Appunti di anatomia: lezione del professor Bove
L'anca
L'abbiamo anticipato la lezione dell’anca perché c'è una consecutio rispetto al ginocchio, che occorre spiegare bene: è uno studio molto complesso che ci deve rendere spiegazioni molteplici, innanzitutto su come noi stiamo in piedi. Perché noi stiamo in piedi rispetto a quella che è la situazione di complessità di tante strutture ossee? Stiamo in piedi per un problema di gravità: per gravità dovremmo stare a terra, però ci sono gli antigravitari che ci consentono di stare eretti. E questo è un aspetto affascinante dello studio poiché consente di penetrare la tematica e riuscire ad avere anche degli intuiti particolari. Approfondire questo studio arricchisce la cultura medica che ci deve contraddistinguere da quella che è ormai una cultura medica di massa, superficiale.
L’articolazione dell’anca è l’articolazione tra una parte del bacino e l’osso femorale, in maniera estremamente semplice. Vediamo come questo bacino, che è formato da due parti simmetriche, si articola con altre parti del corpo quali la colonna vertebrale, il sacro e queste due parti anatomiche poste in alto, che non sono altro che le due ale iliache, che si articolano, quindi, con l’asse del nostro corpo, o l’asse della colonna che termina col sacro e si articola con questa struttura ossea a espansione che è il bacino, e in particolare con questa zona iliaca. Tale parte ossea, in veduta posteriore, è tridimensionalmente complessa, differente da individuo a individuo, da razza a razza, in base all’armonia delle curve e della colonna lombare, dorsale, fino ad arrivare al bacino che può essere più alto, più basso, più ruotato, più grande, più stretto; qui già vediamo quelle che possono essere le differenze sessuali, essendo il genere femminile quello destinato alla procreazione, nonché all’alloggiamento del feto, che dunque ha bisogno di un bacino molto più largo, di uno spazio pelvico maggiore per far transitare il bambino.
Struttura del bacino
Allora vediamo una panoramica per far capire; innanzitutto, l’osso del bacino è formato da tre porzioni ossee:
- La parte iliaca, la parte superiore quasi a elica, che ha un centro ossificazione iliaco
- Una parte anteriore detta pubica, che noi tocchiamo e sentiamo perfettamente quando si congiunge anteriormente
- Una parte ischiatica, la parte ossea sulla quale stiamo seduti
Quindi, quella parte prominente ossea, che noi tocchiamo al centro dei nostri glutei non è altro che la parte ischiatica. Vediamo che lateralmente questa struttura ossea, il punto di congiunzione iliaco, pubico e ischiatico, ha una parte specializzata, la cavità acetabolare, analoga alla glenoide; tale cavità è concava perché deve cogliere poi quella sfera, e non più un terzo di sfera com’era per la spalla, che è la testa del femore. Questa cavità deve accogliere la testa sferica, darci la stabilità in ortostatismo e farci compiere i movimenti con estrema sicurezza, senza che questa testa esca fuori.
Funzione e differenze anatomiche
Ma perché c’è questa differenza anatomica tra la spalla e l’anca? Perché sull’anca vi è un carico, diversamente dalla spalla per cui c’è solo movimento. Abbiamo bisogno di una cavità che accolga la testa del femore. Capite dunque perché quando abbiamo problematiche di stabilità, come fanno i marinai sulla nave, che stanno con le gambe più aperte proprio per centrare la testa del femore nella cavità acetabolare. Questa cavità acetabolare, vedendola anteriormente, ha un’inclinazione di circa 45° e ha un’ulteriore particolarità: è antiversa, cioè guarda in avanti, per accogliere la testa del femore. L’antiversione è una rotazione verso la parte anteriore.
Incominciamo col presentare la parte articolare del femore, un osso lungo, la cui parte epifisaria, articolare, è caratterizzata da una testa sferica completa che si congiunge con un cono. Anche qui ci sono due eminenze, due strutture che vengono fuori, due promontori chiamati in tal caso trocanteri grande e piccolo. Nel particolare, abbiamo l’osso iliaco, l’osso pubico con un corpo centrale, l’osso ischiatico con un suo corpo, che viene suddivisa in tre parti a seconda dell’orientamento. L’osso iliaco è inversamente assimilabile alla scapola: qui la parte posteriore è concava e la parte anteriore è convessa.
Anche questa parte ossea ospiterà dei muscoli importanti che possiamo già anticipare: posteriormente i muscoli glutei, anteriormente il muscolo iliaco. L’ischio ha una parte posteriore massiccia e un ramo, fino a congiungersi con il pube. L’emibacino si congiunge allora con il sacro e, anteriormente, con la sinfisi pubica, articolazione molto rigida: non possiamo, infatti, ruotare il bacino facendo perno sul pube; noi ruotiamo il bacino facendo un po’ perno sulle articolazioni stabili iliache e sull’articolazione lombo-sacrale.
Analizzando questo bacino, dobbiamo vedere le prominenze presenti: partiamo da una prominenza molto importante, la spina iliaca anterosuperiore, che possiamo palpare anteriormente sul bacino lateralmente; abbiamo anche la spina iliaca anteroinferiore. Queste due spine danno luogo ad alcuni muscoli determinanti, i quali hanno una trazione che ne ha causato la struttura appuntita e rilevata. Quando vediamo delle prominenze ossee rilevate e ben appuntite, i muscoli sono molto stretti e tirano molto. La spina iliaca anteroinferiore è difficilmente palpabile, mentre quella anterosuperiore può essere facilmente individuata.