I partiti antisistema
Un partito antisistema è un partito che mira NON a cambiare il governo (cosa invece cui mira il partito d’opposizione), ma quanto al rovesciamento dell’intero sistema politico e alla creazione di un sistema politico fondato su principi completamente diversi. In democrazia sono antisistema i partiti che vogliono introdurre una dittatura, una monarchia assoluta, inconciliabili con la democrazia.
Considerazioni legali sui partiti antisistema
Al di fuori dello stato di crisi e della violazione di legge da parte dei partiti antisistema, si possono mettere fuori legge? Tollerarli o abolirli? Vi sono due scuole di pensiero:
- Nessuna libertà per i nemici della libertà.
- La libertà è per tutti. Anche per i nemici della libertà.
Non si può dare una risposta concreta, dipende dalla situazione. Ovviamente è sempre grave mettere fuori legge un partito, ma se il partito viola la legge, può essere perseguito e la democrazia non c’entra in questo caso. Il problema nasce quando il partito antidemocratico vuole abbattere la democrazia ma NON VIOLA la legge. In quest’ultimo caso, qualcuno dice di metterlo fuori legge, determinando la fine della democrazia in quanto non si rispetterà la maggioranza; altri, fautori della seconda teoria, invece sostengono che bisogna lasciar perdere i partiti non democratici perché è difficile che il popolo li elegga (cosa non esatta, cfr. Hitler).
Il caso italiano
In Italia, in base all’art. 49 Cost: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. La XIIª disposizione finale della Cost, una rottura della Costituzione perché è una deroga alle regole generali, vieta la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del Partito Nazionale Fascista anche se questo dovesse agire nel rispetto delle regole. La scelta fu presa perché, al momento dell’elaborazione della Cost., si era usciti da poco dalla dittatura fascista e anche perché esisteva un forte partito comunista in Italia, molto legato a Stalin, e si temeva che avrebbe reagito male se scrivendo la Cost avessero scelto di mettere fuori legge tutti i partiti antidemocratici (il PCI era antidemocratico). Quindi, per paura dei comunisti, scelsero di mettere fuori legge nella Cost. solo i partiti fascisti e non quelli antidemocratici in generale.
Si è sempre pensato che un esempio di ricostituzione di partito fascista sia stato il MSI (Movimento Sociale Italiano) ma non è mai stato sciolto perché non si è avuta una sentenza penale che gli attribuisse la conformazione del partito fascista; il presunto partito fascista, in Italia, deve essere sciolto dalla Magistratura penale ordinaria, cioè il giudice oltre a sapere il diritto, deve essere in grado di capire se un partito è fascista o meno, cosa che non rientra nelle sue competenze, motivo per cui molto spesso i giudici finiscono per dire che il partito in esame non è fascista: in realtà non lo sanno ed evitano di sbagliare.
Infatti per questo motivo non è mai stato sciolto un partito antifascista in Italia a parte quelli che usavano le armi, cioè Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale ma non contano perché non agivano nel rispetto della legge.
Il caso tedesco
In Germania i partiti antidemocratici non sono ammessi. È la Corte Costituzionale che dichiara antidemocratico un partito; questo viene sciolto e i suoi beni vengono confiscati. Il fatto che venga sciolto non significa che non potrà essere ricomposto con un altro nome successivamente: però comunque si ritroverà un patrimonio minore rispetto a quello che aveva prima perché i suoi beni quando è stato sciolto sono stati confiscati.
La Corte Cost. è più adatta a dare un giudizio del genere rispetto alla Magistratura in Italia. In ogni caso la Corte opera quando il Governo gliene farà richiesta allegando un dossier (creato tramite la polizia e i servizi segreti) che dimostri l’antidemocraticità del partito. A quel punto la Corte deciderà se scioglierlo o meno.
In Germania, poiché i pubblici dipendenti devono giurare fedeltà alla Cost., se si scopre che uno di loro fa parte di un partito antidemocratico o collabora con esso, perderà il posto e si aprirà un procedimento penale per spergiuro.
Il caso americano
In America i partiti antisistema sono ammessi. Negli anni ’50, ai tempi del c.d. maccartismo, nome derivante dal senatore McCarthy, si era convinti che si stesse creando un complotto comunista per rovesciare l’ordinamento democratico. McCarthy convinse il Congresso a fare una serie di inchieste straordinarie, dalle quali si scoprì che vi era soltanto un piccolo partito comunista, niente di pericoloso. Vi furono una serie di interventi nell’ambito hollywoodiano contro scrittori e artisti ma alla fine ci si convinse che questo complotto era inesistente. Fu una seconda “caccia alle streghe”, perché questi comunisti erano innocenti, ma giustificava il fatto che la democrazia doveva “difendersi” anche se gli si ritorse contro perché si limitò la libertà di pensiero in quel periodo.
Forme di Stato
Per forme di Stato intendiamo il rapporto che c’è tra i governati e i governanti, i modi attraverso cui i governati partecipano alla politica e allo Stato. Ci sono forme in cui il popolo partecipa e altre in cui non partecipa affatto. Il primo fautore della teoria delle forme di stato è Platone, tra il IVº e il Vº secolo a.C. Egli riteneva che le forme di Stato fossero tre:
- La monarchia, se governa uno solo, che ha come forma cattiva la tirannia, che si ha quando chi governa non fa più gli interessi della comunità ma i propri interessi. Inoltre il monarca governa legittimamente, invece il tiranno calpesta le tradizioni e i valori fondamentali del paese, quindi governa illegittimamente;
- L’aristocrazia, se governano i migliori (gli ἀριστοι), che ha come forma cattiva l’oligarchia (ὀλίγοι), il governo dei pochi che però non sono i migliori e quindi non meritano di governare perché non si meritano il potere;
- La democrazia, se governa l’intero popolo, che ha come forma cattiva la demagogia; i demagoghi sono persone che fanno promesse al popolo che non potranno esaudire.
Platone fa questa classificazione in base alle realtà delle πόλεις greche democratiche. La sua preferenza va nei confronti dell’aristocrazia, ritenendo che dovessero governare i migliori cioè i filosofi (non a caso egli era un filosofo) e invece vedeva con disprezzo la democrazia; è curioso il fatto che ammirasse l’aristocrazia militare spartana, dove i filosofi non erano minimamente considerati e che invece disprezzasse la democrazia ateniese, in cui comunque l’opinione dei filosofi era molto sentita. La cosa certa è che quando egli provò a mettere in pratica la sua ideologia, chiamato per disperazione dal tiranno di Siracusa, Dionigi, per risollevare la situazione politica, egli peggiorò le cose e infine fu venduto come schiavo e poi riacquistato dai suoi allievi.
In ogni caso secondo la sua teoria ciclica, lo Stato nasce come monarchia e poi si trasforma in tirannia; la gente stufa della tirannia proclama l’aristocrazia che poi degenera in oligarchia; infine viene proclamata la democrazia che sfocerà in demagogia per poi tornare alla monarchia e così via: il tutto per giustificare il fatto che auspicava a costituire un’aristocrazia dei filosofi.
Forme di stato storiche
Per quanto riguarda le forme di stato storiche dobbiamo innanzitutto dire che nella Roma Repubblicana c’era un governo misto fondato sulla presenza del Senato e dei Comizi popolari. Successivamente, durante il Medioevo, anche in Inghilterra si teorizzò una sorta di governo misto dove c’era un re, una Camera dei Lord e una Camera dei Comuni elettiva. Al giorno d’oggi si è tramandata questa forma ma il ruolo del re e dei Lord è solo di tradizione storica e sono essenzialmente svuotati dei loro poteri.
Altre forme di stato storiche ci sono state con il feudalesimo, in cui il territorio dello Stato di proprietà del re, veniva fatto amministrare ad un feudatario o vassallo, un nobile di sua fiducia. Il re poteva esercitare i suoi poteri solo su di lui e non sul feudo o i valvassini ecc. Il feudatario quindi poteva dividere parti del feudo a dei valvassori che a loro volta potevano fare la stessa cosa con i valvassini. Non c’era una scala gerarchia completa ma una mediatizzazione, cioè un diaframma invalicabile per cui il vassallo mediatizza tra il re e i valvassori, i valvassori mediatizzato tra i vassalli e i valvassini. Ogni feudo comunque godeva delle truppe armate pronte a difenderlo. Non si parla in questi casi di autonomie di comunità locali ma di vertici decisionali.
Nel Medioevo poi ci sono anche i Comuni, gestiti dall’autorità locale.
Poi ai tempi del Sacro Romano Impero c’era un imperatore universale che imperava su tutto fino a che nel XVII secolo non nascerà la convinzione che non esiste una sovranità universale ma tanti stati sovrani.
Forme di Stato non democratiche
Un’altra forma di stato storica è la teocrazia, una forma di stato non democratica. Lo stato teocratico è quello che fonda la sua legittimazione su Dio; chi governa lo fa per volere divino o perché è l’incarnazione di Dio su questa terra. Una teocrazia può essere una monarchia di diritto divino. Esistono comunque sia teocrazie monarchiche che teocrazie repubblicane; un esempio di teocrazia repubblicana al giorno d’oggi è l’Iran con le continue lotte tra gli sciiti (turbanti = sacerdoti) e i sunniti (elmetti = guerrieri). Anche il regime del Dalai Lama con l’oligarchia dei monaci buddisti in Tibet aveva carattere teocratico prima che la Cina annettesse il Tibet scacciando il Dalai Lama.
Un’altra teocrazia moderna è lo Stato della Chiesa con a capo il Papa che ha potere per volontà di Dio anche se è eletto dai cardinali in teoria sotto l’ispirazione che Dio dà loro durante il conclave, dal quale non possono allontanarsi fino all’elezione. Ovviamente lo Stato della Chiesa si trova fisicamente nello Stato del Vaticano ma in realtà è in tutto il mondo. Il potere del papa in verità dovrebbe essere limitato dalle Sacre Scritture e dai Vangeli quindi non dovrebbe avere un potere assoluto anche se è lui che le interpreta. Per questo motivo si può definire lo Stato della Chiesa una monarchia assoluta elettiva. Che differenza c’è tra monarchia elettiva e repubblica?
- Nella Repubblica il Presidente è eletto a suffragio universale; nella monarchia elettiva solo da pochi (il Papa è eletto non da tutti i cattolici ma da 120 cardinali);
- Nella Repubblica chiunque può essere eletto Presidente; nella monarchia elettiva solo una ristrettissima cerchia di persone possono essere elette;
- Infine nella Repubblica il Presidente è eletto per un periodo di tempo definito; invece nella monarchia elettiva chi è eletto, lo è a vita, quindi il suo potere non si basa sul consenso ma sulla legittimazione.
Quindi, in sintesi, nella teocrazia la volontà di Dio legittima il potere di chi governa, ma questo come si dimostra? Non si dimostra, sono percezioni psicologiche, la gente la sente come vera ma non significa che lo sia. C’è nella teocrazia la convinzione che quell’uomo governa perché è Dio a volerlo. Il punto debole delle teocrazie è che c’è bisogno dell’appoggio della Chiesa, del suo consenso (in Egitto c’erano i sacerdoti per esempio, che davano il loro consenso al faraone); la Chiesa è sottoposta al potere ma potrebbe tentare di delegittimare il sovrano/faraone ed è per questo che rappresenta un punto debole della teocrazia.
Quando Carlo Magno si fece incoronare dal Papa dichiarando che quell’atto derivava dalla volontà di Dio, lo fece perché il Papa glielo rese possibile (consenso della Chiesa), almeno fino a che non scoppiano rivalità e guerre tra Impero e Papato perché nessuno dei due vuole riconoscere la superiorità dell’altro.
La monarchia assoluta tradizionale è un’altra forma di stato storica non democratica anche se ce ne sono ancora nel presente. Il faraone è un monarca assoluto, come ad esempio Carlo Magno e Napoleone anche se le tre monarchie in esame hanno diversità profonde. Fonda la sua legittimazione nella tradizione, bisogna obbedire al re perché si è sempre fatto così in passato e per tradizione bisogna farlo ancora. Oggi la monarchia assoluta c’è in Arabia Saudita, dove è presente una persona con i pieni poteri che quando muore trasmette il suo potere assoluto ai discendenti.
Tra le forme di stato non democratiche, esiste anche la monarchia ereditaria, una forma di monarchia assoluta, in cui chi governa esercita il potere per eredità, che può avvenire per legge che stabilisce chi deve governare o per designazione del re uscente.
Abbiamo inoltre una monarchia carismatica quando chi esercita il potere lo conquista con la forza e poi tramite il carisma riesce a convincere e influenzare il popolo che il suo modo di esercitare il potere è giusto.
Dittatura
Anche la dittatura è una forma di stato storica e anche moderna; in particolare si tratta di una forma di stato non democratica, di un regime autoritario, come le diverse monarchie o la teocrazia. Abbiamo visto che la dittatura si divide in dittatura commissaria o dittatura sovrana; quest’ultima può assumere diverse fattispecie: politica, carismatica, militare, cesaristica. Il cesarismo è una forma di stato non democratica; fa riferimento a Giulio Cesare, un dittatore commissario diventato sovrano che fonda il suo potere sul carisma esercitato nei confronti del popolo e sul prestigio di generale, quindi sul consenso sia del popolo che dei militari. Per questo è un incrocio tra una dittatura carismatica e una dittatura militare: reggersi solo sull’esercito non è sicuro, è necessario avere il consenso anche da parte del popolo. Nonostante sia un dittatore, Cesare verrà sempre visto di buon occhio dal popolo romano e invece il suo assassino Bruto no.
Un caso di cesarismo recente è quello di Napoleone, persona carismatica che godeva del consenso popolare e dell’appoggio dell’esercito (anche con lui si parla di mix di dittatura carismatica + militare).
Un caso parziale di cesarismo è quello del nipote di zio di Napoleone, Napoleone III, che fu eletto Presidente della Repubblica e alla fine del mandato fece un colpo di Stato proclamandosi imperatore. Si chiamò Napoleone III e non II perché Napoleone II, il figlio di Napoleone, era un re che non regnava per via della Repubblica. Quando morì Napoleone II, Napoleone III divenne l’erede legittimo del regno che non c’era allora e per questo decise di assumere questo nome. Non fu un grande generale e solo per nome per portava veniva appoggiato dall’esercito; infatti dopo la sconfitta di Sedan crollò il suo Impero e venne definitivamente proclamata la Repubblica in Francia.
La differenza tra monarchia assoluta e dittatura è che il monarca viene obbedito perché per tradizione si fa così e non deve essere una persona necessariamente carismatica ma fonda la sua legittimazione sulla tradizione; invece il dittatore viene obbedito perché c’è la convinzione che quell’uomo abbia doti eccezionali, carisma, affascina le masse.
Forme di stato democratiche
Per quanto riguarda le forme di Stato democratiche invece, dobbiamo suddividere la democrazia in democrazia diretta o “degli antichi” e rappresentativa o “dei moderni”. Nella prima tutti i cittadini decidono; nella seconda i cittadini si limitano ad eleggere delle persone che decideranno per loro.
Per quanto riguarda la democrazia diretta, c’è da dire che nacque con gli ateniesi e in particolare nel 507 a.C. con Clistene, che fece un colpo di stato dopo aver perso le elezioni, che lui riteneva un mezzo aristocratico, così instaurò la democrazia. Questa è chiamata democrazia degli antichi perché era possibile realizzarla a pieno specialmente nei piccoli stati, ora invece ci sono degli elementi di democrazia diretta. Quali sono gli istituti di democrazia diretta?
- Referendum
- Assemblee popolari
- Internet
- Elezione diretta del capo del governo
Uno dei più frequenti istituti di democrazia diretta è il referendum. Manca in America a livello federale, cioè l’insieme di tutti gli Stati, ma a livello dei singoli Stati membri è molto diffuso. In genere si è sempre pensato di non fare questo referendum a livello federale perché gli Stati più piccoli sarebbero stati svantaggiati; in Svizzera, paese con la democrazia più diretta di tutti, per questo motivo...
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