Appunti di didattica delle lingue moderne
Le lingue come codici
Le lingue sono codici (sistemi di segni), cioè sistemi di corrispondenze. Il segno linguistico è l'unione di significante e significato. Una lingua è un codice e un sistema di suoni.
Prospettiva glottodidattica
La glottodidattica riguarda l'insegnamento e l'apprendimento linguistico. Si pensava che la lingua fosse una mera nomenclatura: a ogni termine ne corrisponde un altro in altre lingue.
| Italiano | Francese | Inglese | Spagnolo |
|---|---|---|---|
| Legno | Bois | Wood | Madera |
| Legna | Bois | Wood | Leña |
| Legname | Bois | Timber | Madera |
| Bosco | Bois | Wood | Bosque |
| Foresta | Forêt | Forest | Selva |
Arbitrarietà del segno linguistico
Le lingue sono arbitrarie perché non c’è nessun vincolo naturale e convenzionale tra il significante e il significato (riflettere sulla varietà della lingua).
Tipi di segni
- Segni iconici: vincolo più stretto tra il piano dell’espressione e il piano del contenuto (icona, parole onomatopeiche).
- Segni arbitrari: ci deve essere apprendimento, l’individuo deve associare il significante al suo significato. Es. banconota: forma, colore = significante; valore = significato (convenzione sociale).
Livelli di arbitrarietà
- Morfologia (es. il genere in italiano e in inglese)
- Sintassi (es. la posizione dell’aggettivo in italiano differisce dall’inglese)
- Espressioni idiomatiche
Cambiamenti delle lingue
- Sincronia (studio del sistema verbale italiano)
- Diacronia (studio della nascita dell’articolo italiano)
Quindi la lingua è un sistema mutevole, in continuo mutamento. Non c’è corrispondenza univoca tra il significato di una parola e i segni.
Esercizio: uso della parola "capo"
- Il mio capo non è italiano (chi dirige l'attività)
- Io sono il capo (persona dotata di carisma)
- Il comandante è a capo di un esercito (chi sta al comando)
- Andare a capo
- Ricomincio da capo
- Questo capo ti dona (indumento)
- Capo una mela (voce del verbo capare)
Polisemia e cambiamenti semantici
La polisemia rappresenta la coesistenza di più significati. Il significato cambia anche col tempo:
- Restringimento (Es. latino necare=uccidere > annegare)
- Ampliamento (Es. latino caballus=ronzino > cavallo)
- Innalzamento (Es. latino minister=servo del re > ministro)
Vaghezza della lingua
- Concetto situazionale (a seconda della situazione)
- Pragmatica (scopo della comunicazione)
Articolatezza linguistica
- Morfo grammaticale (-e)
- Morfo lessicale (can-)
- Foni (c-a-n-e) → vi è solo il suono
La lingua è un meccanismo combinatorio perché da una stessa base si possono formare più parole.
Capacità metalinguistica
Consiste nei dizionari, grammatiche, e nell'uso linguistico quotidiano.
Glottodidattica
La glottodidattica considera la lingua come forma (fonologia, morfologia, sintassi, lessico, semantica), come espressione di cultura (strutture morfosintattiche) e mezzo per comunicare. Essa si occupa dell’insegnamento delle lingue straniere e si basa su criteri scientifici elaborati grazie alle acquisizioni della linguistica e dell’antropologia; quindi è una disciplina pratica che si basa sulle teorie.
Interdisciplinarità
Robert Lado paragona l’insegnante al medico perché deve possedere delle conoscenze di linguistica, psicologia, pedagogia non ignorando le capacità dello studente. La glottodidattica è interdisciplinare ovvero che attinge a varie discipline e secondo Balboni ci sono quattro aree che l’insegnante deve conoscere:
- Che cosa (comunicazione)
- Che cosa (la lingua e il suo uso)
- Come (pedagogia)
- Chi (psicologia e neurologia)
Nozioni di base della glottodidattica
- L1 (lingua materna)
- L2 (lingua seconda, che apprendiamo dopo la L1)
- LS (lingua straniera)
Input linguistico → tutto il materiale linguistico con cui lo studente entra in contatto con la lingua (scritto, orale, audio-visivo).
Differenze tra L2 e LS
- Luogo di apprendimento
- Contatto con la lingua
- Figura del docente → unico modello di riferimento (LS), modello di lingua meno formale (L2)
Elementi della comunicazione
Lo scambio di messaggi efficaci comporta la condivisione del messaggio:
- Emittente
- Ricevente
- Messaggio
- Canale (fonico-acustico, visivo-grafico)
- Referente
- Codice
Lo scambio comunicativo ha sempre uno scopo e deve essere appropriato al contesto e ai destinatari. Gli elementi extralinguistici contribuiscono all’efficacia comunicativa:
- Cinesica (gestualità)
- Prossemica (distanza)
- Paralinguaggio (intonazione)
- Uso di oggetti
Organizzazione del lessico mentale
Sapere come organizziamo le parole ci aiuta a interpretare gli errori o a fare scelte sull’insegnamento. La neurolinguistica e la psicolinguistica studiano dove si trovano le parole e si usano diversi sistemi per capire l’organizzazione del lessico mentale: esperimenti di riconoscimento di parole, analisi degli errori:
- Malapropismo = dire una parola per un’altra (due parole che appartengono alla stessa categoria grammaticale)
- Tot ("the tip of the tongue phenomenon") = quando conosciamo una determinata parola ma non ci viene in mente
Tot sono un fenomeno universale, si verificano in qualunque lingua, a qualunque età e si verificano con i nomi propri (dove non c’è relazione tra il significante e il significato), comuni e i verbi. Nel 50% dei casi ricordiamo la prima lettera o la prima sillaba. Inoltre, vengono in mente altre parole dello stesso significato e dello stesso livello fonologico. Nel 70% dei casi ci ricordiamo il genere e il numero (ciò accade in italiano, in spagnolo e in tedesco).
Chi è bilingue possiede due lessici mentali. A chi non viene la parola, può cambiare lo sguardo: chi guarda in alto vuol dire che sta leggendo la parola, chi guarda in basso la sta ascoltando.
Organizzazione del lessico
- Macro-organizzazione = le parole sono tra loro organizzate e vi sono legami forti
- Micro-organizzazione = la parola è organizzata su più livelli (teoria nodi strutturali)
- Semantico-formale (il significato)
- Fonologico (divisione in sillabe)
- Muscolare (dire la parola)
Es. Colore = iperonimo, Blu, giallo, rosso = coordinati. Deficit di trasmissione = quando non riusciamo a dire una determinata parola. Corpora ci aiutano a capire che tipo di parola abbiamo davanti:
- BADIP
- COLFIS
Teoria e approccio nella glottodidattica
Teoria = dichiarazione di tipo teorico su cui si basa la glottodidattica. Approccio = orientamento generale dell’insegnamento (riguardo alla lingua, al modo di insegnare).
Variazioni della lingua
La lingua ha quattro dimensioni di variazione:
- Diatopica (luogo) → tempi verbali
- Diamesica (mezzo di comunicazione) → abbreviazioni, mutamenti progetto, ripetizioni, pause
- Diastratica (sociale = individuo o gruppi) → linguaggio dei giovani, parole obsolete
- Diafasica (contesto e attività linguistica) → formale (lei, voi, congiuntivo, condizionale) e informale (tu)
Geosinonimi sono parole che hanno un uso diverso da regione a regione (uso regionale dell’italiano).
Varietà dell'italiano
L’italiano popolare è parlato da chi ha un basso grado di scolarizzazione. Concordanza a senso: si tende a concordare con il plurale (es. la gente sapevano). Ci sono due metodi per insegnare la grammatica:
- Induttivo
- Deduttivo
Metodo grammatico-traduttivo
Questo metodo è basato sulla linguistica descrittiva, storica e comparata. Gli aspetti salienti sono lo sviluppo dell’oralità, la valorizzazione della scrittura, la conoscenza dei vari livelli formali della lingua, il focus sull’insegnamento della grammatica, il docente detentore del sapere e lo studente del tutto passivo.
Motivi di predominanza del metodo
- Le comunicazioni internazionali per lettera
- I turisti e i viaggiatori erano élite
- Avvicinamento all’opera letteraria nella sua versione originale
Questi fattori hanno portato la lingua al codice scritto, la grammatica appresa attraverso la memorizzazione di regole e l’eccessiva attenzione alle accezioni, alle particolarità e all’abilità di saper leggere. Le caratteristiche del materiale didattico sono:
- Articolazione del testo in unità/lezioni su aspetti morfosintattici
- Presentazione di regole ed eccezioni con esempi
- Liste di vocaboli con traduzione
- Esercizi con frasi/parole isolate
Ciò porta ad un apprendimento mnemonico delle regole e ad un’applicazione meccanica; la lingua è usata per scopi grammaticali e traduttivi, non a scopo comunicativo.
Reading method
La lezione è frontale e ci si concentra solo sulla lettura di un testo scritto e l’oralità non viene contemplata. La grammatica viene insegnata solo per comprendere il testo, lo studente è guidato dal docente che non deve avere una buona competenza orale in lingua. La sola abilità di lettura viene curata e non tutte le quattro abilità primarie:
- Lettura
- Scrittura
- Ascolto
- Parlato
Approccio naturale e metodo diretto
Primarietà dell’oralità sulla scrittura, supporto scientifico di studiosi come Sweet (fonetista), Jespern e Palmer (membri dell’IPA). Le caratteristiche salienti sono:
- Immersione linguistica (la L1 non è calcolata)
- Importanza della lingua parlata
- Enfasi posta su aspetti fonetici articolatori e uditivi
- Attenzione alla dimensione orale
- Docente rigorosamente madrelingua
- Accentuazione delle capacità orali
- Insegnamento “vivo” e “naturale” della lingua
- Il principio è “teach the language, not about the language”
Approccio strutturalistico e metodo audio-orale
Si sviluppa negli anni '40 ad opera di Bloomfield. Skinner elabora le nozioni di STIMOLO-RISPOSTA-RINFORZO: l’apprendimento è un’acquisizione di abitudini linguistiche favorite da IMITAZIONE-FREQUENZA-RINFORZO. Quando il bambino impara una lingua è passivo perché riceve stimoli e li riproduce:
- Imitazione = espressione più vicina a quella della mamma
- Pratica = manipolazione della forma a partire dal modello
Modello di acquisizione secondo il comportamentismo.
(dati linguistici) INPUT → capacità di apprendimento → OUTPUT (produzione linguistica)
↓ ↓
Frasi stimolo Frasi di risposta
INPUT = OUTPUT
Apprendimento della L2
- Formazione di nuove abitudini
- Imitazione, ripetizione, pratica meccanica delle strutture della L2
- Interferenza tra L1 e L2 linguistica contrastiva nata grazie a Robert Lado
- Produzione di errori (spie dell’interferenza linguistica)
La L1 è fonte primaria di errori in L2. Errore = interferenza.
- Positiva (L2 simile a L1, es. italiano e spagnolo)
- Negativa (L2 diversa da L1, es. italiano e cinese)
Analisi dell’errore. Transfer = trasferimento di strutture e significati nella L2 (interferenza). Interlingua = lingua dell’apprendente caratterizzata da un errore. Fossilizzazione = un errore rimane tale e si ferma l’apprendimento.
Esercizio: esempi di errori dovuti alla L1
- No soy cansada ma estoy cansada (ita. Sono stanca)
- No he hambre ma tengo hambre (ita. Ho fame)
- Te voy a llamar non vuol dire vado a chiamarti ma ti chiamerò
Metodo audio-orale o audio-lingua
- Attività “ascolta” e “ripeti”
- Laboratorio linguistico
- Ascolto e ripetizione degli enunciati
- Imitazione, ripetizione e memorizzazione
- Eliminazione dell’errore
Pattern drills
Esercizi strutturali, stimoli orali utili alla fissazione di elementi precisi (sostituzione, ripetizione, formulazione di frasi, trasformazione, espansione dell’enunciato).
Approccio strutturalistico stimolo-risposta-rinforzo
- Strutturalismo americano (Bloomfield)
- Comportamentismo (Skinner)
- Analisi contrastiva (Lado)
Le caratteristiche di questo approccio sono:
- No lingua madre degli studenti (immersione linguistica)
- Enfasi sulla lingua madre (correzione della pronuncia)
- Pratica fondamentale
- Ruolo passivo degli studenti
- Insegnante che controlla e dirige
- Apprendimento attraverso imitazione e ripetizione
Innatismo di Chomsky
L’apprendente o il bambino rielabora gli input attraverso dei meccanismi analogici quindi da altre forme esistenti:
- Mutamento di prospettiva
- Influenze ambientali vs capacità cognitive del bambino
- Linguaggio = processo creativo e produttivo
- Nuova visione dell’errore (spia di apprendimento)
- LAD (meccanismo innato di acquisizione del linguaggio)
(dati linguistici) INPUT LAD OUTPUT (regole linguistiche)
INPUT INTAKEE
Parte acquisita dell’input
Due principali critiche: il modello comportamentista è meccanicistico, focus sulla L2 e in secondo piano si trovano gli aspetti socioculturali e comunicativi.
Comunicazione e linguaggio come azioni
Austin (1962) “How to do things with words” ➔ Com’è fatta la lingua vs che cosa fa la lingua e a cosa serve. Searle (1969) “Speech act”
Lingua = strumento per comunicare, azione sociale. Per Austin dire = fare quindi la lingua può essere usata per compiere delle azioni. Per Searle parlare = compiere delle azioni.
Terminologia saussuriana
Langue vs parole: astratto e costante vs concreto e mutevole. Competenza linguistica vs competenza comunicativa.
Competenza comunicativa
Concetto elaborato da Hymes. È la capacità di relazionarsi verbalmente e non con individui che appartengono ad una cultura diversa:
- Competenza linguistica (capacità di comprendere e pronunciare parole)
- Competenza sociolinguistica (variazioni diastratiche, diatopiche)
- Competenza paralinguistica (pause, intonazioni)
- Competenza extralinguistica (codice cinesico, codice prossemico)
Modello SPEAKING
- Setting and scene (situazione fisica)
- Participants (mittente, destinatario)
- Ends (scopi)
- Act sequences (forma, contenuto, coerenza discorso)
- Key (tono, modo, umore, segni non verbali)
- Instrumentalities (canale e forme di parlata)
- Norms (interazione)
- Genres (generi comunicativi)
Approccio formalistico vs approccio comunicativo
- Concezione di lingua sistema formale con regole vs sistema che varia in base ai contesti comunicativi
- Focalizzazione dell’insegnamento solo sulla grammatica vs aspetti della comunicazione
- Selezione degli item linguistici solo grammatica vs bisogni comunicativi
- Tipi di lingua usata formale vs informale
- Abilità linguistiche enfatizzate lettura e scrittura vs tutte le abilità
- Rapporto studente-insegnante passivo vs centro
- Atteggiamento verso gli errori devianza dalla norma vs spia dell’apprendimento in atto
- Criterio di successo saper comunicare in diversi contesti
Fattori di variazione diafasica
I tre fattori che intervengono sulla variazione diafasica sono:
- Tipo di attività
- Relazione tra i partecipanti
- Canale
Importanza del registro
Un’importante variante è il registro:
- Rapporto tra gli interlocutori
- Grado di formalità
- Formale = accurata registri alti (ampia variazione lessicale, termini specifici, parole astratte)
- Informale = spontanea registri bassi (oralità, improvvisazione, assenza di pianificazione, parlare disattento, svogliato, coinvolgimento emotivo, minima variazione lessicale, termini generici e volgari)
L’italiano colloquiale non dipende dal ceto sociale o dal livello d’istruzione usato nel parlato dialogico o nello scritto non pianificato. È una varietà situazionale e ha una coesistenza di termini sinonimici.
Tre competenze comunicative
- Linguistica (enunciati ben formati, corretti)
- Extra-linguistica (articolata in quattro sotto-competenze: cinesica, prossemica, oggettimica, vestemica; riguardano la capacità di comprendere il valore comunicativo di oggetti e vestiti)
- Socio-pragmatica (competenza di tipo situazionale, avere la capacità di produrre una lingua che sia adeguata ad un contesto e abbia un determinato scopo)
Queste competenze si traducono in “SAPER FARE LA LINGUA”, ovvero usare in maniera adeguata la lingua in base alle quattro qualità linguistiche, alla competenza del dialogo, alla manipolazione dei testi/fatti, al saper fare i riassunti. Tutto questo si traduce in un’azione: la lingua serve a compiere delle azioni.
Metodo situazionale (approccio comunicativo)
Prevede l’inserimento di strutture linguistiche in situazioni reali, della vita quotidiana:
- Coordinate spazio-temporali
- Ruolo dei partecipanti
- Scopi
Ulteriori caratteristiche sono:
- È il primo
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