SALVATI
MODELLI ORGANIZZATIVI DELL’ASSISTENZA INFERMIERISTICA
Teoria delle organizzazioni
Definizione modo in cui parti o componenti di un ente sono dinamicamente connesse e
o coordinate tra loro; determinate categorie di enti sociali fondate sulla divisione del lavoro
Scopo nascono dall’esperienza di mettere in comune le proprie forze, risorse ed esperienze per
o adattarsi a raggiungere il proprio obiettivo
RISORSE (INPUT) ORGANIZZAZIONE RISULTATI (OUTPUT/OUTCOME)
o
Meccanismi di controllo
Vari tipi
o Adattamento reciproco comunicazione informale direttamente da coloro che svolgono il
lavoro
Supervisione diretta una persona si assume la responsabilità del lavoro di altri,
controllandone e supervisionandone le attività
Controllo degli input il controllo avviene a monte, definendo a priori capacità e
competenze richieste ai professionisti che devono entrare a far parte dell’organizzazione
Controllo dei processi interni l’organizzazione stabilisce i contenuti e le modalità con cui
svolgere il lavoro
Controllo degli output vengono esplicitati i risultati che si vogliono ottenere dall’attività
Definizione questi meccanismi risultano dall’evoluzione l’uno dell’altri e non si esclude l’uso di
o meccanismi più semplici, infatti, è possibile usare tutti e 5 i meccanismi di controllo
contemporaneamente. L’adattamento reciproco consente anche a professionisti altamente
specializzati aggiustamenti informali all’interno di compiti complessi e sofisticati.
Le parti di un’organizzazione
Parti
o Vertice strategico ha lo scopo di assicurare che l’organizzazione raggiunga gli obiettivi
prefissati: supervisione diretta, gestione delle condizioni di confine, sviluppo della strategia
dell’organizzazione
Dirigenza di livello intermedio è definibile come una gerarchia di autorità tra il nucleo
operativo e il vertice strategico
Tecnostruttura (staff) è collocata di lato alla linea gerarchica e ha il compito di provvedere
alla standardizzazione, è una struttura denominata di staff, che supporta i manager,
individuando meccanismi per standardizzare i flussi interni e alleggerendo così il carico di
lavoro dei dirigenti
Personale di sostegno (staff) necessari per svolgere il lavoro ma non sono direttamente
coinvolti nel processo di produttività
Nucleo operativo di base qualora vi fossero organizzazioni composte dal solo Nucleo
Operativo, il loro meccanismo di coordinamento sarebbe l’adattamento reciproco
Configurazioni organizzative
Struttura semplice si basa sulla supervisione diretta, svolta essenzialmente dal vertice strategico,
o Vantaggi flessibilità, adattabilità e senso della missione.
Svantaggi possibile confusione tra le questioni strategiche e quelle operative e la
dipendenza dell’organizzazione da un’unica figura di riferimento.
Burocrazia meccanica si basa sulla standardizzazione dei processi di lavoro, realizzata
o principalmente dalla tecnostruttura e fatta rispettare dal management di livello intermedio
Svantaggi si tratta di una struttura rigida e poco flessibile
Burocrazia professionale è fondata sulla standardizzazione delle competenze e il nucleo operativo
o è la parte fondamentale
Vantaggio è l’autonomia del professionista
Svantaggi impossibilità di intervenire per risolvere problemi o carenze se questi non sono
riconosciuti come tali all’interno della categoria professionale e possibili difficoltà di
integrazione e coordinamento tra i professionisti
La soluzione divisionale è basata sulla standardizzazione degli output e il management di livello
o intermedio ne rappresenta la parte fondamentale
Vantaggi configurazione sono la possibilità di espandere e duplicare settori aziendali e la
protezione che offre in caso di periodi congiunturali sfavorevoli.
Svantaggi eccessiva diversificazione e disperazione oltre che gli elevati costi sociali dati
dalla necessità di burocratizzare il sistema per renderlo controllabile.
L’adhocrazia si basa sull’adattamento reciproco, la cui parte fondamentale è rappresentato dallo
o staff di supporto
Vantaggi struttura molto flessibile, la sua forza sta nei gruppi multidisciplinari, che si
coordinarono con l’adattamento reciproco
Svantaggi reazioni di scarso adattamento ad ambienti molto dinamici da parte di chi
preferisci situazioni stabili
Le metafore descrittive paragoni fatti con altre figure/metafore
L’organizzazione macchina è un tipo di organizzazione rigidamente gerarchica. Il principio di unità
o del comando prevede che ogni sottoposta abbia un solo superiore, in modo da creare una linea di
comando verticale, le mansioni sono rigidamente disciplinate e l’iniziativa personale è scoraggiata o
addirittura esplicitamente proibita
Vantaggi il compito da svolgere è molto chiaro, l’ambiente in cui opera è molto stabile e
non richiede continui adattamenti, il compito da svolgere è routinario e quindi facilmente
standardizzabile, ogni dipendente svolge in modo accettabile la sua mansione
Svantaggi resiste all’ambiente invece di adattarvisi, come qualunque macchina, la lunga
linea di comando rende lenti e difficoltosi gli scambi tra i vari livelli gerarchici,
compromettendo la possibilità di reagire rapidamente ai cambiamenti, non permette di
valorizzare i dipendenti che si trovano ai livelli più bassi, perché quasi invisibili alla dirigenza
Conclusioni l’organizzazione macchina è efficiente solo in situazioni in cui è richiesta
precisione ed è presente una chiara divisione delle responsabilità
L’organizzazione organismo le cui parti sono continuamente alla ricerca di un equilibrio tra loro e
o con l’ambiente esterno, che nascono, si sviluppano e declinano come esseri viventi
Vantaggi viene presa in considerazione la compatibilità dei bisogni personali dei
dipendenti con quelli dell’organizzazione, le mansioni risultano alienanti e lo stile di
direzione diventa più partecipativo, assume importanza il benessere che deriva dallo
svolgere il proprio lavoro nel modo migliore
Svantaggi La complessità delle interdipendenze rende difficile la conoscenza
dell’organizzazione nel suo insieme, Il malfunzionamento di una parte si riflette su tutte le
altre, aggravando il problema appena esposto
L’organizzazione cervello con una serie di componenti teoricamente intercambiabili in
o correlazione estremamente complessa tra loro, il cui comportamento è difficilmente prevedibile
analizzando le singole parti e che va quindi visto in ottica sistemica. Lo scopo dell’organizzazione-
cervello è acquisire e processare informazioni
Approccio di un organismo SUBROUTINE UNICA consiste nel variare il processo di
produzione in base al risultato finché non si ottiene quello voluto e risponde agli
scostamenti dei risulti attesi ma le regole operative restano le stesse
Approccio di un cervello SUBROUTINE DOPPIA tramite uso del feedback per cambiare
le regole operative e non solo il risultato, c’è una condivisione delle conoscenze e in
confronto con l’ambiente
Apprendere ad apprendere al pari di un cervello umano, le organizzazioni avranno successo nella misura
in cui saranno abili nello sviluppare adeguate rappresentazioni
Caratteristiche scrutare e anticipare i cambiamenti che stanno maturando, sviluppare le capacità
o di porre in discussione le norme operative, lasciare emergere degli orientamenti strategici adeguati,
sviluppare le strutture in grado di favorire l’arte dell’apprendimento basato su subroutine doppie
attraverso appositi strumenti.
LA SANITÀ IN ITALIA
Articolo 32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della
collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato
trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti
imposti dal rispetto della persona umana”
Definizione OMS di salute «Stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice
o assenza di malattia»
Legge 833 23/12/1978 riforma del sistema e nacque il SISTEMA SANITARIO NAZIONALE
Prima del 1978 basato su numerosi enti mutualistici e ciascun ente era competente per una
o determinata categoria di lavoratori che, con i familiari a carico, erano obbligatoriamente iscritti allo
stesso ente e, in questo modo, fruivano dell'assicurazione sanitaria per provvedere alle cure
mediche e ospedaliere, finanziata con i contributi versati dagli stessi lavoratori e dai loro datori di
lavoro
Motivo della riforma Nel tempo le mutue andarono incontro a una grave crisi finanziaria, che di
o riflesso colpì gli ospedali e quindi gli assistiti, quindi lo Stato, con la legge 386 del 17 agosto 1974,
“Norme per l’estinzione dei debiti degli enti mutualistici nei confronti degli enti ospedalieri”, decise
di accollarsi i debiti delle mutue
Riforma le Unità Sanitarie Locali erano l’articolazione locale del SSN, costituite da presidi, servizi e
o uffici di un dato Comune, associazione di Comuni, o comunità territoriale, le USL quindi vennero
suddivise in Distretti Sanitari di Base sul territorio
Legge 502/1992 della riforma sanitaria bis mise mano nuovamente alla materia procedendo alla
cosiddetta “aziendalizzazione” delle strutture sanitarie
USL vennero dotate di personalità giuridica, ridotte di numero, vennero delegate direttamente
o alle regioni che le sosteneva ed economicamente non possono più chiedere allo stata il
ripianamento del disavanzo
Direttore Generale aveva il potere gestionale e di rappresentanza legale, insieme ad un direttore
o sanitario e ad un direttore amministrativo
Intramoenia venne istituita e per circa il 10% delle camere vennero previsti servizi aggiuntivi a
o carico del paziente
Dipartimenti vennero creati i dipartimenti intesi come una sorta di federazione di reparti affini e
o complementari secondo settore specialistico o specifico bisogno del paziente, lo scopo era quello di
organizzare e ottimizzare al meglio le risorse strutturali umane, migliorando il servizio e riducendo i
costi
Riforma sanitaria TER 229/99 vengono delineati i limiti economico funzionali dei servizi sanitari, secondo
principi basati sull’evidenza scientifica (EBM), le USL avranno poca o nulla autonomia decisionale mentr3e, le
ASL hanno piena autonomia decisionale
Evoluzione infermieristica
1925 vengono le prime Scuole
o 1934 Testo Unico delle leggi sanitarie
o 1967 l’accordo di Strasburgo del 25 ottobre stabilisce i requisiti minimi di accesso per le Scuole
o infermieristiche e il monte-ore minimo di insegnamento (4600)
1971 la legge 124 abolisce l’obbligo di internato
o DRP N°225/74 “Creazione del mansionario con la promulgazione del Mansionario (DPR N° 225 del
o 1974) lo Stato da un lato riconosceva l’importanza della professione infermieristica, stabilendone
per legge le mansioni, dall’altra piantava una serie molto stretta di paletti che ne limitavano
fortemente l’autonomia, subordinando di fatto la figura dell’infermiere, a quella del medico.
1979 vengono definiti i profili professionali delle figure infermieristiche, per la prima volta si parla
o di “operatore professionale dirigente”
1990 viene istituito il diploma universitario di primo livello in Scienze infermieristiche
o DM N°739/94 Istituzione del profilo professionale che superava il mansionario.
o L. N° 42 99 abolizione del mansionario.
o L. N°251/2000 istituzioni istituisce la dirigenza infermieristica
o L. N°43/2006 istituzione ordine professioni sanitarie.
o L. N°3/2018 nasce la formazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche che
o raccoglie gli ordini provinciali (FNOPI).
Dipartimento delle professioni sanitarie
Struttura in alcune aziende la Struttura è incardinata nella Direzione Sanitaria, anche se dovrebbe
o essere autonoma, presso l’Azienda Ospedaliera Policlinico Umberto I, articolato in Unità Operative
Complesse, Semplici Dipartimentali e Semplici, discende dall'evoluzione normativa che negli ultimi
anni ha interessato il panorama degli operatori sanitari, in modo particolare la Legge 26 febbraio
1999 n. 40, la Legge 10 agosto 2000, n. 251 e la legge n. 43 del 2006 (art. 6)
Modello organizzativo aziendale è finalizzato al supporto delle strategie e dei processi operativi, il
o dipartimento delle professioni sanitarie è collocato in line con il Direttore Generale e il Direttore
Sanitario e partecipa alla definizione delle linee strategiche e delle politiche aziendali relative ai
processi ed ai programmi di competenza
Funzioni del DPS
o Partecipazione all’individuazione e alla realizzazione degli obiettivi della Direzione Generale,
in linea con la politica sanitaria dell’Azienda.
Programmazione, organizzazione, coordinamento, gestione e controllo delle risorse umane e
materiali indispensabili alla erogazione dell’assistenza infermieristica, tecnico- sanitaria,
riabilitativa ed ostetrica in regime di ricovero ordinario, di Day Hospital/Day Surgery e di
attività ambulatoriali;
Concorrere alla verifica ed alla valutazione delle prestazioni e delle cure infermieristiche ed
ostetriche offerte, in relazione alle competenze dei profili professionali;
Rilevazione dei bisogni formativi del personale afferente al servizio;
Garantire l’attività di direzione e di tutorato nei confronti degli studenti del corso di laurea
un’infermieristica;
Promozione dei progetti di ricerca nell’ambito delle specifiche aree professionali, verifica e
revisione della qualità e degli esiti delle attività infermieristiche mediante l’implementazione
dei protocolli e specifici indicatori di qualità;
Sviluppo alla ricerca e sperimentazione di nuovi modelli organizzativi e introduzione di nuovi
strumenti informativi che documentino il processo assistenziale (cartella infermieristica).
Vision del DPS
o Garantire una assistenza sicura ed il più possibile adattata alle esigenze del singolo utente;
Garantire la partecipazione dell’utente alla programmazione ed allo svolgimento delle
attività assistenziali ed alberghiere ed alla valutazione dei risultati conseguiti, specialmente
in termini di umanizzazione, personalizzazione e comfort;
Garantire il miglioramento continuo della qualità in ambito assistenziale ed alberghiero, con
particolare riferimento all’ accesso ai servizi, all'accoglienza dell’utente e dei suoi familiari e
al comfort alberghiero;
Garantire una collaborazione ottimale con membri delle altre professioni del ruolo sanitario,
tecnico e amministrativo;
Sperimentare nuovi modelli assistenziali, organizzativi e gestionali.
Mission del DPS
o L’assistenza infermieristica centrata sulla persona, orientata da modelli innovativi e fondati
sulla ricerca, che prendono in considerazione i bisogni fisici, psicologici, sociali degli utenti e
delle loro famiglie;
La realizzazione del processo assistenziale in ambito preventivo, curativo, palliativo e
riabilitativo mediante prestazioni di natura tecnica, relazionale e educativa;
Il concorso alla formazione di base e complementare in ambito infermieristico, tecnico, della
riabilitazione e della professione ostetrica e la realizzazione della qualificazione
professionale degli operatori di supporto;
Il concorso ai processi di formazione permanente e di aggiornamento del personale
infermieristico, tecnico, della riabilitazione e della professione ostetrica nonché quello di
supporto.
Il personale infermieristico, ostetrico, tecnico e della riabilitazione risponde gerarchicamente
al Direttore del dipartimento delle professioni sanitarie e funzionalmente al Direttore del
Dipartimento di assegnazione per le funzioni specifiche all’attività dipartimentale attribuitigli
NUOVI MODELLI ASSISTENZIALI
Modelli organizzativi assistenziali un sistema deresponsabilizzante finisce col rendere impossibile il
cambiamento poiché gli operatori pensano che il loro ruolo sia incentrato sul fare anziché sul decidere, sul
progettare, sull’innovare
Modello funzionale (o per compiti) è incentrato sulle prestazioni anziché sulla persona, orientato
o alla dimensione tecnica anziché a quella relazionale, ed è quindi più adatto a figure esecutive che a
professionisti dell’assistenza
Permettere di ottenere il massimo numero di prestazioni con il minimo dispendio di risorse
umane e materiali
Modello per piccole equipe prevede un team composto da varie figure, sotto la supervisione di
o un capo equipe, che fornisce assistenza ad un gruppo di pazienti in uno specifico turno di servizio, il
capo equipe coordina il gruppo e pianifica l’assistenza
Necessità di un alto livello di collaborazione e comunicazione tra gli operatori, comporta
l’aumento del fabbisogno di personale e il rischio molto reale che i team finiscono con
l’erogare assistenza funzionale per routine
Modular nursing l’unità operativa viene ripartita in settori, in base a criteri topografici
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