Lezione 24 - 07/12/18 - 10:15 a 11:00
Definizione
Due matrici quadrate A e B si dicono simili seesiste una matrice C ∈ Mn,n(ℝ) invertibile (detC ≠0)tale che:
A = CBC-1
Problema
Data A ∈ Mn,n(ℝ), riusciamo a trovare B ∈ Mn,n(ℝ)simile ad A, ma di tipo "semplice"?
Motivazione del problema
Prendiamo:
A = [ 3 3 -2 -4 ]
B = [ -2 0 0 -3 ] (queste due matrici sono simili)
dove:
∃C: A = CBC-1
Domanda
- Cosa hanno in comune due matrici simili?
Definizione
Sia A ∈ Mn,n(ℝ), la traccia di A è il numeroche si ottiene sommando i numeri sulla diagonale
Verificare che tr(A + A') = tr(A) + tr(A') e che tr(A) = λtr(A)
tr ( 3 3 -2 -4 ) = -1
Teoria
Matrici simili: hanno stessa traccia, stesso determinante,stesso rango, riduzione e polare.
Vogliamo capire se A è simile ad una matricedisea onale (coefficienti ≠ 0 solo lungo la diagonale)
Spettro di una matrice
Lezione 24 - 07/12/18 - 10:15 ~ 11:00
Definizione
Due matrici quadrare A e B si dicono simili se esiste una matrice C ∈ Mm,m(K) invertibile (det C ≠ 0) tale che:
A = C B C-1
Problema
Data A ∈ Mm,m(K) riusciamo a trovare B ∈ Mm,m(K) simile ad A, ma di tipo "semplice"?
Motivazione del Problema
Prendiamo:
A = [ 3 3 ][ -2 -4 ] B = [ -2 0 ][ 0 -3 ] (queste due matrici sono simili)
dove:
∃ C : A = C B C-1
Domande:
- Cosa hanno in comune due matrici simili?
Definizione
Sia A ∈ Mm,m(K), la traccia di A è il numero che si ottiene sommando i numeri sulla diagonale
Verifico che tr(A + A') = tr(A) + tr(A') e che tr(A) = λ tr(A)
tr [ 3 3 ][ -2 -4 ] = 1
Teorema
Matrici simili hanno stessa traccia, stesso determinante, stessi autovalori e pol.e caratteristica
Vogliamo capire se A è simile ad una matrice diagonale (coeff. ≠ 0 solo lungo la diagonale)
Spettro di una matrice
Definizione
Sia \(A \in \mathbb{K}_{m,m} (\mathbb{K})\). Un numero \(\lambda \in \mathbb{K} \) si dice autovalore di \(A\) se esiste \(x \in \mathbb{K}^m \neq 0\) tale che:
\( AX = \lambda X \)
\(\begin{pmatrix}-2 & 0 \\ 0 & 3 \end{pmatrix}\)
Questi sono gli autovettori:
\( \begin{pmatrix} 1 \\ 0 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} -2 \\ 0 \end{pmatrix} = -2 \begin{pmatrix} 1 \\ 0 \end{pmatrix} \)
\( \begin{pmatrix} 0 \\ 1 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 0 \\ 3 \end{pmatrix} = 3 \begin{pmatrix} 0 \\ 1 \end{pmatrix} \)
In una matrice diagonale, i numeri sulla diagonale sono autovalori.
Osservazione
Se \(D\) è una matrice diagonale, i coefficienti sulla diagonale sono autovalori di \(D\), infatti:
\( D_{ei} = \lambda i \)
Proposizione
Un numero \(\lambda \in \mathbb{K}\) è autovalore di \(A \in K_{n,n} (\mathbb{K})\) se e solo se il determinante:
det \((A - \lambda I) = 0\)
Dimostrazione
\(\lambda \in \mathbb{K} \) è autovalore di \(A\) se:
\(\exists x \in \mathbb{K}^m \setminus 0 \ni AX = \lambda X \)
\(\exists x \in \mathbb{K}^m \neq 0 \forall c. AX - \lambda x = 0\)
\(\iff \exists x \in x^{orto} \ni (A- \lambda I) x = 0\)
\((Ix = x)\)
questo è vero ⟺ la soluzione del sistema lineare omogeneo (A - λI)x = 0, non è unica
questo è vero ⟺ rango (A - λI) < m
questo è vero ⟺ det (A - λI) = 0
lezione 21 - 07/12/18 - 11:15 - 12:00
Esempio
Determinare gli autovalori di A:
A = [ 3 3 ][-2 -4 ]
det (A - λI ) = det [ 3-λ 3 ][ 2 -4-λ ]
= λ2 - (3 + 4) λ + (2x-2) + 6
se A ∈ H2,ε (IK) det (A - λI) = λ2 - tr(A) λ + det (A)
= λ2 + λ - 6 = 0
con λ = - λ + √λ + 2 / 2
autovalori: λ1 = -3 , λ2 = 2
quindi:
det [A ∈ Mm,m (IK)] :
det (A - λI),è un polinomio di grado m in termine di grado m detcon (-1)m (POLINOMIO CARATTERISTICO)
PROPOSIZIONE
Matrici simili hanno lo stesso polinomio caratteristico
DIMOSTRAZIONE
Siano A, B simili , allorapA (λ) = det (A - λI) = [ ... ] = pB (λ)
Calcolare gli autovalori di:
A = │ -1 5 2y │ │ 0 7 5 │ │ 0 0 -3 │
pA(λ) = det│ -1-λ 5 2y ││ 0 7-λ 5 ││ 0 0 -3-λ│= la Place = (-1-λ)(7-λ)(-3-λ)
Le radici di pA(λ) sono gli autovalori di A, sono:
λ1 = -1 , λ2 = 7, λ3 = -3
In generale gli autovalori di una matrice triangolare sono gli elementi nella diagonale.
NOZIONE
Supponiamo di avere:
V → W in B = {v1,... , vn} / finito
C = {w1,... , wn}
La matrice di f associata alle basi B e C è la matrice A fatta con / f(v1) │ ... │ f(vn) \ A = │ │
coordinate di questi vettori nelle base C
Scriviamo infine:
(f(v1), ... , f(vn)) = (wa, ... , wm) A
CASO PARTICOLARE
V 3 V
B = {v2, ..., vm}
defiamo:
(f(v2), ..., f(vm)) = (v2, ..., vm)A
V f V
B = {i - j, k}
v - < v, v0, vn > => v0 = i - j
defiamo la matrice associata
A =
[ f(i) f(j) f(k) ]
[ 2 -1 0 ]
[ -1 2 0 ]
[ 0 0 0 ]
con :
f(i) = i (i - j) = (2 - 0)(i - j) = [2, i]t + (-2, j) + 0k
f(j) = j (i - j) = (-2 + 0)(i - j) = -2i + j + 0k
f(k) = 0
relazioni:
f(3i - j + 2k) = [3, i-j + 2k, i - j] (i - j) =
= (3+1)(i - j) = Ai - 2j
relazioni:
A[3-10] = [2-10] [22]
[-120] [2c-4]
[000] [-2-c0]
PROPOSIZIONE DEL CASO PARTICOLARE
Se x ∈ Ikm è la colonna delle coordinate di v |c V
ed y ∈ Ikl è la colonna delle coordinate di f(u)|c V
“nelle base”
allora
y = AX = LA(x)
vale quindi :
possiamo dire quindi :
errore
si è reso esplicito
Se ed A è la matrice di rispetto a B basi, come cambia la matrice se cambio le basi?
ho che :
Due matrici che rappresentano la stessa applicazione lineare rispetto a basi diverse sono simili
Definizione
Se f: V → V lineare, un vettore v ∈ V è un autovettore di f se:
- v ≠ 0
- f(v) = λv per un λ ∈ K
e si dice che v è un autovettore di f relativo all’autovalore λ.
Definizione
Se λ ∈ K è un autovalore per f: V → V esistere v ≠ 0 t.c. f(v) = λv
Esercizio
Sia f: ℝ2 → ℝ2
f(x/y) = x + y/2x - y
- Determinare la matrice A di f rispetto alla base canonica {(1, 0), (0, 1)}T
- Determinare le matrice A′ di f rispetto alla base canonica {(1, 2), (-1, 4)}T
- Determinate le C t.c. A = C A′ C-1
- Determinate le Pf(λ) = det(A - λI2) = det(A′ - λI)
- Determinate gli autovalori di f
- Determinate gli autovettori di f
Lezione 22 - 12/12/18 - 08:15 - 09:00
Supponiamo di avere, data f: V → V, una base di autovettori {u1, ..., un}, quindi:
f(ui) = λi ⋅ ui
dove:
[ λ1 0 ... 0 ] [ 0 λ2 ... 0 ]D = [ ... ... ... ... ] [ 0 0 ... λn ]f(u1) = λ1u1 = λ1u1 + 0u2 + 0u3 + ... + 0un
f(u2) = λ2u2 = 0u1 + λ2u2 + 0u3 + ...
f(un) = λnun = 0u1 + ... + λnun
Ottengo una matrice diagonale, quindi se c'è una base di autovettori per f, allora f è diagonazzabile.
Prendiamo A ∈ Mm,m(IK)
LA: IKm → IKm x → AxLa matrice di LA rispetto alla base canonica è data da:
{ (1) , (0) , ... , (0) } (0) (1) (0)EsempioA = [ 3 7 -12 ] [ 4.5 1 2 ] [ 0 -15 18 ]Qual è LA: R3 → R3?
LA(e1) LA(e2) LA(e3)
[ ]
3 7 -1 1
- 4
- 45
- 0
[ ]
- LA(e1)
- A =
- [ ]
3
1
- LA(e2)
- A =
- [ ]
4
x trova una base di autovettori per la, cioè:
A = L L-1
quindi:
- un esiste base di la lo stesso autovettore di A
- A è diagonalizzabile ne esamptre una base di autovettori
- A è diagonalizzabile se e ast se e simile a una matrice diagonale
Osservazione
[ ]
A
[ cos a -.
e
2
LA(10)
( )
e1
( -cos a
2 0
[
LA(e2)
con d = 0 :
I = [1 0]/[0 1] = A
IX = X ∀X ∈ ℝ2 ⇒ λ = 1 ⇒ tutti gli X ∈ ℝ2 sono autovettori di autovalore 1
con d = π :
A = [−1 0]/[0 −1] = −I
(−I)(X) = −X ∀X ∈ ℝ2 ⇒ ogni X ≠ 0 in ℝ2 è autovettore di autovalore −1
se d ≠ 0, d ≠ 2π, la matrice non ha autovettori.
Teorema
Sia f : V → V , allora λ ∈ K è un autovalore di f se e solo se :
det (f − λId) = 0 ⇒ Pf(λ) ⇒ polinomio caratteristico
Dimostrazione
Scrivere le matrici di f e Id associate ad una base le autovalori di f sono le radici del polinomio caratteristico Pf(λ)
Esempio
Pa(λ) = det [cosd−λ −sind]/[sind cosd−λ]
Pa(λ) = λ2−tr(A)λ + det A = λ2 − 2cosdλ + 1
⇒ λ = cos ± √(cos2d−1)
con d ≠ 0, d ≠ 2π , non ha radici reali, quindi non ci sono autovalori reali di A
lezione 22 - 12/12/19 - 09:15 e 10:00
Determinare autovalori ed autovettori di:
A = [2 3 -1 -2]
p(A) = 2 - 2(A) + det(A) = 2 - 1
quindi
1 = -1 e 2 = +1 sono autovalori di A
allora esiste x ≠ 0 t.c. Ax = -x
(A + I)x = 0 per 1 ↓(A - 2 I)x = 0
(A - I)x = 0 per 2 ↓(A - 2 I)x = 0
quindi:
- 1 = -1
[3 3][-1 -1] [x] = [0] [y] [0]
{ 3x + 3y = 0-x - y = 0
[x][-x] = x [1] [-1]
⇒ 2 = -1 ⇒ [1] [-2]
- 2 = 1
[1 3] [x] = [0]
[-2 -3] [y] [0]
{ x + 3y = 0
{ x - 3y = 0
⇒ [-3]
[1]
quindi:
[2 3] [ ] [-1 0] [ ]
[-1 -2] = [ "C ] [0 1] [ "C^-1 ]
La
con B = { [ 1;-1], [-3;1] }
vediamo:
(W_r1, W_r2) = (c_1, c_2) [1 -3]
[-1 1]
coordinate dei W_r
rispetto alle base c_1, c_2
NOTA
λ_2 è autovalore di f se det(A - λI) = 0, quindi Pf(a) =
(-λ - λ_2)* . . .
molteplicità algebrica di λ
N.B λV_o è autovalore di f relativo a λ_2 se Pf(V_o) = λ_2 V_o
∃ ( f - η2Id) v = 0
∃ v ∃ Ker( f - η1Id)
Vη2(f) = Ker (f - η2Id) ⊆ V
_
L’AUTOSPAZIO DI f REALINO ALL’AUTOVALORE η1
Prem.
Sia f : V → V non iniettiva
V0(f) = ?
f(v) = 0 b v = 0
quindi:
V0(f) = Ker (f)
DEFINIZIONE
Sia η1 autovalore di f : V → V
la dim Vη2(f) si chiama _____
______
________ di η1
PROPOSIZIONE
Sia η1 autovalore di f, allora le dim dell’
autospazi:
1 ≤ dim Vη1(f) ≤ η2
Esempio
A= | 0 1 |
| 0 0 |
PA(x) = x2
η2 = 0
Vη2 = 2
dim V0(A)
= dim KerlA = 1
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