Estratto del documento

corso diviso in due parti 2/3 di diritto pubblico e 1/3 di diritto privato (ultimo base per diritto unione europea II)

frequentanti almeno 2/3, presenze divise per modulo

due test: 6 novembre su primo modulo e 27 novembre secondo modulo e chiusura corso

test a crocette e voti fermi fino a febbraio

no registrazioni audio/video

libro di testo: istituzioni di diritto internazionale a cura di: Carbone Luzzato Santamaria.

DIRITTO INTERNAZIONALE PUBBLICO:

18/09

Diritto che va a regolare la vita di relazione di soggetti di diritto internazionale non ha nulla a che

fare con l’ordinamento statale. Regola l’ordinamento della comunità degli stati e soggetti di diritto

internazionale.

E’ un ordinamento particolare. Non c’è la triade popolo governo territorio, non c’è una Corte unica

mondiale. Non può avere questi elementi tipici di un ordinamento perché si negherebbe la

soggettività di chi ne fa parte, la sovranità di ogni stato, che non sarebbe più stato.

Bisogna sganciarsi dalla logica dell’ordinamento tipico interno, altrimenti diremmo che il diritto

internazionale non esiste. Se qualcuno viola il diritto internazionale non è presente una corte che

può sanzionarlo e dirgli che ha violato una regola.

Chi sono i soggetti che possono dirsi parte della comunità internazionale?

Quali sono le fonti del diritto internazionale, chi crea le norme giuridiche vincolanti? Ad esempio i

trattati tra Stati. Le uniche fonti sono le fonti pattizie, cosa manca? Mancano le regole base che

disciplinano la validità dei trattati. I trattati sono meramente volontari, ha forza solo tra chi lo

sottoscrive, nessuno può essere obbligato a far parte del trattato. I trattati non possono coprire tutti

gli ambiti.

Non esisterebbero norme valide per tutti se ci fossero solo i trattati, ma questo non può funzionare.

C’è però una base consuetudinaria, una tradizione che va avanti dal 1500, regole che gli stati

hanno sempre seguito, che si sono autoimposte sentendole obbligatorie, che può colmare il vuoto

lasciato dalle fonti pattizie. Il diritto consuetudinario vale per tutti, anche per gli stati di nuova

creazione. Consuetudine come fonte primaria. Tra queste vi sono regole che stabiliscono i

procedimenti dei trattati. Tra le consuetudini vi sono: il rispetto dei diritti umani; il divieto dell’uso

della forza nelle relazioni tra gli stati se non a scopo difensivo, se viene usata non vuol dire che

non ci sia il divieto ma che quest’ultimo viene violato, la difesa non può essere un contrattacco e

deve anche essere immediata.

Tema dell’immunità.

Illeciti.

Risoluzione delle controversie.

Uso della forza e sistema di sicurezza ONU.

Il diritto privato internazionale è più simile al diritto interno. Si occupa dei rapporti privatistici che

hanno collegamenti tra stati, rilevanza internazionale.

L’Ue ha disciplinato in grandissima parte in modo omogeneo per tutti gli stati il diritto privato

internazionale.

20/09

soggetti

I che fanno parte dell’ordinamento giuridico internazionale sono creatori e destinatari

delle norme di diritto internazionale.

Gli stati sono stati per molti secoli gli unici protagonisti dell’ordinamento internazionale, nel tempo

però si sono aggiunti pochi altri soggetti.

A metà del secolo scorso sono state riconosciute soggetto di diritto internazionale le

organizzazioni internazionali come l’Unione Europea.

Oggi c’è un dibattito sulla possibilità di considerare, anche con molti limiti, l’individuo come

soggetto che possa essere portatore di istanze anche livello internazionalistico, tuttavia anche chi

è a favore di questo riconoscimento esclude che si possa attribuire all’individuo personalità

giuridica piena.

Di stato come soggetto di diritto internazionale si inizia a parlare solo con la nascita dello stato

moderno (fine ‘500 inizio ‘600, data convenzionale: 1648 fine della guerra dei 30 anni, trattato di

Vestafalia, si dividono le competenze tra papato e impero, si instaura il concetto di autonomia degli

stati).

C’è una consuetudine che ci dice quando uno stato diventa soggetto di diritto internazionale, due

requisiti:

- sovranità esterna o indipendenza giuridica (si ha quando nessun soggetto lo controlla, non c’è

un altro soggetto che ha autorità su di lui);

- sovranità interna o effettività (si ha quando c’è un governo che controlla una popolazione

stanziata su un territorio).

Come si acquisisce lo status di stato? Chi decide che un soggetto è Stato?

Il diritto internazionale si limita solo a dire le caratteristiche in presenza delle quali uno stato può

essere riconosciuto come tale, l’acquisizione è solo di tipo fattuale; quindi quando si

acquisiscono queste caratteristiche si è stato; il procedimento formativo è lasciato a considerazioni

fattuali, il diritto interno prende atto della fine del procedimento, l’acquisizione dei requisiti è un

fenomeno pregiudico.

La sovranità esterna si sostanzia sull’originalità dello stato che si auto-attribuisce la sovranità,

ponendosi anche dei limiti. Nessuno stato è indipendente nella forma più pura. Uno stato è

indipendente se non dipende giuridicamente da qualche altro soggetto (gli stati membri

dell’ue sono considerabili indipendenti nonostante l’appartenenza ad un ordinamento

sovraordinato perché volontariamente hanno ceduto una parte della loro sovranità, che comunque

diventa nuovamente piena se decidono di uscire; situazione diversa è quella degli stati federali

come gli USA, in cui i vari stati che formano Federazione non sono soggetti di diritto

internazionale, ma lo è solo la federazione stessa, ad es: la Francia si rapporta con USA e non con

Texas, California ecc..).

La sovranità interna si basa sulla triade classica popolo, territorio e governo.

Quando gli stati hanno dei cambiamenti, si svolgono processi evolutivi, è facile alla fine del

cambiamento stabilire se uno stato è indipendente o meno, è invece difficile capirlo nel mentre, a

volte i cambiamenti possono essere molto lunghi.

Failed States: stati che hanno giuridicamente l’indipendenza, hanno un governo ma questo non

riesce a controllare il territorio, che si fa? La consuetudine tende a dare un grado di elasticità molto

grande nel continuare a considerarli stati anche nel momento di crisi, se prima e già per decenni

erano stati ritenuti tali.

States building: la comunità internazionale tende a favorire la costituzione di nuovi stati e a

riconoscerli come tali anche prima che abbiano acquisito in modo pieno i requisiti. Si attribuisce

una sorta di patente di stato indipendente. Gli stati hanno un potere di decidere se riconoscerlo

ufficialmente come stato o meno, viene fatto attraverso i governi (il governo italiano decide di

riconoscere la Bosnia o non farlo). Il riconoscimento di uno stato come tale da parte di un altro

stato è un atto politico e diplomatico molto rilevante, dopo questo è consentito avere relazioni con

altri stati, viene usato molto con fini di alleanze e come meglio viene comodo, con funzioni

strategiche. Ultimamente gli stati stanno usando il riconoscimento come un’arma di ricatto: si

pongono condizioni al solo raggiungimento delle quali verrà concesso il riconoscimento, ad

esempio si richiede di dimostrare altri requisiti: rispetto del principio dell’autodeterminazione dei

popoli e il rispetto dei diritti umani fondamentali (venne usato dalla Comunità europea e dall’ONU

nei confronti degli stati dell’ex Jugoslavia e dell’URSS). Viene forzato il riconoscimento per uno

scopo: il rispetto di principi internazionali. Entrambi i principi sono consuetudini generali cogenti,

tuttavia se uno stato non li rispetta, esso rimane comunque uno stato (ha compiuto semplicemente

un illecito), loro utilizzano una fitio iuris e sottopongono il riconoscimento di stato al rispetto di

questi.

Il principio di autodeterminazione dei popoli in ambito internazionale si declina in almeno 3

diverse situazioni (problematiche?)

Quando non viene rispettato?

1. Nello stato sono presenti varie comunità, ad un gruppo qualunque di queste (minoranza o

maggioranza) viene sistematicamente negato l’accesso ad ogni istituzione (non viene data loro la

possibilità di rispecchiarsi nel governo che li controlla).

2. I paesi coloniali: il governo è imposto dalla madrepatria.

3. Popoli assoggettati a dominazione militare straniera che spodesta il governo legittimo locale.

Con principio di autodeterminazione si intende dunque il diritto di tutti i popoli di stabilire in

piena libertà il loro regime politico ovvero la creazione di uno stato sovrano.

A livello di diritto internazionale uno stato non democratico può essere comunque stato.

Il problema è durante la fase di cambiamento, ad esempio durante una guerra, durante la fase di

disgregazione (alla fine del conflitto è evidente chi sono i vincitori e chi i vinti). Il diritto

internazionale definisce l’esistenza non come stato ma come soggetto di diritto internazionale con

una personalità ridottissima anche ai gruppi di insorti (sono gruppi che vanno contro il governo

attuale anche se hanno diritto di accesso alla rappresentanza) e ai gruppi di liberazione (sono

gruppi che lottano per l’autodeterminazione).

Caratteristiche che devono avere gli insorti per avere personalità giuridica a livello internazionale:

tenere il controllo effettivo su un gruppo stanziato su un determinato territorio, esserci chi comanda

tra gli insorti (controllo unico), compiere operazioni militari continue tali da turbare l’ordine pubblico

dello stato che deve trovarsi in una situazione perenne di pericolo. Perché gli si riconosce una

personalità? Perché in questo modo gli si può applicare l’insieme di norme del diritto bellico, che

stabiliscono cosa si può fare e cosa no anche durante un conflitto; loro devono rispettare queste

norme e gli atri devono rispettarle nei loro confronti.

Per i gruppi di liberazione i requisiti sono leggermente diversi: il primo è attenuato perché è

possibile che si trovino in territori confinanti, devono avere un controllo unico, per quanto riguarda il

terzo requisito a volte agiscono attraverso strumenti pacifici quindi turbano l’ordine pubblico dello

stato rifiutandosi in alcuni casi di usare armi. Sono ammessi a dialogare con gli stati nelle sedi in

cui si parla del popolo di cui chiedono la liberazione.

Caso OLP.

24/09

Esistono dei soggetti a cui si riconosce una personalità ma che godono di una posizione

privilegiata, anche se non hanno esattamente i requisiti di stato la comunità ritiene che debba

essere loro riconosciuta una soggettività internazionale: Santa Sede e Sovrano ordine militare di

Malta. Questi soggetti hanno status privilegiato per le funzioni che svolgono. Sono osservatori

presso l’ONU.

Santa Sede: anche quando non era risolta la questione dei territori con lo Stato italiano, che

rivendicava la sovranità assoluta sul territorio dello stato e in particolare Roma, veniva ugualmente

riconosciuta la soggettività internazionale alla Santa Sede. Mancava il territorio e quindi la

sovranità interna. Oggi lo stato italiano riconosce alla santa sede un territorio, lo Stato Vaticano è

sotto il suo controllo e non sotto quello italiano, analizzando dunque la sua struttura è riconoscibile

come stato: ha un territorio, dei cittadini e ha un potere di governo che non riconosce autorità

superiori; è tuttavia uno stato peculiare in quanto il Papa è capo di tutte e tre le funzioni/poteri

(legislativa, esecutiva, giudiziaria). Come è distribuito il potere non rileva a fini internazionali.

Attualmente la giurisprudenza tende a restringere le maglie del riconoscimento di soggettività

internazionale piena alla Santa Sede; gli esempi portati negli ultimi anni sono stati una sorta di

ridefinizione dell’ambito, soprattutto per quanto riguarda le immunità. Alcuni lo vedono come un

orientamento per quanto riguarda le immunità in generale per tutti gli stati e non solo nei confronti

della Santa sede. Altri la riconoscono più come organizzazione che come stato.

[…] Una decina di anni fa vi fu il caso dei ripetitori della radio vaticana, che si pensava causassero

danni salutari alla popolazione vicina. Il tribunale di Roma inizia l’azione e poi chiede alla Santa

Sede se i dirigenti della radio fossero organi del potere centrale che svolgono funzione

pubblicistica, in quel caso godrebbero dell’immunità, la Santa sede risponde in modo affermativo

sostenendo che trasmettessero il messaggio cattolico. La Cassazione tuttavia non riconosce

l’immunità, dicendo che stabilisce lei chi sono questi organi parte del potere centrale dello stato

che svolgono funzione pubblicistica, non è obbligata a prendere per buone le dichiarazioni dello

Stato di appartenenza. Per la prima volta i giudici italiano indagano penalmente soggetti della

Santa Sede. La soggettività internazionale è sempre riconosciuta limitatamente agli organi del

potere centrale qualora svolgano funzioni pubblicistiche, ma si nega il riconoscimento

dell’esistenza di questi alla Santa Sede.

Sovrano ordine militare di Malta: nato con fini militari e convertito ora in organizzazione con fini

assistenziali. Prima rappresentava il governo centrale su Malta e Rodi (nel XIV-XV secolo),

governava le popolazioni stanziate al suo interno. Nonostante oggi la situazione sia cambiata per

le attvità che svolge gli si riconosce ancora uno status particolare, riconoscendogli la soggettività

internazionale, con le relative immunità, solamente nello svolgimento delle sue funzioni. (Processo

inverso rispetto a quello della Santa Sede).

Organizzazioni internazionali

: non sono soggetto internazionale per il diritto internazionale

classico. Solo attorno alla metà del secolo scorso si è iniziato a pensare di riconoscere anche alle

organizzazioni la soggettività internazionale. Le uniche organizzazioni internazionali capaci di

vantare una soggettività internazionale sono le organizzazioni inter-governative, ovvero create

dagli stati attraverso la stipulazione di un trattato internazionale firmato dagli stati aderenti ad esso.

1949—> si discuteva della soggettività internazionale dell’ONU (istituite dagli stati dopo la seconda

guerra mondiale, trattato firmato sia dai vincitori che dai perdenti, con lo scopo principale di

mantenere la pace), da cosa si è originato il problema? Nel 1949 l’ONU invia in Israele du

funzionari: Bernadotte (di origine svedese) e Serot (francese). Israele per la prima volta si dichiara

stato indipendente, si dota di un governo. Questo provoca una escalation di violenza degli stati

arabi. L’ONU manda i due osservatori. Bernadotte viene ucciso da un gruppo di estremisti Ebraici.

Stato israeliano colpevole di non aver protetto abbastanza il diplomatico. Nel diritto internazionale

per chiedere i danni funzionali e personali, si agisce attraverso la protezione diplomatica.

Inoltre i cittadini europei, se nello stato in cui si trovano non c’è l’ambasciata del suo stato,

possono rivolgersi all’ambasciata di un qualsiasi paese europeo.

Bernadotte è svedese, quindi la Svezia può agire in protezione diplomatica, ci si chiede se possa

farlo anche l’ONU. Che chiede come possa inviare funzionari se poi non può proteggerli.

L’assemblea generale delle Nazioni Unite prende una posizione e chiede la possibilità di agire in

protezione diplomatica, si rivolge alla corte internazionale di giustizia (sede a L’Aia) per sapere se

ne ha i poteri; la funzione principale della corte è risolvere le controversie tra stati, solo gli stati le si

possono rivolgere (l’Onu no), attore e convenuto sono stati. Ma le nazioni unite hanno un potere,

quello di chiedere pareri alla corte. L’assemblea generale dell’onu si avvale di questo potere. La

corte risponde nel 1948 con il caso Bernadotte: lei non può solo rispondere alla domanda rivoltagli

perché prima deve rispondere ad una questione preliminare: sono le Nazioni Unite soggetto

internazionale? Perché la possibilità di agire in protezione diplomatica dipende da quello. Le

organizzazioni intergovernative possono diventare soggetto di diritto internazionale laddove sono

altro rispetto agli stati che le hanno create. Affinché un’organizzazione internazionale possa

definirsi soggetto di diritto internazionale deve avere due requisiti: missione ben definita, obiettivi

chiari per perseguire i quali gode di autonomia decisionale rispetto agli stati membri, potendo

imporre la sua volontà anche contro quella degli stati membri; avere una struttura adeguata per

perseguire i propri obiettivi che siede in modo permanente. Le Nazioni Unite posseggono entrambi

i requisiti, quindi sono soggetto di diritto internazionale. Sono soggetto di diritto internazionale, ma

nello statuto non c’è scritto che l’ONU ha il potere di agire in protezione diplomatica, ma gli stati le

hanno attribuito il potere e dovere di inviare i funzionari nelle zone a rischio per favorire la

pacificazione, dunque si deduce dalla missione attribuitagli che essa ha quel potere (Principio dei

poteri impliciti).

Nel frattempo Israele nel 1949 è stato riconosciuto dall’ONU, dunque quest’ultimo agisce contro il

primo.

1980—> la Corte ha reso un parere sulla possibilità dell’organizzazione mondiale della sanità di

agire contro l’Egitto, parere positivo, alla luce della presenza dei due requisiti.

1996—> parere sulla possibilità di usare le armi nucleari nei conflitti armati o se è presente una

consuetudine che lo vieta. In questo parere la corte ribadisce la soggettività delle organizzazioni

internazionali, dicendo che però a differenza degli stati non hanno co

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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bianca.palestra di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Queirolo Ilaria.
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