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Appunti delle lezioni di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni (U. Morelli) Appunti scolastici Premium

Appunti presi a lezioni (tutte) di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni con il prof Ugo Morelli e i vari assistenti. Utilissime, se non indispensabili, per l'esame. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof.

Esame di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni docente Prof. U. Morelli

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Gruppi, 3 assunti di base:

1. Dipendenza: il gruppo dipende dall’amore del leader.

2. Fight-flight: nemici esterni, membri seguaci o traditori, attacco e fuga.

3. Accoppiamento: speranza che dall’unione di due membri nasca un “salvatore”.

Ulteriori assunti di base:

1. One-ness: i membri cercano di raggiungere un’unione potente e colludono per negare

differenze significative tra loro.

2. Me-ness: i membri non riconoscono di far parte di un gruppo. Non sono effettivamente in

grado di interagire l’uno con l’altro: l’idea di gruppo è fonte di esperienze persecutorie.

3. Saturazione: i membri negano la possibilità di un “nuovo inizio” o che il gruppo produca

nuove idee. E’ causato da reificazione, la quale è connessa col fenomeno del conformismo.

Il “gruppo di lavoro” è la parte del funzionamento del gruppo che conduce al compito primario. La

sua attività è ostacolata da altre attività psichiche che hanno in comune l’attributo di “tendenze

fortemente emozionali”. I meccanismi di difesa sorgono ogni volta che vengono riattivate nel

presente le situazioni primarie.

Esame di realtà: essere in grado di distinguere sé e non-sé e le origini intrapsichiche della

percezione e dell’arousal, rispetto a quelle che sono invece esterne. Essere in grado di valutare i

propri affetti, comportamenti e pensieri rispetto alle convenzioni sociali ordinarie.

Pre-requisiti per un intervento psicosocioanalitico: istituzione in crisi, membri consapevoli di ciò,

intenzione di uscire dalla crisi, strumenti operativi (risorse, tempo, ecc). Avviene tramite la

valutazione di obbiettivi, bisogni e risorse. L’ansia secondaria è lo stato ansiogeno che insorge

quando le difese adottate dai membri per fronteggiare le angosce primarie fanno stare peggio dei

motivi che le avevano attivate (condizione più importante per l’elaborazione della crisi).

Indicazioni operative:

1. Il compito primario è chiaro a tutti? E ciò è comprovato dai fatti?

2. Decisionale ed esecutivo lavorano in sinergia? Il lavoro è apprezzato?

3. Esplorazione e indicazione degli stili direttivi: se l’identità dei membri è instabile la

leadership deve essere capace di indicare le strategie e di determinare l’accettazione

generale di esse; se c’è individualismo la leadership deve essere capace di accrescere

l’identificazione collettiva rispetto all’obiettivo strategico.

4. Norma della gradualità

5. Task force se siamo di fronte ad un’organizzazione altamente resistente. I membri devono

comprendere le difese circolanti e le loro motivazioni.

L’intervento deve smascherare e rimuovere solo le difese falsificatrici. Se invece le difese sono

mediatorie, sono un corretto compromesso fra realtà e piacere, pulsione e ambiente. Inoltre,

prestare attenzione a:

1. Collusioni latenti: spesso parti apparentemente in opposizione sono invece in collusione.

2. Coppie: identificate o nascoste. Le parti sono collaborative o in opposizione; il loro lavoro è

conesso.

3. Rischio primario: connesso col compito primario; emerge quando gli individui devono

decidere le relazioni organizzative e la direzione da seguire.

4. Invidia: regolatore delle relazioni interpersonali e sociali.

5. Autoinvidia: condizione esistenziale che risulta dall’invidia. I soggetti non riescono a

riconoscere le proprie risorse e le proprie buone qualità. E’ una delle più grandi restrizioni

all’espressione di sé e della propria creatività.

Tipi di leadership: Ercole (guarda al futuro, salva se e gli altri, paziente, creativo e fecondo, adulto).

Narciso (nostalgico, contemplazione di sé, scelte affrettate, inconcludente, non sa soffrire,

adultoide).

Capacità negativa: patire il vuoto, la crisi. E’ una competenza tipica degli artisti e dei poeti, i quali

sono costantemente esposti nel proprio operare per generare l’inedito. E’ legata all’atteggiamento

etico di apertura nei confronti del mistero delle cose. Connessa con la capacità di avere fede,

essenziale per una vita etica, cioè aperta all’incertezza. Contrapposta al bisogno di dare una

risposta immediata ai problemi, che è la via migliore per non pensare. Educare all’incertezza non è

un processo lineare, ma è piuttosto un esercizio continuo.

Pagliarani: la dittatura riuscita è invidia socialmente organizzata.

Vivere est-eticamente: vivere eticamente ed esteticamente, cioè con passione. Coltivare la

capacità di riconoscere le risorse in ciò che ci circonda, negli altri quanto in se stessi e cooperare

per farne qualcosa di buono. Saper soffrire la mancanza, l’attesa, la crisi. La generatività, il mettere

al mondo l’impensato, implica una certa quota di trasgressione: ci si muove sempre tra ciò che ci

ha generato e il farsi costante della nostra particolarità soggettiva. Quindi i verbi sono 3: fare,

amare, trasgredire.

NEUROSCIENZE E PSICOANALISI

Le neuroscienze e la psicoanalisi, senza integrarsi, possono confrontarsi sulla base della plasticità

neurale. L’esperienza lascia una traccia nella rete neurale modificando le connessioni tra neuroni. I

cambiamenti sono sia strutturali che funzionali. La plasticità è la capacita dei neuroni di modificare

l’efficacia con cui trasmettono le informazioni. I meccanismi di plasticità neurale sono stati studiati

maggiormente nei processi di apprendimento e memoria, i quali rilevano che il trasferimento di

informazioni tra neuroni si attua maggiormente alle sinapsi facilitate, cioè dove viene liberata una

quantità maggiore del neurotrasmettitore “glutammato” e, dall’altra parte, le risposte dei neuroni

postsinaptici sono più reattive. Le tracce sinaptiche, i dati della percezione, sono “significanti” che,

per mezzo del linguaggio, acquisiscono “significato”.

Percezione: attiva i sistemi sensoriali ma anche la realtà interna, inconscia, nella quale le

rappresentazioni non hanno relazione diretta con il dato esterno; la realtà interna può essere

attivata anche se non interviene uno stimolo pertinente esterno. Anche le emozioni seguono alla

percezione e al richiamo alla coscienza delle rappresentazioni.

Emozioni =/= inconscio, ma sono interconnessi. Le emozioni sono stati somatici associati ad una

percezione o a una rappresentazione evocata.

I trasduttori della percezione in emozione: una regione particolare, l’amigdala. Essa riceve le

afferenze dai sistemi sensoriali. I neuroni di tali regioni sono poi connessi a un’altra regione ancora

inferiore all’amigdala, i cui neuroni proiettano verso le regioni del sistema neurovegetativo. Inoltre,

il sistema endocrino contribuisce controllando visceri e ghiandole.


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10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica
SSD:
Docente: Morelli Ugo
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Scolari97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Morelli Ugo.

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