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Appunti di diritto dei prodotti assicurativi

Appunti di diritto delle assicurazioni basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Polacco dell’università degli Studi di Udine - Uniud, facoltà di economia, Corso di laurea magistrale in banca e finanza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di diritto delle assicurazioni docente Prof. P. Polacco

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Principio inadimplenti non est adimplendum: se il sinistro si verifica nei periodo di tre mesi

dal momento in cui l’assicuratore è venuto a conoscenza dell’inesattezza della dichiarazione o

della reticenza, questi non è tenuto a pagare la somma assicurata semplicemente facendo

ricorso al principio, senza dover ricorrere ad azione di annullamento.

CLAUSOLE DI INCONTESTABILITA’= consistono nella rinuncia da parte dell’assicuratore,

trascorso un dato periodo di tempo, al diritto di far valere l’invalidità del contratto o la sua

risoluzione in caso di dichiarazioni inesatte o reticenti rese con colpa dell’assicurato

NB, previste soprattutto nelle polizze sulla vita

ART 1893, dichiarazioni inesatte e reticenze senza dolo o colpa grave

Le dichiarazioni inesatte o le reticenze SENZA dolo o colpa grave, rese dall’assicurato in fase

pre contrattuale e tali da indurre l’assicuratore a fare una valutazione errata della fattispecie

NON SONO CAUSA DI ANNULLAMENTO del contratto MA l’assicuratore ha la facoltà di

recedere comunque dal contratto entro tre mesi a partire dal momento in cui è venuto a

conoscenza dell’inesatta dichiarazione o reticenza, mediante DICHIARAZIONE

UNILATERALE da farsi all’assicurato.

NB, se il sinistro si verifica prima che l’inesattezza o la reticenza sia nota all’assicuratore o

prima che quest’ultimo abbia dichiarato i recedere dal contratto, l’assicuratore non è tenuto a

pagare l’indennizzo se può dimostrare che, conoscendo la situazione reale, non avrebbe

garantito il rischio; oppure pagare un indennizzo minore di quello assicurato e direttamente

proporzionalmente alla differenza fra il premio percepito e quello che avrebbe richiesto.

ART 1894, assicurazione in nome o per conto di terzi

Valgono le disposizioni previste negli art 1892 1893 nel caso però in cui l’assicurazione venga

stipulata da un rappresentate o per conto altrui.

ART 1895, inesistenza del rischio

RISCHIO= possibilità di un evento futuro e incerto; l’incertezza può riguardare l’avveramento

oppure meno di un determinato fatto ed anche se il suo verificarsi è ineluttabile.

Il contratto è nullo se il rischio non è mai esistito o ha cessato di esistere prima della

conclusione del contratto.

Ne consegue che il rischio (inteso come quel rischio contenuto nella polizza) deve sempre

sussistere a pena di nullità del contratto assicurativo.

Nel caso in cui:

- rischio non sia mai esistito

- rischio si sia già verificato

il contratto è NULLO.

ART 1896, cessazione del rischio durante l’assicurazione

Questo articola tratta il caso in cui il rischio venga a cessare prima della conclusione del

contratto, ossia durante l’assicurazione. 9

C’è una distinzione da fare in quanto alla cessazione del rischio:

- prima che il contratto abbia iniziato a produrre effetti

- nel periodo tra la conclusione del contratto e l’acquisizione dell’efficacia

Nel primo caso, il contratto si scioglie ex legem; non c’è il rischio quindi in contratto non può

esistere.

L’assicuratore, in virtù del principio di indivisibilità del premio, ha diritto a ritenere i premi

già incassati e al pagamento dei premi fino al momento in cui ne viene a conoscenza o gli viene

comunicato dall’assicurato.

(ricorda: l’assicurato ha l’obbligo di comunicare alla controparte l’inesistenza del rischio

altrimenti è costretto a pagare i premi successivi fino a che non comunica)

Nell’altra ipotesi, l’assicurato è tenuto solo al rimborso delle spese sostenute dall’assicuratore.

ART 1897, diminuzione del rischio

Se il contraente comunica all'assicuratore mutamenti che producono una diminuzione del

rischio tale che, se fosse stata conosciuta al momento della conclusione del contratto, avrebbe

portato alla stipulazione di un premio minore, l'assicuratore, a decorrere dalla scadenza del

premio o della rata di premio successiva alla comunicazione suddetta, non può esigere che il

minor premio, ma ha la facoltà di recedere dal contratto entro due mesi dal

giorno in cui è stata fatta la comunicazione.

La dichiarazione di recesso dal contratto ha effetto dopo un mese.

Premessa: al momento della stipula del contratto si determina un equilibrio tra rischio e

premio e tra premio e prestazione.

MA nel corso del tempo questo equilibrio si può modificare:

A vantaggio dell’assicurato: aggravamento del rischio

o A vantaggio dell’assicuratore: diminuzione del rischio

o

NB, in sostanza si deve trattare di aggravamenti o riduzioni (mutamenti) che non potevano

essere previsti alla stipula(conclusione) del contratto, cioè ci si riferisce al mutamento delle

probabilità che si modifichi il rischio non che si modifichi il valore della cosa assicurata (in

quest’ultimo caso non si avrebbe mutamento dell’equilibrio).

Riduzione del premio:

l’assicurato la può ottenere a condizione che abbia dato comunicazione della diminuzione del

rischio, a decorrere dal premio successivo a patto che l’assicuratore non receda dal contratto

entro due mesi dal momento in cui riceve la comunicazione.

La dichiarazione di recesso ha effetto dopo un mese dalla sua comunicazione; pertanto resta

fermo l’obbligo dell’assicuratore al pagamento del premio qualora si verifichi il sinistro

indicato in polizza, prima dell’attuazione del recesso.

L’eventuale riduzione del premio viene determinata in base alle tariffe predisposte ed

applicate dallo stesso assicuratore.

ART 1898, aggravamento del rischio

In caso di aggravamento del rischio tale per cui se fosse esistito al momento al momento della

conclusione del contratto, l’assicuratore non lo avrebbe stipulato o avrebbe richiesto un premio

più elevato, l’assicurato ha il preciso dovere di darne a questi immediata comunicazione.

L’assicuratore può recedere dal contratto entro un mese: con effetto immediato se

l’aggravamento è tale che se fosse esistito al momento della stipulazione del contratto egli non

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lo avrebbe concluso, con effetto dopo 15 giorni se nella stessa ipotesi egli avrebbe chiesto un

premio maggiore.

ART 1899, durata dell’assicurazione

L'assicurazione ha effetto dalle ore ventiquattro del giorno della conclusione del contratto alle

ore ventiquattro dell'ultimo giorno della durata stabilita nel contratto stesso. L’assicuratore,

in alternativa ad una copertura di durata annuale, può proporre una copertura di durata

poliennale a fronte di una riduzione del premio rispetto a quello previsto per la stessa

copertura del contratto annuale (1). In questo caso, se il contratto supera i cinque anni,

l’assicurato, trascorso il quinquennio, ha facoltà di recedere dal contratto con preavviso di

sessanta giorni e con effetto dalla fine dell’annualità nel corso della quale la facoltà di recesso

è stata esercitata (1).

Il contratto può essere tacitamente prorogato una o più volte, ma ciascuna proroga tacita non

può avere una durata superiore a due anni.

Le norme del presente articolo non si applicano alle assicurazioni sulla vita.

ART 1900, sinistro cagionato con dolo o colpa grave dell’assicurato o dei dipendenti

Norma di natura pubblicistica: secondo il legislatore non deve mai esserci il tentativo di

provocare un sinistro perché si tratterebbe di un tentativo di frode.

Inoltre, tiene conto della tutela dell’economia nazionale: i beni non vanno distrutti (discorso di

interesse pubblico).

L’assicuratore è autorizzato a rifiutare il pagamento nel caso in cui il sinistro sia stato

provocato con dolo o con comportamento negligente del contraente, dell’assicurato o del

beneficiario.

MA se è presente una deroga per il caso di colpa grave, l’assicurato dovrà pagare.

ART 1901, mancato pagamento del premio (norma non valida per le assicurazioni sulla vita)

Premio= obbligo che fa capo all’assicurato

E’ determinato dall’impresa su basi statistiche; la compagnia va a prelevare dal monte premi

(insieme di tutti i premi raccolti dalla compagnia) l’indennizzo.

Caratteristiche del premio:

- INDIVISIBILE

- NON RIPETIBILE ( una volta pagato non può essere chiesta la restituzione)

- A CORRESPONSIONE ANTICIPATA

Ne consegue, in particolar modo dall’ultima caratteristica, che il premio è una CONDIZIONE

DI EFFICACIA del contratto ma NON di validità perché il contratto assicurativo è un

contratto consensuale.

In buona sostanza, nel momento in cui pago il premio l’assicurazione è obbligata a garantirmi.

Il MANCATO PAGAMENTO DEL PREMIO comporta la sospensione dell’assicurazione fino

alle ore 24 del giorno in cui il contraente paga quanto dovuto.

 Mancato pagamento del premio iniziale: l’assicurazione non diventa efficace fino a

quando l’assicurato non paga il premio

 Mancato pagamento di un premio successivo, l’assicurazione copre fino al 15 gg,

decorso il 15 giorno la garanzia è sospesa fino a alle ore 24 del giorno in cui l’assicurato

paga il premio. 11

Se si verifica un sinistro nel corso della sospensione, l’assicuratore non è tenuto a pagare.

Risoluzione del contratto:

Il contratto si considera risolto se trascorsi sei mesi dal giorno in cui il premio è scaduto,

l’assicuratore non agisce per la riscossione del credito. Egli ha diritto solo al pagamento del

premio relativo al periodo di assicurazione in corso e al rimborso delle spese.

NB, la decadenza opera di diritto quindi non è consentito alle parti di riattivare un contratto

già risolto; eventualmente c’è la possibilità di stipularne una nuova.

Il termine di sei mesi è posto a tutela dell’assicurato per evitare che l’inerzia dell’assicuratore

si trasformi in una fonte di lucro.

ART 1904, interesse all’assicurazione

Il contratto di assicurazione contro i danni è nullo se, nel momento in cui l'assicurazione deve

avere inizio, non esiste un interesse dell'assicurato al risarcimento del danno.

L’Assicurazione contro i danni è caratterizzata da:

- SINISTRO = evento negativo dedotto in polizza

- DANNO

NB, sinistro e danno possono essere non coincidenti

Esempio: incidente stradale = sinistro, apparentemente non c’è nessun danno; dopo 6 mesi

emerge un problema fisico all’assicurato = danno

Cronologicamente il danno è sempre conseguente al sinistro (E’ importante stabilire un nesso

di causalità tra sinistro e danno), al limite il danno può essere contestuale; ma può verificarsi

un sinistro senza che ci sia danno.

L’assicurazione contro i danni si divide in:

 Danni alle cose

 Danni al patrimonio

 Danni alla persona

Deve sussistere un collegamento economico-giuridico (= interesse) tra il bene assicurato e chi

va ad assicurarlo. Vale a dire che, nella maggior parte dei casi, l’assicurazione deve riferirsi a

beni di proprietà del contraente.

Tuttavia, ci sono delle eccezioni come nel caso di usufrutto o deposito.

esempio usufrutto: un appartamento di proprietà del figlio è dato in usufrutto alla madre

esempio deposito: do all’amico un quadro costoso mentre vado in viaggio, all’amico conviene

fare un’assicurazione sul quadro

quindi oltre ai diritti reali possono esistere anche altri diritti che conducono ad un

collegamento economico giuridico tra il bene assicurato e il contraente.

Ma deve per forza sussistere un LEGAME DI NATURA ECONOMICA

esempio: non posso stipulare un’assicurazione sulle lettere di una vecchia zia perché non

hanno valore economico.

ART 1905, limiti al risarcimento (trova applicazione nell’art 1908)

L'assicuratore è tenuto a risarcire, nei modi e nei limiti stabiliti dal contratto, il danno sofferto

dall'assicurato in conseguenza del sinistro. 12

L'assicuratore risponde del profitto sperato solo se si è espressamente obbligato.

Questo articolo è fondamentale quando si parla di principio indennitario. Esso è posto come

norma di ordine pubblico per evitare che ci sia provocazione del danno ed evitare che questo

sia motivo di arricchimento; il principio indennitario si sostanzia nel limitare l’ammontare del

risarcimento eventualmente dovuto dall’assicuratore al solo danno derivante dalla perdita o

dal deterioramento della cosa nella sua materialità, rimanendo così escluso, salvo apposito

patto, il profitto sperato.

Il danno corrisponde al valore del bene assicurato nel momento in cui si verifica il danno.

Inoltre, l’assicuratore è tenuto a risarcire nei modi e nei limiti stabiliti nel contratto.

ART 1906, danni cagionati da vizio della cosa

Salvo patto contrario, l'assicuratore non risponde dei danni prodotti da vizio intrinseco della

cosa assicurata, che non gli sia stato denunziato.

Se il vizio ha aggravato il danno, l'assicuratore, salvo patto contrario, risponde del danno nella

misura in cui sarebbe stato a suo carico, qualora il vizio non fosse esistito.

VALORE ASSICURATO = valore della cosa indicato in polizza e sul quale si paga il premio

VALORE ASSICURABILE = valore della cosa nel momento in cui si verifica il sinistro

valore assicurato = valore assicurabile ASSICURAZIONE PIENA, nulla questio

valore assicurato < valore assicurabile ASSICURAZIONE PARZIALE (art 1907)

valore assicurato > valore assicurabile ASSICURAZIONE ECCEDENTE (art 1909)

ART 1907, assicurazione parziale (o sottoassicurazione)

Se l'assicurazione copre solo una parte del valore che la cosa assicurata aveva nel tempo del

sinistro, l'assicuratore risponde dei danni in proporzione della parte suddetta, a meno che non

sia diversamente convenuto.

Nella fattispecie in esame si applica la REGOLA PROPORZIONALE, che consiste

nell’effettuare una proporzione.

Esempio: Assicuro la mia casa per 100 mila euro. Al momento in cui si verifica l’incendio vale

120 mila euro. L’incendio non la brucia completamente, quindi si ha un danno parziale. Per

ripristinare il danno devo spendere 60 mila euro. Quanto mi risarcisce l’assicurazione?

v. assicurabile : v. assicurato = 60 : X

ossia, 120 : 100 = 60 : X , quindi X = 50

SE nel contratto è concordato diversamente questa regola non è applicabile; in tal senso si

distinguono:

- ASSICURAZIONI A PRIMO RISCHIO ASSOLUTO: l’assicurazione rinuncia ad

applicare la regola proporzionale e si limita a garantire l’indennizzo integrale sino alla

concorrenza della somma assicurata ed indipendentemente dall’effettivo maggior

valore del bene al momento del sinistro

- ASSICURAZIONI A RISCHIO RELATIVO (sorta di via di mezzo tra la regola

proporzionale e primo rischio assoluto)

affinché non si applichi la regola proporzionale, il valore assicurabile non deve superare

una certa soglia; se il danno supera la soglia si torna ad applicare la regola

proporzionale. 13

Per non rendere indifferente la controparte al verificarsi del sinistro, talvolta l’assicuratore

potrebbe obbligare l’assicurato a indicare un valore assicurato inferiore al valore reale della

cosa assicurata.

Troviamo due mezzi per mantenere la COINTERESSENZA dell’assicurato al non verificarsi

del sinistro:

SCOPERTO OBBLIGATORIO, si riferisce alla differenza di valore, inibisce

o all’assicurato di coprire con altro assicuratore la parte del rischio rimasta a suo carico

FRANCHIGIA, è di due tipi:

o - L’assicuratore non copre completamente il danno ma indennizza solo una

parte, sottraendola da quanto da lui dovuto

- L’assicuratore pone una franchigia assoluta, non pagherà nessun danno

inferiore a detto ammontare (tipica RCA)

NB, la regola proporzionale vale solo per le assicurazioni contro i danni a cose(per le quali

soltanto si può parlare di sottoassicurazione e non per quelle della responsabilità civile poiché

il valore della cosa assicurata non può essere assunto a parametro della valutazione dei danni

in quanto il rischio è posto in relazione con i diritti di eventuali terzi danneggiati.

ART 1908, valore della cosa assicurata

Dalla distinzione tra valore assicurato e valore assicurabile si deduce che il valore della cosa

perita o danneggiata deve essere determinata nel momento in cui si verifica il sinistro e

l’entità del risarcimento non può essere superiore a tale valore.

In questo modo, l’assicurato non potrà ne trarre vantaggio dall’eventuale deprezzamento della

cosa ne avere un interesse al verificarsi del sinistro.

NB, l’entità effettiva dell’indennizzo deve tener conto solo del valore della cosa in sé in quel

momento, con esclusione del profitto superato cioè di quei vantaggi economici che sono venuti

meno in seguito al sinistro.

Deroga al principio sopra esposto:

4 comma: Nell’assicurazione dei prodotti del suolo il danno si determina in relazione al valore

che i prodotti avrebbero avuto al tempo della maturazione o al tempo in cui ordinariamente si

raccolgono.

Per i prodotti del suolo è previsto un risarcimento pari al profitto sperato, cioè quello che

sarebbe stato il valore (futuro) di mercato dei prodotti se non fosse avvenuto il sinistro.

Clausola di indennizzo di valore a nuovo

L’assicuratore risarcirà il valore della cosa in sé al momento del sinistro e anche la somma

necessaria all’assicurato per il riacquisto o la ricostruzione della cosa.

Per evitare che tale garanzia possa essere una forma di arricchimento per l’assicurato, le

polizze spesso subordinano la corresponsione dell’indennizzo all’effettivo riacquisto o alla

ricostruzione della cosa.

POLIZZA STIMATA

Quando si detiene qualcosa di unico, per il quale non è facile determinare il valore economico;

è opportuno concordare separatamente dal contratto (atto autonomo) una stima (in cui viene

appunto concordato il valore della cosa) con l’assicuratore in sede di stipulazione del contratto.

Tuttavia, può succedere che il valore della cosa indicato nella polizza non corrisponda a quello

al momento del verificarsi del sinistro, perché:

- Sottoassicurazione (art. 1907)

- Assicurazione eccedente (art. 1909)

Per questi casi è consentita, dal 2 comma dell’art 1908, l’applicazione della polizza stimata. 14

In caso di contestazione da parte dell’assicurato al momento della liquidazione del danno, la

polizza può prevedere la possibilità di accertare il danno:

- ad un COLLEGIO PERITALE, che ha la funzione di elaborare una perizia per poi

determinare il valore della cosa. (la perizia non potrà essere contestata)

- ad un COLLEGIO DI ARBITRI IRRITUALI

NB,AFFINCHE’ SI FACCIA RICORSO AD UNA DELLE DUE ALTERNATIVE, DEVE

ESSERE PREVISTA LA POSSIBILITA’ NELLA POLIZZA

ART 1909, assicurazione per somma eccedente il valore delle cose

1. L'assicurazione per una somma che eccede il valore reale della cosa assicurata non è valida

se vi è stato dolo da parte dell'assicurato; l'assicuratore, se è in buona fede, ha diritto ai premi

del periodo di assicurazione in corso.

2. Se non vi è stato dolo da parte del contraente, il contratto ha effetto fino alla concorrenza

del valore reale della cosa assicurata e il contraente ha diritto di ottenere per l'avvenire una

proporzionale riduzione del premio.

1 comma, il contratto è nullo perché l’assicurato ha agito con dolo mentre l’assicuratore ha

diritto ai premi se è in buona fede.

2 comma, l’assicurato ha diritto ad una riduzione del premio proporzionale all’eccedenza ma

SOLO per i premi successivi.

ART 1910, assicurazione presso diversi assicuratori

Se un rischio viene assicurato presso diversi assicuratori ci troviamo nel caso di assicurazione

plurima.

E’ possibile assicurare lo stesso rischio presso diverse compagnie ma sussiste l’obbligo per

l’assicurato di avvertire tutti gli assicuratori dell’esistenza di una molteplicità di contratti,

questo per evitare che l’assicurato tenti di arricchirsi. Il dolo, vale a dire la volontà di omettere

la comunicazione dell’esistenza di più assicurazioni per lo stesso rischio, viene sanzionato con

la perdita del diritto ad ogni indennizzo.

esempio, assicurazione plurima con dolo

Io stipulo un’assicurazione infortuni presso diverse compagnie senza avvertire dell’esistenza

dell’assicurazione plurima. Si verifica il sinistro, vado a chiedere l’indennizzo presso tutte le

assicurazioni.

esempio, assicurazione plurima in buona fede

Stipulo un’assicurazione infortuni ma non so che l’università che frequento così come

l’associazione sportiva hanno una polizza infortuni. Al momento del sinistro mi rivolgo solo

all’assicurazione dove so di avere la polizza.

Nel caso di sinistro, l’assicurato deve darne avviso a tutti gli assicuratori, indicando a ciascuno

il nome degli altri. Inoltre l’assicurato può chiedere a ciascuna compagnia l’indennizzo purché

- tutte le compagnie siano informate della pluralità di assicurazioni

- la somma degli indennizzi richiesti non superi il reale danno patito

Diversamente, l’assicurato può anche rivolgersi ad una sola compagnia.

L’assicuratore che ha pagato ha diritto di regresso nei confronti delle altre compagnie, per la

ripartizione proporzionale, in ragione delle identità dovute secondo i rispettivi contratti. 15

In altre parole, nel caso in cui il danno venga risarcito completamente da un assicuratore solo

(per esempio quello a cui si rivolge l’assicurato), a questo è data la possibilità di recuperare le

somme versate per risarcire il danno, dagli altri assicuratori secondo le quote stabilite nei

contratti. Questo al fine di evitare squilibri ed evitare che gli assicuratori che non hanno

risarcito direttamente il danno ottengano un vantaggio avendo incassato anch’essi il premio.

Chi ha pagato l’intero danno ha diritto di regresso sugli altri assicuratori

Se l’assicuratore è insolvente, la sua quota viene ripartita tra gli altri assicuratori in modo

proporzionale.

Questa disposizione si applica:

- alle cose

- al patrimonio

- danni alla persona (NO morte)

 inabilità

 invalidità

ART 1911, coassicurazione

Qualora la medesima assicurazione o l'assicurazione di rischi relativi alle stesse cose sia

ripartita tra più assicuratori per quote determinate, ciascun assicuratore è tenuto al

pagamento dell'indennità assicurata soltanto in proporzione della rispettiva quota, anche se

unico è il contratto sottoscritto da tutti gli assicuratori.

Affinché ci sia coassicurazione deve esserci un accordo preventivo fra gli assicuratori,

l’assicurato è parte integrante del contratto (deve dare il consenso).

Tra le compagnie non si instaura un vincolo di solidarietà, ma si costituiscono separati

rapporti con il contraente, in ordine al quale ciascun assicuratore è tenuto al risarcimento solo

della parte proporzionale alla sua quota; rimane pertanto a carico dell’assicurato il rischio

dell’insolvenza dell’assicuratore.

CLAUSOLA DI DELEGA = mandato tramite il quale i coassicuratore conferiscono a uno solo

di essi l’incarico di compiere determinati atti relativi al rapporto assicurativo.

NB, i poteri del coassicuratore delegato sono quelli ad oggetto del mandato ricevuto e non

prevedono che sia solo colui che detiene il mandato a dover pagare l’eventuale intero

indennizzo.

ART 1912, terremoto, guerra, insurrezione, tumulti popolari

Salvo patto contrario, l'assicuratore non è obbligato per i danni determinati da movimenti

tellurici, da guerra, da insurrezione o da tumulti popolari. (eventi eccezionali e catastrofi)

ART 1913, avviso dell’assicuratore in caso di sinistro

1.L'assicurato deve dare avviso del sinistro all'assicuratore o all'agente autorizzato a

concludere il contratto, entro tre giorni da quello in cui il sinistro si è verificato o l'assicurato

ne ha avuta conoscenza. Non è necessario l'avviso, se l'assicuratore o l'agente autorizzato alla

conclusione del contratto interviene entro il detto termine alle operazioni di salvataggio o di

constatazione del sinistro.

2.Nelle assicurazioni contro la mortalità del bestiame l'avviso, salvo patto contrario, deve

essere dato entro ventiquattro ore. 16

L’avviso di sinistro ha la funzione di porre l’assicuratore in grado di accertare con tempestività

le cause di quanto accaduto, nonché di raccogliere tutti gli elementi utili per l’adempimento

della propria obbligazione.

La FORMA dell’avviso è libera, a meno che non ci sia una diversa prescrizione contrattuale.

Il mancato rispetto del termine di tre giorni per l’avviso, determina la perdita del diritto

all’indennità solo in caso si inadempimento doloso, vale a dire quando l’assicurato è

consapevole dell’esistenza dell’obbligo di avviso. Mentre, se l’assicuratore non adempie alla

funzione di avviso perché non era a conosce dell’obbligo, si verificherà solo una riduzione

dell’indennità.

L’obbligo di avviso trova applicazione nelle assicurazioni:

- sulle cose

- sugli infortuni

- della responsabilità civile

poiché in tutti i casi sussiste l’interesse dell’assicuratore a controllare il prima possibile le

cause e le conseguenze dell’evento denunciato dall’assicurato.

ART 1914, obbligo di salvataggio

L’obbligo al salvataggio della cosa assicurata è posto per impedire che l’assicurato, in quanto

garantito dalla copertura assicurativa, si disinteressi del tutto della sorte della cosa oggetto

del contratto, e in caso di sinistro non faccia nulla per salvarla o per lo meno ridurre i danni.

Consiste nel compimento delle opportune attività volte ad evitare il sinistro, oppure se questo

si è verificato, ad evitare il danno o ad attenuarlo, questo a prescindere dal risultato.

Quando decorre l’obbligo di salvataggio? (opinioni controverse)

Recentemente la Cassazione ha sostenuto che l’obbligo di salvataggio sussista solo nel

momento in cui si verifica il sinistro.

L’assicuratore è tenuto a risarcire le spese fatte dall’assicurato per adempiere all’obbligo di

salvataggio, poiché esse sono sostenute anche nel suo interesse.

Egli è tenuto al rimborso totale in caso di assicurazione piena, al rimborso proporzionale in

caso di assicurazione parziale; ciò anche se, unitamente all’indennizzo, il totale del

risarcimento dovuto risulterà superiore alla somma contrattualmente assicurata.

Non sono rimborsabili le spese sostenute in modo sconsiderato dall’assicurato, intendendosi

quelle inutili avventate o sproporzionate secondo un criterio di diligenza.

Sono risarcibili i danni della cosa assicurata provocati dai mezzi usati per operare il

salvataggio.

Qualora sia lo stesso assicuratore ad intervenire per evitare o ridurre i danni, questi è tenuto

su richiesta dell’assicurato, ad anticipare le spese o a concorrervi in modo proporzionale al

valore assicurato.

ART 1915, inadempimento dell’obbligo di avviso o di salvataggio

1.L'assicurato che, dolosamente non adempie l'obbligo dell'avviso o del salvataggio perde il

diritto all'indennità.

2.Se l'assicurato omette colposamente di adempiere tale obbligo, l'assicuratore ha diritto di

ridurre l'indennità in ragione del pregiudizio sofferto. 17

Se ne evince che prevale l’elemento soggettivo dell’obbligato.

NB, spetterà all’assicuratore l’onere di provare l’esistenza di un comportamento doloso.

ART 1916, diritto di surrogazione dell’assicurato 2

1.L'assicuratore che ha pagato l'indennità è surrogato, fino alla concorrenza dell'ammontare di

essa, nei diritti dell'assicurato verso i terzi responsabili.

2.Salvo il caso di dolo, la surrogazione non ha luogo se il danno è causato dai figli, dagli

ascendenti, da altri parenti o da affini dell'assicurato stabilmente con lui conviventi o da

domestici. 3 4

3.L'assicurato è responsabile verso l'assicuratore del pregiudizio arrecato al diritto di

surrogazione.

4.Le disposizioni di questo articolo si applicano anche alle assicurazioni contro gli infortuni sul

lavoro e contro le disgrazie accidentali.

Questa norma prende in considerazione il caso in cui l’assicurato subisca un danno e che il

risarcimento di questo sia riconducibile alla responsabilità di un terzo, oltre a quello derivante

dal contratto assicurativo.

Esempio: un soggetto assicurato contro i danni viene investito da un terzo

Risarcimento: copertura assicurativa + responsabilità civile del soggetto che ha

provocato il danno

MA l’assicurato non può percepire due volte lo stesso indennizzo (altrimenti contravverrebbe

al principio indennitario perché si arricchirebbe tramite l’indennizzo)

Tuttavia, se fosse solo l’assicurazione a pagare, il soggetto terzo ne guadagnerebbe; al

contrario, se pagasse solo il terzo sarebbe l’assicurazione ad arricchirsi.

I casi in generale sono quindi due:

1) il sinistro non viene provocato da un terzo la compagnia assicurativa paga

2) Il sinistro è provocato da un terzo l’assicurato può chiedere il risarcimento sia

all’assicuratore che al terzo che ha provocato il sinistro

Nel caso in cui l’assicurato chieda il risarcimento (pagamento dell’indennizzo) all’assicuratore,

questi, dopo il soddisfacimento dell’obbligazione di pagamento, si surroga (=subentra come

creditore) all’assicurato nei confronti del terzo nei limiti di quanto pagato.

NB nel caso in cui la compagnia non copra il danno per intero, il terzo è obbligato per la

parte rimanente nei confronti del soggetto danneggiato.

2 La Corte Costituzionale, con sentenza del 18 luglio 1991, n. 356, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questo

articolo nella parte in cui consente all’assicuratore di avvalersi, nell’esercizio del diritto di surrogazione nei confronti

del terzo responsabile, anche delle somme da questi dovute all’assicurato a titolo di risarcimento del danno biologico.

3 La Corte Costituzionale, con sentenza n. 117 del 21 maggio 1975, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questo

comma, nella parte in cui non annovera, tra le persone nei confronti delle quali non è ammessa surrogazione, il

coniuge dell’assicurato.

4 Comma così modificato dall’art. 91, comma 1, D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal 7 febbraio 2014


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co.elisa

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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in banca e finanza
SSD:
Università: Udine - Uniud
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher co.elisa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritto delle assicurazioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Udine - Uniud o del prof Polacco Paolo.

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