12 gennaio - Lezione 1
Fonti del diritto internazionale
Consuetudinarie. Diuturnitas (Ripetizione nel tempo) e Opinio Juris (Convinzione che sia diritto). Consuetudine con valore giuridico. Gli stati nel corso del tempo hanno attuato comportamenti specificando però che essi erano per volere e non obbligo, in questo modo non è mai nato un diritto consuetudinario in materia economica.
C'è una sola norma riconosciuta che è quella della nazionalizzazione dei beni appartenenti agli stranieri e dei limiti. Ogni stato può nazionalizzare i beni appartenenti a stranieri sul territorio, deve rispettare lo jus cogens come diritti umani in generale e deve riconoscere un indennizzo dei beni requisiti allo stato di appartenenza del soggetto secondo le modalità previste dal diritto internazionale. Non limita la sovranità. Quindi no, salvo nazionalizzazioni.
Trattati
Esistono degli Accordi internazionali perché la necessità di scendere a patti in materia economica si è sempre sentita. Ad esempio: Clausola della nazione più favorita. Da sempre chi commerciava ha sempre fatto il patto con la nazione con cui commerciava per non fare ad altri prezzo migliore.
- Accordi bilaterali NPF o MFN (Most favoured nation). Inizialmente si chiamavano di commercio, amicizia e navigazione poi accordi di cooperazione economica.
- Accordi multilaterali in passato non c'erano, con l'industrializzazione e la diffusione delle teorie liberiste (UK USA) si intraprendono economie di mercato contrapposte a economie pianificate. Secondo le teorie liberiste lo stato deve intervenire il meno possibile per raggiungere i risultati migliori.
Di fronte alla crisi con altri problemi come quelli climatici, ci si è resi conto che la crisi portava gli stati a introdurre misure protezionistiche a supporto delle proprie economie con blocco delle esportazioni e in questo modo incrementando la crisi anche negli altri stati. Gli studiosi hanno deciso che occorreva introdurre un sistema internazionale di cooperazione per l'economia oltre che a quello politico, dotata di regole obbligatorie per gli stati che avrebbero partecipato e che impedissero il verificarsi di situazioni con risultati così tragici.
Creare organizzazioni internazionali in materia monetaria (Fondo monetario internazionale, Bretton Woods) e commerciale (International Trade Organisation ITO, l'Avana) oltre alla già politica ONU, questo voleva dire concludere un accordo multillaterale di un'organizzazione internazionale. Alla fine della conferenza ITO si è arrivati ad una carta che incideva parecchio sulla sovranità degli stati, con le elezioni parlamentari USA cambia il presidente e si decide di non firmarla.
Diverso per il fondo monetario internazionale: rappresentava un fondo per i paesi in caso di necessità, stabilendo norme rigide sulla svalutazione monetaria che vennero accettate dagli stati perché il voto era ponderato. Si è pensato di prendere una parte della carta ITO e trasformarla in accordo internazionale, che riguardava protezionismo, misure alle dogane e commercio internazionale e venne chiamata GATT. Andava firmato e ratificato, si decide di farlo entrare in vigore con un protocollo di applicazione provvisoria che lo faceva entrare in vigore con la semplice firma.
Regionalizzazione
"Soft law". Si sta facendo largo in vari ambiti e permette in una realtà complessa come quella attuale di procedere a piccoli passi nella regolamentazione di materie che presuppongono la composizione di interessi diversi e contrapposti senza mettere i soggetti interessati di fronte ad una scelta decisa. Cominciamo a dirlo e scriverlo e poi con il tempo vediamo. Rende più facili le relazioni. Ad esempio: standard per la sicurezza dei prodotti, ISO 2015.
Rispetto della norma può essere compensato in altri settori. Tutte queste norme non possono essere fatte valere davanti al giudice nazionale perché esse hanno rapporti che hanno una valenza giuridica internazionale. Gli stati preferiscono applicarle in prima persona.
13 gennaio - Lezione 2
L'OMC e l'Unione europea
L'OMC non considera l'Italia ma considera l'Unione europea. Il nuovo plurilateralismo. Un terzo momento (dopo gli accordi bilaterali e multilaterali) è quello del nuovo plurilateralismo. Fase in cui data la complessità dei rapporti da affrontare oggi e la difficoltà a mettere d'accordo tutti e arrivare a risultati concreti ci si sta muovendo sul piano bilaterale. Chi ne rimane fuori di solito finisce per aderire, ed è come se ci stessimo muovendo ricompattandoci intorno ad altri schemi che sembrano bilaterali (sono spesso regionali) e che si muovono in parallelo con l'OMC.
Regional Trade Agreements (RTA), Preferencial Trade Agreements (PTA), Free Trade Agreements (FTA). L'OMC collabora con l'ONU ma non è formalmente un istituto specializzato dell'ONU. Scendere a compromessi ha fatto arrivare alla conclusione di accordi.
Il GATT
Il GATT aveva a propria volta tre parti, più tardi venne inserita una quarta parte che riguarda commercio e sviluppo. Tuttora ha questa composizione. La seconda parte è quella che contiene tutte le regole e concretamente impone gli obblighi in materia di dazi doganali, sovvenzioni, agricoltura ecc. Gli stati all'epoca avevano qualche perplessità su questa parte perché comprendeva diversi obblighi, alcuni chiesero qualche concessione in più, quindi si dichiara di assoggettare la parte seconda del GATT alla "Grandfather's clause" o la "Clausola di riserva limitativa": tutti gli obblighi contenuti nella parte seconda sono vincolanti per i paesi contraenti nei limiti della loro compatibilità con la legislazione nazionale preesistente.
18 gennaio - Lezione 3
GATT e agricoltura
Il GATT riguardava tutte le merci e quindi anche i prodotti agricoli. Essi sono un tema molto caldo e complesso, intorno ai quali girano interessi emotivi ed economici. L'agricoltura è un terreno difficile perché gli stati e le persone si identificano con la propria terra e in alcune aree del mondo è l'unica possibilità per entrare nel mercato globale. Se gli stati che hanno sia agricoltura sia altro danno sovvenzioni in questo campo, danneggiando gli stati che non hanno altri mezzi di espressione e non possono sovvenzionare la loro agricoltura.
Essendo l'agricoltura il settore più protetto da sempre, gli USA hanno capito di volerla escludere dal sistema multilaterale degli scambi e alla prima occasione hanno chiesto di poter ottenere una deroga di carattere generale ed hanno ottenuto alla fine degli anni 50 di sottrarre l'agricoltura all'ambito di applicazione del GATT. Se non si fosse accettata questa deroga il sistema probabilmente sarebbe saltato.
GATT e il settore tessile
L'altro settore da sempre caldo era quello tessile. La produzione di tessile era diffusa nei paesi in via di sviluppo e quindi potevano crescere attraverso l'esportazione e l'ingresso nel mercato internazionale. Anche il tessile era parte del GATT.
La Comunità economica europea alla fine degli anni 60 impone gli accordi di limitazione volontaria alle esportazioni (oggi sono vietati dal sistema dell'OMC). Gli accordi multifibre erano accordi tra UE e paesi in via di sviluppo che riguardavano limitazioni alle esportazioni che erano state assunte volontariamente dai paesi in via di sviluppo. In cambio la Comunità europea contribuiva allo sviluppo con degli aiuti e con delle aperture di vario tipo.
Questo serviva a raggirare il GATT. All'epoca esisteva la Comunità europea del Carbone e dell'acciaio (CECA) che non era molto in sintonia con il GATT perché era una misura protezionistica per quel settore. Si chiuse un occhio.
GATT: I codici
Quel pacchetto di regole che era presente nel GATT con il tempo non era più sufficiente per un mondo in continua evoluzione. Per adeguare il GATT a nuove sfide senza mettere a repentaglio tutto il sistema si è escogitato il sistema dei codici. Sono state proposte delle raccolte di regole in relazione alle diverse materie che andavano emergendo. Essi avevano la particolarità di essere accordi plurilaterali cioè non erano obbligatori per tutti, ma vincolanti solo per gli stati contraenti che vi avrebbero aderito. Il sistema diventa "a la carte". Questi codici li ritroviamo ancora oggi ma sono diventati vincolanti per tutti.
I problemi
Il GATT permetteva un'ampia possibilità di deroghe ed eccezioni. Era necessario stabilire che le deroghe dovessero avere una durata nel tempo limitata. Non c'era un'uniformità dei diritti e di obblighi e c'era necessità di ristabilirla perché era come se il sistema avesse perso certezza. I partecipanti al sistema erano aumentati e c'era un problema di interpretazione ed applicazione ed occorreva uniformità: era necessaria una procedura di risoluzione delle controversie obbligatoria per tutti. Occorreva reinserire l'agricoltura e il tessile, così come i servizi. La proprietà intellettuale era un tema caldo, il rispetto dei brevetti non veniva riconosciuto. La Comunità economica europea era stata accettata dal sistema GATT ma il suo ruolo andava chiarito e formalizzato. Prima ancora mancava l'organizzazione internazionale che andava istituita.
L’Uruguay Round
Nel 1986 inizia l'Uruguay Round del GATT, che viene dato avvio dalla Dichiarazione di Punta dell’Este. Era un round di negoziati commerciali multilaterali che avrebbe dato poi origine nel 1994 alla OMC. Nella Dichiarazione di Punta dell’Este vengono fissati i temi dei quali ci si sarebbe dovuti occupare. L'Uruguay round si conclude il 15 aprile 1994 con gli Accordi di Marrakech che sono l'atto istitutivo dell'OMC e una serie di accordi che sono il quadro normativo di riferimento (accordi multilaterali per la maggior parte formati da quei codici che ora però sono obbligatori per tutti).
19 gennaio - Lezione 4
Accordi plurilaterali e multilaterali
Accordi plurilaterali: non obbligatori per tutti. Accordi multilaterali: obbligatori per tutti.
L’OMC
L'OMC si occupa dello scambio internazionale di mezzi, servizi e proprietà intellettuale adottando delle regole che riducessero gli ostacoli agli scambi, il protezionismo. Questa organizzazione poggia sul GATT, che con il tempo aveva mostrato di non essere più adeguato ad affrontare i problemi attuali e il quadro era diventato troppo confuso.
Accordi di Marrakech
L'Uruguay round (1986/1994, 8o round del GATT) dopo un lungo e difficile negoziato si è arrivato ad un approccio unitario, il single undertaking: tutto è obbligatorio per tutti. Ciò è stato un bene perché si è dovuto arrivare a compromessi ottenendo il miglior risultato possibile.
L'atto finale è stato concluso il 15 aprile 1994, gli accordi di Marrakech-Accordo istitutivo dell'Organizzazione mondiale del commercio. È entrato in vigore un anno dopo, nel 1995.
Il preambolo
Il preambolo: sviluppo sostenibile, tutelare e preservare l'ambiente, paesi meno avanzati (categoria all'interno dei paesi in via di sviluppo), mutui vantaggi e obblighi reciproci, riduzione di dazi e ostacoli allo scambio, sistema commerciale multilaterale, comprendere il GATT e tutti i risultati dei negoziati dell'Uruguay round. Il GATT fa parte del sistema. Oggi abbiamo il GATT 1994 che ha inglobato quello del 47 aggiungendo alcuni articoli che rinviano a tutti i documenti adottati dal 47 al 94.
Cosa abbiamo oggi
L'atto istitutivo dell'OMC + allegati + altri documenti. L'atto istitutivo dell'OMC ha quattro allegati:
- GATT 1994 (+12 accordi+ Liste di concessione). GATS. TRIPs. Sono accordi base su merci, servizi e proprietà intellettuale.
- DSU. Procedura di risoluzione delle controversie dell'OMC, fa sempre prevalere le soluzioni concordate, i negoziati.
- TPRM. Trade Policies Review Mechanism. Meccanismo di revisione delle politiche commerciali che interessa gli operatori economici perché tutti i membri dell'OMC sono obbligati a notificare tutti i provvedimenti adottati su scambi commerciali e l'organo che monitora questo meccanismo può trovare le incongruenze.
- 2 Accordi plurilaterali in materia di appalti pubblici e di commercio di aeromobili civili. Nel 94 c'erano altri due che sono stati fatti confluire nell'accordo sull'agricoltura e ostacoli tecnici agli scambi.
I primi 3 sono accordi multilaterali soggetti al single undertaking, quindi validi per tutti. Ci sono sempre deroghe ed eccezioni ma nel permesso di determinati presupposti e con una validità limitata nel tempo e sempre con reciproche concessioni e misure compensative.
GATT 1994
Insieme ad esso sono entrati in vigore 12 accordi multilaterali che sono in gran parte i vecchi codici aggiornati e integrati secondo le esigenze emerse man mano. Oltre ad essi vengono aggiunte le liste di concessione o degli impegni che sono gli esiti dei negoziati commerciali multilaterali. Sono gli impegni che ogni membro si assume e le concessioni che fa. Vengono di volta in volta aggiornati.
I negoziati
Nei negoziati commerciali multilaterali i paesi sono chiamati a confrontarsi su una determinata agenda. Stabilire l'agenda è molto complesso e importante. (Agenda di Doha: servizi, agricoltura e sovvenzioni, proprietà intellettuale, ambiente e tutela standard minimi dei lavoratori, non trade issues, riforma degli organi dell'OMC).
Nel periodo tra un negoziato e l'altro c'è stata un'intensa attività diplomatica tra stati cercando di mettersi d'accordo prima. Ci sono vari metodi che si possono utilizzare ai negoziati:
- Riduzione lineare. Ridurre tutti i dazi del 2%, penalizza chi ha già dazi bassi, per questo a volte si mettono dei paletti.
- Procedere prodotto per prodotto. Trattiamo sui singoli prodotti.
- Criterio del fornitore principale. Il fornitore principale e l'acquirente principale si mettono insieme e cercano di arrivare al miglior risultato possibile, i risultati vengono poi estesi a tutti gli altri.
- Combinazioni varie di tecniche.
20 gennaio - Lezione 4
Come funziona l’OMC
L'OMC ha degli organi che prevedono la partecipazione di tutti i membri, è una macchina molto importante da spostare e tutte le decisioni vengono prese tutti insieme. Da più parti si è espressa l'esigenza di rivedere il quadro istituzionale complessivo, è un discorso difficile da portare avanti perché tutti gli stati vogliono esserci senza delegare ad altri il compito di partecipare. Non abbiamo solo stati che partecipino, ma abbiamo la possibilità che entrino anche delle organizzazioni internazionali, i territori doganali, che hanno la piena autonomia nella gestione delle relazioni commerciali con l'esterno e che possono chiedere di entrare a farne parte dell'OMC (art. 12 Atto istitutivo).
Organi dell’OMC
Gli organi sono:
- Direttore generale. Rappresenta l'organizzazione verso l'esterno, ricopre questa carica a titolo individuale per particolari qualità e competenze. Non prende decisioni normalmente, ma è a capo di un segretariato.
- Conferenza ministeriale. Formata da tutti i membri, è l'organo principale perché chi siede in questo organo riveste le vesti di ministro e viene chiamato per le decisioni più importanti. Si riunisce ogni due anni.
- Consiglio generale. Si riunisce un anno sì e un anno no. È formato da tecnici di ogni membro. Svolge anche la funzione di:
- Organo di risoluzione delle controversie.
- Organo di revisione politiche commerciali.
Alcune competenze sono della conferenza ministeriale (come l'annessione di nuovi membri), altre del consiglio generale e altre di entrambe. La maggior parte degli stati non è d’accordo per la modifica del quadro istituzionale. Ogni accordo istituisce o un consiglio (per i servizi, per le merci, per i trips) o un comitato che però formano gli organi sussidiari dell'OMC.
Ci sono poi aggregazioni informali tra membri che sono definite ma cambiano di volta in volta, uno stato che partecipa ad un gruppo a seconda delle materie che sono in discussione si unisce ad un determinato gruppo con il quale condivide li interessi. G20, gruppi Africa subsahariana. Questi gruppi servono per facilitare la discussione e i negoziati.
Membri e osservatori
I membri effettivi sono gli stati che hanno aderito (ultimo: Russia 2012). I procedimenti di adesione sono lunghi e molto complessi perché chi ispira ad aderire deve dimostrare di essere un'economia di mercato o comunque di aver adottato determinate politiche economiche che prevedevano questo tipo di economia. Come osservatori partecipano altri stati o organizzatori se non sono membri ma hanno iniziato il processo di adesione (oppure entro 5 anni devono iniziare la procedura di adesione) o se si tratta di organizzazioni internazionali che inevitabilmente devono cooperare (ONU). Anche le ONG possono partecipare come osservatori, una parte dei membri non è molto d'accordo perché ritiene che vadano chiamati con un altro nome.
Ci sono delle linee guida che regolamentano gli osservatori, che ascoltano e possono presentare osservazioni ma non hanno la possibilità di votare.
Il voto
La manifestazione del consenso avviene generalmente attraverso il consensus. Se il consenso non è raggiunto, si vota a maggioranza se non diversamente specificato.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Diritto del commercio internazionale
-
Appunti di Diritto del commercio e dell'arbitrato internazionale
-
Appunti di Storia del commercio internazionale
-
Appunti delle lezioni frontali del corso di diritto del commercio internazionale