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25 settembre 2015

L'atto

Atto non è una parola neutra dal punto di vista giuridico ma ha un preciso significato tecnico sul quale occorre soffermarsi. Occorre prima analizzare il genere più ampio, il fatto, cioè un accadimento. Noi ci occupiamo di quelli che hanno una rilevanza per l'ordinamento giuridico. Una specie all'interno del genere fatti è proprio costituita dagli atti che definiamo un comportamento tenuto da un soggetto allo scopo di produrre l'effetto che l'ordinamento giuridico riconnette a quel comportamento (ad es. presentare la domanda per iscrivermi all'università).

Gli atti a loro volta si distinguono in diverse sottospecie:

  • Manifestazioni di scienza, cioè atti che consistono nel dichiarare di sapere una certa cosa (dichiarare il reddito famigliare all'università).
  • Manifestazioni di volontà, cioè dichiarare una volontà (vado al bar ad ordinare un caffè). Esse sono l'anima del contratto.

Le fonti del diritto

Gli insiemi di regole che disciplinano i rapporti tra persone vengono stabilite da una gerarchia di fonti. La principale di esse è la costituzione che contiene norme di diritto pubblico e privato. Al di sotto di essa esiste il diritto comunitario formato da trattati, regolamenti e direttive. In Italia troviamo quindi legge ordinaria, decreto legge e decreto legislativo. Le leggi ordinarie sono fonti di diritto pubblico e il codice civile è una legge ordinaria.

Che cosa è il codice civile? Il codice civile è una legge dello Stato approvata nel 1942 e da allora modificata una miriade di volte ed è la principale fonte del diritto privato. Le disposizioni sulla legge in generale è un corpo normativo approvato insieme al codice civile e che costituisce una sorta di premessa al codice civile, il cui articolo 1 indica leggi, regolamenti, norme corporative e usi. Gli usi hanno avuto ruolo fondamentale nella scrittura del diritto privato che è un diritto a fonte consuetudinaria. L'uso è una norma che deriva dalla costante reiterazione nel tempo di un comportamento accompagnata dalla consapevolezza della sua doverosità. Il diritto privato si è formato attraverso la stratificazione delle consuetudini dove ad un certo punto Giustiniano ha ritenuto di dover fare ordine incaricando dei giuristi di scrivere il diritto privato (corpus iuris).

Anche secondo Napoleone era necessario che il cittadino possedesse un libro con scritti i propri diritti nei confronti degli altri cittadini. Il sogno borghese di avere un libro di 2000 articoli sfuma pian piano quando si è arrivati ad un processo di decodificazione imponente.

Nello schema delle fonti manca il precedente, cioè il processo dei giudici. Nel common law il modo in cui è stato risolto in precedenza il problema giuridico è vincolante per tutti i giudici di grado inferiore. Nei sistemi di civil law invece il precedente giudiziale non è vincolante. Il nostro sistema tende a mantenere una certa continuità ma risulta essere più flessibile e che consente anche le ribellioni dei giudici di grado inferiore.

Il rapporto giuridico

Cos'è il rapporto giuridico? Il rapporto giuridico è una relazione tra due o più soggetti. L'intero diritto privato, dalla vicenda più semplice a quella più complessa, è realizzato mettendo insieme un certo numero di mattoni. C'è sempre un soggetto che ha un diritto verso un altro che ha il dovere di dare al primo.

I soggetti

Quali sono le entità che possono essere titolari di diritti o destinatari di obblighi? Le persone sono quelle entità che hanno capacità giuridica e quindi capacità di essere autonomo titolare di diritti e destinatario di obblighi. Le persone fisiche sono gli uomini e le donne, le persone giuridiche sono le collettività alle quali la legge attribuisce la facoltà di essere detentori di diritti e destinatari di obblighi.

1 ottobre 2015

Entità con capacità giuridica

Quali sono le entità che hanno capacità giuridica? Le persone fisiche e le persone giuridiche.

La persona fisica

È dotata di capacità giuridica. Sono gli uomini e le donne, gli esseri umani, nati. Per il solo fatto di essere nato, l'essere umano ha la capacità di essere detentore di diritti e destinatario di obblighi. Ciò è indicato nell'art. 1 del Codice Civile. Come è organizzato?

L'art. 1 dice "La capacità giuridica delle persone fisiche si acquista al momento della nascita". Norma che afferma quindi due cose:

  • È sufficiente nascere per essere detentore di diritti. Conquista relativamente recente del diritto, principio fondamentale della civiltà moderna a partire dall'inizio del 1800 per la società occidentale. Colui che non è ancora nato non è titolare di diritti. L'aborto è disciplinato dal nostro ordinamento, ciò significa che il concepito ha una sua posizione soggettiva giuridicamente tutelata. Ma non è titolare di diritti secondo il diritto privato, non può essere creditore o titolare di una casa.
  • Il secondo comma del capitolo uno prevede un'eccezione a questo: "I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita". Ci sono alcuni casi eccezionali dove la legge attribuisce un diritto al concepito però questo diritto è condizionato dal fatto che poi il concepito effettivamente nasca. Ad esempio: (462) "Sono capaci di succedere tutti coloro che sono nati o concepiti al tempo dell'apertura della successione". Eccezionalmente anche il concepito può essere erede. La legge provvisoriamente attribuisce al concepito la proprietà della casa, se questo però poi non nasce, la proprietà passerà alla madre.

La capacità di agire

È la capacità di esercitare i diritti ed adempiere agli obblighi. I diritti vengono esercitati attraverso manifestazioni di volontà (contratti). Il patrimonio di un soggetto arriva da un insieme di manifestazioni di volontà. Una persona fisica può non avere la capacità di fare ciò. Esistono delle ipotesi di incapacità di agire:

  • Incapacità legale: colui che si trova una situazione nella quale la legge lo priva automaticamente della capacità. Il minorenne non può manifestare volontà sul suo patrimonio, non può vendere una casa.
  • Incapacità giudiziale: deriva da un provvedimento di un giudice relativo ad una determinata persona. Esse sono tre:
    • Interdizione. Situazione di totale privazione della capacità di agire derivante da una malattia fisica o psichica che non lo rende in grado di provvedere ai propri interessi. La loro capacità di agire è completamente cancellata. Chi agisce per conto loro? La legge indica un soggetto che manifesta la volontà in nome e per conto di un incapace. Per l'interdetto è un tutore, per il minore è il genitore.
    • Inabilitazione. Privazione di capacità giuridica di grado inferiore. Istituto non più in uso. L'inabilitato viene accompagnato da un...
    • Amministrazione di sostegno. Istituto flessibile, il giudice prende in considerazione le particolari defiance che la persona ha e gli affianca una persona di sostegno che amministrerà le materie per le quali la persona è incapace.
  • Incapacità naturale: (428) È una persona che pur essendo in legale capacità, nel momento in cui compie un atto, da quel momento non è più in grado di manifestare la propria volontà. (Ad es. persona sotto l'abuso di alcool compra un anello). Articolo diviso in due comma:
    • "Gli atti". Si riferisce a quei particolari atti che sono manifestazioni di volontà. Possono essere resi inefficaci se creano un pregiudizio per il soggetto incapace (se sono un danno per l'incapace).
    • "L'annullamento dei contratti". Effetti dell'incapacità sui contratti (manifestazione di volontà di due parti). Sono annullabili se risulta la malafede dell'altro contraente, a es. l'altro sapeva che io ero ubriaco. Questo perché l'ordinamento mi tutela solo se l'altro contraente ha cercato di fare il furbo, è colpa mia se mi sono ubriacato. Tutela dell'affidamento viene messa in luce se il contraente non è in malafede, il gioielliere ha fatto affidamento al fatto che io sono entrato per comprare qualcosa.

Prevale l'interpretazione che per il contratto è necessario solo la prova della malafede.

Codice civile

È articolato in sei libri. Essi sono a loro volta articolati in titoli. Essi sono a loro volta organizzati in capi. Essi a loro volta in sezioni. Codice civile^Titoli^Capi^Sezioni.

Il Codice per prima cosa (Libro I) descrive le persone titolari di diritti e obblighi che costituiscono il rapporto giuridico. Dopodiché si occupa della persona fisica nei suoi rapporti familiari. Il Codice in seguito si occupa della persona fisica in merito di morte, nel Libro II delle successioni. Per quanto riguarda la persona giuridica, il Libro V si occupa del lavoro e del commercio mentre il Libro I per alcuni aspetti meno rilevanti.

Il Libro III e il Libro IV sono quei libri in cui il legislatore si occupa della descrizione dei diritti. Il Libro IV è "della tutela e dei diritti", contiene una serie di norme che contengono la parte di garanzia del corretto adempimento dei diritti.

2 ottobre

Le persone giuridiche

Il codice si occupa della persona giuridica nel Titolo II del Libro I. Esso è formato da 3 Capi. Il capo 1 contiene condizioni generali, il 2 contiene alcune persone giuridiche, il 3 contiene un embrione di persone giuridiche.

Disposizioni generali

Distinzione tra:

  • Persona giuridica privata. L'entità collettiva può derivare la sua personalità giuridica o sulla base di un atto di autonomia privata e quindi di una manifestazione di volontà da parte dei soggetti che operano nell'ordinamento. Questa manifestazione di volontà può non solo trasferire diritti o fornire obblighi, ma può anche far nascere una persona, un soggetto che sarà titolare di diritti e che a sua volta potrà manifestare la propria volontà. Gli atti di autonomia privata sono i contratti e i testamenti (atti unilaterali, costituzione di una fondazione).
  • Persona giuridica pubblica. Sono persone giuridiche che dal punto di vista del diritto privato hanno un'autonomia patrimoniale e che nascono da una legge dello stato, una legge di diritto pubblico. Principalmente lo Stato. Alcuni enti territoriali sono nati da una legge dello stato come enti pubblici, comuni ecc. Di tutto ciò si occupa l'art.11 del Codice civile.

La materia è divisa in due parti, alcune persone giuridiche private vengono trattate nel Libro I, mentre la parte quantitativamente più importante è trattata nel Libro V perché lì si riferisce alle società, che sono persone giuridiche di diritto privato che hanno la finalità della divisione di un utile. Con un contratto di società due o più persone manifestano la volontà di far nascere una nuova persona giuridica conferendo beni e servizi per esercitare un'attività economica finalizzata alla divisione di un utile (avere un vantaggio in termini di denaro che la società produce). Questa finalità è la distribuzione di un vantaggio ai soci.

Enti riconosciuti

L'Art.14 tratta le cosiddette organizzazioni no profit, dove viene esercitata un'attività ma non un'attività economica rivolta ai propri soci, ma punta a garantire una determinata attività ricreativa o di ricerca (Associazione Italiana per la ricerca sul cancro). La personalità giuridica deriva dall'atto di autonomia privata oltre che ad un atto pubblico di riconoscimento che attribuisca a questa entità autonomia patrimoniale. L'ente chiede al riconoscimento e si sottopone a dei controlli amministrativi che portano ad acquisizione di autonomia patrimoniale piena. Chi può ottenere riconoscimento? Due tipi (modellini, in un sistema tipizzato le parti non possono creare qualche cosa che abbia una struttura diversa da uno dei modelli che l'ordinamento predispone):

  • Associazione: è un'entità a base personale, cioè sono unicamente unioni di più persone. Si sa chi sono gli associati, diventare associati non è un rischio.
  • Fondazione: è una persona giuridica privata che ha esclusivamente una base patrimoniale, non esistono i membri ma al più un fondatore che non sempre c'è (può essere ancora in vita oppure no). È un patrimonio rivolto ad uno scopo. Non nasce da una collettività di persone ma nasce attorno ad un semplice patrimonio rivolto ad uno scopo. Il nostro ordinamento ha sempre guardato con sospetto la fondazione, ciò ha fatto sì che essa sia tollerata e ammessa solo se lo scopo è uno scopo di pubblica utilità. Hanno però un ruolo importantissimo nell'economia contemporanea, lo stato ha creato per ogni banca una fondazione ed ha attribuito ad essa il patrimonio effettivo della banca. Le banche interiorizzate nelle fondazioni venivano poi trasformate in società per azioni cedute sul mercato.

Enti non riconosciuti

Le associazioni che per una qualche motivazione non si sottopongono a controllo pubblico rientrano negli enti non riconosciuti. L'ordinamento in qualche modo attribuisce una capacità giuridica embrionale alle associazioni che non vengono riconosciute. Esse sono le associazioni non riconosciute.

8 ottobre

I diritti

Distinzione in due specie che è pilastro fondamentale del diritto privato. Ci possiamo rendere conto che vi sia una distinzione in due sfere diverse anche nella vita quotidiana se riflettiamo su due diritti frequenti e usuali come il diritto di proprietà e il diritto ad avere un caffè. In entrambi i casi noi ci aspettiamo che qualcuno faccia qualcosa in nostro favore, questo è avere un diritto e significa che qualcun'altra ha un dovere nei nostri confronti. La differenza strutturale consiste che nel diritto di proprietà noi abbiamo questo diritto nei confronti di chiunque, non esiste un interlocutore perché il diritto è nei confronti di chiunque. Invece in relazione al diritto che il barista ci faccia il caffè dopo averlo ordinato e pagato abbiamo il diritto nei confronti del barista che ci faccia il caffè.

I diritti quindi sono di due generi:

  • Relativo. I diritti relativi sono quei diritti che possono essere fatti valere nei confronti di uno o più soggetti predeterminati.
  • Assoluto. I diritti assoluti sono quei diritti che possono essere fatti valere nei confronti di chiunque. (La proprietà, la salute)

I diritti assoluti

La specie diritti assoluti rispetto al genere diritti si articola a sua volta in due sottospecie:

  • Diritti della personalità. Sono i diritti che una persona ha per il fatto stesso di essere nata. Generalmente sono diritti della persona fisica. I diritti della personalità sono un elenco più generico nel senso che le diverse sfaccettature in cui si articola la persona sono soggetto di evoluzione nel tempo. Inizialmente erano pochi, oggi invece sono oggetto di attenzione a tratti maniacale da parte dell'ordinamento. Ci sono diversi diritti oggi: il diritto al nome, il diritto all'immagine, il diritto alla reputazione, il diritto alla salute e il diritto alla privacy. Un'altra caratteristica è che la loro fonte è variegata: alcuni di questi diritti tra i quali quelli di più storica origine sono disciplinati del Codice civile, altri arrivano dalla Costituzione (come il diritto alla salute).

Il diritto al nome (Art. 6 e 7 cc)

Ogni persona ha diritto al nome che le è attribuito (nome e cognome). Contenuto duplice: diritto ad utilizzare il nome e il diritto di impedire ad altri che senza il proprio consenso lo utilizzino. A fronte di ogni diritto l'ordinamento costruisce una tutela per il caso della sua violazione, consente cioè al titolare del diritto di rivolgersi al giudice perché esso reagisca alla violazione del diritto. Questo rivolgersi al giudice è un atto con cui si chiede di porre rimedio alla violazione, questo atto si chiama azione. Colui che viene chiamato davanti al giudice per difendersi si chiama convenuto. Cessazione e risarcimento del danno sono le due reazioni contro il danno.

Diritto all'immagine (Art. 10 cc)

L'immagine è la rappresentazione grafica o fotografica di una persona. Il diritto riguarda non solo la propria immagine ma anche quella dei familiari più ristretti. Impedire che chiunque pubblichi o diffonda la nostra immagine salvo nei casi in cui la legge lo consente e comunque senza pregiudizio per il decoro. La pubblicazione dell'immagine è consentita dalla legge tutte le volte in cui la pubblicazione risponde ad un interesse pubblico, il diritto all'immagine va accordato al diritto di cronaca. L'uomo pubblico ad esempio accetta la pubblicazione dell'immagine che però non deve in alcun modo ledere al decoro di una persona. Altro elemento importante è l'utilità sociale che ha la conoscenza del comportamento che si evince dall'immagine, cioè la pubblicazione è consentita se è socialmente utile conoscere quel comportamento anche se indecoroso.

Diritto alla reputazione (Art. 2 cost. e art. 594-595 cp)

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ariannamiles di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Rimini Carlo Pirro.
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