Primo modulo
Cos'è il diritto del commercio internazionale?
Il diritto del commercio internazionale ha per oggetto la disciplina internazionale degli scambi di merci e servizi tra Stati. Le regole sono molto tecniche e specifiche e si trovano in:
- Accordi commerciali multilaterali: accordi accettati da tutti gli Stati che hanno deciso di prendere parte all'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC); essi sono chiamati accordi di Marrakesh (1994).
- Accordi commerciali regionali o preferenziali: accordi conclusi tra club di Stati. Inizialmente si parlava di accordi regionali perché avevano una connotazione regionale ed erano stipulati da Stati parte della stessa area geografica. Non è sempre così, ad esempio un accordo a carattere regionale è quello tra UK e UE per la Brexit. Gli accordi non regionali, non multilaterali, non OMC sono detti preferenziali. Tutti gli accordi regionali sono preferenziali ma non viceversa.
Quali sono le origini del diritto del commercio internazionale?
Dopo la WWII si ricercava un nuovo ordine economico internazionale attinente ai tre grandi pilastri: commerciale, monetario, finanziario.
- Pilastro commerciale (1947: ITO-GATT ; 1995: OMC)
- Pilastro monetario (1945: FMI)
- Pilastro finanziario (1945: Banca mondiale)
Il dci si divide in 3 fasi: (1) 1947-1994 in cui vi erano grandi ambizioni poi crollate; (2) 1995-oggi; (3) XXI secolo. La fase di oggi è una fase di crisi sistematica poiché il sistema di regole dell'OMC non è adatto alle problematiche odierne. Gli accordi sono solo multilaterali, pochissimi quelli plurilaterali cui uno Stato può scegliere se stipularli o no, a differenza di quelli multilaterali.
Quali sono le fonti?
Accordi preferenziali (regionali e non) + diritto OMC (diritto materiale, architettura sostanziale). Molti parlano di costituzionalismo OMC. Ci sono poi clausole OMC plus o extra cioè disposizioni contenute negli accordi preferenziali che regolano materie non disciplinate nel diritto OMC.
Quali i suoi limiti?
- L'OMC non è cambiata dal 1994
- Attacchi USA radicalizzati
- Crescita di populismi, nazionalismi e protezionismo
OMC
In contrasto alle altre organizzazioni internazionali economiche, l'OMC è quella più recente ed è anche quella che rappresenta maggiormente un punto di arrivo nel percorso di progressiva istituzionalizzazione di cooperazione intergovernativa per quanto attiene alla materia commerciale. Il GATT infatti non aveva i caratteri di una vera e propria organizzazione internazionale, a cui l'OMC si è sostituita.
L'OMC coopera su vari livelli con tutte le altre OI ed è anche un sistema di diritto cioè l'insieme di regole multilaterali sugli scambi di beni e servizi. Gli organi OMC fanno vivere questi accordi e ne garantiscono l'attuazione. Inoltre, essa si pone come forum di negoziazione permanente cioè ci sono una serie di organi che si riuniscono e hanno dei mandati conferiti dalla membership OMC di negoziare settori che richiedono nuove o migliori regole.
L'OMC da un lato è quasi universale in termini di commercio internazionale, dall'altro è una membership particolarmente eterogenea: 3/4 sono paesi in via di sviluppo che non hanno dunque una buona economia ma che per l'OMC non hanno una definizione e costituiscono una categoria di autoelezione: nel momento in cui un paese si auto-elegge a paese in via di sviluppo l'OMC prevede un trattamento speciale differenziato. In questa categoria c'è la Cina, Brasile, il Qatar. 1/5 dell'OMC sono i Paesi meno avanzati che sono classificati in una lista compilata annualmente dalle NU.
Altra distinzione è tra i membri originari e i membri di nuova adesione: i primi già facevano parte del GATT e sono passati all'OMC (123 in totale). Chi vuole entrarvi deve negoziare la sua membership attraverso un protocollo di adesione quindi un accordo vincolante con cui si chiede di assumere obblighi addizionali, cioè più stringenti rispetto a quelli multilaterali nelle materie che non sono proprio regolate da OMC. I paesi di nuova adesione si trovano a negoziare per una membership che richiede qualcosa in più rispetto agli stati già membri che invece sono vincolati unicamente dagli accordi multilaterali. I nuovi paesi sono vincolati sia a quelli multilaterali che ai protocolli di adesione. Ci sono poi 20 paesi osservatori cioè quelli che hanno dimostrato di voler aderire all'OMC e hanno iniziato le negoziazioni. Diritti e obblighi sono quindi abbastanza differenziati.
Sono poi previsti dei wavers (eccezioni), cioè deroghe ad obblighi specifici per singoli stati o gruppi di stati in circostanze eccezionali; e degli optouts cioè inapplicabilità degli obblighi OMC nelle relazioni tra determinati stati membri (es. Turchia-Armenia).
Gli aspetti problematici: Ci sono 145 disposizioni che concedono un trattamento speciale differenziato. c'è un accesso incondizionato allo status di PVS che è estremamente controverso ed è aggravato dalla estrema eterogeneità dei Paesi. Non si può essere ad esempio PVS se il commercio internazionale di uno stato è superiore allo 0.5% a livello globale. Ciò ha creato molto dibattito. Alcuni stati hanno rinunciato allo status di PVS.
Lo strumento del commercio serve a raggiungere ampi obiettivi di carattere economico ma non solo, anche politica pubblica come la salute, la sostenibilità, la morale pubblica. Gli organi che svolgono tali attività sono tantissimi e in tutti questi organi sono rappresentati tutti e 164 gli stati membri, la delegazione è orizzontale: tutti gli stati decidono, tutti hanno diritto di voto e di veto. In nessun'altra organizzazione internazionale sono rappresentati tutti gli stati membri. Questo perché nell'OMC vale il principio "uno stato un voto" e perché si decide ogni singola delibera per consenso. Il consenso come metodo decisionale vuol dire che non c'è una votazione ma una delibera si intende adottata a meno che non vi siano opposizioni.
Sistema di risoluzione delle controversie
L'OMC è sistema di diritto che si regge sugli accordi di Marrakesh ma esistono anche accordi procedurali: l'intesa è l'accordo che fonda il sistema di risoluzione delle controversie tra gli stati membri OMC.
Il SRC è un sistema unico e integrato, attraverso il quale si risolvono tutte le controversie che si risolvono grazie alla interpretazione, attuazione delle regole di Marrakesh. È un accordo procedurale multilaterale, perciò tutti gli SM OMC sono stati parte dell'intesa in via obbligatoria; il consenso esiste già.
È anche un sistema esclusivo poiché qualsiasi controversia deve essere risolta nell'ambito di tale sistema e contenzioso, non esiste una CG che fornisce pareri consultivi ma c'è direttamente la controversia. Il SRC è il sistema interstatuale più prolifico, dal 1995 ci sono state più di 600 controversie, probabilmente anche con un abuso.
Le controversie devono essere risolte positivamente e tempestivamente (prima funzione). Il sistema accorda una preferenza per le controversie che portino ad una soluzione reciprocamente accettabile. Per tutta la durata del procedimento viene data la possibilità agli stati di trovare una soluzione.
Tutte la fasi devono essere amministrate a livello multilaterale (seconda funzione), devono essere approvate dall'organo di risoluzione delle controversie in cui sono rappresentati tutti gli stati membri. Altra funzione è la tutela dei diritti e obblighi garantiti dagli accordi (terza funzione).
Fasi del SRC nel 94
Il sistema era power-based, non c'erano procedure standardizzate ma sviluppate per prassi usando gli elementi cardine del sistema GATT. Si costituivano dei panel ad hoc che giudicavano la controversia e elaboravano dei report da approvare con il consenso. Poteva essere molto difficile far approvare il report proprio per il metodo del consenso e questo portava ad una paralisi.
Nel sistema OMC tutto questo è stato migliorato. Si parla di sistema quasi giudiziario, rules-based con elementi di novità:
- Per garantire l'automaticità dell'approvazione dei report si usa il consenso invertito (report è approvato a meno che tutti gli stati parte non siano d'accordo). Non succede che il report non venga adottato perché c'è sempre una parte interessata alla sua approvazione, la parte vincente.
- Organo di appello: organo fondamentale di attuazione regole OMC.
Tale sistema è stato messo sotto attacco dagli USA che hanno ostacolato il processo di rinomina dei giudici d'appello con Trump al potere. Se è paralizzato l'organo d'appello è paralizzato tutto il sistema. Non si sa cosa accadrà in futuro, si è tornati al sistema power-based.
Procedura
- Consultazione: tentativo di conciliazione di 60 gg. Se ha esito negativo si istituisce il panel composto da 3 esperti indipendenti che decidono in merito e in diritto entro 9 mesi;
- Poi redige un report ed entro 30 gg dalla sua circolazione si può andare in appello.
- L'organo d'appello ha 90 gg per deliberare. L'organo d'appello se ritiene che vi sia stata violazione deve fare raccomandazioni (che sono vincolanti) alla parte soccombente per eliminare il pregiudizio economico cui lo stato deve adeguarsi entro 30 gg oltre i quali scatta la fase di esecuzione (contromisure).
- Si tratta di compensazione e sospensione degli obblighi (es. dazi doganali): viene adottata una misura contro lo stato che commette la violazione che sia equivalente alla violazione stessa.
Esistono anche le non-violation complaint in cui non si è commessa una violazione ma è stato recato comunque un pregiudizio. Il report nella parte finale è intitolato raccomandazioni, queste sono giuridicamente vincolanti. Esistono inoltre report seriali: se nasce una controversia simile ad un'altra si crea il precedente.
Si può salvare l'organo d'appello?
Se verrà salvato ci saranno delle migliorie sia procedurali che funzionali. Attualmente non ha giudici per il mancato rinnovo dei mandati dovuto al veto degli USA sulle nomine. 13 sono rapporti pendenti al 2019 di cui 3 sono state risolte in tempi più lunghi di 90 gg (circa 3 mesi). I casi sono rimasti in un vuoto giuridico e non si chiuderanno fino a nuova soluzione. Sono state avanzate proposte per sbloccare il processo di nomina, alcune più provocatorie di altre come ad esempio quella di sbloccare direttamente lo stallo nelle procedure di nomina cioè forzare il consenso: si decide con una procedura volta a stabilire la maggioranza per sbloccare le nomine. Un'altra è la proposta Walker basata su una serie di soluzioni come una maggiore flessibilità della regola dei 90 gg. Al momento però il rapporto Walker è lettera morta.
Altre proposte cercano di rafforzare la posizione dell'organo d'appello come la possibilità di non rinnovare dopo quattro anni il mandato dei giudici perché questi adottavano report in agevolazione di uno stato rispetto ad un altro al fine di ottenere il rinnovo. L'organo è supportato dal segretariato e anche il fatto che i report siano scritti essenzialmente dallo staff costituisce un'altra critica. L'organo non si può salvare così com'era quanto più da un punto di vista procedurale e funzionale.
Si può sostituire l'organo d'appello?
Le proposte di sostituzione cercano di riprodurre un secondo grado d'appello. Attualmente 25 stati membri OMC hanno sottoscritto l'MPIA. Ai sensi dell'intesa all'art. 25 era prevista la procedura di arbitrato e dunque con l'MPIA si è stabilito che in caso di controversia tra stati membri dell'OMC e parte del MPIA si attiva automaticamente l'arbitrato. Non vi rientrano gli USA ma ci sono stati importanti come India, Giappone, Sud Africa e Corea. Manca il supporto del segretariato per una non volontà di usare i fondi dell'OMC per finanziare l'MPIA.
I lodi arbitrali non devono essere approvati per consensus invertito perché la procedura è diversa; essi verranno notificati. Non è ben chiaro il valore di questi lodi, se possano essere citati o meno. Ora è l'unico sistema più che bilaterale ad essere stato approvato. Al MPIA si applicano anche gli art. 21-22. Non c'è ancora stata nessuna disputa MPIA tranne Colombia e Belgio sui dazi sulle patatine fritte posti dal Belgio e giudicati troppo alti.
Arbitrato ex art. 25 non è mai stato usato invece. Essa è esperibile per dispute di stati non facenti parte del MPIA. Gli USA si sono mostrati favorevoli a quanto pare. Inoltre l'UE ha approvato un regolamento che ammette l'utilizzo unilaterale di contromisure se ad uno stato non è concesso di andare in appello. Per gli stati membri OMC parte o no del MPIA è previsto mettersi d'accordo per concludere la procedura. Ma è possibile anche concludere accordi ad hoc preliminarmente per non arrivare in appello mantenendo quel report così com'è, senza fare appealing to the void.
Ci sono soluzioni più generali come il regolamento sulle contromisure unilaterali. Questa crisi sistemica si riversa su più livelli; un'altra complicazione è data dal fatto che stanno iniziando ad esserci dispute di natura commerciale che sorgono nell'ambito degli accordi preferenziali, perché c'è più concorrenza. Altra drastica soluzione è quella di rinunciare al secondo grado oppure lasciare a metodi più diplomatici la risoluzione di punti critici del report del panel come mediazione e conciliazione che in realtà sono già previsti e potrebbero attivarsi anche dopo. Non c'è una soluzione chiara ma proposte che si stanno sperimentando. Le controversie sorte nell'ambito degli accordi multilaterali sono aumentati moltissimo, questi sono deep agreements quindi anche su materie non regolate nel diritto OMC, queste sono le dispute più interessanti al momento.
Diritto sostanziale
Dazi all'importazione
La disciplina è risalente perché anche il GATT regolava i dazi all'importazione. Siamo nella disciplina dello scambio di beni quindi primo pilastro. Il sistema multilaterale degli scambi nasce nel secondo dopoguerra come focus specifico di accesso al mercato cioè la possibilità di accedere ad un mercato altrui, accesso all'import e all'export. Il GATT 47 disciplina le barriere alla frontiera cioè tutte le misure commerciali che agiscono sull'import o l'export di prodotti.
Le barriere alla frontiera possono avere natura tariffaria (dazi) o non tariffaria (NTM). I dazi all'import sono sempre stati utilizzati come protezione del proprio mercato, preservando le imprese dalla competizione estera. Nei round negoziali del GATT uno dei risultati tipici era l'accordo sulla riduzione del livello complessivo dei dazi all'import. Per dazio all'import si intende un onere pecuniario imposto all'atto dell'attraversamento della frontiera, in ragione dell'import o dell'export e influisce sul prezzo. Il trattamento daziaio dipende dall'origine giuridica del prodotto.
Il prodotto arriva da un altro paese e perciò subisce un trattamento oneroso. I dazi possono essere ad valorem se la tariffa è applicata in termini percentuali sul valore del bene oppure i dazi specifici che si applicano in ragione di una determinata unità di misura (es. peso, volume). I dazi possono essere anche composti se sono un mix tra quelli a valore e quelli specifici.
Ci sono poi i contingenti tariffari cioè un sistema di aliquote di dazio differenziato. Viene applicata una aliquota di dazio inferiore (dazio contingentale) ad un dato quantitativo predeterminato, l'aliquota sale automaticamente. Es. Entro 10 kg di prodotto il dazio ammonta a 10, oltre quello il dazio schizza a 50.
I dazi sono misure legittime che si applicano unicamente ai prodotti importati (a differenza delle tasse che si applicano non solo ai prodotti che arrivano dall'estero ma anche a quelli nazionali). A ciascun prodotto corrisponde un livello di dazio e per sapere quale livello di dazio si applica e a quale prodotto si guarda al sistema armonizzato di designazione e codificazione delle merci (SA) adottato con convenzione nel 1988. Tale sistema è dunque un sistema di nomenclatura, una tabella con codici armonizzati fino a sei cifre e tutti gli stati adottano la nomenclatura come previsto dalla convenzione e la specificano nella propria tariffa doganale. Quindi viene recepita la nomenclatura a 6 cifre e può specificarla fino ad arrivare a 10 cifre.
Non è il prodotto che corrisponde al codice ma il codice comprende una categoria di prodotti. Anche arrivando a 10 cifre non arriveremo mai ad un singolo specifico prodotto, per questo si sta pensando ad una revisione del sistema.
Due principi in materia di dazi
- Graduale riduzione dei dazi doganali che deve avvenire nel contesto di negoziati tariffari per ridurre gradualmente i dazi. L'equivoco è che si pensi che il sistema OMC serva a garantire il libero commercio ma non è così, i dazi non sono eliminati ma a ridurli: no free trade ma freer trade.
- Consolidamento delle concessioni: qualunque livello ridotto di dazi che sia stato accordato tra le parti deve essere consolidato in lista cioè reso vincolante e non può essere innalzato ma solo ridotto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti di Diritto del commercio internazionale
-
Appunti di Diritto del commercio e dell'arbitrato internazionale
-
Appunti delle lezioni frontali del corso di diritto del commercio internazionale
-
Appunti di Storia del commercio internazionale