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Appunti di archeologia del vicino oriente antico – II parte

L'età del bronzo tardo o periodo internazionale: Cassiti e Mitanni

Il periodo del bronzo tardo, della metà del II millennio, apre prospettive diverse da due punti di vista fondamentali: un'apertura maggiore o comunque una nostra conoscenza maggiore dei rapporti di quest'area con la zona ovest del Mediterraneo. Per questa fase e nuova stagione politica nel vicino Oriente, che si apre tradizionalmente a partire dalla caduta di Babilonia nel 1595, c'è una redistribuzione di forze politiche che porterà a cambiamenti a livello ampio regionale. Questo porta anche a una documentazione più ampia che ci fa conoscere i rapporti tra questa parte del mondo e, ad esempio, con l'Egitto e il Mediterraneo. Spostamento un po' verso ovest dell'asse di interesse politico internazionale.

Questa età del bronzo tardo è chiamata anche come periodo internazionale, non perché prima non ci fossero contatti internazionali, ma perché in questo periodo della seconda metà del secondo millennio abbiamo una maggiore quantità di informazioni su questi contatti. Soprattutto si creano già tra fine XV-XVI secolo a.C. una situazione di equilibrio politico tra potenze che favorisce l'intensità dei contatti a livello internazionale. C'è una relativa situazione di stabilità politica che porta a una situazione di una serie di potenze che si equilibrano l'una con l'altra, e quindi favorisce lo sviluppo di contatti culturali tra le varie corti che si vengono a creare.

Caduta di Babilonia e ascesa degli Ittiti

La caduta di Babilonia avviene alla fine di un periodo di indebolimento del regno di Babilonia, che consente un raid militare da parte del sovrano ittita Mursili I. Hatti è la zona nucleo del paese degli ittiti, in Anatolia, è l'entità politica più importante dell'Anatolia del secondo millennio. È una popolazione che parla una lingua indoeuropea ma che adotta il cuneiforme per scriverla. La situazione del bronzo tardo vede il crearsi di questa entità politica in Anatolia che è stata responsabile della caduta di Babilonia.

Regni in conflitto: Assiria, Mitanni, e l'Egitto

Nella zona dell'alta Mesopotamia e in Siria c'è il regno dell'Assiria. Assumerà nuova importanza a livello regionale in una fase più avanzata del bronzo tardo. All'inizio sono stati regionali piuttosto contenuti, con tentativi di espansione e controllo nella Sira e nord della Mesopotamia da parte dei mitanni, la Babilonia è riunificata, e poi la zona nord vede maggiori mutamenti, c'è un'avanzata degli ittiti verso la Siria per il controllo della zona del corridoio siro-levantino, a cui non riuscirà completamente perché dovrà vedersela con l'Egitto. Non ci sarà un risultato a favore di uno o dell'altro ma a un certo punto si accordano sul controllo di questa zona.

Ai danni del regno di Mitanni si svilupperà invece l'Assiria. Nella zona della Mesopotamia settentrionale prima l'egemonia maggiore è dei mitanni, che poi perde importanza per l'espansione assira. Gli ittiti sono un altro fenomeno di crescita tra XIII-XII secolo in Anatolia e da lì si espandono in Assiria e hanno un confronto con l'Egitto. La Mesopotamia settentrionale è prima sotto influenza mitannica e poi assira. Poi anche Babilonia vedrà problematiche a causa dell'espansione assira.

Grandi regni del vicino oriente

Nello schema cronologico dei grandi regni che si formano nel vicino oriente tra XVI-XII secolo, accanto all'Egitto c'è Hatti, il regno di Mitanni, l'Assiria e Babilonia. L'Assiria entra in gioco un po' più tardi, abbiamo poca documentazione sui sovrani iniziali, mentre è nota la lista dei sovrani assiri a partire dal XVI secolo.

La caduta di Babilonia è un evento che segna un cambiamento che era già in atto, i regni siriani erano già crollati, Babilonia controllava a un certo punto gran parte della regione centrale del vicino Oriente. Poi c'è un indebolimento, il fatto che un re cassita possa passare in Anatolia, in Siria e arrivare a Babilonia indica che c'è un momento di vuoto di potere. A un certo punto questa situazione si inseriscono alcune nuove realtà o riprendono il potere altre. Tra le nuove realtà a Babilonia ci sono i cassiti, dinastia nuova che arriva dall'Iran, che approfitta del vuoto di potere ma il regno continua a chiamarsi Babilonia.

Il regno di Mitanni

L'altra realtà nuova è il regno di Mitanni, che si viene a formare nel nord della Mesopotamia e che inizialmente occupa la zona a prevalente popolazione kurrita, della Siria settentrionale, dove c'erano questi regni in cui si parlava kurrita e che aveva anche componenti diverse dal punto di vista etnico linguistico. Abbiamo una certa conoscenza delle evoluzioni delle situazioni dei regni e dei sovrani, il periodo che ha maggiore quantità di documentazione è quello corrispondente alla XIX dinastia in Egitto, perché di questa fase abbiamo un ritrovamento importante in Egitto nella capitale di un archivio con una grande quantità di testi, tra cui le lettere che i sovrani egiziani scambiano con i sovrani delle altre superpotenze. Si viene a creare una situazione di un certo equilibrio. In Egitto si adotta il cuneiforme come lingua diplomatica. Ci sono lettere mandate e ricevute dagli ittiti, dai sovrani babilonesi cassiti, dai mitanni. Abbiamo una grande quantità di documenti in cui si hanno informazioni sui contatti diplomatici, culturali e commerciali. Uno dei momenti di maggiore info su questo genere di contatti. Si viene a creare un sistema regionale di stati con capitali importanti, che rappresentano una novità dal punto di vista della situazione precedente ma che vivono anche all'insegna del mantenimento delle tradizioni culturali del paese, come a Babilonia.

Rotte commerciali e ritrovamenti di relitti

Un'altra fonte di documentazione importante per questi contatti commerciali deriva dai ritrovamenti di relitti nella zona del Mediterraneo orientale, tra la costa turca e Cipro. Zona che era già frequentata dal punto di vista della navigazione lungo costa, ma da questo periodo le rotte commerciali via mare vengono maggiormente utilizzate. Nell'Egeo, nelle isole greche e a Creta nel bronzo medio c'erano i minoici, nel bronzo tardo gli interlocutori sono i micenei.

Questione dei relitti, importanti perché cristallizzano il carico di queste navi che ci fanno capire l'entità di questi contatti e quali merci commerciassero. Uno di questi e il più famoso è il relitto di Uluburun, se ne trovano tanti in questa zona perché è sotto costa e non è facile navigarci. Scavi che iniziano alla fine degli anni '60. Carico che grazie ai suoi ritrovamenti è databile alla fine del XIII secolo, ci illustra l'importanza del commercio via mare di metalli. Sono stati ritrovati un gran numero di lingotti di rame, di un tipo caratteristico che si trova in tutto il Mediterraneo, il cosiddetto lingotto a pelle di bue, e costituisce gran parte del carico di metallo. Oltre a questo viaggiano altri metalli come il piombo, e altri materiali come vetro grezzo, ceramiche, e all'interno delle ceramiche prodotti come vino e olio, quindi c'era un commercio anche di beni alimentari. Quindi non c'è solo un incremento delle fonti e delle documentazioni ma anche un grande movimento e circolazione di persone e di beni, non tanto di movimenti di popolazioni ma di mercanti, artigiani ecc.

I cassiti e la loro influenza

I cassiti. Dall'accadico kassu. Nuova realtà politica emergente. Sono una delle dominazioni più longeve della Babilonia, fino a quando non vengono sconfitti dagli elamiti nel XII secolo (1155). Vengono dall'est, dall'Iran, zona in cui c'erano sempre queste popolazioni che premevano sui confini, la zona pianeggiante al di là delle montagne attirava queste popolazioni, soprattutto quando non c'era uno stato potente dal punto di vista politico. Tratto caratteristico della realtà mesopotamica, anche in un caso come questo dove si ha una dinastia straniera che mantiene dei tratti propri non locali, questa dominazione della Mesopotamia avviene poi anche all'insegna di molti tratti di continuità culturale.

Già i primi sovrani cominciano a mantenere dei tratti distintivi dal punto di vista culturale, il sovrano Kurigalzu I fonda la capitale Dur-Kurigalzu molto vicina a Baghdad, e qui erige una ziggurat quindi un tempio che appartiene alla tradizione templare mesopotamica. Sono stati fatti dei restauri esterni, dentro c'è il massiccio in crudo. L'impianto diventa un po' meno rettangolare e più quadrangolare, e si sviluppa in altezza. L'edificio è contraddistinto da questa lunga scalinata principale, che enfatizza questo sviluppo in altezza della torre. Ci sono almeno tre piani con scalinate laterali agli angoli del massiccio. Qui le pareti sono più dritte e rastremate, e la copertura esterna è in mattoni cotti.

Nella città è stato recuperato anche un edificio palatino che doveva essere molto esteso di cui rimangono solo alcune aree disposte intorno a grandi cortili. La zona indicata con la lettera H è chiamata anche "palazzo dipinto", anche se in realtà è una parte del palazzo stesso. In questa zona la corte e i vani vicini presentano una decorazione dipinta, che in sé non è una novità, anche il palazzo di Mari era decorato. Nella parte bassa della parete si trovano teorie e successioni di militari, che seguono probabilmente la circolazione all'interno del palazzo, vanno nella direzione del punto in cui c'è l'uscita. Relazione fra la decorazione e ciò che probabilmente avveniva nelle vie di circolazione all'interno del palazzo. Questo è un tratto che era già presente nel palazzo di Mari e che rimarrà anche nei palazzi successivi. La decorazione è sempre in relazione con l'utilizzo del vano, non è solo decorativa, probabilmente queste zone erano dedicate a questi dignitari. Questo sarà ancora rappresentato ad esempio nei palazzi assiri.

Tra gli aspetti di novità, c'è un altro edificio sempre di questo periodo cassita, ad Uruk, zona che entra sotto il controllo cassita. Qui il sovrano Karaindash, nella zona vicina alla ziqqurat di Inanna, fa costruire un tempietto dedicato sempre a Inanna. Il tempietto è qualcosa di abbastanza nuovo dal punto di vista della pianta, è abbastanza piccolo. È un edificio a ingresso ad asse centrale, che ha un grande sviluppo dei contrafforti angolari, con questo sistema di nicchie profonde che danno particolare risalto ai contrafforti angolari. Poi si accedeva a una zona interna che aveva un'antecella e poi una cella lunga con ingresso assiale e con due corridoi laterali. L'esterno non è solo movimentato da questi contrafforti angolari, ma movimenta anche l'antica tradizionale decorazione a nicchie e lesene. Si utilizzano mattoni modanati secondo una tradizione molto presente in Iran che durerà anche fino alle grandi città persiane. L'utilizzo del mattone cotto di tipo smaltato viene usato per realizzare raffigurazioni e decorazioni esterne architettoniche.

In questo caso la decorazione vede la presenza all'esterno di divinità maschili associate a rivoli di acqua, anche questo un elemento simbolico ricorrente. Queste figure sono dei di montagna che hanno in mano il vasetto con l'acqua che zampilla e scaglie lungo il vestito per indicare la loro origine dalla montagna. Figura del dio montagna, che si ritrova anche ad esempio su sigilli contemporanei.

I kudurru e la loro simbologia

Un elemento caratteristico di questa fase che poi continuerà anche all'inizio del I millennio sono i cosiddetti kudurru. I primi monumenti iscritti e figurati in pietra avevano la caratteristica di raccontare per immagini e iscrizioni transizioni di natura economica, la vendita di edifici e oggetti di rilievo, e le immagini riproducevano alcune di queste figure. Questi monumenti del III millennio sono stati messi in relazione con i monumenti di Uruk del periodo cassita, sia per il materiale, entrambi sono in pietra, sia perché hanno la forma a cippo, sia per la narrazione e l'avere immagine e testo che si ricollegano a questi aspetti.

Nei testi che ricorrono su questi monumenti, quasi tutti in diorite quindi non in calcare come quelli antichi perché sono di emanazione regia, si parla di questa parola kudurro, che in accadico indicherebbe il termine "confine". Quando furono trovati e si cominciò a leggerli e si capì che si parlava di elargizioni da parte del sovrano di tratti di terra e privilegi dati soprattutto a templi, si era pensato che si trattasse di cippi confinari, eretti in corrispondenza di tratti di terra donate dal sovrano a cittadini a lui vicini. In realtà molti di questi sono stati trovati a Susa per il solito saccheggio elamita. Il sovrano elamita che porta via questi monumenti, tra cui anche il codice di Hammurabi e la stele di Naram Sim che si trovavano all'interno di edifici templari, quindi sarebbe stato strano che avesse preso questi cippi se erano posti come confinanti nelle terre. Quindi si trattava di steli erette nei santuari dal sovrano per ricordare la concessione di particolari privilegi.

Il testo ricorda non solo l'occasione di queste concessioni ma mette anche questo sotto la protezione divina assicurando una serie di maledizioni a chi li danneggia. Ci sono una serie di divinità che sono in parte le stesse rappresentate sopra i kudurru. Uno di questi è il kudurru del sovrano cassita Meli-Shipak (1186-1172). Il nome del sovrano elamita che fece il saccheggio nel XII secolo è Shutrukh-Nakhkhunte. Prima erano rappresentati animali simboli di divinità insieme alla divinità stessa antropomorfa, qui abbiamo in atto un'altra trasformazione che sarà progressiva e porterà a una raffigurazione sempre più simbolica della divinità. In alto ci sono sempre dei simboli astrali, Isthar è la stella, Shamash il disco solare e Sin la luna. Sotto si hanno le divinità più importanti del pantheon. I simboli sono tutti collocati sopra a dei piedistalli. Anu ed Enlil hanno come simbolo un copricapo di corna. La capra pesce è l'animale simbolo di Ea, mentre l'omega rovesciato è simbolo di Ninhursag, dea madre, e il suo simbolo è stato ricondotto a una rappresentazione dell'utero. Continuano ad essere mantenute anche rappresentazioni antropomorfe, ma c'è più l'utilizzo anche di una rappresentazione simbolica. Sui kudurru si privilegia spesso una rappresentazione simbolica probabilmente perché nelle maledizioni si menzionano tante divinità e quindi si rappresentano tutte. In questi monumenti spesso è presente anche la raffigurazione di un serpente o di uno scorpione che sono elementi che richiamano il mondo infero dell'aldilà. Il serpente è molto rappresentato e presente nella mitologia del mondo iranico.

Uno dei kudurro più particolari perché oltre alla raffigurazione dei simboli divini in alto c'è anche la raffigurazione di musicisti e di mura cittadine. Sono monumenti ancora un po' enigmatici dal punto di vista di alcune rappresentazioni. Non si tratta soltanto di rappresentazioni di concessioni di privilegi come terre, ma si può anche trattare di rappresentazioni di privilegi di altro genere, come concessioni di prebende, privilegi legati ai templi. È il caso del kudurru del sovrano Melishipak, sovrano che conduce sua figlia alla presenza di una divinità femminile iranica, che ha un copricapo a piume, la dea Narunde.

Sono poi mantenute anche figure femminili tradizionali, come la dea Lamma da Uruk, che esercita la protezione con le mani raffigurate alzate. Erano probabilmente collocate ai lati di un ingresso, rappresentano la protezione divina. Si ha l'utilizzo dell'argilla per fare varie sculture decorative e figurine. Nel periodo cassita si hanno anche attestazioni di una certa iconoclastica maggiore, non solo figurine ma statue di maggiore dimensione e alcune anche con esiti di grande naturalezza, come una leonessa che ha dei tratti di forte naturalismo e maggiore vivacità.

I cassiti per le loro attività burocratiche utilizzano sigilli a cilindro. Le legende diventano sempre più ampie, le decorazioni hanno tematiche varie, spesso privilegiando schemi simmetrici. Sono realizzati in pietre spesso di pregio, anche in agata, e spesso quelle reali hanno capsule in oro. Alcuni di questi sono stati trovati anche nel palazzo di Tebe in Grecia, quindi erano oggetti che viaggiavano in un momento di grande circolazione anche di questi elementi. Anche la ceramica, la più frequente dal punto di vista archeologico, presenta dei tratti di continuità. La gran parte della ceramica dalla fine del III millennio al periodo cassita è scarsamente decorata, e c'è una certa continuità nelle forme aperte. Quindi ci sono delle evoluzioni ma non tali da giustificare questo cambiamento politico.

Documentazione del regno di Mitanni

Il regno di Mitanni o Mittani. Tavoletta che contiene una lettera del re di Mitanni Tusratta al faraone Amenhotep III. Si chiamano "fratello" se sono alleati e sono entrambi grandi re di livello alto. Il regno di Mitanni si viene a formare nella zona dei kurriti, di cui è stata recuperata la capitale Wassukkanni, la cui collocazione non è certa. Sembra che qui la dinastia a potere non fosse di origine kurrita ma indoeuropea. I nomi di coloro che sono al potere e alcuni termini identificabili sono specifici indoeuropei. Questi elementi portano a pensare che in qualche momento qui prenda il potere un gruppo indoario. L'ittito è una lingua indoeuropea. Solo da un certo momento possiamo parlare di indoeuropei in Anatolia, dal II millennio. Questa presenza è collegata anche all'arrivo ad esempio di ceramica indoaria in Iran. Quindi l'idea è che a un certo punto...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/05 Archeologia e storia dell'arte del vicino oriente antico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher .Artemis. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di archeologia del vicino oriente antico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Pucci Marina.
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