Capitolo 1 il cambiamento
Il cambiamento può essere inteso come un fenomeno che ha un duplice significato, attivo e passivo: è attivo quando è inteso come un'azione svolta per ottenere la modifica di oggetti o persone, è passivo quando indica il risultato di tale azione. Lo studio del cambiamento secondo la psicologia non può limitarsi solo a considerare il comportamento, i fatti oggettivi, ma deve estendersi anche ai fenomeni soggettivi come idee o mutamenti affettivi.
Il cambiamento deve essere considerato nella sua dimensione cognitiva e in quella affettiva. Dal punto di vista cognitivo, il cambiamento può comportare la necessità di un apprendimento nuovo e la riorganizzazione di schemi mentali già esistenti, mentre la reazione emotiva ai cambiamenti varia in base alle diverse situazioni che si vivono, in base al carattere e allo stato d'animo. I temi maggiormente trattati riguardanti il tema del cambiamento sono i fenomeni di globalizzazione, multiculturalità ed emancipazione femminile.
Capitolo 2 multiculturalità e immigrazione tra stereotipi e pregiudizi
La parola "cultura" può essere interpretata in diversi modi dalle varie discipline e situazioni, ovvero come un possesso riguardante le conoscenze e competenze o il sapere accumulato dall'intera umanità nel corso del tempo. Oggi "cultura" è sinonimo di "identità" in cui il riconoscimento della propria diversità culturale è fondamentale per l'affermazione di se stessi. La psicologia sociale analizza il confronto reciproco tra le culture, le motivazioni che sono alla base della loro diversità e i problemi pratici di convivenza che ne conseguono. Infatti, essa studia i processi psichici che sottendono alle interazioni sociali tra individui e gruppi, applicabili alle interazioni tra individui e gruppi di culture differenti.
Berry ci parla di un modello bidimensionale di adattamento in cui è basato su un'interazione tra due culture avente quattro esiti possibili ovvero:
- Integrazione: un migrante acquisisce i valori della cultura ospitante ma mantiene i propri.
- Assimilazione: un migrante acquisisce i valori della cultura ospitante a discapito di quelli della sua cultura.
- Separazione: un migrante accede alla cultura ospitante solo per necessità materiali, rimanendo fedele alla propria cultura.
- Marginalizzazione: un migrante non accede ai valori della cultura ospitante, ma perde comunque i riferimenti della propria cultura di appartenenza.
Successivamente a questo modello è stata aggiunta un'altra modalità detta individualismo, in cui il migrante viene visto come un individuo singolo a sé stante, non calato nella propria cultura di appartenenza. La teoria del melting pot sostiene che un modello ideale di una società in cui realizzare non solo una convivenza pacifica tra i popoli di diversa etnia ma anche un'integrazione alla pari. In questo contesto è possibile osservare la presenza di un pregiudizio comune in cui vede nel proprio gruppo di appartenenza la normalità da seguire e che ogni diversità rispetto a esso possa essere svalutata come carenza o errore.
Il fondamento del pregiudizio è lo stereotipo ovvero un comportamento, atteggiamento o opinione caratterizzati dalla rigidità e poca adattabilità alla varietà di situazioni e di persone. Secondo Tajfel, la stereotipia è la semplificazione della realtà che ci spinge a rappresentare una persona, o tutto il gruppo a cui appartiene, mediante alcune caratteristiche particolari, permettendo di risparmiare tempo ed energie, ma con la sua rigidità si rischia di commettere errori gravi di conoscenza ed elaborazione di una reazione.
Alcune interpretazioni psicologiche pongono l'attenzione sull'origine del pregiudizio su caratteristiche individuali, secondo cui la teoria di Adorno parla che il tipo di personalità influenza l'uso o meno dei pregiudizi. Altre, invece, pongono l'attenzione su fattori sociali secondo cui la teoria della categorizzazione di Tajfel dice che gli individui appartengono a gruppi sociali diversi e per questo sentono la necessità di usare anche pregiudizi per marcare le differenze tra il proprio gruppo (ingroup) e l'altro (outgroup).
Oltre al pregiudizio esplicito, esiste anche quello implicito, ovvero quello che viene attivato in modo inconsapevole alla vista di una caratteristica stereotipica, la cui presenza dipende da aspetti inconsci che sono coinvolti e che interferiscono nel giudizio sociale e che può essere rilevata basandosi su test specifici.
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