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Le tematiche più importanti della disciplina

La pedagogia speciale è la scienza che si occupa della formazione e dell'educazione dell'educando (bambino). La sua finalità è quella di educare il bambino in modo che sviluppi una personalità integrale (armonico e globale, a 360°) e integrata (il bambino gradualmente deve poter essere un soggetto attivo critico perfettamente integrato nella società nei micro e macro ambienti). È un'azione per far sì che si tirino fuori tutte le potenzialità, capacità e talenti che ogni persona in potenza possiede così che si sviluppi e formi in maniera critica attiva nei contesti di micro e macro sistemi di appartenenza (luoghi di vita, di cultura, di formazione della persona).

La pedagogia speciale ha forti radici nella pedagogia generale, ma non coincide con essa. Sono entrambe scienze dell'educazione e della formazione. La differenza sostanziale della pedagogia speciale rispetto alla pedagogia generale è che la prima si occupa di persone speciali, ovvero persone "diverse", mentre l'oggetto di indagine della seconda è il bambino "normoabile", in quanto la normalità è una norma statistica, un criterio regolativo, ma poco efficace perché molto legato alle condizioni ambientali e contestuali che caratterizzano l'idea di normodotazione. In teoria, bisognerebbe parlare di diverse normalità (Es, Siamo tutti diversi).

Inoltre, la pedagogia speciale si prefigge le stesse finalità della pedagogia generale, ma di persone che necessitano di bisogni speciali. In passato la pedagogia speciale non esisteva come disciplina a sé stante. Col tempo, divenne una disciplina autonoma.

Quaestio epistemologica (discorso sull'origine della scienza)

Una disciplina è scienza quando ha principi, teorie, concetti, regole e criteri che la caratterizzano, un linguaggio e una metodologia tipica, scientifica, ma anche metodi di indagine, ricerca, strategie e materia di ricerca, finalità e determinazione dell'oggetto di indagine. Semantico: scienza dei significati. Bisogna utilizzare i significati in maniera corretta perché si può correre in ambiguità terminologiche.

Le Quaesio epistemologiche sono in costante evoluzione, in aggiornamento costante dei sapere e delle discipline. Infatti, la pedagogia speciale di dieci anni fa non era come quella di oggi. La pedagogia generale apriva le porte alla pedagogia speciale, e quest'ultima è stata affetta, per molti anni, da un'ossessione identitaria. Nel momento in cui la pedagogia speciale si è staccata, ma mai completamente, dalla pedagogia generale iniziarono ad esserci i problemi della collocazione ereditaria.

Gli amici-nemici della pedagogia speciale sono la medicina e la psicologia. Gli amici sono quelli con cui c'è collaborazione e si dialoga alla pari e con rispetto; I nemici sono quelli in cui c'è una scienza predominante, che fa la voce di padrone, con un tentativo di dominare l'altra scienza e banalizzarla, diminuendola.

Le tradizionali categorie di diversità e le nuove categorie di diversità nell'ambito della pedagogia speciale

Le tradizionali categorie di diversità si distinguono in situazioni di deficit e situazioni di handicap, che sono gli oggetti di indagine della pedagogia speciale. Poi, negli ultimi anni, in maniera aggiuntiva, la pedagogia speciale ha allargato il proprio oggetto di indagine.

Ferdinando Montuschi aveva tentato di definire la pedagogia speciale, dicendo: "È il nucleo più sensibile della pedagogia generale". Infatti, la pedagogia speciale è una scienza sensibile, poiché "avanguardie di esigenza" sono i bambini con deficit e handicap. Con questa espressione, infatti, si coglie il senso della sensibilità. Quindi, bisogna porre una cura speciale per rispondere ai bisogni speciali degli individui. La pedagogia speciale è un nucleo della pedagogia generale, è una parte di un tutto che ha bisogno di essere contenuta da un'altra scienza che la accoglie. Ma, la pedagogia speciale non è subordinata dalle altre scienze e deve avere un'attenzione educativa e anche didattica.

La storia della pedagogia speciale

La pedagogia speciale ha una storia, che parla di una tappa: il 1801, ovvero l'incontro tra un medico psichiatra francese, Itard, allievo di un altro psichiatra, Pinel, e il fanciullo selvaggio, Victor, trovato nei boschi denutrito e non parlante. Il fanciullo fu oggetto di cure, di trattamenti nell'ospedale psichiatrico e i medici incominciarono ad esaminare il caso. La diagnosi che fecero fu che era affetto da idiozia congenita (già dalla nascita) irrecuperabile. Ma, Itard si ribella a questa etichetta della diagnosi e coniuga il modello medico con quello educativo. Itard porta a casa sua Victor e inizia col primo trattamento. La governante della casa di Itard, Madame Gheren, rappresenta il ruolo dell'educatore oggi. Da qui, ha inizio la pedagogia speciale.

Le origini della pedagogia speciale

La pedagogia speciale è una scienza autonoma, ha un proprio lessico, identità e oggetto di indagine differente, in cui c'è l'inclusione delle persone con disabilità e l'integrazione (due termini che non sono sinonimi). La pedagogia speciale ha un legame con la pedagogia generale, ma ha delle finalità specifiche. In Italia, come settore accademico, ha una storia, dove la persona con disabilità viene riconosciuta come elemento sociale da prendere in carico.

Fino agli anni '70, le persone disabili non potevano frequentare scuole ed erano considerate irrecuperabili. Con la legge 157 vengono abolite le classi differenziali. Nella scuola di tutti ci possono essere i bambini disabili: un inserimento selvaggio, in quanto gli insegnanti non erano abituati. Infatti non c'è preparazione e predisposizione metodologica, e quindi incomincia un nuovo percorso.

Processi di inserimento, integrazione e inclusione

I passaggi sono tre: inserimento, integrazione, inclusione. L'inserimento è un modo di esserci. Per un bambino la scuola è la seconda modalità di socializzazione, in quanto la prima è la famiglia. L'integrazione, dal latino: portare dentro, è un modo di esserci per raggiungere un certo risultato. Il bambino dovrà raggiungere gli obiettivi minimi e quindi bisognerà adottare un programma di studio per far sì che si porti il bambino in modo che riesca a raggiungere obiettivi minimi, anche se non tutti possono fare tutto (logica comprensoria). In Germania, Norvegia, Finlandia esistono ancora le scuole differenziate. L'inclusione riguarda l'accettazione della persona e la valorizzazione della diversità: un livello superiore. La pienezza della persona è totalmente riconosciuta. La logica di rete (medici, assistenti sociali, cooperative, servizi sociali) deve recuperare affinché ci sia l'inclusione.

La medicina ha fatto passi avanti per migliorare le tecniche utilizzate. I metodi didattici da utilizzare sono: la personalizzazione (legata all'inclusione) e l'individualizzazione (integrazione). La pedagogia speciale è una pedagogia della complessità (teoria epistemologica di più discipline: Edgar Morin). La logica della complessità è un concetto reticolare, circolare ed è una visione dell'intero in tutte le intercomplessità. Logica del feedback (risposta complessa): Dato uno stimolo avrò una risposta che non è basato su un concetto lineare. La persona non è solo la risposta di un contenuto, ma è anche emozione. Oggi, la logica è di rete (connessioni, ad esempio il pc apre tante finestre), la logica della complessità è reticolare e la reticolarità è caratteristica del feedback. La scienza autonoma è nata grazie al deficit o nuove categorie (contaminazione culturale, devianza, PES). L'ermeneutica è la capacità di interpretare l'altro, sospendendo il giudizio.

Definizioni della pedagogia speciale

Prima definizione

1) La pedagogia speciale è la scienza della complessità e della diversità. La pedagogia speciale è scienza autonoma e si occupa delle situazioni di disabilità. I diversi sono i bulimici, gli anoressici, i tossicodipendenti. La pedagogia speciale ha come oggetto di indagine le diversità e c'è un legame tra diversità e complessità. La complessità è uguale alla linearità, dove ogni elemento è la causa e l'effetto dell'altro, c'è l'unidirezionalità (A->B->C->D->E), ed è un pensiero precostruito. Il modello lineare può rispondere al bisogno educativo speciale della diversità? No, è una sorta di ammaestramento. Ad esempio, Itard pretendeva che Victor ripetesse le parole che diceva. Per la Montessori bisogna aspettare e rispettare i tempi dei bambini. Con i diversi non si può utilizzare un metodo lineare, ma bisogna utilizzare la pluralità del linguaggio. Bisogna trovare un modo per arrivare in comunicazione col bimbo, bisogna partire dal vissuto e dalle peculiarità del bambino, perché sennò si ribella (come Victor, il quale va da Madame Gorin, che è la prima forma di educatore professionale). Quindi, è un modello che supera quello della linearità con il modello reticolare. (A B = C= D E)

Il sistema è olistico globale, è dinamico e le relazioni tra le varie componenti del sistema seguono i tre principi di E. Morin:

  • Principio dialogico: fa sì che A dialoghi con B-C-D, mettendo in compressione i vari elementi del sistemi. Si parla di interrelazioni, che caratterizzano le relazioni.
  • Principio ricorsivo: è quello della ricorsività, ovvero esistono feedback che caratterizzano i rapporti tra i sistemi che possono essere proattivi o reattivi. Avviene per i rapporti di significazione, è la significatività che lega un elemento ad un altro. È un meccanismo che può andare sia avanti che indietro. Ci troviamo in una visione dinamica che implica l'adattamento (assimilazione + accomodamento). C'è una modifica del preesistente.
  • Principio ologrammatico: è la visione d'insieme, come una fotografia che evidenzia il quadro complessivo, comprendendo tutte le componenti, non solo le singole componenti.

Adottare il paradigma della complessità vuol dire assumere un'ottica di più punti di vista, letture. La complessità (complexus) significa che lega, che tiene insieme. Si lega alla diversità, perché la diversità ha più punti di vista e quindi la diversità risulta arricchita dal paradigma della complessità. La diversità è all'interno di un contesto complesso. Il paradigma ci permette di interpretarla al plurale e quindi la complessità si allarga.

Seconda definizione della pedagogia speciale

2) La pedagogia speciale è la scienza dell'accettazione del deficit e della riduzione dell'handicap. Queste due parole non coincidono e hanno differenti significati.

Modello di classificazione delle disabilità

Noxa patogena - Prevenzione primaria
Malattia - Prevenzione secondaria
Deficit - Prevenzione terziaria
Disabilità
Handicap

La noxa patogena è quel quid che provoca la nascita della patologia (patos: sofferenza della patologia). Crea una malattia, che danneggia il corpo o la psiche, creando dei danni oggettivi di natura irreversibile, che non possono essere recuperati. Uno o più danni generano un deficit, ovvero un danno di natura psichica, fisica o sensoriale che ha una natura irreversibile, quindi va accettato perché non si può tornare indietro. Il deficit procura conseguenze al soggetto, quali sono le disabilità, cioè avere difficoltà nelle abilità delle persone, quali comprensione, udito, vista: ovvero, le azioni che svolgiamo nel corso della vita.

"Ci accorgiamo di avere il cuore quando non funziona bene" (Mauro Leng).

La disabilità è quel restringimento delle attività personali causati dalla presenza del deficit. Può o non può diventare situazione di handicap a seconda di determinate condizioni. L'handicap dipende dalla capacità di reazione nei confronti dei micro e macro sistemi. Handicap significa non-inclusione quando le micro e macro società non sanno risolvere le problematicità.

Es. La rosolia provoca la lesione del nervo acustico. Si può avere un deficit di sordità profonda\grave, ovvero un danno di natura irreversibile e va accettato. Le difficoltà nel recepire e nel produrre il linguaggio possono diventare situazioni di handicap, quando non attivo il programma individualizzato, che prevede aiuti e sostegni. Se non mi adeguo ai suoi bisogni è come se lo identifico come colui che ha l'handicap. E invece, bisogna ridurre l'handicap tramite l'abbattimento di tutte le barriere.

La prevenzione primaria è l'informazione, la profilassi che evita l'insorgenza di una patologia. Es Amniocentesi (profilassi primaria); Non assumere farmaci durante la gravidanza. La prevenzione secondaria è la diagnosi precoce, ovvero un bambino sordo con diagnosi nei primi tre anni di vita, se ha una sordità media, allora abbiamo un residuo uditivo. Quindi, impostiamo il linguaggio tramite il metodo orale, cioè il potenziamento, e può recuperare l'attività linguistica. Se però la sordità viene diagnosticata tardi, avremo difficoltà di recupero. La prevenzione terziaria indica la rieducazione di persone con bisogni educativi speciali. Quindi è di stampo pedagogico.

Lo schema è una rielaborazione della classificazione delle varie disabilità

Il modello di classificazione delle disabilità fu elaborato dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), che ha rielaborato il modello dello schema nel 1980 e distingueva tre tipi di deficit:

  • Deficit fisico o organico, ovvero i danni o le lesioni che la persona può incorrere prima, durante e dopo la nascita ed hanno una natura permanente, irreversibile, tetroplegia e paroplegia.
  • Deficit sensoriale, ovvero la lesione del nervo uditivo o visivo che procura una sordità profonda o una cecità profonda.
  • Deficit psichico, ovvero schizofrenie, oligofrenie. Il dinamismo è possibile con l'esercizio, però non è una lesione irreversibile.

Nel 1900 la Quaestio epistemologica, che riguarda la scientificità della pedagogia, diventa fondamentale per le risoluzioni di problematiche e diviene oggetto di rivoluzione e gli studiosi coniano il termine ICDH 1,2 (versione adulta), ICF (versione children). L'ICDH 1,2 ICF è un nuovo modello di classificazione, riportato dall'OMS nel 2000-2001. C'è una rivoluzione culturale, perché c'è il passaggio dal pensiero lineare a quello reticolare, in cui vengono modificate le parole, testimoniando per la prima volta un passaggio da una visione medica a una visione educativa, ottenendo un riconoscimento dall'istituto delle diversità.

Nel nuovo metodo di classificazione la disabilità non è patologica, invece il metodo nel 1980 era diverso perché era considerato come patologia. Quindi, da uno sguardo medico si passa ad un modello antropologico sociale e culturale, e viene concepito come positivo. Infatti, nel modello di classificazione abbiamo lo statuto delle diversità.

  • La menomazione indica positivamente la funzione e la struttura del corpo.
  • La disabilità indica positivamente l'attività (si mette in evidenza la parte positiva e le capacità).
  • L'handicap indica generalmente alla non-inclusione. Invece, adesso viene inteso positivamente, come partecipazione, interazione, esserci.

Condizione di salute (disturbo o malattia)

Funzione struttura del corpo
Attività
No pensiero lineare
Menomazione
Disabilità
Partecipazione
Handicap
Fattori contestuali
ambientali personali

I fattori contestuali sono gli ostacoli, le barriere (che sono negativi, in quanto disattivano la persona), risorse e agenti facilitanti (che sono positivi, in quanto attivano la persona). Se il disabile è ostacolato non vi è l'inclusione. Le risorse sono gli aiuti e i sostegni che permettono al disabile di convivere nella società.

Il nuovo modello di classificazione

Il nuovo modello di classificazione non è lineare, ma è reticolare, dinamico. La diversità viene intesa come un arricchimento di fattori contestuali che influenzano l'insorgenza della menomazione, della disabilità e dell'handicap. Morin ricorda la complessità e la ricorsività grammatica. La persona con disabilità, che ha un certo livello di competenza in base ad una alterazione che fa sì che si ritrova in un restringimento delle capacità, può trovare degli ostacoli, delle barriere architettoniche o comunicative quando si trova in una serie di interazioni con la scuola, la famiglia, il territorio, e l'ASUR, che sono agenti facilitanti o non facilitanti.

Il disabile deve avere risorse di agenti facilitanti. L'educatore deve creare una rete di sostegni e di aiuti che facilitano l'integrazione e l'inclusione del disabile.

> Il nuovo modello di classificazione riguarda tutti, anche in maniera temporanea, perché tutti siamo vulnerabili:

  • Condizioni di salute (disturbo o malattia)
  • Funzioni corporee
  • Strutture corporee
  • Attività personali
  • Partecipazione sociale
  • Funzioni mentali
  • Strutture del sistema (esecuzione di un compito-azione)
  • Coinvolgimento in una situazione di vita
  • Apprendimento e applicazione del
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessia.dinardo.1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Gaspari Patrizia.
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