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Antropologia culturale

Introduzione all'antropologia culturale

L’antropologia culturale studia le società complesse e le compara: non dobbiamo dibattere sull’assoluto ma sulla complessità; un esempio può essere l’indagine sulla situazione omosessuale. Riflettere in chiave critica sulla società e tenere conto dell’alterità: l’antropologo non è critico per opzione ideologica ma per la struttura conoscitiva del suo sapere. L’antropologo deve partire dai problemi culturali ed esporli alla comparazione, soprattutto quando le altre civiltà si affermano.

Rivoluzione culturale e globalizzazione

Negli anni ’80 la rivoluzione ha spostato l’asse del mondo: dalla seconda guerra mondiale l’Europa non è più il centro del mondo. Quando ci rapportiamo con la società globale non possiamo usare categorie europee; ormai l’ordine è cambiato e spazio e tempo non sono più misurabili (l’orologio → Roma-Tokyo). Il moderno è analogico e globalizzato. Conoscere l’altro e le relazioni sociali e simboliche: oggi la società è cambiata e non esiste più un divario tra mondo occidentale e primitivo. Il mondo è tutto in relazione e ciò fa emergere differenziazioni ed impone grandi sistemi.

Pratiche e teorie nella diversità culturale

Possiamo affrontare la diversità pensando a:

  • Pratiche: esse mettono in atto cose imprevedibili a livello teorico, possono essere simboliche e reali;
  • Teorie;

Emerge il problema della sopravvivenza della democrazia: se non ne capiamo i fondamenti il nostro sistema democratico crollerà, la comprensione è diversa dalla condizione, così come dall’accettazione. La globalizzazione ha messo in scacco ciò che l’universalismo aveva fissato in precedenza come indubitabile: noi l’abbiamo costruito tramite due presupposti:

  • Religioso: elemento della soprannaturalità;
  • Naturale: diritto naturale come fondamento positivo;

Marcel Mousse e la diversità

Marcel Mousse disse “Ho cominciato a fare l’antropologo quando ho notato che gli uomini si abbottonano → studio la giacca da destra a sinistra e le donne da sinistra a destra.” della diversità. La natura ci ha creati diversi: biologicamente essa è matrigna; ora non assumiamo più la prospettiva religiosa ma neanche quella naturale → le culture reagiscono ai determinismi in modo diverso. La natura sviluppa le differenze entro dei limiti:

  • Corporei;
  • Genetici;

Problemi antropologici e il matrimonio

Per esempio, pensiamo al problema antropologico del matrimonio gay. Il matrimonio di per sé risolve due problemi della biologia:

  • Regola i rapporti tra sessi: la natura ci dà sessualità diverse;
  • Regolamenta gruppi sociali diversi e permette loro la convivenza:
  • Formare il gruppo sociale;
  • Controllare la figliazione sociale;

La figliazione può essere:

  • Biologica: “Charlotte è figlia di Luigi Gandi”;
  • Sociale: “Charlotte ha due genitori sposati”;

La figliazione sociale assorbe quella biologica ma non si fonda su di essa → noi abbiamo un figlio biologicamente solo quando lo riconosciamo come tale. Nucleo elementare della famiglia: tale schema spiega la figliazione ma non le regole di gruppo perché nessun uomo sposa una consanguinea: questa figura non tiene conto delle complessità delle famiglie di origine.

Le strutture elementari della parentela di Lévi-Strauss

Tale intuizione è stata effettuata da Lévi-Strauss nelle Strutture elementari della parentela, ove egli afferma: “L’atomo di parentela deve essere padre-madre-figlio e zio materno, poiché la donna ha una doppia appartenenza”.

Regole e modifiche nella struttura familiare

Prima regola:

  • Sistema cognatico;
  • Sistema agnatico → occorre sposarsi tra diversi, ogni cultura ha una propria regolamentazione.

Seconda regola:

  • Accettazione matrimoniale: quando una persona è sposabile, essa entra nel gruppo sociale.

Ad ogni modifica della struttura famigliare cambia il rapporto con la figliazione: un problema attuale potrebbe essere la paura di un’eventuale figliazione che non passi per via maschile, come accade con la fecondazione in vitro. La regola matrimoniale risolve il problema dell’allargamento sociale, attraverso lo sviluppo della sincronia. Il matrimonio può essere:

  • Religioso: ideale di amore unico ed eterno;
  • Civile: ideale di amore temporale, unico ma per un determinato periodo di tempo;

In futuro il matrimonio potrebbe diventare temporale e non unico? La nostra regola matrimoniale è libera, ci dice solo cosa non possiamo fare, ma non chi dobbiamo sposare. Ogni regola sociale deve crearsi il suo corrispettivo simbolico.

Tipi di appartenenza

Ci sono diversi tipi di appartenenza:

  • Di genere: non abbiamo scelta, siamo uomini o donne;
  • Sociale: non è uguale a quella simbolica che riguarda per esempio la religione. Se abbiamo un'appartenenza di tipo sociale non necessariamente avremo quella simbolica.

Per questo infatti possiamo scegliere se sposarci in chiesa o in comune. Il comune segna un’appartenenza di tipo sociale, la chiesa un’appartenenza di tipo simbolico. Un matrimonio religioso è considerato anche civile, ma non viene ammesso il contrario; ciò è indicativo di una gerarchia, in Occidente infatti il matrimonio religioso è più importante di quello civile. Ma nessuno dei due è più importante per l'antropologia.

Segnature e segni

La natura ci dà delle differenze, ma anche appartenenze con segnature, come afferma Foucault nel libro Le parole e le cose. Nella rivoluzione moderna emerge il passaggio da appartenenze ascrittive a quelle elettive, è la differenza che passa tra:

  • Segnatura: ha qualcosa di naturale;
  • Segno: è completamente arbitrario;

La segnatura non vi permette di uscirne, il segno invece si, basta rinunciare alla sua efficacia simbolica. Il problema però si presenta in diversi casi: per un credente il battesimo è una segnatura, mentre per l'antropologia è un simbolo. La caratteristica della segnatura è il riconoscimento sociale, come le streghe. Significa che la natura:

  • Ci assegna differenze;
  • Ci dà appartenenze ascrittive che noi non abbiamo scelto.

La cultura e la società ci permettono di cambiare queste appartenenze ascrittive in appartenenze elettive, possiamo farlo in più modi, più ci allontaniamo da quelle ascrittive più diamo importanza alla nostra scelta.

Esempi di appartenenza

Esempio: Noi necessariamente nasciamo in un luogo, possiamo legare la nostra cittadinanza a quel luogo oppure no. Se nasciamo in Padania, in quanto padani siamo cittadini italiani, ma siamo prima padani → leghiamo l’appartenenza allo stato in termini di territorio. Se diciamo di essere cittadini italiani e poi scegliamo di vivere in Lombardia, non possiamo dire di essere padani: siamo cittadini lombardo, ma non padani. Il concetto di nazione viene dal verbo nascor, la natio è il territorio su cui nasciamo; il nazionalismo è la rivendicazione di appartenenza nazionale fondata sul luogo della nascita, lo Ius solis.

Se applichiamo una visione nazionalistica di cittadinanza, dobbiamo essere nati per forza in Italia: questo concetto si applica anche a quelli legati a Lombardia e Padania: la prima è un concetto amministrativo che deriva allo Stato, la seconda è concetto di territorio che rinvia alla nazione.

Nazionalismo e Stato

Il nazionalismo è concetto di nazione che deve concretizzarsi in uno Stato; esso ha segnatura del territorio, uno Stato non ha nessuna segnatura. La repubblica non ha nessuna segnatura, essa si fonda sul riconoscimento pubblico. È migliore ciò che ha fondamento naturale o no? Per l’antropologia nessuna delle due cose, però se parliamo di contrattualismo il valore fondante della natura è importante.

Ontologia e antropologia

L'ontologia aveva un rinvio di segnatura: se pensiamo ad una donna, pensiamo, secondo l'ontologia, che essa debba avere figli perché possiede la segnatura, ma nella realtà non è così. L'antropologia ha poco a che fare con l'ontologia.

La cultura e lo spirito

La parola cultura in senso mitteleuropeo è lo spirito della natura, ciò che è inscritto nella natura e che la cultura deve portare ad espressione: l'istruzione deve portare alla luce queste cose nel bambino, è quindi un'espressione maieutica. La cultura esprime un uso spirituale della natura, lo vediamo in molti autori, come nel romanzo di formazione, si trasmette natura come si trasmette spirito. Da qui deriva l’antropologia culturale, dallo storicismo tedesco. Le culture sono modalità diverse di rispondere alla natura.

Spirito culturale e nazioni

Lo spirito culturale si manifesta nelle azioni come:

  • Spirito: è legato alla nazione, mette in movimento il Romanticismo ed è legato alla civiltà greca perché la Grecia ha un modello nazionalistico-etnico.

In Grecia il concetto fondante è la polis, è il territorio che delimita la città. Non possiamo essere cittadini ateniesi se non siamo nati ad Atene. Il nome di polis viene prima del termine polites, che significa cittadino. In Grecia conta l'etnia, che rinvia al sangue o al territorio, a Roma no. A Roma è il contrario, ci sono prima i cives ed essi costituiscono la civitas. A Roma non si parla di città, ma delle istituzioni che rappresentano Roma, il senato e il popolo. Il concetto di nazione è l'allargamento del concetto di polis: è un modello ripetibile e divisibile e non include (→ se nasciamo in Molise non possiamo essere friulani). L’appartenenza ascrittiva se viene intesa come quella principale, diventa discriminante e non compatibile con altre appartenenze.

Appartenenze elettive e cittadinanza

Se mettiamo in moto l’appartenenza elettiva, che è quella della cittadinanza, allora tutti possiamo essere tutto. Questa logica, se generalizzata, dà importanza alle appartenenze ascrittive, che però sono fortemente gerarchiche. In Germania c'è una forte tradizione etnologica, l'antropologia nasce, però, in Francia e Inghilterra, poiché esse pongono lo Stato in primo piano, probabilmente a causa delle conquiste delle varie rivoluzioni e grazie all'Illuminismo, che colloca la ragione al di sopra dello spirito. Lo stato di natura è lo stato su cui si fonda lo stato: tutte le società hanno questa struttura di riunirsi, per essere uguali.

Etnologia e storia culturale

L'etnologia è la storia culturale dei diversi popoli: noi occidentali abbiamo classificato l’Africa attraverso appartenenze etniche, ma il concetto di cittadinanza è puramente occidentale. Il periodo dell’Illuminismo si è rifatto alla cultura romana, mentre il Romanticismo a quella greca. Nel mondo greco il diritto viene dopo, mentre nel mondo romano il diritto è tutto.

Filosofia e diritto cristiano

Il cristianesimo prende entrambi questi punti di vista costituendo:

  • Filosofia cristiana;
  • Diritto cristiano;

Mentre il modello illuministico crea inclusione, nel modello greco si è diversi, ognuno deve occuparsi della propria nazione, come con l'Africa che ora viene lasciata a se stessa. L'Occidente torna spesso indietro, come gli schieramenti che l'Italia ha inseguito nelle due grandi guerre; mentre il mondo va verso un modello compatibilità, noi procediamo verso l’esclusione. Il modello economico è inclusivo, così come lo è internet. Questi modelli inclusivi delineano il mondo, noi invece giochiamo su quelli esclusivi. Il mondo moderno includeva molto, soprattutto grazie ai Gesuiti che hanno reso il cristianesimo mondiale; la società ha come finalità la vita sociale e si fonda sulla costituzione. Il luogo non è importante, ma lo è il cittadino e la sua modalità di vivere nella città: un modello che nasce da quello della città-stato rinascimentale. Questo modello poi si è europeizzato, la civiltà italiana precede quella francese e inglese. La visione basata sulla civiltà, vede il suo contrario nella selva, da questo la concezione di selvaggio e di civile, ma bisogna ricordare che entrambe dipendono dalla modalità abitativa.

Teologia e rapporti umani

La teologia si divide in:

  • Teologia filosofica: inerisce il rapporto sussistente tra l’uomo e Dio;
  • Teologia pura, o teologia in senso stretto: si basa sulla Rivelazione.

L’antropologia è la scienza, il discorso sugli uomini → è dunque il discorso sugli uomini a partire dalle relazioni che gli uomini hanno tra loro.

Branche dell'antropologia

Branche dell’antropologia:

  • Antropologia culturale: mette in evidenza le espressioni spirituali dell’uomo, come il linguaggio.
  • Antropologia sociale: studia le relazioni umane da quelle più semplici, come la famiglia.

L’antropologia sociale è molto più empirica in quanto è più evidente rispetto a quello che inerisce lo spirito nell’antropologia culturale. L’antropologia passa dai sistemi di comportamento ai sistemi di valori:

  • Regole sociali empiriche → ordine pratico, visibile.
  • Regole simboliche, valori → ordine simbolico, non visibile.

Ordine sociale e valori

L’insieme delle regole sociali empiriche e delle regole simboliche/valori crea un ordine sistemico (il “suo” – relativo – ordine del mondo) che è implicitamente condiviso e si trasmette da solo. Questi ordini sono arbitrari, relativi. La loro arbitrarietà è data dalla struttura più o meno complessa della società. Ad ogni ordine sociale corrisponde un ordine di valori – che devono essere coerenti.

Universale vs particolare

La scienza procede per accumulo di particolari → regole → una regola è scientificamente valida se è verificabile e falsificabile. Universalismo antropologico e filosofico: ciò che il pensiero ha generalizzato al massimo grado attribuendogli un fondamento. L’esempio più chiaro sono i diritti umani, ossia i diritti dell’uomo in quanto uomo. Un sistema di valori è necessariamente gerarchico: in antropologia non possiamo parlare di universale e quando capita vuol dire che vi è una contaminazione della filosofia.

Relazioni reali e valori

Ad ogni elemento antropologico segue una relazione reale fondata su un valore. Più relazioni fondano i valori. L’uomo non può fare a meno di un ordine del mondo (per esempio anche quando recitiamo il Padre Nostro creiamo un sistema di valori → cielo; terra; inferi). L’antropologia nel suo procedere scientifico produce generalizzazioni. Altro concetto fondamentale è il concetto di comunità; Tonnies differenzia tra comunità e società, esse sono opposte:

  • Comunità: è un insieme di persone identiche o che tali si considerano (comunità parrocchiali);
  • Società: è un insieme di persone diverse unite da un solo interesse.

La comunità non ha bisogno di uno statuto perché unisce persone che la pensano allo stesso modo (vale la regola Vox populi vox Dei). La comunità è escludente. NB: le comunità primitive invece non sono omogenee e non rimandano al moderno concetto di comunità. La comunità per sua natura è escludente e gerarchica. L’antropologia si occupa di relazioni sociali e NON di relazioni comunitarie. Il concetto di nazione è un allargamento del concetto di comunità fondato sullo Ius solis (ergo: educazione comunitaria ≠ pubblica educazione).

Antropologia americana e post-modernismo

L'antropologia americana è intrisa di filosofia spiritualistica, in particolare per quanto riguarda il post-modernismo. Il livello descrittivo è di per sé interpretativo e come tale impone dei valori; se critichiamo una posizione teologica in nome di un'altra posizione, siamo visti come relativisti. La teologia ha nei confronti del problema della morte atteggiamento complicato: la religione vuole governare tale processo, chi propone una posizione diversa viene visto come un relativista. La concezione del relativismo è figlia dell'assolutismo: il relativo non è pensabile senza l'assoluto.

Relativismo e colonialismo

Se tutte le culture sono uguali, siamo in pieno relativismo: generalizzazione filosofica → "tutte le culture meritano rispetto". Alla base di ogni generalizzazione c'è una relazione: noi possiamo vedere le culture in modo evoluzionistico, come strutture che si avvicinano a noi; il modo relativistico è invece generalista, non è un modo caratterizzato da tolleranza generale ma gerarchica. Il colonialismo viene criticato: noi ad oggi vorremmo che ogni cultura si sviluppasse da sola. Se noi lasciassimo queste posizioni, nel panorama globale, vincerebbero solo le culture più sviluppate. Le posizioni relativiste mirano a lasciare le cose come stanno.

Antropologia del rimorso e globalizzazione

L'antropologia del rimorso → Essa è stata anche fautrice del colonialismo → noi pensiamo alla globalizzazione riferita all'Asia ma non all'Africa. Tutti i movimenti nati in Asia sono diventati panasiatici passando per la Cina; l'Occidente non deve la propria genialità alla etnia → ha elaborato una civiltà complessa perché ha avuto numerose relazioni nella sua storia. I greci si sono confrontati con i persiani; prima la Mesopotamia era la fonte di civilizzazione (→ hanno inventato la settimana).

Assoluti del pensiero e Dio

Ogni assoluto del pensiero deve essere considerato come se fosse una generalizzazione prodotta dalla storia della nostra cultura. Alcune di queste generalizzazioni reggono e non reggono: la tecnologia che deriva dalla scienza; l'universalità di Dio. L'idea di Dio è molto radicata nella nostra cultura, noi pensiamo che tutti debbano averla:

  • Filosofi libertini;
  • Filosofi credenti;

Il dibattito termina con la rivoluzione francese; Il problema emerge con la Cina: civiltà sviluppata e senza Dio → la religione non era necessaria per lo sviluppo; caratterizzata da un'etica → confucianesimo (→ crea l'idea che ci possa essere un'etica senza Dio); ha una salvezza possibile tramite il buddhismo: etica, sviluppo e salvezza sono tr

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Erichto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Gasbarro Nicola.
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