Appunti di
Analisi delle politiche pubbliche
Anno accademico 2019 - 2020
! 1
Indice
Indice ............................................................
2
Introduzione ................................................. 3
Politics e policy ................................................
3
Governance ......................................................
3
Governance multilivello ...................................
4
Il triangolo delle politiche pubbliche ..............
4
L’aspetto pubblico ............................................ 4
Il policy making ............................................
5
Gli attori ...........................................................
5
Variabili esterne di influenza ........................... 6
Tipi di politiche pubbliche ..........................
8
Tipologia di Lowi ............................................. 8
Tipologia di Wilson ..........................................
9
Strumenti di policy .................................... 10
Scelta degli strumenti ......................................
12
Agenda setting ............................................
13
Framing ............................................................
13
Agenda ............................................................. 14
Modelli di Ross .................................................
14
Teoria dei flussi ................................................
15
Formulazione .............................................. 17
L’incertezza: come eliminarla o ridurla ............ 18
L’incertezza: come aggirarla o sfruttarla .......... 19
Conflitto ...........................................................
21
L’attuazione ................................................ 23
Il progetto EDA a Oakland .............................. 24
Struttura di implementazione ..........................
25
Discrezionalità dei burocrati ............................ 25
Valutazione ................................................. 26
Performance .....................................................
27
Effetti ............................................................... 27
Processo ...........................................................
28
Policy change e la PET ............................... 28
Teoria del rimbalzo elastico ............................. 29
Modello delle coalizioni di sostegno ................
29
Teoria delle traiettorie cumulative ...................
30
Modelli a confronto ..........................................
30
! 2
Introduzione
Il corso di Analisi delle politiche pubbliche mira a spiegare le politiche pubbliche e il loro
funzionamento. Ci aiutano a capire perché determinate decisioni sono state prese in un
determinato modo. Le politiche pubbliche non sono caratterizzate da risposte semplici,
perché celano molto più di ciò che i mass media e l’opinione pubbliche trattano.
«Esiste sempre una soluzione semplice per un problema complesso, ma è quasi sempre sbagliata.»
Politics e policy politica,
Il concetto inglese di “politics” indica propriamente la quindi le dinamiche di
politica pubblica
potere, partiti, voto. La “policy” può essere tradotto come e indica invece
la politica singola, l’azione singola concentrata per far fronte a un problema specifico e
può essere di diverso tipo in base all’ambito (policy pubblica, aziendale, etc…).
Politica pubblica: l’insieme delle decisioni e delle azioni prese e messe in atto da
diversi attori pubblici e privati, con l’obiettivo di risolvere un problema definito
politicamente come di natura collettiva.
Le politiche pubbliche nascono negli U.S.A. a seguito della crisi del ’29 con le politiche
keynesiane: somme ingenti di denaro vengono investite per risanare l’economia. In Italia
invece la nascita delle politiche pubbliche è relativamente recente, anni ’80, causa la
diversa concezione di politica. Secondo l’ordinamento costituzionale la politica determina
le politiche, ma non è l’unica relazione possibile tra politica e politiche pubbliche.
Le politiche non coincidono con le le leggi: un quadro giuridico, diversi interventi.
Governance
Questo sistema decisionale in cui attori diversi dal governo partecipano alle decisioni
pubbliche si chiama governance. È un concetto che si distingue da government perché
privati.
include oltre agli attori pubblici, anche quelli Questa distinzione è stata necessaria
con il cambiare del panorama politico e pubblico nel tempo.
La partecipazione del privato e della società alle decisioni politiche deve essere vista come
supporto nelle decisioni
da da prendere sulle questioni di politica pubblica, che sono
intrinsecamente molto difficili da prendere. Basti pensare che l’UE nel policy making
ritiene fondamentale il dialogo con la società civile e con le lobby, per ottenere
informazioni politiche affidabili, efficaci ed efficienti.
! 3
Governance multilivello
Il concetto di governance multilivello, sviluppato negli anni ’90 descrive le modalità di
interazione tra governo centrale, regioni e istituzioni europee all’interno di processi di
policy making che riguardano la politica di coesione. Questi tre livelli istituzionali
politica di coesione.
interagiscono in maniera molto stretta, poi originano quella che è la
Quando si ha la partecipazione di diversi livelli istituzionali (anche su diversa scala
territoriale), si parla generalmente di governance multilivello.
Il triangolo delle politiche pubbliche
La figura schematizza il processo di policy making in tre macro attività.
I policy maker sono gli attori che producono le politiche pubbliche. Queste politiche
vengono destinate a un gruppo di persone, dalle quali ci si aspetta una modifica del loro
comportamento. A seguito di questa modifica ci si aspetta che vi sia un gruppo di persone
terze parti
che ne trae beneficio. Vi possono essere anche avvantaggiate o danneggiate
dall’intervento. Si presuppone che ci sia anche una logica temporale e causale alla base di
questo rapporto triplice. In realtà questo rapporto è molto più complesso.
Dal triangolo risulta chiaro come il cambiamento sia sottoposto a svariate insidie: le
ipotesi possono essere in parte o del tutto sbagliate; l’adozione di qualsiasi politica è
accompagnata da conflitti di interesse, di cultura, di stili di vita o di valori. Dunque le
controverse
politiche pubbliche sono in genere
incerte
nella loro formulazione e nella loro
efficacia.
L’aspetto pubblico
La questione sulla separazione del pubblico-privato è molto antica, risale almeno agli
politica pubblica
antichi greci. Una viene definita tale perché c’è un intervento da parte
dell’autorità pubblica che decide cosa rientra nell’ambito pubblico. Non è quindi una cosa
cambia nel tempo
che rimane sempre fissa, ma a causa di decisioni prese. Il welfare è
un’area di policy che, ad esempio, in alcuni paesi è poco sviluppata o inesistente; in altri è
molto sviluppata. Le aree di policy possono nascere come anche cessare di esistere
principalmente in base a quattro fattori:
1. L’ideologia che in un paese si difende in quel periodo storico.
posizioni
2. Le su determinata materie dei partiti al governo.
cultura politica/economica eventi storici esigenze.
3. La combinata a e
finanze risorse
4. Le e le dello Stato disponibili.
Le tre bolle variano di grandezza in base a periodo storico e paese in considerazione.
! 4
Il policy making
Il policy making è un processo decisionale utilizzato per le politiche pubbliche, ma non
esiste concretamente come processo ben definito, e non è nemmeno sempre costituito da
tutte le fasi mostrate sotto. In ambito accademico e per semplicità può essere classificato e
suddiviso in varie fasi, cosi come i suoi strumenti. Uno strumento euristico per il policy
policy cycle,
making è il caratterizzato da 5 fasi canoniche:
Agenda setting formulazione dell’agenda,
1. - definizione problema in agenda pubblica;
Formulation formulazione dei contenuti,
2. - si valutano ed elaborano possibili soluzioni;
3. Decision making presa delle decisioni,
- adozione di una delle soluzioni possibili;
Implementation attuazione,
4. - messa in pratica degli atti formali della fase precedente;
5. Evaluation valutazione,
- si verifica l’efficacia e il funzionamento della politica
Si chiama ciclo di policy perché è uno strumento
circolarità.
caratterizzato da Non si esaurisce con
la fase di valutazione, perché quest’ultima, in base
ai risultati che fornisce, stabilisce se la politica
pubblica intrapresa ha dato risultati soddisfacenti.
Infatti può essere definita una sesta fase del ciclo
fase di retroazione feedback.
di policy, definita o di
Gli attori
Gli attori sono tutti coloro che dicono o fanno qualcosa per evidenziare un problema o
promuovere una soluzione. Gli attori sono l’arena di policy. Dentro al ciclo di policy
forte negoziato,
avviene un viene cioè negoziato il contenuto delle policy. Gli attori si
distinguono per diverse caratteristiche, hanno una propria logica di azione e sono:
• Funzionari elettivi (politici): partecipano perché democraticamente eletti e perché
governano le istituzioni pubbliche, a prescindere dall’orientamento politico. Il rischio nel
coinvolgerli è che mirino al loro obiettivo principale, ovvero farsi (ri)eleggere.
• Funzionari nominati (burocrati e pubblica amministrazione): l’amministrazione
pubblica è fondamentale nella fase di attuazione delle politiche pubbliche, perché ha
mettere in pratica
effettivamente il compito di le decisioni politiche, quindi l’interesse
pubblico. Il suo vantaggio è quello di essere stabile. Asimmetria informativa con politici.
• Stakeholder (le lobby): sono gli attori non pubblici. Possono difendere interessi
economici oppure diffusi (interessi che non si rappresentano autonomamente). Più
grandi sono, più facilmente riescono a rappresentarsi. Le lobby che portano interessi
economici solitamente hanno più potere. Di solito vengono consultate per le loro
conoscenze, ma con le informazioni a loro disposizione possono esercitare pressione.
! 5
• Gli esperti: sono docenti universitari o studiosi di una certa materia. La loro importanza
cresce la complessità
cresce sempre di più perché della politica pubblica. Caso estremo è
tecnocrazia:
la tutte le decisioni apolitiche perché prese da esperti. Possono essere usati
come “armi” ma si rivelano “a doppio taglio” (diverse opinioni sugli stessi ambiti); alla
scientificizzazione della politica alla politicizzazione della scienza.
• Media: media vecchi e nuovi. Hanno un impatto su come vengono rappresentati i
media logic
problemi, le soluzioni. Seguono la (massimizzare l’attenzione del pubblico).
• Cittadini: anche loro attori di policy dalla crescente importanza. In passato i cittadini
venivano visti come beneficiari/destinatari di politiche pubbliche (attori passivi del
maggiore democraticizzazione,
policy making). Il loro coinvolgimento porta a ma a volte la
loro partecipazione rappresenta semplicemente un “contentino”, ha “valore consultivo”.
Variabili esterne di influenza
Gli attori del policy making possono essere individuali o
collettivi, intenzionali o non intenzionali, operanti su scale
territoriali diverse. Ci sono variabili e contesti che
influenzano la relazione tra gli attori del policy making. Le
tre variabili più importanti sono l'organizzazione statale,
l'organizzazione della società e l'organizzazione del sistema
internazionale.
Organizzazione del sistema internazionale
Le organizzazioni internazionali (Fondo Monetario Internazionale, l’UE, etc…) possono
indicazioni vincoli
influire direttamente sul processo di policy making, dando e esterni più
o meno pressanti a seconda del tema. Esempio ne è la globalizzazione.
Organizzazione statale
Questa seconda macrovariabile consiste ad esempio in elementi come:
istituzionale
- l'assetto di uno Stato (unitario o federale) che quindi può prevedere diversi
poteri con una certa influenza sulle dinamiche di policy making;
relazioni inter-istituzionali
- i tipi di con le varie istituzioni, ciascuna con i propri interessi;
- la struttura della pubblica amministrazione (modello napoleonico, di Westminster).
Organizzazione della società corporativista
Una società civile può essere organizzata in diversi modi: avere un assetto o
pluralista. Ciascun assetto modifica l'organizzazione della società a suo modo e influenza il
processo di policy making. La presenza e il consolidamento di un’organizzazione piuttosto
che un’altra sono dovuti ai processi storici di ciascun paese.
La differenza principale tra queste due organizzazioni sta nelle azioni di lobbying diverse;
comunanza di intenti degli intenti
per fare pressione oppure l’atomizzazione dei gruppi.
! 6
Gli studiosi che hanno descritto queste interazioni hanno individuato tre immagini: il
policy network, la policy community e l’issue network. Per molto tempo le due immagini
utilizzate per descrivere l’organizzazione della società civile sono state la policy
community e l’issue network.
Neocorporativismo: pochi gruppi di interesse che interagiscono con l'autorità
pubblica, come ad esempio quelli che si occupano delle politiche per il lavoro
(Confindustria, sindacati). community)
Il neocorporativismo (policy non richiama necessariamente all’assetto di alcuni
regimi totalitari, quanto a uno Stato con pochi gruppi di interesse che interagiscono con
l’autorità pubblica. Di fatto in qualsiasi sistema democratico esiste il corporativismo
quando parliamo delle politiche per l’impiego. Tendenzialmente questo assetto molto
stabile caratterizza quasi tutti i paesi europei.
Pluralismo: molti gruppi di interesse che cercano di contendersi l’attenzione
dell’autorità pubblica; le politiche pubbliche appartengono alla società civile attiva e
dinamica; lo Stato e le istituzioni fanno da garante regolatore.
Gli Stati Uniti sono il paese per eccellenza caratterizzato da pluralismo, per la presenza di
moltissime lobby che combattono per influire sull’issue presentata e poi ritornano ad
network).
essere indipendenti (intermittenza dell’issue Secondo Alexis de Tocqueville, il
dinamismo e il contesto degli USA preconizzavano il pluralismo che oggi lo caratterizza.
Policy network: rete informali e settoriali di attori, in quanto nascono dalle relazioni
che si stabiliscono tra gli attori, con un interesse comune rispetto ad una politica
pubblica. Gli attori possono eventualmente dividersi in coalizioni opposte.
policy network,
La terza immagine che si è definita negli anni è il che è una via di mezzo tra
i due modelli classici esistenti prima. La costruzione di una terza immagine si è resa
necessaria perché si aveva bisogno di una migliore rappresentazione della relazione tra lo
Stato organo e la società civile nei sistemi democratici contemporanei, caratterizzati da
due aspetti importanti: la complessità dei sistemi politici democratici e delle politiche
pubbliche che dà vita a relazioni complesse, e la perdita del monopolio dei governi nello
sviluppo delle policy (che però mette in crisi l’accountability pubblica).
! 7
Tipi di politiche pubbliche
Gli studiosi delle politiche pubbliche hanno cercato di classificare le politiche pubbliche
in tipologie, per poterle studiare indipendentemente dall’ambito di policy. Due sono le
tipologie di classificazione più famose e utilizzate in letteratura: la tipologia di Lowi e la
tipologia di Wilson.
Tipologia di Lowi
La tipologia di Theodor Lowi è stata elaborata tra la metà degli anni ’60 e i primi anni ’70
e vede le politiche pubbliche come classificabili in costitutive (o costituenti), regolative,
distributive e redistributive. Egli rovescia l’approccio di studio alle politiche pubbliche di
quegli anni, basato sulla determinazione delle dinamiche del potere politiche (la politics
determina le policy), e propone l’approccio opposto (i contenuti delle politiche
influenzano le dinamiche del potere politico). Le soluzioni indirizzano e influenzano in
maniera determinante le dinamiche di potere che si instaurano anche tra i vari attori.
Lowi definisce le policy come organizzate sulla coercizione. Guarda a chi si applica la
politica e quanta coercizione può essere esercitata su questi.
Applicabilità della politica
all’azione individuale all’azione collettiva
Probabilità della remota Politiche distributive Politiche costitutive
coercizione immediata Politiche regolative Politiche redistributive
(sanzioni)
distributiva
La politica alloca risorse, vantaggi o privilegi, conferisce autorizzazioni o
esenzioni a specifici destinatari e la probabilità di sanzione è estremamente remota.
Esempio sono le licenze, i sussidi, i finanziamenti per la possibilità di fare cose (interventi
mirati) che danno vantaggio a singoli individui o piccoli gruppi di cittadinanza, con
probabilità di sanzione praticamente nulla.
redistributiva
La politica riguarda un’ampia categoria se non la quasi totalità della
cittadinanza e serve a riequilibrare le disparità che si possono verificare all’interno di una
società. Tipico esempio di politica redistributiva sono le pensioni. Il reddito di
cittadinanza ha una vocazione redistributiva; nella sua versione più pura si rifà all’UBI,
che prevede un sussidio a tutti i cittadi
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Analisi delle politiche pubbliche
-
Appunti seminario Analisi delle politiche pubbliche
-
Appunti lezione 1 modulo Analisi delle politiche pubbliche
-
Appunti lezioni per l'esame di Analisi delle politiche pubbliche