Archeologia e storia dell'arte romana
L'arte romana ha delle peculiarità notevoli rispetto alla storia dell'arte greca. Ci si interroga sul fatto che esista o meno un'arte romana. Roma era di cultura latina che aveva forti scambi con il mondo etrusco e greco attraverso le colonie della Magna Grecia. Nei primi secoli della storia di Roma si parla di un'arte di una città, che fa parte di una koinè culturale che è quella dell'Italia centrale dell'area laziale e etrusca. Roma diventerà poi un impero a vocazione mediterranea, che comprende province e territori molto differenti gli uni dagli altri per sostrato culturale e storia. Per arte romana quindi si intende non solo arte della città di Roma ma è un fenomeno comune a tutto l'impero.
Pluralismo e diversità nell'arte romana
Pluralismo e diversità, soprattutto nell'arte dell'età tardo-repubblicana e imperiale, sono tratti che accomunano e distinguono l'arte romana. Questa molteplicità di stili, linguaggi e incontri tra l'arte ufficiale e le singole entità culturali e geografiche che erano entrate a far parte dell'impero è un elemento distintivo. Il sostrato greco e ellenistico influenza Roma ancora prima delle conquiste dal punto di vista artistico pittorico e figurativo.
Fondazione e periodizzazione dell'arte romana
La fondazione di Roma, con cui inizia l'arte romana, è datata al 753 a.C., metà dell'VIII secolo. Roma arcaica in età regia, l'età repubblicana è divisa a sua volta in vari periodi (509: avvio della repubblica). Un'altra data fondamentale è il 31 o 27 a.C., l'inizio dell'Impero con la battaglia di Azio e l'instaurazione del principato augusteo. Il periodo definito età tardo antica è abbastanza fluttuante. Una data discriminante è nell'impero di Costantino e il trasferimento della capitale a Costantinopoli. A tutti gli effetti anche tutto il IV secolo d.C. può far parte dell'arte romana, si può scegliere come data il 476 d.C. come fine dell'arte romana e la caduta dell'Impero Romano d'occidente. Sono paletti artificiali, in realtà i confini tra arte tardo antica e altomedievale non sono così stabili e rigidi. La parte orientale e l'Impero Bizantino hanno storia e arte molto differente.
Teorie sull'arte romana
Del pluralismo e di questa difficoltà di definire l'arte romana ha teorizzato per primo uno studioso tedesco, Brendell, che ha scritto negli anni '50 un volume fondamentale, Introduzione all'arte romana, in cui ha teorizzato il tema della molteplicità dell'arte romana come cifra distintiva. Molteplicità per via dell'ampiezza dell'Impero e quindi diversità degli stili dei sostrati culturali, ma anche per la tipologia dell'offerta artistica. Infatti, si hanno i prodotti dell'arte e dell'architettura ufficiali, dettata dal potere centrale, che sono una parte preponderante dell'arte romana, ma accanto a questa c'è anche l'arte privata: una serie di monumenti, edifici e oggetti che i cittadini privati che facevano parte dell'impero producevano per destinazioni private. Appartenevano alla dimensione domestica, oggetti di uso quotidiano. Registri stilistici usati a livello privato sono diversi da quelli usati a livello ufficiale anche se si ispirano ad essi.
Questo tipo di arte chiamata plebea entra a volte anche nei modelli ufficiali, perché è un modo di esprimersi e comunicare usando un linguaggio diverso. Può essere anche l'autorità istituzionale stessa che decide di usare un registro linguistico diverso per il tipo di messaggio che vuole trasmettere e a chi vuole arrivare. Non necessariamente indicano committenti diversi. Questa è la seconda caratteristica dell'arte romana, oltre a quella della pluralità.
Il messaggio nell'arte romana
Elaborazione teorica notevole a opera di studiosi tedeschi che hanno visto come uno degli elementi portanti e decisivi dell'arte romana il messaggio. Quando abbiamo a che fare con l'arte romana la domanda che dobbiamo porci innanzitutto è qual è il messaggio ideologico che ne sta alla base. Si hanno schemi ripetitivi e quindi facilmente riconoscibili, la scelta di un particolare linguaggio stilistico è particolarmente importante ed è anche duratura. Inizia in età arcaica-repubblicana e continua fino all'arte di Costantino. Ci sono topoi, determinate scene, soggetti, schemi iconografici e figurativi ripetuti nell'arte perché servono a veicolare ai destinatari del prodotto determinati messaggi legati soprattutto alla propaganda del soggetto e alle virtù e doti che deve avere il committente e le varie persone che compongono l'impero in generale.
Archeologia come disciplina
L'archeologia è una disciplina molto variegata non solo dal punto di vista cronologico. Le problematiche si differenziano a seconda del periodo che va a trattare. Disciplina che cammina su due livelli, la ricerca sul campo, analisi e studio dei materiali, e parte della ricerca, studio vero e proprio delle fonti, dati epigrafici ecc., il contesto è importante. Nel campo degli studi archeologici attuali la storia dell'arte in quanto tale ha un momento di declino o comunque di meno fortuna rispetto al passato. La ricerca archeologica si è sviluppata anche in senso scientifico, c'è un continuo scambio con anche discipline scientifiche. Possibilità sempre maggiori di rendere le scoperte e i risultati della ricerca archeologica in forma grafica e tridimensionale, molto importante anche per il futuro quello della diffusione e della comunicazione.
La storia dell'arte e la lettura stilistica di un prodotto di arte romana rimane un criterio fondamentale per la conoscenza. L'archeologia è una disciplina storica, ha come finalità la ricostruzione storica quindi è importante il contesto, il messaggio dei ritrovamenti, la destinazione, il tipo di pubblico a cui l'oggetto era destinato. Contesto storico, sociale e spaziale, cercare di ricostruire la dimensione spaziale fisica. Non si può prescindere da una conoscenza formale e stilistica dei manufatti, è la base di partenza.
Metodologia e descrizione
Dal punto di vista metodologico è fondamentale imparare a vedere e descrivere i monumenti. Descrizioni accurate e dettagliate, è sempre il punto di partenza per la lettura e interpretazione successiva. Descrizione guidata che deve fare emergere quali sono gli elementi che consentono di portare quell'oggetto in un determinato contesto storico, corrente stilistica, inquadrarlo come produzione artigianale artistica e da lì partire in base ai dati che si hanno a disposizione. Casi meno fortunati in cui non abbiamo niente, l'oggetto magari viene da un museo o da una collezione e quindi si sono persi i dati di provenienza e contesto. Ci sono tante varianti, la lettura formale e stilistica è il punto di partenza per sviluppare qualsiasi discorso.
Contesto cronologico e culturale del Lazio in età del Ferro
Roma all'inizio sorge come un insediamento non molto dissimile da quelli che caratterizzavano l'antico Lazio. Si sceglie proprio quel luogo per la fondazione di Roma per alcune delle caratteristiche ambientali che sono quelle tipiche della regione del Lazio:
- Dotata di pianure fertili perché è una zona vulcanica, un terreno ricco ma meno ricco dal punto di vista minerario rispetto all'Etruria.
- Porti naturali nella costa, fiumi navigabili tra cui il Tevere.
- Territorio molto ricco di foreste, le prime costruzioni erano in legname quindi era un bene primario importante.
- Paludi, nella stessa città di Roma i primi secoli sono destinati alla bonifica di determinate aree che erano paludi, soprattutto negli avvallamenti tra le alture.
- Vari colli tra i quali si intramezzavano queste vallate, colli che permettevano dal punto di vista strategico anche una difesa naturale.
Il Tevere era importante non solo come fiume navigabile, in quanto fin dall'inizio Roma ha una vocazione agli scambi soprattutto nel Mediterraneo e con altre città laziali, con gli etruschi, e con la parte adriatica dell'Italia, e dunque la possibilità del Tevere di accedere al Mediterraneo dà possibilità a Roma di inserirsi in un circuito di scambi e circolazioni mediterranee. Ma il Tevere era importante anche per le saline, un bene primario di importanza per la conservazione dei cibi. Inizialmente Roma non controlla le saline ma controlla la strada e il fiume per accedervi, quando inizia ad avere un ruolo più importante avrà il controllo anche delle saline.
L'entroterra era molto ricco dal punto di vista agricolo. Sorge sul fiume Tevere in corrispondenza del guado dove poteva essere attraversato. È difficile avere dati archeologici cospicui per un periodo così remoto e per una realtà come quella di Roma che vive tutt'ora, in cui si ha una sovrapposizione continua di strati e costruzioni. Gli strati della Roma arcaica sono anche tra i 6 e 10 metri di profondità. I dati archeologici che possiamo avere sono frammentari, hanno bisogno di interpretazioni.
C'è una cospicua tradizione letteraria sulle origini di Roma. Ma anche queste sono state formate a posteriori, molto dopo la nascita storica della città. Spesso danno più informazioni sul momento in cui sono state elaborate piuttosto che del momento di cui raccontano nel passato. Sono comunque fondamentali e anche su queste si è interrogata a lungo la disciplina su quanto credito va dato a queste fonti letterarie. È importante trovare delle rispondenze tra notizie delle fonti letterarie e rinvenimenti archeologici. La versione più celebre della nascita di Roma è nell'Eneide di Virgilio, composta in età augustea e quindi fatta principalmente a celebrazione del principato augusteo, ma tiene conto anche di fonti precedenti che non ci sono giunte.
L'interpretazione dell'Eneide sulla nascita di Roma è collegata alla guerra di Troia, con l'arrivo alle coste del Lazio di Enea, dove poi sposa la figlia del re Lavinio, e suo figlio Iulio Ascanio è il capostipite leggendario della famiglia Iulia. Iulio Ascanio fonda poi Alba Longa, e i re di Alba Longa fondano Roma. Leggenda di Romolo e Remo. La data di fondazione tradizionale su cui si basava la cronologia dei romani è il 753 a.C. C'erano anche delle versioni alternative, alcune risalivano al mondo greco, Enea direttamente e non Romolo sarebbe stato il fondatore di Roma. Versione degli storici greci di V secolo a.C., altra tradizione greca più tarda (sono tutte versioni che vengono dal mondo greco e servono a legittimare radici greche della città di Roma) che parla dell'arrivo di Evandro, fuggito dal Pallation, una città in Arcadia, sul Palatino, in cui avrebbe fondato una città precedente a Roma, e questo sarebbe avvenuto ancora prima della guerra di Troia. Sulla base di tutte queste versioni greche già in età repubblicana si forma una tradizione romana che è quella giunta a noi. Si sono succeduti nel tempo atteggiamenti diversi da parte degli archeologi, da un completo scetticismo nei confronti delle fonti, a un interfacciarsi a più possibilista caratteristico dei più recenti studi.
Topografia di Roma arcaica
Questioni molto dibattute della topografia di Roma arcaica, e dove sia nata di preciso. La storia della città di Roma affonda in un periodo dilungato nel tempo, ci sono una serie di insediamenti precedenti di carattere all'inizio più o meno provvisorio o seminomade e che poi diventano stabili con il passare del tempo. Le prime tracce di frequentazioni umane in quest'area risalgono alla prima età del bronzo, quindi tra 1500 e 900 a.C. e sono frammenti ad esempio di ceramica rinvenuti sulla sommità del Campidoglio. Non ci sono strutture, sono attestazioni di frequentazione umana e di inserimento all'interno di scambi locali e anche con i micenei, che ci danno un'idea che questi insediamenti fossero stabili oppure che fossero popolazioni seminomadi che si dedicavano alla pastorizia.
La fase proto-urbana in cui si può parlare di insediamenti veri e propri è quella dell'età del ferro. Sono state attribuite delle capanne, rilevate attraverso le basi dei pali ritrovati nel terreno e delle fondazioni, al XII-X secolo ritrovate sia sul Palatino che sul Campidoglio. Alture da cui poi si sviluppa la vera e propria città di Roma. Capanne a pianta absidata con palo centrale per sorreggere il tetto. Scavi della Sapienza sul Palatino nord-orientale hanno ritrovato tracce di capanne databili tra il IX e VIII secolo. In questo periodo gli insediamenti si sono stabiliti sul Palatino, sul Campidoglio e sul Quirinale, e quella che sarà la valle del foro romano è ancora un avvallamento paludoso destinato alla necropoli. Sono state trovate tombe dell'età del ferro, presso quello che sarà il tempio di Antonino e Faustina. Sono tombe inizialmente a incinerazione, veniva scavata una fossa in cui veniva deposto un dorio, un grande vaso all'interno del quale c'era l'urna spesso a forma di capanna con dentro deposte le ceneri del defunto e i vasi di corredo. Per le sepolture maschili erano vasi di tipo miniaturistico e per le donne vasi di dimensioni normali. Le tombe a capanna sono importanti perché danno indicazioni sull'aspetto reale delle capanne che erano le abitazioni.
Sono state trovate sepolture dell'età del ferro anche nel foro di Cesare che è adiacente al foro romano, quindi sempre nella zona a valle. Ci sono anche tombe a inumazione, semplici fosse scavate nel terreno dove il defunto è posto in un sarcofago, inizialmente di legno, poi fittili già dal VI secolo. Nella fine dell'età arcaica e inizio età repubblicana inizia la grande tradizione dei sarcofagi in pietra. Nella storia di Roma si sono alternati periodi in cui era prevalente l'incinerazione con periodi in cui era prevalente la inumazione, ad esempio dall'inizio del I secolo inizia la produzione dei sarcofagi mentre prima c'erano le urne, c'è sempre una prevalenza di una tipologia rispetto ad un altro per motivi ideologici o religiosi.
Le tombe dell'età del ferro danno molto da pensare agli studiosi, uno studioso ha considerato la differenza di rito funerario come prova archeologica del ratto delle sabine, con la fusione dei due gruppi etnici dei latini e dei sabini. Trovando queste due tipologie di tombe aveva pensato che le tombe a incinerazione erano dei latini sul Palatino e quelle a inumazione erano dei sabini sul colle Quirinale, in realtà studi più recenti hanno dimostrato che c'è una leggera differenza cronologica, sono più antiche le tombe a incinerazioni e più recenti quelle a inumazione, anche perché i sabini erano una popolazione dal punto di vista dei costumi molto diversi dai latini. Sicuramente avevano modalità di deposizione differenti per quanto riguarda i bambini, cosa caratteristica di varie realtà del mondo antico anche del mondo greco. Per l'età del ferro la mortalità infantile era elevatissima, ma non sono state trovate tombe di bambini, mentre sono rilevanti dalla seconda metà del VI secolo, sono delle tombe entro fossa in cui i bambini erano deposti entro dei vasi, si chiama sepoltura enchytrismos e sono sepolti in area urbana.
Età in cui la città comincia a definirsi dal punto di vista urbano. Sono nei pressi delle abitazioni e sono interpretati come un segno del possesso della terra da parte delle famiglie aristocratiche. Alcuni vengono da zone in cui è stato rinvenuto un importante santuario, la tomba di bambino in un'area sacra doveva avere un significato particolare.
Schema ricostruttivo della Roma quadrata
Schema ricostruttivo della Roma quadrata, cioè quella che avrebbe fondato effettivamente Romolo alla metà dell'VIII secolo. In coincidenza con la nascita di Roma in quanto città la necropoli del foro viene abbandonata e trasferita in una zona più periferica, sul colle Esquilino, i vari abitati sono unificati e anche la valle del foro entra a far parte dell'area urbana. Processo che non avviene solo a Roma ma in altri villaggi dell'Etruria e del Lazio.
Grande dibattito tra gli studiosi, hanno ritrovato tracce del muro della città di Romolo della metà dell'VIII secolo, alcuni sostengono che già a metà del secolo si possa parlare di una città vera e propria. Secondo altri è inverosimile di parlare di una città di Roma prima ancora che sia nato il concetto di polis nel mondo greco, dove per città si intende una realtà con le sue istituzioni, in cui c'è uno spazio dove si svolge la vita pubblica, religiosa, civile e giudiziaria. Quindi non si può parlare di Roma come città prima della metà del VII secolo a.C.
Cronologia tradizionale dei re di Roma
Romolo è il primo re nella metà dell'VIII secolo, l'ultimo è Tarquinio il Superbo che viene cacciato e dal quale viene poi istituita la repubblica. Cronologia dei re di Roma molto lunga se consideriamo la nascita della città di Roma in quanto istituzione, ci sono delle leggende sui re di Roma e dei dati storici ineludibili tra cui il fatto che tra la fine del VII secolo e l'inizio della repubblica Roma sia stata soggetta a una dinastia etrusca, i Tarquini, intervallati da un condottiero etrusco Mastarna che avrebbe combattuto e vinto temporaneamente i Tarquini, avrebbe tenuto Roma nel VI secolo, dal 578 al 534 con il nome di Servio Tullio.
Pitture della tomba Francois di Vulci
Le pitture della tomba Francois di Vulci, datata al IV secolo, sono interessanti perché rappresentano le scene che alludono alle imprese di Mastarna che lotta contro altri re. Documento ulteriore di questa temporanea sottomissione di Roma alle famiglie aristocratiche di Vulci (lotta di Mastarna-Servio Tullio e i fratelli Viberna contro i Tarquini "romani"). Eco delle guerre degli etruschi contro l'inarrestabile potenza di Roma.
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