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Appunti di Diritto Commerciale Comparato (Partnership, Company, Law Merchant e Lex Mercatoria, Storia del Commerci, Common Law e Civil Law) Appunti scolastici Premium

All'interno del documento potrete trovare degli appunti molto utili che mi hanno permesso di superare l'esame con la valutazione di 30/30. Gli argomenti sono: Le origini storiche del Commercio, Diritto Romano e Common Law, Le origini della Common Law, Common Law come Legge del Paese, Diffusione domestica e internazionale della Common Law, "Law, Conscience ed Equity", Law Merchant e Lex Mercatoria,... Vedi di più

Esame di Comparative Business Law docente Prof. M. Stalteri

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ESTRATTO DOCUMENTO

3.1 Modifiche alla disciplina della Limited Partnership: la Limited Liability

In senso pratico, sia la general che la limited partnership sono due modelli di società per tutti i tipi

di business, ossia per qualsiasi attività economica. Possono creare una partnership coloro che hanno

commerciale in senso stretto, ma anche i liberi professionisti che

intenzione di avviare un’attività

esercitano professioni intellettuali ed artigianali, come ingegneri, architetti, avvocati e così via.

La materia della general partnership, però, è stata spesso rivisitata ed aggiornata. Negli ultimi anni,

infatti, per questioni soprattutto organizzative e di controllo le imprese di grandi dimensioni hanno

presentato numerose istanze per ottenere un rinnovamento della disciplina della partnership.

La limited partnership, invece, è stata sempre scarsamente adottata nel Regno Unito. Il motivo che

sta alla basa della pochissima adozione di tale modello societario è proprio lo svantaggio che si crea

La genesi di suddetto svantaggio risiede

per i limited partner di partecipare all’amministrazione.

proprio nella contrapposizione di limited laibility (responsabilità limitata) ed administration (poteri

di amministrazione). Questa contrapposizione ha ridotto la L. P. al settore agricolo e al campo degli

investimenti immobiliari. Pertanto anche la disciplina che regola la limited partnership è in corso di

revisioni, revisioni che cercheranno di dare ai limited partner poteri amministrativi, pur mantenendo

lo scudo della responsabilità limitata (limited liability).

Al fine di introdurre nuove disposizioni alla disciplina della Limited Partnership, sono stati creati

nuovi atti: il Limited Liability Partnership Act 2000 e il Limited Liability Partnership Regulations

2001 han previsto nuove norme per le piccole e medie partnership e per le società di professionisti;

l’Enterprise Act del 2002 ha poi introdotto nuove norme in materia di fallimento.

Una delle disposizioni più importanti del Limited Liability Partnership Act 2000 è l’esclusione della

responsabilità personale dei partner per i debiti assunti dalla società (il patrimonio personale dei

soci resta pertanto separato da quello sociale). In caso di insolvenza da parte della società, i creditori

non possono chiedere di rifarsi sul patrimonio personale dei soci. Tuttavia, ogni partner risponderà

personalmente nei confronti dei terzi per i danni derivanti dalle proprie azioni od omissioni durante

della

la propria attività svolta all’interno limited liability partnership (a tutela dei creditori ci sono

invece le disposizioni dell’Insolvency Act 1986).

Altre disposizioni riguardano la costituzione della partnership, i regimi fiscali e lo status dei soci. A

proposito della qualità di socio, nella limited partnership emerge la figura del designated member. Il

Limited Liability Partnership Act 2000 impone che nella limited liability partnership ci sia almeno

un designated member che si assuma alcuni poteri e responsabilità aggiuntive rispetto agli altri soci

(lo statuto della LLP può tuttavia prevedere che tutti i partner assumano tale ruolo). Per certi versi il

designated member può essere paragonato alle figure del director o del secretary della company e

di questo ruolo riguarda l’amministrazione della

l’assunzione limited partnership, la sottoscrizione

atto, il

dei bilanci annuali, la loro registrazione presso il Registrar al Register of Companies. L’altro

Limited Liability Partnership Regulations 2001, estende anche alcuni principi del Company Act alle

partnership, soprattutto in merito alla tenuta della scritture contabili ed il loro controllo. La Limited

Liability Partnership si può definire ancora un ibrido, una materia in stato di evoluzione e, sebbene

porti il nome di partnership, si potrebbe in tal senso definirla come una diversa forma di company e

non di partnership. Tuttavia nella struttura della LLP non ci sono figure assimilabili a quelle degli

delle assemblee; solitamente ciò

azionisti né limiti del capitale sociale o regole per l’organizzazione

che concerne le regole per l’organizzazione interna si rifà ai principi di default (preimpostati) della

general partnership. In ogni caso, è stato abolito il numero massimo di venti partner e, soprattutto

14

grazie a numerosissime istanze, la disciplina della LLP va divenendo sempre più flessibile e pronta

a rispondere alle diverse esigenze dei partner.

4. La Company: caratteristiche principali e disciplina

Nel diritto societario inglese, la regolamentazione che riguarda le società di capitali si rimanda alla

disciplina della Company. Il primo atto ad essere scritto a proposito delle società di capitali è stato il

cosiddetto Bubble Act del 1720, adottato a seguito dello scandalo di South Sea Bubble. Questo atto

a tutta la regolamentazione in materia di costituzione societaria, in particolar modo

fu l’introduzione

riferita alla sottoscrizione di capitali delle società per azioni. Il processo di formazione di un diritto

delle società di capitali ha avuto un processo lungo e composto da varie fasi, in cui si sono successi

diversi atti: come è stato detto, il primo fu il Bubble Act 1720; poi seguirono il Companies Act del

1844 e del 1856, che segnarono un decisivo distacco con i modelli e le strutture dell’ancien régime.

regime, si approcciarono

Questi ultimi, oltre a creare un punto di svolta nella tradizione dell’antico

in modo deciso alle esigenze della classe mercantile inglese e costituirono il tronco su cui si basano

i modelli attuali delle società di capitali inglesi. Le principali innovazioni inserite da tali atti furono:

 

 Assegnazione della personalità giuridica;

 

 Iscrizione obbligatoria al Registrar of Companies;

 

 Distinzione tra soci ed amministratori;

 

Riconoscimento della pubblicità come mezzo più efficace per il contrasto delle frodi.

Ulteriori modifiche sono state apportate successivamente dai Companies Acts del 1948 e del 1967;

successivamente con il Companies Act del 1980, il diritto societario inglese è stato conformato alla

Seconda Direttiva CEE del 1976. Il diritto societario inglese ed i suoi principi fondamentali hanno

comunque una natura giurisprudenziale e si rifanno sia alla materia della Common Law che a quella

dell’Equity. Ad esempio, la responsabilità limitata (limited liability) divenne un principio del diritto

societario inglese solo nel 1897, in riferimento al caso Salomon v.A Salomon & Co. Ltd.. In quel

caso fu espresso che la società è un ente distinto dai soci, i quali rispondono dei debiti della stessa

nei limiti di quanto hanno conferito. del diritto

Il caso Salomon v.A Salomon & Co. Ltd. risulta essere molto importante nell’evoluzione “società a

societario inglese, poiché fornisce una prima documentazione di quella che diventerà la

Nel caso

socio unico”. Salomon, il titolare di una piccola impresa, chiamata A. Salomon Ltd., seguì

tutti i principi contenuti nel Company Act 1862. Il Sig. Salomon divenne lui stesso titolare di 20mila

azioni, per le quali versò 1 sterlina per ogni azione e 10mila sterline come garanzia per altre azioni

del valore medesimo. Inoltre, dato che il Company Act 1862 prevedeva che la società doveva avere

un numero minimo di 7 soci, fu assegnata una quota associativa pure ai famigliari di Salomon, cioè

un controvalore di circa 6 sterline. Quando la società entrò in crisi, il Sig. Salomon aveva trasferito

la quota di garanzia ad un certo Sig. Broderip, il quale cercò di riscuotere il controvalore degli altri

soci nei confronti della company (egli voleva recuperare il valore delle azioni degli altri soci). Lui

era il creditore di maggioranza, perciò, acquisendo di fatto la company il suo credito fu saldato. Per

“socio di

far fronte agli altri crediti, il liquidatore della società stabilì che a risarcirli doveva essere il

(nella fattispecie

maggioranza” il Sig. Vaughan Williams J.). Il Sig. Vaughan accettò quanto detto e

affermò inoltre che gli altri soci coinvolti non esercitavano di fatto alcun potere gestionale e che la

loro presenza era dovuta al fatto di dover raggiungere il numero minimo di 7 soci. Da una decisione

della House of Lords successivamente venne sancito che il patrimonio sociale doveva essere sempre

separato da quello personale dei soci e che non ci doveva essere una netta predominanza di un socio

15

rispetto agli altri. Concretamente, in questo caso il capitale sociale venne separato da quello dei soci

“the la società diviene

e company become at law a different person”, davanti alla legge una persona

diversa rispetto a quella dei soci, ed è in questo caso che si può parlare di personalità giuridica della

company, nella fattispecie costituita effettivamente da un solo ed unico socio (colui che esercitava i

poteri di gestione della società). Si può perfettamente notare da questo testo che la company è una

società di capitali a responsabilità limitata e, dunque i soci grazie alla limited liability salvano il loro

patrimonio personale nei confronti dei creditori, i quali potranno chiedere di rifarsi eventualmente

solo sul patrimonio sociale.

Altri atti sono stati realizzati nel corso degli anni per modificare o sviluppare la disciplina del diritto

però,

societario in merito alle società di capitali; l’atto, più importante attualmente e che costituisce

di una società per

una delle fonti che regolano primariamente il funzionamento e l’organizzazione

è stato approvato dalla Corona inglese l’8 novembre 2006

azioni è il Company Act 2006. Quest’atto

e la sua entrata in vigore ha rappresentato il più lungo ed articolato progetto di legge inglese in

merito alla disciplina societaria. Esso è entrato in vigore il dicembre successivo e la sua trascrizione

vero che alcune delle

invece ha richiesto molto più tempo, tant’è sue sezioni sono state terminate

del 2009. Il

nell’ottobre Company Act del 2006 riprende tutta la disciplina sulle società di capitali

(trattata negli atti precedenti) e comprende anche una serie di disposizioni nuove che riguardano i

singoli modelli societari. Alcune disposizioni fanno riferimento alla Limited Liability Company

(assimilabile alla srl ossia la società a responsabilità limitata); altre sono applicabili alle cosiddette

ha mantenuto

società con azioni diffuse, ossia le Public Companies. Sostanzialmente, quest’atto la

classica distinzione tra i diversi tipi di società, secondo le loro caratteristiche: la prima distinzione

delle

può essere fatta tra Limited ed Unlimited Companies; poi ci sono all’interno limited companies

le public e private companies; all’interno del modello di società della private company si possono

poi individuare diversi tipi di società:

 

 Limited by shares;

 

 Limited by guarantee and without a share capital;

 

Unlimited having/not having a share capital.

5. L’organizzazione della Public Company

La costituzione di una Public Company avviene tramite una registrazione al Registrar of Companies

ed il rilascio da parte dello stesso del Certificate of Incorporation (ossia un documento che certifica

la formazione di una company, ovvero una sorta di licenza alla creazione di una forma associativa).

Per formalizzare la costituzione di una company bisogna una serie di documenti: per primo serve

l’atto istitutivo (ossia il cosiddetto memorandum of association), lo statuto (articles of association),

l’indicazione al Registrar of Companies con nomi e dati anagrifici dei directors e dei secretary; poi

della società) in cui

serve la dichiarazione sottoscritta del richiedente (colui che chiede l’istituzione

si certifica che la costituzione della società è avvenuta nei modi e negli obblighi previsti dalla legge.

istitutivo e

Il Company Act 2006, in materia di costituzione sociale, fa una netta distinzione tra l’atto

lo statuto, ossia tra memorandum e gli articles of association. La differenza sostanziale tra i due sta

nella maggiore importanza data agli articles of association, in quanto essi costituiscono la base del

modello organizzativo interno della società. Il memorandum invece viene considerato alla stregua di

“an

una mera espressione scritta della volontà dei soci di formare una company, ovvero evidence of

Infatti, nel caso di una società già costituita, il

the intention of the subscribers to form a company”.

memorandum può non contenere la clausola che concerne l’oggetto sociale, rimanendo un semplice

documento che attesta la volontà di un gruppo di individui di costituire una società (di norma il

del

memorandum deve essere realizzato sul modello contenuto all’interno Company Act 2006).

16

In seno al diritto societario inglese, il valore degli statuti e degli atti istitutivi di una società assume

elevata, perché permette di comprendere meglio l’organizzazione e lo sviluppo delle

un’importanza

diverse forme sociali. È fondamentale dunque studiare la struttura della personalità giuridica delle

con lo scopo di svolgere un lavoro comparatistico che permetta

società inglesi e la capacità d’agire, inglese e quello

di intercettare somiglianze tra l’ordinamento degli altri Paesi europei. Di grande

importanza resta nella realtà inglese capire il valore peculiare assunto dai trattati e dall’oggetto

sociale, un valore che supera di gran lunga quello del capitale.

delle

Nei sistemi di Common Law, l’organizzazione società per azioni è incentrata sul concetto di

oggetto sociale, considerato più idoneo a rappresentare ed a tutelare gli interessi dei terzi e degli

altri soggetti coinvolti nella società. Al contrario, nei sistemi di Civil Law, il fondamento di tali

garanzie è incentrato sul patrimonio, rappresentato dal capitale sociale. Tale impostazione, secondo

la quale la limitazione della company capacity agli objects individuati nel memorandum va a

rappresentare la forma più efficace di protezione sia dei soci che dei soggetti terzi che entrano in

contatto con la società, ha condotto allo sviluppo della cosiddetta ultra vires doctrine, secondo cui,

sociale dovrebbe essere

ogni atto estraneo all’oggetto considerato nullo. Tale principio ha tuttavia

generato diversi inconvenienti: infatti, nel tentativo di creare clausole specifiche che esplichino

sociale e delimitino le azioni sociali da esso generate, si sono venuti a creare statuti molto

l’oggetto

lunghi e complessi, con clausole vastissime e spesso indefinibili.

Il legislatore inglese, dunque, nel Companies Act del 2006 ha semplificato la materia in oggetto,

di contemplare l’oggetto sociale nel

abolendo l’obbligo memorandum; qualora però fosse inserito

istitutivo, l’oggetto sociale produrrà effetti esclusivamente

nell’atto a livello interno. In alcun modo

saranno considerati nulli gli atti compiuti verso i terzi o i rapporti stabiliti con soggetti estranei alla

sociale, esse

società. Dunque, qualora le azioni compiute internamente alla società violino l’oggetto

verranno considerate nulle o verranno annullate (si parla principalmente di azioni amministrative).

Invece, le obbligazioni verso i terzi (per tutelare proprio i soggetti esterni alla società) non saranno

sociale.

annullabili, anche se essi violino l’oggetto In base alle sezioni 31 e 39 del Companies Act

dell’oggetto sociale nel “the

del 2006, a prescindere dall’individuazione memorandum, companies’

nei confronti dei terzi. A tal proposito,

objects are unrestricted” si viene a determinare una vera e

vires, sociale

propria limitazione alla dottrina dell’ulta ma soprattutto alla rilevanza dell’oggetto

societaria.

quale fulcro dell’organizzazione

Strettamente legata alla disciplina della validità esterna degli atti compiuti dalla società è la materia

dell’authority of agents, ovvero i poteri di rappresentanza degli amministratori ed i limiti previsti

“in

dallo statuto della società. La sezione 40 comma 1 del Companies Act 2006 prevede che favour

of a person dealing with a company in good faith, the power of the directors to bind the company or

constitution”,

authorize others to do so is deemed to be free of any limitation under the company’s

ossia che, in favore di un soggetto terzo che stringe affari in buonafede con una company, i

o autorizzare qualcun altro ad

directors hanno il potere di legare la company ad un’obbligazione

agire illimitatamente sotto il nome della società. Al fine di tutelare la buonafede dei terzi contraenti,

si dà per scontata la conoscenza da parte degli stessi di eventuali vincoli e limitazioni previsti dalla

company, a seguito della pubblicizzazione degli statuti delle registered companies presso il Registar

of Companies (constructive knowledge). rights)

6. Public Company: i diritti degli azionisti (Shareholders’

inglese, come

Nell’ordinamento anche negli altri ordinamenti europei, sono previsti certi diritti per

gli azionisti di una società. In una Public Company tali diritti possono essere divisi in due gruppi: i

sociale.

diritti di carattere patrimoniale ed i diritti di carattere gestionale e partecipativo all’attività

17

I diritti di carattere patrimoniale dei soci riguardano principalmente the right to participate in the

assets and profits of the company, either on a capital basis or on an income basis. La disciplina e la

modalità della distribuzione e ripartizione degli utili vengono trattati dal Company Act 2006 (questa

sezione non ha subito pressoché grosse variazioni rispetto al passato) e riguarda in modo specifico

di beni ai soci. A proposito esiste un dibattito in merito

la spartizione delle somme o l’assegnazione

alla connessione tra legal capital rules (regole sul capitale legale) e sulle rules on distribution, ossia

le regole di distribuzione degli utili. In una società inglese esiste proprio un divieto di distribuzione

degli utili, quando il valore netto dei beni e delle attività sociali risulti inferiore al capitale sociale e

di alcuni poteri

alle riserve disponibili. I diritti di carattere gestionale invece competono l’esercizio

di gestione, i quali convenzionalmente vengono assegnati all’assemblea degli azionisti. Tale organo

ha delle funzioni di management e di tutela della società, nonché di monitoraggio delle azioni

di amministrazione).

compiute dagli shareholders (gli azionisti sono subordinati all’organo

I compiti dell’assemblea degli azionisti riguardano i company meetings and resolutions, quindi tutte

le attività di organizzazione delle assemblee con i soci e le risoluzioni delle problematiche interne e

talvolta può prendere decisioni pure

legate alla società. Nelle limited liability company, l’assemblea

senza dover convocare una riunione di tutti gli azionisti. Infatti, semplicemente con un testo scritto,

può comunicare agli azionisti la decisione avvenuta. Al

il cosiddetto written resolution, l’assemblea non ha questi poteri decisionali e deve pertanto sempre

contrario nelle public company, l’assemblea

riunire tutti gli azionisti per prendere una decisione (vengono organizzati regolarmente dei general

sociale, delle attività da svolgere, del

meeting al fine di discutere dell’andamento modus operandi

dei soci, il lavoro da svolgere ed i cambiamenti sul lavoro).

adottato durante l’attività

Gli incontri degli azionisti sono di due tipologie: annual general meeting e extraordinary meetings.

di amministrazione almeno una volta

I primi, gli annual meetings, vengono convocati dall’organo

senza far decorrere un periodo superiore ai quindici mesi tra un’assemblea Questi

l’anno e l’altra.

incontri vengono fissati al fine di approvare il bilancio o per discutere della distribuzione degli utili.

Gli extraordinary meetings, invece, sono tutti gli incontri generali fra gli azionisti organizzati in via

amministrativo, ma

straordinaria durante l’anno. Tali incontri possono essere convocati dall’organo

anche da un decimo del capitale sociale (ossia un numero di soci che con la propria quota conferita

raggiunge un decimo del capitale sociale). Le

nell’insieme delibere, in entrambi i casi, sono fatte in

base al raggiungimento di un quorum di soci-azionisti. Il quorum, secondo il tipo di delibera, viene

raggiunto in base ad una maggioranza semplice (maggioranza dei soci) oppure ad una maggioranza

qualificata (75% del capitale sociale). Le delibere di norma riguardano ordinary resolution, oppure

anche extraordinary resolution e special resolution; a seconda del tipo di resolution viene adottata

una maggioranza semplice o una maggioranza qualificata. Ai fini della validità delle decisioni prese

non è necessario che tutti i soci si trovino nello stesso luogo. È essenziale che i soci aventi diritto di

voice (che hanno voce nelle decisioni assembleari) possano esprimere il loro voto. Ad ogni modo, le

delibere assembleari hanno quasi sempre validità, a meno che le stesse non presentino illiceità o vizi

compiuti dai soci, dagli amministratori o ancora da chi si è occupato di dar valore alla delibera. Le

inadempienze o le omissioni relative alle comunicazioni agli azionisti delle decisioni prese, invece,

non costituiscono generalmente motivo di invalità della delibera, salvo che la stessa non sia stata

volutamente posta in essere per impedire ad uno o più soci di intervenire nel processo decisionale.

del diritto societario anglosassone

L’evoluzione ha del tutto ridimensionato il ruolo dell’assemblea

quale organo sovrano della società, dando ai soci-azionisti un ruolo più incisivo nelle delibere e nel

di

management sociale. Le riforme hanno anche dato maggiore flessibilità nel controllo dell’organo

amministrazione. Infatti, è stato predisposta la possibilità di cambiare gli amministratori durante il

con una maggioranza semplice; ciò nel caso in cui gli amministratori, ovvero

corso di un’assemblea 18

i directors, abbiano compiuto azioni, atti o delibere illeggittime. In questo modo, non sarà il singolo

del società (il

socio ad agire contro l’illecito director, ma l’intera volere della società ha più valore

del volere del singolo socio).

7. Shares and debentures: azioni ed obbligazioni

Le azioni (shares), nelle quali è partizionato il capitale sociale, rappresentano le quote partecipative

di ogni singolo socio alla società e rientrano, insieme alle debentures (obbligazioni), nella categoria

dei titoli che una company può emettere. Le share non sono considerate propriamente dei titoli di

credito, ma, rifacendosi al law of property (diritto di proprietà), esse rientrano nelle cosiddette chose

Trustee v.

in action, ossia nella categoria degli strumenti finanziari partecipativi. Nel caso Borland’s

“a

Steel viene data una definizione di share, in cui si dice che: share is the interest of a shareholder

in the company measured by a sum of money, for the purpose of liability in the first place, and of

interest in the second, but also consisting of a series of mutual covenants entered into by all the

è l’interesse

shareholders inter se according with”. Dunque, secondo questa definizione, un’azione

di un azionista verso una società. Tale interesse viene misurato attraverso una somma di denaro, con

lo scopo di ottenere in primis una certa responsabilità, e in secundis di curare un personale interesse.

può essere definita pure come una serie di accordi

Un’azione vicendevoli fra tutti gli azionisti della

della società,

società. Le azioni determinano e incorporano, per i soci, i diritti ed i poteri all’interno

in proporzione alla percentuale detenutane. I titoli azionistici possono distinguersi in titoli ordinari,

privilegiati e speciali: i titoli privilegiati (perfences shares), ad esempio, possono riconoscere ai loro

titolari il diritto di partecipare alla distribuzione degli utili prima degli altri o dare particoli privilegi

inerenti il diritto di voto. Altre azioni possono invece dare particolari vantaggi ai soci titolari: come

le azioni speciali (special shares), ossia titoli azionistici speciali per i fondatori della società o per i

dipendenti. Le azioni rappresentano, a seconda dei casi, un diritto per gli shareholders afferenti di

partecipare ai dividends (distribuzione degli utili), attendance at meetings and voting, a return of

capital on an authorized reduction of capital or winding up. In ogni caso, la decisione di emettere

nuove azioni spetta agli amministratori (Board of directors), previo accordo dell’assemblea.

Il pagamento delle azioni da parte del sottoscrittore può avvenire in denaro, con conferimento di

di un impegno a svolgere la propria attività in favore della

beni, oppure con l’assunzione società. Il

certificato azionario, che la società deve emettere entro due mesi dalla data di sottoscrizione delle

azioni, deve indicare: il Registrar of Companies in cui è stata registrata la società, il numero di

registrazione, il numero preciso di azioni che rappresenta il titolo, la dichiarazione attestante che

al registro dei soci avviene previa esibizione del titolo, le indicazioni delle condizioni

l’iscrizione

speciali accordate sul capitale e sugli utili per le azioni privilegiate e la data di emissione.

Le azioni sono dei titoli nominativa, ma presentano la caratteristica della trasferibilità. Solitamente i

criteri di trasferimento delle azioni sono sanciti nello statuto della company, il quale può prevedere

clausole specifiche nel caso in cui le azioni siano quotate in borsa, oppure qualora ci siano delle

limitazioni, la cui violazione può essere motivo di esclusione di un soggetto dalla società o di rifiuto

della sua iscrizione al

dell’accettazione register of members.

Gli altri titoli che possono essere emessi da una company sono le cosiddette debentures, ossia le

obbligazioni. La disciplina societaria del diritto anglosassone non ha previsto un modello standard

di obbligazione e lascia, infatti, spazio ai privati di ridefinirne il concetto. Di solito la debenture

“a debt security […] is largely a matter of contract between a

viene definita in ambito sociale come

Dunque, l’obbligazione/debenture

lender and a company”. viene definita come un debito assicurato

(un debito che con certezza verrà ripagato), ossia un contratto tra un prestatario ed una company. In

caso di debenture vengono date ai terzi determinate e specifiche garanzie. Nelle company di grandi

19

dimensioni ad esempio si può parlare dei floating charge, un titolo creato dall’Insolvency Act 1986,

che permette ai titolari del debt security di poter chiedere di rifarsi non solo su un singolo bene della

complessiva

company, ma sull’entità in caso di insolvenza. Il titolare della debenture e del floating

charge può, infatti, chiedere di rifarsi sui beni presenti nella società al momento dell’inadempienza.

8. Il sistema di amministrazione e controllo

anglosassone nel settore della società presenta da sempre una

L’ordinamento dell’amministrazione

certa originalità. Sebbene ci sia stato un processo di armonizzazione con gli altri sistemi giuridici di

tutta Europa, il Regno Unito ha preferito di mantenere delle differenze per delle ragioni di carattere

culturale ed istituzionale. Il costante ampliamento dei rapporti commerciali e la ricezione di modelli

amministrativi stranieri hanno favorito un vero e proprio scambio ideologico e sistemico tra i paesi

occidentali, ad eccezione del Regno Unito. Il Company Act 2006 non ha cambiato in modo radicale

all’interno delle società. Continua, infatti, a non esistere un organo sociale a parte

l’amministrazione di amministrazione (presente

che verifichi il corretto operato dell’organo negli altri ordinamenti). Il

di amministrazione nel Regno Unito è una competenza

monitoraggio e la sorveglianza dell’organo

degli amministratori privi di delega, ossia degli amministratori nominati per svolgere delle funzioni

un modello standard amministrativo. Di fatti, vi

di controllo. Inoltre, non c’è che organizzi l’organo

delle

sono molte differenze all’interno public companies e delle private companies. Ad esempio, nel

contesto di una public company devono essere nominati almeno due amministratori con funzioni di

di

controllo, mentre nella private company può essere anche uno. I soggetti facenti parte dell’organo

amministrazione vengono nominati durante le assemblee previa decisione dei soci. I principi facenti

di amministrazione si

capo all’organo rifanno alla Company Act del 2006, ma vengono tratti da dei

principi derivanti dalle discipline della Common Law e dell’Equity. Ad ogni modo, nella Part 10 del

Company Act 2006 vengono trascritte tutte le competenze degli amministratori (directors):

di…

dovere agire in conformità ai poteri conferiti dalla società; agire per promuovere il successo

della società; agire con giudizio indipendente; di svolgere la propria funzione con ragionevole cura,

professionalità e diligenza; di evitare situazioni di conflitto di interessi; di non accettare benefici da

parti terze; di dare notizia in modo diretto o indiretto delle disposizioni sociali e delle operazioni

deve evitare ogni possibile ed

avvenute in seno alla società. Come è stato detto, l’amministratore

ipotetico conflitto di interessi. Ciò anche quando gli interessi sono di natura personale. Nel caso in

cui informazioni, attività e disposizioni della società costituiscano motivo di interesse personale, il

socio-amministratore deve subito informare la società del fatto e non usare tali informazioni per

della società deve,

portare un beneficio personale a discapito di quello sociale. L’amministratore

pertanto, agire in buona fede e far sì che possa essere perseguito il successo della società per il

quindi è tenuto a prendere atto degli

successo di tutto gli azionisti (shareholders). L’amministratore

sociale sulla comunità, dello sviluppo dei rapporti con gli

interessi dei dipendenti, dell’impatto

shareholders, con i fornitori e con i clienti, rispettando sempre una conformità di pensiero con gli

azionisti, al fine di una crescita sociale. può essere sciolto dal suo incarico nel corso

Nel caso di violazione di tali regole, l’amministratore

con

di un’assemblea una maggioranza semplice dei soci. Le violazioni degli amministratori possono

essere fraudulent trading, wrongful trading e mismanagement, per le quali vengono stabilite diverse

conseguenze. Se trattasi delle prime due violazioni, può essere inoltrata la procedura di liquidazione

dalla società, operazione di

della quota societaria e la conseguente esclusione dell’amministratore

cui si occuperanno i liquidators (liquidatori). A proposito di mismanagement, anche i soci possono

che ha

chiedere di inoltrare la procedura di liquidazione della quota associativa dell’amministratore

violato i doveri sociali. 20

9. Private Company: limited liability company

Con il Company Act del 2006, il legislatore inglese ha introdotto diverse innovazioni alla disciplina

delle limited liability companies, chiamate anche private companies. Le innovazioni principali han

riguardato il carattere delle norme, le quali sono state semplificate rispetto alle normative precedenti

ed armonizzate agli altri ordinamenti europei. È stato necessario effettuare queste riforme, poiché a

oggi il numero delle private companies è cresciuto sensibilmente: nel Regno Unito si conterebbero,

infatti, circa 1.2 milioni di private companies, contro le 11.600 public companies. Le riforme sono

state attuate proprio per realizzare una disciplina più consona alle esigenze del mercato e delle

società, nonché una disciplina più vicina e attinente al processo di europeizzazione. Una delle più

del limite minimo sul capitale sociale.

importanti innovazioni di questa disciplina è l’abolizione

Tale possibilità, insieme alla limited liability, ha permesso anche alle piccole imprese di avvicinarsi

alla dimensione internazionale e soprattutto a quella europea. Poi, altre riforme hanno interessato la

presentazione del bilancio e i doveri degli amministratori.

21

Comparative Business Law

Esame da 12 Cfu Prof. Stalteri

Appunti di diritto societario comparato: spiegazioni e chiarimenti per

comparatistica

un’analisi dei modelli societari inglese ed italiano. Il

diritto commerciale, il diritto societario e dei contratti (Lex Mercatoria).

R

IFLESSIONI STORICHE GENERALI

10. Tradizioni giuridiche a confronto: Common Law e Civil Law

Oggigiorno si convive sempre più con un modello di società internazionalizzata, dove la crescita dei

mercati, la rapida espansione dei traffici commerciali internazionali, la globalizzazione, lo sviluppo

di nuovi reticoli industriali hanno reso necessario familiarizzare con tradizioni giuridiche talvolta in

antitesi fra loro. Chi studia discipline giuridiche o chi si ritrova a farlo per ragioni professionali,

deve riuscire a comprendere ed a destreggiarsi in contesti spesso molto diversi fra loro.

Parlando in modo particolare di diritto commerciale, di norma uno studente italiano è orientato allo

studio del diritto privato/civile e ad analizzare complessi corpus normativi molto omogenei, raccolti

in dei codici. Ciò vale in egual misura per tutti quegli studenti che vivono in Paesi di Civil Law,

dove le fonti giuridiche primarie sono raccolte in codici normativi. In questo contesto, in apparenza

molto compatto ed organizzato, risulta importante sottolineare che esistono ordinamenti differenti

da quelli di Civil Law, sistemi in cui lo studio del diritto viene svolto in maniera del tutto diversa.

Basti pensare al mondo anglosassone che, per ragioni culturali e tradizioni giuridiche singolari, è

caratterizzato da un sistema fondato su molteplici pronunce giuridiche non del tutto omogenee.

I sistemi di Civil Law in genere sono caratterizzati dalla progressiva unione delle fonti normative

dei codici (norme aventi inglese (come del

all’interno astrattezza normativa); invece, l’ordinamento

resto anche gli altri sistemi di Common Law) si fonda sullo studio del caso diretto e sulla pratica del

diritto. Un qualsiasi studente inglese studierà tutto il background di ogni singola disciplina fino ad

In altre parole, partendo dal singolo caso pratico arriverà alla realtà più

arrivare all’attualità. attuale,

compito di dare un proprio contributo allo sviluppo del diritto domestico.

avendo l’arduo nella realtà

Dato lo sviluppo della realtà internazionale, nonché il primato raggiunto dall’Inghilterra

europea di oggi, risulta fondamentale mettere a confronto i sistemi giuridici di Civil Law con quelli

di Common Law, al fine di muoversi più facilmente nella realtà internazionale. Perciò, assume un

valore importantissimo il diritto comparato, poiché permette di vedere al microscopio ordinamenti

giuridici differenti, di evidenziarne le differenze e, perché no, trovarne le best practices. L’analisi

senza dubbio sarebbe lunghissima e per questo motivo ci si soffermerà su alcuni aspetti riguardanti

il diritto commerciale (diritto societario e diritto dei contratti).

I C C

L DIRITTO SOCIETARIO ED IL PRIMO ODE DE OMMERCE

delle

Nel corso del tempo l’evoluzione relazioni commerciali ha generato diverse esigenze da parte

degli operatori del settore: prima fra queste risulta di sicuro il bisogno di un solido sistema di regole

che soppiantasse il vecchio ed antiquato diritto consuetudinario. Questo sistema di leggi era riferito

in primis al diritto dei contratti (erede della Lex Mercatoria), e poi al diritto societario (analizza la

22 6

struttura giuridica ed organizzativa delle società commerciali ). Conoscere il diritto societario è un

punto di partenza per comprendere meglio le relazioni commerciali, una conoscenza indispensabile

per chi si avvicina al mondo dei commerci, utile a riconoscere i soggetti giuridici che vi operano

Le

all’interno. fonti del diritto societario possono essere: leggi di matrice pubblicistica, ossia norme

maturate in seno a dei codici oppure dei testi legislativi unici; possono anche essere leggi speciali o

self-regulation di natura volontaria; fonti giurisprudenziali.

Le prime codificazioni giuridiche in senso moderno cominciarono nel periodo a cavallo tra Seicento

e Settecento, quando la diffusione delle correnti razionalistiche ed in seguito illuministiche porta ad

dove

una rifondazione del sapere (rinnovamento anche del sapere giuridico). Il Settecento è l’epoca

della Rivoluzione Francese

il sapere viene reinterpretato e riproposto in chiave collettiva; è l’epoca

del rinnovamento scientifico ed industriale, nonché

(la meglio definita rivoluzione borghese); è l’età

dei

l’età grandi pensatori tedeschi e della filosofia. Soltanto in età illuminista cominciano le grandi

rivoluzioni ideologiche e giuridiche. Però, nonostante il Settecento sia un periodo di cambiamenti

del diritto

così radicali, si assiste ad un’evoluzione commerciale solo un secolo più tardi. Solo nel

1807, infatti, fu creato in Francia il primo Codice di Commercio (Code de Commerce) in grado di

francese.

riconoscere e distinguere le diverse forme societarie in seno all’economia

L : L’I

A NASCITA DI UNA POTENZA COMMERCIALE NGHILTERRA

e al mar Mediterraneo. Solo

Per lungo tempo la grande ruota dei commerci è girata attorno all’Italia

al passato si vede che la nostra penisola ha avuto per molto tempo un primato

dando un’occhiata

commerciale. Trovandosi in una zona strategica del mar Mediterraneo, molti popoli hanno ambito a

fra l’Occidente e l’Oriente. Per secoli l’area

possedere questa terra, in quanto punto saldo d’incontro

geografica italiana è stata contesa tra i popoli più disparati provenienti da ognidove: turchi, inglesi,

spagnoli, francesi e così via discorrendo. Tutti, di volta in volta, avevano lo stesso interesse: avere il

dominio dei mari ed il controllo delle rotte commerciali sul Mediterraneo. Basti pensare a Venezia,

una città che per secoli è rimasta indipendente e, ciononostante, ha costruito un fortissimo impero

commerciale (data la sua posizione geografica favorevole allo sviluppo dei commerci).

ed il Papato, nella stessa età in cui si formarono le cosiddette

Nel periodo delle lotte tra l’Impero In contemporanea alla

corporazioni mercantili, nasceva una nuova forza commerciale: l’Inghilterra.

comincia a sviluppare nuove strategie

diffusione delle corporazioni mercantili italiane, l’Inghilterra

per creare navi grandi, più veloci e sicure, come del resto anche nuovi prototipi societari capaci di

fu una

sfruttare al meglio le risorse private. Nel periodo della scoperta delle Americhe, l’Inghilterra

delle potenze protagoniste del processo di colonizzazione, quella con la flotta navale più potente in

Europa e con la più alta aggregazione di risorse economiche private.

l’Inghilterra impiegò al massimo le risorse private di cui disponeva nei settori economico,

All’epoca

commerciale, militare e navale, mantenendo la sua supremazia per tanto tempo. Solo nell’Ottocento

più la

la potenza anglosassone progettò modelli organizzativi privati più moderni, in cui non c’era

sola autonomia pubblica ad utilizzare e a gestire le risorse private (in vista di un ipotetico guadagno

futuro), ma una totale autonomia privata pronta a rischiare le proprie risorse economiche nei fronti

più disparati (modello ancora oggi esistente).

6 organizzata della società, sia che essa

Definita anche con il termine di governance, essa si occupa di studiare l’unità

sia internamente che esternamente. Il diritto societario ad ogni modo studia piccole e grandi entità societarie, soggetti di

diritto dotati o meno di personalità giuridica, ai quali è riconducibile il flusso di scambi commerciali.

23

I O N

L DIRITTO ITALIANO TRA TTOCENTO E OVECENTO è stato un secolo di

Leggendo un qualunque libro di storia, si può convenire al fatto che l’Ottocento

fondamentale importanza nella scacchiera internazionale europea. Molte realtà nazionali del tutto

frammentarie in quel periodo si avviano lungo quel duro e travagliato cammino di unificazione del

all’indomani dell’unificazione,

Paese, diventando le grandi potenze che oggi conosciamo. L’Italia,

era una realtà tutta in divenire, in fase di costruzione che dir si voglia. Nel processo di creazione del

suo nuovo ordinamento, la nazione rimase vicina alla Francia. I grandi successi portati alla ribalta

(modello promosso dai giuristi

da Napoleone furono l’incipit per un sistema giuridico all’italiana

il sistema giuridico della penisola

italiani entrati in contatto con la società francese). A quell’epoca,

era di difficile comparazione con gli altri presenti nel continente europeo e non. Infatti, non era

ancora possibile trovare delle specifiche corrispondenze, specie in materia commerciale e societaria,

né con gli Stati Uniti. Nel Novecento, si vede invece la grande ascesa della

né con l’Inghilterra

Germania. La potenza tedesca in poco tempo riuscì ad acquistare tanto potere da trascinare con sé

I rapporti tra l’Italia e la Germania, infatti, divennero ben saldi durante il periodo del

anche l’Italia.

fascismo; periodo in cui i nostri legislatori cominciarono ad attingere al diritto tedesco (fu allora che

venne importata in Italia la cosiddetta Srl Società a responsabilità limitata, del tutto sconosciuta al

tempo in terra anglosassone). Ciononostante, per questioni probabilmente linguistiche e culturali, la

anche dal punto di vista giuridico.

Francia rimase pur sempre un Paese più vicino all’Italia,

11. Impresa e società: nozioni di stampo economico e giuridico

Uno step fondamentale per introdurre ogni studente alla disciplina giuridica del diritto societario è

riuscire a capire sia a livello economico sia sul piano prettamente giuridico i concetti di impresa e di

fra i due

società, nonché la differenza semantica che c’è termini. Il nostro Codice Civile all’articolo

“è economica

2082 afferma che imprenditore chi esercita professionalmente un’attività organizzata

Con questo articolo viene sottolineata in

al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi”.

modo chiaro la funzione produttiva dell’imprenditore, la cui attività è indirizzata alla creazione di

ricchezza attraverso la produzione di beni e servizi. Da questa definizione, si può dedurre poi anche

economica organizzata dall’imprenditore per la produzione

la definizione di impresa, ossia l’attività dunque, è la struttura giuridica ed economica

e/o lo scambio di beni e/o servizi. L’impresa, di cui si

per svolgere l’attività produttiva. In altre lingue europee, essa ha

serve un soggetto, l’imprenditore,

il nome di firm oppure enterprise, di Firma o Betrieb, entreprise, ma la sua natura rimane uguale.

Nel caso in cui volessimo fare una prima distinzione delle imprese, possiamo distinguere imprese al

cui capo hanno una sola persona ed imprese che hanno a capo più persone. In tal senso si può parlar

di imprese individuali ed imprese collettive. Le imprese individuali sono in genere caratterizzate dal

imprenditore (si tratta di

fatto che il rischio d’impresa ricade su una persona soltanto, ossia l’unico

solito di imprese di piccole dimensioni). Al contrario, le imprese collettive sono quelle che hanno al

loro vertice più soggetti (tali imprese possono prendere anche il nome di società).

e alla società si è evoluta esponenzialmente nel corso del

Tutta la disciplina in merito all’impresa dei commerci. La configurazione di

tempo in tutti i Paesi europei, in contemporanea all’evoluzione

default dell’impresa è nel frattempo mutata, divenendo più variegata e pluriforme dal punto di vista

strutturale. Infatti, ad oggi si può parlare di impresa e di imprenditore anche con riferimento alla

realtà pubblica (Stato, regioni e comuni possono essere considerati anche imprenditori). Oggigiorno

queste imprese hanno raggiunto una dimensione più alta rispetto a qualche tempo fa. Si può parlare,

24

infatti, di internazionalizzazione delle imprese e di superamento della dimensione familiare. In ogni

dell’impresa/società rimane pursempre quello

caso, l’obiettivo di creare un flusso commerciale in

grado di generare un profitto. (profit-making, ovvero la capacità di generazione di profitti e utili).

A proposito di profitti, parlando di società, l’articolo 2247 del nostro Codice Civile afferma che:

“con in comune

il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio

In questa definizione son contenute le

di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili”.

nozioni di impresa e di imprenditore di cui sopra, poiché alla base la formula societaria incarna in sé

Queste

ciò che sancisce l’art. 2082 del c.c. e la figura dell’impresa. definizioni si possono ritrovare

pure negli ordinamenti di molti altri Paesi, ma ritrovano con difficiltà un corrispettivo giuridico ben

di

preciso nell’ordinamento Common Law inglese. Nonostante siano diventati ormai di uso comune

i termini di Firm o Enterprise, nel mondo anglosassone non esiste una specifica definizione di tipo

giuridico che definisca i concetti di società e impresa. Quando si parla di firm nella realtà inglese ci

si riferisce a livello lessicale e semantico al pilastro dell’economia promotore di ricchezza mediante

produttiva. Per quanto riguarda invece il termine

l’attività enterprise, si può affermare che abbia un

valore polisemico; la sua vastità di significati rende tale concetto vario e alquanto eterogeneo. Ad

ogni modo, in questo specifico frangente gli ordinamenti di Common Law e di Civil Law sono sotto

molti aspetti diversi fra loro: sia sul piano teorico che su quello strutturale e pratico, i due sistemi si

sviluppano su fondamenta ben diverse e presentano molte divergenze. Una definizione di firm nella

realtà anglosassone è stata fornita negli anni Sessanta dall’economista Ronald Coase, nozione oggi

ancora ben accetta. Egli definisce che la firm è quello strumento giuridico-economico che consente

di ottimizzare lo sviluppo organizzativo di un soggetto speculativo di natura societaria. Lo sviluppo

organizzativo si riferisce alla crescita della firm, sia internamente (amministrazione e gestione), che

esternamente (rapporti con i fornitori, finanziatori, clientela). Tale processo richiede in ogni caso un

dispendio di risorse economiche: ci sono dei costi che la firm deve affrontare per riuscire ad ottener

uno sviluppo organizzativo ed accrescere la sua presenza nel mercato. Essi sono: investigation costs

nel mercato, attraverso strumenti di pubblicità;

che vanno ad alimentare la trasparenza dell’impresa elementi di valenza

i monitoring costs, che rendono consultabili i documenti contabili dell’impresa,

essenziale per tutte le società, specie quelle di dimensioni molto grandi (informazioni a cui oggi si

può accedere anche online); infine, i cosiddetti governance costs, ossia costi di amministrazione e di

gestione della macchina societaria. La firm potrebbe pure definirsi una empty box, una scatola vuota

che di volta in volta viene riempita di contenuti economici realizzati attraversi i contratti. La società

XY ha la possibilità di stipulare varie tipologie di contratto (kinds or nexus of contract): contratti di

natura endosocietaria (contratti per assumere impiegati, operai ed esperti) ed extrasocietaria (usati al

fine di stabilire accordi con fornitori, finanziatori, acquirenti e creditori di vario genere).

Il diritto commerciale e societario serve proprio per mediare la stipulazione di questi contratti e per

e i terzi. Perciò avere competenze

mitigare eventuali diatribe fra le parti, quindi tra l’impresa/società

di diritto commerciale ed avere anche consapevolezza degli altri sistemi giuridici, rende possibile la

comprensione anche di società operanti in dei mercati internazionali ed in ordinamenti molto diversi

fra loro.

12. Impresa: differenza tra capitale umano e capitale finanziario

Con capitale umano si intende la preziosa risorsa, che corrisponde a quel bagaglio di esperienze e di

conoscenze settoriali o plurisettoriali della persona, che permettono al soggetto stesso di investire le

25

economica e speculativa. Il

sue competenze in un’attività capitale finanziario, invece, comprende le

per avviare e svolgere la

risorse economiche necessarie all’imprenditore sua attività economica.

Nelle imprese di piccole dimensioni, di solito il capitale umano supera di gran lunga il finanziario,

il quale è ottenibile attraverso operazioni di micro-credito. Nelle grandi imprese/società

normalmente il capitale finanziario supera quello umano (che resta pur sempre molto importante).

In queste realtà più o meno grandi il capitale finanziario potrà essere composto dai mezzi forniti dai

soci, dal credito oppure da altre risorse che provengono dai sistemi finanziari, assicurativi e bancari.

13. Impresa: il rischio di impresa e la responsabilità limitata

Quando un imprenditore (business man) comincia una nuova attività economica, egli acquista degli

obblighi ed è anche soggetto al rischio di impresa. In altre lingue si parla di Risk, Risiko, Risque o

quindi dell’imprenditore, di

Riesgo e con questo termine si è soliti indicare il rischio dell’impresa,

non riuscire a coprire tutti i costi derivanti dalla produzione con i ricavi. Giuridicamente parlando è

o la società

essenziale stabilire di chi sia il rischio di impresa, perché nel caso in cui l’imprenditore

non riuscissero a far fronte ai costi della produzione, i creditori devono sapere su chi avvalersi. Per

da parte dell’imprenditore

questa ragione si parla di spendita del nome, ossia l’uso del proprio nome

d’impresa, al fine di far conoscere ai terzi nel nome di chi è esercitata l’impresa. Quindi

nell’attività

è imprenditore colui che appare di fronte ai terzi. Il rischio può essere più o meno grande in base al

può variare in base ad un criterio soggettivo o oggettivo e può a

tipo e alla dimensione dell’impresa,

sua volta essere più o meno precario in base alla qualità della governance/amministrazione. Inoltre,

il livello di rischio può variare a seconda della tipologia di società adottata. Il rischio di impresa ad

ogni modo resta un importante argomento di discussione, poiché per certi versi esso ha costituito la

via verso cui far evolvere il diritto societario. Infatti, i potenziali investitori/azionisti privati di una

società da sempre hanno preferito investire le loro risorse personali (capitale umano e finanziario) in

una società che garantisse loro una certa protezione sul proprio patrimonio personale. Sia la Francia

che i Paesi anglosassoni hanno adottato il principio della responsabilità limitata dei soci per far sì

mettendo a rischio solo ciò che

che molti più soggetti fossero interessati ad investire in un’impresa,

hanno conferito (escludendo il patrimonio personale). Poco alla volta tutti gli ordinamenti giuridici

limitato alla quota che il

del globo hanno adottato il medesimo principio: quindi il rischio d’impresa

socio ha effettivamente conferito. Da un lato la limited liability ha permesso che un numero sempre

imprenditoriale, dall’altro quello della

maggiore di potenziali privati azionisti investano nell’attività

limited liability risulta essere uno schermo protettivo sul patrimonio personale, che nel caso in cui la

società/l’impresa sia insolvente, esso protegge il patrimonio personale dei soci. In ogni caso, il tema

del rischio di impresa permette di delineare due grandi macroaree imprenditoriali: nei Paesi anglo-

sassoni vien fatta la distinzione tra unincorporated ed incorporated business associations, ovvero

società prive o dotate di personalità giuridica (società che hanno o meno la limited liability).

Le società di capitali in genere hanno la personalità giuridica, la quale viene loro attribuita da un

tribunale con un atto istititutivo registrato presso il registro delle imprese. Assegnando personalità

giuridica ad una società di capitali, di fatto viene operata una netta separazione tra il patrimonio dei

soci e quello della società. Il patrimonio sociale, dunque, è ben distinto e autonomo rispetto a quello

personale dei singoli soci (si parla in questo caso di autonomia patrimoniale perfetta). Al contrario,

le società di persone non hanno personalità giuridica, quindi, il patrimonio sociale non è distinto da

quello dei soci. I soci hanno responsabilità illimitata verso la società ed il loro personale patrimonio,

26

qualora quello sociale non bastasse, può essere utilizzato per adempiere alle obbligazioni (in questo

caso si parla di autonomia patrimoniale imperfetta).

Norme societarie, agency/rappresentanza e sistemi di governance

14.

Ogni ordinamento giuridico ha realizzato propri modelli societari, che si adattano a tutte le possibili

esigenze dei soci. Si tratta di forme giuridiche (basate su rapporti contrattuali) che si son evolute nel

corso del tempo e che cercano di offrire varie possibilità di associazione a chi opera nel mercato. I

sistemi di regole che organizzano tali modelli societari possono far parte o meno dello stesso corpus

normativo e sono riconducibili a tre principali categorie: descriptive rules, mandatory o prescriptive

e il

rules e default rules. Le descriptive rules sono regole che delineano la figura dell’imprenditore

modello del contratto societario; le mandatory o prescriptive rules sono invece regole che devono

essere obbligatoriamente seguite da chi decide di costituire una società; le default rules sono regole

Il mix di queste

di base stabilite dai soci nel contratto societario (mutabili da un contratto all’altro).

regole permette di disegnare le caratteristiche della società più confacenti ai soci (grazie all’ausilio

di un legale). Ad ogni modo il contratto societario resta un contratto tipico, poiché non si possono

creare modelli societari diversi da quelli previsti dal nostro codice (non sono previsti contratti di

società atipici, al di fuori dei modelli sociali previsti dal nostro codice).

L

A QUESTIONE DELL AGENCY

L’agency, conosciuta anche come Law of Agency, è la sezione del diritto commerciale che si occupa

di regolamentare il rapporto di natura fiduciaria o le relazioni stabilite attraverso un contratto con un

soggetto chiamato agent, colui che è autorizzato ad agire negli interessi di qualcun altro (principal)

a stipulare accordi con delle terze parti. Nell’agency il principal autorizza un altro soggetto, l’agent,

ad agire in sua vece e nei suoi interessi. In ambito societario e in definizione economica, gli agent

sono tutti coloro che agiscono per conto di una società, contribuendo a farne accrescere il valore di

gli

mercato. In senso giudirico, per l’appunto, agent sono quei soggetti autorizzati ad agire nel nome

e negli interessi di qualcun altro presso terzi. In riferimento al Partnership Act 1890, ogni partner

“...

della società è un agent della partnership: every partner is an agent of the firm and his other

partners for the purpose of the business of partnership; and the acts of every partner who does any

act for carrying on in the usual way business of the kind carried on by the firm of which he is

member bind the firms and his partners, unless the partner so acting has in fact no authority to act

for the firm in the particular matter, and the person with whom he is dealing with knows that he has

7

no authority, or does not know or believe him to be a partner” (Sec. 5). Questo principio afferma

che i partner sono tutti considerati agent della partnership e degli altri partner. Ciò significa che

tutti i partner possono agire nel nome della partnership e anche nel nome degli altri partner per

quanto concerne gli affari della società. La sola limitazione al principio dell’agency è che gli atti

“in

compiuti da un partner in nome degli altri partner, hanno valore solo se compiuti the usual way

of that business”.

del veicolo societario uno dei problemi che insorge molto spesso è proprio quello di

All’interno

agency. Il problema dell’agency sorge ogni qual volta il benessere di una parte, il principal, dipende

dagli atti compiuti da un’altra parte, l’agent. Il problema sta nel riuscire a motivare l’agent ad agire

del

nell’interesse principal, piuttosto che soltanto nel proprio. Il nodo principale è che l’agent è più

7 “Ogni

Translation: partner è un rappresentante della partnership e degli altri suoi partner nei limiti degli affari della

sociale; le azioni di ogni sociale

partnership e dell’oggetto partner devono essere svolte nel perseguimento dell’oggetto

di cui il

e nei modi previsti dall’impresa partner è membro.”

27


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All'interno del documento potrete trovare degli appunti molto utili che mi hanno permesso di superare l'esame con la valutazione di 30/30. Gli argomenti sono: Le origini storiche del Commercio, Diritto Romano e Common Law, Le origini della Common Law, Common Law come Legge del Paese, Diffusione domestica e internazionale della Common Law, "Law, Conscience ed Equity", Law Merchant e Lex Mercatoria, Medieval Law Merchant e Modern Law Merchant, la Caratteristiche e differenze tra Statute Law, Common Law e Civil Law, Diritto Societario Inglese, la Disciplina della Partnership, la Disciplina dell'Agency e Partnership Act 1890, Limited Partnership, Limited Liability e responsabilità limitata, la disciplina della Company, il Company Act, Organizzazione e struttura di una Public Company, Diritti degli Shareholder (azionisti), Shares/Debentures-Azioni/Obbligazioni, Sistemi di controllo delle company, la Private Company, la Limited Liability e responsabilità limitata.


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in languages for communication in international enterprises and organizations
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher claudio.2110 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comparative Business Law e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Stalteri Marcello Domenico.

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