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Sviluppo storico

Proiezioni comparatistiche nel diritto internazionale ed europeo

Comprendere le proiezioni comparatistiche, alla luce del diritto internazionale ed europeo. L'agrario ha un oggetto più limitato e fini diversi. Il nostro corso si concentra solo su profili di prodotti di consumo.

Diritto alimentare: evoluzione e direzioni

Cos'è il diritto alimentare (dA), perché si è sviluppato, come si è evoluto, quali direzioni sta seguendo. La sua evoluzione storica per rispondere a questi quesiti. Norme di riferimento, di produzione e distribuzione.

Evoluzione del concetto e norme antiche

Le norme che disciplinano produzione e distribuzione di alimenti sono tra le più antiche. Antecedenti addirittura nel Codice di Hammurabi, in Grecia, a Roma. Una delle prime esigenze era standardizzare i sistemi di misura degli alimenti, come i sistemi di produzione: dovevano utilizzare certi ingredienti, al fine di evitare frodi quantitative ma anche qualitative: prodotti contenenti ingredienti diversi. La Bibbia ha dei riferimenti alla purezza dei cibi, come la carne di maiale non consumata perché considerata impura. Accanto alle regole laiche, fonti religiose.

Certificazioni e regolamentazioni storiche

L'ordinamento utilizza lo strumento delle certificazioni per interagire con norme risalenti. Da un'idea di purezza che nasce nel contesto religioso: Dio rivela ciò che è puro e ciò che non lo è, si passa ad una secolare. L'imperatore che assume compiti di spiritualizzazione del diritto. Dall'Inghilterra (Assize of Bread Ale Statute) alla Baviera, norme sulla purezza della birra.

Garanzie e frodi nel medioevo

Altro elemento che si sviluppa in epoca medievale, l'idea per cui non compro non solo il prodotto, ma anche una garanzia implicita nel prodotto stesso: che debba essere adatto al consumo umano. L'aspettativa che non faccia male (fit for human consumption). La garanzia di ricevere quello per cui si è pagato. Diversa era la prospettiva del diritto feudale: l'antipode del libero mercato: un'esigenza di assicurare anzitutto la sfamabilità della popolazione del feudo. Non ci si poteva spostare. Nel medioevo i mercati erano locali: non ci si discostava da essi né localmente né tra una generazione e l'altra.

Necessità di regolamentazione e sicurezza alimentare

Nel tempo si allungò la filiera, si poteva imbrogliare il compratore che vivesse molto lontano, che presumibilmente non avrebbe affrontato un lungo viaggio per controllare la correttezza della produzione di quel che compra. Necessità di evitare frodi. Il prodotto che vendo deve avere questa garanzia di corrispondenza a norme di sicurezza, di garanzia di igiene nel processo produttivo, di ingredienti utilizzati.

Industrializzazione e legislazione alimentare

Tra il 19simo e 20simo secolo, un'esplosione di norme di produzione e commercializzazione. La tecnologia mette il turbo al mercato, alla sua precondizione: i trasporti (predoni), conservazione del cibo (sale e poco altro, refrigerazione). All'inizio un approccio particolaristico: disciplina non di tutta la filiera, compartimentalizzata: produzione primaria, conservazione (scatolame, uno dei centri di produzione maggiore).

Approccio macro e micro nella legislazione

In seguito, un numero di norme crescenti a livello macro (molti più alimenti regolamentati), ma manca una regolamentazione unitaria a livello micro, specifiche di commercializzazione e produzione. Si guardava in particolare ad alimenti che erano facilmente oggetto di frodi (latte annacquato, tè mischiato con altre erbe). Pressioni dei consumatori sui legislatori. Nozione che ricomprende l'aspetto della sicurezza alimentare.

Approcci legali: civil law e common law

In civil law, il ricorso a norme penali sanzionatorie. Eccezione all'approccio particolaristico. In common law si ricorre invece a sanzioni amministrative/RC. Caratteristica che permane, scarse sentenze che irrogano sanzioni penali. La responsabilità da prodotto difettoso nasce dalla responsabilità da prodotti alimentari difettosi.

Legislazione alimentare e rivoluzione industriale

Agli anni dell'esplosione della legislazione alimentare. Una differenza quantitativa che permette di parlare di legislazione. Ora perché lo richiede la tecnologia, il soggetto che lo richiede. Es burro e margarina, estrazione oli naturali grazie alla scienza, fine Ottocento.

Innovazioni e regolamentazioni nel XIX secolo

Napoleone III indice un bando per lo sviluppo di una tecnica innovativa di conservazione degli alimenti per il suo esercito. I costi di produzione sono inferiori, la conservazione è maggiore. L'inventore vince il premio. Poco contenti ne furono i produttori di burro. I consumatori potevano essere sottratti se conoscevano la differenza. Un bene qualitativamente diverso con gli stessi usi: vendevano la margarina etichettata come burro. I produttori di burro richiedono al legislatore di dare una definizione di burro, in modo che, in etichetta, la parola sia utilizzabile solo qualora rispetti questi requisiti.

Conseguenze della rivoluzione industriale

Con la Rivoluzione Industriale crescono i costi di lavoro, la concentrazione di masse di persone comporta la necessità di sfamarle. I vecchi sistemi di produzione tradizionale, dalle poche risorse, non erano più sufficienti. I chimici si interessano ad innovazioni in campo alimentare per le esigenze economiche di sfamare queste persone. Interazioni tra branche del sapere. Il dA si comprende nel contesto in cui le norme si sviluppano.

Normativa complessa e chiave prospettica

Queste interrelazioni complessificano. È una normativa non semplice, con pochi, chiari principi, ma complessa, che considera vicende appartenenti a più piani. È estremamente importante la chiave prospettica.

Denominazione di vendita e tutela del consumatore

Crea elemento non chiaro al tempo era la distinzione tra alimenti e medicinali, disciplinati dalle medesime norme, di cui si occupavano le medesime istituzioni. Molti alimenti venivano pubblicizzati come medicinali (es coca cola, mal di testa). Negli S.U. è rimasta un'unica istituzione: la Food and Drug Administration. In Europa abbiamo invece Efsa ed una che si occupa solo di prodotti medicinali.

Sviluppi post II guerra mondiale

Nuovi sviluppi dopo la II GM. Crisi globale. La prospettiva della food security (food safery, sicurezza alimentare come salubrità degli alimenti) come disponibilità di scorte alimentari. Interviene il Piano Marshall, si inizia a ragionare in termini di autosufficienza, di circolazione degli alimenti per colmare le differenze tra zone produttrici di molti e di pochi alimenti.

Comunità Europea e mercato unico

La nascita della Comunità Europea, il mercato unico, il caso Cassis di Dijon, hanno permesso l'emergere di una serie di regole molto importanti. La necessità di armonizzare le regole di riferimento, di creare un ambiente giuridico che faciliti la circolazione di alimenti a livello internazionale al fine di garantire la food security. È una novità il ragionare in termini di tutela del consumatore, vero cittadino europeo.

Transizione alla legislazione alimentare unitaria

Si spiega così il passaggio dalla legislazione alimentare (approccio particolaristico, specifici prodotti, specifiche fasi) al dA (capacità delle norme di creare una cornice regolativa unitaria delle norme altrimenti slegate). Dal campo alla tavola, una filiera unitaria, la tracciabilità, le varie fasi non disarticolate. L'approccio alla valutazione dei rischi, procedure specifiche per la valutazione scientifica, valutativa: il consumatore ha il diritto di essere informato, come diritto individuale e principio generale del dA, anche nella prospettiva della partecipazione alle decisioni di politica agroalimentare.

Sostenibilità alimentare

Ogni alimento viaggia col problema dell'ambiente e con quello dei trasporti. Di qui la questione della sostenibilità. Protezione e promozione di questi altri diritti umani. Se preservo l'ambiente, avrò alimenti sani. Il dA nasce con i problemi di sicurezza alimentare. 2002 mucca pazza, food safety, ma l'UE ha alzato l'asta di tutela, ha sviluppato la cornice regolativa rispetto al common law.

Focus sulla food quality

Dalla food safety alla food quality: il problema dell'origine territoriale (indicazioni geografiche protette), metodi di produzione artigianale, sostenibilità. Le norme che l'UE sviluppa attualmente si declinano nella prospettiva della sostenibilità ambientale (produzione rispettosa dell'ambiente), economica (garantire prezzi equi per gli agricoltori, in forte posizione di svantaggio), etica (condizioni di lavoro sicure, il prezzo non deve andare a scapito dei lavoratori).

Diritti alimentari e contesto storico

Se ragionassimo solo in termini economicistici arriveremmo alla deriva del capitalismo contemporaneo. D agli alimenti o degli alimenti, Prof Costato 22-02. Quando nel 12simo secolo a.C. gli abitanti di certe zone si accorsero che esisteva un grano che non faceva cadere i propri semi, hanno cominciato a coltivarlo. In Cina è avvenuto lo stesso per il riso. I chicchi servono al grano per nascere, devono dunque cadere sul suolo. Questi che non lo facevano hanno iniziato ad essere coltivati. Hanno individuato un meccanismo per risparmiare tempo. Lo ha fatto l'agricoltura.

Agricoltura e società

Prima dovevano andare a cercare tutto. Le scorte, chi lo aiutasse a proteggersi dagli altri che intendevano rubarle. I soldati, dunque, poi anche uno sciamano. Agricoltori – militari – sacerdoti in tutta la storia, fino in epoche recenti, anche in periodo militare. Clerites, milites, lavoratores. Il modo di alimentarsi in forma regolare ha dato origine alla società odierna. Il diritto al cibo va ricondotto a qualche regola che possa imporsi ed essere rispettata perché tutti possano mangiare. Occorrono organizzazioni che garantiscano dei diritti.

Evoluzione del diritto al cibo

Da Giovanni Senzaterra per mantenere i possedimenti, spese controllate dai baroni. La creazione di questo diritto di controllo, di un contropotere. Democrazia poi trasformatasi, 2-3% della popolazione (di sesso maschile), poi si è allargata. Il principio non è più un centro di controllo della spesa ma di spesa. Istituzione Federazione Stati Americani, Costituzione francese del 1791. Documenti che progressivamente hanno aggiunto maggior peso per attribuire diritti ai cittadini. Le Costituzioni post belliche, adottate sotto l'influenza del pensiero statunitense, tendono a garantire strumenti per i cittadini (difesa, salute, lavoro), ma non ci si è preoccupati di includere il diritto al cibo.

Convenzioni internazionali e diritto al cibo

Alcuni ritengono i costituenti lo abbiano considerato incluso nel diritto al lavoro: compenso a una vita dignitosa, la possibilità di soddisfare le esigenze alimentari con il compenso equo. Critiche: il diritto al lavoro non è sempre assicurato. Convenzione Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, più nota col nome di Patto sui diritti economici, sociali e culturali. Nel '76 applicata da tutti gli Stati Membri dell'Onu. Gli Stati parte del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo a una vita “adeguata, per sé e per la propria famiglia, che includa un'alimentazione, un vestiario, un alloggio adeguati, nonché il miglioramento continuo delle proprie condizioni di vita.

Cooperazione internazionale e sicurezza alimentare

Gli Stati parte prenderanno misure idonee ad assicurare l'esercizio di questo diritto. Riconoscono a tal fine l'importanza essenziale della cooperazione internazionale basata sul libero consenso. Gli Stati parte del presente patto riconoscono la libertà fondamentale della libertà dalla fame, adotteranno individualmente e attraverso la cooperazione internazionale misure necessarie per migliorare i metodi di produzione e di conservazione della distribuzione alimentari mediante la piena applicazione delle tecniche scientifiche, la diffusione delle nozioni relative ai principi della nutrizione, dello sviluppo, o la riforma dei regimi agrari, in modo da conseguire l'accrescimento e le utilizzazioni più efficaci delle risorse naturali.

Distribuzione equa delle risorse naturali

Per assicurare un'equa distribuzione delle risorse naturali mondiali, in relazione ai bisogni, tenendo conto dei problemi tanto dei paesi importatori quanto esportatori. Programmi concreti per migliorare i metodi di produzione/distribuzione/conservazione... Qualcosa si inizia a dire ma con margini d'incertezza. I diritti, per poterli godere, devono essere azionabili. Non risultano azioni concrete in relazione a questo documento. Alcuni l'hanno riconosciuto solo come dichiarazione d'intenti, con un deficit di effetti pratici.

Conferenze mondiali e malnutrizione

Sono seguiti diversi documenti. È più che altro la presa di coscienza di queste problematiche, però non è detto che non si possa andare oltre in certi casi. Conferenza Mondiale. “Notiamo con qualche inquietudine che, nonostante i buoni risultati ottenuti nella maggior parte dei paesi, sono stati osservati negli ultimi decenni solo progressi limitati nell'intento di ridurre la malnutrizione. Le stime mostrano che la prevalenza della sottonutrizione è regredita notevolmente, ma i numeri assoluti restano in accettabilmente alti, con 805 milioni di persone afflitte da fame cronica tra il 2012 e il 2014 (i dati odierni dicono 700 milioni).

Malnutrizione infantile e salute

La malnutrizione cronica valutata in base al ritardo di sviluppo è regredita ma nel 2013 ha interessato 362 milioni di bambini di età <5 anni. La malnutrizione acuta ha interessato 51 milioni di bambini di età <5 anni. La malnutrizione infantile ha effetti sullo sviluppo cerebrale. Nel 2013 causa principale del decesso entro i 5 anni. Oltre 2 miliardi soffrono di carenza di nutrienti, in particolare delle vitamine A e dello zinco. Obesità in rapido aumento in tutte le regioni, associata ad attività fisica inadeguata.

Diritto al cibo nelle costituzioni

In relazione a questo movimento, alcune Costituzioni affermano, fra i diritti attribuiti, quello di essere alimentato. Bolivia, Colombia, Nicaragua, Congo, Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka. In alcune di esse: 'nei limiti in cui il bilancio dello Stato lo consenta'. Sono sempre scelte politiche e non c'è graduatoria. C'è stata una causa contro il Governo Repubblica Sudafricana: mancanza misure ragionevoli per persone in estremo bisogno. Anche in India, una corte ha affermato che il diritto al cibo è parte integrante del diritto alla vita. Non ci si poteva più permettere così tanti malnutriti. Nation Food Security Act che allarga il sistema pubblico di distribuzione del cibo a 700 milioni di persone (3 kg grano, orzo al mese per famiglia, non raggiunge il risultato).

Responsabilità dei paesi ricchi

Delle responsabilità enormi dei paesi ricchi, dell'UE, degli SU. Il problema del cibo va risolto con la cooperazione internazionale. Negli anni '60 il sistema agrario europeo era diverso. Tutti i prodotti alimentari sono di origine agricola. La politica agricola comunitaria era stata impostata in modo protezionistico.

Politica agricola e mercato

Veniva garantito agli agricoltori per le grandi commodities un prezzo di intervento: comunque andassero le cose, potevano conferire il prodotto ai magazzini nazionali, che pagavano il prezzo minimo garantito che aumentava progressivamente e poi tornava a zero. Si consegnavano molti prodotti. Un prezzo di mercato. Se superava il primo, diventava conveniente importare, essendo il dazio doganale mobile (in funzione del mercato interno), fissato ogni giorno per proteggere il mercato interno, inversamente proporzionale al prezzo di mercato. Gli SU avevano una politica analoga.

Esportazioni e politica estera

Resta la produzione, premi alle esportazioni: restituzioni (opposte al prelievo tramite dazi), calcolate in modo da permettere le condizioni di concorrenza dell'esportazione. Lo mandavano agli Stati in modo da concentrarli nella zona di influenza dell'UE. La politica agricola comune era anche politica estera, venne cambiata 2 anni dopo la Caduta del Muro di Berlino. Il problema della fame contenuto. Finito questo interesse a dar da mangiare a queste popolazioni, la riforma che ha polverizzato le restituzioni e la mobilità dei dazi mobili, e le vendite incentivate.

Effetti della riforma agricola

Si è fatto perché gli economisti della Comunità, hanno spiegato un aumento della domanda sulla base dell'incremento della popolazione, per cui il prezzo sarebbe cresciuto. Sospeso quel meccanismo, la politica agricola si è trasformata: non arrivavano le forniture. Il prezzo del mercato mondiale non è cresciuto. Nel frattempo, Russia e Ucraina hanno cominciato a produrre grano. Il consumo non è aumentato. È vero che aumenta il numero della popolazione, ma non aveva soldi per comprare gli alimenti.

Costituzione italiana e diritto al cibo

In Italia la Costituzione non prevede un diritto al cibo, prevede però un sistema di welfare abbastanza funzionante. Approvata una legge sugli sprechi alimentari nel 2016. L'individuazione dei cibi effettivamente non utilizzabili (da consumare preferibilmente), ha consentito di recuperare una parte significativa. Un'altra legge per assicurare un reddito di inclusione per i meno abbienti, prevede un progetto della reintroduzione del capofamiglia nel mondo del lavoro.

Conclusioni sul diritto al cibo

Le costituzioni occidentali non lo esplicitano testualmente. Ci si arriva con le forme di sopravvivenza, ma implicitamente. C'è una politica agricola comune. I Trattati, la Costituzione dell'Unione, le basi giuridiche. Il Trattato di Roma prevede che i principi cui deve ispirarsi la p.a.c siano: garantire prezzi equi agli imprenditori, ai consumatori, disponibilità alimentari (food security, sicurezza degli approvvigionamenti). Il Trattato voleva questa garanzia giuridica, non espressamente riconosciuta nella Costituzione dell'Unione. Che non ci siano le emblematiche file fuori dai negozi nella speranza che sia rimasto qualcosa (tutta l'economia pianificata).

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Scienze giuridiche IUS/03 Diritto agrario

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher CriUniTn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto alimentare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Izzo Umberto.
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