LA CORNICE STORICA E TEORICA
La trasmissione del sapere è sempre stata una necessità per l’uomo
se l’insegnamento ha sempre avuto un ruolo importante nella vita culturale dei popoli, la riflessione
su di esso è invece molto più recente.
Il metodo del dialogo risale a Socrate, mente all’Accademia platonica si riconduce la maieutica, ovvero la capacità di aiutare il
discepolo a venire alla conoscenza di ciò che ha già in sé.
septes artes liberales
Fino all’epoca moderna, Le (grammatica, retorica, dialettica, aritmetica, geometria, musica e astronomia)
caratterizzano i programmi di insegnamento.
La lezione prevedeva la spiegazione di un argomento da parte del docente e l’ascolto silenzioso dell’allievo. Ma nel ‘600 le cose
iniziano a cambiare.
2. L’età moderna e la scoperta dell’arte dell’insegnamento
Tra il 1500 e il 1600, con il consolidamento dei nuovi Stati Europei, una rivoluzione burocratica investe tutti gli ambiti
istituzionali
anche il ruolo della scuola, come spazio per la formazione e l’educazione etica e culturale, viene rivisto.
La scuola viene rivalutata come luogo per l’acquisizione delle competenze professionali, e con la riforma
protestante (che sosteneva la lettura dei testi sacri in privato) diede nuovo impulso all’insegnamento
della lettura e della scrittura, che divenivano così essenziali.
Comenio Con lui viene messa a fuoco l’idea di agire, attraverso l’educazione, sul comportamento dell’uomo.
Questa deve partire dall’infanzia per cui Comenio s’interroga sui metodi didattico-educativi più efficaci.
riteneva che la mente fosse una tabula rasa in cui le conoscenze si formano attraverso l’esperienza
sosteneva la necessità di rivedere le strategie educative e già con lui vengono criticate le punizioni corporali e le
Locke forme d’insegnamento autoritario.
nel suo Emilio ha una precisa visione pedagogica che rivede la posizione dell’insegnante. Egli deve essere capace
di motivare e di sostenere psicologicamente l’alunno senza limitarsi a fornire pedantemente dei precetti.
Rousseau parte da una concezione dell’uomo “buono per natura” da cui si deve procedere con un’educazione
Rousseau negativa, ovvero finalizzata ad eliminare quelle cattive influenze che portano a cattive abitudini.
Però tutte queste riflessioni non riescono ad eliminare la pratica delle punizioni corporali che durerà sino a metà
novecento.
Nell’ ‘800 ricordiamo i contributi di:
Pestalozzi
: la sua proposta, applicata sperimentalmente nelle scuole da lui fondate e dirette, propone
un’educazione integrale della persona in un contesto relazionale ispirato al clima affettivo familiare, alla serenità e
alla fiducia.
Froebel
: sottolinea l’importanza di una scuola ispirata ai bisogni dei bambini e attenta all’importanza del gioco.
Herbart : è il primo a proporre un piano strategico di insegnamento vero e proprio, che metta in relazione la
dimensione didattica con quella psicologica dell’apprendimento. La didattica deve quindi rivolgere la sua attenzione
alla motivazione e alla pluralità di interessi che caratterizza i soggetti.
3. Il primo novecento. L’attivismo e le scuole nuove
La riflessione pedagogica ha un nuovo impulso e collegandosi alle ricerche psicologiche e fisiologiche mette in evidenza le diverse
necessità del fanciullo a seconda della sua età.
I lavori principali in questo campo sono quelli sviluppati all’interno del movimento “attivista” o anche “educazione progressiva”
sviluppatosi in Europa ed America
sostiene appunto un apprendimento per stimoli che attivino il fare, l’agire del bambino e lo mettano in condizione di
avere esperienze nuove.
L’esperienza vera e propria diventa essenziale
va eliminata la distinzione tra il lavoro manuale e quello intellettuale, che devono invece andare pari passo
Dewey .
come indica anche
Le sue teorie nascono nel mezzo delle due guerre mondiali, e l’attenzione viene posta sulla specificità e
sull’individualità dell’alunno, e quindi sul bisogno di adeguare l’insegnamento alle capacità dell’alunno.
In America si ricordino il metodo per progetti di Kilpatrick e la nuova scuola di Parkhust dove l’insegnamento viene affiancato
alle concrete esperienze dei fanciulli. Negli anni 20 Parkhust sostituisce le aule con un sistema di laboratori specializzati, abolendo
l’orario scolastico e la centralità della lezione.
In Europa: importanti i lavori di Freinet e Ferriere volti a sviluppare l’individualizzazione, la cooperazione, il metodo dei progetti.
Il lavoro di Freinet è volto ad indagare le potenzialità dell’esperienza diretta mente Ferriere sostiene che il maestro deve
accrescere la fiducia e l’autostima dell’alunno mettendolo in grado di rendersi indipendente. L’allievo è potenzialmente
predisposto alla conoscenza, ma bisogna rispettarne le tendenze e i tempi di apprendimento.
4. Sviluppi degli ultimi 50 anni: progettazione curricolare-cognitivismo vs
costruttivismo
o Negli stati uniti, negli anni ’50 nascono nuove scienze come la scienza dell’informazione (Shannon) e la cibernetica
(Wiener) e iniziano così a muoversi le prime critiche verso la scuola attiva, verso il movimento progressista che aveva
avuto in Dewey il suo principale esponente teorico.
Questo tipo di scuola aveva peccato d’ingenuità:
occorreva dare un assetto davvero scientifico alla didattica.
Anziché far riferimento solo agli interessi dell’alunno, era necessario individuare gli obiettivi e delineare quali
competenze erano necessarie per raggiungerli.
task analysis
o : i compiti vengono suddivisi in unità semplici organizzate in
Si delinea quindi il modello delle
modo gerarchico. Tali unità vanno poi ricondotte al sistema complesso e si devono fornir e una serie di
feedback letteralmente una informazione di ritorno che un soggetto riceve in conseguenza
ad una sua azione.
E’ uno strumento utile per fare degli aggiustamenti in vista di un obiettivo
Tyler
o ,
Secondo le competenze vanno acquisite gradualmente e gli obiettivi devono essere raggiunti anch’essi per
gradi. Si tratta quindi di mettere a punto una progettazione curricolare.
Bloom
o , un suo allievo, da inizio ad una iniziativa che prevedeva, come accadeva per tutte le altre scienze, il
riordinamento dei criteri valutativi. La tassonomia (disciplina della classificazione) poteva quindi essere utile per la
definizione degli obiettivi didattici.
o Se questi obiettivi vengono “ ”, si possono comparare esperienze diverse e la ricerca didattica ne può
OPERAZIONALIZZATI
trarre beneficio.
Gli obiettivi vengono definiti non solo attraverso l’uso di
concetti, ma anche attraverso l’indicazione delle prove
atte a misurare il conseguimento stesso dell’obiettivo
o Nel 1954 esce un importante lavoro di Skinner che darà vita a studi sull’istruzione programmata e sull’impiego di macchine nei
processi di apprendimento.
Skinner è il più significativo esponente del comportamentismo il cui presupposto è l’osservabilità del comportamento oggetto di
SKINNER studio: si può studiare solo il comportamento esterno, osservabile. Nulla si può dire su quanto accade all’interno dell’individuo.
Skinner sostiene che ormai si sa abbastanza su come si apprende e che bisogna applicare questi principi, in particolare il rinforzo
positivo alla didattica (che può essere di vari tipi: negativo, positivo, continuo o intermittente. Indica un’azione volta ad aumentare
le probabilità di risposta da parte dell’alunno).
Presentazione Attività Stimolo Risposta
(stimolo) (risposta)
Rinforzo Rinforzo
Frazionamento del contenuto in unità minime
Ordinamento delle unità dal semplice al complesso
Sequenze di stimolo-risposta-rinforzo (avanzamento lineare per gradi)
rinforzo immediato (positivo)
Bruner
o , alla conferenza di Woods Hole:
promuove i concetti di struttura e di curriculum a spirale
da inizio a quel curriculum movement che, contrapponendosi al comportamentismo, si basa sui presupposti cognitivisti. La
mente può essere studiata e gli studi su di essa sono fondamentali per la progettazione curricolare: definizione di obiettivi,
valutazione di preconoscenze, scomposizione del percorso in fasi, scelta delle risorse e strategie didattiche, forme della
valutazione.
In sintesi, alla fine degli anni 50, seppur attraverso orientamenti molto diversi tra loro quali il comportamentismo skinneriano,
l’orientamento tassonomico-curriculare di Bloom, la nascita della scienza cognitivista con i suoi risvolti informatici e linguistici, ci si
allontana del tutto dall’attivismo deweyano.
o Negli anni 60 e 70 tutti questi orientamenti vengono a convergere, i metodi di natura comportamentistica si ispirano alle teorie
il mastery learning
:
cognitiviste e nasce un nuovo modello che avrà molta fortuna
Apprendimento per padronanza, ovvero si impartiscono nuovi insegnamenti nel momento in cui il soggetto possiede gli elementi per
comprenderli.
Si pone l’obiettivo di dettagliare gli obiettivi di insegnamento al fine di consentire a tutti di raggiungere la padronanza negli obiettivi
proposti. Gli obiettivi vengono quindi razionalizzati, scanditi e i compiti si organizzano in piccole unità.
scaffolding
Grazie allo l’allievo riuscirà ad essere sempre più autonomo.
o Si sviluppa la psicologia clinica e della personalità e le teorie sulla comunicazione pragmatiche, di cui vale la pena indicare il primo
assioma fondamentale:
1) Tutto è messaggio, è impossibile non comunicare, anche se in modo esplicito non diciamo niente. L’attenzione si sposta
quindi sugli studi della prossemica, infatti la distanza nel comunicare indica il grado di familiarità e di intimità, per cui
ogni messaggio ha anche una dimensione relazionale, che può essere più o meno forte.
o Verso gli anni ‘70 si passa alla critica di tutti quei metodi autoritari d’insegnamento, si pone l’attenzione sui fattori socio-culturali
che possono influenzare il processo educativo (come il linguaggio)
si avvia quindi un vero e proprio processo di descolarizzazione.
educazione permanente società educante
Compaiono nozioni come quella di e di .
Persegue le politiche volte a favorire “l’apprendimento in tutto l’arco della vita”, attraverso l’integrazione coerente delle diverse modalità del
processo educativo: iniziale e continuo, formale e informale, scolare e non scolare.
Il cognitivismo arriva al suo apice
o :
la conoscenza è il riflesso della realtà e può essere implementabile in una macchina.
Allo stimolo esterno comportamentistico si sostituisce l’informazione
Anche il cognitivismo si sviluppa con nuove teorie come quelle di Rosh (concetti vanno categorizzati come farebbe il cervello).
L’informazione viene ricevuta dall’esterno ed
elaborata all’interno, dapprima in una memoria di
lavoro, poi viene eventualmente trasferita in una
memoria a lungo termine.
La memoria di lavoro è un meccanismo sottostante il
mantenimento e l’elaborazione delle informazioni
rilevanti per l’esecuzione di un compito cognitivo.
Costituisce la parte attiva della memoria ed è
strettamente collegata all’attenzione e alla coscienza.
o Negli anni 80 i rapporti tra il cognitivismo, basato sulle ricerche sulla conoscenza, e il modello curricolare(di tipo gerarchico-
sequenziale) iniziano a vacillare. delle intelligenze multiple”,
Nascono nuovi modelli della mente e dell’intelligenza, come la “teoria di Gardner, nel 1987.
Le intelligenze sono almeno 7 (linguistica,musicale, logico-matematica, spaziale, cinesica-corporea,
intrapersonale e interpersonale)
Non esistono gerarchie, nessuna è superiore alle altre, ognuno è un sistema a sé nonostante tutti collaborino
assieme.
La conoscenza non è più rispecchiamento della realtà ma bensì frutto di una elaborazione interna, che quindi è
soggettiva e perciò sempre diversa.
COSTRUTTIVISMO,
o Su queste riflessioni si basa il il cognitivismo nella sua seconda era.
In questo orientamento confluiscono vari filoni, in primis quello vygotskjiano, con la sua attenzione verso i processi sociali e i
fattori esterni come influenti sui processi d’apprendimento:
concetti e nozioni oggetto di conversazioni sono progressivamente integrati nelle strutture cognitive interne dell’individuo.
I processi sociali sono fondamentali nella costruzione del pensiero, il quale è in stretta connessione con il linguaggio interno e
il monologo interiore (= coscienza) intelligenza distribuita *,
Sempre a Vygotskji si riconduce il concetto di sottolineato anche da Bruner
Il focus si sposta notevolmente anche sull’ambiente di apprendimento, sull’importanza della struttura e del suo allestimento. Il
contestualista
costruttivismo ha un approccio del tutto per cui concentra l’attenzione sull’ambiente, che è ancora oggi un
problema centrale nella riflessione sull’azione formativa.
Grazie alla partecipazione ad attività comuni, i novizi cominciano a comportarsi e a pensare come esperti.
Dal 1995 lo sviluppo della rete ha posto nuovamente il problema, perché si tratta di riorganizzare un nuovo ambiente in un
contesto del tutto inesplorato. La digitalizzazione dell’informazione apre quindi nuovi spazi alla ricerca educativa, anche se produce
nuove forme di esclusione per quelle persone che non hanno i mezzi per fruirne (digital divide). Anche i rischi del diluvio
informazionale (information overload) erano qualcosa di sconosciuto finora
l’immensa mole di dati e informazioni, spesso irrilevanti e inaffidabili, creano sovraccarico
cognitivo, caos e disorientamento.
La conoscenza, assieme al capitale e al lavoro diventa uno dei valori fondamentali della società.
*Prospettiva che sottolinea come la conoscenza umana non sia confinata solo alla mente, quanto –piuttosto- sia distribuita tra
individui, oggetti ed altre risorse disponibili nell’ambiente. Si tratta di una prospettiva capace di enfatizzare l’importanza
dell’ambiente nell’apprendimento e di sottolineare la necessità di sviluppare sistemi di rappresentazione condivisi al fine di
rendere efficace il reperimento e lo scambio di informazioni.
5. Ricerca didattica in Europa e in Italia
La ricerca didattica oggi vede la formazione come lifelong learning. Viene superata l’idea tradizionale della formazione come
momento della vita limitato al periodo scolastico. Dopo l’università, per lavoro o per specializzarsi, la formazione è continua e
quella on line permette di andare oltre problematiche logistiche e temporali.
Attivismo Cognitivismo Costruttivismo
omportamentismo
C
• Prospettiva • Prospettiva • Approccio • Orientamento
ispirata ai valori secondo cui si può psicopedagogico secondo cui la
della studiare solo il che considera conoscenza si
sperimentazione comportamento l'apprendimento acquisisce
e dell'attività oggettivamente come espressione attraverso un
pratica, al lavoro osservabile. della mente, dei processo di
di gruppo e suoi processi e costruzione attiva
• L'apprendimento
all'avvicinamento delle sue
è visto come una • Fondamentale è
dei contenuti condizioni
concatenazione di la dimensione
didattici ai psicodinamiche.
stimoli e risposte. socio-culturale e il
contesti di vita. • Studia la mente linguaggio
umana in termini (Vygotskij)
di memoria e di
processi cognitivi.
TASSONOMIE E OBIETTIVI Un problema classico nella storia della ricerca didattica
riguarda la definizione degli obiettivi: per molto tempo
questi sono rimasti incorporati in finalità più generali o
identificati con l’acquisizione dei contenuti disciplinari.
Ad un certo punto si è dovuto separare tra ciò che sono i
valori e quali sono gli apprendimenti.
Questa svolta intende raggiungere 2 risultati:
Rendere calcolabili l’istruzione e i suoi risultati
Razionalizzare il processo di istruzione e
apprendimento ottimizzando gli interventi
Progettazione, il modello ADDIE
I dispositivi progettuali ed attuativi cercano di abbracciare tutti i momenti che riguardano la didattica ante
quem (prima della quale) e post quem. Dagli anni ‘60 è in uso un modello conosciuto come MODELLO
ADDIE:
ANALYSIS DESIGN DEVELOPMENT IMPLEMENTATION EVALUATION
Identificazione e Stesura obiettivi, Selezione e Insegnamento/applicazione Valutazione
analisi degli criteri dei test, preparazione del sommativa e/o
obiettivi, identificazione materiale altre forme
decisione delle delle strategie didattico
caratteristiche
d’ingresso
Ante Ante Ante Didattica viva Post
Possiamo riconoscere nello schema diverse fasi:
1. analisi preliminare , dove la valutazione ha il carattere di esplorazione di fattibilità e può anche portare ad
interrompere il processo;
Oltre all’obiettivo è indispensabile una valutazione realistica dei:
Vincoli di base (tempi, luoghi, modalità di svolgimento ammissibili, ecc.)
Risorse disponibili (economiche, tecnologiche, umane e di altro tipo)
Utenti (bambini/adulti, età, scolarità, caratteristiche, aspettative…)
2. progettazione in senso stretto con progettazione di materiali, tempi, strategie, strumenti e predisposizione
dell’ambiente;
il progetto richiede la descrizione delle competenze attese (conoscenze + capacità) e dei relativi programmi di lavoro.
Come si può determinare un progetto di qualità?
EFFICACIA
•Gli obiettivi s
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Didattica Generale - Calvani
-
Riassunto esame Didattica generale, prof. Calvani, libro consigliato Come fare una lezione efficace
-
Riassunto esame Didattica generale, docente prof.ssa Palomba, libro consigliato "Fondamenti di didattica, teoria e …
-
Riassunto esame Didattica generale, prof. Calvani, libro consigliato Didattica generale, Castoldi