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Metodi e tecniche della valutazione scolastica

L'Italia è l'unico paese in cui si studia separato valutazione e apprendimento, anche se sono interconnesse.

Insegnamento e apprendimento

Molto spesso abbiamo pensato la scuola come un posto in cui si insegna e non dove si impara, dando più importanza all'insegnante e non allo studente. Se mi incentrassi sull'apprendimento degli studenti, non farei più riferimento al programma.

Due logiche di insegnamento a confronto

L'insegnamento "muro"

  • Centralità dell'insegnamento: Studente ricettore passivo
  • Conoscenza inerte rispetto a vita reale
  • Insegnamento = frazionamento della conoscenza in unità semplici
  • Gruppo = fattore di disturbo

L'insegnamento "ponte"

  • Centralità dell'apprendimento: Studente attivo e supportato con strumenti per agire
  • Conoscenza come relazione fra pratico e teorico
  • Insegnamento = attività complessa
  • Gruppo = risorsa per la soluzione di problemi

Il muro

  • La conoscenza come prodotto predefinito, materia inerte
  • La conoscenza viene frammentata in parti per facilitare l'assimilazione
  • Lo studente riproduce la conoscenza
  • Organizzato intorno a contenuti
  • Strutturato e uniforme
  • Prevede un percorso lineare insegnante-conoscenza-studente
  • Usa il libro come strumento principe
  • Procede in modo individualistico

Il ponte

  • La conoscenza come processo elaborativo, materia viva
  • La conoscenza viene vista nelle sue reciproche relazioni
  • Lo studente produce la conoscenza
  • Organizzato intorno a problemi
  • Differenziato e regolato sulla persona
  • Prevede un percorso ricorsivo insegnante-conoscenza-studente
  • Usa fonti e materiali diversi
  • Procede in modo cooperativo

Apprendimento scolastico vs extrascuola

  • Apprendimento scolastico: Individuale, diretto all'abbandono progressivo di strumenti, decontestualizzato, finalizzato ad acquisizioni generali ed astratte
  • Apprendimento dell'extrascuola: Lavoro in équipe, interazione frequente con mezzi e strumenti, attività fortemente legate a situazioni, specificità e concretezza delle acquisizioni

L'idea d'apprendimento/insegnamento

Approccio d'istruzione tradizionale

Il sapere avviene attraverso trasmissione di conoscenze. Il centro dell'attività didattica è l'insegnante.

La centralità dell'apprendimento

L'apprendimento avviene come processo di elaborazione condivisa ed integrazione di molteplici prospettive, informazioni ed esperienze, offerte dal confronto e dalla collaborazione con i pari o con un gruppo di esperti.

L'apprendimento significativo

  • Attivo, perché consapevole e responsabile
  • Costruttivo, perché il soggetto integra le nuove conoscenze con le precedenti
  • Collaborativo, perché il soggetto lavora in una comunità costruttiva (scaffolding offerto da ciascun attore)
  • Intenzionale, perché il soggetto è coinvolto fattivamente nel conseguimento di obiettivi conosciuti e condivisi
  • Conversazionale, perché è forte la dimensione dialogica
  • Contestualizzato, perché i compiti assumono significatività nel mondo reale/vissuto/esperito
  • Riflessivo, perché il soggetto riflette sui processi e sulle decisioni

La valutazione

Cosa significa valutare?

Perché valutiamo?

Cosa, come, quando valutiamo?

La valutazione nella vita quotidiana

  • Cosa acquistiamo, cosa mangiamo, come stiamo

La valutazione degli esami universitari

La valutazione nello sport

La valutazione nel lavoro

  • Colloqui, concorsi, avanzamenti di carriera

Valutare significa:

  1. Confrontare una situazione osservata con una situazione attesa;
  2. Assegnare significato agli esiti di tale confronto;
  3. Ricostruire i processi che hanno portato a tali esiti;
  4. Attribuire valore a tali esiti (e processi) sulla base di un sistema di riferimento;
  5. Assumere decisioni operative sulla base di tali esiti (e processi).

La valutazione è una forma di giudizio, emesso sulla base di una raccolta di informazioni. La valutazione esprime la discrepanza esistente tra:

  • Le cose così come sono
  • Le cose come dovrebbero essere

Punti salienti

  • Valutare è far emergere il valore di qualcosa (in particolare dell’apprendimento)
  • Implica un soggetto che valuta (un punto di vista) e un oggetto valutato
  • Il valutare è una tecnica/una attività e in quanto tale può essere appresa
  • L’eccesso di descrizione, di oggettività, non ha a che fare col valore.
  • La valutazione fa parte del percorso di apprendimento, non viene dopo.
  • La prova di valutazione, ponendo una difficoltà, produce conoscenza.
  • La prova di valutazione fa emergere il valore.
  • Valutare [bene] costa fatica.

La valutazione degli apprendimenti

La valutazione dell’apprendimento vista da un insegnante

«La mia frustrazione al momento di valutare apprendimentol degli allievi su un determinato argomento era dovuta al fatto che non ero sicuro di come verificare ciò che era stato appreso. Gli allievi svolgevano una serie di attività e lavoravano tanto sui libri ma indubbiamente avevo bisogno di verificare ciò che avevano appreso nelle ultime settimane. Sfortunatamente, anche se avevamo completato la trattazione dell’argomento, non sempre avevo un’idea chiara di ciò che volevo che gli allievi avessero appreso, e di come fare per accertarlo. Se usavo un test questo tendeva a focalizzarsi su brandell i sparsi di conoscenze sull’argomento, cui attribuire un voto o un punteggio su una scala da 0 a 10 o da 0 a 20. Se usavo un compito, tendevo a valutare delle abilità generiche come l’ortografia, la punteggiatura, la grammatica e l’abilità nel servirsi di mappe geografiche, cercavo di capire quanto fossero corrette le conoscenze dei miei allievi in geografia e registravo il risultato sotto forma di voto nel mio registro. Se correggevo il lavoro che gli allievi avevano svolto sui quaderni, si trattava perlopiù di "mettere un visto e restituire", per assicurarmi che avessero eseguito il lavoro loro assegnato.»

Con tutte queste valutazioni diverse, se c’era qualche cosa che non era stato compreso a dovere saltava fuori solo per caso, perché non mi era chiaro che cosa io stesso intendessi valutare – non usavo la verifica degli apprendimenti per diagnosticare efficacemente le difficoltà di apprendimento. Si presentava quindi un altro problema. Una volta ottenute queste informazioni, che cosa dovevo farne e che cosa significavano? Dai test ricavavo un voto, ma come u9lizzare quelle informazioni? Correggere i compi9 e dare un voto o un punteggio richiedevano tempo, tanto che, quando agli allievi venivano restituitii loro lavori, di solito eravamo passati ad un altro argomento e le osservazioni che avevo fatto ai singoli non avevano seguito perché non erano rilevanti per l’ argomento che stavamo trattando. Ciò che avevo in mano, in ogni caso, era una serie di voti sul mio registro, che potevo usare negli incontri serali con i genitori per dare giudizi sugli allievi. Il più delle volte, però, i miei giudizi si basavano piuttosto sulle informazioni che avevo immagazzinato mentalmente, ed erano spesso assai poco incisivi oppure focalizzati sulla condotta e sugli atteggiamenti più che sulla comprensione della materia. Commenti tipici erano:»

«È diligente e desideroso di apprendere" oppure "Dovrebbe prestare più attenzione in classe e chiacchierare meno con gli altri. Può fare molto di più"»

Commento di un insegnante molto sincero in riferimento alla difficoltà di valutare: problema nel definire gli obiettivi e gli strumenti, una valutazione che serve per orientare quello che sarà un prossimo argomento, non riesco a capire i veri problemi che riscontrano gli studenti, quindi c’è un problema anche in riferimento al tempo, uso delle valutazioni (utilizzarli per i colloqui con i genitori ma si focalizzava più sull’atteggiamento degli allievi, non fare agire il comportamento sul profitto)

La valutazione scolastica è intrinseca al processo didattico

In quanto intrinseca all’agire didattico la valutazione è un processo di raccolta intenzionale (c’è un progetto dietro) e pianificata (ci sono degli step definiti) di elementi/informazioni finalizzato ad esprimere un giudizio (descrittivo, comparativo, di progresso, certificativo) sulla progressione degli apprendimenti da parte di singoli o gruppi di allievi.

La competenza docimologica dei docenti (Benvenuto, 2003)

La messa a punto di una competenza docimologica per i docenti, prevede un bagaglio esperienziale legato a:

  • Distinzione, ma stretta correlazione, tra l’uso di strumenti di verifica e le funzioni della valutazione
  • Raccolta “differenziata” delle informazioni necessarie alla valutazione
  • Conoscenza e applicazione delle principali tecniche di costruzione di test
  • Diffusione e utilizzazione degli strumenti alternativi al testing
  • Individuazione e controllo della validità e affidabilità delle diverse misure degli apprendimenti scolastici
  • Attribuzione di punteggi (voti), formulazione di giudizi (valutazioni analitiche e sintetiche) e loro restituzione/comunicazione
  • Riflessione sulla problematicità del mettere i voti a scuola e nei diversi contesti formativi, in termini di “equità”.

Quattro dimensioni della valutazione

Quattro sono le dimensioni che ogni docente dovrebbe controllare tutte le volte che si trova a mettere voti e a valutare (principi chiave della valutazione):

  1. Funzioni della valutazione: Perché sto valutando? Quali gli obiettivi? Cosa si vuole valutare con la prova/esame?
  2. Tempi didattici: Quando sviluppare le forme di verifica? Ingresso, in itinere, finale?
  3. Forme/strumenti: Quali stimoli e tipologie di prove adoperare? Strutturate, semistrutturate, aperte? Come raccogliere nel tempo le testimonianze di prove?
  4. Livelli di misura: Quale precisione nelle misurazioni? Scale nominali, ordinali, intervallo?

Il perché valutare

Le funzioni della valutazione La funzione principale della valutazione riguarda la regolazione del processo di apprendimento (non mettere i voti), un processo che può svilupparsi in diversi momenti didattici (tempi), avere diverse finalità (scopi) ed essere condotta con diversi gradi di precisione nella rilevazione (livello misurativo).

Le funzioni della valutazione

Molti autori hanno fornito una classificazione delle diverse funzioni della valutazione. Scriven definisce la funzione formativa e quella sommativa:

Formativa: quando la rilevazione delle informazioni sul procedere degli apprendimenti ha lo scopo di rimodellare il processo dell’istruzione. Si definisce formativa perché permette di dare forma all’azione successiva. Se la valutazione formativa serve a identificare le modalità e/o difficoltà individuali dello studente, la definiamo diagnostica; se ha lo scopo di interpretare se lo studente può o meno seguire un determinato modulo di insegnamento, la definiamo prognostica.

Sommativa: Quando la rilevazione delle informazioni sul procedere degli apprendimenti è compiuta allo scopo di controllare il raggiungimento degli obiettivi posti dall’azione didattica. Sono stati raggiunti o meno?

De Landsheere fornisce un’altra classificazione delle funzioni della valutazione:

  • Diagnostica: quando si cerca di scandagliare le possibili lacune o difficoltà per mettere a punto le migliori procedure didattiche. Fornisce elementi circa le condizioni in cui determinate procedure vengono avviate, e sul modo in cui esse si sviluppano.
  • Misurativa: quando si prova a raggiungere alcune quantificazioni degli apprendimenti, nel tempo rispetto a se stesso (profitto), rispetto alla classe o a gruppi più ampi (comparazione), rispetto a criteri (livelli predefiniti) o norme (standard campionarie).
  • Predittiva e prognostica: quando si vuole avanzare delle previsioni sulla base dei risultati presenti rispetto a sviluppi successivi e anticipare un determinato corso degli eventi.

Il cosa valutare

Gli oggetti della valutazione Quando si valuta, che cosa stiamo misurando? Senza un accordo operativo sul cosa si sta valutando aumentano le distorsioni docimologiche e si mette in discussione la validità delle valutazioni.

1. Profitto scolastico o padronanza/competenze

La valutazione del profitto mira all’accertamento del raggiungimento di un progresso rispetto a un punto di partenza. La valutazione avviene in termini di acquisizione di risultati o raggiungimento degli obiettivi. Rimanda a obiettivi disciplinari, per lo più declinati in termini di conoscenze e abilità. Per la rilevazione del profitto si richiedono forme di verifica che permettano di comparare nel tempo il raggiungimento di un determinato apprendimento. La valutazione di padronanza o di competenza rimanda a forme di verifica della capacità di mettere in azione le proprie risorse (di diversa natura, non solo cognitiva) anche in contesti extra-scolastici. Si tratte di forme di verifica centrate sulle prestazioni, prove pratiche nelle quali sia possibile riscontrare la presenza/assenza ed eventuali graduazioni di una determinata competenza.

2. Conoscenze o prestazioni

La valutazione orientata alle conoscenze rimanda all’accertamento di concetti, fatti e nozioni, cioè tende a saggiare la memorizzazione dei “contenuti” di studio. La valutazione orientata alle prestazioni si rivolge, attraverso prove dirette, alla verifica di elementi costitutivi delle competenze. Come riutilizzano le conoscenze.

3. Standard o progresso

Per valutazione di standard si intende quella che permette di selezionare, discriminare tra chi ha raggiunto un determinato livello (competence standard), o soglia di acce1abilità (cut-off-point) e chi si trova al di sotto di tale traguardo. La divisione tra “esperti/non esperti”, “competenti/non” tipica di una valutazione che si basa su criteri di padronanza non tende alla misurazione dei gradi di qualità dei risultati conseguiti. La valutazione di progresso o basata su criteri di progressività va invece a rilevare proprio il continuum di quegli apprendimenti che portano al raggiungimento o meno di una determinata competenza. Essa dovrà quindi identificare tutti i livelli significativi della padronanza e procedere a una valutazione, graduale e in sequenza di tali livelli. Es. di valutazione delle padronanze e dei suoi elementi costitutivi in un possibile continuum è offerto dall’ECDL (7 prove di padronanza).

4. Formativa o sommativa

La valutazione formativa è quella che dà forma agli apprendimento, cioè si svolge durante i percorsi formativi e serve a regolarne gli obiettivi, i tempi, le modalità. È un processo continuo, aiuta la raccolta di quelle informazioni sull’andamento degli apprendimento, difficoltà e punti di forza, necessarie per la riprogettazione degli interventi didattici. La valutazione sommativa è quella che si svolge al termine di un processo di insegnamento o azione didattica e serve a fare una somma dei risultati ottenuti. Essa, in quanto attuata al termine di un ciclo di interventi, di un modulo, di un corso, è puntuale e nella gran parte dei casi si rivolge alla verifica del profitto ma anche delle competenze raggiunte.

Il quando valutare

La valutazione del raggiungimento degli obiettivi assume contorni diversi se compiuta in momenti diversi dell’azione didattica e nell’arco temporale dell’anno scolastico.

1) Continua (continuous assessment) vs discreta (fixed point assessment)

La valutazione continua è quella che l’insegnante o lo studente svolgono durante l’intero arco del corso relativamente alle diverse attività di apprendimento previste. Per questo tipo di valutazione si ricorre a un ampio spettro di sistemi di verifica, da quelli più strutturate come i test, alle altre forme scritte, orali, individuali o di gruppo. La valutazione discreta o puntuale è rivolta a un unico elemento, sia prova in generale, sia un determinato aspetto della prova. Un compito in classe per esempio è una tipica prova a valutazione discreta. Le prove finali, in genere, si identificano come valutazioni puntuali. Non conta ciò che si è fatto precedentemente, nelle valutazioni puntuali si registra ciò che lo studente sa o sa fare in quel preciso giorno. Nell’arco delle attività didattiche queste due forme si intersecano: le valutazioni discrete sono infatti punti prestabiliti all’interno di quella continua.

2) Iniziale, in itinere, finale

Valutazione iniziale o di ingresso: con carattere diagnostico. Serve a verificare la situazione di partenza (analisi dei prerequisiti) per meglio impostare le azioni didattiche successive. Condizione iniziale per poi strutturare l’azione didattica.

Valutazione continua o in itinere: si svolge durante il processo di insegnamento/apprendimento, per monitorare l’azione formativa e poterla rimodellare in corso d’opera: raccoglie informazioni sullo stato di avanzamento degli allievi nell’acquisizione delle diverse conoscenze e fornisce loro un continuo feedback favorendo una sistematica autovalutazione da parte degli allievi. Far capire il punto in cui uno studente si trova e capire in che modo proseguire.

Valutazione finale: si svolge al termine di un segmento formativo (lezione, unità didattica, modulo) per verificare il livello di competenza raggiunto dagli studenti.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Eleonora-Bolzani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di teoria e metodi di programmazione e valutazione scolastica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Batini Federico.
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