Estratto del documento

LE OBBLIGAZIONI IN GENERALE ....................................................................................................................... 2

SPECIE DI OBBLIGAZIONI .................................................................................................................................. 7

MODIFICHE SOGGETTIVE DELL’OBBLIGAZIONE ............................................................................................. 13

L’ADEMPIMENTO ............................................................................................................................................ 18

MODI DI ESTINZIONE DELL’OBBLIGAZIONE DIVERSI DALL’ADEMPIMENTO .................................................... 23

L’INADEMPIMENTO ......................................................................................................................................... 26

IL CONTRATTO IN GENERALE .......................................................................................................................... 33

GLI ELEMENTI ESSENZIALI DEL CONTRATTO ................................................................................................... 37

GLI ELEMENTI ACCIDENTALI ............................................................................................................................ 49

LE APRTI DEL CONTRATTO ............................................................................................................................... 56

TRATTATIVE E RESPONSABILITA’ PRECONTRATTUALE .................................................................................... 60

LA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO ................................................................................................................ 63

I VINCOLI PRECONTRATTUALI ......................................................................................................................... 69

L’INTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO ............................................................................................................ 72

L’INTEGRAZIONE DEL CONTRATTO .................................................................................................................. 77

GLI EFFETTI DEL CONTRATTO .......................................................................................................................... 79

L’INVALIDITA’ DEL CONTRATTO ....................................................................................................................... 84

LE VICENDE DEL RAPPORTO CONTRATTUALE E LE SOPRAVVENIENZE ............................................................ 89

LA COMPRAVENDITA ....................................................................................................................................... 96

GLI ALTRI CONTRATTI TRASLATIVI ................................................................................................................. 104

I CONTRATTI DI GODIMENTO ........................................................................................................................ 108

I CONTRATTI DI COOPERAZIONE NELL’ALTRUI ATTIVITA’ GIUTIDICA ............................................................ 112

I PRINCIPALI CONTRATTI REALI ..................................................................................................................... 114

CONTRATTI PER PRESTAZIONI DI SERVIZI ...................................................................................................... 117

LE OBBLIGAZIONI NASCENTI DA ATTO UNILATERALE E DALLA LEGGE .......................................................... 120

IL SISTEMA DELLA RESPONSABILITA’ AQUILIANA .......................................................................................... 125

IL DANNO NON PATRIMONIALE .................................................................................................................... 129

LA STRUTTUTA DELL’ILLECITO AQUILIANO .................................................................................................... 131

IPOTESI PARTICOLARI DI RESPONSABILITA’ DETTATE DAL CODICE CIVILE .................................................... 134

IPOTESI PARTICOLARI DI RESPONSABILITA’ DISCIPLINATE AL DI FUORI DEL C.C. .......................................... 137

LE CONSEGUENZE DELL’ILLECITO CIVILE ....................................................................................................... 139

PROFILI GENERALI ......................................................................................................................................... 140

LE GARANZIE PERSONALI ............................................................................................................................... 143

LE GARANZIE REALI ........................................................................................................................................ 148

1

I DIRITTI RELATIVI

LE OBBLIGAZIONI IN GENERALE

1. Nozione di obbligazione. La giuridicità del dovere

Alla disciplina delle obbligazioni è dedicato il libro IV del c.c. in cui però non è presente

una vera e propria definizione di obbligazione. Le obbligazioni iniziano ad essere

regolamentate solamente nel 1942 a causa di un vero e proprio cambio nell’economia

italiana. Continua comunque ad essere assente una definizione di obbligazione.

Questo perché l’obbligazione viene vista e regolata di conseguenza come un dovere

giuridico.

In generale l’obbligazione vede protagonisti due soggetti, il soggetto (debitore)che

deve mantenere un determinato comportamento nei confronti di un altro soggetto

(creditore). La posizione giuridica dell’obbligato viene definita di debito, mentre

quella del creditore è di credito. Il debitore è obbligato ad eseguire una prestazione

al creditore. Al creditore non è richiesto tenere nessuna particolare condotta.

Dall’obbligazione va distinto l’obbligo. L’obbligazione ha infatti a che fare

esclusivamente con obblighi di tipo patrimoniale, mentre gli obblighi possono essere

anche di tipo morale, religioso o sociale.

La prestazione può consistere in una condotta attiva o omissiva:

1) CONDOTTA ATTIVA: può trattarsi ad esempio di una prestazione di dare (ad es.

l’obbligo del venditore di dare il bene venduto) o di fare (appaltatore che deve

eseguire l’opera commissionata)

2) CONDOTTA OMISSIVA: può trattarsi del non fare una determinata attività (ad es.

chi si impegna a non commercializzare un prodotto in una determinata area

geografica)

Il rapporto obbligatorio si identifica nel rapporto che si instaura tra debitore e

creditore, ossia la pretesa che il creditore si aspetti una determinata prestazione dal

debitore. Spesso può capitare che i due soggetti siano la medesima persona, basti

pensare al contratto di compravendita, dove chi vende è obbligato allo stesso tempo

a dare al cliente la casa e allo stesso tempo aspettarsi un corrispettivo. Stessa cosa

per il compratore, che ha diritto all’immobile ma è allo stesso tempo obbligato al

pagamento dell’immobile. 2

2. Le fonti delle obbligazioni

“le obbligazioni derivano da contratto, fatto illecito o da ogni altro atto idoneo a

produrle in conformità dell’ordinamento giuridico”. Da questa definizione presente

nel libro IV del c.c. si distinguono 3 tipi di obbligazioni (e non più 4 come anticamente

era previsto). Vengono difatti identificate come fonti delle obbligazioni il contratto, il

fatto illecito e altri fatti che possano costituire obbligazioni anche in assenza di una

disposizione generale che li qualifichi in una determinata categoria (ad es. il

provvedimento amministrativo che vincola i relativi destinatari a compiere gli atti

previsti. Sono atti e fatti idonei a produrre obbligazioni:

3) Promessa unilaterale

4) Gestione d’affari

5) Pagamento dell’indebito

6) Arricchimento senza causa

Si presta particolare attenzione ai contatti sociali, che prevedono che anche in

mancanza di un contrato concluso le parti fanno affidamento nell’esecuzione di

talune prestazioni. La categoria si sofferma particolarmente sul campo delle relazioni

che si instaurano tra paziente e medico, il quale in quanto professionista è tenuto a

ad eseguire la prestazione terapeutica o diagnostica in forza del contratto che ha, non

con il paziente, bensì con l’azienda ospedaliera. Il contatto sociale in questo caso è

evidente, in quanto una delle due parti si aspetta qualcosa dall’altra, nonostante tra

questi non vi sia un contratto. Il contratto esiste tra il paziente e l’azienda ospedaliera,

ma non tra lui e il medico curante. La tutela del diritto di salute obbliga il medico ad

eseguire l’attività terapeutica o diagnostica.

3. I soggetti dell’obbligazione

L’obbligazione può essere descritta mediante tre caratteri: soggetti, prestazione, e

interesse del creditore.

I soggetti devono essere determinati o determinabili. Nella generalità dei casi i

soggetti sono determinati al momento della nascita dell’obbligazione. I soggetti

dell’obbligazione possono comunque essere determinati in seguito. I soggetti

dell’obbligazione possono anche essere determinati in relazione alla titolarità di

altra posizione giuridica (ad esempio nei titoli di credito, dove il debitore viene

identificato in base al titolare del documento in cui il credito stesso è incorporato). 3

Nel caso delle obbligazioni propter rem l’obbligato è il titolare di un diritto reale. In

questo modo l’obbligazione può essere trasferita da un proprietario all’altro nel caso

di vendita della cosa.

3.1 La prestazione

La prestazione è l’attività che deve compiere il debitore nei confronti del creditore

per soddisfare il credito di quest’ultimo.

La prestazione può consistere in un contegno positivo (dare o fare) o in un contegno

negativo (non fare).

La prestazione deve essere suscettibile di valutazione economica e deve

corrispondere ad un interesse, anche non patrimoniale, del creditore. è quindi

suscettibile di apprezzamento economico. La patrimonialità della prestazione è

quindi necessaria a differenziare l’obbligazione in senso stretto dall’obbligazione più

generale. La patrimonialità della prestazione non deve per forza riguardare

l’interesse del creditore, ma anche del debitore.

La prestazione può essere, inoltre, materialmente impossibile, quando il debitore

deve tenere una condotta oggettivamente irrealizzabile. Mentre la prestazione può

essere giuridicamente impossibile se la prestazione è possibile sul piano

strettamente materiale ma non sul piano giuridico. Una prestazione impossibile e sul

piano materiale e sul piano giuridica non può essere messa a condizione di

un’obbligazione, in caso contrario, l’obbligazione sarebbe nulla.

L’impossibilità deve essere ben distinta dalla difficoltà di realizzazione, che non incide

sulla validità dell’obbligazione. Se un debitore che deve una prestazione difficilmente

realizzabile, non la porta a compimento, il debitore è inadempiente, si parla quindi di

inadempimento.

Altro requisito fondamentale è la liceità della prestazione, ovvero la prestazione deve

essere conforme a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume.

La prestazione dell’obbligazione deve essere determinata o comunque

determinabile. La prestazione può essere determinabile quando vengono indicate le

modalità per procedere alla determinazione. La determinazione può fondarsi anche

su leggi e usi. Gli usi vengono distinti in usi negoziali o contrattuali.

3.2 L’interesse del creditore 4

La prestazione deve corrispondere ad un interesse anche non patrimoniale del

creditore. L’obbligazione non può esistere senza l’interesse del creditore.

L’interesse deve essere distinto dal vantaggio economico che la prestazione apporta.

Questo vantaggio peraltro, può non riguardare direttamente il creditore ma anche un

terzo (ad esempio il creditore del creditore).

Oltre alla sua importanza nella costituzione dell’obbligazione, l’interesse del creditore

è fondamentale nel processo di determinazione della prestazione dovuta.

Determinata in base allo sforzo fatto dal creditore per dare al futuro debitore il bene

o il servizio.

L’interesse del creditore è altresì fondamentale come criterio della prestazione

dovuta, comportando l’estinzione dell’obbligazione o facendo continuare il rapporto

di debito con il suo debitore.

L’interesse in un’obbligazione non è esclusivamente del creditore, bensì anche del

creditore, che con il compimento della prestazione vede estinguere il suo obbligo

nei confronti del creditore.

4. La buona fede

L’articolo 1157 del c.c. impone a creditore e debitore di comportarsi “secondo le

regole della correttezza”. La correttezza e la buona fede sono regole che devono

essere sempre seguite nello svolgimento delle trattative e più in generale, dei

contratti.

La buona fede si sostanzia nell’obbligo di salvaguardia, ossia nel dovere di ciascun

soggetto di preservare l’utilità dell’altro nella misura in cui ciò non importi un

notevole sacrificio del proprio interesse. In sostanza l’obbligo di salvaguardia vieta al

creditore di abusare del proprio diritto. L’obbligo di salvaguardia incide anche sul

debitore, il quale è tenuto ad un corretto adempimento dei suoi obblighi, cercando di

preservare gli interessi del creditore. La buona fede è un criterio integrativo del

contenuto dell’obbligazione.

Sono stati infatti ricondotti al principio di buona fede i così detti doveri di

cooperazione e di protezione, quali:

7) Il dovere di informazione

8) L’obbligo di eseguire prestazioni diverse ed ulteriori per salvaguardare l’interesse

dell’altra parte 5

9) Il dovere di tolleranza del creditore che ha ricevuto una prestazione non del tutto

conforme a quella pattuita ma che va comunque a soddisfare il proprio interesse.

6

SPECIE DI OBBLIGAZIONI

1. Classificazione delle obbligazioni: cenni introduttivi

Diversi sono i modi di classificazione dell’obbligazione. Uno di questi è il contenuto

della prestazione. Un altro metodo di classificazione delle obbligazioni è il bene

oggetto della prestazione, in base a questo si dividono le obbligazioni di specie e le

obbligazioni di genere. Un’obbligazione che vede protagonisti più soggetti viene

definita obbligazione soggettivamente complessa, nel cui abito vanno distinte le

obbligazioni solidali da quelle parziarie. In base alla facoltà di scelta della prestazione

da eseguire le obbligazioni si distinguono in: semplici, alternative e facoltative. Altra

distinzione fondamentale è quella fra obbligazioni di mezzi e di risultato.

2. Classificazione in base all’oggetto del comportamento dovuto (dare, fare e

non fare)

In base al comportamento attivo o omissivo del debitore si identificano due tipologie

di obbligazioni.

2.1 Obbligazioni di dare

Esistono due tipologie di obbligazione di dare: il trasferimento di un diritto e la

consegna di un bene.

La prestazione di dare va intesa come un trasferimento di un diritto, ovvero è un

adempimento di un obbligo precedentemente assunto, di trasferire. La datio

costituisce quindi l’esecuzione dell’obbligo di consegnare un bene rispetto al quale il

diritto reale si è già costituito o trasferito.

In altri casi il compimento dell’atto traslativo è inteso come una prestazione di facere

anzi che di dare.

2.2 Obbligazioni di fare. Obbligazioni di mezzi e di risultato

Le obbligazioni di fare sono tutte quelle obbligazioni che hanno come oggetto la

prestazione di svolgere un’attività manuale. Come “sottospecie” di queste possiamo

trovare le obbligazioni di mezzi e le obbligazioni di risultato.

10) Obbligazioni di mezzo: tutte quelle obbligazioni in cui il debitore è incaricato di

svolgere un’attività senza una determinata finalità che determini l’esito favorevole

del creditore (ad es. il prestatore di opera professionale, che si impegna a

compiere l’attività senza raggiungere una determinata finalità). 7

11) Obbligazioni di risultato: in cui ciò che importa è il risultato dell’azione, a

prescindere da come viene raggiunto.

Accade spesso che un’obbligazione non possa essere classificata in una delle due

descritte sopra, in quanto è un “misto fra le due” (ad es. l’appaltatore che prende in

carico una costruzione deve operare ma allo stesso tempo raggiungere un

determinato risultato).

2.3 L’obbligazione di non fare

Sono obbligazioni di non fare tutte quelle obbligazioni in cui il debitore deve

mantenere un contegno omissivo (non svolgere una determinata attività), non

compiere una determinata azione.

Sono quindi queste obbligazioni negative. Queste costituiscono l’obbligo, in capo al

debitore, di non tenere determinate condotte (imposte dal creditore e che non vanno

a ledere la libertà dell’individuo o la sua dignità).

Nel caso in cui il debitore vada contro gli obblighi di “non fare”, il creditore può

dichiarare che il suo debitore è inadempiente.

3. Obbligazioni generiche e specifiche. Obbligazioni fungibili e infungibili

La natura dell’oggetto dell’obbligazione forma il discrimen che permette di

distinguere le obbligazioni specifiche dalle generiche.

12) Obbligazioni specifiche: hanno per oggetto beni specificati e determinati nella

loro individualità.

13) Obbligazioni generali: deve prestare determinati beni in base all’appartenenza

ad un genus, ovvero ad un genere. Il genere può anche essere limitato (genus

limitato) in base alla provenienza o a altri fattori.

L’oggetto dell’obbligazione generica non può essere indeterminato né considerato

tale. Infatti, il primo criterio di determinazione del bene dell’obbliga

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bob_memnon di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Martuccelli Silvio.
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