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Diritto industriale

Prof. Giulio Enrico Sironi

A.A. 2018-2019
Università Cattolica del Sacro Cuore (MI) - Facoltà di Economia

Note

Per i frequentanti, se un argomento non è fatto a lezione non è materia d’esame. Tutto il programma indicato online, mirato solo su alcuni temi. Per i non frequentanti tutto il libro.

Introduzione

Diritto industriale è un’espressione che va chiarita, sembra essere il diritto dell’industria e quindi di come si svolge la realtà industriale, ma realtà non è così. Proprietà intellettuale fa pensare a qualcosa che è stato creato dalla mente dell’uomo, sulla quale si costituisce una proprietà. Per certi versi è così, ma non è certo un concetto di proprietà come si concepisce nel diritto privato, ossia essere proprietari in senso stretto (di un libro ecc.); in questo caso significa avere un diritto esclusivo, essere l’unico a sfruttare una creazione dell’ingegno.

Mettendo insieme le due definizioni: proprietà di un diritto esclusivo su una creazione dell’ingegno attinente al mondo delle attività economiche, quindi diritti di esclusiva. Disciplina organizzativa delle dinamiche d’impresa per quanto riguarda comunicazione, marketing, ecc.

Disciplina attraverso cui l’imprenditore organizza, compie scelte, comunica con il pubblico per ottenere la massima efficienza e la massima quota di mercato, il massimo risultato economico. L’imprenditore che vuole prevalere nella gara concorrenziale anzitutto deve cercare di battere la concorrenza andando sul mercato, offrendo al pubblico un prodotto migliore, più competitivo rispetto a quello della concorrenza.

Strada dell’innovazione tecnologica: creare qualcosa di nuovo, di migliore che i concorrenti non hanno ancora creato o essere in grado di mettere in atto un processo produttivo migliorato che immette sul mercato un medesimo prodotto della concorrenza ma magari ad un prezzo inferiore, perché viene prodotto a costi più contenuti facendo concorrenza di prezzo sul mercato.

Tema dell’innovazione tecnologica sul mercato ma c’è anche innovazione di tipo estetico ® mondo del design, del disegno industriale. Italia uno dei primi in questo settore, l’innovazione sta nella capacità di progettare un prodotto appetibile, che il consumatore voglia preferire a quello della concorrenza. Anche questo è un elemento di innovazione ® innovazione estetica.

L’imprenditore che ha fatto ciò ha bisogno di farsi conoscere. Un prodotto che non si conosce è un non prodotto, non ha un mercato, e qui entra in gioco tutto il mondo della comunicazione che è efficace nella misura in cui portano il consumatore a preferire un prodotto piuttosto che un altro. Es. pubblicità, l’impresa lo comunica innanzitutto con il suo marchio, brand, logo, parola, forma che incorpora dei messaggi e diventa una sorta di vettore di questi messaggi al consumatore.

Diritto che disciplina come la legge assicura che queste dinamiche d’impresa possano svolgersi. Creazioni intellettuali, cioè creazioni che non consistono di regola in un oggetto tangibile ma si manifestano in un oggetto tangibile, ma alla base hanno delle idee. Es. se invento un nuovo tipo di serratura, questa è un prodotto tangibile, ma alla base c’è un’idea inventiva che determina il prodotto. Se ideo un brand è un qualcosa di non tangibile, immateriale. Il problema pratico è che a differenza degli oggetti tangibili, la cui immediata forma di tutela è il possesso, per i beni immateriali questo non è possibile. Se non esistesse una legge che lo vieta non ci sarebbe nessuna possibilità per me di tutelare il mio marchio, la mia idea, da qui la necessità di avere una legge che intervenga e che permetta di conseguire il risultato che materialmente non è possibile conseguire cioè che certe innovazioni immateriali non possono essere violate, copiate.

Il consumatore

È l’insieme dei soggetti che costituiscono la domanda di un certo bene e nelle loro scelte d’acquisto si orientano sulla base delle caratteristiche dei costi del prodotto, dalla comunicazione rispetto a quel prodotto. È un diritto fortemente consumeristico dove emerge con molta forza l’interesse alla tutela del consumatore nelle scelte d’acquisto. Se faccio una pubblicità ingannevole, il consumatore è stato ingannato.

Incentivare l’impresa a innovare e comunicare bene che consiste ancora nel dare una tutela all’impresa che investe e che vuole anche tutelare e garantire l’interesse dei consumatori creando una sorta di circolo vizioso dove l’impresa è invogliata a produrre meglio e allo stesso tempo tutelando il consumatore, invogliandolo a fare delle scelte consapevoli ® obiettivo che la disciplina della proprietà intellettuale vuole conseguire.

Strumenti

  • Brevetti
  • Diritto d’autore
  • Diritto dei marchi
  • Diritto industrial design
  • Denominazione prodotti tipici
  • Disciplina delle regole di concorrenza che si devono osservare nel competere sul mercato

Ragioniamo come consumatori che ogni giorno si trovano a contatto con una marea di diritti di proprietà intellettuale. Un imprenditore che deve fare scelte di investimento e creare forme di comunicazione e accreditare un brand fa ovviamente i suoi conti e se sapesse in partenza che quell’investimento sarebbe vanificato poiché una volta messa l’innovazione sul mercato questa verrebbe copiata a costo zero, non investirebbe il suo capitale così. Infatti, nelle dinamiche d’impresa un investimento si fa, seppur con rischio d’impresa, se si ha una seria prospettiva di far profitto e guadagnare qualcosa.

In un sistema di libero mercato è giusto che ci sia una legge che crea dei monopoli, delle esclusive su certe innovazioni ® esiste perché questi diritti esclusivi (a chi investe sulle innovazioni) generano un ritorno economico che sennò non ci sarebbe. Molti degli oggetti di uso quotidiano probabilmente non esisterebbero e sarebbero molto più rudimentali.

Brevetti per invenzioni

I brevetti sono lo strumento creato dalla legge con cui si assicura a chi innova, (per innovazioni di tipo tecnico) una esclusiva sullo sfruttamento di quella innovazione. È una esclusiva di tutti i diritti di proprietà intellettuale. Erigere delle barriere attorno alla creazione senza la quale tutti potrebbero copiarla. Quando si è sottoposti ad un’azione di contraffazione significa aver violato un diritto di esclusiva, si potrebbe essere chiamati in giudizio e condannati a ripagare i danni.

Proteggere le innovazioni di tipo tecnico, ossia di stimolare la creazione di ulteriore innovazione tecnica proprio perché il brevetto, o meglio il regime di esclusiva che si istituisce con il brevetto, dà all’innovatore la prospettiva di quel ritorno economico che lo induce a investire. Magari la sua innovazione non avrà successo ma in prospettiva sa che la legge gli dà uno strumento che lo può tutelare.

I brevetti hanno delle regole particolari, devono accogliere soluzioni di compromesso tra interessi contrapposti e spesso vanno trattati con cautela nel senso che ci sono delle cose che bisogna tenere presenti, piccoli accorgimenti pratici e indispensabili per avere una tutela intellettuale efficace che se non rispettati possono anche precluderla. Scelte di compromesso ® interesse a incentivare il progresso tecnico, stimolare un soggetto a investire in ricerca. Il premio sarà il riconoscimento di un’esclusiva, però proprio perché è un’esclusiva è anche importante che non sia un’esclusiva così estesa da finire per dare una sovra protezione ossia una protezione così ampia da diventare un ostacolo al progresso. Questo può avvenire se impedisce ad altri soggetti di fare attività di ricerca, di fare innovazione, se crea posizioni di monopolio troppo lunghe nel tempo così da rendere i prezzi del prodotto elevati per un periodo di tempo troppo lungo.

Questo fa sì che nella disciplina dei brevetti sono stati inseriti limiti e correttivi, ad esempio i brevetti non possono durare più di 20 anni e 25 nel settore farmaceutico. In un tempo così lungo si rientra negli investimenti ed è giusto che tutti lo possano usare liberamente.

Esempio: farmaco equivalente generico è corrispondente a un farmaco innovativo coperto da brevetto. Il titolare del brevetto sarà l’unico a poterlo produrre e vendere, ma dopo la scadenza le altre case farmaceutiche generaliste potranno venderlo liberamente con dei vantaggi per i consumatori (scaricare il farmaco). Da un lato un’esclusiva che incentiva la ricerca ma incentivata questa poi dopo tutti possono godere dell’innovazione e a costi contenuti.

Anche soggetti diversi dal proprietario possono attingere ad informazioni alla base di quell’innovazione per poi realizzare altre invenzioni ® utilizzare l’invenzione brevettata per creare qualcosa di nuovo ® meccanismo che garantisce che la brevettazione sia uno stimolo per la ricerca.

Diritto d’autore

Tradizionalmente il diritto d’autore nasce come forma di tutela delle creazioni artistiche, letteratura, pittura, fotografia, teatro, ecc. A partire dagli ultimi 30 anni si è estesa a creazioni di tipo tecnico/utile, ossia le cosiddette “opere utili” (software, banche dati) ® creazioni di tipo tecnico protette col diritto d’autore che è una forma di esclusiva che nasce in capo a chi ha creato un certo bene o che ha creato una certa opera.

Diritto dei marchi

Rapporto impresa con il mercato. Marchio è un termine che fa pensare a una parola, disegno, logo. In realtà marchio è qualunque segno che identifica l’imprenditore e con il quale l’imprenditore trasmette dei messaggi al pubblico, qualunque cosa che si può ricomprendere nel concetto di brand e quindi non solo le parole (Apple), ma anche i disegni (mela morsa Apple) detti marchi figurativi. Anche la forma del prodotto può essere marchio, la colorazione, i suoi temi musicale associati ad un prodotto, aspetti punti vendita negozio, configurazione di determinati mezzi con cui un servizio è offerto possono essere marchi.

Sinergia tra creazione di un brand e le norme di legge che assistono un imprenditore nella difesa di un brand. Cosa capiterebbe se vedessimo un logo di un prodotto noto apposto in un prodotto non originale? Penseremmo che il prodotto è quello del titolare del marchio ® rischio di confusione: il consumatore vede un certo segno e pensa di comprare un prodotto originale che invece non è. Pregiudizio sia per l’azienda che per il consumatore.

Ci possono essere anche altri casi perché il marchio comunica molti valori diversi e quindi può capitare che un terzo utilizzi un marchio senza autorizzazione in un contesto senza margine di marca. Esempio mondo del lusso marchio adottato indebitamente da un terzo in contrasto con l’immagine di marca. Esempio parodie del marchio famoso in una maglietta. Si potrebbe usare questa strategia per vendere, ma questo può creare problemi all’investitore.

Oppure free riding, agganciamento parassitario, il consumatore lo acquista perché quel prodotto ha un qualcosa che ricorda un marchio noto, traino quella notorietà per entrare più facilmente sul mercato anche questo è un caso di condotta illecita perché si approfitta e si avvantaggia indebitamente di investimenti fatti da altri.

Una tutela robusta del titolare contro tutte le forme di interferenza con il suo marchio che al tempo stesso ha una forte componente di tutela del consumatore perché ci sono una serie di norme nella disciplina dei marchi che lo tutelano (non è il codice di disciplina del consumatore ma una legge che impone di non servirsi di marchi ingannevoli per il pubblico, che comunicano messaggi fuorvianti).

Il marchio soddisfa molti interessi diversi, strumento di buon funzionamento del mercato perché sicuramente oltre ad avvantaggiare il suo titolare e il consumatore mettendolo al riparo da rischi d’inganno, è uno strumento di buon funzionamento del mercato nel senso che permette al consumatore di identificare facilmente il prodotto tra prodotti dello stesso genere, premiare le scelte d’acquisto dei prodotti che lo hanno soddisfatto, non ripetere scelte d’acquisto di prodotti insoddisfacenti.

Serve a far sì che prosperino sul mercato gli imprenditori più efficienti e quelli meno efficienti invece siano progressivamente estromessi dal mercato ® il migliore prevale e conquista quote di mercato a scapito della concorrenza, il consumatore giudice del prodotto.

Il sistema dei marchi è un sistema che costituisce un incentivo al miglioramento della qualità e dell’offerta in quanto in un sistema dove il consumatore identifica i prodotti, quest’ultimo è in grado di identificare un prodotto da dove viene in questo contesto l’imprenditore ha incentivo a offrire un prodotto nel miglior modo possibile al miglior prezzo possibile in quanto viene riconosciuto all’interno del mercato. Gli investitori di prodotti anonimi e non facilmente riconoscibili potrebbero non essere invogliati ad investire in qualità se tanto poi sa che il consumatore non sa che il prodotto è stato fatto dall’imprenditore x.

Incentivo a migliorare l’offerta perché in un sistema di identificazione tramite i marchi, quest’ultimo attirerà la domanda che merita o in caso contrario non attirerà l’attenzione dei consumatori. ® crocevia

Il sistema dei marchi di interessi diversi che si fondono in modo armonico nella legge e danno soddisfazioni in tanti poli di interesse.

Denominazione di origine prodotti tipici

Noi consumatori ci rechiamo in punto vendita acquistando uno di questi prodotti.

Design

Capacità dell’aspetto del prodotto di comunicare qualcosa al consumatore, anche il design è una forma di comunicazione, di marketing, una forma di comunicare qualche cosa al pubblico, di attirare il pubblico e convogliare il pubblico verso quel prodotto. Infatti molti oggetti di design sono registrati sia come design sia come marchio. Si possono cumulare le due tutele.

Qualche anno fa il Tribunale di Torino tramite una sentenza si era occupata dell’aspetto originale della carrozzeria di un’automobile stabilendo infine che la progettazione delle carrozzerie poteva essere cumulativamente protetta come marchio e come design blocco di regole molto sensibile all’evoluzione del mercato che non considera il design come una creazione bella ma come una comunicazione simile a quella dei marchi.

Concorrenza sleale

Il mercato in qualunque settore, ognuno cerca di prevalere per performare meglio del concorrente. In certi sistemi l’aggressività è fisiologica. ® basata

Concorrenza sui meriti reali sul concetto che si deve prevalere sul concorrente grazie alle proprie vere capacità, comunicare in modo efficace, doti che possono far vincere nella gara concorrenziale. Però se per prevalere sulla gara concorrenziale inganno il consumatore, denigro il mio concorrente, sottraggo segreti aziendali del mio concorrente, pongo in essere attività che mettono a repentaglio la sua capacità produttiva, sono attività non tollerate.

Proprietà intellettuale

Diritto esclusivo di un soggetto di sfruttare un certo bene e quindi la sua creazione che può essere visto sia in positivo che in negativo. In negativo ossia vietare delle condotte. In positivo vuol dire che sono esclusivo, l’unico soggetto, signore e arbitro discrezionalmente del modo di usare quella creazione, solo io posso decidere come sfruttarla in un’attività economica e questo ha un riflesso importante sulle possibili forme di sfruttamento protetto di questa materia.

La prima forma di sfruttamento è quella diretta. Ma c’è anche un altro modo (indiretto) in cui il titolare può sfruttare in modo efficiente ed è il sistema delle licenze ® contratto di licenza accordo commerciale con cui un soggetto titolare di un diritto di proprietà intellettuale autorizza un terzo a utilizzare, sfruttare economicamente, il bene protetto in cambio del pagamento di una somma di denaro.

Sono fondamentali i contratti di licenza perché sono uno strumento chiave di valorizzazione e promozione che permette al titolare di affermare i suoi prodotti in mercati che altrimenti non avrebbe potuto raggiungere. Se il brevetto viene utilizzato da un soggetto attivo in un determinato settore e l’idea si presta ad essere utilizzata anche presso un mercato in cui però il proprietario non ha competenze, può cedere la licenza approdando anche ad un mercato in cui altrimenti non avrebbe potuto operare ® Sfruttamento in settori diversi da quelli in cui sono diventati famosi.

Esempio titolare marchio noto settore auto sportive che da in licenza il suo marchio affinché faccia magliettine, cappelli con il logo dell’auto sportiva. La licenza è uno strumento per raggiungere territori diversi, esempio registro marchio UE e do in licenza a territori oltre UE. Poli di interessi che sono coinvolti, che interagiscono tra di loro e danno un assetto a queste norme.

Fonti normative

Tre livelli di legislazione:

  • Italiana
  • Europea che vincola tutti i stati membri dell’UE
  • Multidirezionale e internazionale a livello mondiale

Per quanto riguarda le norme nazionali italiane, la parte del corso costituita da marchi, brevetti, disegni, modelli, indicazioni geografiche e denominazioni di origine si trova racchiusa in una legge del 2005 Decreto Legislativo 30/2005, che è chiamato Codice della Proprietà Industriale. Qui il termine utilizzato è “industriale” e non “intellettuale” perché questo codice non contiene la disciplina del diritto d’autore.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher _Chiara__b di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Sironi Giulio Enrico.
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