Cardiologia
Francesco Tucci - 2018
Indice
1. Aritmie…………………………………………………………………………………………………. 1
2. Cardiopatia ischemica…………………………………………………………………….. 24
3. Sindromi infiammatorie cardiache……………………………………………...
41
4. Tromboembolismo venoso…………………………………………………………….. 46
5. Dissezione aortica……………………………………………………………………………. 51
6. Scompenso cardiaco……………………………………………………………………….. 55
7. Valvulopatie……………….…………………………………………………………………….... 65
8. Sincope…………………………...…………………………………………………………………...72
9. Morte cardiaca improvvisa………………………………………..………………….. 77
10.Anomalie coronariche…………………………………………………………………….. 79
11. Cardiomiopatie………………………………………………………………………………….. 82
12.Endocardite infettiva………………………………………………………………………..94
Nota: si presuppone la conoscenza dei principi alla base dell’ECG che non saranno
pertanto trattati in questi appunti. Aritmie 1
Ritmo sinusale
Il ritmo sinusale è il normale ritmo cardiaco definito su un uomo sano, adulto ed a
riposo. Per essere definito tale deve avere 2 caratteristiche:
Origine dal nodo SA: lo stabilisco identificando le onde P in D1 e D2 (perché il
● vettore di depolarizzazione atriale va dall’alto vs il basso e da dx vs sn).
Frequenza tra 60 e 100 bpm più ci si allontana, più è probabile che il ritmo
● →
non sia sinusale.
Alterazioni apparenti del ritmo sinusale
Obesi: onda P apparentemente ridotta a causa della elevata distanza degli
● elettrodi dal cuore utile amplificare la scala;
→
Donne : possono presentare ST sottoslivellati in completa assenza di patologia;
● Bambini : sono normali FC anche di 180bpm. Inoltre i voltaggi possono essere
● molto ampi a causa della vicinanza degli elettrodi al cuore si da meno peso
→
ad alterazione delle ampiezze rispetto agli adulti;
Sportivi: hanno una frequenza cardiaca mediamente più bassa.
●
Schema riepilogativo del potenziale d’azione cardiaco.
Il periodo refrattario effettivo (ERP)
corrisponde al periodo refrattario
assoluto (ARP) più la prima parte del
periodo refrattario relativo (RRP) in cui,
anche se la cellula potrebbe
teoricamente delpolarizzarsi, è
praticamente impossibile che lo faccia.
N.B. questo schema riepiloga il
potenziale d’azione del miocardio
contrattile e di quello di conduzione ma
non di quello dei nodi. I nodi hanno la capacità di autoeccitarsi (automatismo) e di
depolarizzarsi grazie all’ingresso di correnti di Ca e non di Na .
++ +
Effetti del kaliemia sul cuore
Iperkaliemia:
potenziale di riposo meno negativo meno
● →
canali del Na+ controllati da voltaggio si
riprendono dalla inattivazione meno canali
→
del Na+ disponibili per la depolarizzazione →
depolarizzazione più lenta conduzione più
→
lenta, ridotta frequenza pacemaker
L’aumento di K+ extracellulare aumenta (per
● motivi non noti) la conduttanza dei canali K+
ripolarizzazione più rapida QT ridotto
→ → 2
Ipokaliemia :
Potenziale di riposo più negativo: più canali
● →
del Na+ controllati da voltaggio si riprendono
dalla inattivazione depolarizzazione più
→
rapida conduzione più veloce, aumentata
→
FC
la riduzione di K+ extracellulare riduce (per
● motivi non noti) la conduttanza dei canali K+
ripolarizzazione più lenta QT aumentato
→ →
Aritmie
L’aritmia è una qualsiasi alterazione del normale eccitazione o conduzione elettrica
del cuore.
Meccanismi patogenetici
Bradiaritmie
Anomali nella formazione dell’impulso: Si ha una frequenza di scarica nel
● ↓
nodo SA che può essere:
Fisiologica: per ipertono parasimpatico (atleti, durante il sonno)
○ Patologica: per fibrosi del nodo SA
○ Da farmaci (simpaticolitici, parasimpaticomimetici)
○
Anomalie nella conduzione dell’impulso: Si ha un’interruzione transitoria o
● permanente della depolarizzazione in un punto specifico del sistema di
conduzione che causa l’insorgenza di un ritmo di scappamento con attività di
scarica di pacemaker sussidiari e che può essere:
Fisiologica: per ipertono parasimpatico (atleti, durante il sonno)
○ Patologica: per fibrosi o alterazioni degenerative di nodo AV, fascio di
○ His o branca dx o sn.
Da farmaci (farmaci che bloccano i canali del Na)
○
I ritmi dei pacemaker sussidiari subentrano in maniera gerarchica in base alle
loro frequenze (sempre minori di quella SA con 60/80 bpm)
Nodo AV 50/60bpm
○ →
Fibre di Purkinje 30/40bpm
○ →
Tachiaritmie
Anomali nella formazione dell’impulso
● Automatismo: si intende la generazione spontanea del potenziale
○ d’azione (PDA) nel miocardio specifico. Il nodo SA ha il ritmo pacemaker
più alto di tutti e quindi soffoca tutti gli altri potenziali pacemaker a
valle. In caso di malfunzionamento del SA prendono il sopravvento
3
gerarchicamente: Il nodo AV (50-60bpm), il sistema di His-Purkinje
(30-40bpm chiamato ritmo idio-ventricolare). Variazioni
nell’automatismo possono essere:
Aumentato
: aumento del ritmo del nodo SA o di uno dei suoi
■ pacemaker sussidiari (AV, sistema His-Purkinje) che possono
quindi prendere il sopravvento tachicardia.
→
Cause: ipokaliemia, acidosi, stimolazione dei recettori
β-adrenergici, stiramento muscolare, tireotossicosi (↑T3,T4),
feocromocitoma (↑catecolamine).
Alterato : l’ischemia del muscolo cardiaco contrattile può renderlo
■ in grado di generare spontaneamente potenziali di azione (focus
ectopico). La presenza di ipokaliemia o ipertono simpatico
possono aumentare la frequenza di questi automatismi ectopici
permettendogli di prendere il sopravvento sul nodo SA.
Attività innescata (trigger): un PDA anomalo (extrasistole) insorge subito
○ dopo la ripolarizzazione (fase 3 o 4) di un PDA fisiologico. Questi PDA
anomali sono per questo chiamati “After-depolarizzation”. Generalmente
insorgono nelle cellule M ventricolari (miocardiociti di transizione tra le
fibre di Purkinje e il muscolo contrattile).
Delayed AfterDepolarization (DAD): avviene nella fase 4.
■ Causa: un rilascio spontaneo di Ca++ dal REL o per azione dello
scambiatore Na /Ca . Insorgono in
+ ++
condizioni di sovraccarico di Ca++
che può essere dovuto a ischemia,
ipertrofia da scompenso cardiaco,
uso di digitalici.
Fattori facilitanti: FC
↑
(tachicardia), ipercalcemia.
Early AfterDepolarization (EAD): avviene nella fase 3.
■ Causa: sono causate da aumenti del QT da farmaci (antiraritmici
Ia e III) o congentio (alterazioni dei
canali del Ca tipo L).
Fattori facilitanti: (bradicardia),
↓FC
ipokaliemia perchè prolungano la
fase di ripolarizzazione. Evolvono in
tachicardie ventricolari con torsione
di punta.
Anomalie nella conduzione dell’impulso (da rientro): propagazione circolare di
● un fronte d’onda depolarizzante. Sono necessarie tre condizioni affinchè
questo avvenga:
Esistenza di un percorso circolare per la propagazione dell’impulso.
○ Fisiologico: es. la via veloce e la via lenta del nodo AV,
■ ricongiunzione delle due branche di Purkinje (molto comune) 4
Congenito: Sindrome di Wolff Parkinson White caratterizzata
■ dalla anomala permanenza dopo la nascita di un fascio di
conduzione Atrio-ventricolare diretto (non passa per il nodo AV)
Patologico: lesione di un’area cardiaca che perde la capacità di
■ condurre
Blocco della conduzione unidirezionale in uno dei punti di questo
○ percorso circolare:
Es. blocco della via veloce del nodo AV: normalmente l’impulso
■ che si propaga attraverso la via veloce, oltre a propagarsi verso i
ventricoli, risale verso la via lenta. Quando l’impulso che risale
incontra quello discendente, essi si annullano poichè ognuno
incontra il periodo refrattario dell’altro. In caso di un blocco
unidirezionale della via
veloce, l’impulso che
discende dalla via lenta non
viene arrestato, si propaga ai
ventricoli e risale lungo la via
veloce (il blocco è
unidirezionale). Qui rieccita il
punto di partenza generando
una propagazione ciclica.
Es. blocco di una delle due branche di Purkinje (in presenza di un
■ segmento congiungente). In questo caso i due impulsi trasmessi
dalle due branche dovrebbero annullarsi nel mezzo del tratto di
congiunzione. Se una delle due branche ha un blocco
unidirezionale, l’impulso proveniente dall’altra branca risale
generando una propagazione ciclica.
Percorso abbastanza lungo affinchè il l’onda rientrante ritrovi il tessuto
○ già ripolarizzato e non più refrattario. Alterazioni del tempo di
ripolarizzazione possono essere sfruttate per arrestare il rientro:
Aumentando l’ERP rallentamento della velocità di conduzione
■ →
l’onda rientrante si sincronizza con l’impulso successivo.
→
Riducendo l’ERP aumento della velocità di conduzione
■ → →
l’onda rientrante incontra il tessuto ancora refrattario.
Al tempo stesso alterazioni dell’ERP (farmaci, ischemia, disionie)
possono slatentizzare dei rientri silenti.
Battito prematuro o extrasistole
Sono fenomeni isolati dei meccanismi visti in precedenza di rientro e trigger. 5
Classificazione
Battiti prematuri, ectopici o extrasistoli
● Sopraventricolari
○ Ventricolari
○
Bradiaritmie o aritmie ipocinetiche (FC < 60bpm)
● Bradicardia sinusale
■ Blocchi di conduzione
■ Arresti con scappamenti
■
Tachiaritmie o aritmie ipercinetiche (FC > 100bpm)
● Sopraventricolari atriali
○ Tachicardia sinusale
■ Fibrillazione atriale
■ Flutter atriale
■ Tachicardia atriale
■
Sopraventricolari giunzionali
○ Tachicardia automatica
■ Tachicardia da rientro Nodale (AVNRT)
■ Tachicardia da rientro da via accessoria (AVRT)
■
Ventricolari
○ Tachicardia ventricolare
■ Fibrillazione ventricolare
■ Flutter ventricolare
■
Importanza della localizzazione rispetto al nodo AV
Le tachiaritmie sopraventricolari sono caratterizzade da una alta frequenza di
● attivazione atriale (250-400 bpm) che però, grazie all’azione di filtro del nodo
AV, non compromettono significativamente la funzionalità ventricolare che
resta di poco alterato. Questo si manifesta come un rapporto di conduzione 2:1,
3:1, 4:1 etc. che sta ad indicare che solo uno ogni due, tre o quattro impulsi
atriali viene condotto al ventricolo.
Nelle tachicardie giunzionali da rientro l’aritmia rientra attorno al nodo, e lo
● stesso circuito attiva tanto gli atri quanto i ventricoli rapporto di conduzione
→
1:1. In questo caso il nodo non esercita una funzione di filtro vera e propria ma
limita comunque la frequenza massima poichè il circuito di rientro passa per il
nodo AV (per questo motivo vengono inquadrate clinicamente come le
sopraventricolari)
Le aritmie ventricolari sono molto più pericolose in quanto il ritmo si genera al
● di sotto del nodo e non può essere controllato o filtrato da esso in nessun modo
si raggiungono facilmente alte frequenze spesso desincronizzate che
→
compromettono l’attività cardiaca morte per arresto cardiaco.
→ 6
Farmaci antiaritmici
Classificazione di Vaughan-Williams
I. Bloccanti il canale dell’Na+ (stabilizzatori del potenziale di azione)
efficacia intermedia: Chinidina, Procainamide allungano ERP
a. →
bassa efficacia: Fentoina, Mexiletina accorciano ERP
b. →
alta efficacia: F
lecainide, Propafenone nessun effetto su ERP
c. →
II. β-bloccanti: P
ropranololo, Atenololo
III. Bloccanti del canale del K+ (prolunganti il potenziale di azione): Amiodarone,
Sotalolo
IV. Bloccanti i canali del Ca++ (e del nodo AV): Verapamil, Diltiazem
V. Altri meccanismi: D
igitalici, Atropina, Adenosina, Magnesio
Concetti generali di terapia antiaritmica
Antiaritmici di classe I e III: sono utili per ripristinare il ritmo sinusale e
● possono ridurre la frequenza cardiaca (Ia e III perchè allungano ERP)
Antiaritmici di classe II e IV: sono utili per ridurre la frequenza cardiaca.
● Atropina: utilizzabile per blocchi AV anche se l’unico vero utilizzo cardiologico
● è la bradicardia riflessa perchè è una patologia puramente vagale (vedi riflesso
cardioinibitorio nelle sincopi).
Adenosina: induce un blocco AV transitorio (l’emivita di 10s la rende molto
● maneggevole). Utile per in emergenza per le tachicardie sopraventricolari.
Magnesio: È utile nelle tachiaritmie con torsione di punta. Il meccanismo di
● azione completo non è ancora chiaro in quanto agisce su numerosi canali
ionici. Per quanto riguarda i canali del K+ ne aumenta la conduttanza
velocizzando la ripolarizzazione accorciamento del QT.
→ 7
Battiti prematuri, ectopici o extrasistoli
È l’aritmia più semplice perché è costituita da un unico battito che non origina nel
nodo SA, ma in qualsiasi altro punto del miocardio (focus ectopico), in modo anticipato
rispetto al ritmo sinusale.
Eziologia
Anomalie cardiache estrinseche: ipertiroidismo o altri disturbi ormonali,
● anemia, disionie, stress, ansia, stanchezza, sforzi fisici, deprivazione di sonno,
tabagismo, uso di stupefacenti, abuso di caffeina.
Anomalie cardiache intrinseche: d
ilatazione delle camere, fibrosi.
●
Caratteristiche:
Le extrasistoli possono comparire in maniera:
sporadica (isolate) in assenza di altri disturbi cardiovascolari le extrasistoli
● →
non hanno alcun significato e il paziente non ha bisogno di ulteriori indagini.
avere una cadenza regolare e comparire dopo ogni battito sinusale (bigemine)
● ogni 2 battiti sinusali (trigemine)
●
Clinica e terapia:
Non sono considerate una vera patologia ma un segno di una sottostante anomalia
cardiaca (intrinseca o estrinseca).
Non è necessaria una terapia finalizzata all’extrasistole ma bisogna indagare
l’alterazione sottostante.
Beta-bloccanti e Ca-bloccanti sono nei casi più gravi e sintomatici: sbadigli (risposta
finalizzata ad ossigenare maggiormente il sangue per compensare la ridotta
perfusione) o cardiopalmo (percepito come colpo in gola).
La gravità non dipende tanto dalla frequenza (bigemine o trigemine) ma dalla
precocità quanto più è anticipato il battito extrasistolico, tanto < sarà il
→
riempimento ventricolare e di conseguenza la GS, con assenza di onda sfigmica. Per
questo la FC va misurata all’ECG e non al polso, perché qui si percepiscono solo del
onde sfigmiche dei battiti sinusali in questo caso si avrebbe sottostima della FC e
→
possibile terapia inadeguata (con pacemaker). 8
Classificazione delle extrasistoli
Sopraventricolari
La durata dell’intervallo R-R che contiene il battito anticipato è < rispetto a quello
precedente.
L’onda P del battito prematuro può avere una morfologia differente (spesso negativa)
perchè il punto di origine e l’asse di propagazione è diverso da quello sinusale. Il
complesso QRS, il tratto ST e l’onda T sono invece normali in quanto, qualunque sia
stato il punto atriale di origine del battito, viene comunque condotto ai ventricoli
attraverso il nodo AV non viene compromessa la funzionalità ventricolare.
→
Talvolta, per trovare la differenza dell’asse dell’onda P è necessaria l’analisi di più
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