Diritti religiosi e loro influenza
Si è sentita la necessità di studiare i diritti religiosi e compararli tra loro; sia il diritto ecclesiastico che quello comparato presuppongono delle conoscenze. Avere oggi una curiosità rispetto a di che cosa si occupano le confessioni religiose non vuol dire andare a esaminare i dogmi di quelle confessioni, non vuol dire fare studi di teologia (non è questo lo scopo di questo corso), quanto vedere quelle norme, quelle regole teologiche, che tipo di regole abbiano creato e imposto alla comunità. Andremo a vedere che tipo di comportamenti queste conversioni religiose impongano ai loro componenti.
Vedere anche questi comportamenti vissuti come norme religiose e rispettate dai fedeli, abbiano delle incidenze sul modo di essere di questi soggetti all'interno di uno stato, che disciplinando i comportamenti di tutti i cittadini, provoca o può provocare un conflitto tra le norme religiose suddette e le norme statali dello stato dove si trova il culto. La nascita di questi studi di comparato delle religioni trova le sue origini dal fatto che a partire dalla fine degli anni '70, dal '79 se fosse utile trovare un momento preciso. I politologi e i sociologi hanno collegato un cambiamento epocale alla rivoluzione di Khomeini.
Secolarizzazione e rivoluzioni religiose
Dopo il processo di secolarizzazione, il fatto che si fosse attenuato il senso di appartenenza alle religioni, aveva fatto sì che in certi paesi laici e non, tipo Francia e Turchia, ma anche Italia, pensiamo in quegli anni viene approvata la legge sul divorzio poi riforma del diritto di famiglia ecc. In quell'occasione ci si è resi conto che la società italiana si era molto secolarizzata, cioè si era molto emancipata dalla chiesa cattolica (mentre la chiesa indiceva il referendum contro l'aborto l'Italia invece votava a favore). Interviene la rivoluzione comeinista.
La rivoluzione comeinista riporta indietro le lancette dell'orologio a secoli prima; questa rivoluzione fu una ribellione all'eccesso della occidentalizzazione e porta a una rivoluzione che riporta quei paesi a una struttura patriarcale e in una struttura che vede nella shaaria il modo di salvare il paese, rivoluzione che rifiuta la modernità e rifiuta la distinzione tra norme religiose e norme civili, ora le due cose coincidono. Quindi crea, dopo tanto tempo, il passaggio a un sistema che riporta al centro della società e della legislazione di un paese, la norma religiosa. Le norme coraniche diventano le fonti del diritto e sovraordinate a qualunque altro tipo di fonti.
Evoluzione delle confessioni religiose
Nello stesso periodo, però, altre confessioni religiose vanno ad assumere un ruolo particolare, ad esempio la chiesa cattolica nei paesi comunisti (Solidarność), ma anche il ruolo della cultura religiosa come Israele e la Turchia e così via, ma anche l'evoluzione che hanno avuto altri paesi come gli Stati Uniti. È anche il periodo in cui nascono dei partiti ad ispirazione religiosa in Israele, Turchia, ma anche India, ma anche l'influenza e l'accentuazione negli Stati Uniti che collegano la loro politica all'esistenza di una divinità che si sono andati accentuando e le ragioni di questo nuovo ruolo delle confessioni religiose (revenge del dieu) è dato da diversi fattori:
- Il sacro rinasce perché vanno in crisi le ideologie secolari (crolla il regime socialista, ma cominciano anche ad andare in crisi altri sistemi come quello capitalista che mostra i suoi limiti. La crisi delle ideologie tradizionali fa sì che vengano sostituite da quelle religiose).
- Il percorso della globalizzazione ha eliminato i punti di riferimento locali, quindi anche risposto al fenomeno della globalizzazione che ha fatto perdere il legame di territorio o alla nazionale allora si sono emersi legami con la confessioni che prescindono il territorio stesso.
- Nuove possibilità offerte dalle biotecnologie (possibilità di manipolare vita, morte e genoma umano). Di fronte a queste possibilità che la scienza offre, l'uomo è spaventato e non sempre gli stati sanno dare risposte convincenti, invece le conversioni religiose danno delle risposte e danno indicazioni certe.
- Flussi migratori hanno inciso sulla composizione dei paesi a livello religioso. In Europa le migrazioni, soprattutto quelle provenienti dall'Asia e Africa, si sono fatte portatori di culture diverse dal contesto sociale europeo, ma anche sono stati portatrici oltre a comportamenti religiosi, ma anche di identità ben precise.
Questi due ultimi fattori hanno portato a un cambiamento profondo della composizione dei paesi europei. In passato, la composizione dei paesi europei era stabile da moltissimo tempo e se esistevano delle minoranze erano comunque minoranze storiche con numeri contenuti. Questi fattori a cui abbiamo fatto riferimento, in particolare l'ultimo, ha portato a un cambiamento epocale della composizione delle persone presenti negli stati e ha portato al fatto che gli stati non possono più confrontarsi con la popolazione come facevano un tempo. Prima il confronto era con una popolazione omogenea ma ciò non corrisponde più alla realtà del momento. Non è soltanto un fenomeno europeo ma molto più ampio, il cristianesimo nel Medio Oriente era una minoranza che esisteva ma adesso sta scomparendo mentre invece negli Emirati Arabi si sta incrementando per l'immigrazione filippina. Lo stesso discorso può valere per gli Stati Uniti a seguito delle correnti migratorie dal Messico sono diventati più cattolici di quanto non lo fossero in passato.
Composizione della società e governance
Composizione della società non riguarda solo l'Europa, non solo l'Islam ma riguarda tutti. Questo insieme di fattori ha portato alla crisi dei modelli che tradizionalmente gli stati usavano per disciplinare i rapporti con le confessioni religiose, ad esempio lo statuto Albertino. Questo vale anche per scelte di altro genere. Pensiamo alla Francia che ha scelto di essere uno stato separatista (cioè stato e chiesa sono ben separati), ha fatto del principio di laicità il principio fondante del suo ordinamento. Oggi la laicità francese si trova in difficoltà a gestire le questioni riguardanti i rapporti dell'Islam.
Vediamo come entrambi i modelli del sistema pattizio o il modello laicista abbiano entrambi mostrato la loro difficoltà a gestire questo cambiamento. Il problema della governance delle religioni non può che andare di pari passo con la conoscenza. Nel Marocco ci sono costituzioni molto simili a quelle dei paesi moderni ma devono essere compatibili con la shaaria. Le ragioni ulteriori di approfondire lo studio della conoscenza dei diritti religiosi è che spesso sono alla base di conflitti.
Lezione 2
Problema della governance
Problema della governance: come governare questi cambiamenti? Quali modalità utilizzare e su quale base di quali scelte organizzare e disciplinare questo cambiamento. Non sono scelte facili nel senso che nei modelli che possiamo individuare hanno mostrato alla prova dei fatti ognuno, per certi versi, delle criticità non semplici. La governance di questi fenomeni deve essere basata su alcuni presupposti di conoscenza. Alcune domande che questi mutamenti nella questione sociale hanno sollevato è come si possa rendere compatibili delle confessioni religiose che nei loro principi hanno delle regole rigide compatibili con le società attuali. A queste domande si cerca di dare una risposta in tanti modi: o scegliendo un percorso di integrazione che corre il rischio di appiattire le diversità o un'altra alternativa, cioè quella del riconoscimento delle diversità nel fenomeno del comunitarismo (diritto per queste comunità di vivere secondo le proprie regole). Quali sono pregi e difetti?
Comunitarismo
Comunitarismo: consento all'interno di uno stato ad una confessione religiosa di vivere secondo le proprie regole quindi di rispettare le proprie le proprie regole e di farle prevalere rispetto a quelle degli stati in cui si trovano. In alcuni stati si arriva al punto di riconoscere a queste comunità il diritto non solo di autogovernarsi ma anche di avere una propria giurisdizione (in Inghilterra esistenza dei tribunali shaaraitici cioè tribunali islamici). Per fare ciò chiaramente si presuppone la conoscenza e un giudizio di compatibilità rispetto alle regole dello stato in cui ci si trova.
Il diritto penale islamico applicato ipoteticamente in una comunità è accettabile in quello ad esempio tedesco? Può essere accettato dagli ordinamenti o costituisce un problema perché l'ordinamento pone dei problemi di contrasto talmente alti da creare un livello di attenzione per la violazione dei diritti fondamentali? Quindi raggiungere un compromesso con alcune norme facendo sì che le comunità possano autogestirsi ha un limite che lo stato può accettare? Lo stato può scegliere fino a che punto è disponibile a dimostrare disponibilità. Cosa ha fatto andare in crisi? Quello che si è verificato in Francia, cioè il fatto del riconoscere alle persone di vivere secondo le proprie regole ha portato in realtà alla creazione di una sorta di stato nello stato che non si integrano nello stato. Quindi il modello integrazionista è più efficace? Anche questo in realtà ha i suoi aspetti negativi perché ha dimostrato che per i soggetti appartenenti a una confessione molto forte che disciplina tutta la vita del soggetto, rinunciare alle proprie forme di appartenenza è particolarmente complesso e doloroso ed è visto come una forma di violenza.
Anche l'eccesso di frammentazione di riconoscere ad ogni comunità di vivere secondo le proprie regole nei Paesi Bassi ha portato a una frammentazione eccessiva. Bisogna capire da cosa sono motivate le persone e capirle. Di recente è stata a livello dottrinale avanzata l'idea dell'elaborazione di un diritto interculturale, cioè di un diritto che prescinda dalle appartenenze ma si faccia carico delle differenze per mettere insieme le esigenze delle varie culture per individuare degli strumenti nuovi per trovare delle soluzioni. Certo che le motivazioni che possono portare all'opportunità di studiare il diritto delle confessioni religiose possono essere di vario genere:
- Pratiche (gestire conflitti) per costruire società inclusiva
- Ragioni politiche (decidere il modello da adottare implica scelte politiche)
- Religiose perché significa anche percorrere una strada del dialogo interreligioso, conoscere le altre religioni consente di capire meglio la propria religione accordo 1984 per il bene dell'uomo e del paese. Dialogo.
Tutte queste operazioni non possono non essere precedute dalla conoscenza. Le ragioni per studiare il diritto comparato delle religioni serve a studiare le religione e compararle e trovare elementi comuni e trovare quelli che li differenziano e capire quali sono le ragioni che portano alla divergenza su alcuni ambiti, anche perché spesso in molte confessioni religiose le materie ordinate sono ricorrenti come l'ambito familiare, dell'educazione ecc.
Individuare le fonti dei diritti religiosi
Sono fonti particolari che spesso non hanno origine umana, ma hanno un'origine divina perché traggono precetti ma prima dell'uomo. La caratteristica è la sua rigidità, perché le norme divine hanno un carattere di fissità piuttosto accentuato e tanto più sono rigide e difficili da modificare tanto più queste non sono collegate all'esistenza di una gerarchia. Esempio: un diritto divino come quello islamico che non ha un vero e proprio clero che non hanno potere/possibilità di interpretazione. Altre confessioni attribuiscono a soggetti umani il ruolo anche di interpreti e c'è una gerarchia, consente a questi soggetti un margine relativo di interpretazione evolutiva. Questo non è un dato irrilevante ma importante perché consente ad alcune confessioni di evolversi nel tempo e impedisce ad altre di farlo.
L'esistenza di un diritto divino non esclude che ci si possa affiancare un diritto umano, anche nelle conversioni religiose c'è un versante collegato al diritto umano, ci sono dei soggetti che hanno un tipo di ruolo che gli consente di integrare il diritto divino con interventi che non sono di diritto divino ma di diritto umano; l'insieme di queste fonti sono quelle che andremo a vedere (diritto divino, umano e ruolo dell'interpretazione) e che margini di adattabilità che gli consenta di adattarsi nel diritto statale del contesto in cui si trova. Esempio: l'Islam può esistere all'interno di uno stato laico? Il problema deriva dalla proprietà che si dà alla norma religiosa rispetto alla civile.
Se sia opportuno far nascere dei partiti politici che fanno parte dell'Islam all'interno degli stati europei, la Cedu ha dato risposta negativa. Nel contesto di un eventuale partito islamico non ci sarebbe distinzione tra dio e cesare, non ci sarebbe a differenza dal partito democristiano ad esempio che attua questa divisione.
Fonti del diritto islamico
5 pilastri dell'Islam: Doveri del buon musulmano
- Saada: la professione di fede. La saada è un atto irreversibile (non c'è ius penitendi), nell'Islam l'apostasia viene sanzionata con sanzioni di tipo religioso ma anche civilistico fino alla pena di morte. (Per l'Islam in realtà tutti nasciamo per diritto naturale musulmano ma poi per le evenienze della vita assumiamo altre religioni, quindi anche la conversione all'Islam viene vista come un ritorno alla religione naturale). Per l'Islam c'è il recitare una formula davanti a dei testimoni e nella prospettiva del diritto islamico uno appartiene all'Islam da quel momento; non ci sono altri rituali tipo battesimo o circoncisione ecc. Nella saada c'è un rapporto tra fedele e divinità molto diretto, non c'è intermediazione, se poi c'è una guida alla preghiera non è comunque un ruolo indispensabile. Il concetto di comunità nell'Islam è molto importante, l'interesse della comunità si antepone all'interesse del singolo.
- L'obbligo della preghiera. Bisogna pregare 5 volte al giorno rivolti a La Mecca rispettando anche le abluzioni, e recitare alcuni versetti del Corano che sono fissi, determinati e codificati rigidamente. Normalmente le preghiere vengono precedute dal richiamo del muezzin dal minareto. Oltre a queste preghiere giornaliere che sono tendenzialmente individuali c'è poi una preghiera pubblica il venerdì. Questa preghiera pubblica è collettiva e ci si reca alla moschea. Il venerdì è il giorno sacro dei musulmani e all'interno della moschea si svolge un rito solenne.
- Obbligo della zakat (elemosina). Elemosina intesa come aiuto alle persone più in difficoltà, ma ha anche significato più ampio cioè prestazione del fedele di una percentuale del proprio reddito come sostegno alla comunità. Tramite la zakat si costituiscono delle fondazioni di beneficienza (WAF) che sorge proprio sulla base di donazioni spontanee dei fedeli e ha una funzione assistenziale alla comunità.
- Ramadan. Ci si astiene dalle cose che danno piaceri durante il mese del Ramadan dall'alba al tramonto. È uno di quegli obblighi che viene rispettato di più anche dagli islamici non particolarmente professanti. Il Ramadan comporta delle difficoltà maggiori in una società che non è commisurata su queste esigenze, nei paesi occidentali quello del digiuno viene visto come una questione privata, ma la festa alla fine del Ramadan qualche problema l'ha comportato. Nel periodo Covid le comunità islamiche hanno vietato ai loro appartenenti di festeggiare la conclusione del digiuno. Al di là di questo aspetto, le feste della rottura del digiuno che prevedono la consumazione di agnelli e capretti, hanno portato all'emanazione in Italia e Francia alla legge sulla macellazione cioè che si macellino questi animali anche secondo la legge islamica per avere la carne halal (prima per avere la carne halal si procedeva alla macellazione clandestina). Le regole del digiuno sono coraniche perciò non possono essere modificate, si tenga presente che nel Corano sono presenti norme derogatorie rispetto al digiuno le donne in gravidanza, anziani, bambini fino a sette anni ecc. Questa forma di purificazione tramite il digiuno è un fattore che spesso ritorna nella religione islamica, ma il rito della rottura del digiuno è altrettanto importante ed è un momento collettivo. A seconda dei fusi orari mondiali si stabilisce l'inizio e la fine precisamente del Ramadan.
- L'obbligo di fare un pellegrinaggio a La Mecca almeno una volta nella vita. Quando si fa il pellegrinaggio a La Mecca bisogna rispettare tutta una serie di regole stringenti, c'è una regolamentazione dell'abbigliamento, del modo di comportarsi, gli uomini non si tagliano la barba, non hanno indumenti normali, quando fanno i sette giri attorno alla Pietra nera devono essere al digiuno ecc.; ma la tradizione del pellegrinaggio a La Mecca era pre-islamica, prima dell'avvento di Maometto. Lui ha confermato questa tradizione regolamentandola in modo dettagliato. Per fare il pellegrinaggio il soggetto deve essere in uno stato d'animo particolare. Anche questo obbligo viene temperato da tutta una serie di eccezioni ad esempio per motivi fisici e può delegare qualcuno a farlo al posto suo. Quindi ci sono eccezioni nelle modalità ma non negli obblighi da adempiere.
- Allah è unico (no trinità)
- Dio non deve essere rappresentato (le moschee sono decorate con motivi geometrici ma non con immagini delle persone)
Diritto canonico, ecclesiastico e vaticano
Il diritto canonico è diverso dal diritto ecclesiastico e dal diritto vaticano. Il canonico è il sistema del diritto della chiesa cattolica ma è anche l'insieme di fattori che danno alla chiesa l'essere una società giuridica e organizzata.
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