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Appunti di Diritto Costituzionale

Appunti per l'esame di Diritto Costituzionale, basati su lezioni del Professor Enrico Minnei e studio autonomo del testo consigliato dal docente "Diritto Pubblico", Bin-Pitruzzella.

Argomenti principali: definizione di diritto; fonti del diritto; procedimento legislativo; la Costituzione e il procedimento delle leggi costituzionali; legge di delega e decreto legislativo; decreto legge e legge... Vedi di più

Esame di Diritto costituzionale docente Prof. E. Minnei

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ESTRATTO DOCUMENTO

DIRITTO COSTITUZIONALE

COS’E’ IL DIRITTO? 2

QUANDO NASCE IL DIRITTO? 2

COS’E’ UNA REGOLA GIURIDICA? 3

FONTI DEL DIRITTO 5

PROCEDIMENTO LEGISLATIVO 8

INIZIATIVA LEGISLATIVA 8

APPROVAZIONE DELLA LEGGE 8

PROMULGAZIONE DELLA LEGGE 10

LA COSTITUZIONE 11

PROCEDIMENTO LEGGI COSTITUZIONALI 11

REFERENDUM VENETO (approfondimento) 13

LEGGE DI DELEGA E DECRETO LEGISLATIVO DELEGATO 14

PROCEDIMENTO 16

DECRETO LEGGE E LEGGE DI CONVERSIONE 16

PROCEDIMENTO 16

INIZIATIVA LEGISLATIVA RACCOMANDATA 17

DECRETI IN ASSENZA DEI PRESUPPOSTI 19

RIASSUNTO DI MINNEI 19

REGOLAMENTI 19

INTERPRETAZIONI 21

USI-CONSUETUDINI 21

RISERVA DI LEGGE 22

METODI DI RISOLUZIONE DELLE ANTINOMIE 23

CRITERIO CRONOLOGICO 23

CRITERIO GERARCHICO 25

CRITERIO DELLA COMPETENZA 27

LEGGE REGIONALE 27

FONTI COMUNITARIE 31

PRINCIPIO DELLA DIRETTA APPLICABILITÀ O DEL POSSIBILE EFFETTO DIRETTO 31

PRINCIPIO DEL PRIMATO E CRITERIO DELLA COMPETENZA 32

CORTE COSTITUZIONALE 33

LO STATO 36

FORMA DI STATO 37

FORMA DI GOVERNO 38

FORMAZIONE DEL GOVERNO 39

LEGGE ELETTORALE 39

QUANDO UN PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO È ILLEGITTIMO? 41

COS’E’ IL DIRITTO? norme

Secondo la concezione normativistica esso è un insieme di che servono a

società. polisemico

regolamentare una Il termine diritto è in quanto (derivante dal latino

“ius”) nell’accezione di insieme e complesso di norme che regolano la vita dei membri

della comunità di riferimento, si riferisce all'insieme di regole che sono in vigore in uno

Stato in un determinato momento e che rispondono al bisogno dei cittadini di vivere in

diritto

una società il più possibile ordinata e tranquilla; in questo caso si parla di

oggettivo. A volte, invece, il termine diritto assume un significato diverso, in quanto

diritto soggettivo.

corrisponde al concetto di "potere, facoltà"; in questo caso si parla di

“Ubi societas, ibi ius” è una locuzione latina che significa "dove c'è una società (civile), lì

vi è il diritto". Ogni società non può che fondarsi sul diritto, non può esservi alcuna

società civile che non avverta l'esigenza di regolamentarsi.

QUANDO NASCE IL DIRITTO?

Quando nascono le prime organizzazioni in gruppi di persone che si organizzano

attraverso regole giuridiche e quindi si formano le società.

Storia Paleolitico,

La fase più antica della dell'uomo è suddivisa in questi periodi:

Mesolitico, Neolitico, Età del Rame, Età del bronzo, Età del ferro. Nello scorrere del tempo

Preistoria

successivo alla (ossia il periodo che va dalle prime testimonianze dell’esistenza

dell’uomo all’invenzione della scrittura) si identificano queste epoche o evi o età:

Storia antica:

• dall’invenzione della scrittura (3500 a.C.) alla caduta dell’Impero romano

d’Occidente (476 d.C);

Storia medievale:

• dalla caduta delImpero romano d’Occidente alla scoperta

dell’America (1492);

Storia moderna:

• dalla scoperta dell’America alla Rivoluzione Francese (1789) e alla

Rivoluzione industriale;

Storia contemporanea:

• dalla Rivoluzione Francese e dalla Rivoluzione industriale

(XVIII) al presente).

Lo scopo del diritto, che non può mai prescindere dal fattore umano, è quello di creare un

ordinamento che consente la pacifica convivenza fra uomo e uomo. L'espressione latina

“homo homini lupus” (letteralmente "l'uomo è lupo per l'altro uomo"), il cui precedente più

antico si legge nel commediografo latino Plauto (Asinaria, a. II, sc. IV, v. 495), riassume

efficacemente un'antica concezione della condizione della natura umana molto radicata

nella cultura occidentale, secondo cui vi sarebbe nell'uomo l'istinto di sopraffare il proprio

simile, come il lupo che, per sopravvivere, sbrana il più debole.

COS’E’ UNA REGOLA GIURIDICA?

Innanzitutto bisogna dire che la regola giuridica individua una rapporto convenzionale fra

fatto effetto.

ed In passato era una regola umana e morale che faceva riferimento al

divino. foro interiore morale/coscienza.

La regola morale risponde al ossia alla

foro esteriore giudice

La regola giuridica risponde al ossia al che impone una

sanzione. mutevolezza

Il diritto è caratterizzato da e tendenzialmente non si

occupa del foro interiore. 26/09/17

- Normativismo: Insieme di regole.

- Istituzionalismo: Insieme di regole inserite in un contesto sociale; la regola giuridica è

compresa in un corpo sociale. codici

La regola giuridica (la cui idea non è di per se stessa sufficiente) la si trova nei ed è

legislatore legge.

posta da un (nel caso italiano il Parlamento) nella forma di una

Inizialmente al tempo delle grandi monarchie assolute (‘500-‘600) non esisteva un

Parlamento bicamerale o rappresentativo come oggi, ma c’era un organo parlamentare

camera alta Promessi Sposi

costituito solo dalla (sarà il Senato). Manzoni ambienta i suoi

nel ‘600 e scrive della vicenda dei Bravi e dell’Azzecca-Garbugli il quale è un avvocato

che vive a Lecco ed è intimo amico di don Rodrigo, nonché suo compagno di bagordi e

complice delle sue prepotenze a cui trova spesso delle scappatoie legali. Renzo si reca

nel suo studio, descritto come un luogo decadente che ispira un'impressione di

trascuratezza, ed espone il suo caso, ma l'avvocato cade in un grossolano equivoco e

scambia Renzo per un bravo, spiegandogli poi come farà a tirarlo fuori dai guai (ovvero

subornando testimoni, minacciando le vittime e invocando la protezione dei potenti); in

questa occasione viene citata la grida datata 15 ottobre 1627 in cui sono previste pene

per chi minaccia un curato, documento che diede a Manzoni l'idea base per il romanzo.

Quando Renzo fa il nome di don Rodrigo, l'avvocato va su tutte le furie e caccia via

malamente il giovane, restituendogli i capponi che aveva portato in dono e non volendo

"signor dottor delle cause perse",

sentire ragioni. Renzo definirà poi il legale espressione

divenuta in certo modo proverbiale a indicare un avvocato di scarso valore.

Da questo esempio si capisce come all’epoca non esistessero regole generali astratte

valevoli per tutti ma ci fossero regole giuridiche differenti per i diversi strati di

appartenenza sociale. diritto

Con la Rivoluzione Francese (1789) ci fu un primo cambiamento: dal

consuetudinario e corporativo leggi prodotte da un re

(evo antico) si passò alle che

favorisce il privilegio delle classi sociali più elevate (evo medio) fino ad arrivare, sulla scia

dell’Illuminismo, all’elaborazione dei principi di Libertà, Uguaglianza e Solidarietà.

codificazioni legislatore statale,

Nascono dunque le prime prodotte da un unico

soggetto produttore di leggi. clero

Il Parlamento non era più costretto a far emergere solo l’aristocrazia e il ma doveva

borghesia.

tener conto anche degli interessi del Terzo Stato, ossia la Nel romanzo

Il Gattopardo viene evidenziato proprio la fase di passaggio dalla vecchia e decadente

aristocrazia alla nascente borghesia.

Si diffonde così l’esigenza di un Parlamento bicamerale che abbia l’utilità di dare voce

proprio alla borghesia che fino a quel momento non aveva avuto alcuna rappresentanza.

All’inizio dell’Ottocento comincia a emergere anche il cosiddetto Quarto Stato, ossia il

proletariato, perché l’avvento della Rivoluzione Industriale richiedeva la tutela dei molti

camera bassa

lavoratori, quindi ci fu un’estensione della (sarà la Camera).

Il 10 marzo 1946 ebbero luogo le prime elezioni "amministrative" con partecipazione

femminile. Per quanto riguarda le "politiche": il 2 giugno e la mattina del 3 giugno 1946

ebbe luogo il referendum per scegliere fra monarchia o repubblica a cui i cittadini e le

suffragio universale.

cittadine italiane votarono per la prima volta con

Dunque nel corso dell’Ottocento e del Novecento il diritto viene assunto come una legge

prodotta da un Parlamento rappresentativo con il fine di superare la tradizionale

stratificazione sociale.

“No taxation without representation” è uno slogan la cui traduzione è: “No alla tassazione

senza rappresentanza” che negli USA durante gli anni 1750 e 1760 riassumeva una

lamentela primaria dei coloni britannici nelle Tredici Colonie, che fu una delle cause

principali della Rivoluzione americana. Per riassumere in breve: molti in quelle colonie

credevano che la mancanza di diretta rappresentanza nel lontano Parlamento britannico

fosse un rifiuto illegale dei loro diritti come inglesi , e quindi le leggi che tassavano i coloni

(uno dei tipi di leggi che si applicano alla maggior parte delle persone direttamente), e

altre leggi che si applicavano solo alle colonie, erano incostituzionali . Tuttavia, durante il

periodo della rivoluzione americana, solo 1 su 20 cittadini britannici aveva rappresentanza

in Parlamento e nessuno dei quali faceva parte delle colonie.

Civil law:

• Modello di ordinamento giuridico derivante dal diritto romano sviluppatosi

dapprima nell'Europa continentale e poi in moltissimi stati del pianeta, all'interno della

cornice dottrinaria del diritto romano-giustinianeo. La loro caratteristica precipua è che i

loro principi fondanti sono codificati in un sistema di riferimento che funge da fonte

sistemi deduttivi regole generali astratte.

primaria della legge. A partire da elabora

Common law:

• Modello di ordinamento giuridico, di origine britannica, basato sui

precedenti giurisprudenziali più che su codici o, in generale, leggi e altri atti normativi di

sistema induttivo,

organi politici. La sua cornice dottrinaria, che usa un dà forza

sentenze)

vincolante a provvedimenti giurisdizionali (generalmente pronunciate in

passato da un giudice nel corso di un processo, su fattispecie identiche o analoghe a

quella in esame, in base al principio che sia iniquo trattare fatti simili in modo diverso in

precedente).

occasioni diverse (dottrina del

FONTI DEL DIRITTO fatto

Si definisce la fonte del diritto come l’atto o il abilitato dall’ordinamento giuridico a

norme giuridiche,

produrre cioè abilitate ad innovare all’ordinamento giuridico stesso.

Direttive comunitarie

-

Unione Regolamenti comunitari

- Legge ordinaria

- (art. 70-74-117.1 Cost.;

art.1 Preleggi)

Diritto Articoli costituzionali

- (art. 138-139 Cost.)

Stato

⧣ Decreti legge

Regole - (d.l.)

Decreti legislativi

- (d.lgs.) (art. 76-77 Cost.)

- (art. 1-3-4 Preleggi; art.

Regolamenti governativi

17 legge 400/1988; art 117.6 Cost.)

Consuetudini

- (art. 8 Preleggi; art. 10 Cost.)

Leggi regionali

- (art. 117 II-III-IV comma Cost.)

Regioni - (art. 117 VI comma Cost.)

Regolamenti regionali

Disposizioni sulla legge in generale, Preleggi,

Le dette anche sono un insieme di

articoli emanati con Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 262 con cui fu anche approvato il

leggi,

codice civile italiano. Il primo capo delinea le fonti del diritto, ossia: le i

regolamenti usi/consuetudini.

e gli

Progressivamente lo Stato ha perso il monopolio normativo, oggi infatti si contemplano

regole giuridiche anche non statali. 27/09/17

Gli art. dal 70 al 74 e l’art. 138 della Costituzione sono considerati (in particolare dal

normativismo estremo, la cui visione tende a perdere l’interesse nel contenuto come

metadisposizioni

successe con le leggi razziali) poiché insegnano come si produce una

legge; sono “disposizioni sulle disposizioni”.

DIRITTO:

• Insieme di regole;

LEGGE:

• Fonte per eccellenza, atto normativo che pone regole giuridiche nel nostro

ordinamento;

DISPOSIZIONE:

• Proposizione normativa che contiene una regola giuridica e si fa

norma quando qualcuno la interpreta; la norma dunque non è più una regola astratta

ma diviene attualizzata e concreta; l’interprete cala nella realtà la disposizione quindi

essa è nulla se non viene considerata attraverso il filtro di chi la legge e le attribuisce un

significato.

La legge è un atto normativo prodotto dal Parlamento, ossia è il prodotto finale

dell’attività collettiva esercitata dalle Camere.

Gli articoli dal 70 al 74 (collegati agli art. 1 e 64) insegnano come fare una legge ma

bisogna ricordare che a ciò si è arrivati con un processo storico imprescindibile:

Illuminismo, Rivoluzione Francese. Da Montesquieu dunque ci fu la necessità di superare

le diseguaglianze e fu elaborata l’ipotesi della divisione dei poteri. Infatti se il potere si

fonda a capo di un’unica persona nasce una situazione di assolutismo. Bisogna perciò

distinguere:

Oggettivamente:

• Le istituzioni del potere esecutivo, legislativo e giudiziario;

Soggettivamente:

• La funzione esecutiva è esercitata dal Governo, quella legislativa dal

Parlamento e quella giudiziaria dai giudici.

potere legislativo

Il è attribuito al Parlamento in quanto esso è unico organo

titolarità

rappresentativo secondo l’art. 74. Inoltre secondo l’art. 1.2 viene distinta la della

sovranità

funzione legislativa dall’esercizio concerto e ordinario della che non è lasciata

corpo sociale,

direttamente al ma ai suoi rappresentanti in Parlamento. Tuttavia ci sono

referendum.

dei momenti in cui la sovranità è diretta, ed è il caso del

Parlamento Camera

Il è composto da due Camere: la dei deputati (Montecitorio) e il

Senato della Repubblica (Palazzo Madama). Il governo deve ottenere la fiducia da

entrambe le Camere. La Camera dei deputati è composta da 630 deputati eletti dal

popolo. Il Senato della Repubblica è composto da 315 senatori eletti dal popolo. Ai

senatori eletti vanno aggiunti i senatori a vita. I deputati possono essere eletti da tutti i

cittadini italiani in possesso dei diritti civili che hanno compiuto 18 anni di età. Possono

essere eletti alla Camera dei deputati tutti i cittadini italiani in possesso dei diritti civili che

hanno compiuto 25 anni di età. I senatori possono essere eletti da tutti i cittadini italiani in

possesso dei diritti civili che hanno compiuto 25 anni di età. Possono essere eletti al

Senato tutti i cittadini italiani in possesso dei diritti civili che hanno compiuto 40 anni di

età.

Oggi l’asse principale si sta spostando dal Parlamento al Governo perciò l’idea stessa di

rappresentanza (il cui significato è agire nell’interesse dell’altro), quindi l’art. 1.2, è in crisi.

La legge elettorale è quel mezzo diretto a trasformare il voto in seggio per questo essa è

quanto di più strategico ci sia in un ordinamento. Essa può operare secondo due logiche:

- Proporzionale: Sistema di elezione tale per cui si assegnano più seggi a chi prende più

voti, meno a chi prende un numero inferiore di voti; così facendo si dà spazio a

entrambe le parti di rappresentanza.

- Maggioritario: I seggi sono assegnati sempre e solo a chi prende più voti; la

rappresentanza è limitata alla sola maggioranza presente in Parlamento.

Diventa problematico quando non consente le preferenze, blocca le liste e assegna premi

partitico.

di maggioranza perché si innesca un meccanismo

“La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due camere”

L’art. 70 nella sua

prima parte richiama la teoria della separazione dei poteri di Montesquieu, mentre

l’avverbio “collettivamente” richiama la rappresentanza.

L’art. 64.3 prevede due tipi di quorum:

quorum strutturale costitutivo

a) Il o indica il numero o la percentuale minimi di aventi

diritto che debbono essere presenti a una riunione o partecipare a una votazione,

affinché sia ritenuta valida e possa avere gli effetti proposti. Corrisponde, in sostanza,

numero legale.

al quorum funzionale deliberativo

b) Il o indica il numero o la percentuale di voti a favore

minimi da ottenersi perché un candidato possa essere eletto o una proposta possa

essere approvata.

Con ciò si capisce come il Parlamento sia l’unico organo nel quale si scontrano

quotidianamente maggioranza e opposizione; nel Governo è presente una coalizione di

persone che esprime un proprio ordinamento politico.

Il momento di sintesi fra maggioranza e opposizione non è presente nel Governo perché

al suo interno non ci sono contemporaneamente una maggioranza e una minoranza. Per

questo motivo l’organo più importante a cui è affidato il compito di produrre leggi è il

Parlamento.

2/10/17

- Atti giuridici: genus

sono un che ha rilievo nel mondo giuridico; è un comportamento

consapevole e volontario che da luogo a effetti giuridici.

- Atti normativi: species

sono una contenuta all’interno del genus; è un atto giuridico

che ha come effetto la creazione, modifica o abrogazione di norme generali e astratte

di un determinato ordinamento giuridico in base alle norme sulla produzione giuridica

vigenti nello stesso ordinamento.

- Fatti giuridici: eventi naturali o sociali che producono conseguenze rilevanti per

l’ordinamento.

Tramite gli art. 1-64-70 si capisce che la carta costituzionale italiana assegna un ruolo

essenziale al Parlamento e per questo si dice che il paese ha una forma di governo di tipo

Parlamentare.

Nella realtà dei fatti però questo risulta essere sempre meno vero in quanto il Parlamento

viene ad avere un ruolo sempre meno centrale.

Nella carta costituzionale si mette al centro del sistema il Parlamento, l’unico organo

rappresentativo dello stato. Il Parlamento è mosso dalla volontà di superare le classi

sociali e creare un diritto generale astratto. Attraverso la legge elettorale infatti si

voti,

trasforma la volontà dei cittadini, simboleggiata dai in seggi. L’art. 64.3 regola

maggioranza semplice.

l’ordinario funzionamento del Parlamento, la La maggioranza

semplice si basa sul 50%+1 di voti favorevoli dei votanti. Per una maggioranza semplice,

quorum di presenze

in breve, è necessario solamente il e la superiorità di voti favorevoli

rispetto a quelli sfavorevoli. Esistono tuttavia due ulteriori forme di maggioranza, dette

maggioranze qualificate: maggioranza assoluta maggioranza dei 2/3

e (in ordine crescente

di voti necessari per la maggioranza). Si raggiunge la maggioranza assoluta quando,

considerando un totale di 630 deputati, i voti favorevoli sono uguali o superiori a 316,

ovvero quando il 50%+1 degli aventi diritto al voto si esprime in maniera favorevole (non

si tratta dunque di un quorum di presenza, ma si considera l’intero corpo elettorale e gli

astenuti, o non presenti, risultano comunque come voti sfavorevoli). La maggioranza dei

2/3, infine, funzione in maniera molto simile alla maggioranza assoluta, alzando però il

numero di voti necessari per il raggiungimento della maggioranza. In questo tipo di

maggioranza qualificata dunque, considerando un totale di 630 deputati, saranno

necessari 420 voti favorevoli, ovvero almeno i 2/3 degli aventi diritto al voto. Alcuni

intellettuali hanno ragionato sulla legge di maggioranza come effettivo strumento di

rappresentatività: tra questi, Giovanni Sartore segnala come il principio di maggioranza

possa diventare in concreto una dittatura della minoranza. Secondo questo punto di vista,

la maggioranza che incide è in realtà una minoranza, ovvero nel caso in cui non ci siano

leggi direttamente connesse alla maggioranza, come ad esempio sulle unioni civili o sul

fine vita, la maggioranza si divide e continua a vincere la minoranza.

PROCEDIMENTO LEGISLATIVO

procedimento

Innanzitutto bisogna precisare che qualsiasi consiste in una serie

coordinata di atti destinati a produrre uno stesso risultato finale; il risultato del

procedimento legislativo è la legge formale. Gli atti di cui è formato il procedimento

legislativo sono:

1) Fase dell’iniziativa legislativa (art. 71) Per ognuna di queste

fasi sono coinvolti

2) Fase deliberativa (o costitutiva) (art. 72) soggetti diversi.

3) Fase integrativa dell’efficacia (art. 73-74)

INIZIATIVA LEGISLATIVA

legislativa

La fase dell’iniziativa consiste nella presentazione di un progetto di legge

(disegno di legge se presentato dal Governo o proposta di legge negli altri casi) ad una

Camera. Un progetto di legge consta di 2 parti:

Il testo dell’articolato (redatto fisicamente da qualcuno) che viene sottoposto

• all’esame della Camera; scopi caratteristiche.

• La relazione che lo accompagna e ne illustra e

L’iniziativa legislativa è riservata è riservata ad alcuni soggetti tassativamente indicati

dalla Costituzione o da altre leggi costituzionale:

Governo;

• Deputati e senatori;

• 50.000 elettori;

• Consigli regionali;

• Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL).

• 3/10/17

APPROVAZIONE DELLA LEGGE

deliberativa costitutiva)

Nella fase (o il progetto di legge è depositato in una delle due

Camere e alla fine vi sarà una delibera legislativa comune a Camera e Senato. In caso di

iniziativa governativa, secondo l’art. 87.4, il Presidente della repubblica autorizza la

presentazione dei disegni di legge e questo rappresenta un primo controllo dell’iniziativa

della maggioranza secca presente nel Governo, il quale non ha una minoranza.

In questa fase serve che il progetto di legge sia approvato attraverso un esame.

L’art. 72 vieta che il progetto di legge sia discusso direttamente dalla Camera, perché

deve prima essere esaminato, a seconda della materia da trattare, dalla commissione

permanente competente: esse sono suddivisioni permanenti presenti in entrambe le

Camere e servono per occuparsi di una certa materia (es: Comm. ambiente, Comm.

costituzionale ecc.). In relazione alle diverse funzioni che svolgono la commissione e

l’aula si distinguono 3 procedimenti principali:

commissione referente

• Nel procedimento ordinario per vi sono 3 fasi:

1) La commissione discute in modo generale sul progetto di legge, esamina

l’articolato nel suo insieme per verificare se c’è l’interesse della maggioranza (in

insabbiamento)

caso contrario di solito si parla di Comitato

2) Nella c.d. fase creativa (in questa fase si può procedere alla nomina di un

per la legislazione) la commissione esamina l’articolato articolo per articolo e può

votare eventuali emendamenti, che possono essere di 3 tipi:

- Emendamenti soppressivi, se tolgono qualcosa;

- Emendamenti additivi, se aggiungono qualcosa;

- Emendamenti modificativi, se lo rendono più complesso;

3) Infine l’articolato viene riesaminato (per poi essere approvato) nel suo insieme al

fine di verificare se il testo abbia ancora un suo ordine logico e se la maggioranza

manifesta il suo interesse.

Successivamente dalla commissione permanente, che ha approvato il testo insieme ad

una relazione finale (e se necessario con relazioni di minoranze), la discussione viene

spostata, tramite un relatore che la presenta, all’Assemblea la quale fa esattamente ciò

che ha già eseguito la commissione (triplice lettura). Alla fine anch’essa avrà approvato

una articolato che verrà presentato all’altra Camera del Parlamento dove il procedimento

ricomincia dall’inizio, essendo libera la seconda Camera di scegliere il procedimento da

seguire. Essa è libera di apportare qualsiasi emendamento al testo, così il progetto potrà

viaggiare più volte fra le Camere (navette) finché entrambe non approveranno il medesimo

testo.

bicameralismo perfetto paritario

Il o è una forma di bicameralismo in cui il potere

legislativo viene esercitato da (almeno) due camere rappresentative legislative paritarie

(stessi compiti, gli stessi poteri derivanti dalla stessa rilevanza costituzionale).

Storicamente esso ha avuto una grandissima funzione; è l’esito della Rivoluzione

Francese per rappresentare nella Camera bassa la borghesia e poi il proletariato. Il

presupposto è che ci sia una società divisa in classi cosa che si è superata con la

Costituzione. Oggi le due Camere non danno voci differenti perché in entrambe tutte le

categorie sono rappresentate. Il problema della storia italiana fu l’avvento del ventennio

fascista che non venne bloccato dallo Statuto Albertino; Mussolini infatti salì al potere

grazie a leggi approvate dal Parlamento in modo legale. Quindi si voleva creare un

sistema di controlli incrociati così che le leggi stesse fossero massimamente esaminate:

oggi infatti Camera e Senato offrono la garanzia che i contenuti abbiano molti passaggi e

siano ben ponderati. commissione deliberante

• Il procedimento decentrato per (o legislativa) è previsto

dall’art. 72.3, offre il minimo delle garanzie e comprende tutte e 3 le fasi del

procedimento ordinario ma eseguite soltanto dalla commissione (la triplice lettura della

commissione esaurisce tutte le esigenze della Camera); il progetto di legge non passa

all’Assemblea. Perciò:

Alcune materie sono escluse da questo procedimento;

• La composizione delle commissioni segue il criterio della rappresentanza

• proporzionale;

L’assegnazione della proposta alla commissione è differente fra Camera e

• Senato; commissione redigente,

• Nel procedimento misto per che non è previsto dalla

Costituzione ma dai regolamenti parlamentari, operano sia la commissione che

l’Assemblea. La prima ha il compito di eseguire la triplice lettura cristallizzando il testo

(rendendolo immodificabile), lo redige in senso forte ma non può deliberarlo.

L’Assemblea invece deve esaminare l’articolato e può solo (ma non è costretta a farlo)

approvare il testo senza avere la possibilità di emendarlo.

Il Presidente di ogni Camera, nel bicameralismo perfetto, può, entro le limitazioni

predisposte, scegliere il procedimento approvativo del proprio progetto di legge.

Nella Costituzione l’art. 72 indica dei limiti all’uso di questi procedimenti, infatti la

procedura ordinaria è sempre adottata:

- Per i progetti di legge in materia costituzionale ed elettorale, per quelli di

delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di

approvazione di bilanci e consuntivi.

- Se è richiesto dal Governo o 1/10 (espressione dell’opposizione minoritaria) dei

componenti della Camera o 1/5 della Commissione.

PROMULGAZIONE DELLA LEGGE

integrativa dell’efficacia

La fase rende efficace una legge, approvata dalle Camere,

attraverso la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica.

controllo

In un primo momento il Capo di Stato svolge un formale, sostanziale e

preventivo sulla legittimità della legge impedendo alla stessa di acquistare un’efficacia

esterna prima che sia pubblicata.

può

• Secondo l’art. 74.1 egli rinviare alle Camere una legge con un messaggio privato.

Tuttavia non può rinviarla per questioni di merito politico poiché, secondo l’art. 70, la

funzione legislativa è affidata al Parlamento.

Una legge può essere rinviata se c’è la convinzione che la delibera legislativa presenti

dei punti di incostituzionalità. In mezzo fra il merito politico (non consentito) e i principi

costituzionali, vi è una zona grigia c.d. di merito costituzionale. Essa è una valutazione

politica che il Capo di Stato fa cercando di intuire quali potrebbero essere i riflessi di

inviare una legge, in casi estremi: motivi di convenienza, di compatibilità con i principi

costituzionali e di coerenza con gli indirizzi legislativi, per questo è meglio definita come

legittimità costituzionale.

Secondo l’art. 74.2, successivamente alla modifica che le Camere apportano al testo,

• deve

se esse approvano nuovamente la legge questa essere promulgata. Infatti se

ultima parola fosse del Presidente della Repubblica significherebbe attribuirgli un potere

legislativo che non è di sua competenza; perciò semmai in seconda sede interverrà il

controllo della Corte Costituzionale. Interessante è però vedere come nel nostro

sistema, in cui vi è una divisione dei poteri, ci sia comunque un bilanciamento dei

poteri: il potere legislativo è del Parlamento ma con un sistema di controlli incrociati

interviene anche il Capo di Stato.

La funzione delle Costituzioni rigide si verifica quando qualcuno le sta forzando. Per

questo motivo, quando è a rischio il sistema delle libertà fondamentali, l’art. 74.4 va

letto alla luce dell’art. 90. Gazzetta Ufficiale

Alla promulgazione segue la pubblicazione sulla e eleggi entrano in

vigore dopo un periodo di 15 giorni (vacatio legis). 4/10/17

Corte Costituzionale

La nel valutare la legittimità di una legge adotta un parametro

Capo di Stato

appunto costituzionale, mentre il che sceglie di rinviare una legge ha un

parametro più ampio sul sistema poiché deve garantire che non si producano effetti

devastanti sul funzionamento delle istituzioni.

In conclusione bisogno sottolineare che l’art. 74 può avere 2 interpretazioni:

Il Capo di Stato, grazie al potere di veto sospensivo, è sempre tenuto a promulgare la

• legge se questa era già stata rinviata al Parlamento (maggioritaria).

In ipotesi del tutto residuale al Capo di Stato è permesso, sennò sarebbe accusato di

• attentato alla Costituzione, di non promulgare una legge, anche dopo la seconda

approvazione delle Camere, se essa viola i supremi principi costituzionali (minoritaria).

LA COSTITUZIONE

Le Costituzioni nascono nell’Ottocento e sono dette ottriate (<“octroyè”) perché venivano

unilateralmente concesse dal sovrano ai sudditi e il loro contenuto non è stabilito

attraverso un confronto tra le varie parti politiche e sociali che formano lo stato, ma è

deciso dall’alto dal re. Più che una vera Costituzione quindi è il risultato di una cessione di

autorità da parte di un monarca (es: Statuto Albertino, Costituzione dello Stato vaticano).

legibus solutus

Fino alla Rivoluzione Francese il sovrano era mentre successivamente

diritto si configurava come una limitazione al potere sovrano: anche il sovrano doveva

sottostare alla legge.

Le Costituzioni ottriate sono per definizione brevi (contengono soltanto le norme

• sull’organizzazione fondamentale dello stato e alcuni diritti di libertà) ossia guardano al

passato: il sovrano concede tutto ciò con non può non concedere e il loro contenuto

segna dei punti di non ritorno limitatamente al passato quindi l’aspetto negativo è il non

essere un programma per il futuro.

Le Costituzioni novecentesche sono l’opposto perché esse sono lunghe in quanto

• contengono un programma per il futuro che lo Stato deve impegnarsi a realizzare ogni

giorno.

Le Costituzioni flessibili sono tali perché non prevedono un procedimento particolare

• per la loro modificazione, ma consentono che questa avvenga tramite attraverso la

normale attività legislativa; dunque in linea di principio per queste non c’è una forma di

controllo giudiziario.

Le Costituzioni rigide (dunque garantite) dispongono per la modificazione del testo

• costituzionale un procedimento particolare, più gravoso di quello previsto per la

formazione delle leggi ordinarie; la prevalenza delle Costituzione sulla legge ordinaria è

garantita da un giudice. Lo Statuto Albertino, proprio perché era una Cost. Ottriata non

prevedeva alcuna clausola di rigidità costituzionale perciò le leggi razziali furono

derogate dal Parlamento allo Statuto Albertino. Nella nostra Costituzione invece è

previsto l’art. 138.

—> Analisi Costituzione USA (1789), non ancora rigida, ma prospettiva diversa dai

normativisti europei rispetto al concetto stesso di Costituzione (Caso Madison vs.

Marbury, sentenza Marshall 1803, il quale ha ragionato come un istituzionalista). 9/10/17

PROCEDIMENTO LEGGI COSTITUZIONALI

Costituzione della Repubblica Italiana

La del 1948 rappresenta il vertice della

gerarchia delle fonti dell’ordinamento italiano (ripresa dall’art. 4 delle Preleggi:

leggi, regolamenti, usi/consuetudini). Essa è quindi il fondamento di validità delle

fonti primarie, di cui detta la disciplina. Introduce la clausola di rigidità con l’art.

138 con il quale si capisce che la Costituzione sia la fonte più importante poiché il

complesso

suo procedimento per modificarla (revisione costituzionale) è più e

gravoso rispetto a quello ordinario; la differenza rispetto alle altre leggi non è di

tipo contenutistico ma formale.

Ovviamente l’aggiunta di questo articolo non era l’unico modo per fare la Costituzione:

secondo l’ideologia di Marshall infatti bisogna credere che la Costituzione sia per sua

essenza più importante perché serve a “constituere” un modo di stare insieme.

Una fase costituente richiede delle condizioni storiche particolari: quando c’è tutto da

ricostruire, quando quando il mondo giuridico è azzerato e bisogna creare un nuovo

ordine giuridico e quindi costituzionale (ad esempio i periodi dopo la Riv. Francese, la

Seconda Guerra Mondiale).

La Costituzione risulta essere il riassunto di ideologie politiche differenti.

Dunque l’art. 138, in quanto potere costituito (e non costituente), spiega quale deve

essere il procedimento di approvazione di una legge costituzionale.

1) Sono necessarie delle maggioranze qualificate, non bastano quelle semplici come

nell’art. 64;

2) E’ possibile (ma non obbligatorio) che si renda necessario il referendum popolare;

3) Sono necessarie 4 approvazioni: 2 approvazioni (la prima a maggioranza relativa) da

parte della Camera e 2 del Senato (la prima a maggioranza relativa);

Bisogna anche tenere presente che:

a) Servono la maggioranza dei 2/3 e la maggioranza assoluta perché una legge

costituzionale richiede una volontà condivisa che superi il problema della

maggioranza e abbia l’approvazione anche da parte dell’opposizione;

b) Se il disegno di legge in II sede di approvazione non ottiene la maggioranza dei due

terzi (quindi ottiene solo la maggioranza assoluta) l’opposizione (1/5 dei membri della

può

Camera, 5 Consigli regionali o 500.000 elettori) chiedere un referendum popolare.

Il referendum è detto approvativo o confermativo ma nella sua essenza esso è

oppositivo in quanto strumento della minoranza.

L’art. 138 affinché il referendum abbia efficacia prevede il solo quorum costitutivo che

premia l’opposizione.

In modo lungimirante il costituente ha intuito la possibilità che la Costituzione

abbisognasse di modifiche nel corso della sua vita. Poiché le leggi di modifica della

Costituzione e le altre leggi costituzionali incidono su di un ambito delicato e rilevante egli

procedimento aggravato.

ha stabilito che sono soggette ad un In particolare, la

maggioranza ampia ed il referendum servono a coinvolgere, rispettivamente, una larga

parte del Parlamento e la popolazione. Invece l'intervallo di tempo tra le due deliberazioni

serve a provocare una riflessione in coloro che si apprestano a varare la legge. 10/10/17

Tuttavia non tutta la Costituzione è revisionatile. forma repubblicana

• Limite esplicito: Art. 139 in cui si specifica che la deve rimanere,

quindi non la si può modificare in forma monarchica. La differenza principale risiede nel

capo poiché nella monarchia si ha il Re (in carica tendenzialmente a vita) mentre nella

Presidente della Repubblica

Repubblica si ha il (viene eletto in modo diretto o indiretto

ed esercita la sua carica per un periodo di tempo circoscritto).

Limite implicito: Nell’interpretazione maggiore si tende a connettere l’art. 139 all’art. 1,

• carattere democratico

cioè si considera la forma repubblicana inscindibile dal della

Repubblica e dall’appartenenza della sovranità al popolo.

Perciò l’art. 138 consente la modifica ma non può essere utilizzato per negare la sua

stessa essenza ossia i supremi principi costituzionali che sono tali proprio grazie al loro

contenuto.

Alcune sentenze che si riferiscono a questo argomento:

- 18/1982

- 1146/1988

- 366/1991 11/10/17

REFERENDUM VENETO (approfondimento)

Lo scopo dell'Assemblea costituente nell'introdurre il referendum fu consentire l'esercizio

sovranità popolare

della (art.1) anche in modo diretto rispetto a leggi già in vigore. Per

evitare abusi delle minoranze, però, la sua efficacia è stata ancorata al sussistere di

precise maggioranze. Inoltre, si è escluso che determinate materie, per la loro

complessità ed importanza, possano esserne oggetto.

Il referendum consultivo del 2017 in Veneto è una consultazione referendaria regionale

che si è svolta in Veneto il 22 ottobre 2017.

3 referendum nazionali 1 regionale.

Nella Costituzione italiana sono previsti e

referendum abrogativo,

• Art. 75 nomina il il quale serve ad abrogare, quindi far cessare

di efficacia ex nunc quindi solo per il futuro, una legge statale. Può essere considerato

come fonte del diritto perché ha carattere manipolativo (come nel caso del referendum

elettorale del 1993). Il giudizio di ammissibilità riguarda gli argomenti citati all’art. 75 ma

esso va infatti interpretato in senso estensivo:

- L’elenco non è tassativo;

- Bisogna includere tutte le leggi costituzionalmente necessarie;

- Il referendum non può riguardare le leggi rinforzate per le quali sono utili le

maggioranze qualificate. materie

Dunque i limiti imposti dalla Corte Costituzionale sono: le vanno intese in modo

quesito

estensivo; il del referendum deve essere intellegibile; se le leggi hanno contenuto

doppia abrogazione

omogeneo può essere chiesta una in un unico referendum; il

paralizzare

quesito del referendum non può avere l’effetto di un organo costituzionale.

referendum consultivo,

• Art. 132-133 nominano il che riguarda l’assetto nazionale

relativo a modifiche territoriali (es: creazione di nuovi comuni);

referendum costituzionale oppositivo)

• Art. 138 nomina il (approvativo o che serve ad

approvare una delibera costituzione su scala nazionale;

referendum regionale

• Art. 123 nomina il il quale è determinato dai diversi Statuti

regionali e permette alle regioni di approvare leggi a efficacia nazionale.

Tuttavia l’art. 75 indica delle materie che vengono escluse dal referendum

- Leggi tributarie e di bilancio, perché la prestazione di questi servizi serve ad avere il

denaro da parte dei cittadini; in sostanza non c’è fiducia nel corpo elettorale che

sicuramente abrogherebbe la legge in questione, a differenza degli USA in cui

referendum su questa materia sono possibili.

- Leggi di amnistia e indulto.

- Leggi di autorizzazione a ratificare trattati internazionali (vedi anche art. 80). I Governi

stipulano i trattati che vincolano gli Stati; non sono ancora veicolati all’interno degli

Stati interessato; bisogno che il Capo di Stato lo ratifichi mediante una legge di

autorizzazione delle Camere.

Lo Statuto della regione Veneto prevede il referendum consultivo e il referendum

abrogativo. Per entrambi sono necessari:

a) Un quorum di presenze ossia che vada a votare la maggioranza degli aventi diritto al

voto; sì no;

b) La maggioranza dei rispetto ai

Autonomia

Cosa viene richiesto? (< autos nomos=darsi delle leggi) che è assai diversa

dall’indipendenza. L’autonomia infatti conserva la sovranità in capo allo Stato, mentre

l’indipendenza è acquisizione di sovranità e non si fa più parte dello Stato.

Bisogna inoltre precisare che secondo l’art.5 della Costituzione non è possibile che una

Regione si renda indipendente e quindi divisa dallo Stato.

Regioni a Statuto speciale: Secondo l’art. 116 il loro Statuto è costituzionale ma esse

• non sono indipendenti, semplicemente sono munite di una fortissima autonomia.

Regioni a Statuto ordinario: La loro legge è regionale.

La prima espressione di autonomia è sul piano legislativo (art. 117) e sul piano esecutivo,

amministrativo (art. 118) e dunque dunque economica (art. 119).

Tutte le Regioni a Statuto ordinario sono sullo stesso piano a livello di potestà legislativa.

limiti delle Regioni e dello Stato; legislazione

L’art. 117.1 fissa i 117.2 le materie a

esclusiva dello Stato; potestà concorrente

117.3 le materie a fra Regioni e Stato.

“ulteriori forme e condizioni particolari

Il Veneto nello specifico, con riferimento all’art. 116

di autonomia”, chiede che siano potenziati i suoi poteri legislativi e amministrativi. Ma le

materie di maggior interesse sono quelle finanziarie indicate all’art. 119.

Quindi dopo questo referendum si saprà solo il parere dei cittadini e poi si vedrà se i

negoziati avranno un riscontro in Corte costituzionale.

Alcune sentenze che fanno riferimento a questo argomento:

- 470/1992

- 118/2015 16/10/17

LEGGE DI DELEGA E DECRETO LEGISLATIVO DELEGATO

legislatore

Il ha circondato con particolari cautele la possibilità di delegare al governo la

funzione legislativa, in ossequio al principio della divisione dei poteri che la attribuisce al

Parlamento.

La legge di delega è la legge con cui le Camere possono attribuire al Governo l’esercizio

del proprio potere legislativo. L’esercizio è delegato (attribuito temporaneamente) in

quanto la titolarità della funzione legislativa resta al Parlamento il quale può dare ma

anche togliere la delega senza una precisa legge, ma una volta tolta la delega il governo

perde la possibilità di legiferare su quella materia (esercizio istantaneo e non permanente).

d.lgs)

Il decreto legislativo (decreto delegato, decreto delle Camere, è il conseguente atto

con forza di legge emanato dal Governo in esercizio della delega conferitagli dalla legge

(eccezione alla regola generale stabilita dall’art. 70 per cui la funzione legislativa è

esercitata dal Parlamento).

L’art. 76 prescrive che la legge di delega contenga delle indicazioni minime, i c.d.

contenuti necessari:

- Oggetto definito

- Tempo limitato

- Principi e criteri direttivi vizio di illegittimità

Il mancato rispetto di questi vincoli costituisce un costituzionale della

l’annullabilità.

legge stessa e dei d.lgs i quali saranno sanzionati con Un atto annullabile è

tunc),

un atto suscettibile di essere privato di efficacia con effetto retroattivo (ex ma esso

continua a produrre effetti fino all’annullamento.

Sentenza dichiarativa: si limita ad accertare una realtà giuridica, quindi l’annullabilità di

• una legge;

Sentenza costitutiva: oltre ad accertare la realtà giuridica, crea, modifica o estingue

• essa stessa un rapporto giuridico (ad esempio, annullando un atto)

Un d.lgs contrario alla legge sarebbe incostituzionale per norma interposta, in quanto non

lede direttamente la costituzione.

Tuttavia se i principi e criteri direttivi sono troppo generici la delega deve mantenersi ai

principi già esistenti.

contenuti necessari

I devono servire per limitare il potere legislativo del governo dunque

essi devono essere il più circoscritti possibili. La prassi legislativa è in realtà quella di

indicare principi e criteri direttivi troppo vaghi, dando così troppo potere al governo. In

questo modo si sposta il centro legislativo dal parlamento al governo. Tutto questo non è

incostituzionale poiché è una materia di cui la corte costituzionale non vuole occuparsi.

Secondo la Corte Costituzionale se i contenuti della deroga sono generici significa che il

governo non può modificare secondo principi nuovi le norme esistenti. Più è generica la

deroga più è limitato il potere normativo del governo, perché deve adeguarsi alle norme

vigenti.

In realtà è un nonsenso perché questo meccanismo permette alla maggioranza presente

in parlamento di bypassare l’opposizione e lasciare al governo la possibilità di legiferare

come vuole.

Se la legge di delega è carente di principi e criteri direttivi il parlamento, per equilibrare la

scarsità di contenuti, può prescrivere al governo delle norme procedurali, cioè che il

decreto legge venga controllato da organi determinati come il Consiglio di Stato.

Il governo esercita la delega e adotta il decreto legislativo ma senza aggravio procedurale

cioè senza ascoltare il Consiglio di Stato. Questo per il decreto di legge è illegittimo ma

non è incostituzionale e dato che la Corte Costituzionale è colei che dichiara

l’incostituzionalità di una legge e questo tipo di decreto legge non è incostituzionale

poiché non è ripreso dall’art. 76, questo decreto di legge rimarrà senza sanzione.

Tuttavia se la prassi, ossia il funzionamento quotidiano, viola i principi della Costituzione

risulta essere una negazione della Costituzione stessa. 17/10/17

Dunque ci sono 3 limiti per controllare l’operato del Governo e far sì che il prodotto sia

conforme alle istruzioni date dal Parlamento (unico organo con potere legislativo).

Nonostante ciò nella prassi legislativa vi sono deleghe con limiti molto dilatati:

- Indicazione non precisa dell’oggetto;

- Tempi ampli;

- Principi e criteri direttivi evanescenti e vaghi;

Tuttavia la Corte Costituzionale ha in astratto formalmente dichiarato che sarebbe

costituzionalmente illegittima ma in concreto ha operato diversamente:

1) Se i principi e criteri direttivi sono vaghi è una scelta dinamico-politica del Parlamento;

2) Se essi sono evanescenti non determinano l’illegittimità perché limitano la delega

conformarsi ai principi preesistenti;

3) La carenza dei principi può compensarsi con un aggravio di procedimenti di controllo

da parte di determinati organi (Consiglio di Stato, Commissioni Parlamentari).

Per questi motivi la Corte fa salve leggi di delega con queste caratteristiche, quindi in

concreto è arrivata ad una soluzione totalmente diversa da quella che avrebbe dovuto

ottenere con la dichiarazione formale.

-> Del decreto legislativo fanno riferimento l’art. 76 e l’art. 14 della legge 400/1988.

PROCEDIMENTO

- Ministri

La fase dell’iniziativa coincide con la proposta dei competenti;

- Consiglio dei Ministri

La fase deliberativa coincide con la delibera del che inoltre

propone un articolato legislativo;

- Presidente della Repubblica

La fase integrativa dell’efficacia vede il (le cui funzioni

sono indicate all’art. 87) promulgare un atto di emanazione poi pubblicazione.

Successivamente la legge potrà essere pubblicata nella Gazzetta Ufficiale.

La Costituzione non specifica se il Capo di Stato possa rinviare al Governo il d.lgs. prima

dell’emanazione o della pubblicazione, ma all’art. 12 delle Preleggi si parla di

“interpretazione delle leggi”: è possibile che una controversia non abbia una disposizione

legis

delle leggi che la possano regolare perciò si utilizza la tecnica dell’analogia (per

affrontare le lacune dell’ordinamento).

Dunque se si aggravano le norme procedurali allora si arricchisce automaticamente la

fase integrativa dell’efficacia perché si inseriscono dei passaggi, che non sono previsti,

per fare un controllo sui contenuti della materia. 18/10/17

DECRETO LEGGE E LEGGE DI CONVERSIONE

Così come nell’art. 76 Costituzione emerge anche qui la tendenza del costituente a

consentire la delega della funzione legislativa da parte del Parlamento al Governo solo in

presenza di precisi presupposti, in attuazione del principio della divisione dei poteri.

E’ una fonte primaria in quanto atto avente forza di legge dell’ordinamento statale, che il

“casi straordinari di necessità ed urgenza”,

Governo può adottare in diverso dal decreto

legislativo.

Definizione e fonti:

- Art. 77 Costituzione;

- Art 15 legge 400/1988;

- Regolamenti parlamentari;

- Legge n° 212/2000 Statuto dei contribuenti.

PROCEDIMENTO Consiglio dei Ministri;

1) Il decreto legge deve essere deliberato dal

Presidente della Repubblica;

2) Emanato dal

3) Pubblicato immediatamente nella Gazzetta Ufficiale e acquista subito efficacia;

4) Il giorno stesso della pubblicazione deve essere presentato al Parlamento. Esso deve

“l’indicazione, nel preambolo, delle circostanze straordinarie di

essere pubblicato con

necessità ed urgenza che ne giustificano l’adozione”.

Presentando il decreto legge il Governo chiede al Parlamento di produrre una legge di

conversione, per cui il d.l. viene presentato come allegato di un disegno di legge. Inizia

così un procedimento legislativo (che presenta alcune variazioni rispetto a quello

ordinario) che deve concludersi tassativamente entro 60 giorni.

INIZIATIVA LEGISLATIVA RACCOMANDATA

- Senato: Prevede ancora il parere obbligatorio espresso preliminarmente dalla

Commissione affari costituzionali (che deve esprimersi entro 5 giorni), riguardo la

sussistenza dei requisiti di necessità ed urgenza

- Camera: E’ stato tolto il parere preventivo, sostituendolo con un filtro più complesso:

- Dialogo fra Camera e Governo affinché il disegno di legge sia

accompagnato da una relazione sui presupposti di necessità ed urgenza.

- Discussione della Commissione referente che può chiedere eventuali

integrazioni.

- Il d.l. è sottoposto al Comitato per la legislazione.

I d.l. non convertiti in legge entro 60 giorni decadono, ossia perdono efficacia sin

dall’inizio (ex tunc), e di ciò deve esserne data notizia immediata in Gazzetta Ufficiale.

IPOTESI 1: Non conversione - Decadenza

Caso: Tizio si è costruito un garage abusivo, fattispecie di reato. Prima della condanna un

d.l. depenalizza l’abuso. Il d.l. decade.

Art. 2.2 c.p.

Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu

commesso, non costituiva reato.

Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non

costituisce reato; e, se vi è stata condanna, ne cessano l'esecuzione e gli effetti penali.

Se vi è stata condanna a pena detentiva e la legge posteriore prevede esclusivamente la

pena pecuniaria, la pena detentiva inflitta si converte immediatamente nella

corrispondente pena pecuniaria, ai sensi dell'articolo 135.

Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica

quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata

sentenza irrevocabile.

Se si tratta di leggi eccezionali o temporanee, non si applicano le disposizioni dei

capoversi precedenti.

Le disposizioni di questo articolo si applicano altresì nei casi di decadenza e di mancata

ratifica di un decreto-legge e nel caso di un decreto-legge convertito in legge con

emendamenti.

-> Corte Costituzionale n. 51/1987

Sanatoria degli effetti

Si tratta di una riserva di legge formale, non obbligatoria per il Parlamento.

E’ una mera cristallizzazione (sentenza 430/1997) degli effetti prodotti a suo tempo dai

decreti decaduti ma non può disporre in ordine ai rapporti futuri. Regola i rapporti giuridici

sorti nel rispetto del principio di uguaglianza.

Es: Nuove imposte

Sì a compensazione

No a “chi ha pagato ha pagato”

No a restituzione indebito

E se la sanatoria non è possibile e.. dannosa

Casi: Immobile demolito, prezzi aumentati, ecc.

Responsabilità del governo

L’art.77 (che va letto alla luce dell’art. 70 perché il costituente aveva una diffidenza nel

dare anche solo in parte il potere legislativo) parla di:

- Responsabilità politica: Il Governo risponde al Parlamento il quale può sanare un

disfavore nei confronti del Governo e dargli una mozione di sfiducia.

- Responsabilità giuridica

- Penale: Giurisdizione ordinaria previa autorizzazione parlamentare;

- Civile: I ministri rispondono solidamente degli eventuali danni prodotti ai

terzi ex art. 2043;

- Amministrativo-contabile: I ministri che hanno espresso voto favorevole al

d.l. rispondono solidalmente degli eventuali danni (danno erariale) prodotti

allo Stato. Interessi pubblici non patrimoniali?

(Scarcerazione, rinvio di un’elezione, ecc.)

Conversione

Legge (vacatio autodeterminata - art 15 l. n. 400/1988)

Senza emendamenti

• Con emendamenti

• - Soppressivi e sostitutivi

- Aggiuntivi

- Modificativi

La legge di conversione non può contenere emendamenti estranei all’oggetto del decreto

legge (Corte Costituzionale n. 32/2014; n. 22/2012).

Per evitare gli emendamenti il Governo può usare lo strumento della questione di fiducia

con il quale fa in modo che un provvedimento normativo venga approvato in quanto

ritenuto necessario e qualificando tale atto come fondamentale della propria azione

politica e facendo dipendere dalla sua approvazione la propria permanenza in carica.

Ponendo la fiducia sulla legge, tutti gli emendamenti decadono e la legge deve essere

votata così come è stata presentata; sempre più spesso, tuttavia, essa è posta dal

Governo su un proprio maxi-emendamento. Nel caso in cui il Parlamento respinga la

questione di fiducia posta dal Governo, quest'ultimo è considerato privo della fiducia

della Camera/Senato e pertanto è tenuto a rassegnare il mandato nelle mani del Capo

dello Stato

FONTE E PRESUPPOSTI

- necessità

La fonte è la ossia la scelta di porre una disciplina, per cui non è possibile

intervenire con strumenti legislativi ordinari; l’emergenza fa parte dell’ordinarietà della

nostra esistenza.

- I 3 presupposti: Casi straordinari..

..di necessità..

..e d’urgenza..


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Niki1998

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8 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti per l'esame di Diritto Costituzionale, basati su lezioni del Professor Enrico Minnei e studio autonomo del testo consigliato dal docente "Diritto Pubblico", Bin-Pitruzzella.

Argomenti principali: definizione di diritto; fonti del diritto; procedimento legislativo; la Costituzione e il procedimento delle leggi costituzionali; legge di delega e decreto legislativo; decreto legge e legge di conversione; regolamenti; l'interpretazione; usi e consuetudini; riserva di legge; metodi di risoluzione delle antinomie; leggi regionali; fonti comunitarie; Corte costituzionale; lo Stato; legge elettorale; provvedimenti amministrativi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (PADOVA, TREVISO)
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Niki1998 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Minnei Enrico.

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