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Appunti di diritto internazionale pubblico

P. De Sena

Introduzione al corso

Lasceremo fuori dalla trattazione del corso: parte sul contenuto delle norme internazionali (ciò che dispongono le norme internazionali generali). Ma stanno fuori anche le regole sulle controversie internazionali! (Parte 2 e 5).

Definizione e ambito del diritto internazionale pubblico

Diritto internazionale pubblico: regole che si formano al di fuori e al di là degli Stati. Non hanno come fonti di produzione le fonti a cui siamo abituati: non la Costituzione, non il Parlamento. La nostra vita è impregnata di queste regole però.

L’espropriazione è seguita da un indennizzo (ma oltre alla Costituzione, questo viene detto dalle norme internazionali): è intervenuta spesso la CEDU, Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (pensiamo al caso Berlusconi, decaduto da parlamentare ed ineleggibile per via della Legge Severino), emanata dal Consiglio d’Europa. Berlusconi fa causa allo Stato italiano ritenendo questa legge retroattiva e quindi invalida alla luce della CEDU (e ai suoi principi).

Norme comunitarie e internazionali

Le norme comunitarie sono solo una delle norme internazionali (genus), con una valenza particolare/speciale. Diritto internazionale: fonte di regolamentazione dei rapporti tra alcuni soggetti. Pensiamo alle regole riguardanti il bilancio di Stato (guardiamo alla situazione attuale): nascono da un trattato che fa sì parte delle regole UE (ma non sono regole di diritto dell’Unione Europea).

Uniformizzazione e accordi internazionali

Uniformizzazione delle discipline universitarie: dovuto anche questo del diritto internazionale.

  • Convenzione sull’Aviazione Civile Internazionale di Chicago (1944)
  • CEDU (1950, Roma) del Consiglio d’Europa
  • Agreement on Tariffs and Trade, GATT (General 1947 Ginevra): es. clausola del diritto nazionale; le merci importate devono essere sottoposte (riguardo le tariffe o le regole) allo stesso trattamento cui sono sottoposte le merci nazionali.
  • ICRC (Comitato Internazionale della Croce Rossa): ad es. i feriti/malati sono soggetti a particolare protezione e rispetto in tempo di guerra.

Questi sono esempi d’accordi internazionali: il diritto internazionale si occupa così di un po’ di tutto (dai voli, alla regolamentazione del commercio, ...). Ampiezza di regolamentazione del diritto internazionale: ci sono molti accordi internazionali, che però non sono le uniche regole giuridiche internazionali (e non sono neanche quelle generali perché si applicano solo alle parti contraenti dell’accordo medesimo). Ma vi sono alcune regole generali che si applicano a tutti (non solo aregole di diritto consuetudinario).

Regole consuetudinarie

Differentemente dagli accordi, tali regole consuetudinarie disciplinano poche materie (sovranità degli Stati e loro limiti, trattamento di civili stranieri nello Stato, regime di uso di spazi non soggettialla sovranità, come il mare internazionale, ossia quello presente dalle 12 miglia dalla costa in poi, ...): sono generali dal punto di vista della sfera d’applicazione soggettiva e dal punto di vista dei contenuti.

Tutti gli aspetti della nostra vita sono investiti da regole di carattere internazionale. Ci sono anche controversie giudiziarie che non possono essere risolte senza norme internazionali.

Esempio di controversie

Alla FCA di Pomigliano d’Arco, durante uno sciopero, gli operai inscenarono un’impiccagione di uno pseudo-manichino con la faccia di Marchionne: questi operai sono stati licenziati. Il procedimento è stato portato avanti dal tribunale di Nola e poi è finito in Cassazione (che ha ribadito la legittimità del licenziamento). Ma qui vi è la realizzazione della libertà di pensiero ex art. 21 Cost.? Gli operai possono far questo, pretendendo di non essere licenziati?

Anche l’art. 10 CEDU afferma la libertà d’espressione e pensiero: ci sono quindi 2 norme a cui potrebbero appellarsi gli operai. La Cassazione conferma il licenziamento degli operai, dando ragione ad FCA: questi operai, avendo esaurito le vie interne, fanno ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, asserendo la violazione dell’art. 10 CEDU (ma anche la violazione del Prot.1 sull’art. 1 CEDU, riguardo il problema della cessazione delle retribuzioni); ricordiamo che adire la Corte EDU è un rimedio residuale.

Incidenza del diritto internazionale

Vediamo qui 2 aspetti d’incidenza del diritto internazionale:

  • Incidenza del diritto internazionale nel diritto interno;
  • Lo Stato può convenire alla Corte EDU per essere giudicato quando richiesto da determinati soggetti.

Ma il diritto internazionale non è sempre stato così pervasivo (nella vita di relazione sociale delle persone e tra Stati).

Storia del diritto internazionale

Dalla pace di Westfalia (1648), alla fine della Guerra dei Trent’anni, inizia forse il diritto internazionale moderno: Si divide tra diritto internazionale di pace e diritto internazionale di guerra.

Fino al 1945 (fine WWII) la guerra è stata il modo tipico di manifestarsi delle relazioni internazionali: a fianco di questo diritto di guerra si è affiancato un diritto internazionale di pace (visto spesso come freno alla guerra, modo normale di spiegamento delle relazioni internazionali).

Il diritto internazionale, a partire dal 1648 in poi, si configura come un insieme di regole concernenti il rapporto tra Stati in tempo di guerra e in una serie di regole concernenti i rapporti tra Stati in tempo di pace.

Solo nel ‘900 il diritto internazionale inizia a regolare praticamente tutto: sia dalla parte del diritto consuetudinario, sia dal punto di vista pattizio.

Questi trattati, dal punto di vista del modo di configurarsi delle regole in esso contenute, presentano delle differenze, ma anche delle somiglianze.

Trattati internazionali

[Differenza]: le disposizioni, nei patti internazionali come il GATT, si dirigono (si pongono obblighi e diritti) a carico degli Stati (solo di essi). Ma nella CEDU gli obblighi sono a carico dello Stato (che non deve interferire nella fruizione dei diritti dei cittadini ed inoltre deve anche intervenire positivamente, facendo sì che altro non ledano il diritto a me riconosciuto), mentre i diritti sono a favore dei cittadini.

Gli Stati, ad es. nella CEDU, hanno obblighi negativi (di non interferenza nei diritti del cittadino) ma anche positivi (ed attivi, di eliminazione di alcune situazioni). Ci possono essere quindi trattati che creano diritti in capo ai soggetti individuali (in capo alla loro sfera giuridica soggettiva) e che prevedono obblighi da parte degli Stati.

Statuto Corte Penale Internazionale

Statuto Corte Penale Internazionale: istituita a Roma nel 1998, per mezzo di un accordo (che qui è uno Statuto): la Corte, a certe condizioni e in caso di alcune fattispecie criminose (come il genocidio), può intervenire perché ci sono alcuni casi in cui il tribunale statale non può efficacemente intervenire.

Art. 4 di tale Statuto: le persone che commettono genocidio devono essere punite anche se sono normatori costituzionalmente responsabili: c’è un obbligo di punire (situazione giuridica passiva, contrario nella forma all’art. 8 CEDU di cui abbiamo parlato prima).

Norme del GATT

GATT: Art. 1. Chi controlla che le merci straniere siano trattate allo stesso modo delle nazionali? Gli stessi Stati che fanno parte della convenzione.

Art. 1 (“Most-Favoured-Nation Treatment”): “With respect to customs duties and charges of any kind imposed on or in connection with importation or exportation or imposed on the international transfer of payments for imports or exports, and with respect to the method of levying such duties and charges, and with respect to all rules and formalities in connection with importation and exportation, and with respect to all matters referred to in paragraphs 2 and 4 of Article III,* any advantage, favour, privilege or immunity granted by any contracting party to any product originating in or destined for any other country shall be accorded immediately and unconditionally to the like product originating in or destined for the territories of all other contracting parties.”

Il diritto internazionale insomma regola tutto, ma con tecniche differenti. A volte la tecnica è di attribuire posizione giuridiche soggettive (passive od attive, come nel caso dell’art. 4 dello Statuto Corte Internazionale) o a volte di attribuire diritti/obblighi in capo agli Stati.

Ci sono sì gli accordi, ma vi sono altre regole importanti (a differenza degli accordi di carattere generale), come quelle di stampo consuetudinario. Nel diritto interno le consuetudini hanno un ambito applicativo limitato e, soprattutto, non sono regole generali (inoltre hanno il limite di non dover contrastare con la legge): esse sono, nel diritto interno, delle norme di 2º piano, e in più non hanno valenza generale (e non devono contrastare con la legge).

Stati e sovranità nel diritto internazionale

La società internazionale è composta di Stati: ma gli Stati cosa sono? Gli Stati sono formati da popolazione, territorio, organizzazione (sovranità) [Jellinek]. Gli Stati sono enti che esercitano il proprio potere sovrano in relazione ad un territorio: insomma, tendono ad escludere qualsiasi altra forma di potere che abbia mire nei confronti del territorio su cui esercita la sovranità la prima organizzazione.

Questi enti sono riottosi nei confronti della possibilità che si crei una situazione sociale (una società) che li sovrasti e li relazioni: non esiste un super-Stato sopra gli Stati! Storicamente gli Stati non hanno voluto questo (non hanno voluto questa situazione analoga alla nostra di individui riuniti nello Stato).

La funzione di produzione di norme è affidata ad organi centralizzati (come i Parlamenti, prima il monarca stesso), a strutture centralizzate. Gli individui tendono a riunirsi ed organizzarsi sotto il potere dello Stato, ma gli Stati stessi non hanno mai accettato questa situazione (e quindi non si è formato un vero e proprio diritto tra Stati sovrani, ma solo la consuetudine è riuscita ad affermarsi).

Anche gli accordi stessi sono espressione della stessa fenomenologia: sono fonti di produzione di regole in cui c’è una coincidenza tra destinatari delle regole e creatori delle stesse. Sono fenomeni di produzione autonoma delle regole (non eterodettata/e effettuata da terzi).

Le regole generali internazionali sono di stampo consuetudinario; inoltre, vi sono gli accordi creati da Stati tra loro (lo Stato è ente storicamente riottoso a demandare ad enti ad esso sovraordinati la disciplina dei suoi rapporti con gli altri Stati, eliminando tutto ciò che possa limitare la sua sovranità). Gli Stati sono riottosi ad organizzarsi in un super-Stato.

Questione dei Marò

La questione dei Marò: 2 fucilieri di Marina italiani, a bordo di una nave mercantile italiana che si muoveva in acque territoriali indiane, pare abbiano sparato uccidendo dei pescatori indiani (del Kerala in particolare); qui nasce una controversia internazionale Italia-India: per l’Italia questi fatti sono stati commessi sotto la sua giurisdizione e spettava ad essa giudicare della loro colpevolezza, mentre l’India asseriva il contrario.

L’India come poteva denunciare l’Italia? A chi poteva denunciare questa situazione? L’organo che oggi sta effettuando il giudizio qual è? Ma che natura ha questo tribunale?

Procedimento arbitrale

Se fosse stata una questione tra privati cittadini si sarebbe andati in tribunale, ma qui non è così semplice (ci sono degli Stati che quindi non riconoscono l’autorità di nessun tribunale).

Qui si va alla Corte Permanente di Arbitrato (CPA): l’Italia ha dovuto dar vita ad un procedimento arbitrale, ossia un procedimento in cui la risoluzione della controversia è demandata ad un organo creato e scelto dalle parti (da India ed Italia), che si impegnano ad accettare il verdetto di questa commissione/organo (non si tratta di un organo preesistente in senso lato). L’Italia s’è accordata con l’India (entrambe fanno parte della convenzione di Montego Bay) per la creazione di un tribunale ad hoc.

Coincidenza tra siglanti e sottoposti

Coincidenza tra coloro che siglano accordi e coloro che si sottopongono alla loro valenza. Una parola importante del diritto internazionale è “arbitrale”.

Questione delle garanzie

Questione delle garanzie, ossia dell’esecuzione coattiva delle norme: l’esecuzione fa parte del momento patologico del sistema (quando una norma viene violata è necessario intervenire per riportare il sistema alla “normalità” precedente). L’esecuzione coattiva, che segue la violazione di una norma, fa parte del momento patologico del diritto.

Noi, se violiamo una norma, subiamo l’esecuzione dei pubblici poteri (per riportare l’ordine, come l’agente che mi ferma per eccesso di velocità).

Ci sono dei destinatari che subiscono l’esecuzione coattiva - nel diritto privato o nelle relazioni tra uomini - (come noi quando siamo fermati dalla Polizia per eccesso di velocità) distinti dall’autorità pubblica, la quale ha il compito di eseguire/intervenire coattivamente (l’autorità pubblica è fortemente distinta dai destinatari), la quale è anche distinta da chi ha interesse affinché si riporti il sistema in ordine (ad es. la collettività pretende che la persona fermata per eccesso di velocità non vada troppo forte per non mettere a rischio la vita dei pedoni); questo succede nei rapporti fra persone come noi.

Caso Ucraina 2014

Ucraina, 2014 (Misure restrittive dell’UE in risposta alla crisi in Ucraina): nella crisi ucraina, i russi invadono la Crimea perché ritengono che la popolazione locale richieda un intervento dell’esercito russo e l’annessione alla Russia. Probabilmente, il governo ucraino creato dopo la veloce guerra civile interna, voleva creare delle basi NATO in Russia (situazione molto pericolosa per i russi, perché Kiev e Mosca sono vicine).

L’esercito russo, senza targhe sui carri armati e senza uniformi, penetra in Crimea; si celebra poi un referendum in cui vince la parte che voleva entrare nella Federazione Russa.

Una risoluzione di condanna dell’ONU sull’azione della Russia non si è potuta adottare perché la Russia fa parte dei membri permanenti del Consiglio dell’ONU (ed ha quindi potere di veto assoluto sulle scelte degli altri) e quindi si è naturalmente opposta.

Ma qui la Russia ha leso la sovranità territoriale dello Stato Sovrano Ucraino! L’UE cos’è? È un’organizzazione di diritto internazionale? Sì, ma il discorso è più complicato. Comunque questo soggetto di diritto internazionale ha preso una serie di “Misure restrittive dell’UE in risposta alla crisi ucraina”.

Leggiamo in tal documento che vi è stata da parte dell’UE una legittima difesa, ossia una causa di giustificazione che esclude la colpevolezza (l’antigiuridicità in verità) di colui che l’ha commessa. Ma qui chi ha agito invocando la legittima difesa è stato un soggetto dell’ordinamento internazionale (non un’autorità esterna, di un ipotetico super-stato). Chi agisce con queste misure restrittive è un soggetto pariordinato alla Russia nell’ordinamento internazionale.

Il caso dei Marò

I Marò tornano in Italia per Natale e l’Italia pensa bene di non mandarli indietro, violando così una serie di norme internazionali. Cosa fanno a questo punto gli indiani? La Corte Suprema dell’India irroga un ordine di non lasciare il Paese all’ambasciatore (attiva una sorta di legittima difesa), violando anch’esso una norma internazionale (così come ha fatto l’Italia): inoltre c’è da dire che è un atto gravissimo violare i diritti di libertà dei diplomatici (neanche come contromisura ad atti di un’altra nazione). Il soggetto leso reagisce automaticamente ad una lesione del suo interesse (così come fa l’India con l’Italia).

L'assenza di un'autorità sovraordinata

Ma perché nell’ordinamento internazionale si verifica quanto visto? Perché non ci sono autorità sovraordinate (come i giudici per i rapporti privati) che giudicano delle controversie? Perché non esiste un super-Stato sovraordinato ai medesimi che possa decidere! L’ordinamento internazionale è formato da Stati (sono i soggetti di tale ordinamento), che sono molto diversi da noi, privati cittadini.

Essi sono enti politici (noi siamo enti fisici), oggetti essenti caratterizzati per il fatto di essere liberi nei fini che perseguono, in relazione ad una certa porzione di spazio (liberi nell’indirizzo politico).

Stati: enti liberi nei fini politici (lo Stato persegue i propri fini) in relazione ad un certo determinato territorio (non è condizionato da nessun altra forma d’organizzazione differente).

Un ente di questo tipo è refrattario a subire un’influenza dall’esterno da parte di un’altra organizzazione politica: essi hanno il monopolio, su un certo territorio, del potere politico (essi sono enti politici in relazione ad un certo territorio). Essi sono produttori delle norme internazionali, ma anche destinatari: essi sono arbitri delle loro controversie (che non sono demandate ad un’autorità sovraordinata).

Legittima difesa nel diritto penale

Art. 52 c.p. (legittima difesa): “Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa”.

Conclusione

Perché si rappresenta l’ordinamento internazionale per differenza con l’ordinamento giuridico nazionale? C’è un senso di colpa degli internazionalisti: essi sentono un’incompletezza dell’ordinamento giuridico internazionale (rispetto a quello giuridico nazionale). Si tende a ritenere il modello ideale/archetipo dell’ordinamento giuridico...

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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LEX-MINATOR di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof De sena Pasquale.
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