Università degli Studi di Trieste
Ingegneria elettronica e informatica
Appunti di Analisi Matematica II
Gaia Michelazzi e Martina Maione
Se le persone credono che la matematica non sia
semplice, è soltanto perché non si rendono conto
di quanto la vita sia complicata.
John von Neumann
24 gennaio 2020
CAPITOLO
1
NEGLI EPISODI PRECEDENTI...
Funzione globalmente Lipschitziana
Una funzione : (E, (R si dice globalmente Lipschitziana se
|| · ||) → | · |)
f ,
+
0 : riesce
∃K ∀x, ∈
> y E ||x| − ||y||| ≤ −
K||x y||
1 | SUCCESSIONI
Successione
Una funzione : si dice successione in e si indica con (x ).
→
ϕ E E
N n
Successione convergente
Una successione (x ) si dice convergente a se 0∃n̄ : si ha
∀ε ∀n ≥
x̄ > n̄
n ||x − x̄|| < ε
n
Successione limitata
Una successione (x ) si dice limitata in (R ) se 0 : si ha
n || · || ∃C ∀n
, >
n 2
||x || ≤ C
n
Notazione
Una successione con componenti si indica come
k (1) (k)
(x ), (x )
(1) (k)
, . . . , x . . . , , . . . , x
n n
1 1
Proposizione
Condizione necessaria e sufficiente affinché una successione di punti sia convergente ad un
punto è che la successione converga componente per componente.
1
2 | CONTINUITÀ
Teorema ponte
Condizione necessaria e sufficiente affinché : sia continua in è che ogni
→
f E x
R 0
successione (x ) sia tale che .
∈ →
f x x
n n 0
Funzione continua
Una funzione : (E, (R con si dice continua in se
|| · ||) → | · |), ∈
f , x E, x 0
+ 0
0 : se riesce
0∃δ ||x − ||
∀ε > x < δ
> ε,x 0
0 (x) (x )|
|f − f < ε
0
Funzione sequenzialmente continua
Una funzione : (E, (R con si dice sequenzialmente continua in
|| · ||) → | · |), ∈
f , x E x 0
+ 0
se riesce
∀x → x
n 0 (x ) (x )
→
f f
n 0
3 | CONTRAZIONI
Contrazione
Sia : si dice contrazione se (0, 1) : tale che
→ ∃L ∈ ∀x, ∈
T X X, T y X
(x), (y)) ≤
d(T T Ld(x, y)
Teorema delle contrazioni
Sia (x, uno spazio metrico completo, sia : una contrazione, allora
→ ∃!x̄ ∈
d) T X X X
tale che (x̄) =
T x̄
dove è il punto fisso di :
x̄ T
Inoltre, = (x) converge verso l’unico punto fisso di , cioè
(n)
∀x ∈ X, x T T
n lim (x) =
(n)
T x̄
n→+∞
Dimostrazione
• Parto dal dimostrare una disuguaglianza preliminare
(x)) + (x))
≤d(x,
d(x, y) T d(y, T
| {z }
≤d(y,T (y))+d(T (x),T (y))
(x)) + (y)) + (x), (y))
≤d(x, T d(y, T d(T T
| {z }
≤Ld(x,y)
(x)) + (y)) +
≤d(x, T d(y, T Ld(x, y)
2
Quindi ) (x)) + (y))
≤
d(x, y)(1 d(x, T d(y, T
L
1 (d(x, (x)) + (y)))
≤
d(x, y) T d(y, T
1 − L
• Dimostro che = (x) è una successione di Cauchy, ovvero
n
x T
n lim sup ) = 0
d(x , x
n n+p
n→+∞
Considero 1
) (d(x (x )) + (x )))
≤
d(x , x , T d(x , T
n n+p n n n+p n+p
1 − L
1
(x), (x)) + (x), (x))
n n+1 n+p n+p+1
≤ d(T T d(T T
1 − L
1
(x)) + (x))
n n+p
≤ L d(x, T L d(x, T
1 − L
n n+p
L L
(d(x, (x)) + (d(x, (x))
≤ T T
1 1
− −
L L
n
L (x)) (1 )
p
−
≤ d(x, T L
1 − L {z }
| ≤2
Perciò 2L (x))
n d(x, T
) ≤
d(x , x
n n+p 1 − L
sup ) = 0
d(x , x
n n+p
n→+∞
Di conseguenza è di Cauchy, quindi è convergente ad un punto vista la
x x̄,
n
completezza di perciò se allora
→ →
X, x x̄ x x̄.
n n−1
Ma = (x) = (T (x)) = (x )
n n−1
x T T T
n n−1
Quindi, se = (x) (x̄)
n
→ →
x x̄ T T
n
allora = (x̄)
x̄ T
dunque è un punto fisso.
x̄
• Dimostro ora l’unicità del punto fisso.
Suppongo per assurdo che ce ne siano due: Quindi
x̄, x̂.
= (x̄) = (x̂)
x̄ T x̂ T
Considero =d(T (x̄), (x̂))
d(x̄, x̂) T
≤ ≤
Ld(x̄, x̂)1 L
Il che è assurdo poiché per ipotesi 1.
L < 3
• Dimostro ora la stima dell’errore. Dalla disuguaglianza preliminare risulta
n
L
) (x))
≤
d(x , x d(x, T
n n+p 1 − L n
L
lim ) lim (x))
≤
d(x , x d(x, T
n n+p 1 − L
p→+∞ p→+∞
Osservazione
L’errore è rappresentato dalla distanza n
L (x))
≤
d(x , x̄) d(x, T
n 1 − L
Grafico
Sia il grafico di si definisce come ) = : = (x,
2 3
⊂ → {(x, ∈
A f G(f y, z) z f y)}.
R R, R
4 | POLINOMI
Principio di identità tra i polinomi
Siano due polinomi di grado n:
(x) = + + + +
n n−1 · · ·
p a x a x a x a
n n n−1 1 0
(x) = + + + +
n n−1 · · ·
q b x b x b x b
n n n−1 1 0
Essi si dicono identicamente uguali i coefficienti sono ordinatamente uguali, cioè se
⇐⇒
= = = = .
· · ·
a b , a b , , a b , a b
n n n−1 n−1 1 1 0 0
Regola di Cartesio
Il massimo numero di radici reali positive di un polinomio è dato dal numero di variazioni di
segno fra coefficienti consecutivi, trascurando eventuali coefficienti nulli.
Proposizione
• Condizione necessaria e sufficiente affinché tutte le radici siano negative è che i
coefficienti siano tutti positivi.
• Condizione necessaria e sufficiente affinché tutte le radici siano positive è che i
coefficienti siano tutti negativi.
Teorema di approssimazione di Weierstrass
Ogni funzione continua se un compatto a valori in si può approssimare con una
R
successione di polinomi. 4
5 | SUBLINEARITÀ
Funzione sublineare
Una funzione : si dice sublineare se 0 : riesce
× → ∃c ∀t ∈ ∀x ∈
f I , c > I,
R R R
1 2
(t, +
|f ≤ |x|
x)| c c
1 2
Proposizione
Condizione necessaria e sufficiente affinché sia sublineare è che
f
(t,
|f x)|
sup +∞
<
+ |x|
c c
1 2
(t,x)
Nota bene!
Se è globalmente Lipschitziana allora è sublineare.
f
Nota bene!
Un polinomio di grado maggiore di 1 non è mai sublineare.
Osservazione
Sia (X, compatto, : : = (x), (y)) =⇒ : (x̄) = (non è
→ ∀x 6 ∃!x̄
d) T X X y, d(T T < d(x, y) T x̄
necessariamente una contrazione, ma ha un unico punto fisso).
Osservazione
Sia (X, compatto =⇒ è sequenzialmente compatto, cioè ) ) :
∀(x ∈ ∃(x → ∈
d) X, x̄ x̄ X.
n n
k
Proposizione
Ogni spazio compatto è completo.
Dimostrazione
Prendiamo una successione di Cauchy (x ). Siccome è compatto, allora convergente a
∃x
X
n n
k
∈
x̄ K.
Siccome (x ) è di Cauchy riesce
n kx − k
x < ε
n m
Considero +
kx − ≤ kx kx −
− k
x̄k x
x̄k
n n n n
k k
| {z } | {z }
<ε <ε
Siccome kx − x̄k < ε
n
allora converge a dunque ogni successione di Cauchy è convergente ad un insieme di
x x̄, K,
n
dunque è completo.
K 5
CAPITOLO
2
NORME E SPAZI NORMATI
Metrica
Una funzione : con le seguenti proprietà è detta metrica:
× →
d X X R +
1. 0 e = 0 =
∀x, ∈ ≥ ⇐⇒
y X, d(x, y) d(x, y) x y
2. Simmetrica: =
∀x, ∈
y X, d(x, y) d(y, x)
3. Disuguaglianza triangolare: +
∀x, ∈ ≤
y, z X, d(x, y) d(x, z) d(y, z)
Spazio metrico
La coppia (X, dove è un insieme qualsiasi, e una metrica su si definisce spazio
d), X d X
metrico.
Norma
Una funzione : = : 0}, dove è uno spazio vettoriale, con le seguenti
|| · || → {x ∈ ≥
E x E
R R
+
proprietà è detta norma:
1. 0 e = 0 = 0
∀x ∈ ||x|| ≥ ||x|| ⇐⇒
E, x
2. Positività omogenea: =
∀λ ∈ ∀x ∈ ||λ · |λ| · ||x||
E, x||
R,
3. Sub-additività: + +
∀x, ∈ ||x ≤ ||x|| ||y||
y E, y||
Osservazione
La norma è una funzione globalmente Lipschitziana.
Dimostrazione
Parto kxk
Aggiungo e tolgo y + +
kx − ≤ kx − kyk
y yk yk
6
Quindi kxk − kyk ≤ kx − yk
Se parto da ottengo
kyk kyk − kxk ≤ kx − yk
In conclusione |kxk − kyk| ≤ kx − yk
Spazio normato
La coppia (E, dove è uno spazio vettoriale su e è una norma qualsiasi definita
|| · ||), || · ||
E R,
su si definisce spazio normato.
E,
Osservazione
Gli spazi normati sono gli esempi più semplici di spazi metrici, in cui la distanza tra due punti
è espressa come la norma della loro differenza = kx −
d(x, y) yk
Nota bene!
Spazio normato =⇒ spazio metrico ma spazio metrico =⇒ spazio normato
6
Spazio vettoriale
Uno spazio vettoriale è un insieme non vuoto su cui sono definite le seguenti operazioni:
E
1. somma + : (u +
× → ∈ ∈ 7→ ∈
E E E, E, v E) u v E;
2. prodotto per scalari : (λ
· × → ∈ ∈ 7→ · ∈
E E, v E) λ v E.
R R,
che soddisfano i seguenti assiomi:
1. Associatività della somma;
2. Commutatività della somma;
3. Esistenza dell’elemento neutro per la somma;
4. Esistenza dell’elemento neutro per il prodotto;
5. Distributività della somma;
6. Distributività del prodotto;
7. Associatività del prodotto;
Spazi vettoriali importanti
• Spazio delle funzioni continue =⇒ se definisco una norma in posso definire la
R
distanza tra due funzioni continue.
• Spazio delle successioni reali =⇒ è possibile definire la distanza tra due successioni.
• Spazio delle matrici =⇒ è possibile definire la distanza tra due matrici.
7
1 | SPAZI VETTORIALI DI DIMENSIONI FINITA
Spazio di dimensione finita
Uno spazio vettoriale si dice di dimensione finita esistono vettori linearmente
⇐⇒
V n n
indipendenti tali che ogni elemento si esprime in modo univoco come
{e } ∈
, ..., e v V
n
1
= , con
ni=1 ∈
P
v λ e λ R.
i i i
Norme importanti
• Norma infinito (o uniforme): = max
||x|| |x |
∞ i
1≤i≤n
• Norma uno: n
= X
||x|| |x |
i
1 i=1
• Norma due (o euclidea): 1
n ! 2
= X 2
||x|| |x |
i
2 i=1
• Norma tre: 1
n ! 3
= X 3
||x|| |x |
i
3 i=1
• Norma (con 1):
p p > 1
n ! p
= X p
|x |
kxk i
p i=1
Nota bene!
Norme diverse =⇒ spazi normati diversi.
Norme equivalenti
La norma si dice equivalente alla norma e si indica con , se:
||x|| ∼ ||x||
A B A B
1. Sono definite sullo stesso spazio vettoriale;
2. 0 :
∃m, ∀x ∈ ≤ ||x|| ≤ ||x||
M > E, m||x|| M
A A
b
Teorema
In uno spazio di dimensione finita tutte le norme sono equivalenti.
Commento
Il precedente teorema permette di estendere tutto ciò che sappiamo sulle funzioni di una
variabile alle funzioni di più variabili.
Osservazione
In tutte le norme sono equivalenti poiché esso è uno spazio di dimensione finita.
n
R
Osservazione
Se non siamo in uno spazio di dimensione finita esistono norme non equivalenti.
8
1.1 Disuguaglianze
Disuguaglianza di Young
Siano 0 e : + = 1, allora:
1 1
∈ ≥
x, y p, q
R p q 1 1
+
p q
≤
xy x y
p q
Disuguaglianza di Holder
Siano : + = 1, allora:
1 1
p, q p q n
X |x ||y | ≤ kxk · kyk
i i p q
i=1
Disuguaglianza di Minkowski
Sia 1, allora:
≥
p + +
||x ≤ ||x|| ||y||
y||
p p p
2 | SPAZI VETTORIALI DI DIMENSIONE INFINI-
TA
Norme importanti di funzioni
Le seguenti norme sono definite sullo spazio vettoriale = (C[a, = : [a,
{f →
V b], b]
R) R
continue in [a, b]}.
• Norma lagrangiana o :
∞
L = max (x)|
kf k |f
∞ x∈[a,b]
• Norma :
1
L b
Z (x)|dx
= |f
kf k
1 a
• Norma :
2
L 1
!
b 2
Z
= (x)|
2
kf k |f dx
2 a
• Norma (p
p
L > i): 1
!
b p
Z
= (x)|
p
kf k |f dx
p a
• Norma :
1
C 0
= +
||f || ||f || ||f ||
∞ ∞
1
C
questa norma rende lo spazio completo.
Osservazione: 1
C
Nota bene!
Le suddette norme non sono equivalenti poiché sono definite su uno spazio vettoriale di
dimensione infinita. 9
Spazio di Banach
Uno spazio normato completo, ovvero uno spazio in cui ogni successione di Cauchy è
convergente, si dice spazio di Banach.
Spazio di Hilbert
Uno spazio vettoriale dotato di prodotto scalare completo rispetto alla norma indotta dal
prodotto scalare si dice spazio di Hilbert.
Nota bene!
Per gli spazi vettoriali di dimensione infinita l’essere o meno completi come spazi normati non
dipende solo dallo spazio vettoriale ma anche dalla norma che si considera.
• è completo con qualsiasi norma poiché è uno spazio di dimensione finita.
n
R
• non è completo con nessuna norma.
Q
• ([a, ) è completo.
k · k
C b], ∞
• ([a, ) non è completo.
k · k
C b], 1
L
• ([a, ) non è completo.
1 k · k
C b], ∞ ) è completo.
• ([a,
1 k · k
C b], 1
C 10
CAPITOLO
3
UN PO’ DI GEOMETRIA
1 | FORME BILINEARI
Forma bilineare
Una funzione : è una forma bilineare se possiede le seguenti proprietà:
× →
B E E R
1. Semidefinita positività: 0
∀x ∈ ≥
E, B(x.x)
2. + = +
∀α, ∈ ∀u, ∈
β v, w E, B(αu βv, w) αB(u, w) βB(v, w)
R,
3. Simmetria: =
∀x, ∈
y X, B(x, y) B(y, x)
Definita positiva
Una forma bilineare : si dice definita positiva se 0 e
× → ≥
B E E B(x, x)
R
= 0 = 0.
⇐⇒
B(x, x) x
Base canonica di n
R
Data una forma bilineare : la base canonica di è un sistema di vettori
n n n
× →
B n
R R R, R
ortogonali = (e ) tali che è sempre possibile scrivere la forma bilineare come
e , . . . e
n
1
combinazione lineare di questi vettori.
2 | PRODOTTO SCALARE
Prodotto scalare
Sia uno spazio vettoriale su definiamo prodotto scalare una funzione :
h·, ·i × →
V V V
R, R
con le seguenti proprietà:
1. 0 e = 0 = 0
hx, ≥ hx, ⇐⇒
xi xi x
2. =
hx, hy,
yi xi
3. = =
htx, hx,
yi tyi thx, yi 11
4. + = +
hx hx, hy,
y, zi yi zi
Osservazione
Il prodotto scalare è un’applicazione lineare definita positiva e simmetrica.
Vettori ortogonali
Due vettori si dicono ortogonali se il loro prodotto scalare è nullo.
Sistema ortogonale
Un sistema i cui vettori sono a due a due ortogonali e ognuno di questi ha norma 1 è detto
sistema ortogonale.
Osservazione
L’esempio più semplice di prodotto scalare è :
· × →
R R R.
Prodotto scalare euclideo
Il prodotto scalare n
(x, = X
y) x y
i i
2 i=1
con = (x ) e = (y ) si chiama prodotto scalare euclideo.
x , . . . , x y , . . . , y
n n
1 1
Norma euclidea
La norma associata al prodotto scalare euclideo è 1
= (x,
||x|| x) 2
2
ed è detta norma euclidea.
Disuguaglianza di Cauchy-Schwarz
Sia un prodotto scalare su allora riesce:
∀u, ∈
B E, v E 1 1
|B(u, ≤ ·
v)| B(u, u) B(v, v)
2 2
Dimostrazione
Sia ∈
t R, 0 + + =B(u, + + +
≤ B(u tv, u tv) u) B(u, tv) B(tv, u) B(tv, tv)
= + 2B(u, +
B(u, u) tv) B(tv, tv)
= + 2tB(u, + 2
B(u, u) v) t B(v, v)
Quest’ultima espressione può essere vista come una parabola nella variabile t.
La parabola deve essere positiva, dunque il determinante ∆ deve essere non positivo, quindi
∆ 04B (u, 4B(u, 0
2
≤ − ≤
v) u)(B(v, v)
(u, )B(v,
2 ≤
B v) B(u, u, v)
1 1
|B(u, ≤
v)| B(u, u) B(v, v)
2 2
12
Proposizione
Condizione necessaria e sufficiente affinché una norma provenga da un prodotto scalare è c
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