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Archeologia del Mediterraneo tardoantico e bizantino

Introduzione

(Prof. Baldini, 12 crediti, 2016) 03/02

Edilizia domestica tardoantica

Il programma è incentrato sull'edilizia domestica. Tra i precedenti della casa tardoantica, troviamo innanzitutto la casa greca, ad esempio le case a pastàs di età classico-ellenistica di Olinto, dove è stato scavato un esteso quartiere abitativo. La casa antica non era proiettata verso l'esterno ma chiusa in se stessa, con poche finestre, ed i vani affacciati sul cortile interno in cui si svolgevano varie attività. Gli ambienti affacciati sulla strada a volte avevano funzione di botteghe per attività commerciali non necessariamente legate al proprietario dell'abitazione. La casa 1B è invece del tipo a peristilio, in cui il cortile centrale è monumentalizzato da colonnati, come in un esempio da Delos. Il portico scherma la luce e permette la raccolta dell'acqua piovana. A Delos ci sono case in cui si è conservato il secondo piano, che era assai diffuso ma spesso non conservato se non per gli elementi di crollo sul piano inferiore, e per i muri più spessi per reggere l'alzato.

Precedenti della casa tardoantica

Un altro precedente della casa tardoantica è la casa romana. La domus era la casa urbana unifamiliare, dotata di un atrio, un ambiente scoperto o a volte coperto a cui accedevano i visitatori dall'esterno, elemento che però tende a scomparire nel periodo tardoantico. Le insulae erano caseggiati a più piani, paragonabili ai nostri condomini, spesso con scale di legno esterne: gli appartamenti ai piani più bassi avevano un valore maggiore per la comodità e le maggiori possibilità di salvarsi da eventuali incendi. I praetoria erano le residenze dei governatori. Le villae erano residenze extraurbane in cui si svolgevano anche attività produttive. Gli episcopia erano le sedi dei vescovi, i palatia quelli dell'imperatore e della sua corte.

Ricerca e studi archeologici recenti

La ricerca sulle case tardoantiche è un ambito di studio recente, perché l'archeologia tardoantica era inizialmente indirizzata allo studio degli edifici religiosi cristiani, nata nell'ambito della Controriforma con finalità confessionale, e solo di recente si è sviluppata anche quella senza una connotazione religiosa. Erano stati privilegiati inoltre gli edifici monumentali o con ricchi apparati decorativi, come quelli in opus sectile (tarsie marmoree), o le testimonianze tardoantiche erano eliminate per raggiungere i livelli sottostanti. Spesso inoltre si trattava di materiali deperibili, come case in legno di cui rimanevano solo le buche di palo.

Eccezioni e studi specifici

Fa eccezione lo studio delle case di Ostia di Becatti, negli anni '40 del '900, che si estende anche ad abitazioni di IV e V secolo, come la domus di Amore e Psiche. Per quanto riguarda le ville, lo studio di Carandini sulla villa di Settefinestre, negli anni '80, comprende anche le strutture produttive di minore evidenza, come la porcilaia, il frantoio, l'aia. La villa comprendeva infatti una parte residenziale, che doveva essere una casa molto comoda secondo i criteri del periodo, la parte produttiva, ed il terreno circostante di cui era centro gestionale.

Scavi e studi in Turchia e Siria

Antiochia, in Turchia, è stata scavata negli anni '40 dall'università di Princeton e da Doro Levi, lo stesso che formulò anche la classificazione dei palazzi minoici. Il quartiere abitativo nel sobborgo Dafnè, probabilmente collegato al santuario di Apollo, fu studiato solo per reperire mosaici, decontestualizzati e sparsi in diversi musei (Barsanti, The fate of the Antioch mosaic pavement), mosaici di altissimo livello paragonabili a quelli del palazzo imperiale di Costantinopoli. Il contesto è particolarmente importante perché la scelta dei modelli per questi mosaici privati era determinata da condizionamenti spontanei secondo criteri diversi da quelli di un edificio pubblico o religioso.

Gerarchizzazione sociale e architettura

Nell'organizzazione gerarchizzata della società tardoantica, ogni individuo ha un posto definito, il modello ultimo di riferimento è la figura regale ed il suo entourage, che i livelli sociali inferiori cercano di replicare in architettura, abbigliamento e ceramiche. Le case ancora inferiori imitano quelle di livello poco più alto, invece di quella imperiale. Questo fenomeno si riscontra in forme simili in tutto il Mediterraneo.

Scavi ad Apamea, Siria

Ad Apamea, in Siria, gli scavi di una missione belga guidata da Jean-Charles Balty hanno prodotto una serie di studi monografici sulle abitazioni di età imperiale tardoantica. Le case sorte in età medioimperiale, nel II secolo, si sviluppano fino al VI, e si cerca di ricostruire la storia di queste modifiche. Un esempio è quello di nuclei diversi uniti nel periodo tardoantico in un'unica abitazione, in cui sono realizzate strutture absidate usate come triclini e zone di ricevimento o banchetto. In seguito la casa cessa di essere una domus ed è utilizzata invece da diverse famiglie, il peristilio è chiuso da intercolumni e cambia funzione.

Case di Apamea e loro decorazione

Le case di Apamea hanno nomi convenzionali dati dall'apparato decorativo. La Maison aux consoles di Apamea presenta un settore di accesso (3) monumentalizzato, da cui un piccolo vestibolo (29) media l'entrata nell'edificio privato, con gli apparati decorativi che creano un percorso fino all'ambiente di ricevimento. C'è un peristilio. In età tardoantica non si usa più segnare le posizioni dei letti con la pavimentazione musiva, il che rende più difficile individuare le stanze da letto, ma dalle fonti sappiamo che esse avevano vestiboli in cui dormivano i domestici. Si nota una gerarchizzazione dei vani.

Architettura nella Siria rurale

L'architettura della Siria è nota anche per abitazioni non urbane, nei villaggi del massiccio calcareo nella zona di Aleppo, già scavati da Butler all'inizio del '900. In essi si conserva anche il secondo piano, grazie alla tecnica costruttiva in blocchi di basalto disponibili in loco, al clima secco, all'assenza di una sovrapposizione insediativa sostituita da una continuità di vita nelle stesse strutture. Negli ultimi anni queste case erano state espropriate dallo Stato come aree archeologiche, ma non se ne conosce la condizione attuale. L'abitato è disorganico, privo di uno schema simmetrico, ma suo fulcro è la chiesa principale, secondo la tipica rifunzionalizzazione tardoantica dei quartieri intorno al nuovo nucleo aggregativo. Le case ospitavano al pianterreno gli animali, mentre il primo piano era quello residenziale, collegato al cortile con pilastri da una scala che conduceva al ballatoio.

Influenze architettoniche e modelli abitativi

La struttura di base, che è uguale, influenza l'architettura dei ceti medio-bassi delle città, con cortile, scala e piano superiore. Il primo può alloggiare animali, focolari o piccole attività produttive. Questo diventa anche il modello della casa urbana alto-medievale, sia in Oriente sia in Occidente. La casa tardoantica è vasta, con una complessa articolazione al pianterreno, mentre la casa altomedievale si espande in altezza, meno in estensione, inconsapevolmente seguendo questo modello. Alla struttura base corrispondono però in genere sviluppi regionali diversi. L'edilizia a blocchi prevedeva una tecnologia diversa da quella in laterizi. Le case della Siria centrale hanno coperture a doppio spiovente, con tetto interamente ligneo.

Archeologia ad Antiochia

Ad Antiochia, una delle più grandi metropoli, nell'ansa del fiume Oronte, è presente anche un palazzo imperiale. Conosciamo bene la decorazione delle case, ma poco le strutture. Il Yaqto Complex comprende una corte con absidi, un quartiere termale, un ambiente cruciforme, e corridoi di servizio che collegavano le sale di rappresentanza.

Scavi ad Afrodisia, Caria

AFRODISIA, nella Caria, è stata oggetto di uno scavo americano incentrato sull'età romana imperiale e tardoantica. Le abitazioni unifamiliari di livello alto erano pertinenti ad un cetodirigente collegato allo sviluppo della scuola filosofica neoplatonica di Afrodisia. In un edificio residenziale detto palazzo vediamo gli elementi che accomunano l'elite sociale mediterranea: l'articolazione intorno ad una corte porticata, il triclinio a tre absidi, la sala di rappresentanza pure absidata, il quartiere termale. Si trova vicino all'odeion della città, luogo di spettacolo che nel IV secolo diventa il luogo di riunione della Boulè cittadina, assumendo quindi una funzione mista. I membri del consiglio sono rappresentati nelle statue che decorano l'odeion ed il portico dell'agorà.

Trasformazione del tempio di Afrodite

Quando la casa fu scavata, essa non fu tuttavia messa in relazione con l'odeion, bensì con l'area cultuale dove un tempio di Afrodite nella prima metà del V secolo diventa edificio di culto cristiano: cambia l'orientamento ed è aggiunto un nartece a forcipe, ossia a due absidi, con un exonartece più piccolo che precede l'endonartece. Il nartece è un corridoio trasversale che serve come vestibolo all'area di culto, da qui i non battezzati potevano essere solo uditori delle funzioni. C'è un atrio porticato su tre lati per la sosta dei fedeli. All'interno la chiesa è divisa in tre navate, la centrale più grande che copre tutto il tempio, rasato, ci sono due sagrestie laterali, un presbiterio con ciborio (baldacchino) che copre l'altare, ed un syntronon, un seggio semicircolare per il clero. La trasformazione del tempio in chiesa si verifica probabilmente sotto il regno di Teodosio II, che accelera le prescrizioni contro i riti pagani, processo iniziato da Costantino, e visita la stessa Afrodisia. Questo genere di trasformazione si verifica solo in centri pagani di grande importanza pubblica, nella maggior parte dei casi i templi sono solo chiusi al pubblico o trasformati in un altro genere di edificio.

Il "palazzo" di Afrodisia

Il “palazzo” di Afrodisia è stato quindi collegato da Smith alla chiesa e ritenuto un palazzo episcopale, mentre in realtà era anteriore alla trasformazione e gravitava piuttosto sull'odeion e sull'agorà. Si sono conservati gli ambienti di accesso alla casa, articolata intorno ad un peristilio. Gli affreschi raffiguranti le tre Grazie ed una Nike su globo datano al IV secolo, e sono soggetti inverosimili per un palazzo episcopale, si trattava forse della casa di un governatore provinciale, senza connotazione religiosa. La casa con corte indicava un modello di rappresentanza legato ad uno stile di vita elevato. Le sale di rappresentanza absidate sono state fino a tempi recenti interpretate come cappelle, ma si tratta di un'analogia casuale.

Abitazioni ad Atene

Ad ATENE troviamo case con elementi simili a quelle di Afrodisia, infatti queste due città erano grandi centri culturali, insieme ad Alessandria. Ad Atene si sviluppa un'importante scuola filosofica, e l'elite sociale è legata ai circoli intelllettuali. Si proseguono per lungo tempo tradizioni pagane come le Panatenee. Eudocia, moglie di Teodosio II, è figlia del capo della scuola filosofica ateniese, Leonzio. I fratelli di Eudocia, Gesseo e Valerio, assumono ruoli importanti nell'amministrazione.

Ristrutturazione di Atene

In questa fase Atene subisce una ristrutturazione dei centri principali, come l'agorà, al cui centro è costruito un grande palazzo, il cosiddetto Palazzo dei Giganti, formato da una serie di padiglioni con due grandi corti a peristilio, ed ambienti di passaggio anche semicircolari, terme, ambienti rappresentativi ed abitativi. A sud sono collocate una serie di abitazioni. La casa A si presenta come il prototipo base della casa tardoantica. Un ambiente d'ingresso conduce ad un atrio colonnato da cui si accede ad una sala di rappresentanza absidata con nicchie per statuette di divinità pagane. La casa C, a cui si era in un primo tempo tentato di dare una connotazione religiosa, presenta un'articolazione complessa: tre corti a peristilio, che manifestavano la ricchezza tramite la replicazione degli ambienti; un ambiente di rappresentanza quadrangolare, sul tipo di quello romano imperiale, collegato ad un ninfeo che apparteneva ad una struttura precedente inglobata dall'abitazione; un ambiente con nicchie sul fondo che ospitavano scaffalature, per cui gli archeologi americani hanno ipotizzato la presenza di una biblioteca. Stanze adibite a biblioteca sono conosciute con certezza solo dalle fonti letterarie. Questa casa presenta una fase di IV secolo, ristrutturata ad inizio VI. Secondo l'ipotesi americana, che risente di un'impostazione pregiudiziata, si trattava di una scuola filosofica, poi acquistata da cristiani e modificata: alcune statue sono state calate in pozzi ancora intatte. Un pavimento musivo è stato modificato con decorazioni marmoree con uno schema cruciforme, di cui si è poi però appurato il significato non religioso), così come della tavola da pranzo semicircolare che è in realtà tipica delle case tardoantiche.

Casa di Proclo

La casa di Proclo è così chiamata perché si ipotizza fosse quella di un maestro filosofo, in cui si impartivano lezioni e vivevano gli allievi. Nelle fonti si descrivono all'interno delle case di questi maestri anfiteatri marmorei simili ai syntrona, che però finora non sono mai stati rinvenuti. L'interpretazione di questa casa è forse più fondata. Proclo fu il capo della scuola filosofica ateniese a fine V secolo, e secondo la sua Vita scritta da Marino aveva una casa alle pendici meridionali dell'acropoli. L'ambiente 8 della casa di Proclo conserva tracce di un altare pagano, sotto cui c'erano i resti di un sacrificio di fondazione di tipo demetriaco, quindi un maialino. Nella zona c'era tuttavia un grande quartiere abitativo con case uguali (attualmente sotto il Museo dell'acropoli), non si può dire quale fosse quella del filosofo.

Abitazioni a Costantinopoli

A COSTANTINOPOLI l'enorme quantità di dati letterari si contrappone a scarsi resti archeologici, a causa della continuità di occupazione. La lista urbis Costantinopolitanae è un elenco di abitazioni, divise per quartiere, che attesta 4388 domus o palatia.

Struttura generale delle case

1) Ambienti d'ingresso

Nella casa ad Apamea abbiamo visto un esempio di ingresso “sfalsato” e con colonne monumentali, mentre in altri casi l'ingresso immette direttamente sulla corte porticata. Il Palazzo dei Giganti di Atene, di prima metà V, è così chiamato per le statue di grandezza superiore al vero poste di fronte all'ingresso. Presenta un elemento di accesso alla seconda parte di forma semicircolare, detto “a sigma” dal sigma lunato diffuso in questo periodo. L'ingresso a sigma è tipico delle grandi strutture, si può confrontare il palazzo di Costantinopoli di inizi V secolo, la villa di Mont Maurin, la villa di Piazza Armerina in Sicilia, di prima metà IV secolo. La villa di Teseo a Paphos, di grandissime dimensioni, presenta una corte a peristilio spropositata, ed un numero di ambienti superiore ai cento. La sua struttura di ingresso è a forcipe (un modello comune anche in ambito laico). A Efeso, il palazzo del proconsole presenta come ingresso un grande vestibolo a forcipe.

2) Corte a peristilio

Esempio da un edificio di Filippi nella Grecia settentrionale. La casa B di Atene presenta due corti a peristilio, una legata agli ambienti di rappresentanza, l'altra all'area abitativa. La vita era proiettata verso l'interno, le donne non erano visibili ai visitatori. La villa di Teseo a Paphos, come si accennava, presenta una corte a peristilio spropositata. In una fase più avanzata si attesta la crisi delle strutture a peristilio, l'ultima è datata al VI secolo, con fenomeni di chiusura degli intercolumni. Può esserci una chiusura parziale, con la creazione nella corte di uno spazio absidato, come nella Maison aux consoles di Apamea, un ambiente di uso sconosciuto (forse una cappella, ma le cappelle attestate sono più evidenti). Può anche esserci una chiusura completa con la frammentazione del peristilio in più ambienti, che coincide con il passaggio da una casa unifamiliare ad una plurifamiliare. In situazioni di emergenza, come guerre o pestilenze, c'era un inurbamento della popolazione con la rioccupazione e la divisione in setti di edifici pubblici, ma non si sa se questo si applicasse anche alle case private.

3) Ambienti di rappresentanza

Potevano essere di tipo quadrangolare, come in età imperiale, o di forma absidata, tipicamente tardoantica ed adottata nelle ristrutturazioni. Ad Atene, il Palazzo dei Giganti presenta un ambiente rettangolare. Un altra casa presenta un ambiente semicircolare: a differenza dell'età romana, quando l'ambiente del banchetto ospitava klinai e diversi tavolini, in età tardoantica le klinai erano perpendicolari ad una tavola da pranzo semicircolare centrale (stybaria), anche nel banchetto c'era quindi un ordine gerarchico. Ad Argo una tra le case più tarde, ristrutturata ad inizi VI secolo, mostra ancora un triclinio rettangolare classico, ma la nuova pavimentazione musiva riproduce la struttura da banchetto a stibadium: lo spazio del triclinio non è sufficiente ad inserire davvero questo mobilio, ma il proprietario vuole mostrare lo stesso la sua aderenza alla moda. La forma absidata è diffusa nel V secolo in quasi tutto il Mediterraneo.

4) Altre tipologie

Ad Apollonia, il palazzo del Giudice mostra un peristilio trapezoidale, due ambienti di rappresentanza, ed una cappella riconoscibile dall'arredo liturgico. Soprattutto dal V secolo le fonti letterarie attestano ambienti cultuali cristiani “eredi” dei larari. Ambienti cultuali sono attestati anche in case di livello medio-basso, ad esempio in un quartiere abitativo di Alessandria, oggetto di uno scavo polacco, una zona modesta sede di attività produttive, sono state trovate aule da lezione pubblica ad anfiteatro, ed in un ambiente un affresco parietale con vergine in trono ed arcangelo. A Hierapolis, in Frigia, un'abitazione tardoantica attesta un ambiente con una preghiera, la preghiera di Manasse, incisa su tutte le pareti, che quindi si può leggere del tutto solo chiudendo la porta.

5) Ambienti al piano superiore

Una casa di Cipro conserva gli...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/08 Archeologia cristiana e medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiara-S. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia del Mediterraneo tardoantico e bizantino e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Baldini Isabella.
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