Interdisciplinarità nella criminologia
Interdisciplinarità è una caratteristica della criminologia, poiché essa utilizza più discipline: biologia, medicina, sociologia, psicologia, ecc., per capire se ci sono fattori correlati a determinati comportamenti. In criminologia non si parla mai di cause del comportamento ma di fattori correlati al comportamento. La finalità della criminologia è la prevenzione della criminalità, studiando i fattori che possono incentivare un certo comportamento criminale e quelli che invece possono inibirlo, quindi si va ad abbassare i primi e ad aumentare i secondi (questa è situazionale).
Però non sempre il soggetto si comporta razionalmente, cioè valutando rischi e benefici, ma agisce secondo le emozioni oppure non riesce a controllare gli impulsi. In questo caso la prevenzione situazionale non è adeguata. Si possono comunque ridurre i fattori che portano all’epilogo criminale, ad esempio ritirando il porto d’armi in situazioni dove ci sono già precedenti denunce, senza nemmeno agire direttamente sui soggetti. Oppure, nel caso dello stalking, si può agire sul soggetto con il divieto di avvicinamento alla vittima.
Prevenzione e predizione
La prevenzione consiste anche nell'inibizione della recidiva attraverso la predizione, cioè la valutazione attraverso cui si stabilisce se il soggetto possa oppure no ricommettere lo stesso crimine. Attraverso la fusione, più esperti di diverse discipline stabiliscono un metodo comune per lavorare in maniera interdisciplinare e dare una spiegazione a 360° del comportamento criminale.
Vittimologia
Vittimologia è la branca della criminologia che studia il comportamento della vittima, perché anch'essa può svolgere un ruolo nel comportamento criminale, e per stabilire che caratteristiche hanno le vittime di determinati reati più frequentemente. I dati raccolti dal criminologo attraverso le interviste, i questionari, ecc., sono molto difficili da trattare perché si basano su esperienze di vita del soggetto, che possono anche non essere veritiere. Inoltre, possono essere svolte su pochi soggetti in quanto è un metodo lungo, mentre per fare ricerca scientifica bisogna allargare il campo di ricerca.
Metodi di ricerca
Un metodo di ricerca particolarmente utile è l’inchiesta: il criminologo va a vedere la statistica giudiziaria sul fenomeno criminale che vuole studiare, per verificare quanti ne sono stati denunciati, le condanne, ecc. (non dei condannati ma dei denunciati, perché molte volte ad esempio non vengono condannate a causa della prescrizione), per poi verificare se i dati sono più o meno rappresentativi della realtà. Ci sono dei reati più o meno denunciati rispetto agli altri: pensiamo all’abuso sui minori, molti casi non vengono scoperti e quindi denunciati, per cui il dato della statistica giudiziaria è falsato rispetto alla realtà; di questo il criminologo deve tenere conto (il dato non è rappresentativo della realtà).
Per questo motivo, a volte i dati giudiziari devono essere accompagnati dai dati ufficiosi, cioè quelli che non provengono dalle istituzioni e possiamo trovarli attraverso il metodo dell’inchiesta:
- Si ferma un campione della popolazione o di un settore di essa, il più ampio possibile.
- A quel campione si sottopone un questionario in forma anonima, compilato dallo stesso criminologo. Il questionario può essere formulato in modo da essere diretto ai potenziali autori o vittime del crimine, posto che non posso sapere che soggetti ci sono nel campione, con domande trappola, ecc. per avere dai soggetti più informazioni possibili.
Vittimologia: studio delle caratteristiche della vittima verso cui si rivolgono maggiormente determinati reati: tipo di lavoro svolto, personalità, caratteristiche, ecc.
Crimine e prevenzione
Il crimine è una caratteristica dell’uomo, come tale ci sarà sempre, però possiamo pensare a delle soluzioni per prevenire gli atti criminali. Dati ufficiosi: relativi all’auto denuncia, cioè le statistiche riguardanti gli autori del reato (cioè caratteristiche che il soggetto rivela di se stesso). Dati relativi alla vittimizzazione: statistiche relative alle vittime (sono dati più completi perché la vittima non presenta la stessa reticenza dell’autore del reato e non nasconde i particolari né su se stessa né sui modi con cui ha subito il reato). I dati raccolti con metodi di ricerca scientifici, altrimenti non sono attendibili.
Metodo di ricerca clinico
Il metodo di ricerca è quello clinico, cioè lo studio dei casi realmente accaduti per cercare di saperne il più possibile riguardo a ciò che non trovo negli atti del processo. Sindrome di Medea: si riscontra nelle donne che commettono un filicidio per portare avanti una condotta vendicativa nei confronti del padre del figlio. Recentemente questa sindrome è stata riscontrata anche nell’uomo. La ricerca clinica è frequente in ambito psichiatrico perché si studiano pochi casi.
Altri metodi di ricerca
Un altro metodo di ricerca in ambito clinico è quello in cui oltre allo studio del caso si applica anche un trattamento nei confronti del soggetto. Un altro metodo di ricerca è l’osservazione partecipante: il criminologo osserva il comportamento criminale in atto. Altro metodo è l’inchiesta: si fa su un campione di un grande numero di individui, sottoponendo loro un questionario, in breve tempo si raccolgono moltissimi dati (ovviamente non so a priori se nel mio campione ci sono autori o vittime di reati; posso saperlo solo nel caso in cui il campione sia carcerario).
Inchieste e metodo storico
L’inchiesta cross-sezionale: si fa in un certo periodo storico, quindi ottengo dei risultati su un comportamento criminale in un certo tempo attuale. L’inchiesta longitudinale in prospettiva: va da oggi in poi (nel futuro), studio il campione oggi e poi lo studio ancora tra 5 anni ecc., seguendo le vicende di vita di quel campione e quindi lo sviluppo criminale con l’età, così posso correlare insieme molti fattori allo sviluppo criminale. L’inchiesta longitudinale introspettiva: si va indietro nel tempo negli eventi di vita di un certo soggetto, per capire che contributo hanno dato i suoi eventi di vita passati al comportamento criminale del soggetto.
Il metodo dell’esplorazione: miscela degli altri metodi di ricerca. Metodo storico: parliamo di criminologia storica dove gli studiosi si interrogano sulle forme di criminologia del passato, confrontandoli con quelli attuali e studiandone lo sviluppo. Ci sono crimini universali come l’omicidio dove cambiano al massimo le modalità in concomitanza con una certa politica criminale, per verificare quali sono le tecniche di contrasto che funzionano e che quindi fanno effettivamente abbassare la frequenza dei reati (visto che alcune normative invece che abbassare, favoriscono l’aumento dell’illegalità). È un metodo c.d. comparativa perché mette a confronto i comportamenti criminali verificando le differenze nel tempo.
Criminologia storica
Alcuni fenomeni che in passato erano reati, oggi non esistono più: stregoneria, eresia, ecc. e viceversa: privacy, reati informatici, ecc. Il criminologo contemporaneo utilizza le fonti per raccogliere i dati, mentre il criminologo storico utilizza soprattutto gli archivi storici, le sentenze, non potendo svolgere inchieste ma anche fonti letterarie (esempio: “Le mie prigioni” ci descrive il trattamento carcerario in una certa epoca), i resoconti.
Criminologia come scienza
La criminologia è una scienza autonoma ma prende molto dalle altre scienze. Fino alla metà del 1700 il sistema penale era barbaro cioè lasciato alla discrezionalità del magistrato, senza pene predeterminate, con livelli di corruzione altissimi, le pene erano soprattutto corporali. C’erano due impostazioni ideologiche della criminalità:
- La criminalità era il risultato di elementi extraterrestri o soprannaturali.
- La criminalità era il risultato di azioni materiali o di bisogni del soggetto.
In seguito Cesare Beccaria alla metà del 1700 con “Dei delitti e delle pene” (uscito in forma anonima), fu rivoluzionario perché giudicava negativamente la struttura aristocratica della magistratura, la pena non poteva essere discrezionale, il soggetto commette l’atto criminale perché è dotato di libero arbitrio, per questo l’importante che egli sappia a che cosa va incontro decidendo di violare la norma, per questo la pena deve essere scritta, severa ed uniforme. Beccaria parla anche di certezza della pena altrimenti il sistema non funziona; e fonda la scuola classica (scuola di diritto penale), che si basa sull’idea di libero arbitrio, sulla scelta criminale del soggetto che sceglie di delinquere. In questa scuola si sviluppa l’idea di retribuzione: la pena deve essere uguale al male razionalmente provocato dal soggetto. Bentham in Inghilterra equivale a Beccaria. In Francia si sviluppa la scuola cartografica dove Gherry e Chetele lavorano all’approccio statistico alla criminalità, infatti mettono in relazione i comportamenti criminali denunciati con i posti in cui venivano commessi e con le condizioni sociali ed economiche locali. Le teorie razionali e situazionali in criminologia si richiamano proprio alla teoria del libero arbitrio di Beccaria; anche oggi abbiamo la mappatura della criminalità, quindi si riprende il lavoro della scuola cartografica.
Teorie di evoluzione e determinismo
Intorno alla metà del 1800 a livello biologico abbiamo le teorie di Darwin sull’evoluzione della specie, teorie molto importanti perché portano alla spiegazione scientifica dei comportamenti umani. Cesare Lombroso era un medico legale che facendo l’autopsia ad un brigante inizia a vedere delle anomalie o meglio caratteristiche fisiche che si vedevano più sulle scimmie che sugli uomini (esempio: saldatura cranica, fronte bassa, ecc.), e gli stessi riscontri li fa anche su altri criminali. In seguito scrive il libro “L’uomo delinquente”, dove dice che il criminale presenta specifiche caratteristiche fisiche e biologiche, che fanno pensare ad una involuzione, cioè essi non si sono evoluti bene rispetto agli altri uomini, o comunque hanno avuto un’evoluzione minore, per questo, per questo sono violenti, aggressivi, ecc. Lombroso specificherà che anche tutti gli altri elementi sociali, economici, ecc. influiscono. Da qui nasce la scuola positiva o determinismo, che è opposta alla scuola classica perché pensa che l’uomo è già determinato o comunque condizionato dalle sue caratteristiche fisiche e biologiche, che possono renderlo un criminale a causa della sua evoluzione anomala che lo rende meno intelligente e quindi meno rispettoso dei sentimenti, delle convenzioni, per questo è facilitato nella commissione dei crimini.
Scuola positiva e fenomeni criminali
La scuola positiva si divide in tre filoni:
- Approccio biologico
- Approccio sociologico
- Approccio psicologico
I deterministi sostituiscono il concetto di pena con quello di misura di sicurezza perché la società va tutelata da questi soggetti che dovranno essere allontanati dalla società ma per loro ci saranno degli aspetti di trattamento diversi. Il nostro codice recepisce i pensieri di entrambe le scuole, infatti prevede sia la pena sia la misura di sicurezza.
Fenomeni criminali e violenza intra-familiare
I fenomeni criminali: violenza intra-familiare I comportamenti della famiglia vivono nello stesso luogo per la maggior parte del tempo, quindi il c.d. tempo a rischio è più elevato in questo contesto che in altri. Inoltre non tutte le persone all’interno della famiglia si sono scelte: i coniugi sì ma i figli no, quindi ci possono essere anche delle differenze psicologiche tra i figli e i genitori che li rendono molto diversi. All’interno della famiglia si sviluppano dei ruoli differenziali soprattutto tra genitori e figli, perché il genitore ha degli obblighi genitoriali fondamentali che, se non svolti, possono portare a situazioni di violenza o comunque di disagio. I ruoli coniugali sono quelli che i coniugi si aspettano reciprocamente l’uno dall’altro. Questi ruoli sono elementi che possono confliggere tra loro sfociando nella violenza.
Tipi di abuso familiare
La violenza intra-familiare è in gran parte sommessa, quindi il numero oscuro è altissimo, in quanto i fattori culturali hanno trasmesso l’idea che essa sia tollerabile. Per domestic violence si intende la violenza tra i coniugi; child abuse è l’abuso sui bambini o minori fino al 18 anni e può essere fisico, sessuale o psicologico; neglect è la trascuratezza. La trascuratezza del bambino può essere fisica (salute) o affettiva (non seguito a livello emotivo) ma anche educativa. Nelle categorie di family violence abbiamo anche l’elder abuse, cioè l’abuso sugli anziani.
Sibling violence: violenza tra fratelli, qui non sempre c’è abuso se non c’è sopraffazione dell’uno sull’altro. Nell’ambito dell’abuso fisico sul minore abbiamo una particolare forma: sindrome di Munchausen per procura, è un comportamento caratterizzato dal procurarsi i sintomi della malattia o a livello verbale o a livello fisico, perché il soggetto vuole stare al centro dell’attenzione. Il termine “per procura” sta ad indicare che il genitore inventa i sintomi clinici sul bambino ed anche qui può avvenire sia a livello solo verbale oppure anche a livello fisico; sempre in modo da poter stare al centro dell’attenzione.
Sindrome di alienazione genitoriale
Sindrome di alienazione genitoriale: forma di abuso psicologico. Quando ci sono separazioni o divorzio ed il bambino è conteso, quindi un genitore dipinge l’altro, agli occhi del bambino, come cattivo, in modo da poter ad esempio l’affidamento esclusivo (addirittura di fa in modo che il bambino si crei una falsa memoria).
Violenza omicidiaria e abuso sui minori
I reati omicidiari. La criminologia cerca di dare una spiegazione ai comportamenti criminali e cercare tecniche di persuasione. Invece, le scienze criminologiche cercano di affinare le tecniche per la ricerca del colpevole. La devianza può anche non integrare un reato ma solo un atteggiamento che si discosta dal comportamento generale di una maggioranza (esempio: l’alcolismo), e che può facilitare la commissione di reati.
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