Nuoto
Nel 1837 ci furono le prime gare di nuoto organizzate dalla Swimming National Society e il primo a dare un regolamento alle gare di nuoto fu il Giappone nel 1603, a seguire Inghilterra ed Europa. Le prime gare di nuoto si svolsero con uno stile simile alla rana che prevedeva una gambata che comprimeva l’acqua, il piede a martello e una passata subacquea con un recupero antisubacqueo con la testa sempre alta.
Nel 1844 ci fu la prima esibizione di indigeni americani a Londra dove la bracciata era ormai ciclica, alternata e fuori dall’acqua. Nel 1858 in Australia ci fu la prima gara sui 100 yard a cui parteciparono i migliori nuotatori. Può essere considerato il primo campionato. Nel 1869 fu istituita a Londra la prima federazione internazionale che stipulò un primo ed ufficiale regolamento per le gare di nuoto. A Parigi nel 1920 fu costruita la prima piscina da 50 mt dove si svolsero le prime gare.
Stili ammessi
- Single over arm side stroke (oggi usato nel nuoto per salvamento), nel 1850 si chiamerà over.
- Trudgeon: le braccia erano portate alternativamente avanti e il corpo ruotava da una parte all’altra. Il colpo di gambe era una sforbiciata a rana con un colpo di gambe ogni due bracciate.
- Australian crawl (quando la velocità divenne la caratteristica essenziale).
Alle olimpiadi del 1896 ad Atene fu presente il nuoto e vennero eseguite le prime gare a dorso. Una prima vera regolamentazione la si ebbe negli anni ’50 dove furono istituiti i 4 stili olimpici: dorso, rana, farfalla e crawl.
Tecnica degli stili
Rana
Stile di origini orientali, giunse in Europa portato da 2 nuotatori indiani, Gull e Tobacconel. Nel 1844, a Londra, disputarono una gara utilizzando uno stile simile a quello della rana attuale. Ignorato dagli inglesi, venne ripreso dai nuotatori statunitensi; proprio negli USA, tra gli anni '70 e gli anni '80 dell'800 si disputarono le prime gare a rana. Nel 1908, durante i giochi olimpici di Londra, divenne ufficialmente disciplina olimpica (la prima distanza in cui si gareggiò furono i 200 metri).
La rana è uno stile caratterizzato dalla discontinuità nei movimenti, infatti è l’unica nuotata in cui è prevista una pausa durante lo scivolamento. L’avanzamento avviene in posizione orizzontale prona. La propulsione è data in prevalenza dalla gambata. Anche la bracciata può essere suddivisa in 4 fasi. La mano e l’avambraccio vengono piegati e portati leggermente verso l’esterno per prendere l’acqua. La trazione avviene verso l’esterno e indietro. La fase di spinta è praticamente inesistente e consiste nel movimento di accelerazione verso l’interno degli avambracci davanti al busto, passando direttamente alla fase di recupero. In quest’ultima fase la testa e le spalle contribuiscono energicamente alla spinta fino all’estensione completa delle braccia. Alla fine di questa fase i palmi delle mani guardano verso il basso. Il movimento per portare i talloni verso i glutei viene accelerato sul finale. Bacino sempre in basso. I piedi ruotano all’esterno, le anche vengono flesse e le ginocchia vengono aperte. Poi le gambe vengono riunite con un movimento circolare finché le piante dei piedi non si toccano. La fase di inspirazione inizia verso la fine della fase di trazione e l’inizio della fase di spinta. L’inspirazione può avvenire grazie a un movimento attivo di sollevamento della testa. Si ha una respirazione per ogni ciclo di bracciata.
Dorso
Il dorso divenne ufficialmente disciplina olimpica ai Giochi della II Olimpiade, svoltasi a Parigi nel 1900. (la prima distanza in cui si gareggiò furono i 200 metri e il primo campione olimpico fu il tedesco Ernst Hoppenberg). Il dorso è il primo stile - dopo lo stile libero - ad essere introdotto ai Giochi Olimpici.
Nel dorso l’avanzamento avviene in posizione orizzontale supina. Il capo è rilassato, appoggiato in acqua e lo sguardo è verso in avanti/alto. La propulsione, come nel crawl, è data dall’azione continua delle braccia. Anche qui, come nel crawl, la bracciata prevede 4 fasi. Il movimento delle gambe prende origine dalle anche e si diffonde attraverso la coscia, il ginocchio e la parte inferiore della gamba, fino all’articolazione del piede. Le ginocchia non devono mai superare la superficie dell’acqua. Si inspira all’inizio della fase aerea di una delle due braccia, l’espirazione avviene durante la fase aerea dell’altro braccio.
Delfino/Farfalla
Il più giovane tra gli stili del nuoto fece la prima apparizione solo nel 1927, quando il tedesco Erich Rademacher nuotò una gara a rana portando le braccia fuori dall'acqua. Lo stile venne perfezionato da David Ambruster (1944) che mise a punto la bracciata e diede al neo nascente stile il nome "butterfly" (farfalla), e da Jack Sieg (1935) che elaborò il colpo a gambe unite. Lo stile venne ufficialmente riconosciuto nel 1953 e fece la sua prima comparsa ai giochi olimpici del 1956 disputatisi a Melbourne. Parlando di delfino non si può non parlare della magica nuotata di Michael Phelps: i 200m a delfino sono stati da sempre la gara per eccellenza dello Squalo di Baltimora.
La nuotata a farfalla nasce dall’evoluzione della nuotata a rana. L’avanzamento avviene in posizione orizzontale prona. La propulsione è dato da un movimento ondulatorio di tutto il corpo. La testa guida l’ondulazione. Il colpo di gambe deve essere simultaneo. La coordinazione tra gambe e braccia deve essere fluida. La respirazione avviene durante la fase di spinta.
Stile libero/Crawl
Quello libero è uno dei quattro stili ufficiali del nuoto. Come si evince dal nome, la federazione internazionale impone pochissime restrizioni riguardanti l'azione natatoria di questo stile. Il nuotatore potrebbe addirittura nuotare utilizzando uno stile proprio. Tuttavia, lo stile comunemente utilizzato dai nuotatori nella frazione a stile libero è il Crawl.
Nuotato per la prima volta da Johnny Weissmuller nel primo dopoguerra, il Crawl consiste in "un movimento quasi alternato delle braccia accompagnato ad una propulsione continua degli arti inferiori" (vedi wikipedia). Per la sua eleganza e la sua potenza lo Stile Libero per antonomasia è quello di Aleksandr Popov. Il crawl è lo stile che assicura la massima velocità di spostamento in acqua e la maggior continuità d’azione. L’avanzamento avviene in posizione orizzontale prona, la quale garantisce la minima resistenza del corpo in acqua. Le braccia hanno effetto di propulsione. Nella bracciata ciclica, si possono individuare 4 momenti fondamentali: presa (con rollio), trazione, spinta e recupero. Il movimento delle gambe è alternato, continuo e senza pause. Il contributo delle gambe è fondamentale perché equilibrano il movimento propulsivo delle braccia. La respirazione avviene alla fine della fase di spinta il capo viene leggermente ruotato lateralmente e non sollevato.
Trudgeon
Il trudgen è la nuotata tipica del pallanuotista, caratterizzata da una buona propulsione, dalla possibilità di un buon controllo visivo e dal variare la propria posizione in modo situazionale. La testa è fuori dall’acqua, il busto esteso ed inclinato rispetto alla posizione orizzontale. L’azione della bracciata è analoga al crawl con qualche variante, è più corta e priva della fase di spinta. L’azione delle gambe è simultanea ma non simmetrica (sforbiciata). La respirazione è in avanti o laterale seguendo il ritmo delle bracciate.
Over
Over: si nuota sul fianco meno abile e forte: questo consente la remata simultanea delle braccia in acqua e il recupero aereo del braccio dominante, mentre il braccio sfavorito in avanti con la mano di taglio effettua il recupero in immersione. La gambata è uguale a quella del side stroke, ma in questo caso la spinta avviene sia nella sforbiciata a destra sia in quella a sinistra.
Side stroke
Side stroke: corpo in posizione laterale e testa fuori dall’acqua, una spalla emersa e l’altra immersa. Braccia sempre sommerse e raccolte, in fase di recupero, davanti al petto. Le fasi di spinta e recupero sono simultanee ma opposte: una va in direzione dei piedi nella fase di spinta e l’altra in distensione in avanti in fase di recupero. Le gambe effettuano una propulsione con un colpo a forbice su asse laterale.
Penze e virate
Partenza
Nelle gare di Stile libero, Rana, Farfalla e Misti Individuali avviene con un tuffo. Al fischio lungo del Giudice Arbitro i concorrenti devono salire sul blocco di partenza. Al comando del Giudice di Partenza, "a posto" devono assumere immediatamente una posizione di partenza con almeno un piede sul bordo frontale del blocco. La posizione delle mani non è rilevante. Quando tutti i concorrenti sono fermi, il Giudice di Partenza deve dare il segnale di partenza.
Nelle gare di nuotata a Dorso, Staffetta Mista e Mixed Mista, la partenza avviene dall'acqua. Al primo fischio lungo del Giudice Arbitro i concorrenti devono entrare immediatamente in acqua. Al secondo fischio lungo del Giudice Arbitro i concorrenti devono tornare alla posizione di partenza senza inopportuni ritardi. Quando tutti i concorrenti hanno raggiunto tale posizione il Giudice di Partenza impartisce il comando “a posto”. Quando tutti i concorrenti sono fermi, il Giudice di Partenza deve dare il segnale di partenza.
Grab start
I piedi devono essere leggermente divaricati e le dita dei piedi devono aggrapparsi al bordo del blocco per una maggior stabilità e controllo. Gli arti inferiori devono essere leggermente piegati. Il nuotatore afferra saldamente con le mani, indifferentemente interne o esterne ai piedi, la parte anteriore del blocco.
Track start
Al segnale di “a posto” l’atleta posiziona un piede sulla parte posteriore del blocco e l’altro sul bordo anteriore. Al segnale di partenza l’atleta spinge con forza all’indietro sulla parte anteriore del blocco per far muovere il corpo in avanti. Spinge prima con la gamba posteriore e porta le mani sotto il petto, dopo spinge con la gamba anteriore puntando verso l’acqua. La partenza track start al segnale di “a posto” l’atleta posiziona un piede sulla parte posteriore del blocco e l’altro sul bordo anteriore. Il volo deve essere effettuato in posizione affusolata. Questa partenza comporta inoltre un minore angolo di entrata.
Volo
La fase di volo viene suddivisa in tre parti: la fase ascendente (dallo stacco fino al raggiungimento del punto più alto della parabola), il culmine della parabola (in cui si cerca di mantenere il bacino e i fianchi in posizione elevata) e la fase discendente (caratterizzata dalla ricerca della posizione più affusolata). Entrata. L’atleta deve assumere una posizione affusolata per evitare un impatto troppo resistente e la conseguente perdita di velocità. Si deve entrare nello stesso ‘buco’ con mani, testa, spalle, fianchi e piedi. Subito dopo l’entrata gli arti inferiori dovranno effettuare un colpo di gambe a delfino, indispensabile per posizionare il corpo nella direzione di avanzamento.
Partenza a dorso
Anche i dorsisti dovranno staccarsi dal blocco con testa spalle, fianchi, ginocchia a piedi su di una stessa linea. Nella fase aerea si cercherà di mantenere i fianchi in posizione elevata per il tratto più lungo possibile. All’entrata si ricercherà una posizione affusolata che riduce la resistenza all’impatto.
Virate
Virate con rotazione (stile e dorso) Virate con torsione (rana).
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