Elementi di didattica e pedagogia speciale
Gloria Sininilezione 1: Didattica
La didattica è legata alla capacità dei soggetti di apprendere, ma è utile anche cercare di favorire tale apprendimento; fornisce i metodi chiave per l’educatore e il formatore. Inoltre, essa studia le tecniche e gli strumenti che servono alla comunicazione educativa, ciò serve per costruire la conoscenza. La didattica negli ultimi secoli si è trasformata: prima era considerata solo come "trasmissione di conoscenza", oggi, invece, si parla di più soggetti coinvolti attivamente.
Il primo che ha cercato di approfondire il tema della didattica fu Giovanni Gentile; la sua idea didattica era: sapere era saper insegnare, cioè chi aveva del sapere da condividere era un bravo insegnante secondo la sua visione. Sempre secondo lui, la didattica non necessitava di chissà quali percorsi di ricerca o simili, ovviamente è una visione povera della didattica, poiché non necessariamente il sapere fa di un insegnante un bravo insegnante, serve anche costruire una relazione. Mentre per Gentile la didattica era ciò che si vedeva fare in aula e non una scienza, egli non riconosceva alla didattica una parte epistemologica.
Nuove concezioni del pensiero
Nel '900 si inizia a cambiare questo modo di pensare, sia una nuova concezione della mente con il:
- Pensiero;
- L'intelligenza;
- Il processo cognitivo.
Si riconoscono nuove espressioni come la cultura, i linguaggi e i comportamenti, ma ciò porta anche a nuove urgenze come la pluralità, l'imprevedibilità e la complessità. Alcuni approcci di quell'epoca furono quelli di Von Glasersfeld e Wittgenstein. Il primo dice che la conoscenza è una costruzione derivata dalla nostra esperienza, il secondo dice che è con linguaggio che si costruisce il mondo.
Che cos'è l'insegnamento?
L'insegnamento ha due significati:
- Ordinario: pratiche di insegnamento - apprendimento.
- Scientifico: è polisemico e consiste in:
- Contenuto da insegnare;
- L'azione di insegnare;
- Relazioni dirette e indirette tra insegnante e studente;
- Fenomeno informa e (sapere pratico) e formale (sapere disciplinare).
I nodi della rete concettuale
Per leggere e interpretare l'insegnamento-apprendimento serve una "rete": tali reti saranno molto diverse da caso a caso, in base a chi andrà a interpretare ogni ruolo. Un altro modo possibile di interpretare questa relazione può essere andando a leggere il processo d’apprendimento che viene introdotto.
C’è un alto livello di personalizzazione dell’apprendimento e il mio compito è quello di valorizzare questa personalizzazione. Nel primo la presenza esplicita della variabile “insegnante" fa emergere il problema di come tale relazione possa influenzare l'insegnamento. Il secondo evidenzia la distinzione e il nesso tra processo e prodotto dell'apprendimento. Se io interpreto la relazione didattica come il primo modello, il risultato dipenderà da come io mi pongo. Nel secondo modello si mette in evidenza il nesso tra processo e prodotto dell’apprendimento, il protagonista è il soggetto che apprende. Progettiamo attività che lo rendono protagonista.
In questa rete non vi è l'insegnante, non scompare, ma non è più centrale come nella rete precedente. Ci sono situazioni in cui è necessario che l'educatore lasci autonomia, solo così ci potrà essere una crescita e un autentico apprendimento. Tale figura si può chiamare scaffolding, che significa impalcatura in inglese, ciò per dire che si aiuta a mettere i tasselli e si mette a disposizione ciò che serve per costruire il proprio apprendimento che poi ognuno rielabora in modo diverso; e questo va valorizzato.
Modelli didattici
Nel '900 si sono sviluppati diversi modelli didattici, ci sono tre gruppi di teorie didattiche:
- Product oriented: orientati sul risultato prodotto, si concentrano su predizioni dell’efficacia della didattica, ciò si basa su modelli e teorie della mente e ci si concentra sul risultato finale. In tale campo rientrano la pedagogia dell'obiettivo di Michelle Pellerey, dove vengono costruiti degli obiettivi generali riferiti a diverse aree (cognitiva, affettiva, ecc.) individuando in ognuna gli obiettivi di sviluppo.
- Process oriented: sono organizzati su processi che portano un apprendimento, anche se non si sa quale apprendimento possa portare, ciò si basa sulle scuole attive (Dewey) dov'è il bambino è al centro e sarà un processo personale, diverso da bambino a bambino. Si crea la situazione dove il bambino fai esperienza, ma non si può prevedere a quale livello arriverà (Ad esempio: cooperative learning, cioè un lavoro che si fa in modo cooperativo con in atto un processo di apprendimento autonomo).
- Context oriented: orientati al contesto, cioè l'ambiente dove si svolge la didattica dando importanza agli ambienti di apprendimento, spesso però tali ambienti vengono dati per scontato, ma sono importantissimi inoltre, da paese in paese, gli ambienti di apprendimento cambiano e quando si parla di ambienti, si parla di tutti i contesti.
Lezione 2: Le radici del costruttivismo
Il costruttivismo ha le sue radici in tre ambiti disciplinari:
- La cibernetica: studia la relazione che hanno gli esseri viventi nell'ambiente nel quale vivono. Dunque, la cibernetica e il modo di organizzare l'esperienza del mondo.
- La psicologia: usa la conoscenza come adattamento all'ambiente percepito, il bambino facendo esperienza adatta i suoi schemi mentali ed evolve allo stato successivo (Piaget). Dunque, la conoscenza e la costruzione della realtà che il bambino fa.
- Operazionismo: sono operazioni con cui ognuno crea il suo pensiero. Queste 3 discipline aprono la strada a un nuovo approccio, che è la didattica costruttivista.
Lezione 3: Il costruttivismo
Si basa sull'idea che la conoscenza sia principalmente frutto di un processo di costruzione di un soggetto attivo, e non di riproduzione. Quindi la conoscenza non è solo un processo da un soggetto ad un altro, e quindi crea una riproduzione ma che esso è il risultato di un processo costruttivo del soggetto. Bisogna quindi rappresentare la complessità della realtà e questo è possibile solo se si hanno delle situazioni di apprendimento basate sulla realtà, simulazioni; se pensiamo alla didattica nel nido si tratta di proporre esperienze concrete, materiali ma non è solo questo perché la didattica costruttivista si basa sull'apprendimento collaborativo. Ciò significa quindi proporre una didattica che preveda un apprendimento con attività di gruppo, in cui si avviano delle pratiche riflessive e metacognitive, cioè una riflessione sui processi attivati. Spesso nel target 0-6 quest'ultima parte viene lasciata un po' andare perché si crede che i bimbi non abbiamo ancora sviluppato delle capacità riflessive (in parte è vero), in realtà è molto importante.
Siamo su una didattica che mette in discussione:
- La didattica trasmissiva e direttiva;
- L'apprendimento sequenziale;
- La verifica “oggettiva” proprio perché è frutto di un processo;
- L'apprendimento come semplice acquisizione ed elaborazione di informazioni oggettive.
È soprattutto l'aspetto sociale che caratterizza il costruttivismo definito socioculturale, che definiscono la conoscenza come un prodotto culturale, socialmente, storicamente, contestualmente costruito. E se la conoscenza è frutto di un processo di costruzione del soggetto è sicuramente intenzionale e in quanto tale non predeterminabile; perché siamo in una situazione che ci interessa attivare processi, piuttosto che arrivare a dei contenuti precisi.
Wenger afferma che "L'istruzione non è causa dell'apprendimento, essa crea un contesto in cui l'apprendimento prende posto come fa in altri contesti.”
Varisco: "L'insegnante non determina l'apprendimento. L'insegnante e i materiali d'istruzione diventano risorse per l'apprendimento in molti modi complessi.”
Cambiamenti nel ruolo dell'educatore
Quindi come cambia il ruolo dell'educatore? L'educatore diventa colui che è chiamato a costruire l'ambiente di apprendimento in cui il soggetto non è solo diretto ma è orientato verso le risorse, i materiali. Diventa colui che predispone l'impalcatura, fornendo delle domande guida, indicando la miglior strategia per lavorare in gruppo. Il vantaggio di questo tipo di lavoro è che nel gruppo, il soggetto introduce le proprie risorse, e quindi chi è carente in una cosa vi è un'altra persona che compensa, viceversa; solo in questo modo tutti si sentono valorizzati. L’educatore fa l'impalcatura, definita anche scaffolding, quindi bisogna avere una struttura solida, dando delle regole precise, dei tempi, utilizzando strumenti, responsabilizzando. Resta comunque la libertà dei soggetti di muoversi sulle piste percorribili per consentire un processo ricorsivo; tutto ciò consente di rafforzare l'autodeterminazione di un soggetto.
Di grande aiuto a questo metodo è l'ampio utilizzo delle ICT, tutto ciò consente quindi di avviare un apprendimento in forma collaborativa. Per esempio, "STORYBIRD", una piattaforma che consente di creare dei racconti per poi condividerli, quindi è un'applicazione che consente quindi di lavorare in chiave collaborativa. Altre applicazioni che consentono questa didattica, per esempio è "PADLET", piattaforma formativa utilizzata anche dagli adulti. Le nuove tecnologie, infatti, favoriscono alcune modifiche generali nel contesto didattico:
- Spostamento del focus dall'insegnante allo studente;
- Spostamento del focus dell'apprendimento sul fare insieme;
- Aumento della motivazione degli alunni;
- Risalto alla cooperazione tra alunni.
Il costruttivismo in anni recenti è stato rivisto perché si sono individuati dei limiti, ossia:
- Nell'apprendimento processo e prodotto, l'azione e il risultato dell'azione devono procedere parallelamente. Quindi faccio fatica a distinguere.
- Progressiva scomparsa dell'insegnante; quindi, questa figura viene messa in discussione. Però l’educatore è fondamentale per guidare.
Quindi possiamo parlare di un post-costruttivismo, che ha voluto equilibrare l'insegnamento e l’apprendimento, cercando quindi di valorizzare sia il prodotto sia il processo, inoltre vuole partire dalle pratiche dei docenti, dall'interazione mente-corpo; quindi, da come loro interagiscono con gli alunni. Una corrente che si avvia dopo il post-costruttivismo, è fenattivismo, cioè l'interazione tra sistema e ambiente diviene il nodo cruciale; quindi, durante l'interazione sistema e ambiente si modificano ed entrambi apprendono. Tutto ciò comporta un reciproco influenzamento tra insegnamento e apprendimento. Ecco perché il formatore è chiamato ad avviare un'azione di regolazione di volta in volta.
Progettazione
Progettare significa pensare il futuro, motore dell'agire educativo. La progettazione è una delle competenze basilari del pedagogista. Progettare comporta diversi tipi di azioni, richiede al progettista di saper selezionare tra le varie possibilità che li si presentano, facendo però i conti con le proprie potenzialità e risorse. Nel momento in cui io progetto devo connettere vincoli e desideri, inoltre devo tenere conto di ciò che è pregresso, il presente e anche il futuro. Progettare però non è un’attività meccanica, ma implica sempre la dimensione relazionale come strumento di intervento.
Nello specifico ci ha richiesto di attivare una progettazione didattica, cioè che sia definita da un'intenzionalità educativa che può essere di varia natura, che può portare ad una crescita naturale di un soggetto, oppure mira alla trasmissione del patrimonio culturale, o forgiare quindi condurre il soggetto ad un ideale di sé stesso o ancora può mirare a promuovere l'autenticità, la libertà, l'autodeterminazione di un soggetto.
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