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Articoli e sentenze del codice civile

Articoli e leggi

  • Art. 4: "Morienza"
  • Art. 5: "Atti di disposizione del proprio corpo"
  • Legge 219 del 2017: DAT disposizione anticipate di trattamento
  • Art. 6: "Diritto al nome"
  • Art. 10: "Diritto all’immagine"
  • Art. 2 costituzione e art. 7 della carta dei diritti dell’uomo: diritto alla privacy
  • Decreto legislativo 96 del 2003: primo episodio di tutela della privacy
  • Art. 24: L’associato può impugnare l’espulsione dall’associazione davanti a un giudice
  • Art. 42 bis: Introdotto dalla riforma del terzo settore, disciplina la trasformazione di un ente non lucrativo in un altro ente non lucrativo
  • Art. 29-30-31 costituzione: famiglia
  • Legge 76 del 2016 (legge Cirinna): vengono introdotte le unioni civili tra persone dello stesso sesso e le convivenze
  • Art. 179: Alcuni beni non rientrano nella comunione legale dei beni ovvero i beni personali, cioè i beni acquistati prima del matrimonio

Sentenze

  • Sentenza 180 corte costituzionale del 2017: diritto all’identità sessuale
  • Sentenza 14 febbraio 2018: caso Cappato
  • Sentenza 3058 del 2017: il tutore non si sostituisce al rappresentato
  • Ordinanza n. 18 dell’11 febbraio 2021, in particolare art. 262 comma 1: "Il figlio assume il cognome del genitore che prima lo ha riconosciuto, se viene riconosciuto subito da entrambi i genitori, assume il cognome del padre."
  • Sentenza n. 138 corte costituzionale: unioni civili
  • Sentenza 170 della corte costituzionale: non si capisce perché si debba sciogliere il matrimonio se uno dei due rettifica il proprio sesso, perciò il matrimonio è convertito in unione civile
  • Sentenza 218 del 2018: Berlusconi e Veronica Lario

Diritto privato

Nella prima lezione introduttiva abbiamo visto il ruolo degli interpreti: avvocato, giudice, dottrina e il loro ruolo rispetto al legislatore. L’interprete può ricoprire ruoli diversi e svolge anche attività diverse, quindi possiamo ritrovare ruoli diversi e compiti diversi. La relazione tra diritto e mercato è fondamentale, il diritto ha tutto un lato particolarmente sviluppato di contesto, molte regole riusciamo a comprenderle se contestualizziamo la norma in un contesto storico.

Quando parliamo di Stato possiamo indicare cose diverse: stato apparato (quando facciamo riferimento alla macchina burocratica amministrativa), stato persona (quando facciamo riferimento all’ente dotato di diritti e di doveri) e lo stato comunità (quando facciamo riferimento allo stato come rappresentante della propria comunità di riferimento e quindi di tutti i cittadini). Alla base della definizione delle posizioni politiche diverse (destra e sinistra) passa anche dal concepire il ruolo dello stato nell’economia, ci sono forze che guardano a uno stato meno interventista nell’economia e credono nel libero mercato.

C’è un’idea che se le imprese concorrono in modo liberale e quindi più concorrenziale, più ne beneficeranno tutti i consumatori. Il diritto privato si caratterizza per regole che sono anche fortemente collegate al ruolo che esso ha avuto nell’economia. Nel libro terzo si può vedere che ci sono delle norme dedicate alle requisizioni, agli ammassi e cioè a misure che sono dirette a garantire un equilibrio di guerra. Una questione molto dibattuta legata all’intervento dello stato nella legislazione di guerra è quella delle terre incolte.

Nella prima e seconda guerra mondiale molte delle terre abbandonate furono assegnate ai contadini senza terra, che avevano prestato servizio militare e tornando a casa non avevano niente. Questa vicenda storica ci racconta qualcosa del diritto di proprietà, delle regole di non uso e di come gli istituti possano essere modellati anche a venire incontro a certe esigenze. Un’altra fase molto importante è quella che si colloca alla fine degli anni Novanta, che è stata segnata da un processo massiccio di privatizzazioni, di servizi pubblici locali e di vendite di patrimonio pubblico. Questa fase segna uno stato interventista e ha segnato un’espansione del diritto privato a discapito del diritto pubblico.

Tutte queste fasi potrebbero trovare una definizione parallela nelle qualità del capitalismo, siamo passati da un capitalismo agricolo a un capitalismo industriale. Oggi siamo in una nuova fase di capitalismo, il capitalismo della sorveglianza, quindi della tecnologia. Ogni fase di queste elencate è stata accompagnata dal tentativo di dare delle regole, quindi di regolare il capitalismo (per esempio quello industriale ha introdotto per la prima volta norme a favore dell’ambiente in quanto una massiccia produzione industriale significava anche più inquinamento). Il regolamento generale della protezione dei dati (GDPA), che è dell’UE, cerca di intervenire sulle dinamiche di controllo e sorveglianza e tutelare la privacy.

I due rami principali del diritto

Il Diritto privato è l'insieme di regole che disciplinano i rapporti tra privati. Al suo interno comprendiamo il diritto commerciale e il diritto civile. Il Diritto pubblico invece comprende tutte quelle discipline che riguardano prevalentemente gli enti pubblici e ne regolano il funzionamento. Le principali ripartizioni che possiamo evidenziare sono tra il diritto costituzionale e diritto amministrativo (anche diritto penale in quanto lo Stato svolge un ruolo fondamentale a causa della sanzione).

Questa dicotomia è così netta in ambito scolastico, ma nella pratica questa differenziazione così definita non c’è. I Codici sono un prodotto del XIX secolo. Il primo codice civile dell’epoca moderna fu emanato in Francia nel 1804, per iniziativa di Napoleone Bonaparte; per questo viene chiamato Codice Napoleone (o anche Codice napoleonico). Era diviso in tre libri, intitolati:

  • Il primo, "Delle persone"
  • Il secondo, "Dei beni, della proprietà e delle sue modificazioni"
  • Il terzo, "Dei modi di acquistare e di trasmettere la proprietà e altri diritti sulle cose"

Prima di allora in Europa avevano o raccolte di leggi e di consuetudini, ma non avevano una disciplina organica e completa. Il Codice Napoleone si presentava come “legge generale” e tendenzialmente completa per alcuni aspetti rilevanti della vita sociale, come la famiglia, la proprietà, le successioni e i contratti. Nei secoli precedenti non esistevano, in queste materie, norme generali e uguali per tutti; ma ogni gruppo sociale (la nobiltà, il clero, i mercanti ecc.) aveva le proprie regole, variamente collegate con la tradizione e le vecchie consuetudini.

Tale situazione era diventata incompatibile con le esigenze dello sviluppo economico, per il quale soprattutto dopo la rivoluzione francese era importante l’esistenza di norme giuridiche uguali per tutti. Il Codice Napoleone costituì una risposta significativa a questa esigenza di una legge valida per ogni gruppo sociale, e rappresentò quindi un modello per i numerosi codici che nel corso dell’Ottocento furono emanati nei diversi Paesi europei. In Italia il primo codice civile, ampiamente modellato su quello francese, entrò in vigore nel 1865 e venne successivamente sostituito con quello attuale del 1942.

Il codice civile vigente

Il Codice Civile vigente accoglie sei libri:

  • Il libro primo tratta delle persone e della famiglia. Esso contiene gli articoli da 1 a 455
  • Il libro secondo tratta delle successioni. Esso contiene gli articoli da 456 a 809
  • Il libro terzo tratta della proprietà. Esso contiene gli articoli da 810 a 1172
  • Il libro quarto tratta delle obbligazioni. Esso contiene gli articoli da 1173 a 2059
  • Il libro quinto tratta del lavoro. Esso contiene gli articoli da 2060 a 2642
  • Il libro sesto tratta della tutela dei diritti. Esso contiene gli articoli da 2642 a 2969

Le norme giuridiche sono regole obbligatorie, generali (non si rivolgono a singole persone) e astratte (non riguardano fatti concreti, ma una serie ipotetica di fatti) che lo Stato stabilisce e fa rispettare, formano l’ordinamento giuridico. Le norme giuridiche nascono dalle fonti di produzione del diritto che sono atti o fatti in grado di generare, modificare o annullare le norme giuridiche. Distinguiamo le fonti atto (sono documenti scritti prodotti dalle organizzazioni che hanno il potere di stabilire norme giuridiche) dalle fonti fatto (sono comportamenti molto diffusi, che con il passare del tempo assumono lo stesso valore di una norma giuridica).

Distinguiamo le fonti di produzione anche in fonti interne (quelle che provengono dalle istituzioni dello Stato in cui si applicano) ed esterne (provenienti da accordi con altri Stati o con organizzazioni internazionali). Nel livello delle Fonti primarie potremmo collocare anche il Codice Civile, in quanto si colloca al livello di una legge ordinaria, stando sotto la Costituzione. Le leggi ordinarie sono il prodotto legislativo più importante perché sono il frutto del processo di deliberazione parlamentare. Qui si colloca quel meccanismo del bicameralismo perfetto (Camera e Senato), una volta che un testo viene approvato nella Camera passa al Senato e viene approvato.

L’applicazione delle leggi nel tempo si basa su una misura importante secondo cui le leggi una volta adottate dal Parlamento entrano in vigore dopo 15 giorni dalla loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Questo periodo viene definito Vacatio Legis, nel mentre la legge è sospesa e non ancora vincolante, quindi se non rispettata in quei giorni non è illecito. Nel nostro ordinamento vale il principio di inescusabilità dell’ignoranza della legge. Questa norma che disciplina l’entrata in vigore di una legge si trova sia all’interno della Costituzione sia nel Codice Civile. La legge dispone soltanto per l’avvenire, ossia una volta entrata in vigore, va a disciplinare solo gli avvenimenti futuri (principio di irretroattività).

Da un punto di vista civilistico i nuovi provvedimenti non possono andare a toccare i cosiddetti diritti quesiti, ossia quelli che sono già entrati nel patrimonio di una persona. Le leggi ordinarie possono perdere di efficacia attraverso diversi avvenimenti di cui il principale è il processo di abrogazione, che può essere espressa (il legislatore adotta un nuovo provvedimento e indica che la legge precedente viene abrogata) o tacita (il legislatore non indica in maniera diretta l’abrogazione della legge precedente però la nuova adottata ha delle incompatibilità molto consistenti con una legge precedente, quindi la sostituisce). L’abrogazione avviene con:

  • Un referendum abrogativo (nel nostro ordinamento esistono il referendum costituzionale e quello abrogativo dotato di quorum, ossia il 50% più uno della popolazione). Non esiste nel nostro ordinamento un referendum propositivo (se non a volte in regioni e comuni), ossia non possiamo indirlo per proporre una legge, possiamo però organizzare una proposta di legge di iniziativa popolare con una raccolta firme. Il referendum e le leggi di iniziativa popolare sono gli strumenti che coniugano la democrazia rappresentativa (parlamento) e la democrazia diretta (proposta).
  • Con sentenza di illegittimità costituzionale, ossia un provvedimento giudiziale pronunciato dalla Corte Costituzionale che si occupa di verificare che non ci siano delle incompatibilità con la Costituzione.

Nei decreti legislativi viene sostanzialmente approvata una legge delega che consente al Governo di disciplinare una materia seguendo i principi inseriti in essa. Si fissano dei criteri, una legge delega stabilisce quali sono gli ambiti di intervento e da mandato al Governo di concretizzarli e dettagliarli. Le leggi regionali sono quelle che le regioni possono adottare nella loro autonomia regionale in base dei criteri di competenza. Nelle Fonti secondarie troviamo i regolamenti dell’ordinamento nazionale (che sfuggono al controllo della Corte Costituzionale).

Le Consuetudini sono fonti vecchissime, in quanto esistevano prima di una minima organizzazione del diritto. Esse hanno perso importanza con la nascita dello Stato nazionale e con la concentrazione di produzione delle leggi nelle mani dello Stato, nonostante questo si considerano ancora valide se presentano due caratteristiche: un fattore temporale (quindi che siano state utilizzate da una comunità per molto tempo) e che sia avvertito obbligatorio dalla comunità stessa. Sono forse le fonti più vicine ai destinatari del precetto in quanto le “creiamo noi”, comunque molto residuarie. Gli Usi riguardano principalmente il mondo del mercato, delle transazioni commerciali o di rapporti economici (es. bancari). Si possono definire anche “prassi” e in determinati settori si sono consolidate, quindi anche se non recepite da un testo di legge sono rispettate da tutti quegli operatori che fanno parte di quel settore. Ovviamente devono essere conformi alla legge, non possono andargli contro, possono solo specificare norme già esistenti o regolamentare materie vacanti.

Diritto dell'UE

Fin ora abbiamo visto il diritto nazionale, ora faremo degli accenni al Diritto dell’UE o Comunitario. L’Unione Europea al giorno d’oggi contiene 27 Stati (dopo Brexit). Gli organi principali sono il Parlamento (funzione legislativa), il Consiglio (che si occupa di coordinare le politiche economiche degli Stati membri) e la Corte di Giustizia (organo giurisdizionale che controlla la conformità dei diritti interni con il diritto dell’UE, quando un giudice gli pone il problema). Nel corso del tempo il ruolo della Corte è stato ulteriormente qualificato, ossia che il giudice deve fare da filtro, ossia provare a farlo lui. Il diritto comunitario è preordinato al diritto nazionale, quindi prevale su di esso.

Le fonti che ci interessano di più sono le direttive (fissano un obbiettivo condiviso e poi gli Stati devono adottare norme che si adattino, se no ne risponderanno civilmente). I regolamenti si applicano, invece, automaticamente in ogni Stato Membro, non hanno bisogno quindi di un documento di recepimento. La Carta dei diritti fondamentali dell’UE non è recente come documento, è stata approvata a Nizza nel 2001. Contiene i diritti fondamentali dei cittadini dell’UE. Al di là dell’ordinamento nazionale e dell’ordinamento dell’UE esistono altri soggetti produttori di regole a livello sovranazionale, quelli più noti sono i trattati (stipulati tra Stati per trattare un determinato settore), però a noi interessa particolarmente la produzione delle regole fatta dal Consiglio Europeo.

Il Consiglio Europeo non ha niente a che fare con l’UE, è un’organizzazione internazionale nata negli anni ’50 e riunisce gli Stati dell’Europa geografica. Si caratterizza per una carta dei diritti detta CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo) e anche per un organo giudiziario, ossia la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Essa controlla la conformità delle leggi dei diritti nazionali alla CEDU, attraverso ricorsi di cittadini aderenti che abbiano esaurito tutti i gradi di giudizio interno. C’è un altro problema legato al sovranazionale che è quello dipendente dalla creazione di rapporti giuridico caratterizzati da elementi di estraneità. Se si crea un rapporto tra due persone di due Stati diversi, per esempio la vendita di un immobile, applico il diritto internazionale privato (consiste in una elencazione di criteri che vanno a risolvere questi tipi di casi ricoprendo tutte le materie del diritto privato nazionale).

Questo discorso del diritto internazionale privato ci porta a parlare del diritto nello spazio. Ogni Stato nazionale applicherà il suo diritto nazionale, i rapporti caratterizzati da estraneità sono disciplinati dal diritto internazionale privato. L'articolo 16 (Rubricato: Trattamento dello straniero) recita letteralmente: "Lo straniero è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocità e salve le disposizioni contenute in leggi speciali" questo vuol dire che i diritti riconosciuti devono esserlo anche nello Stato di provenienza. L’applicazione di questo articolo è mitigata dall’entrata in vigore della Costituzione, per cui lo straniero non va discriminato e quindi va applicata a tutti.

Per il diritto privato ci sono delle ipotesi dove ha validità, per esempio il contratto preliminare o compromesso (dove due parti si impegnano a concludere un altro contratto) non può essere stipulato tra un italiano e uno straniero perché in altri paesi non è consentito agli italiani stipulare questo tipo di contratto. Qui notiamo la condizione di reciprocità.

Ordinamento civile e penale

Tra l’ordinamento Civile e quello Penale la differenza basilare è legata alla presenza della Corte d’Assise e la Corte d’Assise d’Appello, nel processo civile non troveremo giudici non togati, nel penale si se è stato commesso un reato grave. La Corte d’Assise e la Corte d’Assise d’Appello (o anche giuria popolare) sono gli organi a cui compete giudicare i reati più gravi, rispettivamente in primo e in secondo grado.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher victoriaroberto99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Quarta Alessandra.
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