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Antichità greche

Appunti Prof. Francesco Camia

Scienze del Turismo

Lezione 1

Introduzione al corso.

Lezione 2 - 10.03.21

La grecità è un concetto ampio con molte sfaccettature e contraddizioni, dunque l’interpretazione è complessa. L’identità dei greci è un altro elemento importante. Va individuato un contesto geografico: siamo nel mar Mediterraneo, in greco mesotaios, e indica che si trova in mezzo alla terra. L’importanza del mare è già presente negli antichi greci e il dialogo di Platone (5s a.C.) dice che gli uomini abitano una piccola parte della terra e sono in prossimità del mare. Il rapporto dei greci e il mare è dovuto dalla posizione della Grecia (tra Europa, Africa e Asia).

C’è un clima temperato e mite, questo è stato importante e ha permesso lo sviluppo di diverse civiltà; il bacino del Mediterraneo è molto ampio con una superficie ed estensione molto grande. È sostanzialmente chiuso e attraverso gli stretti avviene il suo ricambio; altra caratteristica di queste terre è la scarsità delle precipitazioni. È un mare calmo e facilmente navigabile (aspetto importante) questo ha facilitato gli scambi. I principali venti sono tre: bora, maestrale e...

L’economia è principalmente basata sull’agricoltura; a questo si lega l’attività commerciale e le risorse minerali (oro, argento...), la comunicazione tra le varie zone. Quando inizia l’età del bronzo, c'erano dei rapporti tra i due bacini del Mediterraneo. La civiltà minoica si sviluppa a Creta e prende il nome dalla leggenda di Minosse. È la più grande isola greca e qui sono stati rinvenuti oggetti provenienti dall'Egitto, dunque c’erano degli scambi. La cronologia della civiltà minoica è basata sul confronto della più nota cronologia faraonica, ci sono dei parallelismi.

Parlando di poemi omerici dell’Iliade e Odissea, sappiamo che si costituirono tra il 9 e 8 secolo a.C. e sono una sorta di enciclopedia dei diversi aspetti della grecia relativi a diverse fasi cronologiche. Descrivono situazioni rivenienti ad un’età anche eroica. Tra i riferimenti della navigazione per mare, troviamo vari tipi di navi: formate da 20 remi e da 50 rematori.

In “Opere e giorni” di Esiodo, viene descritta una serie di attività di carattere economico come la navigazione, della quale consiglia il periodo dopo il solstizio d’estate e menziona il fenomeno della colonizzazione; il padre aveva lasciato Cuma e si era recato nella Grecia centrale perché c'era più fortuna economica, anche se non ebbe grande considerazione. C’è un accenno alla concezione del Destino, dunque che tutto dipende dagli Dei. Non approva la primavera come periodo perché può portare alla morte. Questo brano fa capire come la navigazione per fini commerciali fosse importante.

La Grecia ha una posizione europea centrale strategica perché ha un clima favorevole, per questo si affermò una civiltà fiorente nonostante fosse un territorio piccolo, frastagliato e montuoso. Il monte più alto (3000 m) è l’Olimpo, tra Macedonia e Tessaglia (zona più pianeggiante). Essendo il monte più alto e innevato, qui risiedevano gli dei. C’è presenza costante del mare; la conformazione geografica della penisola ha ripercussioni sullo sfruttamento economico del territorio. Ci sono fiumi piccoli poco navigabili, dunque via terra le comunicazioni non sono facili.

Le poleis sono città, noi le definiamo come città-stato, in quanto ognuna si distingue dall’altra. Il particolarismo non fu mai superato se non in una fase tarda a seguito dell'integrazione in entità politiche più grandi. La conformazione della penisola favorì e le molte isole una situazione politica con tante città stato.

Regioni della Grecia

  • Grecia settentrionale comprende la Tracia, Macedonia, Epiro e Tessaglia. Non è la regione più popolosa ed è una regione interna.
  • Grecia centrale comprende il golfo di Ambracia, Pagase e di Corinto (prende il nome dalla città, la quale si affaccia sui due golfi). La Grecia centrale è formata poi da altre regioni.
  • Grecia meridionale consiste nella penisola del Peloponneso, significa isola di Pelope, è una regione molto ricca ed è formata a sua volta da subregioni.
  • Le isole (circa 3000), Creta è l'isola più grande e a sud. Ci sono poi le Cicladi, le quali hanno una conformazione circolare, le Sporadi e le isole dell'Egeo.

Lezione 3 - 15.03.21

Contesto cronologico

La civiltà dopo la Dark Age utilizzava un greco arcaico come lingua, sappiamo questo grazie a delle testimonianze scritte su tavolette di terracotta. All’estremo cronologico, pare che la fine della storia greca sia nel 1453 d.C. ovvero la caduta di Costantinopoli in mano degli Ottomani. Si possono distinguere alcune principali fasi in cui si suddivide la storia della civiltà greca:

  • Età del bronzo: III-II millennio, entrano in gioco i micenei e minoici con la fine del secondo millennio si passa all’età del bronzo.
  • Dark age (medioevo ellenico): XI-IX a.C.; è una fase senza testimonianze e poco conosciuta.
  • Età arcaica: fine VIII-V a.C., è un periodo di rinascita.
  • Età classica: V-IV a.C (480 vittoria dei greci sui persiani e 323 muore Alessandro Magno, la sua morte ha portato alla creazione di diversi regni e questa fase è caratterizzata dalla diffusione della lingua greca in un’area molto vasta, è un fenomeno definito ellenismo).
  • Età ellenistica: 323-31 a.C., questa fase si protrae per tre secoli e la data della sua fine è la data della Battaglia di Azio dove viene sconfitta Cleopatra.
  • Età romana: 31 a.C.- IV sec d.C.
  • Età bizantina: I/V d.C.- 1453 d.C.

Età del bronzo

Si parla di Minoico quando ci troviamo a Creta, Cicladico nelle isole dell’Egeo ed Elladico su tutto il continente. Creta è isola dell’Egeo ma si è sviluppata come civiltà particolare e florida e questo è noto grazie alle testimonianze archeologiche.

Dark Age

È un periodo di decadenza e fa riferimento anche alla scarsità di notizie.

Età arcaica

È la fase più antica e di rinascimento alla quale segue una fase tardo arcaica, prima di affermarsi la classicità. Le ceramiche presentano caratteri orientali (7 secolo), dunque è una fase orientalizzante. L’età arcaica va dalla fine dei secoli bui fino agli inizi del 5 secolo. Le fonti storiche sono di due tipologie: fonti scritte e fonti materiali; ma anche tra fonti primarie e fonti secondarie; questa si riferisce alla distanza che separa la “testimonianza” dal fenomeno che essa documenta. Le primarie forniscono testimonianze dirette e contemporanee, ad esempio i resti archeologici, monete...

Le fonti secondarie sono il frutto della mediazione di coloro che le hanno prodotte, ad esempio i testi letterari. Le fonti primarie sono delle testimonianze dirette e contemporanee che documentano, quindi vuol dire che un monumento Romano è una fonte primaria perché è contemporaneo al periodo in cui è stato costruito; le fonti secondarie sono frutto della mediazione e interpretazione di coloro che le hanno prodotte, quindi un testo letterario è secondario perché è stato rielaborato e la narrazione è fatta da un autore, dunque è indiretta;

Lezione 4 - 17.03.2021

La storiografia

Il lavoro dello storico consiste nell’integrare le fonti per ricostruire “l’immagine d’insieme”. Le fonti storiografiche che ci sono giunte, sono una delle principali testimonianze. Historie = “indagine”. La storiografia nasce in Grecia nel V secolo a.C. Quello che viene considerato il primo storico è Ecateo di Mileto e scrive un'opera di carattere geografico e le “Genealogie”. Nell'opera in prosa, Ecateo riprende le vicende eroiche dei Greci e la novità è che riprende questa materia dando un’interpretazione critica; si pone il problema della verosimiglianza delle tradizioni mitologiche dei greci, questo lo dichiara dall’incipit.

Esplicita il suo nome, la sua provenienza e dà un attacco alle conoscenze acquisite. Senofane dice che non sono stati gli dei a svelare ai mortali, ma questi sono informati grazie alla ricerca. A questa affermazione c’è l'orgoglio dello storico che esercita questo spirito critico nei confronti della tradizione. Il metodo storiografico greco è diverso da quello contemporaneo, per esempio gli storici greci fanno raramente riferimento alle fonti che utilizzano, usano poco citazioni.. ma ci sono aspetti fondamentali che utilizziamo ancora oggi: la scoperta del passato come oggetto di indagine, legame tra passato e presente e il concetto storiografico della causa.

Queste si distinguono tra epica e storiografia. La distinzione sta nella differenza tra l'autore dell’epica è un cantore ispirato dagli dei, e lo storico pone se stesso a garanzia della narrazione dei fatti e critica la tradizione. Erodoto e Tucidide pongono al centro il controllo diretto, dunque raccontando a quello di guerra assistito in prima persona, e la tradizione orale, quindi le testimonianze che sono state riferite all’oro da testimoni diretti. Questi due sono i due elementi alla base del metodo storiografico greco e vengono introdotti da Erodoto e Tucidide nella seconda metà del V secolo a.C. il documento scritto passa in secondo piano.

Altra conseguenza di questi due concetti importanti della storiografia greca è che in molti casi le storie si basano su fatti contemporanei o non troppo lontani del passato. Erodoto era originario dell’Asia minore e compose la sua opera divisa in nove libri che sono narrazione delle guerre tra i greci e i persiani nel 480 490 a.C. e può essere considerata come una narrazione delle vicende. Le sue opere vengono distinte in due fasi una più storica e una più contemporanea. Scrive cose che hanno gli uomini come oggetto della storia, si interessa anche ai barbari e alla causa per cui si fece guerra.

Distingue tra quello che ha visto lui direttamente e quello che gli è stato riferito. Erodoto utilizza anche testimonianze orali di un passato più lontano. Tucidide si limita a testimonianze orali a lui contemporanee e non lontane nel tempo. Cerca di essere il più possibile oggettivo. Tucidide era ateniese e visse, racconta la guerra del Peloponneso, e giustifica anche il perché racconta di questa guerra, nel primo libro fa un riassunto della storia greca dalle regioni fino ai suoi tempi per Dimostrare che la guerra raccontata da quella più importante. Sempre nel primo libro parla del suo metodo, fondamentale e distingue tra fatti e discorsi, riguardo ai discorsi che riproduce il senso generale delle cose che sono state dette; riguardante i fatti li esamina per quanto possibile e li descrive, quindi si basa sull’esperienza personale ma quando non poteva essere testimone diretto trovava altri testimoni, pur sapendo che potevano narrare lo stesso fatto con modi diversi.

Fonti primarie

Il papiro nasce in Egitto e Grecia lo iniziano ad utilizzare per scrivere documenti della vita pubblica che venivano archiviati negli archivi pubblici, ma erano utilizzati anche per scrivere opere Letterarie. Sono stati trovati molti papiri e divisi in categorie di papiri documentari e papiri letterari. I documenti epigrafici, o iscrizioni, sono incisi su stele di pietra e venivano scritti decreti. Le monete sono importanti, è un pezzo di metallo con un determinato peso e lega, sono garantiti da un'autorità. La Numismatica è la disciplina che studia la moneta. La moneta funzionava come misura del valore, mezzo di scambio, di acquisto... Le testimonianze archeologiche non sono da meno ed è intesa come storia dell’arte. Si occupa di tutto, anche di come mangiavano, vivevano...

Per studiare il mondo antico bisogna utilizzare tutte le fonti. Economia: l’agricoltura era basata sulla triade mediterranea, ovvero olio, grano e vite. Il grano aveva funzione importante nell’alimentazione dei greci perché poteva essere facilmente coltivato. Oltre a grano la vite veniva consumata come frutta e per farci il vino, il vino era un apporto della dieta ed era legato al simposio. Terzo elemento è l’olivo e c’era l’olivo sacro di Atena, l’olio era simbolicamente un premio ma non solo, perché serviva per cucinare e poteva essere utilizzato anche come combustibile, o per il corpo degli atleti. L’economia antica viene distinta tra chi pensa che l’economia era di sussistenza senza autonomia mentre i modernisti pensano che fosse sviluppata con le caratteristiche della moderna economia.

Lezione 5 - 22.03.21

L’identità etnica dei greci ha alla base la comune discendenza, ovvero l’esistenza di legami di discendenza che possono essere reali o fittizi. Quello della discendenza è un tratto fondamentale; altri aspetti sono la lingua, la religione, la cultura… e poi ci sono gli aspetti biologici, ma sono secondari. I greci sentivano di appartenere ad una identità ed Erodoto scrisse la prima opera storiografica in prosa “Le storie” e sono narrazioni delle guerre persiane. In questa opera, mentre descrive la seconda guerra persiana, c’è un dialogo in cui gli ateniesi dicono agli spartani che non potrebbero mai passare dalla parte dei persiani, per non abbandonare gli greci e perché i persiani avevano distrutto i tempi di Atene. Il motivo principale è il senso della grecitá, la comune identità; questo concetto viene descritto da Erodoto con la parola Hellenikon (la grecitá). Questo senso di appartenenza consiste nella comunanza di sangue, di lingua, nell’avere dei riti e santuari comuni, e i costumi analoghi. Tranne il primo, questi sono elementi di tipo culturale.

Nella religione c'erano 12 divinità, l’essere contro i barbari e il concetto di comunità poleis. L’identità di un popolo si definisce anche per opposizione all'altro, all’interno e all'esterno:

  • Interno: ogni città aveva caratteristiche proprie e principalmente erano cittadini della propria città, quindi il diritto di cittadinanza non poteva essere esercitato in due città diverse. Ogni città aveva una propria identità che era in opposizione alle altre.
  • Esterno: riguarda la comunità greca contrapposta a tutti gli stranieri, ad esempio i barbari e coloro che erano esterni alla Grecia; era più legato alla lingua piuttosto che una questione geografica.

C’erano dei termini che i greci utilizzavano per descrivere se stessi. Il termine greci, il termine Ellenes viene da Elleno (eroe dei greci) e il termine si carica di valenza culturale. Gli elleni si riferiscono più al pensiero. Pericle dice che Atene la scuola dell’Ellade. I greci sentivano un’identità etica.

Origini dei Greci

Si interrogavano sulle proprie origini e tra questi c’è il mito del diluvio, ma oltre alla sfera mitica c’era la consapevolezza dell’instabilità con le spostamenti di popolazione che andava da una parte all’altra. Oltre a questo c’è l’aspetto dell’idea che prima dell’arrivo dei greci c’era un’altra popolazione che parlava una lingua che non era greco, ovvero i barbari e tra questi le fonti antiche menzionano i Pelasgi, Ovvero gli abitanti della Grecia prima dei greci. Erodoto dice che questi barbari parlavano un’altra lingua e in base a questa teoria la Grecia in origine era abitata da questa popolazione che parlava una lingua non greca e a un certo punto questi si sono ellenizzati, a seguito della venuta della nuova popolazione hanno assunto ellenizzazione.

Il termine Pelasgi è di incerta terminologia ma era già presente in Omero, però indica quelli che potrebbero essere considerati indigeni. Possiamo parlare di una popolazione greca, secondo la tesi dominante, intorno al 2000 a.C. e l’arrivo di genti parlanti greco sarebbe venuto in due ondate; questa duplice ondata sarebbe testimoniata a livello archeologico da una ceramica grigia. Eventuale arrivo di una nuova popolazione non significa che debba coincidere con la concezione che i greci avevano della loro civiltà, ciò che conta è stabilire quando i greci si sentono greci.

Lezione 6 - 24.03

L’arrivo di una popolazione parlante lingua indoeuropea si colloca intorno al 2000 a.C., cioè il momento di passaggio tra l’antica e la media età del bronzo. Siamo nella fase della preistoria Igea ovvero con la fase caratterizzata dall’assenza di documentazione scritta, la prima viene attestata nel 1400 a.C. La grotta di Franchthi ha delle testimonianze ed è stata rinvenuta all’ossidiana, una pietra nera e questo indica che c’era una fase in cui gli uomini si spostavano lungo l’Egeo. Con l’ingresso nella fase neolitica abbiamo delle documentazioni testimoniate in due siti archeologici in Tessaglia (Sesklos e Dimini). Hanno una pianta rettangolare e sono stati rinvenuti molti oggetti. È una fase in cui si diffondono sempre più oggetti di bronzo, ma l’età del bronzo in Grecia è importante perché durante questa lunga fase storica vediamo sorgere insediamenti importanti soprattutto nella Grecia centro meridionale. Il Peloponneso è il centro del poli centro della civiltà micenea, importante di questo periodo è l’emergere di società complesse, ovvero quelle che hanno una gerarchia sociale. L’età del bronzo va a definire attraverso i termini che dipendono dalla zona geografica, cioè la zona minoica (a Creta), Cicladica (nelle isole...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emanuela.oned di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antichità greche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Camia Francesco.
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