e un soggetto passivo.

Fatto giuridico: accadimento che produce conseguenze giuridiche, crea un rapporto giuridico, può alterare o estinguere un rapporto giuridico; è un evento che appartiene alla natura, all’uomo o agli animali. Ad esempio la nascita (la nascita crea lo status di persona) o la morte (crea il fenomeno della successione); filiazione; aggressione di un animale.

Una sottocategoria dei fatti giuridici sono gli atti giuridici:

  • Atti giuridici negoziali: vi è una doppia volontà di compiere l’atto e di produrre gli effetti giuridici di quell’atto. Per esempio, il matrimonio o il testamento (per la compravendita - la proprietà si trasferisce al momento del pagamento - vige il principio consensuale: il contratto si perfeziona quando le parti si accordano in merito al prezzo e alla cosa);
  • Atti giuridici non negoziali: c’è la volontà di compiere l’atto ma non c’è la volontà di produrre effetti collegabili a quell’atto. In ambito di fatti leciti laddove ci sia colpa siamo di fronte a un atto non negoziale (se c’è dolo è negoziale perché c’è anche l’intenzione di produrre gli effetti). Un esempio è il possesso: vi è volontà solo iniziale, quindi non per quanto riguarda gli effetti.

Diritti soggettivi

È un potere in capo al soggetto garantito dallo Stato per soddisfare un interesse: per questo è la situazione giuridica attiva più importante. È esempio il diritto alla proprietà: come viene garantito questo godimento assoluto? Con la protezione delle azioni civili.

  • Diritti soggettivi pubblici: diritto all’elettorato attivo e passivo; la grossa problematica di questo tema è estendere o meno questa categoria agli stranieri;
  • Diritti soggettivi patrimoniali: proprietà o diritti di credito nascenti da ogni contratto; comportano per il titolare un’utilità economica. Sono modificabili, cancellabili e disponibili;
  • Diritti soggettivi non patrimoniali: diritto allo studio, libertà religiosa, in generale diritti della persona o libertà; non comportano per il titolare un beneficio economico. Tutti i diritti personalissimi e i diritti pubblici sono non patrimoniali (la maggior parte dei diritti di famiglia). Vi sono sempre di più diritti non patrimoniali che diventano diritti patrimoniali: si pensi al nostro corpo, si può fare qualsiasi cosa con il proprio corpo? No, perché, per esempio, non è possibile in Europa vendere un rene attraverso un contratto, ma è possibile vendere i capelli (patrimonializzazione del corpo umano). Il diritto all’immagine è un diritto non patrimoniale, ma è possibile avere un beneficio patrimoniale dalla propria immagine (l’unico articolo del codice civile relativo al corpo è l’art. 5). A differenza dei diritti soggettivi patrimoniali, sono indisponibili, ovvero non possono essere trasferiti, non cancellabili e non modificabili;
  • Diritti soggettivi assoluti: sono opponibili erga omnes, possono essere patrimoniali (proprietà) o non patrimoniali (libertà: tutti i diritti della personalità sono diritti assoluti non patrimoniali). Il problema è relativo all’interesse legittimo e il diritto deve risolvere il confronto fra gli interessi legittimi: il diritto sta dalla parte dell’uso;
  • Diritto soggettivo relativo: è opponibile solamente verso uno o più soggetti determinati (per esempio nel caso di prestito d’uso). Sono diritti soggettivi relativi i diritti di credito;

Art. 5. Atti di disposizione del proprio corpo. - Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume.

Secondo Gaio (II secolo d.C.) il diritto romano è regolato da tre grandi categorie: le personae (liberi o schiavi), le res e le actiones. Oggi le azioni appartengono alla materia di procedura civile o penale. Le persone e le cose, invece, si trovano ancora nel nostro codice civile.

I soggetti del diritto

I soggetti sono le persone fisiche e le persone giuridiche, le organizzazioni. Il soggetto del diritto è il titolare di posizioni giuridiche, è il centro di imputazione di norme giuridiche. Si può essere soggetto attivo o passivo, a seconda che il soggetto sia titolare di situazioni attive o passive (creditore o debitore).

Perché troviamo il soggetto nel manuale e la persona nel codice? Perché il soggetto è un’invenzione della dottrina: la dottrina giuridica è lo studio del diritto fatto dai giuristi che commentano il codice civile, una legge o una sentenza, facendo comparazioni. Il soggetto del diritto nasce per porre fine agli status (civitate, libertate e familiae) del diritto romano e del diritto medievale. Il codice civile è rivolto a tutti i soggetti (a chiunque), rispettando l’uguaglianza: tutti devono essere titolari di diritti e di doveri. Ma chi determina i soggetti del diritto? Ogni forma di organizzazione sociale o politica decide chi sono i propri soggetti di diritto.

Chi sono i soggetti di diritto privato in Italia? Le persone fisiche e le persone giuridiche (le organizzazioni). Alle persone fisiche sono dedicati il libro I del codice civile (titolo I, primi 10 articoli) e i princìpi fondamentali della Costituzione. La regolamentazione relativa alle persone giuridiche si trova nel libro V del codice civile per le organizzazioni con finalità lucrative e nel libro I del codice civile, artt. 11 ss., per le organizzazioni con finalità non lucrative.

Correlazioni fra soggetto e persona

Soggetto è uguale a persona? Soggetto è uguale a capacità giuridica? In Italia non vi è differenza fra soggetto e persona. Soggetto è uguale a persona e chi è persona ha capacità giuridica, dunque è capace di essere titolare di diritti e di obblighi. Si è persona e si ha capacità giuridica dal momento della nascita. In Italia la maggior parte delle persone giuridiche, o associazioni, non sono riconosciute (garantendo così loro maggiore libertà, oltre alla loro responsabilità giuridica e autonomia economica).

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FrancescaTG di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Miguez Nunez Rodrigo.
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