Che materia stai cercando?

Appunti di diritto costituzionale (dai partiti antisistema alle forme di governo) Appunti scolastici Premium

Gli appunti sono stati presi confrontando le lezioni frontali del professore e le varie slide da lui fornite. Inoltre c'è un vasto approfondimento sulla forma di governo americana. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Russo dell’università degli Studi di Messina - Unime. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto costituzionale comparato docente Prof. A. Russo

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

In America i partiti antisistema sono ammessi. Negli anni ’50, ai tempi del c.d. maccartismo, nome

derivante dal senatore McCarty, si era convinti che si stesse creando un complotto comunista per

rovesciare l’ordinamento democratico. McCarty convinse il Congresso a fare una serie di inchieste

straordinarie, dalle quali si scoprì che vi era soltanto un piccolo partito comunista, niente di

pericoloso. Vi furono una serie di interventi nell’ambito hollywoodiano contro scrittori e artisti ma

alla fine ci si convinse che questo complotto era inesistente. Fu una seconda “caccia alle streghe”,

perché questi comunisti erano innocenti, ma giustificava il fatto che la democrazia doveva

“difendersi” anche se gli si ritorse contro perché si limitò la libertà di pensiero in quel periodo.

Forme di Stato

Per forme di Stato noi intendiamo il rapporto che c’è tra i governati e i governanti, i modi attraverso

cui i governati partecipano alla politica e allo Stato. Ci sono forme in cui il popolo partecipa e altre

in cui non partecipa affatto. Il primo fautore della teoria delle forme di stato è Platone, tra il IV° e il

V° secolo a.C. Egli riteneva che le forme di Stato fossero tre:

1- la monarchia, se governa uno solo, che ha come forma cattiva la tirannia, che si ha quando chi

governa non fa più gli interessi della comunità ma i propri interessi. Inoltre il monarca governa

legittimamente, invece il tiranno calpesta le tradizioni e i valori fondamentali del paese, quindi

governa illegittimamente;

2- l’aristocrazia, se governano i migliori (gli αριστοι), che ha come forma cattiva l’oligarchia (ολιγοι)

il governo dei pochi che però non sono i migliori e quindi non meritano di governare perché non si

meritano il potere;

3- la democrazia, se governa l’intero popolo, che ha come forma cattiva la demagogia; i

demagoghi sono persone che fanno promesse al popolo che non potranno esaudire.

Platone fa questa classificazione in base alle realtà delle πολειs greche democratiche. La sua

preferenza va nei confronti dell’aristocrazia, ritenendo che dovessero governare i migliori cioè i

filosofi (non a caso egli era un filosofo) e invece vedeva con disprezzo la democrazia; è curioso il

fatto che ammirasse l’aristocrazia militare spartana, dove i filosofi non erano minimamente

considerati e che invece disprezzasse la democrazia ateniese, in cui comunque l’opinione dei

filosofi era molto sentita. La cosa certa è che quando egli provò a mettere in pratica la sua

ideologia, chiamato per disperazione dal tiranno di Siracusa, Dionigi, per risollevare la situazione

politica, egli peggiorò le cose e infine fu venduto come schiavo e poi riacquistato dai suoi allievi.

In ogni caso secondo la sua teoria ciclica, lo Stato nasce come monarchia e poi si trasforma in

tirannia; la gente stufa della tirannia proclama l’aristocrazia che poi degenera in oligarchia; infine

viene proclamata la democrazia che sfocerà in demagogia per poi tornare alla monarchia e così

via: il tutto per giustificare il fatto che auspicava a costituire un’aristocrazia dei filosofi.

Per quanto riguarda le forme di stato storiche dobbiamo innanzitutto dire che nella Roma

Repubblicana c’era un governo misto fondato sulla presenza del Senato e dei Comizi popolari.

Successivamente, durante il Medioevo, anche in Inghilterra si teorizzò una sorta di governo misto

dove c’era un re, una Camera dei Lord e una Camera dei Comuni elettiva. Al giorno d’oggi si è

tramandata questa forma ma il ruolo del re e dei Lord è solo di tradizione storica e sono

essenzialmente svuotati dei loro poteri.

Altre forme di stato storiche ci sono state con il feudalesimo, in cui il territorio dello Stato di

proprietà del re, veniva fatto amministrare ad un feudatario o vassallo, un nobile di sua fiducia. Il re

poteva esercitare i suoi poteri solo su di lui e non sul feudo o i valvassini ecc.. Il feudatario quindi

poteva dividere parti del feudo a dei valvassori che a loro volta potevano fare la stessa cosa con i

valvassini. Non c’era una scala gerarchia completa ma una mediatizzazione, cioè un diaframma

invalicabile per cui il vassallo mediatizza tra il re e i valvassori, i valvassori mediatizzato tra i

vassalli e i valvassini. Ogni feudo comunque godeva delle truppe armate pronte a difenderlo. Non

si parla in questi casi di autonomie di comunità locali ma di vertici decisionali.

Nel Medioevo poi ci sono anche i Comuni, gestiti dall’autorità locale.

Poi al tempi del Sacro Romano Impero c’era un imperatore universale che imperava su tutto fino

a che nel XVII° secolo non nascerà la convinzione che non esiste una sovranità universale ma

tanti stati sovrani.

Forme di Stato non democratiche

Un’altra forma di stato storica è la Teocrazia, una forma di stato non democratica. Lo stato

teocratico è quello che fonda la sua legittimazione su Dio; chi governa lo fa per volere divino o

perché è l’incarnazione di Dio su questa terra. Una teocrazia può essere una monarchia di diritto

divino. Esistono comunque sia teocrazie monarchiche che teocrazie repubblicane; un esempio di

teocrazia repubblicana al giorno d’oggi è l’Iran con le continue lotte tra gli sciiti (turbanti =

sacerdoti) e i sunniti (elmetti = guerrieri). Anche il regime del Dalai Lama con l’oligarchia dei

monaci buddisti in Tibet aveva carattere teocratico prima che la Cina annettesse il Tibet

scacciando il Dalai Lama.

Un’altra teocrazia moderna è lo Stato della Chiesa con a capo il Papa che ha potere per volontà

di Dio anche se è eletto dai cardinali in teoria sotto l’ispirazione che Dio dà loro durante il conclave,

dal quale non possono allontanarsi fino all’elezione. Ovviamente lo Stato della Chiesa si trova

fisicamente nello Stato del Vaticano ma in realtà è in tutto il mondo. Il potere del papa in verità

dovrebbe essere limitato dalle Sacre Scritture e dai Vangeli quindi non dovrebbe avere un potere

assoluto anche se è lui che le interpreta. Per questo motivo si può definire lo Stato della Chiesa

una monarchia assoluta elettiva. Che differenza c’è tra monarchia elettiva e repubblica? 1) Nella

Repubblica il Presidente è eletto a suffragio universale; nella monarchia elettiva solo da pochi (il

Papa è eletto non da tutti i cattolici ma da 120 cardinali); 2) nella Repubblica chiunque può essere

eletto Presidente; nella monarchia elettiva solo una ristrettissima cerchia di persone possono

essere elette; 3) infine nella Repubblica il Presidente è eletto per un periodo di tempo definito;

invece nella monarchia elettiva chi è eletto, lo è a vita, quindi il suo potere non si basa sul

consenso ma sulla legittimazione.

Quindi, in sintesi, nella teocrazia la volontà di Dio legittima il potere di chi governa, ma questo

come si dimostra? Non si dimostra, sono percezioni psicologiche, la gente la sente come vera ma

non significa che lo sia. C’è nella teocrazia la convinzione che quell’uomo governa perché è Dio a

volerlo. Il punto debole delle teocrazie è che c’è bisogno dell’appoggio della Chiesa, del suo

consenso (in Egitto c’erano i sacerdoti per esempio, che davano il loro consenso al faraone); la

Chiesa è sottoposta al potere ma potrebbe tentare di delegittimare il sovrano/faraone ed è per

questo che rappresenta un punto debole della teocrazia.

Quando Carlo Magno si fece incoronare dal Papa dichiarando che quell’atto derivava dalla volontà

di Dio, lo fece perché il Papa glielo rese possibile (consenso della Chiesa), almeno fino a che non

scoppiano rivalità e guerre tra Impero e Papato perché nessuno dei due vuole riconoscere la

superiorità dell’altro.

La monarchia assoluta tradizionale è un’altra forma di stato storica non democratica anche se

ce ne sono ancora nel presente. Il faraone è un monarca assoluto, come ad esempio Carlo Magno

e Napoleone anche se le tre monarchie in esame hanno diversità profonde. Fonda la sua

legittimazione nella tradizione, bisogna obbedire al re perché si è sempre fatto così in passato e

per tradizione bisogna farlo ancora. Oggi la monarchia assoluta c’è in Arabia Saudita, dove è

presente una persona con i pieni poteri che quando muore trasmette il suo potere assoluto ai

discendenti.

Tra le forme di stato non democratiche, esiste anche la monarchia ereditaria, una forma di

monarchia assoluta, in cui chi governa esercita il potere per eredità, che può avvenire per legge

che stabilisce chi deve governare o per designazione del re uscente.

Abbiamo inoltre una monarchia carismatica quando chi esercita il potere lo conquista con la

forza e poi tramite il carisma riesce a convincere e influenzare il popolo che il suo modo di

esercitare il potere è giusto.

Anche la dittatura è una forma di stato storica e anche moderna; in particolare si tratta di una

forma di stato non democratica, di un regime autoritario, come le diverse monarchie o la teocrazia.

Abbiamo visto che la dittatura si divide in dittatura commissaria o dittatura sovrana; quest’ultima

può assumere diverse fattispecie: politica, carismatica, militare, cesaristica. Il cesarismo è una

forma di stato non democratica; fa riferimento a Giulio Cesare, un dittatore commissario diventato

sovrano che fonda il suo potere sul carisma esercitato nei confronti del popolo e sul prestigio di

generale, quindi sul consenso sia del popolo che dei militari. Per questo è un incrocio tra una

dittatura carismatica e una dittatura militare: reggersi solo sull’esercito non è sicuro, è necessario

avere il consenso anche da parte del popolo. Nonostante sia un dittatore, Cesare verrà sempre

visto di buon occhio dal popolo romano e invece il suo assassino Bruto no.

Un caso di cesarismo recente è quello di Napoleone, persona carismatica che godeva del

consenso popolare e dell’appoggio dell’esercito (anche con lui si parla di mix di dittatura

carismatica + militare).

Un caso parziale di cesarismo è quello del nipote di zio di Napoleone, Napoleone III, che fu eletto

Presidente della Repubblica e alla fine del mandato fece un colpo di Stato proclamandosi

imperatore. Si chiamò Napoleone III e non II perché Napoleone II, il figlio di Napoleone, era un re

che non regnava per via della Repubblica. Quando morì Napoleone II, Napoleone III divenne

l’erede legittimo del regno che non c’era allora e per questo decise di assumere questo nome. Non

fu un grande generale e solo per nome per portava veniva appoggiato dall’esercito; infatti dopo la

sconfitta di Sedan crollò il suo Impero e venne definitivamente proclamata la Repubblica in

Francia.

La differenza tra monarchia assoluta e dittatura è che il monarca viene obbedito perché per

tradizione si fa così e non deve essere una persona necessariamente carismatica ma fonda la sua

legittimazione sulla tradizione; invece il dittatore viene obbedito perché c’è la convinzione che

quell’uomo abbia doti eccezionali, carisma, affascina le masse.

Forme di stato democratiche

Per quanto riguarda la forme di Stato democratiche invece, dobbiamo suddividere la democrazia in

democrazia diretta o “degli antichi” e rappresentativa o “dei moderni”. Nella prima tutti i

cittadini decidono; nella seconda i cittadini si limitano ad eleggere delle persone che decideranno

per loro.

Per quanto riguarda la democrazia diretta, c’è da dire che nacque con gli ateniesi e in particolare

nel 507 a.C. con Clistene, che fece un colpo di stato dopo aver perso le elezioni, che lui riteneva

un mezzo aristocratico, così instaurò la democrazia. Questa è chiamata democrazia degli antichi

perché era possibile realizzarla a pieno specialmente nei piccoli stati, ora invece ci sono degli

elementi di democrazia diretta. Quali sono gli istituti di democrazia diretta? Referendum –

Assemblee popolari – Internet – Elezione diretta del capo del governo.

1) Uno dei più frequenti istituti di democrazia diretta è il referendum. Manca in America a livello

federale, cioè l’insieme di tutti gli Stati, ma a livello dei singoli Stati membri è molto diffuso. In

genere si è sempre pensato di non fare questo referendum a livello federale perché gli Stati più

piccoli sarebbero stati svantaggiati; in Svizzera, paese con la democrazia più diretta di tutti, per

questo motivo hanno pensato di fare referendum di diversi tipi, costituzionali, deliberativi dal basso

ecc. ed esistono sia a livello dei singoli Stati membri, sia a livello federale: come si fa per non

svantaggiar e i piccoli Stati meno popolati? Hanno pensato che il referendum deve ottenere la

maggioranza dei voti nella maggioranza dei Cantoni. Un simile approccio alla materia in America

c’è ma non per i referendum, quanto per l’elezione del Presidente: infatti è eletto quando conquista

un numero di Stati che gli da un certo numero di grandi elettori. Esiste un voto popolare (del

popolo) e un voto elettorale (dei grandi elettori) ma non c’è la doppia maggioranza come in

Svizzera. Ad esempio Trump è stato eletto con il voto elettorale ma il voto popolare ha fato vincere

la Clinton per 1% ma non basta; questa cosa è già avvenuta con Bush e anche qualche secolo

prima.

Un particolare tipo di referendum è quello confermativo/oppositivo o costituzionale. A tal proposito

è bene aprire una parentesi sull’ostruzionismo, che può essere d’opposizione o di maggioranza.

Nel primo caso l’opposizione fa perdere tempo, si fanno lunghi discorsi e ci si iscrive tutti per

parlare in Parlamento; nel secondo caso invece non si bocca ma si fa opposizione per non

infrangere la disciplina di maggioranza del governo e si fa perdere tempo (non si bocca perché

significherebbe che il governo non li ricandida più se vede che si boccia).

Un altro tipo di strumento di democrazia diretta è il referendum che serve per fare una proposta di

legge con la raccolta delle firme.

Poi abbiamo il referendum abrogativo, che serve per abolire parti di legge o interamente una

legge; di solito è uno strumento di opposizione.

In altre Cost.(questi referendum fino ad ora esaminati in Italia esistono) è previsto il referendum

consultivo, richiesto per avere il parere del popolo. Che differenza sussiste tra questo e quello

deliberativo? Il referendum consultivo tende a consultare il popolo che è sovrano e proprio perché

consulta un soggetto sovrano, finisce per essere vincolante perché chiede il parere di un popolo

sovrano; in quello deliberativo invece un gruppo di elettori (deliberativo dal basso) o degli organi

(deliberativo dall’alto) sottopongono un progetto di legge al popolo affinché lo approvi. Nel primo il

parere è dato sui contenuti di massima di una riforma, nel secondo invece il popolo delibera e

approva o meno delle leggi. Con la Renzi-Boschi ci sarebbe l’introduzione del referendum

consultivo in Italia.

In Inghilterra il referendum sulla Brexit è stato consultivo, tanto che non hanno stabilito le modalità

del’uscita dall’UE ma solo se farlo o meno. Saranno il Governo o il Parlamento a stabilirne le

condizioni ma in ogni caso questo è un esempio di come il referendum consultivo sia vincolante in

modo elastico, in quanto il popolo sovrano ha deciso per la Brexit (senza decidere le modalità, per

questo “elastico”) quindi l’organo competente non potrà bocciare questa decisione.

Esempi di referendum deliberativi dall’alto si hanno nella Rep. Francese all’art.11 della Cost,

quello di De Gaulle, e in questo caso non è prevista una fase parlamentare se si tratta dei

referendum deliberativi e costituzionali su materie che riguardano l’organizzazione dello Stato. In

ogni caso in Francia sono rari i referendum, in Italia sono molto più frequenti. Inoltre il popolo in

Francia non ha iniziativa legislativa.

Un referendum deliberativo dal basso invece c’è in America a livello dei singoli Stati membri: si

tratta della “direct legislation”, nel senso che il popolo legifera senza passare da altri organi.

2) Oltre ai referendum, un’altra forma di democrazia diretta è rappresentata dalle Assemblee

popolari (tipo quelle presenti nell’antica Grecia). Ci sono a livello comunale per città piccole dove

tutti gli abitanti partecipano direttamente oppure nei piccoli comuni della Svizzera. In ogni caso non

esiste molto e non è tanto diffusa, ma è ritenuta una forma di democrazia diretta.

3) Un altro modo per avere democrazia diretta potrebbe essere l’uso di Internet, facendo tutto

online, cioè candidature, assemblee popolari, elezioni. In Italia questa scelta è portata avanti da

penta stellati che premono per il voto online: semplificherebbe tante cose e sarebbe più accessibile

ma al tempo stesso è una cosa rischiosa perché il software utilizzato è programmato da qualcuno

che potrebbe impostarlo a proprio piacimento per favorire un partito piuttosto che un altro. Inoltre

non è detto che rimarrebbe la segretezza del voto oltre che la sua validità. In America già qualche

Stato lo ha adottato, tanto che si temeva che gli hacker durante le elezioni di Trump potessero

modificare gli esiti online.

4) L’ultima forma di democrazia diretta si ha con l’elezione diretta del Capo del Governo,tipica delle

forme presidenziali di governo dove il Capo del Governo è anche Capo dello Stato. E’ una cosa più

democratica? Dipende dalle opinioni perché è più pericoloso (se viene eletto un pazzo, non si può

mandare via, invece nelle forme di governo parlamentari si può) però al tempo stesso non c’è la

mediazione del Parlamento che lo elegge, quindi è democraticamente una cosa forte.

La democrazia oltre che diretta può essere anche rappresentativa, cioè i governati partecipano al

governo eleggendo i governanti perché si è in troppi e non si riesce a governare direttamente.

Bisogna dire preliminarmente che chi viene eletto rappresenta chi lo ha eletto solo formalmente: in

realtà non esiste la rappresentanza; è un concetto inventato per legittimare questa forma di

governo. Ad esempio se sale Salvini non rappresenterà mai tutti gli elettori realmente, ma

tecnicamente si dice di sì: si tratta di uno strumento che non è reale, è propagandistico e di

legittimazione perché solo la forza non basta per governare, serve anche il consenso. Non ha una

logica in effetti la rappresentanza ma se la gente ci crede funziona lo stesso. La legittimazione

deriva da un’idea/etica ma non è necessario che sia vera, basta che ci sia la maggior parte della

gente che la ritenga tale, come il concetto di rappresentanza. Tipo il fatto che il Papa rappresenta

Gesù, non è detto che sia vero ma la maggioranza reputa questa idea vera e questo legittima il

potere. Questo significa che ci può essere una cosa vera e poco credibile e una cosa non vera ma

credibile, che tramite il dilagare delle bufale online e dei media magari viene reputata tale; ad

esempio la gente dice che i governi Renzi, Monti, Letta non sono stati governi eletti dal popolo, ma

questa è tecnicamente un’idea errata perché nemmeno il governo Berlusconi è stato eletto dal

popolo perché il governo è nominato dal Capo dello Stato dopo le consultazioni.

La rappresentanza politica legittima i governanti agli occhi dei governati. Einaudi, primo presidente

eletto della Repubblica, disse che il regime democratico e quello autoritario non sono sostenuti

dalla logica e dalla razionalità: nelle democrazia si sceglie contando le teste, nel regime autoritario

invece tagliandole, per questo lui preferiva la democrazia.

I nostri parlamentari non è vero che sono eletti dal popolo, ma da un collegio elettorale (partito) e

ciascuno di noi è rappresentato da parlamentari che fanno parti anche di altri collegi che non ha

votato e inoltre pure chi non va a votare è rappresentato in Parlamento, ma non è una forma di

rappresentanza volontaria in quanto manca la volontà unitaria del corpo elettorale: il parlamentare

non ha vincolo di mandato, non si può revocare prima della fine del mandato (e il fatto che possa

essere sciolto il parlamento non c’entra con la revoca che non esiste; lo scioglimento e le

conseguenti elezioni anticipate sono decise non dal popolo ma dal Capo dello Stato per

ingovernabilità).

Inoltre se vi è un’opinione pubblica favorevole alla maggioranza di governo, si tenderà a sciogliere

anticipatamente le Camere per ottenere ancora più maggioranza e consenso, per vincere le

elezioni: si tratta del cosiddetto “scioglimento di convenienza”.. è un rischio ma se si aspetta la fine

della legislatura si rischia che l’opinione pubblica cambi; se invece l’opinione pubblica è

sfavorevole alla maggioranza di governo, si cerca di tirarla per le lunghe e di fare elezioni solo alla

fine della legislatura.

In Grecia ad esempio non esisteva la rappresentanza, così come non esistevano le elezioni;

credevano nel sorteggio come strumento democratico perché tutti sono uguali di fronte al sorteggio

e in quel modo si manifestava la volontà degli dei. Le elezioni invece per loro erano una forma più

aristocratica. Ad esempio i terreni conquistati venivano chiamati “cleruchie” da χλεοs, “sorte”,

perché venivano divisi tra il popolo tramite il sorteggio.

Il convincimento che questa rappresentanza non sia uno strumento valido si sta facendo sempre

più forte ma in ogni caso ad oggi non si sa cosa sostituire. Churchill diceva che che la democrazia

aveva molti difetti ma era la miglior forma che si conoscesse.

La rappresentanza politica può essere diretta (quando il popolo elegge i parlamentari) e indiretta

(quando c’è l’elezione del Capo dello Stato che è anche Capo del Governo).

In America c’è l’elezione diretta della Camera e del Senato; per quanto riguarda l’elezione del

Presidente degli USA si tratta di un’elezione formalmente indiretta, perché il popolo elegge i Grandi

Elettori, ma sostanzialmente diretta perché i Grandi Elettori di solito non tradiscono il loro mandato

quando devono eleggere il Presidente a meno che non abbiano cambiato idea ma è una cosa

ammessa solo se questo cambiamento di rotta non cambia l’esito delle elezioni popolari.

Generalmente nelle democrazie europee la Camera Bassa ha più poteri di quella Alta perché

manca il bicameralismo perfetto e ovviamente quella Bassa, essendo eletta a suffragio diretto, è

investita di maggiori poteri rispetto a quella Alta che invece è eletta a suffragio indiretto.

In Francia il Senato è eletto con un’elezione indiretta a tre gradi, perché il popolo elegge i

consiglieri comunali, che a loro volta eleggono i Grandi Elettori che infine senza mandato

imperativo eleggeranno i senatori; la Camera Bassa invece è eletta dal popolo e si chiama

Assemblea.

In Germania la Camera Bassa (Bundestag) è eletta dal popolo; la Camera Alta (Bundesrat) è

espressione dei singoli 16 Stati ed è composta dai membri nominati dai governi degli Stati, quindi

c’è un’elezione indiretta: in particolare il popolo elegge le Assemblee legislative degli Stati membri

che eleggono un Cancelliere, che a sua volta sceglie i Ministri (in base alla Cost. del proprio Stato)

di cui alcuni di essi andranno a ricoprire la carica di senatori, che hanno il mandato imperativo

poiché possono anche essere revocati dal Cancelliere.

In Italia ovviamente il Governo è nominato dal Presidente della Repubblica e deve avere la fiducia

parlamentare. Le Camere sono nominate a suffragio universale diretto, secondo la Cost. Ma è

vero? Ad esempio per il Senato i partiti presentano delle liste bloccate con una lista rigida di nomi:

quando l’elettore è chiamato a votare, sceglierà soltanto il partito; quello che avrà più voti e quindi

più seggi farà salire in automatico le persone segnate in quella lista rigida secondo l’ordine in cui

sono segnate. Quindi in realtà è come se fosse eletto dai vertici dei partiti e non dagli elettori.

La Renzi-Boschi in questo senso prevede che i senatori siano eletti tra i consiglieri regionali e i

sindaci in base alla volontà degli elettori: ci sarà un numero prestabilito di senatori per ogni

Regione e l’obbligo di mandare soltanto un sindaco per Regione al Senato. Il sindaco dovrà essere

selezionato dal Consiglio Nazionale delle Autonomie, invece i consiglieri (tutti e non solo quelli che

diventeranno anche senatori) dovranno essere designati dagli elettori; per quanto riguarda quelli

che diventeranno anche senatori si proseguirà dividendo la regione in collegi uninominali in base a

quanti consiglieri potranno essere mandati in Senato per ogni Regione. Ovviamente il Consiglio

Regionale neo eletto dovrà ratificare la scelta elettorale. Quindi se venisse approvata la Renzi-

Boschi, con l’eventuale legge elettorale il Senato passerebbe da essere eletto formalmente

direttamente a formalmente indirettamente ma nei fatti sarà il contrario perché ORA è eletto in

realtà INDIRETTAMENTE per via delle liste bloccate, mentre con la riforma sarà eletto più

DIRETTAMENTE perché siamo noi a designare chi andrà al Senato.

Invece l’elezione del Presidente della Repubblica cambierebbe soltanto in un punto, perché fatte

salve le prime deliberazioni in cui bisogna raggiungere un certo quorum, qualora queste

deliberazioni non dessero risultati, si potrà eleggere il Capo dello Stato non con una maggioranza

assoluta dei componenti (quorum basso) ma con una maggioranza dei 3/5 dei presenti (quorum

alto). E’ stata fatta l’obiezione che se ci fosse assenteismo durante queste elezioni presidenziali la

maggioranza dei 3/5 dei presenti sarebbe un quorum troppo basso, ma in realtà non si verificherà

mai assenteismo per un evento così importante, quindi la maggioranza del 3/5 dei presenti è un

quorum più alto della maggioranza assoluta dei componenti.

Forme di governo

Distinguiamo innanzitutto quattro forme di governo:

1. Presidenziale

2. semi-presidenziale

3. parlamentare

4. direttoriale

Le classificazioni non sono sempre chiare, bisogna capire quale criterio sta alla base; ci si aspetta

che un governo parlamentare come l’Inghilterra abbia più aspetti in comune con un governo

parlamentare come quello italiano ma in realtà ha più aspetti in comune con quello presidenziale

americano. Questo ci fa capire che le classificazioni non sono nette. Ad esempio il sistema

parlamentare può farci credere che il Parlamento sia al centro e che abbia più poteri ma in realtà è

il Governo che ha un ruolo più influente nella maggior parte dei casi; oppure il fatto che il governo

semi-presidenziale si chiami così, fa pensare che in Francia il Presidente della Repubblica non

abbia lo stesso potere che ha in un governo presidenziale come quello degli USA. In realtà da un

punto di vista interno il Presidente francese ha molto più potere di quello USA perché quello

francese può sciogliere le Camere ad esempio, quello americano invece no; chiaramente da un

punto di vista esterno e di prestigio internazionale, il Presidente americano ha più poteri. Per

questo è sbagliato chiamare il sistema francese semi-presidenziale, secondo la dottrina sarebbe

preferibile chiamarlo iper-presidenziale.

Le forme di governo sono espressione della divisione dei poteri per funzioni. Non è l’unica forma

che esiste: accanto a questa possiamo avere una divisione territoriale dei poteri, tipo quella che c’è

in America, in cui le funzioni esistono sia a livello dello Stato federale (centrale), sia a livello dei

singoli Stati membri, che si dividono nel loro territorio in enti autonomi che hanno le funzioni che ha

anche lo Stato federale, ad esempio la funzione giudiziaria.

In Italia la divisione dei poteri avviene sia per funzioni, sia per territori, perché ci sono competenze

statali e competenze regionali. A differenza dei singoli Stati membri americani, in Italia ad esempio

le Regioni non hanno la funzione giudiziaria. Ci sono poi province, comuni, città metropolitane che

non hanno funzioni legislative ma solo amministrative. Questo decentramento territoriale è forte

per gli Stati Federali (America) e meno per gli Stati Regionali (Italia).

E’ logico quindi che in America quando si parla di divisione dei poteri si intende quella territoriale,

le differenze tra le competenze dello Stato federale centrale e degli Stati membri; in Italia invece

per divisione dei poteri si intende quella per funzioni e non per territori.

La divisione dei poteri non è costituzionalmente garantita ovunque; ad esempio in Francia le

autonomie regionali non sono cost. garantite.

In Spagna le autonomie regionali sono costituzionalmente garantite.

In Gran Bretagna invece le Regioni sono state applicate in modo diverso: qui chi è cittadino

siciliano è anche cittadino italiano; lì invece le Regioni esistono non in tutto il territorio in modo da

dividerlo tutto, come l’Italia è interamente divisa dalle 20 Regioni, ma le Regioni in GB esistono

solo nelle zone in cui ci sono minoranze etniche, cioè Scozia, Galles e Irlanda del Nord, in tutto il

resto del territorio non ci sono Regioni ma comuni.

In Italia le autonomie regionali sono costituzionalmente garantite, così come province, comuni e

città metropolitane. Con la riforma del 2001 si è cercato di ridurre le province e di accorparle alle

principali città metropolitane. Con la Renzi-Boschi non si elimineranno automaticamente le

province ma si toglierà loro la garanzia costituzionale, con la conseguenza che il legislatore potrà

solo in seguito decidere se abolirle del tutto oppure no.

In America le autonomie degli enti minori sono garantite ognuna dalla Costituzione vigente nel

proprio Stato membro, il che significa che lo stato del New Mexico avrà autonomie locali con

competenze diverse da quelle che avranno le autonomie locali ad esempio del Texas.

Può però accadere che una città esista a confine tra più Stati e che quindi faccia parte di tutti; ad

esempio New York fa parte di tre Stati: lo Stato di New York, il New Jersey e il Connecticut, è una

città tran statale con organi diversi e i cittadini in base alla zona di NY in cui vivono, voteranno per

Parlamenti diversi, chi quello del Connecticut, chi quello del New Jersey ecc.. Un altro esempio di


PAGINE

16

PESO

40.61 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in servizio sociale, politiche sociali e studi sociologici e ricerca sociale
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MellonCollie96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Russo Alberto.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!