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lOMoARcPSD|7567102

APPUNTI DI CRIMINOLOGIA

APPLICATA

Forma di prevenzione della criminalità indirizzata a forme di

criminalità altamente specifiche e che ha l’obiettivo di introdurre

modificazioni permanenti nell’ambiente. Vi sono 25 metodi di prevenzione

situazionale che vogliono modificare permanentemente che hanno l’obiettivo

di: 1. accrescere gli sforzi del criminale

2. accrescere i rischi o i rischi percepiti dell’attività criminale

3. ridurre le ricompense

4. ridurre le provocazioni (i contesti possono provocare stress,

emozioni negative, pressioni, imitazione, ecc.)

5. rimuovere le scusanti

25 TECHNIQUES OF

SITUATIONAL PREVENTION

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es

Sono diretti a specifici comportamenti devianti che sono categorie

criminologiche ristrette.

L’ambiente crea opportunità criminale, quindi va modificato. Non si parla solo

di ambiente fisico ma anche sociale, quindi in maniera meno geo-fisica.

Si interviene a ridurre le opportunità in modo permanente. Si inseriscono

modifiche strutturali, non sporadiche e casuali, in un lungo periodo.

https://popcenter.asu.edu/sites/default/files/opportunity_makes_the_thief.pdf

(p. 17 Opportunities play a role in causing all crime).

Non esistono cause generiche; il modo in cui nascono i reati è altamente

specialistica (non si parla di reati sporadici). Le opportunità si concentrano

nello spazio e nel tempo; la criminologia situazionale si concentra infatti su

spazio e tempo e si chiede quali opportunità causano queste concentrazioni

di devianza. Il crimine produce l’opportunità per un altro crimine -> catene

di reati. Raramente si concentrano su un solo reato, nel farne uno ne fanno

altri. Esempio, nella criminalità organizzata, oppure se voglio uccidere una

persona e compro una pistola, oltre al delitto commetto un reato (o atto

illegittimo) a seconda degli ordinamenti e delle regole di detenzione

dell’arma.

Non tutto viene rubato allo stesso modo, ad esempio, vi sono delle regole,

cambiano regole e decisioni. I criminologi si occupano dei prodotti e della

loro appetibilità criminale. Quali sono i prodotti che generano più rischio?

C.d. prodotti a prova di criminalità. Un prodotto può essere sia un target di

azione criminale ma anche uno strumento per l’attività criminale. La scelta

dello strumento ha una logica spesso legata alle opportunità.

https://popcenter.asu.edu/sites/default/files/opportunity_makes_the_thief.pdf

(p.30 Social and technological changes produce new crime opportunities)

I cambiamenti sociali e tecnologici producono nuove

opportunità criminali. Le opportunità possono essere

ridotte.

Lezione 02 – Teoria (2)

Le opportunità criminali si concentrano nello spazio e nel tempo. (punto 4,

https://popcenter.asu.edu/sites/default/files/opportunity_makes_the_thief.pdf,

p.30)

Fenomeni di criminalità appropriativa, per esempio -> opportunità dipende

dal movimento delle persone, dal clima, dagli spostamenti dei criminali e dai

mezzi, dalla concentrazione delle persone nella città, della ricchezza nei

luoghi, ecc.

Il modo determina la collocazione spaziale geografica delle opportunità (es.

mercato pieno di persone è una grande opportunità criminale, le persone

lasciano vuote le case, escono con oggetti di valore e denaro, zona di difficile

controllo, ecc.) è importante capire come ci si sposta.

Alcuni prodotti sono più a rischio di altri, è tutta un’area che ha a che fare

con il prodotto che viene utilizzano come strumento per commettere

criminalità e come target, oggetto, bersaglio della criminalità. Non tutti i

prodotti hanno la stessa appetibilità, non tutti valgono allo stesso modo

anche a parità di categoria.

Non tutte le armi sono utilizzate allo stesso modo, per lo stesso fine. Quindi

anche le caratteristiche intrinseche di questi prodotti ci parlano della

quantità di questa criminalità.

Prodotti e rischi -> c’è tutto un settore della criminalità che ne parla.

Strumenti tecnologici incidono su comportamenti, scelte, possono modificare il

modo in cui viviamo, ci spostiamo, interagiamo, lavoriamo; è naturale che

possano impattare sulla criminalità producendo nuove opportunità.

Gli ultimi 3 punti (8-9-10

https://popcenter.asu.edu/sites/default/files/opportunity_makes_the_thief.pd

f p.30) si concentrano sulla prevenzione della criminalità -> chi studia

pensa che tutta la criminalità si possa ridurre, pensano che non ci sia

criminalità in cui la prevenzione situazionale non possa agire, perché tutti

sono legati a opportunità. C’è una causa, come c’è sempre uno scopo.

Critica alla prevenzione situazionale, il DISPLACEMENT

Il displacement secondo chi critica la prevenione situazionale ha a che fare con

 La geografia: intervengo sul posto più o meno delimitata e l’intervento

può funzionare, ma la criminalità che riduco in quell’area si sposta in

un’altra.

 Il tempo: Alcuni interventi che hanno a che fare con il tempo, ad esempio,

possono spostare la criminalità nel tempo.

 La tipologia della criminalità, i contenuti del reato. Es. metto gli antifurti

più tecnologici alle macchine e il ladro di auto diventa ladro di

biciclette. Intervengo su un reato e l’autore si sposta su qualcosa che

gli assomiglia. Cambio dunque la tipologia del reato

 Tattico: es. metto le telecamere e l’autore mette il cappuccio, esce con il

casco. Cambia non l’azione criminale ma il modo in cui la realizzo per

proteggermi rispetto all’intervento (ammesso che sia possibile).

Queste sono le critiche più grandi che sono state anche confutate dalla

prevenzione situazionale. Dal momento che si crea, coloro che la svolgono

hanno sempre avuto la capacità di MISURARE, anche gli effetti del

displacement. Quasi mai avviene il displacement, quando gli interventi di

prevenzione sono stati generati correttamente, i risultati si sono visti anche

nelle zone limitrofe.

Perché è raro? Confutazione delle critiche

Esempio, per quanto riguarda il displacement geografico, non è detto che

tutti i target che ci siano in un luogo ci siano in un altro, non è neanche detto

che ci siano gli stessi interessi in una zona differente. Se un autore è

specializzato su determinati luoghi e tempi, modificandolo si alza il rischio e

non è detto che sia disposto. Non è neanche detto che l’autore voglia

spostarsi perché le opportunità diminuiscono (città più lontana, spese,

rischio, ecc.)

Anche per quanto riguarda il contenuto del reato, se un individuo sa rubare le

auto, è interessato e abile in questo, che non è detto che voglia rubare altri

oggetti.

Alla critica gli studiosi rispondo dicendo che è il contrario, perché agendo su

uno, miglioro anche sul resto. Aumenta la percezione, dunque gli autori

sentono il rischio più elevato ed evitano di commettere reati.

Esperimento: intervengono sul reato di un posto e misurano benefici e

displacement; interventi hanno due vie di solito:

Pratica: voglio ridurre questo in questa determinata area, agisco su

 quell’opportunità.

Numerica: Prima misurazione è capire se si è ridotta la criminalità ma

 sono poi interessati a capire se la criminalità si è spostata e

quell’intervento ha permesso di ottenere benefici anche da altre

parti.

C’è un’area su cui si agisce (area d’intervento, sperimentale), mettiamo che

si riduce la delinquenza e il tipo di reato che era il target del mio intervento;

ha funzionato? Si è ridotta la criminalità? Dipende, vediamo la quantità

totale, se è cresciuta in altre aree. E come si fa? Si prende un’AREA DI

CONTROLLO, molto vicina a quella d’intervento con caratteristiche simili,

funge da controllo. Nell’area di trattamento, esempio, illumino le aree e

crolla la criminalità, in quella di controllo anche. Significa che l’azione in sé

non è stata la causa, ma vi è una causa esterna che ha fatto modificare il

contesto in entrambe le aree. Il controllo avviene per cercare di capire se la

riduzione di delinquenza è avvenuta come conseguenza dell’intervento. Se

così fosse stato, nell’area vicina la delinquenza sarebbe stata stabile.

Molto spesso questi esperimenti hanno inserito altro, aree limitrofe (buffer)

all’area di trattamento che sono state esaminate per vedere gli spostamenti

geografici della criminalità. Quasi mai la diffusione è avvenuta in queste

buffer zone.

Nella prevenzione situazionale vi è l’importanza di misurare fenomeni

criminali -> utilizzo fonti della criminalità, statistiche per misurare la

delinquenza. Cosa succedeva prima, cosa ho fatto, cosa succede dopo.

Come le misuro? È il concetto di analisi dei dati, parte dell’attività di questi

criminologi che sono anche quantitativi, infatti usano il numero per dar forza

alla parte operativa del loro disegno, per creare qualcosa che funzioni, per

sfatare critiche o prevenirle.

L’elemento di ricerca applicata riguarda la valutazione dell’efficacia e

dell’efficienza di questi interventi.

Uno dei motivi per cui questi interventi e le teorie si sono sviluppate nel

mondo anglosassone è perché molto prima si è arrivati a misurare i fenomeni

criminali.

Tre colonne importanti della prevenzione situazionale:

1. Concetto di hot-spots -> la criminalità non avviene a caso nello

spazio, devo quindi studiare i posti. (conseguenza dello studio dei

luoghi criminali). Identificare queste aree aiuta a capire le cause ma

anche cosa succederà in futuro. La concentrazione nello spazio dei

reati parla anche del futuro, soprattutto se non interviene il

criminologo situazionale a cambiare contesto. Si trova l’idea dello

spazio, delle opportunità concentrate in esso, del futuro. Se prendo

due reati vicini questi si influenzano ed influenzano l’area intorno,

infatti il nuovo reato si verificherà probabilmente nell’area in cui i due

punti si incontreranno (l’area di mezzo). Di questo se ne occupano

negli anni settanta (prevenzione su base geografica).

2. Concetto di multi-vittimizzazione -> idea che ci sono soggetti-vittime

più sfortunati. Una grande fetta della criminalità si concentra su

poche persone, succede spesso, è misurato dalla indagini di

vittimizzazione. Perché interessa tanto alla prevenzione? Dice due

cose: non è la sfortuna, ma il modo in cui quella persona interagisce

con altri, in cui si comporta, quindi saranno opportunità geografiche,

sociali, temporali, ma se lo studio posso ridurre di molto la

criminalità. Tanta delinquenza si concentra su pochi, se non fosse

così, intervenire sarebbe diverso. Se agisce su pochi, nell’intervento

riduco molta delinquenza e quindi sono efficiente (elemento

fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo). Maggior parte dei

criminali estremamente prolifica -> la maggior parte della criminalità

è svolta da pochi criminali; agisco su pochi, ne riduco di più.

Capire la multi-vittimizzazione e il perché di quella prolificità, mi porta a

svolgere il mio compito in maniera più efficiente, portandomi così alla

buona riuscita del mio intervento.

Questo concetto è legato alla prevenzione situazionale. La

vittimizzazione e la multi-vittimizzazione aiutano a guardare il futuro.

Es. donna in ospedale con occhio nero dice che è caduta, la settimana

successiva stessa cosa, dopo tot tempo ha male al braccio; un

criminologo vede il rischio perché nota i comportamenti ripetuti da

parte dell’abusante che avvengono secondo delle escalation.

Quando avvengono determinati episodi di delinquenza, si può presumere

che potrà avvenire nuovamente. Studi e interventi di prevenzione sono

quindi predettivi per loro natura.

Tra gli episodi di multi-vittimizzazione molto studiati vi sono rapine,

furti di auto, violenza domestica, attacchi di tipo razziale, furti in

appartamento. Con più ricerche e ricercatori sono arrivati alla

conclusione che si concentrano più su vittime che già lo hanno subito

almeno una volta. Non solo luoghi, persone, ma anche sull’oggetto.

Pochi prodotti sono vittima di tanta criminalità.

Es. auto si rubano per due motivi: o per portarle nei Paesi dell’est,

mercato parallelo in cui riesco a rivendere, o per riciclare i pezzi.

Se dovessi essere un ladro cosa ruberei in una casa? Oggetti di

valore, facili da trasportare, oggetti facili da rivendere, con profitto più

alto e rischio minore. Idea che il prodotto è a rischio e che questo

cambia e che molti prodotti possono essere multi-vittimizzati (hot-

products) è della prevenzione situazionale. Un criminologo che vuole

studiare i prodotti di multi-vittimizzazione da furto non può farlo, non

perché non c’è la denuncia ma perché non viene trasferito in una

banca dati che può aiutare nella prevenzione situazionale. Una delle

prime indagini di vittimizzazione sui furti è stata “cosa ti hanno

rubato?” e poi il furto; quella domanda ha iniziato a far pensare che ci

sono regole sulla scelta degli oggetti, da lì si lavora in maniera

sempre più specifica. Hot products: undestranding, anticipating and

Ricerca di Ronald V. Clarke,

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Scienze politiche e sociali SPS/12 Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher CriUniTn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Criminologia applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Di Nicola Andrea.
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