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Appunti di archeologia del Vicino Oriente antico – I parte (6 cfu)

I moderni confini degli stati attuali del Vicino Oriente non rispecchiano quella che è la realtà geografica del territorio vero e proprio, per cui è sempre preferibile guardare il territorio senza i confini moderni. L’area di cui parliamo è soprattutto quella della Mesopotamia, perché la Mesopotamia ha una precisa storia di scavi e quindi abbiamo molti più dati rispetto agli altri paesi. È importante sapere dove sono i luoghi per capire quelle che sono le correlazioni tra i luoghi e il clima e l’ambiente in generale, che sono risorse molto utili.

Fascia che si distingue tra una zona più verdeggiante e montana e una zona in cui l’umidità è molto bassa e quindi non permette la coltivazione su una base fluviale, non si può fare affidamento alla precipitazione annuale, e questo è un dato molto importante. È una differenza enorme nel momento in cui si parla di inizio dell’agricoltura e sedimentazione. Due catene montuose che circondano la zona della Mesopotamia a nord e ad est, il Tauro e lo Zagros.

Cronologie e periodi in archeologia

Come si costruiscono le cronologie e come vengono definiti i periodi in archeologia. In ambito storico e preistorico/protostorico si possono usare dei determinati termini per indicare dei periodi. Ad esempio ci sono periodi agganciati storicamente a una realtà politica e geografica, come la Roma repubblicana, e questa è una cronologia di tipo storico. Gli archeologi però preferiscono usare una cronologia che sia più legata a un’evidenza archeologica dei periodi (mesolitico, neolitico ecc.).

Periodizzazioni che si fanno e che corrispondono a un determinato arco cronologico che sono basate su cambiamenti principalmente, soprattutto per i periodi pre e protostorici, della cultura materiale. Primo momento in cui l’uomo, in ambito mesopotamico, non vive più nelle caverne ma costruisce di fatto qualcosa per abitarci dentro, sono le prime strutture domestiche. La rivoluzione neolitica è la sedentarizzazione, il momento in cui si ha un grande cambiamento dal gruppo dei cosiddetti cacciatori o raccoglitori a gruppi di popolazioni sedentarie che vivono non solo di caccia e raccolta ma anche di sfruttamento agricolo del territorio.

Periodo lunghissimo del neolitico, inizia a metà del IX millennio e arriva fino alla metà del VII millennio a.C. Poi si parla di sfruttamento agricolo e accumulo, del concetto di surplus, ovvero il momento in cui si coltiva non solo per sopravvivere ma si riesce a mettere anche qualcosa da parte. Se si ha di più di quello che serve per sopravvivere si iniziano ad avere le prime differenziazioni sociali, con alcuni che hanno di più e altri che hanno di meno, e quindi si iniziano a creare le prime strutture sociali gerarchizzate.

Nella fine del calcolitico, a metà del IV millennio, c’è la cosiddetta nascita delle città, i primi insediamenti che possono essere definiti centri urbani. Quasi contemporaneamente alla prima urbanizzazione abbiamo l’invenzione della scrittura, alla fine del IV millennio, in cui inizia anche il periodo storico del vicino oriente, dove abbiamo quindi anche altri tipi di informazioni che prima non avevamo. Monumenti e siti che sono emblematici di questi grossi cambiamenti. Più ci avviciniamo al IV millennio più il materiale che abbiamo a disposizione è vasto.

Geografia e risorse archeologiche

Cartina geografica con i confini degli stati e con gradazioni di colori. Il rosso scuro rappresenta gli stati che sono stati maggiormente indagati archeologicamente nel XX secolo e ancora oggi. Gli stati in rosa più chiaro sono quelli che ancora appartengono all’archeologia vicino orientale ma che sono molto meno indagati e di cui abbiamo pochissimo materiale a disposizione. Tutta la zona iraniana e dell’Asia centrale funge da connettore tra i paesi orientali come la Cina e il mondo occidentale, quindi ha una ricchezza archeologica molto alta.

Il mondo occidentale ha preferito in primo luogo indagare questi territori, per due motivi fondamentali: il primo è che li ha colonizzati, c’è stata occupazione diretta del territorio e quindi li ha potuti indagare. Il secondo è che quest’area, la zona mesopotamica e dell’Iraq e Siria è strettamente connessa col mondo greco, e di conseguenza tutte le evoluzioni partono dal mondo mesopotamico e poi si diffondono nell’ambito del Mediterraneo orientale. Il mondo occidentale intende questo territorio come culla della nostra civiltà.

Territorio della Mesopotamia che non permette l’agricoltura su base fluviale, ma che si trova tra i due fiumi Tigri ed Eufrate, che si formano in parte nella zona anatolica, sulle montagne dello Zagros e del Tauro. La zona tra i due fiumi si differenzia dal punto di vista cromatico dalle altre zone ad ovest dell’Eufrate e ad est del Tigri. Questa differenziazione è dovuta al fatto che questa zona è fortemente irrigata, quindi il territorio è sfruttato da un punto di vista agricolo.

Nel momento in cui i due fiumi si allontanano l’uno dall’altro, quindi verso nord, questa zona non può più essere interamente irrigata perché i due fiumi sono troppo distanti fra di loro. Questi fiumi sono molto sfruttati dal punto di vista agricolo, così come i loro affluenti, quelli dell’Eufrate sono il Khabur e il Murat. Area a coltivazione su irrigazione, con lo sfruttamento dei fiumi.

Montagne dello Zagros ad ovest, rappresentano una reale barriera dal punto di vista geografico. Area fortemente arida senza fiumi che è quella centrale. Con il termine Levante si intende tutta la zona costiera, la costa orientale del Mediterraneo, che in termini di stati è occupata in parte dalla Turchia, dalla Siria, dal Libano e da Israele.

Toponimi e insediamenti

Tell -> parola araba che significa collina. Huyuk -> parola turca che significa collina. Formano toponimi a indicare degli insediamenti, perché il concetto di collina artificiale si trova quasi unicamente in ambito mediorientale. Sono colline artificiali create dalla successione degli insediamenti dell’uomo in queste zone, abitazioni che poi vengono smantellate e ci viene ricostruito sopra, quindi il livello si alza sempre di più. Quindi anche cercare siti antichi diventa molto facile in queste zone.

Metodologia archeologica

L’archeologo utilizza fonti diverse da quelle dello storico per ricostruire il passato. Come lo storico, l’archeologo ha bisogno di dati su cui basarsi, che ricava da una sequenza cronologica su cui si basa per ricostruire la società che in un determinato periodo ha abitato in un determinato luogo. L’archeologo è uno storico che lavora con materiali diversi e quindi anche un con metodo diverso, non si basa sui testi ma sul contesto del ritrovamento, la stratigrafia e i manufatti che si trovano all’interno dei contesti archeologici.

Fondamentale per l’archeologo è la sequenza archeologica, che è composta da vari elementi: la stratigrafia, ovvero la sequenza di strati, l’architettura che è direttamente connessa con la stratigrafia vera e propria, tutto quello che si trova all’interno di questi contesti, quindi la ceramica e la sua sequenza tipologica, le analisi scientifiche per datare (come il C14), e tutti gli altri elementi come la tipologia degli oggetti e i criteri storico artistici che aiutano a datare lo strato.

Ad esempio, chi scava in un sito trova al suo interno degli oggetti che hanno una specifica datazione per la loro tipologia, perché quella tipologia è stata prodotta solo in un determinato periodo, e di conseguenza si può datare anche il contesto di ritrovamento. Abbiamo elementi datanti che vanno dalla data di costruzione alla data di uso. La fase di utilizzo termina nell’ultimo giorno in cui l’edificio viene utilizzato, prima dell’abbandono. La ceramica è un bene di consumo di massa, viene sostituito molto facilmente quindi è più facile da datare quando si ritrova.

Sistema di analisi della stratigrafia archeologica

Lo scavo si inizia in delle aree delimitate dette trincee, dei settori decisi in maniera arbitraria o determinati da vari fattori. Nel momento in cui si sta scavando si avranno poi le pareti di scavo, i lati a margine che stiamo tagliando e che sono una forma di orientamento. Cosiddetta sezione stratigrafica, si vedono le evidenze, si tolgono e poi si scende, e ne rimane una memoria sulle pareti di scavo.

Trench I e trench II: due pareti di scavo di due trincee, scavate una accanto all’altra. I punti 17 e 33 sono i punti più profondi dello scavo. Strati di terra che l’archeologo rimuove e che distingue l’uno dall’altro perché sono diversi in consistenza l’uno dall’altro, quindi vengono numerati diversamente. Dopo lo strato 3 c’è il taglio di una fossa. Interfaccia artificiale tra le due terre perché è una linea netta. Dopo lo strato 5 ci sono dei mattoni che sono la testa di un muro, che delimita un ambiente interno. Quindi gli strati 6-7-8-9 sono gli accumuli dentro il muro, fino ad arrivare al 14 che è il pavimento del muro stesso.

Stratigrafia molto semplice di una parte di stanza che è stata usata durante lo strato 14 e 11-12-10, che sono le installazioni sul pavimento, che è stata poi abbandonata e crollata (strati 7-8-9 che tendono a inclinarsi verso il centro), poi la struttura non era più visibile e quindi si è depositato lo strato 5, in cui qualcun altro ha fatto una fossa (4-22). Tratteggiato che si sovrappone in parte alle linee degli strati -> perché l’archeologo quando scava non si rende conto come corre esattamente lo strato, quindi ha scavato il 6 come se fosse una superficie dritta per rendersi conto solo dopo che lo strato andava verso il centro. Quindi il tratteggiato è come è stato scavato mentre la linea continua come è veramente, cosa di cui ci si accorge alla fine osservando la parete di scavo. Dal punto di vista di datazione, l’elemento più antico di tutti è 18-34, dentro il quale sono state scavate le fosse di fondazione per le due murature.

La stele di Naram-Sin e il suo contesto

La stele di Naram-Sin, dove è stata trovata e perché è stata trovata in Iran invece che ad Akkad -> domanda d’esame (risposta: perché un sovrano elamita se l’è portata via dalla zona mesopotamica come bottino di guerra in una determinata occasione). Sapere che rilevanza ha quel singolo manufatto nella storia dell’arte e della cultura vicino orientale.

La sequenza archeologica si basa sullo studio delle singole unità stratigrafiche, la più piccola unità di deposito che si trova all’interno di uno scavo archeologico, è il dato principale su cui poi si basano tutti gli altri dati. Un oggetto non è un’unità stratigrafica, ma è qualcosa che si trova dentro l’unità stratigrafica e che quindi in parte va poi a definirla dal punto di vista cronologico.

Tabelle cronologiche che presentano la sequenza cronologica a secondo della regione e la loro corrispondenza in termini di cronologia assoluta. Si basano sulle sequenze stratigrafiche. Sequenze regionali che racchiudono siti che hanno caratteristiche comuni tra di loro, cioè ceramica, elementi di fregistica, che fanno sì che si ricostruisca un’area appartenente alla stessa cultura materiale. La Mesopotamia è una grande regione culturale, ma spesso si parla di Mesopotamia settentrionale e meridionale, come se fossero due aree che si distinguono fra di loro.

Seriazioni ceramiche e iconografia

Le seriazioni ceramiche. Variazioni morfologiche della ceramica sulle quali si costruiscono le tipologie ceramiche, che ci aiutano moltissimo a collegare siti tra di loro. Siti che condividono la stessa cultura materiale, ovvero in primo luogo condividono gli stessi orizzonti ceramici, che è il dato più fine per la cronologia.

Esempio di ciotola che è considerato un manufatto rappresentativo di uno specifico periodo, il tardo Uruk in Mesopotamia. È presente solo in questo periodo e solo in quest’area. Dà moltissime informazioni dal punto di vista di amministrazione e di gestione dell’economia.

Altra domanda d’esame: scegliere tre immagini del periodo protodinastico III che sono rappresentative e perché si sono scelte. Tabelle di manufatti che riguardano anche elementi iconografici, che danno una panoramica molto generale di un determinato periodo in un’area. Concetto di evoluzione stilistica soprattutto nei materiali figurativi. Non si parla di evoluzione stilistica nella produzione vascolare, ma di variazioni morfologiche.

Quando si parla di iconoplastica e statuaria entra un fattore di analisi che è anche storico artistica, come cambia lo stile nel corso del tempo dato lo stesso soggetto. Esempi più eclatanti di produzioni di figure in pietra di età protodinastica, figure di oranti. Evoluzione, passaggio da uno stile più geometrizzante a uno più naturalistico, soprattutto per il modo di rendere la gonna con le piume che in un caso sono molto statiche mentre nell’altro seguono molto l’andamento del corpo. Cambiamento stilistico verso il naturalismo è supportato dal fatto che le figure di sinistra sono state trovate nei livelli più antichi, le figure di destra nei livelli più recenti. Non sempre le rappresentazioni iconografiche vanno verso il naturalismo, non sempre è una progressione cronologica ma ci deve essere il supporto del contesto archeologico.

La storia della ricerca

Branca dell’archeologia vicino orientale che è a sé stante. Rapporto tra l’archeologo e la politica. Questo aspetto è molto importante, i rapporti tra gli stati e la storia che c’è dietro. Come è cambiata la disciplina archeologica del vicino Oriente e quale è stato l’impatto del mondo occidentale sul vicino Oriente stesso.

L’archeologia del vicino Oriente nasce agli inizi dell’800, con uno studioso che è Claudius James Rich, presidente della compagnia delle Indie e console generale dell’impero britannico a Baghdad. Si trova in Iran e facendo delle passeggiate nella campagna intorno a Baghdad e pubblica una serie di volumi, non di scavo archeologico perché non fa scavi archeologici ma trova le cose sul terreno camminando. Parla delle condizioni di Babilonia ad esempio, perché andandoci le strutture murarie sono ancora visibili, e Ninive, ancora stante in alcuni punti e quindi descrivibile.

Quindi si inizia a sollecitare l’interesse del mondo occidentale per questi territori, perché si iniziano a pubblicare dei libri di viaggio e dei disegni di quello che si vedeva. Rinasce una sorta di riscoperta dell’Oriente, molte informazioni erano già a disposizione perché dell’Oriente si parla già nel testo biblico, esisteva una tradizione di studi biblici che si occupavano dei periodi preclassici del vicino oriente, ma era appannaggio di studiosi principalmente religiosi, che si muovevano in ambiti religiosi. Da un lato non religioso, secolare, la riscoperta avviene proprio nell’800, per questioni politiche perché gli inglesi stanno a Baghdad e il console generale ha un interesse e cerca quindi di renderlo pubblico.

Condizione politica in Europa agli inizi dell’800, vede soprattutto due grandi nazioni che sono l’Inghilterra e la Francia, non essendo ancora esistente la Germania nella sua unità e l’Italia. Iniziano una piccola gara fra di loro anche nel settore archeologico. Paul Emile Botta era console francese a Mosul nel 1843, inizia degli scavi archeologici Khorsabad/Dur Sharrukin, nell’Iraq settentrionale, e sceglie il sito perché era visibile. Trova un palazzo neo-assiro. Livello di conservazione di circa 12 metri di elevato del palazzo. Non erano scavi stratigrafici, ma hanno immediatamente portato alla luce la ricchezza degli scavi archeologici della regione, e di conseguenza la possibilità di portarsi a casa i manufatti portati alla luce.

Chi faceva gli scavi in questo periodo non avevano un interesse di tipo scientifico di ricostruzione della società del tempo, ma di tipo storico artistico sugli oggetti e i monumenti che ritrovavano. Interesse di far vedere all’Europa e alla Francia il potere della Francia che si estendeva ma anche questi oggetti esotici, non molto noti, avevano delle reminiscenze bibliche, una scrittura che non era ancora stata decifrata, quindi un grande fascino dal punto di vista museale.

Di conseguenza abbiamo nel 1947 la prima esposizione al Louvre, nell’ala vicino orientale. Il Louvre e il British Museum si distanzieranno per circa 6 mesi dall’apertura dell’ala vicino orientale. Espongono principalmente opere di carattere monumentale.

In questo periodo si aveva l’impero ottomano, il territorio è tutto unito e sotto l’impero ottomano con la sua guida a Costantinopoli. Il gran visir dell’impero ottomano si interessava poco dei paesi arabi del loro territorio, quindi spesso veniva raggiunto un accordo tra gli europei e l’impero ottomano per cui i materiali venivano o pagati in peso o divisi in senso numerico tra Costantinopoli e il museo che li avrebbe ospitati in Europa. Forma di compensazione da parte dell’impero ottomano per le attività di scavo che erano comunque molto costose e davano un po’ di soldi al territorio perché c’erano molti operai che ci lavoravano. Questa situazione è andata avanti fino a metà del ‘900, in cui gli archeologi hanno potuto anche prendersi parte degli oggetti sia per i musei che per studio personale, forma predatoria nei confronti di questi manufatti che è anche il principio del collezionista in generale, e che nell’800 era il principio fondamentale anche dell’archeologia.

Attività francese sul territorio mesopotamico in senso ampio -> Tello nella bassa Mesopotamia, Chorsabad nell’alta Mesopotamia, Susa in Iran. Iniziano ad occupare il territorio. Non da meno saranno poi gli inglesi, che contemporaneamente, partendo da Rich che è stato il primo a fare questi r...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/05 Archeologia e storia dell'arte del vicino oriente antico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher .Artemis. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di archeologia del vicino oriente antico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Pucci Marina.
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