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IL CONTESTO DI RIFERIMENTO

PIANIFICAZIONE=insieme di strumenti che ci consentono di pianificare gli scenari di futuro

possibile

- dove siamo?

- Dove vogliamo andare?

- Cosa dobbiamo fare per andare nella direzione scelta?

CONTROLLO= inteso sia come verifica dei risultati ottenuti si come monitoraggio continuo e

punto di partenza per la validazione delle scelte finali. IL controllo strategico è un elemento

essenziale per la realizzazione di un piano e per il raggiungimento di obbiettivi di performance.

Non valuta solo i risultati ma anche la qualità degli obbiettivi e delle scelte (diversamente dal

controllo di gestione)

n.b le condizioni del contesto possono modificarsi—>importante continuare a testare validità

degli obbiettivi

PERFORMANCE= economica, finanziaria e patrimoniale—>prima di raggiungere gli obbiettivo

bisogna soddisfare gli obbiettivi economici, finanziari e patrimoniali.

N.b nonostante la performance sia un elemento per sua natura multidimensionale, affidiamo la

sua misurazione a variabili economico finanziarie perché:

- il raggiungimento degli obbiettivi economico-finanziari è un elemento imprescindibile per

l’esistenza dell’impresa

- Nonostante i limiti delle variabili economiche finanziarie, esso sono utili e facilmente accessibili

- Consentono un confronto

La relazione tra pianificazione controllo e performance non è sempre lineare, un conto è formulare

una strategia, un conto è realizzarla

Un piano strategico formulato in modo impeccabile a cui non segue un’efficace esecuzione

rimane un documento privo di utilità.

Numerose ricerche evidenziano come le direzioni aziendali riconoscano l’importanza della fase di

esecuzione della strategia ma al contempo ammettono la loro insoddisfazione relativamente

all’efficacia di questo processo.

Questo è dovuto a diverse ragioni:

- inerzia strategica: se un’impresa ha buoni risultati, funziona, ha procedure che funzionano,

perché dovrebbe cambiare? Perché cambia il contesto di riferimento e quanto ci si accorge

che non si bho più continuare con quella strategia è sempre troppo tardi

- Responsabilità non condivisa: cambiamento significa anche assunzione di responsabilità, più

questa responsabilità è condivisa all’interno dell’organizzazione più è facile accogliere il

cambiamento

- Le ipotesi di scenario su cui si fondano i piano sono sempre più incerte. Perché? Perché il

mondo è caratterizzato da alcune tendenze strutturali, ovvero ragioni così radicate che

difficilmente si può tornare indietro (tendenze con impatto globale)

2 principali tendenze:

Discontinuità demografica: la popolazione mondiale cresce, cambia il mix geografico (cambia

• dove sono le persone), cambia il mix demografico (la popolazione invecchia di più e in modo

non omogeneo); cambia il mix culturale

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Iperconnettività: Crescita esponenziale delle connessioni e accorciamento dei tempi di

• connessione. L’aumento delle connessioni è stato dovuto dalle innovazioni tecnologiche (in

particolare la digitalizzazione). A propria volta la connettività attraverso la combinazione di

saperi e tecniche diverse genera un’accelerazione nelle innovazioni e una contrazione nei cicli di

vita delle conoscenze e delle tecnologie.

Queste due macro categorie generano ulteriori tendenze:

- urbanizzazione

- Modern aging

- Tensione sulle materie prime

- Flussi migratori

- Distruption tecnologica

- I “cigni neri”

—>si passa da un contesto di rischio ad un contesto di incertezza:

Rischio= quando si considerano esiti possibili di un determinato evento e si riescono ad attribuire

delle probabilità

Incertezza: non si è in grado di attribuire probabilità agli esiti possibili degli elementi e non si ha la

capacità di individuare tutti gli esiti possibili.

Perciò considerando he i cambiamenti sono sempre più frequenti, percepiti e impattanti,

l’incertezza deve essere considerata nel governo di un’impresa.

Il governo dell’impresa richiede un monitoraggio e una gestione del rischio che non può più

essere un esercizio saltuario (una tantum) ma deve diventare un’attività continuativa e sistematica.

Le ipotesi su cui si fondano i piani di impresa, sono sempre più incerte. Ma l’incertezza non

indebolisce i processi di pianificazione, anzi, ne acuisce l’importanza e li modifica strutturalmente.

Il rischio (oggi l’incertezza) è connaturato all’attività di impresa.

A seconda delle attese del soggetto economico e della struttura che assume, ogni modello di

business è associabile ad un determinato profilo di rischio.

Esiste una relazione inversa tra il livello di rischio assunto dall’impresa e la probabilità della sua

continuità nel tempo: al crescere del rischio, crescendo la volatilità dei risultati, diminuisce la

probabilità della continuità aziendale.

Il rischio non può essere eliminato ma può essere gestito.

IN CHE MODO?

- capendo e interpretando la performance dell’impresa, identificando i principali driver di valore

(KPI)—>rispondere alla domanda dove siamo? Guardare i risultati, le caratteristiche

dell’impresa, le scelte che ha compiuto

- Formulando delle ipotesi relative all’evoluzione di quei driver nel tempo (formulazione con le

info che dispongo)

- elaborando, sulla base delle suddette ipotesi, delle proiezioni di risultato prospettistiche (ad es.

3-5 anni). N.b se cambiano le ipotesi devono cambiare anche gli obbiettivi

- Sfidando le proiezioni per capire cosa succederete se alcune delle ipotesi alla loro base fossero

negate (sensitivity analysis)—>attività di controllo martedì 12 ottobre 2021

ANALISI DELLA PERFORMANCE STORICA

IL BUSINESS MODEL della

L’analisi della performance storica consiste nel comprendere le caratteristiche

struttura e della dinamica dei risultati ottenuti storicamente attraverso il business

model. valutazione dell’effetto generato dalle scelte strategiche

Si tratta di fornire una

effettuate in passato.

—>capire cosa si è fatto nel passato

Modello di business=modo specifico particolare di un’impresa con cui viene

concretamente realizzato il modello di generazione del valore.

Concetto già diffuso a partire dagli anni ’60, ma è a partire da metà degli anni 90’

che si diffonde in modo significativo.

Nel 2004 Osterwalder razionalizza il concetto elaborando il cosiddetto business

model canvas:

BUSINESS MODEL CANVAS—>composto da 4 elementi

1. I prodotti e i servizi offerti

2. Modalità di interfaccia con i clienti

3. l’infrastruttura organizzativa

4. La dinamica economica e finanziaria

—>la conoscenza del modello di business è la base per capire la performance

storica di un’impresa, se non si conosce, non si riescono a contestualizzare le

performance economico e finanziarie.

- value proposition,

La la natura dell’offerta mirata a soddisfare i bisogni dei clienti.

- La segmentazione dei clienti e la conseguente scelta di approccio al mercato.

- I canali distributivi.

- Le relazioni con i clienti.

- Le attività chiave e cioè l’insieme delle attività critiche per la realizzazione della

value proposition.

- Le risorse «critiche».

- Le relazioni con i partner.

1 martedì 12 ottobre 2021

- La struttura dei costi.

- I flussi di ricavi e cioè le caratteristiche assunte dal modello di generazione dei

model).

ricavi (revenue

Business model in sintesi:

È un modello, c’è uno strumento che ha l’obiettivo di capire, descrivere o predire

• come funziona un fenomeno del mondo reale, attraverso una sua

rappresentazione semplificata. (sistema)

Rappresenta un’insieme di scelte effettuate dall’impresa nel tempo

• Non è statico, è un sistema dinamico, è plasmabile nel tempo per reagire o

• anticipare cambiamenti interni o esterni all’impresa

È il punto di contatto tra la formulazione della strategia e la sua realizzazione.

• Infatti, se la strategia è la scelta di un comportamento volto alla definizione e al

conseguimento di obiettivi che devono essere realizzati in un contesto

il veicolo con cui la strategia viene

competitivo, il business model è la logica,

tradotta in pratica per creare e catturare valore economico.

Deve generare valore. La verifica che questo avvenga si ha con la traduzione

• economica e finanziaria delle scelte fatte e dei loro risultati.

IDENTIFICAZIONE E INTERPRETAZIONE DEI KEY VALUE DRIVER

Analisi della performance storica

—>capire quali sono i risultati economici e finanziari che l’impresa ha ottenuto nel

tempo. informazioni di natura

La performance storica si basa principalmente su

contabile: i prospetti di conto economico, stato patrimoniale e cash flow sono il

punto di partenza per qualsiasi analisi, che infatti deve essere sviluppata sui tre

piani (economico, finanziario e patrimoniale).

Operativamente, Si tratta di individuare un set di informazioni che, adeguatamente

interpretate, consentano di leggere strategicamente gli impatti delle scelte effettuate

in passato e la loro dinamica. In generale, le informazioni devono avere le seguenti

caratteristiche:

- significatività e chiarezza

- sintesi

2 martedì 12 ottobre 2021

- controllabilità

- confrontabilità

- bilanciamento (tra costi e benefici)

Riclassificazione dei prospetti

1. Stato patrimoniale

a. Metodo finanziario criterio

Ha lo scopo di riordinare le principali voci di patrimonio secondo un

temporale rapidità di trasformarsi in liquidità,

che per l’attivo riguarda la mentre

passivo la velocità di estinzione.

per il

Criterio di liquidità crescente—>attivo: quanto tempo le singole voci ci impiegano a

trasformarsi il liquidità

—>passivo: ordine di velocità in quanto tempo le voci

diventano esigibili da terzi

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b. Metodo funzionale

Ha lo scopo di evidenziare la natura degli investimenti effettuati (Impieghi) e

Fonti

delle reperite.

3 martedì 12 ottobre 2021

Totale impieghi: rileva la natura del credito/ debito e non la durata

Totale fonti: posizione finanziaria netta (crediti e debiti di natura finanziaria) +

patrimonio netto

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4 martedì 12 ottobre 2021

2. Conto economico (la riclassificazione dipende dalla tipologia di attività svolta e

dalle caratteristiche dell’impresa)

a. A costo del venduto

I costi operativi vengono riclassificati per destinazione in modo da essere

aree gestionali di riferimento.

direttamente imputati alle trasformazione industriale,

È uno schema solitamente utilizzato per le imprese di

mentre ha minor valore nei casi di imprese di servizi o commerciali.

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b. A margine di contribuzione

costi variabili fissi,

I sono riclassificati facendo una distinzione tra quelli e quelli

mettendo appunto in evidenza il margine di contribuzione.

Se applicata a singoli gruppi di prodotti può evidenziare l’apporto di ogni singolo

articolo alla copertura dei costi fissi.

mdc=ricavi- costi variabili

Serve a mettere in evidenza l’assorbimento di risorse tra costi fissi e costi variabili

5 martedì 12 ottobre 2021

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c. A valore aggiunto

Le poste di Conto Economico sono riclassificate in base alla funzione avuta nella

produzione del risultato economico nelle seguenti aree:

- area gestione caratteristica

- Area gestione atipica

- Area gestione finanziaria

- Area gestione fiscale

Valore aggiunto= ricavi-acquisti esterni

Serve a mettere in evidenza le varie aree di gestione ed è utile nel confronto tra

concorrenti che operano nello stesso business.

6 martedì 12 ottobre 2021

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3. Rendiconto finanziario nel

La rilevanza del rendiconto finanziario è dipende dalla sua efficacia

rappresentare le cause della generazione o dell’assorbimento della liquidità nel

corso di un determinato esercizio (flussi di cassa), che non sarebbe possibile

conoscere dalla sola lettura di Stato Patrimoniale e Conto Economico, pur

riclassificati. In altri termini, il rendiconto finanziario consente di individuare le cause

all’origine della variazione dei flussi di cassa siano esse riconducibili a una

contrazione di fatturato, alle dinamiche di incasso dei crediti, all’utilizzo di

disponibilità liquide per effettuare nuovi investimenti o per estinguere debiti

finanziari.

Analisi della marginalità e delle sue cause

È utile considerare ed esprimere questi indicatori sia in termini assoluti sua relativi

(incidenza percentuale sul ricavi)

L’evoluzione della marginalità viene normalmente rappresentata sia in valore

assoluto che in termini relativi, come incidenza percentuale sui ricavi.

Inoltre normalmente viene messo in evidenza anche un indicatore di sintesi del

Compounded Average Growth

tasso di crescita medio annuo composto (CAGR –

(*)

Rate ) relativo alle grandezze in oggetto.

7 martedì 12 ottobre 2021

CAGR: formula

EBITDA: Earning Before Interest Tax Depreciation Amortization

EBIT: Earning Before Interest Tax

EBIAT: Earning Before Interest And A6er Tax

NOPAT: Net Operating Profit After Tax

OPAT: Operating Profit After Tax

PBT/PAT: Profit Before Tax e Profit After Tax

Analisi della redditività: alcuni indici di riferimento

Si fa per capire cosa è successo in passato attraverso l’identificazione di relazioni

causa effetto tra le scelte strategiche e la redditività dell’impresa(=la performance

storica).

Redditività intesa come espressione sintetica di ciò che è accaduto negli anni

passati e quindi punto di partenza per la comprensione dei driver e delle scelte

operative e strategiche che hanno determinato i risultati. Consentono una lettura sia

statica che dinamica dei risultati.

ROI: Return on Investiment (Ebit / Totale Attivo)

Return on Capital Employed (Ebit / (Indebitamento finanziario + Equity)

ROCE: Return on Average Capital Employed (Ebit / (Totale attivo medio - passività

ROACE:

correnti medie)

ROIC: Return on Invested Capital (Ebiat / (Indebitamento finanziario + Equity)

ROA: Reddito Netto / Asset totali

Relazione causa effetto tra strategia e redditività—>I fattori all’origine della

redditività sono numerosissimi e di natura differente ma riconducibili a categorie

fondamentali, sono tra loro tra loro interconnessi e Influenzano la performance

economica (la redditività operativa) in più modi

La formula di “Du pont”

FORMULA

Consente di scomporre la redditività in modo da isolare i fattori che incidono sul

reddito:

- Ro/V=ROS—>reddito medio operativo per unità di ricavo netto. Rappresenta la

capacità remunerativa dei ricavi di esercizio.

8 martedì 12 ottobre 2021

- V/CI= indice di rotazione del capitale investito. Indica quante volte, nell’arco

dell’esercizio, il capitale investito si è trasformato in risorse finanziarie alltraveros

la vendita di prodotti aziendali.

—> l’analisi di questi due indici e, di conseguenza della redditività, si sviluppa

prendendo in esame i loro elementi costitutivi e cioè, margine di contribuzione, costi

fissi, capitale circolante netto operativo, capitale immobilizzato.

Categorie fondamentali all’origine della redditività:

- Il margine di contribuzione si ottiene sottraendo dai

Margine di contribuzione:

ricavi delle vendite i costi variabili e cioè i costi relativi ai fattori la cui quantità varia

al variare dei volumi di produzione. E’ influenzato da diverse grandezze

economiche collegate tra loro quali, ad esempio, i prezzi (ricavi unitari

- I costi fissi sono i costi che rimangono costanti al variare del volume di

Costi fissi:

produzione e vendita sono sostanzialmente riconducibili ad alcune principali

categorie: costi amministrativi (ad esempio, stipendi impiegati amministrativi),

costi di marketing e vendita e costi di struttura (ammortamenti, spese generali).

- Somma algebrica di crediti commerciali, scorte di magazzino e debiti

CCN:

commerciali. Le determinanti principali del capitale circolante netto sono le stesse

già viste per il margine di contribuzione alle quali si aggiungono “le durate

temporali” (dilazioni offerte ai clienti e quelle concesse dai fornitori, durata dei cicli

produttivi, politica di gestione delle giacenze).

- l capitale immobilizzato è definito, almeno in parte,

Capitale immobilizzato (fisso):

dalle stesse variabili che influenzano il reddito operativo come ad esempio, i criteri

di valutazione delle immobilizzazioni e i relativi tassi di ammortamento.

Dalla dimensione economica alla dimensione patrimoniale e finanziaria

L’obiettivo è verificare la solidità della struttura patrimoniale e la capacità di far

fronte agli impegni finanziari senza compromettere la continuità aziendale.

Operativamente si tratta di valutare la dinamica della composizione del prospetto

fonti impieghi e con essa l’evoluzione delle principali grandezze che lo

compongono, nonché la modalità di generazione dei flussi di cassa attraverso

l’analisi del rendiconto finanziario. Tuttavia, poiché l’analisi della performance

storica mira all’individuazione delle cause che hanno generato i risultati è

necessario approfondire “vertical

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stefispessi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Controllo strategico e performance aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Vernizzi Silvia.
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