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Diritto costituzionale

Studia le regole giuridiche di base che presiedono all'organizzazione di uno stato e che si trovano all'interno di un documento scritto: la costituzione.

La costituzione italiana

Il 1 gennaio 1948 venne scritta la costituzione dopo essere usciti da due guerre: guerra mondiale e guerra civile. Bisogna porre delle regole democratiche per far sviluppare la democrazia in Italia. Da quando fu scritta ci sono state poche modifiche. Negli USA venne istituita nel 1787.

Ordinamento giuridico

È valido perché lo stato ha una serie di regole e si ha quando un gruppo sociale si aggrega attorno ad un principio ordinatore e si fornisce di regole di organizzazione e condotta (codice civile e codice penale) vincolanti per tutti. Il codice civile è prodotto dallo stato ed è lo stato stesso ed è scritto dai cittadini attraverso il parlamento. Il codice civile contiene le regole nei rapporti tra i privati. Il codice penale fu scritto nel 1930 con origine fascista. Tutto ciò che non è punibile è lecito. Nel 1648 con la pace di Westfalia si forma la prima forma di stato moderno. Si rinuncia a parte della libertà stando all'interno dello stato e maggiore potere da parte dello stato.

Ubi homo, hic societas (dove c'è l’uomo c’è una società)

Ubi societas, hic ius

Ubi homo, hic ius

Lo stato come associazione politica

Rousseau contratto sociale 1762: Trovare una forma di associazione che protegga e difenda con tutta la forza comune la persona e i beni di ciascun associato, mediante la quale ognuno unendosi a tutti non obbedisca tuttavia che a se stesso e resti libero come prima. Questo è il problema fondamentale di cui il contratto sociale offre la soluzione.

Per lui lo stato di natura era uno stato in cui tutti andavano d’accordo, ma per altri si trattava di uno stato di confusione (Locke). Il costituzionalismo moderno è debitore di una serie di esperienze ed eventi (es. parlamentarismo in Inghilterra dopo l’invasione normanna). Lo stato moderno è il portato di questa evoluzione e nel diritto costituzionale è: un'entità politica (suprema) – sovranità costituita da un - territorio su cui è stata stanziata una – popolazione connotato da un proprio - ordinamento giuridico (istituzioni e leggi).

La visione di stato che abbiamo è applicabile anche al passato (es. impero romano). Gli stati contemporanei sono frutto degli stati del periodo medievale rinascimentale ecc. Queste caratteristiche rendono lo stato diverso da tutti gli altri ordinamenti giuridici al suo interno. Infatti differisce per:

  • Originarietà (sovranità verso esterno) deve solo a se stesso la propria esistenza e non è subordinato da nessun altro.
  • Struttura autoritaria e stabile.
  • Generalità dei fini si occupa di tutta la vita dei cittadini.
  • Potere di imperio (sovranità verso l’esterno) la sua supremazia nei confronti di tutti i soggetti che si muovono al suo interno.

Le regioni non possono intervenire sulle sanzioni penali, sono fatte direttamente dallo stato, infatti anche l’organizzazione dei tribunali è dello stato. Anche negli stati federali la federazione ha la sovranità che è composta da diversi stati mentre uno stato regionale è unitario. Lo stato esercita solo lui la forza; anche la polizia dipende dallo stato. Il costituzionalismo moderno ha ricevuto diversi influssi.

Influssi che portano alla nascita del costituzionalismo moderno

Atene essendo una città stato intorno al 6 secolo avanti Cristo alcuni cittadini maschi puri (di origini) si riunivano in un'assemblea dove prendevano le decisioni (Areopago). Non c'era un dominio oligarchico ma c'era partecipazione alla vita politica, ma nel tempo ciò inizia a diminuire. Forma di democrazia diretta. La democrazia di oggi è rappresentativa, i cittadini votano rappresentati che decidono per loro in assemblee chiamate parlamenti.

Nascita del parlamentarismo in Inghilterra e sua evoluzione

Fin dal 1200 in Inghilterra hanno avuto un’assemblea che già nel 1300 viene chiamata parlamento in gran parte elettivo e le origini sono date dalla necessità della corona di essere affiancata principalmente dai baroni. Dopo l’invasione dei normanni il territorio venne diviso tra i principali nobili che accompagnarono Guglielmo il conquistatore. I baroni ottengono le contee nelle quali si era suddiviso il territorio. La Magna Carta è la prima forma costituzionale. Essa prevede la convocazione di un'assemblea che deve acconsentire il fatto che il re possa imporre delle tasse.

Le camere si dividono in House of Lords e la camera dei comuni. Il parlamento ha la funzione di autorizzare il re a tassare e ci sono soggetti che sono stati eletti solo dai cittadini. Il parlamento va a bilanciare la forza della corona. Si creerà un conflitto tra corona e parlamento nel 600 e si arriva a ciò perché a partire dal 500 c'è un tentativo da parte dei sovrani di rendere maggiore il potere del re limitando le funzioni del parlamento. Questo avviene con i re della dinastia degli Stuart mentre con quella dei Tudor c'è un appoggio del parlamento. Il parlamento veniva convocato solo quando ne aveva necessità il re, ma nel 1641 il parlamento costringe Carlo I (Stuart) a concedere il Triennal Act con la quale si vuole costringere il re a convocare il parlamento ogni 3 anni. Carlo I entra in parlamento e fa arrestare alcune figure importanti e nasce il conflitto che si conclude nel 1649 con la vittoria del parlamento e la decapitazione del re.

Ciò non porta alla fine degli Stuart perché si ha Giacomo II che a un certo punto abbandona il paese e lo consegna a Guglielmo D'Orange che aveva sposato la sorella di Giacomo, Maria. Giacomo fugge in Francia. Nel 1688 il parlamento impone a Giacomo di approvare il Bill of Rights, testo nella quale il re si impegna a non fare una serie di cose senza l’approvazione del parlamento. Viene istituito il sistema di Common Law, sono i giudici ad aver istituito il diritto civile e le leggi. Il Bill of Rights costituisce il rapporto formale tra il re e il parlamento. Siamo debitori all’Inghilterra anche per quanto riguarda la forma di governo parlamentare, si presuppone una forma di fiducia tra governo e parlamento. Un elemento che non può mancare in un governo parlamentare è la fiducia tra governo e parlamento. Nel 1782 il parlamento sfiducia il primo ministro.

Costituzione americana

Le colonie portano avanti la guerra di indipendenza. Nel 1777 sono approvati gli Articles of Confederation, con essa si ha una nuova forma di stato dove viene firmata la costituzione in senso moderno con potere costituente. L’unione europea è una confederazione di stati con una moneta comune, politica monetaria comune, ma non abbiamo una politica commerciale e estera comune e un esercito comune. Un'altra cosa di cui siamo debitori agli USA è il fatto di avere una costituzione rigida, ovvero che nella costituzione è prevista una modalità per la sua revisione ed è stabile nel tempo.

Nell’articolo 5 c’è scritto come fare a revisionare la costituzione che è un procedimento molto più complesso di modificare una legge perché è la nostra carta fondamentale. Bisogna avere una forte maggioranza per cambiare la costituzione. Con i primi 10 emendamenti sono garantite le libertà individuali (di religione ed espressione, etc.). Ruolo dell’individuo.

Sentenza Marbury vs Madison

Nel 1803 la corte suprema riconosce e afferma la superiorità della costituzione nelle leggi del congresso. Nel decidere il caso Marbury la corte suprema proclama le ragioni della superiorità della costituzione rispetto alle leggi, di conseguenza l’atto legislativo è nullo al contrasto con la costituzione. Le costituzioni scritte sono fondamenti nello stato. Questa sentenza è importante, ma bisogna aspettare negli anni 20 per far sì che sia capita in Europa, la costituzione deve essere rispettata più delle altre leggi visto che è come un fondamento.

Rivoluzione francese

Alcuni aspetti sono legati alle modalità con cui si è trasformata la convocazione degli Stati Generali (5 maggio 1789 Versailles) in un'assemblea costituente. Gli Stati Generali vedevano 3 blocchi: i nobili, gli ecclesiastici e il terzo stato che vedeva come rappresentati della città i borghesi eletti sulla base di istruzioni. Quando quest’ultimi si autodefiniscono assemblea nazionale viene dichiarata la nullità dei mandati imperativi e poi si proclama costituente tutto nell’arco di due anni. L’assemblea costituente decreta di abolire i diritti feudali e la giustizia signorile e adotta la costituzione che prevedeva una monarchia limitata. Dopo che venne ghigliottinato Luigi XVI viene approvata la costituzione.

Vengono presi molti provvedimenti tra cui fondamentale è l’approvazione della dichiarazione dei diritti dell’uomo e dei cittadini.

Dichiarazione diritti dell’uomo/Parigi 1789

La Dichiarazione dei diritti dell’uomo Parigi 1789 si divide in 217 articoli ed è fondamentale anche attualmente. Tutte le costituzioni contengono un catalogo di diritti che trovano un posto fondamentale. Prima dell’organizzazione dei diritti dal 13 al 23 in Francia non c'è. Tra i più importanti art 1: gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. In quel periodo era contemplata ancora la servitù della gleba e in generale diverso godimento dei diritti tra nobili e altri. La proclamazione dell’uguaglianza è rivoluzionaria.

Art 2 è l’incorporazione dei pensieri che avevano i naturalisti. I diritti sono naturali e imprescrittibili dell’uomo e sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione. Nessun diritto è mai assoluto, la mia libertà finisce con la libertà di un altro (opera di bilanciamento). La dichiarazione dei diritti contempla anche alcuni limiti. Nell'articolo 6 ci si collega all'abbattimento della monarchia del periodo rivoluzionario francese. È dunque posta al massimo livello l'espressione dei cittadini, non c'è nulla al di sopra della legge, ma con la costituzione ciò diventa reale: costituzione>legge.

C'è quindi la necessità di instaurare delle regole che sono poste dal legislatore togliendo arbitrio alla polizia con indebolimento dello stato. Verrà approvato il codice civile come strumento di unificazione delle persone. Art 16 principio che riteniamo tuttora valido. Affinché si abbia una costituzione occorre che ci sia una garanzia dei diritti e una separazione dei poteri con bocciatura dello stato assoluto per il secondo punto. Erano argomenti che mancavano nel pensiero assolutistico precedente (stato assoluto il potere è al re). Ciò viene preso dalle vicende accadute in Inghilterra con il cambiamento dell'ordinamento inglese (giudici indipendenti dal re e parlamento che esercitava potere). Secondo Montesquieu si ha un miglioramento del paese con questa struttura.

Le novità che hanno portato alla costituzione

Dal punto di vista americano la costituzione è adottata da un'assemblea costituente. Dalla costituzione francese abbiamo l'uguaglianza, la separazione dei poteri e il riconoscimento dei diritti. Il parlamento inglese non è legislatore aveva funzione di contro-potere del re (introduzione delle tasse). 1803 sentenza Marbury vs Madison (altro fattore). Fu un processo inventato da un giudice di pace che non era stato nominato da un ministro di giustizia il quale stava scadendo dalle sue funzione e non viene nominato. Il caso arriva alla corte suprema che arriva ad affermare un principio rivoluzionario ovvero che le leggi fatte di parlamenti sono subordinate alla costituzione (prima la costituzione non lo prevedeva).

Rapporto tra legge e costituzione

Si poneva un contrasto tra legge in parlamento e costituzione. Se una legge è in contrasto allora è nulla. Negli Stati Uniti non c'è una corte costituzionale, ciò nonostante il principio per cui costituzione> legge viene stabilito dal 1803 in poi. La corte costituzionale non entra nell'ordinamento giudiziario. Bisogna aspettare gli anni 20 per far entrare in vigore il pensiero del 1803 e nel 1820 si ha la prima vera corte costituzionale.

Il parlamento è l'espressione dei cittadini, mentre la costituzione rappresenta i diritti da rispettare. La costituzione non dice nulla sul sistema elettorale. Art48 il voto è uguale. Queste sentenze non possono che produrre dibattiti. La costituzione va rispettata e l'organo che la fa rispettare è la corte costituzionale.

La nascita dello stato moderno

Si è evoluto sulle ceneri dell'ordinamento feudale a partire dal 1400 quando i sovrani hanno unificato i territori nazionali. La monarchia assoluta che si forma dopo la fine della guerra dei 30 anni 1648, vede la presenza di un sovrano di dinastia ereditarie, le quali cercano di imporre la propria autorità sul territorio e lo fanno attraverso dei loro rappresentanti che hanno la funzione di riscuotere le imposte, quindi si ha una unificazione a livello fiscale. Esistevano anche in questi regni delle assemblee, ma a parte il caso inglese, con l'assemblea rappresentativa, le altre non sono simili a quella inglese, ma sono assemblee di ceti, non sono i cittadini a essere rappresentati bensì i ceti che portano avanti le loro esigenze.

Un altro aspetto è relativo alla giustizia. Questo aspetto vede una situazione in cui la giustizia deriva dal re, ma in realtà il re controlla soltanto gli appelli (giudici di secondo grado). A livello periferico non c'è nessun controllo della giustizia. Lo stato in questo periodo si limitava ad assicurare i confini ed in parte l'amministrazione della giustizia. Il problema era il reperimento delle risorse e quindi la gestione del fisco. Per entrare nelle città si pagava (es. di sistema di legislazione fiscale).

Forma di stato

Sono nozioni molto importanti: per la prima si intende il rapporto tra le istituzioni che governano e i cittadini o le finalità che lo stato si vuole portare. La forma di governo indica i rapporti tra gli organi che gestiscono il potere politico. Si distinguono diverse tipologie di stato:

  • Stato assoluto 600-700 (dopo guerra dei 30 anni) vede una situazione nella quale vi sono sudditi (rapporto sovranità-cittadini), dove il re esercita tutte le funzioni politiche.
  • Stato liberale 800 (dopo le rivoluzioni americana e francese) vede istituzioni che in qualche modo sono espressione dei cittadini (solo in parte). Inizio della divisione dei poteri, viene abolita la schiavitù.
  • Stato autoritario primo 900 comandato da un dittatore.
  • Stato socialista 900 prevede che non ci sia una libertà ma che sia tutto dello stato, il quale assicura dei diritti ai cittadini.
  • Stato democratico sociale 900-oggi vede caratteristiche completamente diverse. Tutte le classi partecipano e lo stato assume una serie di funzioni nei confronti dei cittadini.

Stato assoluto ancien regime (600/700)

Nello stato assoluto non ci sono costituzioni e il re deve rispettare alcune consuetudini come la necessità che debba depositare al parlamento di Parigi tutti gli atti che sono da lui adottati. Il re esercita attività da solo anche se esistono assemblee di ceti che sono però solo consultive. C'è una sostanziale divisione di potere politico tra la corona e il parlamento e il primo a teorizzare la divisione di questi poteri fu Montesquieu che era risultato rivoluzionario.

Il monarca esercita potere legislativo, esecutivo e giudiziario per far eseguire le leggi e mantenere l'ordine. Non esisteva una pubblica amministrazione (si avrà nel 800). Il ministro dell'economia è probabilmente il più importante e conta le entrate e le uscite dello stato e gli altri ministri contano su di lui (esisteva già nel 700) e nasce dall'impoverimento a Parigi. Nello stato assoluto c'è anche il potere giudiziario, in Inghilterra i giudici dipendevano dal re, erano i suoi funzionari e questo aveva un peso. Grande passo in avanti quando si passa allo stato liberale.

Stato liberale 800

Quando vengono ristaurate le monarchie esse sentono la necessità di avere un rapporto diverso soprattutto con la borghesia. Questa differenza di rapporti porta i sovrani a concedere delle costituzioni (la prima è quella francese 1815). A differenza da quella americana, quelle in Europa sono concesse perché il re sente la necessità di un coinvolgimento della borghesia attraverso il parlamento che ha funzioni legislative ed è un parlamento rappresentativo (solo per i più ricchi). Un altro grande passo avanti avviene dal punto di vista della proclamazione dello stato di diritto.

Dal punto di vista di come si pone lo stato però non si ha un passo avanti perché vuole ancora consentire alle forze attive lo sviluppo della vita economica e non si vuole intromettere nel rapporto tra privati e nell'economia (si limita a mantenere una situazione di tranquillità a livello economico). Al giorno d'oggi lo stato fa parte dell'economia del paese. Lo stato liberale non ha come necessità quella di tutelare i diritti dei lavoratori.

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

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