Diritto commerciale
Il diritto commerciale è un ramo del diritto privato costituito da una serie di norme che disciplinano un determinato settore dell'economia. Nasce come diritto consuetudinario.
Consuetudine → norma non scritta che nasce perché la collettività adegua il proprio comportamento perché ritengono che così è dovuto.
Fonti del diritto
- Codice civile (1942) → Quarto libro: contratti e titoli di credito. Quinto libro: imprenditori commerciali.
- Testi unici → Raggruppano normative pregresse relative a particolari settori.
- Convenzioni internazionali
- Fonti comunitarie: Regolamenti e direttive.
- Costituzione → Stabilisce i principi fondamentali in tema di impresa a cui deve ispirarsi la legislazione ordinaria (Art. 43-45, 45-47).
- Fonte giurisprudenziale (precedenti giurisprudenziali, sentenze giudici).
L'impresa
L'imprenditore
È imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.
Analizziamo la definizione:
- Vi è impresa quando vi è esercizio di una attività.
- Economica → diretta alla produzione e scambio di beni e servizi.
- Professionalmente → abituale, non significa esclusiva e senza interruzioni e neppure principale rispetto ad altre, solo che non sia occasionale o transitoria.
- Organizzata → coloro che producono beni e servizi col solo lavoro personale adoperando beni strumentali di modestissimo valore non possono essere qualificati imprenditori, ma lavoratori autonomi.
- Destinata al mercato → colui che destina abitualmente la propria produzione ad altro acquirente, non al consumo personale dello stesso produttore.
- A scopo di lucro → con l'intento di ottenere dei ricavi che superino i costi e quindi consentano la realizzazione di un guadagno.
- Lecita
Non sono imprenditori coloro che esercitano una professione intellettuale (medici, avvocati) salvo che non svolgano un'attività più ampia (es: medico che gestisce casa di cura).
L'imprenditore agricolo
È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali, dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.
L'allevamento non è più limitato al bestiame (animali da carne, latte, lavoro, lana) ma esteso ad ogni animale di qualunque genere, purché curato e sviluppato per l'intero ciclo biologico (dalla nascita alla morte) senza che gli animali debbano essere allevati con gli stessi prodotti dei fondi.
È imprenditore agricolo chi:
- Sviluppa attività connesse → Dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei propri prodotti agricoli. Anche insieme a prodotti agricoli di terzi purché quelli propri siano in misura prevalente (principio di prevalenza).
- Fornisce a terzi beni o servizi mediante l'utilizzazione di beni della propria azienda.
- Svolge attività agroturistiche (di ricezione o di ospitalità).
- Procede al miglioramento o alla sistemazione di fondi (bonifica, appoderamento).
All'imprenditore agricolo è equiparato l'imprenditore ittico, cioè chi svolge professionalmente attività di pesca e acquacoltura.
Caratteristiche:
- Non deve iscriversi al registro delle imprese, ma annotarsi in una sezione speciale (ha una funzione di pubblicità dichiarativa).
- Non sono soggetti a fallimento.
La legislazione attuale risente dell'esigenza di contrastare l'abbandono delle campagne e il trasferimento nelle città ampliando la figura dell'imprenditore agricolo e sottraendolo ai rischi tipici dell'imprenditore commerciale.
Contratti per la cessione di prodotti agricoli
Secondo il d.l. 1/2012, tutti i contratti aventi ad oggetto la cessione di prodotti agricoli e alimentari, ad eccezione di quelli conclusi con il consumatore finale, devono essere stipulati per iscritto a pena di nullità e contenere necessariamente talune indicazioni (durata, quantità, caratteristiche, prezzo, modalità di consegna e pagamento). Devono essere informati ai principi di trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni.
L'imprenditore commerciale
Sono imprenditori commerciali coloro che esercitano:
- Un'attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi.
- Un'attività intermediaria nella circolazione dei beni.
- Un'attività di trasporto per terra, per acqua o per aria.
- Un'attività bancaria o assicurativa.
- Altre attività ausiliarie delle precedenti.
Sono soggetti all'obbligo di iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese. Sul piano interpretativo ne deriva che per stabilire la natura di un'impresa occorre preliminarmente accertare se chi la esercita è imprenditore agricolo secondo i criteri dell'art. 2135, chi non lo è, dev'essere necessariamente imprenditore commerciale, ed è perciò soggetto al corrispondente statuto professionale.
Piccolo imprenditore
È piccolo imprenditore colui che esercita l'attività d'impresa con prevalenza del lavoro proprio o della propria famiglia sia sul lavoro altrui, sia sul capitale investito (principio della prevalenza).
Caratteristiche:
- Non sono soggetti all'obbligo di iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese.
- Non devono tenere le scritture contabili.
- Non sono soggetti al fallimento e alle altre procedure concorsuali.
Figure tipiche:
- Artigiani (attività produttiva).
- Piccoli commercianti (attività di commercio).
Sono esclusi dal fallimento gli imprenditori individuali o collettivi che dimostrino:
- Di non aver avuto, per ciascun anno dell'ultimo triennio, anteriore alla data dell'istanza di fallimento, un attivo patrimoniale superiore a 300.000€.
- Di non aver realizzato, nello stesso periodo, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo superiore a 200.000€.
- Di non avere un'esposizione debitoria superiore a 500.000€.
Se essi non riescono a dimostrare di non aver superato tali limiti, sono fallibili.
L'imprenditore artigiano
È artigiana l'impresa che ha per scopo prevalente lo svolgimento di un'attività di produzione di beni, anche semilavorati o prodotti in serie, purché il processo produttivo non sia del tutto automatizzato.
Dipendenti → Devono essere tutti guidati e diretti dall'imprenditore. Limite massimo:
- Produzione di prodotti non in serie → 22
- Produzione di prodotti in serie → 12
- Produzione manifatturiera → 40
- Imprese di trasporto → 8
- Imprese edili → 14
Art. 117 → Le regioni hanno ampia competenza in tema di artigianato, soprattutto in agevolazioni, contributi e politiche di sostegno. Per godere delle agevolazioni devono essere iscritte nell'albo provinciale delle imprese artigiane, la dichiarazione non ha efficacia costitutiva ma meramente dichiarativa. L'impresa artigiana può svolgersi in luogo fisso oppure in forma ambulante o di posteggio. L'artigiano può essere titolare di una sola impresa artigiana.
L'impresa familiare
È quell'impresa a cui collaborano, prestandovi la loro attività collaborativa, in modo continuativo, il coniuge, i parenti entro il terzo grado (fino ai nipoti) e gli affini entro il secondo grado (fino ai cognati).
Presupposto positivo: legame di parentela o affinità tra i membri.
Presupposto negativo: che tra le parti non sia configurabile un diverso rapporto giuridico.
Anche persone non familiari possono prestare lavoro autonomo nell'impresa familiare, ma perché questa rimanga tale la loro attività deve essere prestata in qualità di lavoratori subordinati. Possono partecipare anche i minori di età, non occorre alcuna autorizzazione giudiziaria se essi non diventano contitolari dell'impresa collettiva e non assumono responsabilità personale per il pagamento dei debiti dell'impresa. Per la costituzione dell'impresa non è richiesto alcun negozio giuridico. (atto costitutivo)
Diritti dei familiari
- Patrimoniali → I familiari partecipano agli utili dell'impresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonché agli incrementi dell'azienda, anche in ordine all'avviamento, in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato.
- Amministrativi → Le decisioni concernenti l'impiego degli utili e degli incrementi nonché quelle inerenti alla gestione straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione dell'impresa sono adottate, a maggioranza, dai familiari che partecipano all'impresa stessa. Per gli atti di gestione ordinaria le decisioni spettano al solo imprenditore. Il diritto di partecipazione di cui al primo comma è intrasferibile, solo a favore di familiari col consenso di tutti i partecipi. Esso può essere liquidato in danaro alla cessazione, per qualsiasi causa, della prestazione del lavoro, ed altresì in caso di alienazione dell'azienda. Il pagamento può avvenire in più annualità, determinate, in difetto di accordo, dal giudice. In caso di divisione ereditaria o di trasferimento dell'azienda i familiari hanno diritto di prelazione sull'azienda.
Imprenditore occulto
È imprenditore colui nel cui nome è esercitata l'impresa. È controverso che lo sia anche colui nel cui interesse l'impresa è esercitata da un prestanome.
Imprenditore occulto → La persona che impiega i propri capitali nell'attività economica, delinea gli indirizzi aziendali e produttivi, percepisce gli utili senza spendere il proprio nome, restando all'ombra di un altro soggetto cui viene intestata l'attività d'impresa: prestanome → Persona che presta le proprie generalità affinché l'impresa sia esercitata a suo nome. In caso di insolvenza entrambi sono soggetti a fallimento.
Impedimenti all'esercizio dell'impresa commerciale
È vietato l'esercizio delle imprese commerciali a:
- Coloro che esercitano determinate professioni (notai, avvocati, impiegati dello stato). Diventano imprenditori commerciali.
Violazione del divieto → Sanzioni amministrative ed aggravamento sanzioni penali in caso di fallimento o bancarotta. Conseguenze analoghe quando vengono esercitate alcune categorie d'imprese (bancarie, assicurative) senza le necessarie autorizzazioni amministrative.
- Coloro che sono condannati per bancarotta o per ricorso abusivo al credito (divieto temporaneo).Violazione del diritto → sanzioni penali.
- Ai falliti, e ai sottoposti a particolari misure di prevenzione e ai condannati per particolari reati.
Capacità a diventare imprenditore
Incapacità assoluta → minorenni, interdetti → tutore.
Incapacità relativa → minori emancipati, inabilitati → curatore.
Questi non possono esercitare attività di impresa.
Eccezioni
- L'interdetto e il minore possono continuare un'attività d'impresa derivante da successione o donazione.
- Minore emancipato → Il minore, compiuti 16 anni, che possegga la necessaria maturità mentale ed equilibrio, può essere autorizzato dal tribunale, non solo a continuare, ma anche ad iniziare un'impresa commerciale senza l'assistenza del curatore. Si prevede il potere del tribunale di revocare l'autorizzazione data all'emancipato. Tutti gli atti di autorizzazione e revoca devono essere iscritti nel registro delle imprese.
Effetti dell'esercizio dell'impresa commerciale
Pubblicità mediante il registro delle imprese
È istituito in ciascuna provincia presso la camera di commercio. È retto da un conservatore, sotto la vigilanza di un giudice delegato dal presidente del tribunale del capoluogo di provincia.
È diviso in due sezioni principali:
- Ordinaria → Imprenditori commerciali, individuali e sociali; i consorzi e le società consortili; enti pubblici ed economici; società estere.
- Speciale → Imprenditori agricoli, piccoli imprenditori, artigiani e società semplici.
Tutto ciò che è annotato nel registro è conoscibili (presunzione di conoscenza). Entro 30 giorni dall'inizio dell'impresa gli imprenditori individuali devono richiedere l'iscrizione indicando: nome e cognome, paternità, cittadinanza, nome dell'impresa, sede e oggetto, indirizzo pec, nome e cognome di institori e procuratori. Anche le modificazioni e la cessazione devono essere iscritte.
Mancanza delle condizioni di legge:
Cancellazione → Viene accertato che non è più operativa. Entro quindici giorni l'interessato può porre reclamo al tribunale.
Funzione → Pubblicità dichiarativa
Efficacia positiva: A vantaggio degli imprenditori, in quanto: l'ignoranza dei fatti, dei quali la legge prescrive l'inscrizione non può essere opposta dai terzi dal momento in cui l'iscrizione è avvenuta.
Efficacia negativa: A danno degli imprenditori, in quanto che se non sono stati iscritti i fatti dei quali la legge prescrive l'iscrizione, essi non possono essere opposti ai terzi, a meno che l'imprenditore non provi che costoro ne erano a conoscenza. La consultazione dei dati è consentita a chiunque ne abbia interesse.
Obbligo di documentazione delle operazioni d'impresa
I documenti possono distinguersi in due categorie:
- Corrispondenza → L'imprenditore commerciale deve conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali e le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture.
- Scritture contabili
- Libro giornale → Vengono registrate giorno per giorno le operazioni d'impresa.
- Libro degli inventari → All'inizio dell'impresa e dopo ogni anno di esercizio devono essere elencati gli elementi attivi e passivi del patrimonio dell'impresa determinandone il valore.
All'inventario devono seguire:
- Lo stato patrimoniale: attività e passività.
- Il conto economico: utili e perdite.
Questi costituiscono il bilancio d'esercizio. Ci deve essere corrispondenza tra la realtà dei fatti e il contenuto delle scritture.
Tenuta delle scritture
Formalità estrinseche → Pagine numerate progressivamente, bollate, vidimate e nell'ultima pagina deve essere indicato il numero di fogli che la compongono.
Formalità intrinseche → Tenute secondo le regole di una ordinata contabilità, senza spazi in bianco, interlinee e trasporti a margine, non si possono fare abrasioni e se è necessaria una cancellatura le parole cancellate devono essere leggibili. Il libro degli inventari deve essere annualmente sottoscritto dall'imprenditore. La corrispondenza e le scritture contabili devono essere conservate per 10 anni.
Cosa succede se l'imprenditore non tiene le scritture contabili obbligatorie o le tiene irregolarmente? In caso di fallimento è punito per il reato di bancarotta semplice.
Efficacia probatoria
Costituiscono piena prova contro l'imprenditore, in un solo caso costituiscono prova a suo favore ma purché:
- I libri siano tenuti regolarmente.
- Si tratti di rapporti tra imprenditori commerciali.
- Si tratti di rapporti derivanti per entrambi gli imprenditori dell'esercizio della loro impresa.
Sottoposizione alle procedure consorsuali
L'imprenditore commerciale, che si trovi in stato di insolvenza, ossia che non sia in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni, è soggetto al fallimento.
Scopo → Alienare tutti i beni dell'imprenditore per soddisfare mediante il ricavato tutti i suoi crediti: amministrazione straordinaria → Consentire il recupero dell'equilibrio economico dell'impresa.
Tutela dei consumatori
Consumatori → Persone fisiche che agiscono per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale artigianale, o professionale eventualmente svolta. Il produttore è responsabile per il danno cagionato da difetti del suo prodotto.
- Prodotti → Tutti i beni mobili, compresi quelli agricoli.
- Produttori
- I fabbricanti del prodotto,
- I rappresentanti dei fabbricanti e in mancanza gli importatori del prodotto,
- Coloro che si presentano come fabbricanti contrassegnando i prodotti col proprio nome, marchio o altro segno distintivo,
- Altri operatori professionali della catena di commercializzazione.
- Difettoso → Il prodotto che non offre la sicurezza dell'uso al quale può essere ragionevolmente destinato.
Il produttore deve risarcire i danni causati dall'uso del prodotto difettoso. Prescrizione → Tre anni, dal giorno in cui il danneggiato ha avuto o avrebbe dovuto avere conoscenza del difetto.
Azione di classe (class action)
Azione a tutela dei diritti individuali omogenei e interessi collettivi dei consumatori e degli utenti, esercitabile per l'accertamento della responsabilità e per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni, derivanti da danni o inadempienze contrattuali, legati al consumo. Ciascun consumatore può aderire all'azione di classe promossa da altri, però devono rinunciare a qualsiasi azione individuale. Le adesioni devono avvenire entro un termine di massimo 180 giorni, decorso tale termine non sono proponibili.
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