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appunti delle lezioni di Letteratura Italiana, Pacca Appunti scolastici Premium

Riassunto da me svolto seguendo le lezioni del professore e riassumendo ciò che lui ha detto. Consigliato il libro "Se questo è un uomo" di Primo Levi. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Pacca dell’università degli Studi di Pisa - Unipi, Interfacoltà, del Corso di laurea in informatica umanistica. Scarica il file in formato... Vedi di più

Esame di Letteratura italiana contemporanea docente Prof. V. Pacca

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resistenza. Levi, che lavorava già come traduttore per loro, ripropose alla Enaudi "Se

questo è un uomo" e la Enaudi accettò e pubblico il libro di Levi nel 1958 nella catena

chiamata "Saggi".

L'edizione del 58 è diversa da quella del 47.

Quella del 58 è ampliata, ci sono episodi in più (primi paragrafi del primo capitolo). In

più viene aggiunto il capitolo "Iniziazione".

La copertina di questa edizione è un disegno astratto di Bruno Munari (maggior

designer italiano del 900).

Nel 1963 (anno di pubblicazione de "La tregua") esce l'edizione narrativa del libro in

"Coralli".

"Se questo è un uomo" contiene 1 epigrafe e 17 capitoli tematici.

Tempi verbali: Tranne il primo e l'ultimo capitolo, il tempo è presente(racconto giorno

per giorno).

Prefazione

Levi comincia la prefazione con ironia, parla di fortuna, fortuna di esser stato

deportato ad Aushwitz quando i tedeschi non sterminavano più tutti gli ebrei perchè

avevano bisogno di manodopera ed infatti nel 44 la condizione di vita dei deportati era

anche se leggermente migliorata.

Aushwitz era un campo ibrido, era un campo di sterminio e di lavoro.

Levi dichiara subito che la sua intenzione, in questo libro, non è di dare una visione

violenta delle cose, come altri hanno già ampiamente fatto. Levi fa una dichiarazione di

intenti,vuole fornire documenti per uno studio pacato dell'animo umano, vuole infatti

indagare sul comportamento umano di persone ordinarie in una situazione

straordinaria.

Dice anche che il libro è stato scritto anche per liberarsi e raccontare agli altri, una

sorta di liberazione interiore.

Levi parla di deportati e non di ebrei, perchè non vuole indagare sullo sterminio degli

ebrei ma solo sull'animo umano in generale.

Nella prefazione c'è un ammonimento, attenzione perchè se è successo può

risuccedere.

Spiega poi che i capitoli non sono stati scritti in successione logica ma solo per ordine

di urgenza.

Levi sente poi il bisogno di dire che i fatti non sono inventati perchè ha paura di non

essere creduto.

Il viaggio

I primi quattro capoversi di questo capitolo sono stati aggiunti nell'edizione del 58.

Levi parte cominciando a parlare delle leggi razziali.

L'inizio di questo capitolo è molto simile a "Le mie ragioni" di Silvio Pellico (1932).

Tra il 38 e il 43 era in atto la persecuzione dei diritti, cacciavano gli ebreii da

qualsiasi posto e allora erano constretti a stare nei ghetti.

"Civili fantasmi cartesiani"-> Alludono a Renè Descartes (razionalità filosofica,

illusione di vivere).

Tipico degli ebrei dopo le leggi razziali era l'ostilità verso il regime senza però forme

concrete.

Gli ebrei italiani avevano avuto i diritti civili nel 1861 e sotto il regime erano

tendenzialmente fascisti e avevano fedeltà verso l'apparato statale.

Levi comincia a raccontare che aveva preso parte a una banda partigiana in Valle

d'Aosta affiliata al partito "Giustizia e Libertà" che era antifascista e laico,e

praticava il socialismo antimarxista.

Levi dice che però per organizzare una banda partigiana si ha bisogno di armi e uomini

valorosi (e non gente che viene per nascondersi) e nella banda di cui faceva parte

mancava l'organizzazione.

In questa porzione di racconto si vede il Levi narratore, il Levi che scrive dopo la

guerra.

Quando si parla di fini ("Il fine giustifica i mezzi") al razionalismo cartesiano si

affianca il pragmatismo machiavellico.

Levi con ciò vuole dire che è giusto che i fascisti gli abbiano catturati perchè loro

erano disorganizzati. Dice che quando non avendo saputo perseguire i propri scopi con

mezzi idonei, "il successivo svolgersi dei fatti" è stata una giusta punizione.

Da ricordare è che quando furono catturati i fascisti in realtà stavano cercando la

"Banda dei Casalesi".

Nei successivi interrogatori Levi ritenne meglio dichiararsi ebreo e non partigiano,

perchè i partigiani venivano fucilati subito mentre gli ebrei forse avrebbero avuto

qualche possibilità in più di salvarsi. (Vedere il racconto di Lilit "oro" dove, a

differenza di qui che dice di essersi dichiarato ebreo per convenienza, Levi fa

spuntare una scelta irrazionale di orgoglio "Anche noi ebrei siamo capaci di qualcosa".)

Portarono quindi Levi al campo di raccolta di Fossoli (Carpi). All'arrivo di Levi nel

campo, gli ebrei all'interno erano pochi, ma nel giro di poche settimane il numero

aumentò notevolmente. C'era anche qualche ebreo che si consegnava alla legge in

quanto tale (continua fedeltà al regime).

Quando arrivarono le SS al campo, tutti si aspettavano il peggio ma in realtà non

accadde niente. Il mattino del 21 febbraio seppero che l'indomani gli ebrei sarebbero

partiti. (C'era poco preavviso e nessuno poteva organizzare rivolte).

Levi parla poi dei condannati a morte, dicendo che la loro esecuzione è un atto formale

e il condannato, prima dell'esecuzione, lo si lascia da solo e gli si da ogni conforto

spirituale, in modo che il condannato non senta attorno a se l'odio ma solo la giustizia.

La condizione dei deportati invece era diversa, perchè loro non avevano fatto niente

per cui dovevano pentirsi e per cui dovevano essere perdonati. I deportati non erano

colpevoli di nulla e non provavano la vergogna e il senso di colpa che poteva provare un

condannato a morte.

Qui Levi non drammatizza ma tende a mettere in sordina, fa capire cioè le cose senza

però entrare nel dettaglio.

"E venne la notte"-> frase evocativa che richiama la Bibbia, ricorda i giorni della

creazione e l'ultima cena. Giovanni dice "Ed era notte", scesero le tenebre nel cuore di

Giuda.

I deportati hanno due reazioni di fronte all'ultima notte di libertà(morte):

-pregare

-abbandonarsi nel bere e nella passione

"Nefande ultime passioni"-> Vanda Maestro passa la sua ultima notte con il direttore

del campo per evitare la deportazione, ma una volta vista l'inutilità del gesto tenta il

suicidio-> Vanda infatti quando arriva ad Aushwitz era già pronta per essere una

sommersa.

Levi racconta della famiglia Gottegno (ebrei ortodossi) con curiosità, tutta la famiglia

infatti, dopo aver preparato tutti per il viaggio, si mise in cerchio con le candele

accese per il lutto, a pregare e piangere tutta la notte. E' una sorta di lutto anticipato

per ciò a cui andavano incontro.

Levi utilizza il "noi" ma non è così ben chiaro di chi sta parlando,lascia nell'oscuro.

Rispetto all'argomento di cui sta trattando, Levi utilizza una lingua alta e nutrita di

cultura e letteratura.

L'alba arrivò a destabilizzarli, a delle cose dette e fatte quella notte è bene che non

resti memoria.

Da qui finisce il pezzo aggiunto nell'edizione del 58.

Inizia raccontando subito dell'assurda burocrazia tedesca, fecero l'appello.

"Wieviel Stuck" che significa "quanti pezzi". Già qui comincia la spersonificazione dei

deportati che entro poco perderanno anche il nome e avranno solo la matricola

tatuata. Qui infatti non li chiamano già più uomini ma pezzi.

Mentre li caricavano sui treni arrivarono i primi colpi di violenza inutile, percosse

senza collera (Ses).

C'era una distinzione tra chi capiva il tedesco e chi no, chi non lo capiva veniva

picchiato per fargli fare la cosa giusta.

I treni italiani erano meno stipati dei treni polacchi, perchè dovevano fare viaggi più

lunghi. Erano messi in vagoni merci, gli uomini venivano visti come merci.

Qui Levi fa una riflessione filosofica sul piacere e sul dolore-> nulla è perfetto nella

vita umana.

Ci sono tre impendimenti verso la felicità e verso l'infelicità:

1) l'insufficiente conoscenza del futuro che porta speranza e incertezza del domani

2) sicurezza della morte, impone il limite ad ogni gioia ma anche ad ogni dolore

3) inevitabili cure materiali

La sofferenza immediata (freddo,disagi e percosse) ha impedito che i deportati

pensassero alla sofferenza del futuro.

Tutti i deportati, quando il treno passa il Brennero, si alzano in piedi per salutare

l'Italia.(23 febbraio)

Levi si perde nel pensiero della felicitàche si può provare quando al ritorno, con i

vagoni completamente aperti, vedranno i primi nomi italiani. ( di quel vagone di 45

persone tornarono in 4).

Durante il viaggio i deportati avevano sete, e non potevano bere.

Levi parla poi di Vanda Maestro senza nominarla, avevano fatto tutto il viaggio accanto

e si salutarono senza paura e con rassegnazione.

Levi parla poi della prima selezione all'ingresso del campo, una selezione fatta senza

che loro sapessero. (Momento decisivo: si decide chi muore e chi resta a lavorare per

il reich).

"Tutto era silenzioso come un acquario"-> similitudine per dire che tutto avvenne in

modo placido.

Più che tragico, l'ingresso ad Aushwitz era grottesco.

In 10 minuti gli uomini validi vengono raggruppati, mentre gli altri vennero inghiottiti

dalla notte e nessuno seppe più niente di loro.

Qui Levi, da uomo che è tornato e che sa, dice che tutti quelli spariti quella notte sono

stati mandati al gas entro i successivi due giorni.

Parla di Emilia, bambina di tre anni mandata al gas perchè figlia di ebrei (ciò era una

necessità storica per i tedeschi).

Questa è una morte individuale e fuori campo. Le morti individuali sono una eccezione.

Parlando di morte individuale e morte collettiva si fa riferimento a "I promessi sposi"

capitolo 34 "La madre di Cecilia"-> la morte di una persona ci colpisce molto di più

della morte di migliaia senza nome.

Levi parla ancora una volta di fortuna-> avvolte si selezionava chi doveva andare al gas,

scegliendo tra quelli che scendevano da una parte piuttosto che dall'altra (destino

ceco).

Dopo aver visto le SS che selezionavano, si vede l'entrata di altri prigionieri aiutanti.

La conclusione del capitolo fu aggiunta nell'edizione del 58 per far avere ancora di più

un aspetto grottesco.

Qui Levi fa la sua prima citazione dantesca.

Il soldato tedesco che invece di dire "Guai a voi anime prave" (Inferno III 84,

citazione che Caronte fa ai nuovi arrivati all'inferno), chiede ai prigionieri se hanno

oro e gioielli di lasciarglieli che tanto a loro non serviranno più-> questo gesto scatena

la risa e la collera tra i deportati, perchè innanzi tutto si vede bene che è un traffico

privato del soldato, e poi perchè si aspettavano l'inferno e invece non era ancora tutto

così tragico.

Sul fondo

"Sul fondo" era il titolo che Levi all'inizio aveva pensato di dare al libro.

Inizia il capitolo con l'arrivo di Levi al vero e proprio lager, la buna monowitz.

Qui Levi all'ingresso del lager vede scritto sulla porta "ARBEIT MACHT FREI"(Il

lavoro rende liberi). ->si tratta di dantismo dissimulato-> la porta con la scritta

"Arbeit macht frei" ricorda la porta dell'inferno dove c'è scritto "Lasciate ogni

speranza o voi che entrate". La situazione però è leggermente diversa perchè la

scritta sulla porta all'entrata del lager lascia anche una minima speranza mentre

invece la porta dell'inferno no.

"Arbeit macht frei"-> Levi gli da un significato ironico,egli traduce in modo più chiaro,

la libertà che troverete è la morte mentre il lavoro è la vostra vita.

I deportati vengono portati in una stanza dove c'è un rubinetto ma sopra c'è un

cartello con su scritto che l'acqua non si può bere-> scherzo dei tedeschi, erano 4

giorni che non bevevano e c'era un rubinetto, Per Levi era tutto organizzato, tutto

fatto apposta perchè sapevano che i deportati avevano sete. Allora Levi beve

comunque l'acqua e invita anche i compagni, ma tutti sono costretti a sputare perchè

l'acqua aveva un forte odore di palude ed era effettivamente imbevibile.

"Questo è l'inferno" dice Levi. Quello era l'inferno dei loro giorni.

I deportati vengono lasciati in questa stanza ad aspettarsi il terribile ma in realtà non

succede niente ed il tempo sembra non passare mai.

"Se questo è un uomo" è un libro pieno di personaggi che vanno e vengono, e ci sono

pochi personaggi fissi.

"Non avevo mai visto uomini anziani nudi"-> vergogna per la propria nudità, essere nudi

poi fa sentire totalmente indifesi.(Genesi 3.7 nudità di adamo ed eva).

Qui Levi ci fa conoscere Flesh che è quello che capisce il tedesco e funge da

traduttore.

I tedeschi danno ordini, mettere le scarpe in un certo angolo ecc, ma sono ordini in cui

non c'è una logica, questo perchè si mira a non dare punti di riferimento ai nuovi

arrivati-> ordini che si contraddicono-> serve per evitare la gerarchia.

Appena andati via i tedeschi entrano quattro persone, probabilmente altri prigionieri

che lavorano, che parlano una lingua diversa anche dal tedesco. -> "aiutanti come gli

abbiamo visti stasera o iersera"( già qui si vede il disorientamento. Questi quattro

aiutanti cominciano a rasare i nuovi arrivati uno ad uno. I nuovi deportati gli porgono

domande su tutto ma loro non rispondono.

Dopo la completa rasatura i deportati vengono portati nella sala docce e vengono

lasciati soli. I deportati, rimasti appunto soli, cominciano a porgersi domande a

vicenda. L'ingegner Levi (con moglie e figlia) chiede spesso a Primo Levi se secondo lui

anche le donne in quel momento sono come loro e se secondo lui le potranno rivedere.

Mentendo, Primo gli risponde che si secondo lui le rivedranno, ma lui ha già in mente il

pensiero che i tedeschi li stanno deridendo tutti prima di ucciderli e chi crede di

poter sopravvivere è un pazzo.

Poco dopo entra nella stanza un prigioniero vestito a righe. Egli fa prima un discorso

cercando di spiegargli tutto e poi risponde alle domande.

Scoprirono così di essere a Monowitz, vicino ad Auschwitz, in alta slesia, e questo è un

campo dove i deportati lavorano la gomma buna-> da qui il nome di "Buna Monowitz".

Il prigioniero racconta di essere un medico dentista e che lui sta meglio dei deportati

perchè lui non è un ebreo ma è solo un criminale.

Egli però evita di parlare di alcuni argomenti, per esempio quando gli chiedono notizie

sulle donne.

Questo prigioniero si mette poi a raccontare che nei lager la domenica ci sono partite

di calcio e concerti-> Levi capisce che anche lui li sta prendendo in giro.

Il prigioniero quindi da false informazioni ai deportati, che successivamente gli

chiedono se può procurarli qualcosa da bere ma lui dice che non può perchè se lo

scoprono rischia.

Ad un tratto suona una campana e questo individuo scappa e nel frattempo si accende

l'acqua bollente, ma solo dopo 5 minuti di pace compaiono quattro(probabilmente quelli

di prima) che cacciano nell'altra stanza i prigionieri con urla e spintoni.

Dentro l'altra stanza rifilano ai prigionieri vestiti e un paio di scarpe e viene loro

concesso di vestirsi.

Dopo essersi vestiti nessuno alza lo sguardo per guardare gli altri,nella stanza non ci

sono specchi e nessuno osa guardare gli altri per vedere che sono diventati pupazzi

miserabili, trasformati nei fantasmi intravisti la sera dell'arrivo.-> qui per la prima

volta si accorgono che la loro lingua manca di parole per esprimere questa offesa cioè

la demolizione di un uomo. Capiscono di essere arrivati al fondo.(condizione umana più

misera di così non c'è. Gli sono stati tolti abiti,capelli e se parlassero non gli

ascolterebbero. Gli toglieranno anche il nome e se vogliono conservarlo devono trovare

la forza di conservare qualcosa di quel noi che erano.)

Qui si passa dalla prima persona plurale ("Noi sappiammo") alla terza persona

descrittiva ("Ma consideri"). Parla delle cose di tutti i giorni, degli oggetti come un

fazzoletto che sono parte degli uomini ed è impensabile venirne privati. Dice poi "Si

immagini" che a un uomo venga privato, oltre che di queste cose, anche della casa,

delle persone amate, dei vestiti e di tutto-> esso sarà un uomo vuoto, senza dignità e

dice che accade spesso a chi perde tutto di perdere se stesso.

Si capisce così il duplice significato di "Campo di annientamento", oltre

all'annientamento dei deportati nel senso che cessano di vivere, si annienta proprio la

persona, la si fa diventare una persona vuota (un sommerso).

Qui si spiega per la prima volta la parola Haftling-> Levi è l'haftling 174 517. qui sono

stati battezzati e ne porteranno il marchio sul braccio sinistro per sempre. Per

tatuarli sono stati messi tutti in fila. Questa è la vera iniziazione-> infatti sembra che

per ricevere pane e zuppa bisogna mostrare il numero.

Per farli abituare a mostrare il numero subito ci è voluto qualche giorno e un po' di

violenza. Ci sono volute settimane invece per capire il suono della lingua tedesca. Solo

più tardi qualcuno di loro ha cominciato a capire la scienza dei numeri ad Auschwitz. Ai

vecchi del campo il numero dice tutto, l'epoca dell'ingresso al campo,il convoglio e la

nazionalità.

dal 30000 all'80000 sono i reduci dei ghetti polacchi e verranno trattati con rispetto.

Vanno aperti gli occhi quando invece si commercia con un 116000 o 117000 perchè sono

i greci di Salonicco.

L'ingresso dei nuovi arrivati avviene in chiave grottesca e sarcastica. Dopo esser stati

tatuati i deportati vengono chiusi in una baracca dove non c'è nessuno. Ci sono

cuccette rifatte ma è stato loro proibito di toccarle. Poi è entrato un ragazzo con i

vestiti a righe ed era abbastanza civile e che parla francese. Tutti gli porgono

domande ma lui non parla volentieri e spiega loro di malavoglia che gli altri prigionieri

sono fuori a lavorare e che arriveranno a sera e che lui è uscito in quel momento

dall'infermeria ed è esente da lavoro per oggi.

Levi gli chiese se li avessero restituito almeno gli spazzolini e questo ridendo e con

disprezzo rispose "Non siete più casa" "Di qui non se ne esce che dal camino"(cosa di

cui solo dopo hanno capito il significato), queste sono frasi che si sono sentiti ripetere

spesso.

Dalla sete che ha Levi si accorge che fuori dalla finesta c'è un ghiacciolino e lo

prende, ma subito dopo gli viene strappato di mano e allora Levi con uno stentato

tedesco chiede "Perchè?" e gli viene risposto "Qui non c'è perchè"-> la spiegazione è

che in questo luogo è tutto proibito perchè per tale scopo questo campo è stato

creato.

Qui Levi fa un'altra citazione Dantesca "Qui non ha luogo il Santo Volto, qui si nuota

altrimenti che nel Serchio" Inferno canto XXI verso 48.

Questa frase sta a significare che, come veniva fatto notare a chi arriva all'inferno la

differenza tra la vita terrena e la vita nell'inferno, c'è differenza tra la vita civile e

la vita nel lagher.

La prima giornata di Lager viene definita da Levi come Antinferno.

Al tramonto i deportati vengono fatti uscire dalla baracca e vengono condotti, in fila,

in un piazzale al centro del campo ad attendere per circa un'ora. Poi incomincia a

suonare una fanfara "Rosamunda" e ciò da sollievo e i prigionieri si guardano

sogghignando. Piano piano però vedono poi i loro compagni tornare da lavoro, essi

camminano in colonna per cinque, essi camminano come fantocci rigidi ma seguendo il

tempo della fanfara.

Quando tutti si sono disposti in un certo ordine sulla piazza, i prigionieri vengono

contati e ricontati, avvengono anche lunghi controlli che sembrano fare capo a un tale

vestito a righe che a sua volta rende conto a un gruppetto di SS.

Quando si sente gridare "Absperre" tutti cominciano a camminare con fare

turbolento e Levi nota che tutti portano con se una scodella.

I nuovi arrivati si aggirano tra la folla per cercare aiuto. Levi nota due giovani ragazzi

seduti contro la parete di legno di una baracca. Uno dei due mentre passano chiama

Levi e gli pone alcune domande e gli chiede di dove sono. Levi allora pone alcune

domande al ragazzo e scopre che è in lager da 3 anni e che fa il fabbro. Levi gli chiede

poi acqua e lui risponde che loro non bevono acqua e gli dice di Aspettare fino a

stasera.

Il ragazzo gli dice che si chiama Schlome e dopo aver chiesto a Levi di sua madre lo

abbraccia timidamente.

Qui Levi parla del fatto che hanno già imparato la topologia del lager e che esso è

circondato da filo spinato percorso con corrente ad alta tensione.

Ci sono 60 baracche in legno qui chiamate Blocks, poi ci sono le cucine, una fattoria

sperimentale gestita da alcuni haftling privilegiati, le baracche di docce e latrine e

l'infermeria e l'ambulatorio. Il block 24 riservato agli scabbiosi. Il Block 7 riservato a

la "prominenz" l'aristocrazia. Block 47 riservato agli ariani tedeschi,politici e

criminali. Il Block 49 per i Kapos.

I comuni blocks di abitazione sono divisi in due locali, nel Tagesraum vive il capo-

baracca con i suoi amici, dove oltre a degli oggetti c'è anche una vetrina con

all'interno gli attrezzi del barbiere autorizzato, i mestoli per distribuire la zuppa. Poi

c'è il dormitorio dove ci sono 150 cuccette da 3 piani ciascuno, sarebbe a dire che in

ogni cuccetta stanno circa due persone. I corridoi sono cosi piccoli che non ci si passa

in due e non c'è la possibilità di stare tutti in piedi sul pavimento e da qui viene fuori il

divieto di entrare in un block a cui non si appartiene.

Nel mezzo del lager c'è la piazza dell'appello dove i prigionieri si radunano la mattina

per costituire le squadre di lavoro.

Poi Levi comincia a parlare degli ospiti del lager. Essi sono divisi in 3 categorie: I

criminali,i politici e gli ebrei. Tutti sono vestiti a righe ma i criminali accanto al numero

portano un triangolo verde, i politici un triangolo rosso e gli ebrei portano una stella

ebraica rossa e gialla.

Le SS si vedono di rado, i padroni dei prigionieri sono i triangoli verdi che hanno mano

libera sugli ebrei. Hanno anche imparato a rispondere "Jawohl" e a non fare domande.

In più hanno anche appreso il valore degli alimenti, adesso anche loro raschiano il

fondo della gamella. Sanno anche loro adesso che non è la stessa cosa ricevere un

mestolo di zuppa preso dalla superficie o dal fondo. Hanno infine imparato che tutto

può servire e che tutto può venire rubato anzi che tutto viene rubato non appena

l'attenzione si abbassa. Conoscono già anche il regolamento del campo, pieno di

proibizioni, avvicinarsi a meno di due metri dal filo spinato, dormire con la giacca,

servirsi di particolari lavatoi che sono solo per i Kapos. E vietato andare alla doccia nei

giorni che non sono prestabiliti. Ci sono anche degli insensati riti da fare ogni mattina:

Rifare il "letto", spalmarsi gli zoccoli con l'apposito grasso da macchina, raschiare

dall'abito macchie di fango. La sera invece devono sottoporsi al controllo dei pidocchi

e alla lavatura dei piedi. Il sabato farsi radere barba e capelli e farsi rammendare

stracci. La domenica sottoporsi al controllo della scabbia e dei bottoni della giacca che

devono essere 5.

Se le scarpe sono rotte alla sera devono andare alla cerimonia del cambio delle scarpe,

dove c'è un ammasso di gente e si deve essere bravi a scegliere la scarpa adatta

perchè un secondo cambio non si può effettuare. Le scarpe hanno un'importanza

fondamentale nel lager. Le scarpe si sono rivelate strumenti di tortura, dopo lunghe

camminate facevano venire le piaghe dolorose ai piedi che poi si infettavano.

I piedi così si gonfiavano ed erano costretti ad entrare in ospedale con la diagnosi di

"piedi gonfi" poteva essere pericoloso perchè è noto a tutti, anche alle SS, che da

questo male non si guarisce.

Poi c'è il lavoro. Tutti lavorano, tranne i malati. Tutte le mattine escono dal campo alla

buna e tutte le sere rientrano allo stesso modo.

I prigionieri sono suddivisi in circa 200 Kommandos, ognuno dei quali conta da 15 a 150

uomini ed è comandato da un Kapo.

Vi sono diversi tipi di Kommandos. Ci sono Kommandos adibiti a trasporti e il lavoro è

assai duro e si svolge sempre all'aperto. Ci sono poi Kommandos di specialisti ciascuno

addetto a un reparto della Buna e questi solo durante la giornata lavorativa sono

dipendenti dei Meister civili. All'assegnazione dei singoli ai vari Kommando ci pensa

un'ufficio (arbeitsidiens). Esso decide in base a criteri sconosciuti, spesso in base a

corruzioni.

L'orario di lavoro è variabile con la stagione poichè tutte le ore di luce sono lavorative

perciò l'orario varia da estate a inverno. Una domenica ogni due è regolare giorno

lavorativo mentre nelle domeniche "festive" si lavorava alla manutenzione del lager.

Questa sarà la vita dei deportati. Alla domanda "E fino a quando?" gli anziani del lager

ridono e non rispondono perchè per loro il problema del futuro remoto dopo gli anni

passati in lager è impallidito e quasi scomparso rispetto ai problemi del futuro

prossimo. Levi dice che se gli uomini fossero ragionevoli dovrebbero rassegnarsi

all'evidenza che il loro destino è inconoscibile, ma siccome gli uomini non sono

ragionevoli quando c'è in gioco il proprio destino preferiscono le posizioni estreme.

Alcuni pensano che tutto è perduto e che non c'è salvezza, mentre altri pensano

invece che nonostante tutto una salvezza sia possibile. I pessimiti e gli ottimisti non

sono così distinti perchè molti oscillano tra le due posizioni a seconda del momento.

La fine del capitolo è una riflessione.

Nel lager vi è un eterno presente, il passato e il futuro non sono tangibili.

In 15 giorni Levi ha imparato a rubare per poter sopravvivere.

Quando parla del lavoro e della sua condizione Levi dice "Mi fiacco alla pioggia"->

citazione dantesca (inferno VI 54).

Non c'è cosa più triste, quando si è infelici, di ricordare quando si era felici (Inferno

V 121-3)-> Francesca.

Iniziazione

"Iniziazione" è il capitolo che è stato aggiunto nell'edizione del 58.

Levi viene assegnato al Block 30 e viene assegnato a una cuccetta dove dorme Diena.

Levi siccome non ha sonno, perchè il sonno è mascherato dall'ansia e dalla tensione, fa

delle domande al suo compagno di cuccetta ma questo ne sa quanto lui, poi gli altri

cominciano a urlargli "Ruhe" cioè lo intimano di fare silenzio. La confusione delle lingue

è una componente fondamentale del lager->Il multilinguismo del lager è paragonato a

una babele, in cui tutti urlano parole mai udite e guai a chi non afferra al volo il

concetto.-> nel lager nessuno ti ascolta e ha pazienza e gli ultimi arrivati si radunano

vicino al muro per avere le spalle coperte.

Il campo pare una riedizione moderna della biblica torre di babele.

Levi rinuncia a fare domande e cade in un sonno insidiato, sempre pronto a difendersi.

Sogna come se si trovasse su un ponte, per traverso di una porta dove va e viene tanta

gente.

Il sogno è un tema importante, ad Auschwitz il sogno non è una consolazione, è solo il

prolungamento allucinato di una situazione reale.

I sogni più ricorrenti dei prigionieri sono quelli di mangiare e di tornare a casa. Poi

arriva la sveglia e tutti si alzano e cominciano il frenetico movimento per fare le cose

e fanno le cose in fretta per risparmiare tempo perchè tra 5 minuti c'è la

distribuzione del pane( qui Levi fa una declinazione scherzosa del plurilinguismo della

parola pane).

Il pane è la loro sola moneta, il loro unico oggetto di scambio. Infatti alla fine della

distribuzione del pane nel block suonano i richiami dei creditori che devono riscuotere.

Poi molti vanno al lavatoio.

Il lavatoio è poco illuminato e pieno di correnti d'aria e il pavimento è coperto da

strati di fanghiglia, l'acqua non è potabile e spesso manca per molte ore.

Le pareti sono decorate con affreschi che dipingolo l'haftling buono e l'haftling

cattivo e sotto a queste raffigurazioni c'è scrtto in francese "La propetè. c'est la

santè" cioè "La pulizia è la salute".

Poi sulla parete opposta c'è raffigurato un pidocchio con la scritta "Un pidocchio è la

tua morte" e "Dopo la latrina, pria di mangiare,lavati le mani non dimenticare".

Levi capisce dopo poco che in lager lavarsi tutti i giorni con quell'acqua sporca è inutile

ai fini della pulizia e della salute ma è assai importante come sintomo di residua

vitalità. Levi confessa che dopo una settimana il suo istinto di pulizia è sparito quindi

lui si aggira per il lavatoio e li incontra il suo amico Steinlauf che lo saluta e gli chiede

perchè non si lava e Levi pensa che lavarsi sia inutile e sia un spreco di energia. Non

per Stainlauf, che invece pensa che lavarsi, benchè sia inutile, è essenziale lavarsi per

non diventare bestie (come voleva il lager), era essenziale dare il nero alle scarpe per

dignità e era essenziale camminare senza strascicare gli zoccoli per non cominciare a

morire.

Steinlauf dice praticamente che lavarsi è un simbolo della resistenza all'oppressione,

ci vogliono bestie ma noi bestie non diventeremo. Facciamo quello che vogliono loro, ma

a testa alta mostrandogli che non hanno il loro consenso.

Ka-be

Ka-be significa Krankenbau(ospedale).

Questo capitolo è dedicato al ricovero di Levi in infermeria, dove è stato condotto

per curare una ferita al piede-> qui Levi ha una "tregua" di 20 giorni dal lavoro.

Levi dice che ogni giorno è uguale all'altro e il tempo sembra non passare mai.

"ferro in travaglio"-> ferro prossimo alla fusione, levi parla da chimico.

Nel primo paragrafo Levi esprime una riflessione sulle teorie del Leviatano di T.

Hobbes(1651).

La teoria della guerra tutti contro tutti, per lo stato di natura.

Giusnaturalismo->legge di natura.

Per Hobbes allo stato di natura gli uomini si azzannano, infatti nel lager gli uomini sono

tutti contro tutti.

Levi però si contraddice, il suo compagno di lavoro non lo vede come un rivale.

Il compagno di lavoro di Levi è Null Achtzen (zero diciotto, le ultime tre cifre della

sua matricola.). Null Acthzen è un uomo vuoto(questo era l'obiettivo dei tedeschi), è

vuoto interiormente e si pensa che solo un uomo è degno di avere un nome.

é il prototipo dell'uomo che i nazisti volevano vedere, era giovane e ancora si doveva

fortificare nella lotta tutti contro tutti.

A fine paragrafo a pag 73 c'è la citazione di J.London "il richiamo della foresta".

Non è indebolito ma nessuno vuole lavorare con lui. Siccome nessuno voleva lavorare

con loro spesso loro lavoravano insieme.

Mentre tornavano al magazzino, una locomotiva li taglia la strada e allora Levi e Null

Achtzen si fermano. Il treno che passa ha vagoni russi con la falce e martello mal

cancellati e poi passa un vagone italiano.

Levi qui fa un sogno ad occhi aperti, una fantasticheria. Immagina di salirvi sopra e

tornare in Italia e una volta tornato in Italia di raccontare tutto-> qui Levi esorcizza

l'orrore presente e il timore futuro(paura di non esser creduto). Questo sogno ad

occhi aperti è un episodio isolato.

Appena l'ultimo vagone passa si ritorna al presente e al lavoro. Guai a sognare, dice

Levi, perchè il momento di coscienza che accompagna il risveglio è la sofferenza più

acuta.

Qui, Levi riprende le teorie di Hobbes della lotta tutti contro tutti per spiegare che il

Galiziano e Mischa per tenere il proprio lavoro meno stancante richiamano i compagni e

impongono un ritmo insostenibile. è nel normale ordine delle cose che i privilegiati

opprimano i non privilegiati.

Qui Levi descrive come è avvenuto il suo incidente sul lavoro(mentre trasportavano un

supporto di ghisa).

Il supporto colpisce il piede di Levi. Tutti gli altri girano intorno a Levi e approfittano

dell'incidente per sospendere il lavoro. Arriva il kapos e distribuisce pedate e i

compagni si disperdono come "Pula al vento"->similitudine di origine biblica.

Il kapo da qualche schiaffo a Levi e poi lo mette a fare il lavoro al posto del Galiziano.

Una volta tornato alla baracca si sdraia sulla cuccetta e subito dopo la zuppa andrà in

ka-be.

L'infermeria è formata da 8 baracche separate da un reticolato. Nessuno soggiorna

più di due settimane in ka-be-> o si muore o si esce dal ka-be.

Ci sono due ambulatori, medico e chirurgico. All'ingresso dei due ambulatori ci sono

due file. Levi si mette in fila e attende il suo turno. Entrare con le scarpe in

ambulatorio è proibito e a far rispettare le regole c'è un gigantesco Haftling

francese.

Quando è il suo turno, Levi riesce a levarsi le scarpe senza farsi rubare niente. Lascia

le scarpe e prende lo scontrino, poi si mette in fila all'interno per essere visitato.

In questa fila ci si spoglia progressivamente perchè quando si arriva a essere visitati

bisogna essere nudi.

Levi viene dichiarato Arztvormelder,cioè ammesso all'accettazione, il giorno dopo Levi

si deve ripresentare ai medici per la visita definitiva.

Il compagno di letto Chajim spiega cosa significa a Levi e gli dice anche che secondo

lui verrà ricoverato in Ka-Be. Levi si fida di lui, è un ebreo polacco, di mestiere fa

l'orologiaio.

Dopo la sveglia e il pane Levi viene chiamato fuori e viene portato in un angolo della

piazza dell'appello insieme a tutti gli altri Arztvormelder. Gli viene portato via tutto.

In Ka Be non si può portare niente.

Li hanno fatti spogliare, li hanno contati, li hanno raso barba e capelli e li hanno fatto

fare una doccia e poi li hanno portati a fare la visita definitiva. (assurdità tedesca

sempre presente).

Anche la seconda visita medica è rapida, il medico guarda e palpa il piede di Levi che

grida dal dolore, poi dice Aufgenommen block 23.

Il medico della seconda visita è un prigioniero privilegiato (ha i vestiti a righe).

Levi non sa che significa ma viene portato via e gli danno un mantello e dei sandali.

Il block 23 è il block di riposo per i malati leggeri. (Schonungsblock).

Appena entra viene di nuovo lasciato nudo e messo in fila.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto da me svolto seguendo le lezioni del professore e riassumendo ciò che lui ha detto. Consigliato il libro "Se questo è un uomo" di Primo Levi. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Pacca dell’università degli Studi di Pisa - Unipi, Interfacoltà, del Corso di laurea in informatica umanistica. Scarica il file in formato PDF!


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in informatica umanistica (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali)
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valencina13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Pacca Vinicio.

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