Lezione 1
LA COMUNICAZIONE PUBBLICA E SOCIALE
L’informazione è uno scambio di notizie ad opera dei media indirizzato al pubblico. È
costruita con un metodo controllato attraverso uso di fonti che si possono verificare.
La comunicazione è una trasmissione di messaggi per orientare il modo di pensare del
pubblico nel senso voluto da chi comunica. La comunicazione è persuasione, serve a
convincere una persona che quello che sto dicendo è interessante. Chi emette il messaggio ha
come obbiettivo persuadere chi lo riceve facendogli acquistare un prodotto, stimolando la
partecipazione a un’iniziativa, sostenendo una buona causa, etc. La comunicazione è un
processo di collaborazione in cui due o più persone negoziano una visione della realtà
attribuendo significati soggettivi ai contenuti della comunicazione.
L’informazione è gestita dai giornalisti, mentre la comunicazione è gestita da professionisti
per conto di un cliente.
Lo sviluppo dell’offerta dei media ha moltiplicato i canali di comunicazione, producendo
dispersione di audience e scarsa fedeltà alle emittenti. La grande quantità di informazioni a
cui si può accedere attraverso il web rende più difficile selezionare tra tanti stimoli ricevuti. A
information
seguito dello sviluppo della tecnologia, è in corso un fenomeno definito
overloading .
Il consumatore è oggi definito consum-autore. Consum-autore: i consumatori sono soggetti
passivi; ora il consumatore non è più consumatore passivo, ma consumattore perché manda
dei messaggi a chi produce e distribuisce. Il consum-autore è più esigente rispetto al passato,
più autonomo, competente, proattivo, poco fedele alla marca. Il consum-autore riesce a
produrre cambiamento, perché diventa autore di messaggi (scrive sui blog, manda messaggi
alle aziende, etc.). Il gancio attenzionale è il grado di riuscire ad attirare l’attenzione degli
individui con cui si comunica e a cui si intende mandare un messaggio.
La comunicazione ha l’obbiettivo di creare relazioni forti, per fidelizzare i consumatori. La
comunicazione deve essere capace di coinvolgere i pubblici di riferimento cercando di creare
un rapporto relazionale. Per creare relazioni, la comunicazione deve rinnovarsi: condividere
valori, principi, progetti in modo convincente. Ma deve anche affrontare i problemi con un
approccio creativo responsabile per ingaggiare le persone e farle sentire parte del progetto
complessivo.
È importante non solo comunicare, ma soprattutto ingaggiare le persone, ossia stabilire delle
relazioni tra un brand (profit o non) e le persone creando coinvolgimento. La finalità è di
comunicare con le persone per farle agire: acquistare un prodotto, donare, fare volontariato,
fare un commento. Per questo, la comunicazione deve utilizzare un linguaggio semplice,
studiare i contenuti capaci di intrattenere, far riflettere e suscitare emozioni. Sui social
network il livello di engagement permette di capire l’andamento di una campagna o il
gradimento di una pagina.
I professionisti della comunicazione cercano di trovare soluzioni perché i messaggi diventino
virali: sfruttando la capacità comunicativa di diversi soggetti, la campagna può arrivare a un
numero elevato di utenti finali.
Lo storytelling è un’arte narrativa utilizzata per coinvolgere le persone, facendole sentire
partecipi di storie. Lo storytelling viene utilizzato non solo per attirare l’attenzione, ma per
condividere il messaggio e i valori dell’organizzazione. Il fulcro sono le emozioni: i messaggi
devono coinvolgere le persone, che partecipano alla storia facendola propria
I rischi della digitalizzazione sono legati alla perdita di contatto con la realtà. Il web offre
l’opportunità di acquisire conoscenza, condividere idee, partecipare, incontrarsi, allargare le
reti sociali e ridefinire la propria identità.
Campagna 1: associazione che aiuta i bambini malati di cancro, svolta in un carcere di
unconventional
massima sicurezza. Le persone si sono sentite ingaggiate. È un esempio di
marketing. È stata un’azione simbolica positiva per le persone che vi hanno partecipato, per
l’azienda stessa. Dopo il filmato in carcere e la condivisione del video, il numero di donatori è
aumentato. Bisogna sempre pensare al beneficiario finale. È una campagna non
convenzionale per le modalità, il luogo e il pubblico coinvolto.
MODULO 1: LA COMUNICAZIONE SOCIALE Lezione 2
LA COMUNICAZIONE SOCIALE IN ITALIA
La comunicazione sociale non ha come finalità principale e diretta la vendita, ma il
trasferimento di valori. La comunicazione sociale non si distingue per il soggetto che la
realizza, ma per l’oggetto. Primo settore: Stato, secondo settore: mercato, terzo settore:
società civile. Il terzo settore riguarda le associazioni no profit. Il terzo settore si occupa del
benessere sociale e può essere assimilato al privato, in quanto non è un soggetto pubblico,
però per la finalità è assimilato al pubblico, come il Comune. Adesso non vi è più distinzione
tra i tre settori.
In Italia, esistono 435.000 associazioni no profit, vi è molta competizione. Le ONG
(Organizzazioni Non Governative) si distinguono perché fanno cooperazione internazionale. Le
associazioni no profit devono essere iscritte al registro delle ONG per poter svolgere
cooperazione internazionale. Le ONG sono circa 200 in Italia.
Il picco della comunicazione di queste associazioni è da aprile a giugno, ossia quando le
persone fanno la denuncia dei redditi per donare il 5 per mille. Il 5 per mille è una delle
maggiori fonti di finanziamento per le associazioni no profit. L’approccio delle campagne per
donare il 5 per mille è simile a quello delle campagne commerciali, infatti gli individui sono
call to action,
chiamati a una ossia a reagire alla campagna (acquisto, donazione, etc.).
La comunicazione sociale è uno strumento di conoscenza e di persuasione utilizzato da
soggetti pubblici e privati per coinvolgere la persona e spingerla all’azione, rendendola
partecipe dei problemi ma anche delle soluzioni.
La comunicazione sociale nasce nei Paesi anglosassoni nel primo dopoguerra e arriva in Italia
in tempi recenti. La prima campagna sociale italiana è stata nel 1971 da Pubblicità Progresso
e riguardava la donazione di sangue. Questa pubblicità cercava di far fronte a un grave
problema presente. L’AVIS chiese a un gruppo di pubblicitari di fare una campagna riguardo a
questo. È una campagna che ha rotto gli schemi, perché al tempo le pubblicità erano
solamente commerciali. [Video]. Il video è molto diverso e viene usato un tono accusatorio e
coercitivo, che oggi non verrebbe mai utilizzato in una campagna. È stata la campagna di
Pubblicità Progresso che ottenne il maggiore successo, l’AVIS registrò un aumento delle
donazioni del 40%. È una campagna che mette assieme gli strumenti della comunicazione
integrata: il video e l’adesivo (che viene detto di cercare per donare il sangue). La
comunicazione sociale è uno strumento della società civile per farsi sentire e contribuire al
cambiamento. La società civile è il luogo in cui si originano i processi di partecipazione sociale
che si attivano per influire sulla vita collettiva.
Gli obbiettivi principali della comunicazione sociale:
Informare: per portare l’attenzione su un concetto positivo, un progetto sociale,
un’azione responsabile, etc.
Convincere: per dimostrare la veridicità e l’importanza di quanto comunicato attraverso
dati, ricerche, etc.
Ingaggiare: per contribuire alla soluzione di un problema, per promuovere il
cambiamento di un comportamento, per abbattere uno stereotipo, etc.
Le campagne pubblicitarie relative a dipendenze (fumo, alcol, droga, etc.) sono quelle che
portano meno risultati e riescono meno ad ingaggiare. Funzionano di più le campagne su
pubblici specifici (per esempio: gli adolescenti).
I soggetti che la realizzano:
Le organizzazioni no profit: per sensibilizzare, mobilitare, raccogliere fondi, cercare
nuovi volontari
La pubblica amministrazione: per educare, sensibilizzare e mobilitare i cittadini su temi
di interesse comune
Le imprese: per sottolineare il proprio impegno sociale e ambientale
Le organizzazioni non profit svolgono un ruolo fondamentale nelle comunità: gestiscono
servizi assistenziali, educativi, culturali, ma anche attività artistiche, sportive, di
intrattenimento, etc. Queste organizzazioni comunicano per farsi conoscere, far sapere che si
occupano di una buona causa, portare l’attenzione su un problema, denunciare un
comportamento scorretto, dare conto dei risultati ottenuti, difendere un diritto, cercare nuovi
volontari. Oggi le organizzazioni non profit comunicano soprattutto per raccogliere fondi. Le
advocacy
campagne di riguardano denunce, per sensibilizzare i governi, portano dei temi che
spesso vengono ignorati (per esempio Amnesty, Greenpace).
Il mondo delle organizzazioni non profit in Italia
Dati 2015: Nel primo censimento del Terzo settore risultavano 301.000 istituzioni iscritte. Il
censimento ha mostrato dati in forte crescita rispetto alla rilevazione precedente: +28% in
assoluto, +39,4% di addetti e +43,5% di volontari. Dati 2015: Nel Censimento permanente
delle istituzioni non profit risultavano 336.275 organizzazioni: +11,6%, 788 mila dipendenti
(+15,8%) e 5 milioni di volontari (+16,2%). Il settore non profit è principalmente costituito da
associazioni (riconosciute e non), cooperative sociali, fondazioni e istituzioni con altra forma
giuridica.
La riforma del Terzo settore
Nel 2017 sono stati approvati, dopo tre anni, i provvedimenti attuativi della riforma del
Terzo settore. Questa riforma riguarda sia organizzazioni e cittadini, sia le istituzioni. Per
alcuni cambiamenti, ci sono stati dei regolamenti specifici:
Addio ONLUS (Associazione senza fini di lucro): d’ora in avanti dovremo chiamarle ETS,
ossia Enti del Terzo Settore. Comprendono le associazioni di volontariato, associazioni di
promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, società di muto soccorso, etc. e gli
enti privati per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale,
senza fini di lucro.
Gli enti devono essere iscritti nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, gestito su
base territoriale. Il Registro prevede 7 sottosezioni: organizzazioni di volontariato,
associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, reti associative,
società di mutuo soccorso, altri enti.
Le ETS devono svolgere attività di interesse generale e avere finalità civiche,
solidaristiche e di utilità sociale. Possono essere svolte attività diverse a condizione che
siano secondarie.
La legge ha una dotazione finanziaria di 190 milioni, per il 60% dedicati a incentivi
fiscali. Altre risorse sono destinate a implementare il Registro nazionale.
Il bilancio diventa obbligatorio: gli ETS devono redigere un bilancio formato da stato
patrimoniale e rendiconto finanziario, oltre alla relazione di missione che descrive il
perseguimento delle finalità statuarie. Gli enti con ricavi superiori a 1 milione devono
depositare il bilancio presso il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
Fundraising e retribuzioni: gli ETS possono svolgere in forma organizzata e continuativa
attività di raccolta fondi. Viene posto un tetto alle retribuzioni sia in alto, che in basso:
la differenza retributiva tra dipendenti non può essere superiore al rapporto 1 su 8.
Il 5 per mille andrà a favore degli enti del volontariato, della ricerca scientifica e
sanitaria, a sostengo delle attività sociali comunali e delle associazioni sportive
dilettantistiche, e alle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e
paesaggistici.
Agevolazioni fiscali: la detrazione Irpef sale al 30% per le erogazioni a favore degli ETS,
mentre del 35% per le attività di volontariato. Lezione 3
STRUMENTI DI COMUNICAZIONE
I mezzi di comunicazione stanno cambiando. La pubblicità utilizza sia i media tradizionali, sia
unconventional
strumenti per coinvolgere il consumatore e attirare la sua attenzione (
marketing). Utilizzando il web, senza selezionare i destinatari, è sbagliato: bisogna pensare
che i destinatari siano interessati.
Gli strumenti di comunicazione sono:
Sede e punto di vendita: Un’organizzazione può comunicare la propria sostenibilità
ambientale attraverso pannelli fotovoltaici, buon isolamento, installazione delle pareti
verdi, oppure l’interesse sociale attraverso dotazioni per l’accesso a individui disabili.
La sostenibilità è una scelta importante: sia per vantaggi economici, che per
coinvolgere diverse categorie di consumatori. Autogrill ha ristrutturato un’area di
servizio attraverso il coinvolgimento di: associazioni di disabili (accesso, struttura
interna pdv), WWF (creazione di un’economia circolare). Esselunga non mostra la sua
attenzione per il sociale nel suo punto di vendita, a differenza di Coop che evidenzia il
proprio coinvolgimento sociale (raccolta prodotti per Caritas, etc.).
Packaging: il packaging sostenibile è un messaggio che l’impresa manda ai
consumatori. L’imballaggio serve a stimolare e promuovere comportamenti virtuosi, per
informare le persone e favorire una scelta consapevole. Si cercano di ridurre le
dimensioni e l’utilizzo di materiale per le confezioni dei prodotti, ciò permette un
vantaggio economico (meno materie prime). Le persone sono molto più attente alla
lettura delle etichette, quindi le aziende attente all’ambiente e alla società utilizzano
l’etichetta o la confezione per mostrare la propria attenzione. Il Cause Related
Marketing è la vendita di un prodotto per finalità sociali o ambientali, comunque una
buona causa. Esempio di CRM: il ricavato dalla vendita di un prodotto destinato a cause
sociali, oppure donazioni per ogni prodotto acquistato. Dash è stato il primo marchio
che ha fatto CRM: per ogni fustino acquistato, venivano donati soldi per costruire scuole
in Africa.
Advertising: forma di comunicazione progettata e pagata dal committente. I media
sono importanti per le aziende di mass marketing e per le associazioni non profit.
Affissione, campagne stampa, radio e televisione contribuiscono alla costruzione e al
rafforzamento della reputazione. Esempio: AsDoMar ha inserito il tema della
sostenibilità nelle proprie pubblicità.
Il Cause Related Marketing (CRM) è un’attività di marketing in cui le imprese for profit e
organizzazioni non profit formano una partnership per promuovere un’immagine, un prodotto
o un servizio, traendone beneficio (economici, o di miglioramento della reputazione). Rispetto
di alcune regole nella scelta del partner:
Integrità: comportamenti onesti ed etici, aderenti ai principi morali nei confronti di
tutti coloro che vengono coinvolti nell’iniziativa. Le azioni di CRM necessitano di elevati
standard etici.
Trasparenza: pianificare, realizzare e comunicare la partnership. Prevede l’onestà con
sé stessi e l’apertura verso i partner su tutti gli aspetti organizzativi del progetto
Sincerità: l’impresa non deve essere sospettata di approfittare dell’organizzazione non
profitto o di strumentalizzare la causa. La comunicazione non deve essere mai
ingannevole.
Mutuo rispetto: tra l’azienda e l’organizzazione non profit. Prevede il pianificare,
realizzare e comunicare la partnership. Prevede l’onestà con sé stessi e l’apertura verso
i partner su tutti gli aspetti organizzativi del progetto
Partnership: i risultati dell’iniziativa dipendono dalla capacità di fare squadra per
raggiungere un obbiettivo condiviso.
Mutuo beneficio: sia per l’azienda, che per l’organizzazione non profit. Vi deve essere
un beneficio misurabile tra i partner: tra gli obbiettivi di marketing dell’impresa e la
mission dell’organizzazione non profit.
Carta dei valori, codice etico, codice di comportamento: documenti che sottolineano
l’impegno sociale e ambientale.
La Carta dei valori individua i principi che stanno alla base dell’organizzazione e ne
definiscono l’identità.
Il codice etico è uno strumento che indica le linee di condotta degli individui
dell’organizzazione nei confronti degli stakeholder. Il Codice etico è preceduto da
Mission e Vision e completato dal Codice di Comportamento.
social networking:
Social Network: rendono possibile il un insieme di attività, che include
servizi che agevolano la creazione, la condivisione e lo scambio di contenuti generati da
altri utenti. Si possono gestire le relazioni con gli stakeholder con piattaforme che facilitano
il dialogo e il confronto. advertising)
La differenza tra marketing tradizionale ( e marketing online riguarda l’approccio.
push,
Il marketing tradizionale adotta un approccio ossia l’organizzazione effettua una
pull,
pressione sui consumatori. Mentre il marketing online adotta un approccio ossia il
consumatore sceglie un’organizzazione o un prodotto, grazie stimolo di attenzione e curiosità.
Lezione 4
I LINGUAGGI DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE
Nella comunicazione sociale, la scelta del linguaggio non sempre è oggetto dell’attenzione
che meriterebbe. Nella comunicazione commerciale, invece, questa attenzione è molto forte e
il linguaggio è spesso oggetto di studio da parte di professionisti di tante discipline diverse:
psicologi, sociologi, esperti di semiotica e di marketing. Nella comunicazione sociale manca
uno studio, una professionalità e una collaborazione tra figure professionali differenti. Le
cam
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