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Diritto commerciale – Prof. Cabras

Le fonti del diritto commerciale

Costituzione e trattati dell'Unione Europea
Leggi regionali
Lex mercatoria: usi e consuetudini in un certo settore degli affari. È di uso privato e non è raccolto in regole scritte
La prassi: comportamenti tenuti nel mondo degli affari e dal legislatore

Il diritto commerciale è correlato al diritto privato, economia politica, aziendale e regole di diritto pubblico e diritto tributario, diritto del lavoro e industriale/fallimentare.

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L'impresa

Norme di diritto dell'impresa: il Codice del Commercio si applicava ai commercianti, adesso il Codice Civile ha rivoluzionato il sistema mettendo al centro non più il soggetto, ma l'impresa, cioè l'attività del soggetto.

La Costituzione parla di libertà di iniziativa economica (art. 41). "Impresa" = "intraprendere": porsi un obiettivo, che se riesce comporta guadagni.

Le imprese normalmente sono destinate a durare nel tempo superando la vita di chi le ha create e rimangono autonome. Costituire una impresa significa accettare anche il rischio di un insuccesso. Il rischio è una selezione naturale perché l'impresa opera in competizione con altre imprese.

L'impresa ha la caratteristica di voler essere immortale. In Italia le imprese che hanno più di 100 anni sono 1300. Le imprese operano con molte persone: i soggetti coinvolti sono i "portatori di interessi" (stakeholders) come i fornitori, i titolari dell'impresa, i soci (shareholders), i dipendenti, le banche che hanno prestato i soldi, le utenze, i clienti, lo Stato (per le imposte e per l'economia), la Regione, l'ente locale di appartenenza e soprattutto le altre imprese.

Il coinvolgimento di soggetti diversi da questi rende necessario applicare regole diverse da quelle ordinarie, cioè quelle del Codice Civile. Dato che si tratta di attività possiamo distinguere l'attività dal soggetto, come aspetto oggettivo (produzione-attività) e aspetto soggettivo (produttore-titolare). Un soggetto potrebbe rispettare più regole. Queste regole si trovano nell'art. 2082 che disciplina la categoria dell'imprenditore. Non c'è alcuna norma che parla di impresa, perché il codice è stato fatto da giuristi che si erano formati sul codice del commercio.

L'attività imprenditoriale si caratterizza per essere: economica, organizzata, ed esercitata professionalmente. Attività: insieme organizzato di atti. Nel diritto privato si parla di attività nel diritto di famiglia e nel diritto costituzionale per sapere come è stata fatta una legge. Il diritto commerciale è un diritto per l'attività dell'impresa.

Non tutte le attività sono imprese, perché le imprese devono essere professionali. Un soggetto può svolgere più attività. Deve essere abituale e non occasionale (anche se a volte ci sono delle società finalizzate solo ad una occasionale attività). Professionalità implica anche organizzazione (capitale, lavoro ecc.).

L'attività deve essere economica, perché in mancanza di questa caratteristica l'impresa non esisterebbe. Lo scopo è il guadagno. Si deve cercare di coprire i costi con i ricavi, per avere una gestione economica. Sono considerate imprese anche le attività dei liberi professionisti; da poco sono state ammesse queste forme. Invece le professioni liberali sono considerate in altro modo. Ora sono consentiti e la legge del 2017 ha previsto che ci possono essere società con partecipazioni di avvocati (L. 124/2017).

Art. 2233 c.c.: compenso di prestazione intellettuale. Art. 2225 c.c.: corrispettivo autonomo stabilito dal giudice in relazione al risultato ottenuto. "Produzione e scambio di beni e servizi": il commerciante deve svolgere anche attività produttiva. Non è impresa chi produce per sé stesso ma è impresa chi produce e scambia per gli altri. L'impresa deve produrre per il mercato.

L'attività inizia con gli atti preparatori? Sì, se sono tali da far vedere ai terzi che si è iniziata l'attività. Non deve rimanere solo nella mente. Nasce ufficialmente quando viene iscritta nel registro delle imprese. L'attività finisce quando si attua la liquidazione. Se è iscritta nel registro delle imprese, l'attività cessa quando viene cancellata l'iscrizione dal registro.

Impresa illegittima: se l'impresa ha una finalità illecita, non può considerarsi tale, perché verrebbero meno tutte le sanzioni e le caratteristiche che contraddistinguono l'impresa ordinaria. 2082 c.c.: definizione di imprenditore da cui si ricava la definizione di impresa. Distinzioni tra l'impresa e i tanti tipi di impresa.

Categorie di imprese

2083 C.C.: Piccoli imprenditori (piccole imprese)

Sono piccoli imprenditori i coltivatori del fondo, gli artigiani, piccoli commercianti, e coloro che esercitano un'attività professionale organizzata con il lavoro proprio dei componenti della famiglia. Quelli che non sono piccoli imprenditori sono medi-grandi imprenditori. Gli imprenditori del 2083 sono quelli chiamati imprenditori diretti, che per esempio coltivano le proprie terre. I capitali e le res non per forza sono di sua proprietà. Quel che importa è che abbia la disponibilità.

Artigiani: la costituzione protegge l'artigianato. Per l'artigianato non sono previsti limiti, ma ci sono agevolazioni e la libertà di iniziativa. Per loro è prevista una legge speciale. Legge quadro 443/1985, ripartito tra stati e regioni e detta le norme generali. Ciascuna regione ha una legge sull'artigianato. Deve svolgere una attività artigiana (sarti, falegnami ecc). Imprenditore che svolge una attività prevalentemente manuale (arte = artista) a titolo personale. Deve dare un segno nel bene che produce con il suo tocco personale (abito sartoriale o abito standard). L'attività deve essere espressione del suo titolare.

Art. 3: scopo prevalente l'attività di produzione di beni anche semilavorati. (il bar è una piccola impresa; il forno o la pizzeria è una attività artigiana). Gli artigiani sono inseriti nelle piccole imprese nei limiti dimensionali, cioè nel numero di dipendenti. Se si tratta di lavori in serie, 9 dipendenti; non in serie = fino a 18. Le altre piccole imprese, fino a 32 dipendenti. Le imprese di trasporto max 8 dipendenti.

Le imprese vanno scritte nell'albo delle imprese artigiane, che però non costituiscono l'impresa. Si esclude la società per azioni. Piccoli commercianti: non sono definiti da alcuna legge. Attività commerciali e attività agricola. Coloro che esercitano una attività professionale con il lavoro proprio dei componenti della famiglia: se nel 1942 le famiglie erano più numerose, oggi la legge non è mai cambiata. La piccola impresa però viene agevolate perché trovano delle difficoltà che le imprese grandi non hanno (chiedere un finanziamento, trattare con fornitori ecc.).

Distinzione tra attività agricola e commerciale:

Agricola, art. 2135, modificata nel 2001: coltivazione del fondo, selvicoltura (coltivazione del bosco), allevamento animali e attività connesse (vendita prodotti coltivati e agriturismo). Il reddito delle imprese agricole è tassato in modo diverso rispetto a quelle commerciali, avendo tariffe agevolate: tassate sul reddito presunto sul quale si svolge tale attività. L'attività deve essere svolta con i prodotti effettivamente prodotti.

Si vuole agevolare l'impresa agricola perché in caso di alluvioni o variazioni climatiche l'attività agricola deve essere protetta. Per questo non può fallire. Può essere svolta in forma di società compresa la SRL purché l'amministratore abbia le condizioni di coltivatore del fondo. Commerciale: art. 2195: le imprese indicate sono soggette alla registrazione nel registro di imprese. È indicata anche l'attività bancaria. Sono attività commerciali tutte quelle che non sono agricole.

Piccole medie imprese (PMI)

Dagli anni 70 in poi lo Stato le agevola anche al di là della qualificazione della piccola impresa, per la finanziarizzazione e altre agevolazioni pubbliche. Le agevolazioni pubbliche individuali sono vietate dall'UE per problemi di concorrenza: quindi devono essere agevolate tutte le imprese previa autorizzazione dell'UE stessa.

Raccomandazione Comunità Europea 361/2003 che stabilisce quali sono le piccole imprese. Parametri:

  • Fatturato
  • Impresa non controllata da imprese più grandi
  • Numero dipendenti

Numero dipendenti: max 250 dipendenti. Fatturato: max 50 milioni e attivo di 43 milioni.

Definizione delle microimprese, piccole imprese e medie imprese adottata dalla commissione

Articolo 1

Impresa. Si considera impresa ogni entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un'attività economica. In particolare, sono considerate tali le entità che esercitano un'attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitino un'attività economica.

Articolo 2

Effettivi e soglie finanziarie che definiscono le categorie di imprese

  1. La categoria delle microimprese delle piccole imprese e delle medie imprese (PMI) è costituita da imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR.
  2. Nella categoria delle PMI si definisce piccola impresa un'impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di EUR.
  3. Nella categoria delle PMI si definisce microimpresa un'impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di EUR.

Decreto legislativo 254/2016

Categorie di imprese

  • Impresa familiare: è una impresa individuale e non collettiva. C'è un soggetto che esercita attività d'impresa e il legame familiare è solo tra le persone e non tra gli enti. È regolata nel codice civile all'art. 230 bis, parlando di famiglia. Si intende per lavoro non solo quello del coniuge che lavora, ma anche quello che si trova a casa. Si applica se tra questi familiari non intercorre un diverso rapporto giuridico di lavoro o di società. Non è quindi una categoria ma una modalità d'impresa.
  • Imprese pubbliche: esistono da molto tempo e si distinguevano a seconda che il titolare fosse un soggetto che svolgeva una attività d'impresa soggetta, oppure svolta da enti pubblici che fanno altre cose.
  • Poi c'è stata la privatizzazione delle imprese pubbliche, prima solo formale, di ente che diventa SPA avendo come socio lo Stato (poste) e altre come tante banche; la privatizzazione sostanziale con la cessione di tutte o in parte le quote ai privati. Adesso sono rimaste poche imprese pubbliche.
  • Impresa sociale: non hanno scopo di lucro, non producono utili, ma sono iscritte nei registri per avere un controllo.
  • Società benefit, che nella loro attività speculativa, conseguono attività benefiche (produttore di cioccolato che non vuole sfruttare il contadino che produce il cacao).

Lo statuto dell'impresa commerciale

L'impresa pubblica ha natura di diritto pubblico, prima si dividevano in enti che esercitavano alcune attività. L'ente pubblico che invece ha natura d'impresa, allora è considerata come impresa. Non sono soltanto quelle di natura pubblicistica ma anche quelle innovative di diritto pubblico. Dopo la privatizzazione, l'ente pubblico è diventato SPA con il ministero del tesoro, per altre invece c'è stata la privatizzazione sostanziale, cioè il soggetto ha ceduto una parte, pur mantenendone il controllo. Ora ci sono SPA figlie delle imprese pubbliche (poste, ferrovie…); mentre altre sono società dove c'è la prevalenza dell'ente pubblico. Perseguono uno scopo diverso da quelle commerciali.

Statuto impresa commerciale: regole che si applicavano a tutte le imprese commerciali medio-grandi. Ora per tutte le imprese c'è lo stesso statuto, per esigenze proprie dell'impresa. Un aspetto dell'organizzazione è quello di presentarsi: all'inizio dell'attività l'impresa deve farsi conoscere, con pubblicità, incentivi, sconti, e altri aspetti per il quale l'impresa entra nel mondo.

L'esigenza della pubblicità c'è non solo per le imprese (anagrafe). L'attività è una figura giuridica che irrompe nel mercato e fa qualcosa, e c'è l'esigenza di mapparla perché chiunque abbia a che fare con essa abbia qualche informazione.

Il sistema è il Registro delle imprese: è informatico ed è tenuto dalla camera di commercio (provinciale). Come ci si iscrive? In modo informatico inviando dei documenti (atto costitutivo della società e digitalizzare tutti gli altri atti). La consultazione del registro è telematica. www.registroimprese.it

Per non avere imprese con lo stesso nome (Ferrari, Fiat) gli viene attribuito un numero identificativo. Nel registro delle imprese ci sono delle sezioni. Prima c'erano dei libri bianchi depositati nei tribunali in cui si iscrivevano le imprese, e gli si attribuiva un numero. Altri libri servivano da indice. Oggi è rimasta la divisione delle sezioni: sezione ordinaria. La legge impone chi può iscriversi e quali sono gli atti da depositare.

Nella sezione ordinaria si iscrivono le società di persone individuali, le società costituite all'estero, enti pubblici, consorzi con attività esterne, società cooperative.

Sezioni speciali: piccoli imprenditori commerciali, società semplice e imprenditori artigiani, startup innovative. Nuove figure: società tra professionisti, società che esercitano il coordinamento con altre imprese, le imprese sociali, atti di società di capitali in lingua diversa dall'italiano. Si iscrivono gli atti di inizio e di fine della società (residenza, sede, codice fiscale). Atti che modificano.

Procure institorie, con cui l'imprenditore attribuisce un secondo titolare dell'impresa. Istituzione di sedi secondarie, presso la sede principale e accessoria. Autorizzazioni per minori. Cessioni di azienda o di un ramo di essa (funzione antiriciclaggio). Per le sole società commerciali vanno scritti anche la nomina e la revoca degli amministratori, e per le società commerciali anche il bilancio, lo scioglimento e la nomina liquidatoria.

Effetto della pubblicità

Pubblicità legale o dichiarativa: consiste in tutti gli atti scritti nella sezione ordinaria e ha due aspetti: gli atti non iscritti sono inopponibili ai terzi salvo che si provi che se ne era a conoscenza. I fatti scritti sono opponibili ai terzi anche se da loro conosciuti. Efficacia rinforzata per alcuni specifici atti. Le società di persone esistono indipendentemente dalla loro iscrizione. La costituzione di società di capitali deve essere iscritta nel Registro delle imprese altrimenti non esiste.

Pubblicità costitutiva: (non ha efficacia se la società non è iscritta nemmeno tra le parti). Pubblicità sanante: ci sono atti importanti: la legge richiede che una volta iscritta siano intoccabili gli atti di trasformazione tra SNC, l'atto di fusione tra più società, atto di cessione… che anche se nullo non può essere annullato (salvo i diritti di terzi che possono chiedere risarcimento del danno ma non l'annullamento dell'atto).

Altre forme di pubblicità

  • Repertorio economico amministrativo
  • Atti resi pubblici con pubblicità sulla Gazzetta Ufficiale (ammortamento dei titoli di credito)
  • Per le invenzioni e le creazioni intellettuali (marchi e brevetti), la pubblicità è data dai marchi e dai brevetti. Per i diritti di autore la pubblicità è data dalla SIAE
  • Per acquistare molte quote di una società importante quotata in borsa deve fare una offerta pubblica (OPA = offerta pubblica di acquisto: chi compra fa una offerta che può essere accettata o rifiutata, e che viene pubblicata dai giornali perché si sappia che c'è qualcuno che vuole comprare)

La pubblicità delle imprese è un obbligo ed un fatto organizzativo. Uno degli aspetti più importanti è l'organizzazione dell'organizzazione. È importante il progetto d'impresa e avere un obiettivo: quello di massimizzare i profitti.

La scelta di che cosa fare è libera, solo alcune hanno delle regole da rispettare (fabbrica fuochi d'artificio). In Italia non c'è azione tra titolare e dipendente. L'unica concessione è che quando ci sono organizzazioni importanti occorre sentire i sindacati. Per il resto il titolare è sempre libero di avere iniziativa. In Germania non è così: all'interno di una impresa c'è anche il capo dei lavoratori.

Pianificazione e qualificazione

L'imprenditore deve programmare che cosa deve fare: determinare le dimensioni aziendali, perché alcune fabbriche non possono essere piccole: ex fabbriche di auto. Alcune possono nascere piccole e diventare grandi, altre invece vogliono rimanere sempre piccole per non avere troppe pressioni dall'esterno. Si cresce acquistando rami d'azienda già esistenti, unire altre persone. Le grandi imprese non possono essere più la grande impresa di una persona.

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher klenzky23 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Cabras Giovanni.
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