Appunti di civiltà egee
“Civiltà egee” viene da mar Egeo che è tra la Grecia e la Turchia. Si occupa della storia dell’area dell’Egeo e della Grecia continentale della terraferma in età preistorica e protostorica, dal paleolitico alla metà del II millennio, in particolare l’età del bronzo dal 3300 al 1050 a.C., quindi dalla fine del IV millennio fino a tutto il II millennio. Quello che va dal 1400 al 1200 rappresenta il periodo del mito per i greci di età storica. Lungo periodo di cui i greci non mantengono memoria se non per l’ultima parte, quella dei micenei, che per loro è la parte del mito e degli eroi. La fine di questa età è rappresentata dagli eventi alla base del ciclo omerico, l’Iliade e Odissea. Questi eventi che sono leggenda per i greci e rappresentano il loro retaggio su cui fondano parte del loro sentirsi greci, in realtà non è detto che siano mai accaduti, i fondamenti storici sono molto labili, la stessa data della guerra di Troia non è sicura. Dal punto di vista della memoria storica dei greci rappresenta un po’ uno spartiacque, in cui si ha un’interruzione, la loro lista degli antenati che parte da loro non arriva così in alto, siamo in un’età leggendaria. Si tratta di leggende, gli elementi storici sono pochissimi, anche se quello che accade intorno al 1200 nel Mediterraneo centrale e orientale è effettivamente un periodo di grande cambiamento per la Grecia.
Cronologia
Età del bronzo: 3300 – 1050 a.C.
- Antico bronzo: 3300 - 2100/2000
- Medio bronzo: 2100/2000 – 1700 o 1600
- Tardo bronzo: 1700 o 1600 - 1050
Le fasi di transizione sono sempre di difficile definizione e ci sono forti differenze regionali. Gli archeologi che si occupano di Egeo invece di usare “bronzo” usano termini diversi in base alla regione di cui si occupano, ad esempio per Creta usano minoico, per il continente greco elladico, per le Cicladi cicladico. Elladico e non ellenico, elladico fa riferimento a Ellas la terra, la zona greca, ellenico fa riferimento a ellenos quindi ai greci. Il termine ellenes non è attestato in età del bronzo, è un prodotto storico dell’etnogenesi nel corso dell’età del ferro, la prima attestazione è nel VII secolo a.C. Sappiamo che c’è una fase, l’ultima fase micenea in cui in gran parte del mondo egeo si scrive una lingua che è una forma antica di greco, il lineare B, ma non ha niente a che fare culturalmente con quelli che poi saranno i greci.
Eventi storici rilevanti
Per Creta, l’evento storico più importante è la comparsa di grandi città con all’interno i cosiddetti palazzi, la spartizione cronologica vede questa differenza, cioè prima dei palazzi si ha una fase prepalaziale, la prima fase è la protopalaziale, poi la neopalaziale, poi una fase in cui c’è un solo palazzo attivo che è quello di Cnosso (monopalaziale), un palaziale finale secondo alcuni autori, e un post-palaziale dopo il 1200. Per la terraferma greca il dato più rilevante è l’affermarsi della cultura micenea nel tardo bronzo. C’è una fase protomicenea, una palaziale micenea, e un post-palaziale. Nel tardo bronzo IIIC è tutto post-palaziale, dopo il 1200 queste strutture non sono più attive, i palazzi vengono distrutti da terremoti e non vengono più ricostruiti, quindi qualcosa accade intorno al 1200. Ogni periodo è quindi suddiviso in I, II, III e poi ulteriormente da A e B. La base è costituita da una serie di depositi ceramici in sequenza in alcuni siti che sono meglio studiati e scavati. L’indicatore principale è la ceramica. Ogni sito ha le sue particolarità. I fenomeni socio-culturali più importanti coprono fasi diverse. Ogni fase copre a sua volta due fasi.
La cronologia assoluta si ipotizza sulla base di: confronti incrociati con altre aree meglio note, ad esempio il Vicino Oriente e l’Egitto; dei risultati di analisi archeometriche dei manufatti, come il radiocarbonio (manufatti organici), dendrocronologia (alberi, legname) e la termoluminescenza (ceramica). Inoltre alcuni eventi, come le eruzioni, lasciano depositi che possono essere datati separatamente e fornire quindi un riferimento preciso all’interno di una sequenza di un sito. Questi sono considerati dati certi e scientifici, in realtà ci sono molte discussioni anche su questo tipo di dati.
Eruzioni vulcaniche e datazione
Eruzione che c’è stata nell’isola di Santorini che esplode a un certo punto all’inizio del tardo bronzo, le ceneri dell’esplosione si alzano in cielo e coprono molti siti dell’egeo. Abbiamo il deposito di pomice che sigilla uno strato e ci dice quello che c’era prima e dopo questa eruzione vulcanica, quindi è un evento importante per la datazione. Abbiamo comunque un grande problema di datazione per Santorini, la sequenza della ceramica ci dice che l’eruzione vulcanica si data a un periodo del tardo bronzo IA, tardo minoico 1A, ma la cronologia tradizionale è 1600-1450, invece una serie di dati archeometrici (dendrocronologia, radiocarbonio, analisi dei depositi dei ghiacci polari e altre misurazioni) ci dice che l’eruzione è molto prima, nel 1620-1630, quindi c’è circa un secolo di differenza tra la cronologia tradizionale più bassa e questi dati scientifici. Si tende sempre di più a dare ragione alla cronologia scientifica alta. Le analisi radiocarbonio dei siti cretesi coinciderebbero con la cronologia alta. Il tardo minoico 1A è importante nel piano del neopalaziale cretese, capire quanto dura e in che periodo si colloca è importante.
Abbreviazioni in altre lingue
Dal punto di vista delle cronologie possiamo avere una cronologia alta e una bassa. Man mano che si scende le due cronologie tendono a coincidere.
Cosa succede nell’età del bronzo (3300-1050) nell’Egeo
- Nell’antico bronzo (3300-2100/2000) si hanno le Cicladi che sono molto attive e fungono da connettori commerciali per tutto l’Egeo, periodo detto international period, di grande scambio internazionale anche con l’oriente e Anatolia. Sulla terraferma greca avremo un periodo di accrescimento demografico e della dimensione degli insediamenti fino alla creazione di edifici centrali chiamati case a corridoi. Creta invece è nella sua fase prepalaziale, c’è un andamento demografico in crescita che vediamo grazie alle necropoli e ai pochi abitati.
- Nel medio bronzo (2100/2000-1700/1600) nelle Cicladi abbiamo una trasformazione e concentrazione degli insediamenti, si creano alcuni siti principali, il continente greco è in grande crisi e abbiamo un crollo demografico e insediativo, Creta è invece in una fase di crescita con i primi palazzi.
- Nel tardo bronzo (1700/1600-1050) prima fase, Creta è nella fase dei secondi palazzi, nel continente abbiamo la cosiddetta fase delle tombe a fossa, una ripresa demografica e delle sepolture di elite molto importanti, con la formazione nella fase protomicenea della società micenea. Le Cicladi continuano nella loro urbanizzazione e risentono molto l’influenza minoica. Nella seconda fase tardo bronzo III tutto l’Egeo diventa molto omogeneo come cultura materiale sotto l’influenza micenea, abbiamo la creazione dei palazzi micenei in alcuni siti della terraferma e a Cnosso.
Interpretazioni e connessioni tra avvenimenti
Sapere non solo che cosa accade ma perché, cercare di capire se ci sono degli elementi che collegano questi avvenimenti. Capire perché si fanno i palazzi, e perché a Creta e non nel continente greco se non molto dopo. Una possibile chiave di interpretazione è vedere l’Egeo come un sistema unico in cui le varie parti sono in interrelazione tra loro e con l’esterno. Ci sono due fasi storiche che hanno a che fare su come sono organizzati i trasporti, e quindi su quanto facilmente o meno le aree entrano in relazione le une con le altre. Nella prima fase che coincide con antico bronzo I-II, i sistemi di trasporto avvengono a terra a piedi o per mare con canoe a remi, l’unica propulsione nota sono i remi, quindi si fanno pochissimi chilometri intorno e una fitta rete di tanti piccoli porti che sono gli uni in contatto con gli altri. La cosa più facile è fare una rete di connessioni marittime tra le coste dell’Anatolia e quelle della terra ferma greca attraverso i ponti di isole. Le Cicladi hanno una funzione fondamentale perché sono i ganci della rete e hanno una serie di risorse naturali come metalli che sfruttano e le portano ad essere il centro economico propulsore della regione, non un centro agricolo. L’agricoltura estesa invece si va potenziando in questa fase dove ci sono le pianure, cioè sulla terraferma greca e a Creta.
Creta è in contatto con il resto dell’Egeo ma un po’ meno, perché è molto distante e più difficile da raggiungere. Quando inizia la navigazione a vela, tra il III e II millennio, nel corso dell’antico bronzo III, la situazione cambia radicalmente e Creta diventa molto più legata al resto dell’Egeo. A questo punto gli equilibri cambiano, Creta è una grande isola con molto potenziale demografico, agricolo ed economico che ha bisogno dei metalli del resto dell’Egeo. Ci sarà un tentativo cretese di avere forti connessioni con il resto dell’Egeo e questo condiziona tutte le società egee, soprattutto nel medio e all’inizio del tardo bronzo. La rete c’è sempre, i centri ci sono sempre, nelle Cicladi la presenza della navigazione a vela fa sì che i porti principali diventano di meno e si creano delle città vicino, con navi a vela si possono fare in giornata più tappe rispetto a quelle che si facevano in canoa e quindi i porti principali sono più distanziati e diminuiscono. Creta diventa sempre di più il motore economico dell’Egeo. I contatti con l’esterno con l’oriente avvengono nella prima fase attraverso le coste dell’Anatolia, verso l’Egeo centrale e Creta, nella seconda fase dalla Siria e dalle coste dell’Anatolia meridionale con Creta. I contatti rimangono ma il peso maggiore di contatti anche diplomatici ce l’ha Creta, che fa un po’ da filtro tra il resto dell’Egeo e il Vicino Oriente. Dal punto di vista economico e demografico il sistema cresce sempre di più, si connette con il vicino oriente e viene inserito in dinamiche di intensificazione economica con il grande centro del vicino oriente che si sta espandendo. Ponti di isole attraverso cui le isole centrali sono in contatto con l’Anatolia occidentale e soprattutto con l’Attica. Creta è molto più distante, ha un contatto con l’Anatolia occidentale ma il rapporto con le Cicladi è più complicato.
Sviluppo demografico e culturale
Situazione successivamente, a partire dal medio bronzo ci sono una serie di circuiti orientati nord-sud con Creta che funge da propulsore. Corda orientale e corda occidentale. Contatto di Creta già dall’antico bronzo con il Peloponneso meridionale attraverso due isole. Vari circuiti locali nell’Egeo orientale, un'altra gravitazione importante intorno al golfo Saronico, una intorno al golfo di Argolide e poi la zona ionica. Per quanto riguarda il nord Egeo che rimane sempre un po’ separato dal punto di vista delle correnti marittime e poi di tutta la storia culturale, c’è un insieme più separato che ha i suoi contatti a est ovest, con gravitazione introno alla penisola calcidica.
Dal punto di vista dei cicli di complessità, si deve tenere presente che per il continente greco, abbiamo nell’antico bronzo I-II un ciclo di sviluppo con forme di complessità emergente, con le case a corridoio, e alla fine dell’antico bronzo II c’è un periodo di crisi da cui non si riprende, il medio bronzo è un periodo di recessione demografica e contrazione soprattutto nelle prime fasi. Nel corso del medio bronzo c’è una ripresa demografica e di contatti con l’egeo, che innesca una serie di meccanismi economici per cui si riprende il corso verso la complessità sociale e si arriva alle prime tombe di elite nel tardo bronzo I e infine ai palazzi. Picco demografico nell’antico elladico II, poi un crollo demografico e poi una ripresa solo nella fine del medio elladico III, e un picco demografico di nuovo nell’età palaziale micenea. Età palaziale micenea va dal tardo bronzo IIIA e IIIB. Con la fine del IIIB i palazzi crollano e non vengono più ricostruiti.
Per Creta la situazione è completamente diversa, non ha una battuta d’arresto tra il III e il II millennio, se c’è una crisi non dura molto, abbiamo all’inizio del II millennio un aumento dell’urbanizzazione che porta alla creazione dei palazzi. Abbiamo un indice demografico di crescita continuo dall’antico medio e gran parte del tardo bronzo. La crisi demografica a Creta è nella fase micenea, probabilmente perché c’è una guerra. Dopo la fase neopalaziale nel 1500 abbiamo un crollo insediativo e c’è un po’ di crisi. Due linee un po’ diverse, nella terraferma la linea demografica si flette dopo l’antico elladico e c’è una ripresa nel tardo bronzo, per Creta la traiettoria sarà dritta, sono curve demografiche inverse. Due regioni che hanno percorsi molto diversi, fatto che va tenuto presente.
Risorse e commercio
Per quanto riguarda le risorse, i metalli sono in Anatolia, nella penisola arabica, a Cipro il rame, un po’ nei Balcani, sulle Alpi, in Sardegna, in Spagna, un po’ nell’Egeo. Le aree della Mesopotamia non hanno metalli, e lo stesso vale per Creta. Siamo nell’età del bronzo, che è una lega di rame e stagno. Il rame si trova abbastanza, il problema è da dove viene lo stagno, per l’Egeo le fonti più vicine sono l’Anatolia, oppure si ha l’Afghanistan, la Spagna o l’Inghilterra. Se lo stagno non è locale ma si usa il bronzo vuol dire che i rapporti internazionali sono importantissimi, tutta l’economia si fonda sugli scambi internazionali. Si crea un incentivo alla produzione dell’artigianato di pregio, che per le prime economie agricole come quella mesopotamica e cretese sono essenzialmente tessuti di alto pregio che rivendono in cambio di metalli. Questo è noto per il commercio paleoassiro nel medio bronzo tra gli assiri e l’Anatolia, non è detto che non accadesse anche per l’Egeo ma non abbiamo fonti scritte. Il resto delle risorse presenti sono agricole (grano, olio e vino) e marittime, lavorazione del pescato, produzione di sale e della porpora. La porpora è attestata almeno dall’antico bronzo sia nelle aree del Levante che nell’Egeo.
Da dove vengono le pietre preziose semidure che vengono lavorate, da zona molto remote del vicino oriente ma che circolano anche nell’Egeo, quindi l’economia è molto integrata con il sistema regionale e interregionale. Tutto il sistema economico a base del divenire storico si fonda sull’integrazione delle risorse agricole e delle risorse minerarie. I vari pacchetti di risorse si mettono in comunicazione e si scambiano. Accanto alle risorse circolano le persone, gli specialisti, i mercenari, i fuggiaschi, gli schiavi, i diplomatici, i mercanti. Altri vari circuiti terrestri di scambio, e la lunga rotta mediterranea che si materializza soprattutto nel corso del tardo bronzo, ma in realtà in modo segmentato tutte le grandi isole, Cipro, Creta, la Sicilia e la Sardegna sono sempre state in comunicazione, anche attraverso le coste. Questi vari circuiti segmentati fanno sì che i lapislazzuli arrivano anche nell’Egeo, non con un contatto diretto ma una serie di passaggi. I centri che sono all’unione di più circuiti commerciali sono spesso centri manifatturieri che trasformano le materie che arrivano e vengono chiamati “comunità di porta”. Il trasporto avviene per mare, il tipo di venti che spira nel Mediterraneo da nord est verso sud ovest fa sì che il circolo di navigazione sia questo. Abbiamo molta documentazione a partire dalla zona dell’Egitto e della frontiera della Libia, fino a tutto il Levante, Anatolia, Egeo, Italia meridionale, Sardegna, in parte la zona di Tunisi, tutte queste zone erano in contatto tra loro. Com’era la via di ritorno non è chiaro. I porti principali del tardo bronzo, uno tra la Libia e l’Egitto, vari porti sulla costa del Levante, il sito di Ugarit è importantissimo perché abbiamo una ricca documentazione archeologica e testuale per gli archivi ritrovato. Cipro, porto di Kommos a Creta, porto di Tapsos nella zona di Siracusa, un porto che si chiama Cannatello che è anche un villaggio che ha reperti da tutto il Mediterraneo, nel tardo bronzo. Una situazione simile ma soprattutto nell’antico bronzo è a Troia, una città di scambio tra Egeo e mar Nero, che vede un grande fortuna nell’antico bronzo e anche nel tardo bronzo.
Geografia e risorse della Grecia classica
La Grecia e i nomi delle regioni in età classica storica. L’Eubea è una grande isola, c’è un corridoio di mare che passa tra la Grecia continentale e l’Eubea che è molto importante a livello di comunicazione. Le risorse nell’Egeo sono da sapere bene. Creta e il Peloponneso sono le zone con maggiori pianure e un grande potenziale agricolo, ma non c’è metallo, i metalli sono nella punta dell’Attica e nelle isole. Laurion è il giacimento del metallo dell’Attica, è un punto chiave per l’economia dell’Egeo, ha rame e piombo argentifero che se viene lavorato in una certa maniera dà argento quindi dà tre metalli, non c’è oro che viene soprattutto dall’Egitto che lo prende a sua volta dall’Africa, e probabilmente dal mar Nero, dalla Crimea. Lo stesso rame si ha in molte delle isole Cicladi tra cui soprattutto Kitnos, e il piombo argentifero da diverse isole tra cui Sifnos. Le isole Cicladi avranno le possibilità fin da subito di usare questo metallo e scambiarlo. Poi le Cicladi hanno marmi preziosi, a Paros e Naxos sono poi usati anche in età storica.
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